Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Venerdì, 19 Luglio 2019

A breve nel comune di Grottaglie partirà una piccola "rivoluzione".
Il centro storico sarà a tutti gli effetti una zona a traffico limitato.
In collaborazione con i cittadini, che hanno partecipato attivamente alle assemblee pubbliche, organizzate dall'Amministrazione, si è strutturato il regolamento della ZTL, raccogliendo contributi, istanze, proposte. Il regolamento trova la sua approvazione durante il Consiglio comunale nel mese di giugno 2018.

Da lunedì saranno già disponibili i moduli per la richiesta pass, presso il comando dei vigili urbani di Grottaglie e si potranno anche scaricare online dal sito istituzionale del comune (www.comune.grottaglie.ta.it).

Questo mutamento del traffico veicolare, dimostra quanto l'amministrazione sia, attenta alla valorizzazione del centro storico, applicando strumenti utili e destinando risorse finanziarie come quelle degli incentivi per il rifacimento delle facciate e degli incentivi per l'apertura delle nuove attività imprenditoriali.

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I miti, gli eroi,  le armi. Il medioevo. E Socrate che campeggia con la saggezza del filosofo che scrive di anima e magia. Le eroine e le amanti. Le donne al di sopra di tutto. Elena Elena Elena, amore mio! Le donne di Luciano De Crescenzo sono nella vita nel mito nella letteratura. Gli dei e le dee. La Penelope di Odisseo rimasta in attesa di un uomo che di fece chiamare Nessuno. Le donne di Bellavista che nella Napoli dei quartieri alti e bassi diventano Maria Sofia o Fiammetta. 

Il regista della città mai morta e sempre vitale tra il linguaggio di Di Giacomo e lo sguardo della Serao. Poi il canto popolare con Renzo Arbore. Bhe! Luciano De Crescenzo ( foto di copertina con Ciro Marseglia,  quando fu premiato a Grottaglie con il  Premio Battista VI edizione, anno 2000), era uno scrittore della parola bella e della filosofia profondamente ironica. Il napoletano ingegnere milanese e poi romano con la Grecia nel cuore e Socrate nell'anima.
Gli anni passano... anche gli scrittori e gli uomini. La filosofia e la letteratura restano.
Fu qualche tempo fa che ci incontrammo. Al premio Strega. Puntualissimi. Troia Elena e Nessuno erano i nostri temi. L'ulissimo che intrecciata tutta la nostra esistenza.
La Grecitá tra il mito e la filosofia oltre la prima avventura chiamata Bellavista. Un vero scrittore moderno che non aveva mai dimenticato quella classicità in cui la mediterraneitá era l'incipit di un esistere nella tradizione delle forme, dei costumi e dei linguaggi.
È scomparso anche Bellavista
Il mio amico, caro in una fase della nostra vita, quella grisiana, è partito oltre la profezia. Ci penseranno gli Dei ad accompagnarlo tra gli archetipi e la sua Napoli rimasta sempre a Santa Lucia.
Luciano De Crescenzo non c'è più. Era nato a Napoli nel 1928. Morto a Roma il 18 luglio di quest'anno. Tutto possiamo dire su Luciano. Tanto. Il suo costante interrogarsi sul concetto di dubbio. La presenza di Elena. Il Bellavista che parlò come la saggezza che viveva dentro la sua ironia.
Sarà il tempo a dare ragione dello scrittore esperto di ingegneria idraulica che si occupò ben presto di linguaggi. Dalla letteratura al fare cinema. Dalla recita dei morti Troiani a Socrate. Dall'invincibile inquietudine del mondo moderno alla malattia vissuta fino all'ultimo come un destino legato ai studi filosofici sulla temperie greca - ellenica sino a scavare nella complessità della realtà medioevale.
Nel cerchio infinito il dare e l'essere degli Dei che lo hanno sempre accompagnato. Uno scrittore che ha cercato nella filosofia la tradizione di un intreccio tra l'ironia napoletana e gli epicentri dei mari di Ulisse ed Enea con al centro le donne. Infatti nei suoi libri, non solo in quello dedicato ad Elena, la donna ha sempre occupato un punto centrale tra il linguaggio e l'interrogativo sulla morte. Ha fatto della sua scrittura un parlare con il quotidiano fino a toccare la comunicazione internitizzata.
Uno sguardo impeccabile con quei suoi occhi di mare calmo, sereno, e rassegnato. Come gli antichi saggi che conoscono il tempo della vita e il tempo della fine.
Si confessa senza preamboli nella sua ultima autobiografia, nella quale scava nel suo esistere nelle città. Bellavista gli  ha dato la notorietà. Ma era scrittore che si è confrontato con la macchina da presa, con il recitare, con la musica popolare napoletana.
Napoli nell'anima e forse Milano nella sua storia, come Roma nel suo vivere. I suoi testi sulla filosofia greca hanno insegnato a comprendere la grecitá profonda oltre l'accademismo.
È riuscito a penetrare un ellenismo filosofico che è giunto addirittura sino a Kant. Ma è rimasto sempre uno scrittore nella filosofia intrecciando i dati metafisici con le metafore. La sua di scrittore è stata una costante ironia dentro le metafore. Siamo tutti nel vissuto meridionali. Diceva spesso.
Ma chi era Bellavista? Un nuovo Socrate tra le vie di Napoli. A Socrate dedica un libro seducente. Come agli eroi agli dei d'amore di guerra di bellezza di profezia. Riusciva a cogliere sempre la bellezza. Sia nella scrittura che nel vocabolario orale.
Con quella sua cadenza napoletana sapeva vivere l'eleganza in un vestito bianco con cappello. La canzone napoletana era una eredità non solo del linguaggio ma della infanzia. Fa parlare Ulisse nel viaggio dei mari e ricostruisce il fuoco di Troia come la consegna di un indovino.
Uno scrittore unico e originale nella tradizione mediterranea in cui la filosofia non la si cerca, ma la si vive nella quotidianità. Passo lento e paziente diceva che i problemi è l'uomo a crearseli ma deve avere la percezione di risolverli senza lasciarsi precipitare nella tragedia.
Luciano De Crescenzo non è stato soltanto uno scrittore. Si è servito della letteratura per non far dimenticare la filosofia. I miti e gli dei, gli eroi e i naviganti greci e medioevali si sono imbarcati sulla sua vela e viaggiano.
Nella nostra esistenza hanno tratteggiato un modello. La pazienza è una saggezza "saggia". La letteratura ha anche questo involontario percorso. In De Crescenzo tutto ciò abita. Lo scrittore che non ha mai abbandonato la filosofia si racconta per il gusto di divertirsi. Sorridere. Oltre il quotidiano e il reale. Beviamoci un caffè per onorare i suoi e nostri caffè presi anche a Napoli nel bar del piazzale della grande Chiesa di San Francesco di Paola. Gli anni passano. Gli scrittori anche. La letteratura resta!

 

 

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“Negli uliveti tarantini, fra Crispiano e Montemesola per quello che ho potuto verificare personalmente, vi sarebbero un’altra trentina di piante che sarebbero state infettate dalla Xylella. Uso il condizionale solo per non spegnere la speranza che non sia così, ma gli operatori dell’Arif, che ho incontrato sul posto, hanno pochi dubbi: i segni del disseccamento sono evidenti. Nonostante proprio in questo territorio abbiamo provveduto a eradicare i primi sei ulivi malati, ma è chiaro che il batterio si è esteso già nella zona cuscinetto che quindi, nel caso, dovrebbe essere immediatamente rivista.

“Per questo stamattina ho scritto al presidente Michele Emiliano, in qualità di assessore all’Agricoltura, e al commissario Arif, Oronzo Milillo, perché venga incrementato il personale tecnico e venga potenziato la struttura interna Arif che si occupa delle attività di monitoraggio dei territori interessati. Gli addetti ai controlli sono pochi per l’emergenza che si presenta davanti ai nostri occhi e che rischia di disertificare le nostre campagne come è già successo nel Salento.

“Un accorato appello anche ai colleghi consiglieri regionali tarantini perché forse se ci attiviamo tutti insieme possiamo ottenere molto di più per la nostra provincia”.

 

 

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I maestri della ceramica il 26 e 27 luglio si ritrovano a Grottaglie (TA) in occasione del decennale di Vino è Musica. In campo, creatività, tecnica e abilità per attribuire il titolo di campione mondiale.

Provengono dalla Turchia, dalla Puglia, dal Veneto, dalla Sardegna, dall’Emilia Romagna, dalla Campania, dall’Abruzzo e dalla Basilicata i maestri tornianti che a colpi di creta si sfideranno al tornio nell’appassionante competizione.

La terra, l'acqua, il fuoco, tre elementi tra loro diversi, ma che l'arte e la tecnica del ceramista unisce da secoli. Preparare “la terra” impastarla e centrarla sulla girella del tornio e modellarla solo con le mani: gesti antichi, umili che però richiedono una grande lavoro
di coordinazione, tecnica e concentrazione per creare e dare vita ad oggetti unici.

Proprio alla secolare arte di lavorare l’argilla è dedicata il 26 e 27 luglio la competizione internazionale “Mondial tornianti in tour”. Ad ospitare la terza edizione, sarà il Quartiere delle Ceramiche di Grottaglie, che con le sue cinquanta botteghe ancora in attività, all’ombra del Castello Episcopio, sarà la suggestiva cornice dell’avvincente sfida tra i migliori maestri ceramisti in arrivo da tutta Italia.

A disposizione i concorrenti avranno 6 chili di argilla e mezz’ora di tempo per misurarsi in una gara che metterà a dura prova la loro abilità con l’antica arte del tornio. Per aggiudicarsi il Titolo di Campione Mondiale in Tour, i maestri, dovranno conseguire il miglior risultato tra le prove uniche di Realizzazione del cilindro più alto e Realizzazione ciotola più larga.

Il primo classificato si aggiudicherà una somma di 1.000,00 euro, offerta dalla Colorobbia e Giuseppe Quaranta di Grottaglie. Al secondo e al terzo classificato verrà assegnato un trofeo in ceramica offerto dal Distretto Urbano per il Commercio.

A decretare quale sia il torniante più creativo, ci sarà, invece, il premio della categoria Campione Mondiale in tour esteta “I contenitori del vino”, affidata al GAL Magna Grecia Scarl, agenzia di sviluppo, da sempre sostenitrice e partner attivo per le iniziative di valorizzazione e promozione delle tradizioni e del territorio locale nell’ambito del PSR Puglia 2014-2020. In questo caso i concorrenti faranno invece appello alla loro inventiva per creare manufatti artistici che dimostrino un grande valore estetico. Spetterà a una giuria esperta designare poi il vincitore, che si aggiudicherà un buono acquisto di 400,00 euro, offerto dal GAL “Magna Grecia”.

Grande attesa per la performance fuori gara (26 luglio alle ore 22.30), Io, il tornio e lo scuro – Throw in the Dark durante la quale i maestri tornianti bendati dovranno creare un oggetto artistico avvalendosi della sola memoria immaginativa e disponendo solamente delle “misure” prese con il tatto e utilizzando esclusivamente le proprie mani, la propria intuizione e l’antico strumento del tornio da vasaio. Una prova ostica, quanto affascinante, che porterà gli artisti a superare i propri limiti. Una particolarissima performance che vuole porre particolare attenzione alla possibilità della ceramica di essere mezzo di sviluppo di attività ludiche, didattiche e curative negli ambiti del miglioramento delle capacità sensoriali artistiche e comunicative delle singole persone.

Le date di questa terza edizione coincidono con il decennale di “Vino è Musica”, rassegna “enoculturale” che celebra la cultura, le tradizioni, l’arte, il territorio e i suoi molteplici sapori. Il 26 e il 27 luglio, dunque, il vino, la ceramica e la musica diventeranno i protagonisti indiscussi dell’estate pugliese.

 

Mondial Tornianti è un evento organizzato dal Comune di Grottaglie in collaborazione con A.I.C.C. Associazione Italiana Città della Ceramica, l’Ente Ceramica Faenza, GAL Magna Grecia, Colorobbia, Giuseppe Quaranta e il Distretto Urbano del Commercio di Grottaglie.

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Il 26 e 27 luglio a Grottaglie (TA) in scena gusto, artigianato e musica

Presentata questa mattina in conferenza stampa la rassegna “enoculturale” Vino è Musica, che quest’anno si svolgerà il 26 e 27 luglio. La rassegna che celebra la cultura, le tradizioni, l’arte, il territorio e i suoi molteplici sapori festeggia i suoi primi dieci anni.

Evento clou di questa edizione speciale sarà il Mondial Tornianti in tour, promosso dal Comune di Grottaglie in collaborazione con AICC – Associazione Italiana Città della Ceramica e Ente Ceramica Faenza.
Vino, cibo e ceramiche ai piedi del trecentesco Castello Episcopio, in uno scenario unico al mondo: il Quartiere delle Ceramiche di Grottaglie. Arte del lavorare e plasmare la terra e i suoi prodotti. Questo è il format che la città di Grottaglie (TA), famosa in tutto il mondo per l’arte figulina, propone per il 26 e 27 luglio ai suoi numerosi visitatori.
Oltre 300 etichette in degustazione, 100 aziende provenienti da Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e internazionali sparse tra i percorsi “on the road”, 9 laboratori del gusto sulle panoramiche terrazze delle botteghe ceramiche e tre enoteche “en plain air”. Ma non finisce qui! 5 saranno gli chef che, immersi nel Quartiere delle Ceramiche, tra note jazz, rock e indie di 14 band esclusivamente “made in Puglia”, presenteranno ai tanti winelover la loro rivisitazione di piatti tradizionali, in chiave “street food” e 5 ristoratori del territorio che proporranno i lori abbinamenti nei laboratori di degustazione. Attesissimo il cameo di Diodato, che per l’occasione si esibirà in un’inedita versione acustica e il divertente quanto ironico TG dedicato al food, al wine e all'attualità nazionale ideato e scritto dalla redazione di Lercio.it.
La rassegna, che negli anni ha già ospitato oltre 150 aziende vitivinicole, 40 chef, e 80 gruppi musicali, in occasione del decennale metterà in mostra i migliori vini e l’artigianato tipico per dare vita a un appuntamento unico ed esclusivo. Un vero e proprio viaggio nei sapori e saperi del Sud Italia.
E poi ci sarà la ceramica, la grande protagonista della due giorni. Sarà infatti il Quartiere delle Ceramiche, con le sue cinquanta botteghe ancora in attività, all’ombra del Castello Episcopio, la suggestiva cornice al “Mondial Tornianti”. Provengono infatti dalla Turchia, dalla Puglia, dal Veneto, dalla Sardegna, dall’Emilia Romagna, dalla Campania, dall’Abruzzo e dalla Basilicata i maestri tornianti che a colpi di creta si sfideranno al tornio nell’appassionante competizione. Esperti artigiani e ceramisti si ritroveranno a Grottaglie per l’entusiasmante competizione ideata oltre 30 anni fa a Faenza. A disposizione i concorrenti avranno 6 chili di argilla e mezz’ora di tempo per misurasi in una gara che metterà a dura prova la loro abilità con l’antica arte del tornio. Grande attesa per la performance fuori gara, Io, il tornio e lo scuro – Throw in the Dark durante la quale i maestri tornianti dovranno creare un oggetto artistico avvalendosi della sola memoria immaginativa e disponendo solamente delle “misure” prese con il tatto e utilizzando esclusivamente le proprie mani, la propria intuizione e l’antico strumento del tornio da vasaio. Una prova ostica, quanto affascinante, che porterà gli artisti a superare i propri limiti.

Ogni anno Vino è Musica è un po’ come l’argilla che il maestro ceramista centra sulla girella del tornio. – dichiara Enza De Carolis, organizzatrice di Vino è Musica – Nel corso dei mesi di preparazione, può assumere forme “di rivoluzione”, a volte anche casuali, ma sono l’effetto di operazioni rigorose che
preparano alla creazione di nuovi profili per dar vita all’oggetto finale. Vedere ogni anno prendere forma una nuova edizione di Vino è Musica costituisce per noi organizzatori un momento esaltante come quello del ceramista che vede la materia prendere forma sotto le sue mani.

Nella due giorni ci saranno inoltre mostre d’arte ceramica dedicate al vino, laboratori didattici rivolti ai piccoli visitatori all’interno del Museo della Ceramica, visite alla mostra di ceramica contemporanea “MediTERRAneo” e oltre 50 botteghe artigiane da visitare dove le mani dei maestri figulini, tinte di terra e colore, modellano e dipingono da oltre cinque secoli.
“Grande originalità e innovazione per una rassegna irrinunciabile dell’estate pugliese – dichiara il Sindaco della Città di Grottaglie, Ciro D’Alò - che da 10 anni si conferma una valida offerta turistica con proposte enogastronomiche che hanno permesso di essere decretata da alcune testate nazionali tra gli eventi più rilevanti legati al vino. Come amministrazione comunale abbiamo voluto dare il nostro supporto inserendo all’interno della rassegna la tappa dell’importante competizione internazionale del “Mondial Tornianti”. Con questa collaborazione – continua il Sindaco - si apre un percorso più strutturato che coniuga turismo, accoglienza e promozione della ceramica: si tratta di un percorso importante in grado di proporre ai nostri visitatori un’esperienza turistica multisensoriale.
Insomma, un appuntamento imperdibile per chi vuole approfondire il mondo del vino abbinando gastronomia mediterranea, storia, arte, musica e cultura.

Le iniziative sono promosse da Intersezioni e Comune di Grottaglie in partnership con Confagricoltura Taranto, Gal Magna Grecia, Slow Food Grottaglie – Vigne e Ceramiche, Sistema Museo, Qiblì srl e Fatia srls.

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Revisioni prorogate, ma le aziende agricole non sanno come procedere. CIA Puglia: “Serve anche un piano di incentivi per rinnovare il parco macchine”
 
Migliaia di trattori dovranno essere revisionati entro il 30 giugno 2021, ma al momento non esistono officine meccaniche autorizzate per procedere alle revisioni: la questione riguarda tutta Italia, e dunque tutta la Puglia.
Se n’è discusso durante la riunione della Giunta regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia.
«Il decreto di revisione generale periodica delle macchine agricole, pubblicato recentemente sulla Gazzetta Ufficiale, ha prorogato le scadenze come avevamo richiesto» - ha spiegato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Puglia - Non si è ancora provveduto, però, a mettere a disposizione delle aziende agricole una rete di officine autorizzate a espletare i controlli e rilasciare le revisioni».
«Le questioni da affrontare, in merito al sistema dei controlli periodici, sono diverse - ha aggiunto Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata - Oltre alle officine autorizzate, che per il momento non ci sono, c’è da considerare che il provvedimento di proroga non affronta la necessità di favorire il rinnovo e l’ammodernamento del parco macchine agricole in dotazione alle nostre aziende. Un sistema di incentivi alla rottamazione dei vecchi trattori, infatti, favorirebbe l’acquisizione di macchine agricole più sicure, meno inquinanti, più moderne e confortevoli, capaci di migliorare la qualità, l’efficienza e la sicurezza del lavoro, oltre a renderlo più sostenibile dal punto di vista ambientale».
«Il decreto di proroga è apprezzabile, ma non sufficiente - ha aggiunto Giuseppe Creanza, direttore provinciale di CIA Levante. Alla luce delle istanze provenienti dai nostri associati, crediamo sia necessario integrare quel decreto con una serie di provvedimenti per individuare le officine autorizzate e un vero e proprio piano nazionale con incentivi alle aziende agricole che vogliano acquistare nuove macchine agricole».
«È una questione di sicurezza, innanzitutto, ma riguarda anche i livelli di produttività» - ha affermato Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi).
Sulla stessa lunghezza d’onda Danilo Lolatte, direttore provinciale di CIA Salento.
Queste le nuove scadenze: per i veicoli immatricolati entro il 31 dicembre 1983, la revisione è da effettuare entro il 30 giugno 2021; per i mezzi immatricolati dal 1° gennaio 1984 al 31 dicembre 1995, la revisione è da svolgere entro il 30 giugno 2022; per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2018, revisione entro il 30 giugno 2023; per i veicoli immatricolati dopo il 1° gennaio 2019, revisione al 5° anno entro la fine del mese di prima immatricolazione.

 

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Sarà proiettato domani, sabato 20 luglio, alle ore 21, in Piazza Marconi, il film documentario “Atto di fede” girato a San Michele Salentino per la regia di Vittorio Antonacci e la produzione di Rosario Altavilla, attore originario, proprio, di San Michele Salentino.

“Atto di fede” è un documentario in tre atti sui lavoratori itineranti delle feste religiose in Puglia. Uomini di buona volontà che lavorano per conto dell’Altissimo senza pretendere un posto in Paradiso. Personaggi come bandisti, madonnari e fedeli che rinnovano le tradizioni e consolidano le nostre comunità.
Seguendo una banda di Paese durante le feste patronali, poi la tournée di un madonnaro per i paesini della Puglia e, infine, una statua della Vergine che migra di casa in casa ricevendo ogni volta un’accoglienza da star, Atto di fede cercherà di svelare l’altro volto della religione.
Attorno a Dio, alla Madonna e a tutti i santi ruota infatti un’invisibile ma infallibile macchina organizzativa popolare, i cui ingranaggi – personaggi come, appunto, bandisti, madonnari e, ovviamente, i fedeli – fanno sì che, puntualmente, il culto si rinnovi, le comunità si riuniscano e il sentimento del sacro si perpetui e umanizzi. Non lo fanno né per i soldi né per protagonismo, né hanno un esplicito mandato: il loro è un vero e proprio atto di fede.
Lo scopo del trittico non è però quello di indagare il sentimento religioso dei personaggi che compongono quest’affresco, il che è faccenda personale e per noi poco interessante. Atto di fede parla piuttosto di tutto ciò che ruota attorno alla religione, di quello che gli uomini fanno non solo e non tanto per compiacere il loro Dio, ma anche per permettere a sé stessi e agli altri di continuare a crederci, alimentando la fede propria e altrui attraverso la festa, l’arte e la condivisione. In un certo senso ci sembra pure che chi compie questo atto di fede non lo faccia solo nei confronti del divino ma, forse soprattutto, nei confronti degli altri uomini. E’ davvero per Dio che si suona, si dipingono Madonne e si apre la porta di casa propria? La nostra idea è, piuttosto, che la festa religiosa non sia che il pretesto preferito dalle piccole realtà italiane (in particolare del Sud Italia e, qui nello specifico, pugliesi) per celebrare la propria continuità e garantire la sopravvivenza sociale della comunità.
Il docufilm sarà presentato da Rosario Altavilla e dal regista Vittorio Antonacci.
“Atto di Fede” è in Concorso al San Giò Verona Film Festival, piccolo e prezioso Festival internazionale che festeggia quest'anno la 25^ edizione.

 

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Carissimi tutti,

cerchiamo di accendere una luce vera, efficace ad autentica nelle esequie del caro Mimmo, vittima del terribile incidente dei giorni scorsi nelle acque di Mar Grande la cui dinamica noi tutti conosciamo. È un evento che ci ha scosso per la sua violenza e per il suo carattere di calamità. Siamo vicini alla famiglia di Mimmo, ma è lutto per l’intera comunità dell’arco ionico tarantino che purtroppo non si ritrova per la prima volta a vivere un dramma del genere.
La luce che voglio accendere è quella che ci viene dalla Parola di Dio or ora ascoltata. La nostra fede ci chiede di vivere ogni momento importante della nostra vita, ricorrendo alla roccia della Parola del Signore, perché è una parola che non passa, è una parola sulla quale possiamo fondar la nostra esistenza e non è una parola vuota, insufficiente, vanamente consolante come quella degli uomini che specie in queste circostanze non riescono ad andare oltre la lista dei “perché”. La Parola di Dio è lampada gentile che ci fa mettere un piede innanzi all’altro soprattutto quando le tenebre sembrano brandirci.

Nella prima lettura è raccontata l’avventura del profeta Giona che nel mezzo di una tempesta implacabile viene gettato in mare. È sicuro di dover morire, negli abissi, nascosto alla vista degli uomini ma non a quella del cielo e viene inghiottito da un grosso pesce che lo terrà dentro di sé per alcuni giorni. Per gli uomini, Giona non esiste più, la sua esistenza è stata cancellata definitivamente dalla faccia della terra, né potrà esistere più il suo ricordo perché le sue spoglie sono disperse. Ecco quindi l’audacia delle vie di Dio che vincono le strade corte dell’uomo. Giona, infatti, nella profondità degli abissi eleva una preghiera, la straordinaria preghiera che abbiamo ascoltato nella prima lettura. Non c’è infatti luogo dal quale Dio non possa ascoltarci, non c’è antro o tempesta talmente maledetti dai quali Dio non possa raccoglierci e donarci la vita.
Questa icona biblica è balenata in me l’altro giorno quando ho voluto sentire al telefono la sorella di Mimmo, Primula, che ad un certo punto ha esclamato «Eccellenza, don Filippo, ho come visto Mimmo, rannicchiato in un angolo; cercava qualcuno che lo venisse a prendere per la mano, poi ho visto una luce: era Gesù; sì, ora è con Gesù», me lo ha detto con tutto il dolore del mondo ma con tutta la speranza della grazia di Dio.
Allora mi sono tornate alla mente le parole di Giona:
«Nella mia angoscia ho invocato il Signore
ed egli mi ha esaudito;
dal profondo degli inferi ho gridato
e tu hai ascoltato la mia voce. […]
sono sceso alle radici dei monti,
la terra ha chiuso le sue spranghe
dietro a me per sempre.
Ma tu hai fatto risalire dalla fossa la mia vita,
Signore mio Dio.
Quando in me sentivo venir meno la vita,
ho ricordato il Signore.
La mia preghiera è giunta fino a te,
fino alla tua santa dimora».

Ma se non fosse con Gesù, chiedo a tutti voi: cos’è successo? È sparito? Ma che giustizia è questa? Ha invece ragione la sorella, perché questa giovane vita non può essere svanita nel buio, vittima della mancanza di sicurezza e della tromba d’aria, non è stata inghiottita per sempre dalle tenebre e dal nulla.
Se siamo qui oggi, se abbiamo portato Mimmo ai piedi dell’altare, sotto il cero pasquale è perché siamo animati da una speranza più forte del vento che ha sradicato quella cabina, anche se non possiamo nascondere lo sconcerto, l’angoscia e le lacrime.
Il Vangelo che abbiamo ascoltato fa parte di uno dei capitoli più articolati del Vangelo di San Giovanni. Il sesto capitolo ci rivela, in seguito al racconto della figura eucaristica della miracolosa moltiplicazione dei pani e dei pesci, l’esistenza di un Pane che nutre per la vita eterna che è Gesù stesso che si offre per noi.
Il Signore donandosi a noi è segno della volontà tangibile del Padre di non voler perdere nessuno, ma di provvedere alla salvezza di tutti. Dio non vuole la morte e né che nessuno perisca, la sua è una volontà benevola e misericordiosa.
Ed è per questo che non possiamo rassegnarci, per nessuna ragione al mondo, all’idea che la vita possa essere subordinata a qualsiasi altro principio né tantomeno relegare alla fatalità quello che è accaduto a Mimmo, quando sappiamo e ricordiamo, con un’altrettanta ferita aperta, la morte di Francesco Zaccaria, vittima anche egli nelle stesse modalità di Mimmo. Tutto ciò è assurdo e cinicamente beffardo per i lavoratori e per i tarantini.
Quest’ennesima morte è un’altra lezione dolorosa e insopportabile di come le politiche industriali e la complessità del sistema di questo grande stabilimento non siano ancora allineati con il vero benessere dell’uomo. C’è un vento malefico che ogni volta sembra vincere sul vento buono delle rette intenzioni e sullo sguardo propositivo sul futuro.
Chiedo per rispetto alla famiglia di Mimmo e per tutti noi che si faccia chiarezza e giustizia.
Vorrei gridare ancora una volta «basta morti; si lavora per vivere, non per morire».
Ora dico basta al rimpallo di responsabilità, agli impianti fatiscenti, alla logica del puro profitto, basta alla vergognosa strumentalizzazione di questo dolore per qualsiasi motivo. Chi ha competenza si senta responsabile di dare delle risposte e delle soluzioni immediate, senta l’impegno bruciante e scomodo di metterci la faccia e di rischiare veramente per Taranto dove a rischiare e a perire sono solo i poveri! Sono solo i lavoratori. E questi prima di ogni strategia economica e politica vogliono solo lavorare. Ma con sicurezza e dignità difendendo la salute e l’ambiente. Lo dobbiamo alla famiglia di Mimmo e a tutte le vittime sul lavoro. Come anche ricordiamo e preghiamo per l’altra vittima di Fragagnano scomparsa poco tempo fa, il vigile del fuoco Antonio Dell’Anna.

Una carezza ora per i famigliari di Mimmo: il papà e la mamma, i fratelli e le sorelle, la moglie; una carezza la prendiamo ancora dal vangelo oggi unica fonte di vera consolazione.

Ci dice papa Francesco: “Nei momenti di tristezza, nella sofferenza della malattia, nell’angoscia della persecuzione e nel dolore del lutto, ognuno cerca una parola di consolazione. Sentiamo forte il bisogno che qualcuno ci stia vicino e provi compassione per noi”, ha proseguito: “Sperimentiamo che cosa significhi essere disorientati, confusi, colpiti nel profondo come mai avevamo pensato. Ci guardiamo intorno incerti, per vedere se troviamo qualcuno che possa realmente capire il nostro dolore. La mente si riempie di domande, ma le risposte non arrivano. La ragione da sola non è capace di fare luce nell’intimo, di cogliere il dolore che proviamo e fornire la risposta che attendiamo. In questi momenti, abbiamo più bisogno delle ragioni del cuore, le uniche in grado di farci comprendere il mistero che circonda la nostra solitudine”.

E il vangelo di oggi ci dice:
«Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me; e colui che viene a me, non lo caccerò fuori; perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nessuno di quelli che egli mi ha dati, ma che li risusciti nell'ultimo giorno. Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno». Lo sguardo al Figlio di Dio che ci è vicino perché si è donato a noi sino alla croce, ci salva e ci libera dalla morsa del nulla che sarebbe l’estrema ingiustizia di fronte al grande lutto di questa ennesima morte.

Il Signore risorto non perde nessuno di quelli che il Padre gli ha dato nelle mani. Come Mimmo che ora affidiamo all’abbraccio del suo amore infinito.
E un’ultima parola per Fragagnano e i suoi cittadini che in breve tempo ha vissuto due lutti gravissimi: che il Crocifisso e la Madre di Dio vi proteggano nella consolazione e che tali disastri non accadano più e i nostri uomini e donne, giovani e adulti lavorino nella sicurezza e nella pace.

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Sabato 20 luglio al Surf Cafè (Lido Torretta, Marina di Lizzano), una serata di musica e video per festeggiare il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla luna. Proiezione della diretta RAI dell'epoca, spazio per l'osservazione con il telescopio e un dj-set speciale ad opera di Party Smith.

Il 20 luglio del 1969 l'uomo metteva per la prima volta piede sulla luna. Esattamente cinquant'anni dopo, questo sabato 20 luglio dalle ore 22.00 al Surf Cafè, bar situato in località Lido Torretta a Marina di Lizzano (Ta) si darà vita al "Moon Party Smith", una festa di immagini e musica dedicata alla straordinaria missione dell'Apollo 11 che ha cambiato la storia dell'umanità.

Si parte alle 22 con la proiezione della famosa e indimenticabile (per chi c'era) diretta in bianco e nero della RAI targata 1969, dove dallo studio 3 di via Teulada in Roma i tre conduttori di allora – Piero Forcella, Tito Stagno e Andrea Barbato – furono impegnati in una storica telecronaca in diretta delle ultime fasi della missione Apollo 11. La trasmissione iniziò con le parole di Barbato: “L’uomo sta per violare il primo mistero dell’universo, sta per conquistare la Luna” e si concluse con "Ha toccato!" di Tito Stagno.

A mezzanotte si passerà dal video alla musica di Party Smith, alterego di Franz Lenti, dal 2001, selector e anima creativa della provincia jonica che ha preparato un dj-set dedicato allo spazio e alla fantascienza, con brani tratti da suoni space sound, space rock, psychedelica, ambient, vaporwave & strangerthings.

Presente inoltre uno spazio d'osservazione astronomica dedicato alla luna mediante un telescopio.

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È in programma mercoledì 24 luglio, alle ore 11, presso l’Uoc di Neonatologia e Utin del SS. Annunziata, alla presenza delle autorità civili, religiose e dei parenti dei due compianti medici, la cerimonia di scoprimento della targa in memoria dei dottori Peppino Famà e Tonino Di Comite, maestri di pediatria e pionieri della moderna neonatologia. 

Il dott. Oronzo Forleo (foto), direttore del reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del nosocomio tarantino e promotore dell’iniziativa, si è dichiarato certo di interpretare, con questo gesto, i sentimenti di affetto, amicizia e riconoscenza della comunità ospedaliera nei confronti dei due medici che rappresentano la storia della Neonatologia a Taranto.
Attualmente il reparto diretto dal dottor Forleo è il primo punto regionale per numero di ricoveri e assistenza dei neonati fisiologici e patologici che necessitano di terapia intensiva e il secondo “punto nascita”, sempre a livello regionale. Rappresenta un riferimento anche per le regioni limitrofe; infatti afferiscono a Taranto anche i neonati provenienti dalla Calabria e dalla Basilicata.

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