Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Mercoledì, 03 Luglio 2019

Erano in oltre trecento a cantare e ballare fino a notte fonda, tutti insieme gioiosamente, sotto lo sguardo benevolo e paterno di don Nino Borsci, presidente della Comunità Airone.

Perché don Nino Borsci, oltre che parroco della chiesa di Francesco de Geronimo al Quartiere Tamburi e Direttore della Caritas Diocesana, è soprattutto il “padre” di migliaia di giovani e di “non più giovani” che negli ultimi trenta anni sono passati da uno dei sette centri della Comunità Airone.
Racconta don Nino Borsci «in trenta anni avremo tenuto oltre 8.000 colloqui conoscitivi con persone con dipendenze patologiche, principalmente tossicodipendenti e alcolisti, per poi vederne entrare oltre 3.500 in uno dei Centri terapeutici della Comunità Airone. Di questi oltre 480 – circa il 20% – hanno portato a termine il percorso di riabilitazione».

Tanti di loro si sono ritrovati – domenica 30 giugno – presso il Centro Pedagogico-Riabilitativo “Nasisi” della Comunità Airone, ubicato nel Quartiere Paolo VI di Taranto, per partecipare alla manifestazione organizzata per il trentennale dell’organizzazione.
“Comunità Airone: 30 anni al servizio per il recupero terapeutico dalle dipendenze!”: questo il titolo dell’evento che ha visto partecipare i collaboratori di Don Nino Borsci: in primis Vito Toscano, vicepresidente e fondatore della Comunità Airone, e poi le tante persone che, con un contratto a tempo indeterminato, lavorano nella Comunità Airone ricoprendo diverse mansioni, affiancate in base alle esigenze da numerosi liberi professionisti.
Alcuni di questi – un educatore e una psicologa – hanno dato inizio alla tavola rotonda sul tema “Il ruolo che ha avuto in questi trent’anni la Comunità Airone nella lotta e nella risoluzione delle diverse dipendenze presenti nella società”, per poi lasciare spazio ai veri protagonisti di questa magica serata: coloro che hanno percorso un momento della loro vita nella Comunità Airone e i loro familiari.
Testimonianze toccanti, alcune è possibile persino leggerle sui social, come quella di Angelo “A me ha salvato la vita Airone sempre nel mio Cuore” e poi scorri la sua pagina Facebook e lo vedi padre felice di una bella famiglia.
O il racconto di uno dei presenti: «una trentina di anni addietro ho seguito nella Comunità Airone l’intero percorso di recupero liberandomi dalla dipendenza, poi ho terminato gli studi diplomandomi, e da ventisei anni lavoro come operatore professionale proprio nella Comunità Airone!»
Racconti sotto lo sguardo felice di don Nino Borsci che di ognuno di loro conosce la storia, quella di una persona che, vivendo una dipendenza, nella Comunità Airone è sempre stata accolta e trattata con amore e professionalità. Tanti ce l’hanno fatta ad uscire dal tunnel della dipendenza, altri purtroppo no, ma porteranno sempre nella loro vita il ricordo di un momento di ascolto e accoglienza.
«La gioia più grande – racconta don Nino Borsci – è vederli entrare in chiesa per sposarsi o per battezzare un bambino, o anche solo per raccontarti quello che stanno facendo nella loro vita. E te li ricordi tanti anni prima quando, con lo sguardo perso e smarrito, si erano presentati con i loro genitori per chiedere di entrare in comunità per iniziare il percorso. Vederli oggi qui con me è il regalo più grande che potessi ricevere in questa meravigliosa giornata».
Dopo la tavola rotonda don Nino Borsci ha celebrato all’aperto la Santa Messa su un semplice altare, un momento di profonda commozione e partecipazione, cui è seguita una cena comunitaria.
Dopo le immancabili foto di rito, è iniziata la festa che, anche grazie alla musica di una cover band, è proseguita per ore e ore tra canti e balli.
È stato un inno simbolico alla vita. La vita ritrovata dopo che si era smarrita nei meandri oscuri di quella dipendenza che ti lega patologicamente a una sostanza, come una polverina bianca o una bottiglia di vino, levandoti la voglia di vivere e la dignità.
Oggi la Comunità Airone affronta nuove dipendenze, le cosiddette new addictions”, come quella da web e da social, ma l’approccio è sempre quello con cui in trenta anni ha accolto migliaia di tossicodipendenti, alcolisti e ludopatici: ascolto e tanto amore!

Infatti così ha concluso don Nino Borsci: «abbiamo voluto dedicare queste celebrazioni per il trentennale alla “Persona”, perché la Comunità Airone l’ha sempre messa al centro del percorso di recupero, dandole amore e attenzione, ascoltandola ed entrando in contatto con la sua anima: l’Amore è la migliore medicina per fare uscire una Persona dal tunnel della dipendenza, qualunque essa sia».

ALLARMI TRA VECCHIE E NUOVE DIPENDENZE

Nella tavola rotonda sono emersi alcuni dati allarmanti sulle tossicodipendenze: i soggetti che fanno un uso patologico della Cannabis – il classico spinello – nel 70% dei casi arrivano poi ad usare altri tipi di stupefacenti, molto spesso assumendo più sostanze, una condizione che quasi sempre presenta anche problemi psichiatrici.
Nella società è profondamente cambiata la percezione della tossicodipendenza: un tempo questa era considerata una piaga sociale e il “tossico” era emarginato e ghettizzato, mentre oggi la tossicodipendenza in molti ambienti ha avuto un suo “riconoscimento sociale”.
Questo ha portato a un cambiamento della percezione nell’ambito della stessa famiglia di un tossicodipendente che, mentre un tempo era presente e sosteneva il percorso di recupero del caro, oggi invece arriva persino a disinteressarsene!
Un fenomeno simile riguarda anche le dipendenze da web e social che, invece di essere percepite nella società come un “pericolo”, vengono considerate come un importante mezzo di socializzazione e di aggregazione e, quindi, associati a una percezione positiva: si pensi al fenomeno degli “influencer” che rappresentano un “modello di successo” imitato da tantissime persone, principalmente ragazzi, ma non solo!
Quello che accomuna tutte queste dipendenze è una carenza affettiva di base che nel tempo ha poi portato a una scarsa autostima del soggetto.

 

LA NASCITA DELLA COMUNITA’ AIRONE

Nella seconda metà degli anni Ottanta don Nino Borsci, giovane sacerdote della chiesa San Francesco de Geronimo, organizzò in parrocchia un incontro dal titolo “Dalla droga si può uscire” al quale parteciparono tante famiglie.
All’epoca nelle strade del Quartiere Tamburi c’era tanta droga e imperversava una spietata guerra di mala con morti ogni giorno.
Nei giorni successivi alla riunione molti genitori chiesero a don Nino Borsci di fare qualcosa per aiutare i figli tossicodipendenti; così fu organizzato un centro d’ascolto che provvedeva anche a smistare i ragazzi presso le comunità di recupero esistenti in tutto il Paese.
Ma i tempi di attesa erano lunghissimi e, potendo disporre di una villa a Martina Franca, venne organizzata una comunità di recupero con il sostegno delle famiglie – che procurarono suppellettili e pentolame – e quello della Caritas che offriva i pasti: trenta anni fa nasceva così la Comunità Airone!

 

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Cambio di Martelletto al Club Taranto Magna Grecia

È l’ing. Angelo Maggio il nuovo presidente del Rotary Club Taranto Magna Grecia. Il passaggio del martelletto tra l’avv. Rosanna Miolli, che ha presieduto il Club nell’anno sociale appena concluso, e il nuovo presidente, è avvenuto l’altra sera alla presenza di un gran numero di soci con consorti, invitati e autorità cittadine.
“Chi sono i rotariani e che fanno? A queste domande, che spesso ci vengono poste, possiamo rispondere col nostro motto: Servire senza alcun interesse personale”. Ha esordito con queste parole il nuovo presidente Maggio subito dopo aver indossato il “collare” presidenziale. E ha aggiunto che, per essere ancora più chiari, “I rotariani sono semplicemente persone che dedicano il proprio tempo, le proprie capacità, e il proprio bagaglio umano e professionale per rendere il mondo migliore”.
L’avvio di serata è stato tutto della presidente uscente che ha tracciato il bilancio davvero intenso del proprio anno di servizio. Fra le tante iniziative, è utile ricordare i principali service: innanzitutto la camera d’ascolto per minori al Tribunale , un’opera utilissima e che ha impegnato economicamente il Club in maniera significativa. Poi una fornitura per il reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale “SS. Annunziata”; le conferenze di orientamento universitario; ma anche la conferenza pubblica sul futuro di Taranto; la premiazione di studenti tarantini per il concorso nazionale sulla legalità; la ricostruzione dell’Interact; e tanto altro. Al termine, insieme ai ringraziamenti ai componenti del proprio direttivo, Rosanna Miolli ha consegnato la PHF, massima onorificenza rotariana, al socio Roberto Giua che ha presieduto il Club nel 2017/18.
Dopo il passaggio del collare, il nuovo presidente Maggio ha enunciato le linee d’intervento che intende perseguire e ha annunciato il principale service del suo anno che sarà dedicato al Castello Aragonese, mirabilmente gestito dal socio onorario amm. Francesco Ricci. Quindi, la presentazione della nuova squadra: vicepresidente Gianni Lasalvia; segretario Nico Monfredi; tesoriere Tiziana Pica; prefetto Pino Barbera; consiglieri, Angelo Argento, Angelo Basile, Antonio Biella ed Ermenegildo Ugazzi; istruttore di Club Antonio Rubino; pastpresident Rosanna Miolli; presidente incoming Fabio Ninfole; presidente nominato Martino Cecere. Le conclusioni sono state tratte da Roberto Giua che quest’anno sarà assistente del governatore.

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Alla presenza del Capo di Stato Maggiore e del Presidente nazionale

È stata una Tre giorni entusiasmante quella vissuta dalla delegazione tarantina dell’ANUA (Associazione Nazionale Ufficiali Aeronautica) guidata, come di consueto, dal presidente dott. Aldo Marturano, consigliere nazionale onorario del sodalizio.
Una Treggiorni vissuta fra il 36° Stormo Caccia di Gioia del Colle e la Scuola Svam di Taranto, insieme ai personaggi del massimo livello sia della Forza Armata, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Gen. S.A. Alberto Rosso; sia dell’ Anua, il Presidente naz. Gen.S.A. Claudio De Bertolis.
Nei primi due giorni, giovedì 27 e venerdì 28, all’Aeroporto di Gioia del Colle si è tenuto (per la prima volta a Gioia) il passaggio di consegne al vertice della Squadra Aerea fra il Gen. S.A. Fernando Gianciotti e il Gen. S.A. Gianni Candotti. Il primo ora andrà a ricoprire il ruolo di Presidente del Centro Alti Studi Difesa.
La cerimonia del 27 è stata preceduta da un pregevole concerto tenuto la sera prima dalla Fanfara del Comando Scuole A.M. / 3^ Regione Aerea diretta dal 1° Mar. Luog. Nicola Cotugno. Ad organizzare la serata e a condurla con grande padronanza e brio è stato il tarantino Ten.Col. Domenico Spalluto.
La compagine ionica dell’Anua era composta, oltre che dal presidente Marturano, dal segretario gen. Domenico Rossini, dal socio alto magistrato Massimo Brandimarte e dall’addetto stampa, direttore Antonio Biella. I rappresentanti del sodalizio si sono intrattenuti a lungo e con grande cordialità sia col Capo di Stato Maggiore gen. S.A. Rosso, che con i due protagonisti del passaggio di consegne, e col “padrone di casa”. col. Emanuele Luigi Spigolon, Comandante del 36° Stormo Caccia.
Il giorno successivo, è giunto da Roma il presidente nazionale dell’Anua, Gen. S.A. Claudio De Bertolis, che ha potuto constatare di persona il prestigio di cui gode, negli ambienti aeronautici militari pugliesi, la Sezione tarantina dell’Anua.
Archiviata la straordinaria cerimonia all’aeroporto di Gioia del Colle, il giorno successivo, sabato 29, tutti nella vicina Taranto, sulle sponde del placido Mar Piccolo dove quasi un secolo fa volavano gli enormi idrovolanti Cant Z e da dove partì la famosa traversata di Italo Balbo. Qui, alle Scuole Svam, alla presenza anche del sottosegretario alla Difesa, on. Angelo Tofalo, a fare gli onori di casa per il giuramento degli allievi è stato il col. Gianluca Capasso, grande amico dell’Anua e dei suoi componenti, in una cornice emozionante di familiari dei giurandi che hanno seguito con gran calore ogni parte della suggestiva cerimonia.

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S’inaugura sabato 6 luglio (ore 20.30), “l’Angolo della Coversazione” rinomata rassegna culturale dello Yachting Club giunta alla 14^ edizione e organizzata da sei anni in collaborazione con la BCC di San Marzano (partner la libreria Ubik di Taranto). Ricco il calendario di appuntamenti che si apre con la presentazione di “Alba Nera” l’ultimo lavoro del magistrato-scrittore di origini tarantine Giancarlo De Cataldo che farà conoscere il suo romanzo nel corso di un interessante incontro aperto al pubblico con ingresso libero nella rinnovata area Barotto dello Yachting Club. Prima e dopo l’evento previsto un ricercato intrattenimento musicale a cura dell’intramontabile Maurizio Gravina, tra i dj più noti e apprezzati della Taranto by night. Giancarlo De Cataldo vive a Roma dove è stato giudice presso la Corte D’Assise. Ha scritto molti romanzi (il più noto è di certo Romanzo Criminale, edito nel 2002 e vincitore, l’anno successivo, del Premio Scerbanenco: da questo libro Michele Placido ha tratto un celebre film, seguito poi da una serie tv), sceneggiature per cinema, televisione e testi teatrali. Collabora con quotidiani e riviste tra cui Repubblica, Messaggero, l’Unità e Corriere della Sera Magazine. Nel 2006 cura per la Rai il progetto “Crimini”, una serie tv scritta da grandi autori italiani. Quattro anni dopo va in onda una seconda serie e il primo episodio è “la doppia vita di Natalia Blum” di Gianrico Carofiglio, girato a Bari con Emilio Solfrizzi. Dal 2007 al 2013 escono nelle librerie “Nelle Mani Giuste”, ideale seguito di “Romanzo Criminale”, “La forma della paura” scritto a quattro mani con Rafele Mimmo, “Io sono il Libanese”, “Cocaina” volume di racconti firmato con Gianrico Carofiglio e Massimo Carlotto, “L’India, l’elefante e me”, “In giustizia”, oltre a “Suburra”di cui è autore insieme a Carlo Bonini. Dal novembre 2013, assieme agli scrittori Andrea De Carlo e Taiye Selasi, Giancarlo De Cataldo è giudice del talent show letterario di Rai Tre “Masterpiece”. Del 2014 è “I semi del male” scritto con Giancarlo Bonini, Sandrone Dazieri, Marcello Fois, Bruno Morchio ed Enrico Pandiani oltre a “Nell’ombra e nella luce”, romanzo noir ambientato nella Torino di Carlo Alberto di Savoia. Nel 2019 esce per Rizzoli “Alba Nera”, thriller feroce ambientato in una Roma che seduce e inquieta e dove opera il commissario Alba Doria, personaggio particolarissimo, affetto da un micidiale disturbo della personalità, la triade oscura. De Cataldo maneggia con naturale sicurezza uno stile narrativo incisivo e tagliente.

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Ho trasmesso, alcuni giorni fa,  una nota formale al Ministro dello Sviluppo Economico, on. Luigi di Maio, per chiedere la collaborazione del Governo italiano nella organizzazione di una grande fiera dell’Aerospazio da realizzarsi, nei primi mesi del 2020, presso l’Aeroporto di Grottaglie.
Come noto, il settore dell’aerospazio in Puglia ha acquisito negli ultimi anni un ruolo strategico via via crescente per lo sviluppo dell’economia regionale, con la presenza di oltre 560 imprese (tra grandi multinazionali, PMI e start-up) che operano direttamente e indirettamente in questo campo, occupando oltre 7.550 addetti, molti dei quali dedicati ad attività di ricerca e innovazione.
Questo ruolo strategico per la Puglia viene riconosciuto, oggi, anche a livello internazionale come ho potuto constatare direttamente durante la partecipazione della Regione Puglia al “Paris Air Show”, svoltosi a Parigi dal 17 al 23 giugno, evento durante il quale abbiamo presentato, dinnanzi a una platea composta dai principali operatori del settore su scala mondiale, i punti di forza del “Sistema Puglia” riscuotendo grande interesse e attenzione.
L’evento che intendiamo organizzare potrà rappresentare una straordinaria occasione per creare una rete di contatti e di opportunità di business fra il mondo delle imprese innovative e delle start up del settore aerospaziale con investitori italiani e internazionali, in modo da dare una ulteriore e significativa spinta alla crescita di questo comparto della nostra economia.
L’Aeroporto di Grottaglie rappresenta certamente la location ideale per questa iniziativa dal momento che è già sede di importanti insediamenti industriali e tecnologici, e costituisce un’infrastruttura strategica della rete aeroportuale regionale, gestita da Aeroporti di Puglia SpA. Come noto, il “Marcello Arlotta” vanta la più grande pista d’atterraggio d’Europa, ed è stato recentemente designato dal Governo Italiano e dall’Enac come sede del primo e unico spazioporto italiano, da cui potranno decollare orizzontalmente i vettori del futuro, nonché unica sede nel Sud Europa di un’area “Test Bed” per la sperimentazione delle nuove soluzioni aeronautiche, in particolare per i droni.
La fiera internazionale di Grottaglie alla quale stiamo già lavorando sarà caratterizzata da un ricco programma di esposizioni, convegni e workshop, cui seguiranno sessioni di incontri B2B e singole presentazioni delle aziende che avranno a disposizione spazi espositivi dove presentare idee e prodotti, incontrare le imprese partner e i potenziali investitori.
Per questo, vista l’importanza strategica che questo appuntamento può rivestire per lo sviluppo della Puglia, ho voluto proporre al Ministro Luigi Di Maio (dopo averne parlato, in occasione del Paris Air Show, anche con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e con il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta) di collaborare per la realizzazione di questo evento che, tra l’altro, si inserisce perfettamente nell’ambito degli obiettivi e degli interventi previsti dal Tavolo Istituzionale permanente per l’area di Taranto, coordinato dallo stesso Ministro Di Maio, senza dimenticare che l’Aeroporto di Grottaglie rientra nella ZES Ionica di recente istituzione e rappresenta certamente uno snodo di fondamentale importanza anche per questo.

Auspico, pertanto, nel pieno rispetto del principio di leale collaborazione tra diversi livelli di governo, che il Ministro per lo Sviluppo Economico assicuri il suo contributo, anche attraverso il coinvolgimento dell’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, dal momento che sono certo che dalla buona riuscita di questo evento potranno esserci significative ricadute positive per il territorio nonché per l’immagine della Puglia e dell’Italia nel mondo.

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L’opera di Georges Bizet domenica 7 luglio a Grottaglie (TA)

Mancano pochi giorni all'inaugurazione del Festival Oltre Lirica alle Cave di Fantiano di Grottaglie (Taranto) e sarà la Carmen di Georges Bizet domenica 7 luglio a tagliarne il nastro.

La grande opera in quattro quadri, su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, tratta dalla novella omonima di Prosper Mérimée (1845). La direzione dell'Orchestra e Coro di Oltre Lirica sarà affidata a Elio Orciulo, tra i migliori talenti pugliesi della bacchetta, con la regia di Lev Pugliese. Nel cast principale Carmen sarà interpretata da Angela Cuoccio, Don José da Gianni Leccese, Escamillo da Francesco Baiocchi, Micaela da Cristina Giannelli. In scena anche la compagnia di danza “Equilibrio Dinamico”, fondata e diretta da Roberta Ferrara, tra le più attive e importanti del Sud Italia.

 

 

Carmen è una storia intensa e passionale in cui amore e morte si intrecciano a Siviglia, città nella quale una sigaraia sensuale e passionale ammalia un soldato devoto all’arma e alla patria. È un'opera cardine di fine '800 (la prima, a Parigi, andò in scena il 3 marzo 1875), ma resta un capolavoro senza tempo. seppur con un luogo e un’ambientazione ben precisa: la Spagna diventa una cornice fondamentale della vicenda, un “personaggio” attivo nelle passioni della protagonista Carmen. Con il suo folklore e le tradizioni l’opera di Bizet si carica di una teatralità naturale e un forte carattere, che pervadono musica e scene. Per questo diventa un'opera sempre ricca di energia ed emozioni, un flamenco tra riti religiosi e feste inebriate, segreti e passioni, gelosie e risate, vino e fuoco, sabbia e sangue.
La chiave di lettura sta nel triangolo di base tra Carmen, Don Josè e la Spagna: la sigaraia è il perno fondamentale, è lei a muovere le pedine a suo piacere, a condurre il gioco, come un serpente a sonagli, che illude con il suo fascino, per poi scagliarsi e colpire la vittima. In tal caso la vittima prescelta sarà lo stesso Don Josè, anche se alla fine, a soccombere, sarà la stessa Carmen.
L'opera di Bizet apre inevitabilmente alla riflessione di temi molto scottanti e purtroppo attuali come il femminicidio.

Per questo motivo gli organizzatori realizzeranno con l’associazione «Io sono Mia», uno slow mob (termine coniato per definire una nuova tipologia di evento artistico di piazza), durante il mercato settimanale di Grottaglie giovedì 4 luglio.

I biglietti dello spettacolo sono in vendita su www.liveticket.it/oltreliricagrottaglie, nei punti vendita del circuito, a Taranto (Bar “El Timba”, via Dante Alighieri 107) e all'infopoint turistico di Grottaglie, all'interno del Castello Episcopio (099.562.38.66). Oppure domenica 7 luglio potranno essere acquistati direttamente alle Cave di Fantiano a partire dalle 19

Domenica 21 luglio Oltre Lirica vivrà la sua seconda tappa alle Cave di Fantiano con un altro capolavoro operistico: «La traviata» di Giuseppe Verdi

Il festival è organizzato da An.G.Eli Eventi, sostenuto dal Comune di Grottaglie, da vari sponsor privati ed ha il patrocinio dell'Assessorato all'Industria turistica e culturale, Gestione e valorizzazione dei beni culturali della Regione Puglia e Teatro Pubblico Pugliese.

 

www.oltrelirica.it

Costo biglietti:

Intero
Platea € 40,00
Settore A € 25,00
Settore B € 25,00
Settore C € 25,00

Riservato disabili e accompagnatori
Settore A prima fila € 17,50

Ridotto
Biglietti disponibili solo nei settori B2 e C2
Ridotto under 18 € 20,00
Ridotto over 65 € 20.00

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Abbiamo scongiurato il rischio infrazione e allo stesso tempo abbiamo provveduto a rilanciare altre misure a sostegno dei consumi e dei cittadini. E ci siamo riusciti grazie alle risorse recuperate, alle maggiori entrate fiscali e contributive, oltre che grazie ai risparmi del Reddito di Cittadinanza e di quota 100.

L’assestamento di bilancio dei conti pubblici per ridurre il deficit al 2%, così come concordato con l’Europa a novembre, prevede inoltre molte misure a favore dei cittadini, in quanto ci sarà anche una maggiore spesa per 1,15 miliardi di euro rispetto al previsto.

Tre le principali, il Ministro dell’Economia annuncerà il recupero di 500 milioni di euro da dedicare ai progetti legati al fondo di sviluppo e coesione, prettamente per il Sud. Altri 300 milioni sono invece destinati ad evitare i tagli al trasporto pubblico locale previsti nella clausola di salvaguardia. Ulteriori 100 mln di euro saranno destinati a rifinanziare il bonus diciottenni. Inoltre, altri 50 milioni di euro sono destinati alla voce «funzionamento dell'agenzia delle Entrate» per la lotta all’evasione fiscale.

Tutto ciò, è stato reso possibile dal complesso delle risorse raccolte in parte dalle maggiori entrate fiscali per 2,9 miliardi di euro, alcune più strutturali come quelle prodotte dalla fatturazione elettronica altre invece una tantum, come ad esempio la rottamazione delle cartelle esattoriali, e figlie di operazioni specifiche di lotta all'evasione, a partire da quella che ha portato il gruppo Kering (proprietario di Gucci) a concordare con il fisco un versamento da 1,25 miliardi. Altri 600 milioni aggiuntivi rispetto alle previsioni del Def arrivano da entrate contributive, grazie anche alla ripresa dell'occupazione registrata negli ultimi mesi, mentre il resto (2,74 miliardi) è figlio dei dividendi di Bankitalia, Cdp e delle altre partecipate dello Stato.

Il quadro delle entrate si completa, poi, con gli 1,5 miliardi di minori spese stimate per reddito di cittadinanza e pensioni, con un “risparmio” blindato dalla clausola di salvaguardia che punta a tagliare la spesa dei ministeri se le uscite delle due misure bandiera dovessero tornare a correre. In questo modo, i saldi dei conti pubblici migliorano di 7.6 miliardi di euro, una cifra che vale lo 0,4% del Pil e che serve a riportare il deficit 2019 al 2 per cento.

La sfida che adesso ci attende, e su cui stiamo lavorando, è la riduzione delle tasse a imprese, professionisti e famiglie. Per raggiungere questo importante obiettivo e trovare le risorse, ho proposto la raider tax, ossia una tassa sulle speculazioni di borsa ad alta intensità, regressiva al trascorrere del tempo e progressiva al valore del capitale.

In altri termini, finanziando un'incisiva misura di alleggerimento fiscale, potremo liberare molte risorse tassando in maniera progressiva alcune transazioni finanziarie di carattere temporaneo e a scarso valore aggiunto, senza penalizzare la capacita' di attrarre investimenti esteri. L'Italia non ha bisogno di speculatori ma di investitori permanenti che mirano a creare valore economico per il Paese e per il benessere sociale.

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“Oggi Di Gioia è intervenuto alla Camera nel corso di una audizione sulla Politica Agricola Comune. Fa sorridere, per non dire altro, che un assessore dimissionario, che quindi ha appena certificato con un atto formale il fallimento delle politiche agricole da lui attuate in ambito regionale pugliese, intervenga contestualmente sul futuro dell’agricoltura nazionale e comunitaria.” Questo il commento sarcastico del deputato Gianpaolo Cassese sulla vicenda delle dimissioni annunciate dall’assessore regionale a decorrere dal 5 luglio.

“Le dimissioni di Di Gioia evidenziano non solo il fallimento delle politiche agricole messe in atto dalla Regione Puglia in questi anni, ma più nel profondo i limiti verticali della presidenza a guida Emiliano, che mai con tanta evidenza pare essere approdata al capolinea della sua credibilità politica. Le dimissioni dell’assessore Di Gioia rendono macroscopico il loro fallimento.”

“Quello di Di Gioia lo considero semplicemente un atto dovuto, che per altro gli chiesi circa un anno fa, insieme al deputato l’Abbate, quando emerse il dato del 73% delle aziende agricole pugliesi escluse dal bando regionale per accedere ai fondi del Piano per lo sviluppo rurale, a causa di un bando che faceva acqua da tutte le parti, cosa di cui chiedevamo che l’assessore si assumesse le dovute responsabilità” ricorda Cassese.

“Lo considero un atto dovuto perché nessuna risposta è stata data dall’assessore di competenza e dalla giunta in carica ai gravi problemi che affliggono il mondo agricolo della nostra Regione, abbandonata alla propria sorte, a cominciare dai vivaisti, che hanno dovuto subire il blocco della propria attività chiedendo con insistenza l’attuazione di deroghe regionali, per altro previste a livello nazionale e comunitario, per proseguire il proprio lavoro” prosegue Cassese.

“Per non parlare del colpevole immobilismo nell’affrontare l’emergenza Xylella, che ha avuto tutto il tempo di espandersi e distruggere intere colture mettendo in ginocchio il comparto olivicolo, così come della folle gestione del PSR, tale da portare la Puglia a meritare il tristissimo primato di peggiore regione in Italia in tal senso, rischiando il ‘disimpegno automatico’ degli stanziamenti europei. Insomma, un territorio con un comparto agricolo di vitale importanza come il nostro ed in grave crisi rischia di perdere fondi preziosi per l’incapacità dei propri amministratori. Credo che tutto ciò non sia più accettabile” afferma il deputato e conclude: “Non solo gli agricoltori, ma più in generale i cittadini, chiedono con sempre più evidenza un cambiamento che lavoreremo per rendere praticabile. Siamo ormai a un anno dalle prossime elezioni regionali, quando finalmente si apriranno nuove prospettive in questo territorio non solo per l’agricoltura, ma per la sanità, l’ambiente, la gestione dei rifiuti, tutti quegli ambiti in cui l’attuale giunta ha fallito clamorosamente.”

 

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Sono accanto al Segretario generale CGIL Taranto Paolo Peluso, al direttore Confagricoltura Taranto Carmine Palma, al Segretario generale FLAI CGIL Taranto Lucia La Penna e al Segretario Nazionale FLAI CGIL Giovanni Mininni.

La Puglia (ma ormai anche le regioni del centro-nord) è afflitta dalla piaga, antica e nuova, del caporalato. Paola Clemente, la 49enne bracciante di San Giorgio Jonico morta di fatica nel luglio del 2015, è diventata l’emblema della lotta al caporalato.

Ricordo con affetto che uno dei più lucidi osservatori del fenomeno del caporalato è stato il nostro compianto Alessandro Leogrande. Nato a Taranto nel 1977, ha scritto per giornali e riviste come Internazionale, l’Unità, il manifesto, Panorama, il Riformista, Il Fatto Quotidiano. E’ morto prematuramente nel 2017.

Un tempo i braccianti condividevano con il caporale il medesimo orizzonte sociale e culturale, la medesima lingua, le medesime contrade. Pur schierati su versanti contrapposti, appartenevano allo stesso paese, o comunque alla stessa provincia. Pertanto venivano a stabilirsi con il caporale, e quindi con il proprietario terriero alle sue spalle, dei rapporti di forza codificati.

Oggi, invece, accade qualcosa di profondamente diverso. I braccianti extracomunitari, soprattutto quando sono stagionali, percepiscono le nostre campagne come una “terra di nessuno” con cui non hanno niente a che spartire: una terra di cui non condividono la lingua, non conoscono le leggi scritte e quelle non scritte. Non c’è alcuna forma di integrazione con il loro tessuto urbano e sociale, ed è proprio questa estraniazione a generare la profonda vulnerabilità che alimenta lo sfruttamento.

Tuttavia tra passato e presente ci sono anche profonde analogie da cui trarre importanti insegnamenti.

La giornata-tipo di un bracciante di oggi è del tutto simile a quella di un bracciante dei primi del Novecento. E poi c’è un’altra analogia: anche ai primi del Novecento il lavoro agricolo era strettamente intrecciato ai flussi migratori. Non erano flussi globali, bensì intraregionali o al massimo interregionali. Ma in alcuni casi generavano conflitti - proprio come oggi - tra lavoratori “locali” e “forestieri”, perché questi ultimi in genere non erano organizzati fra loro e si accontentavano di un salario più basso.

In Puglia, la legge n. 28 del 2006 ha introdotto norme di contrasto del lavoro irregolare e la legge n. 32 del 2009 ha introdotto norme per l’accoglienza ed integrazione degli immigrati. Inoltre, con la legge di stabilità n. 1 del 2016 sono stati definiti finanziamenti specificamente rivolti all’erogazione di contributi per migliorare i servizi di trasporto utilizzati dai lavoratori agricoli stagionali e per favorire l’accoglienza ed ospitalità gratuita dei lavoratori presso le medesime aziende agricole aderenti alla Rete del lavoro agricolo di qualità.
Provvedimenti utili. Ma resta da fare un grande lavoro sul piano politico e culturale. Smettere di vedere gli stagionali come una minaccia per i lavoratori locali e smettere di vedere l’”altro” come un avversario. I veri avversari sono quanti hanno prodotto (e sostengono) questo tipo di economia mondiale, che fa aumentare e affama le masse dei diseredati e fa arricchire i ceti già ricchi.

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Concerto all’alba per Stefano Bollani, che alla fine della Notte di San Lorenzo terrà ad Otranto uno straordinario concerto di piano solo. Accadrà l’11 agosto, quando il grande pianista e compositore suonerà allo spuntare del giorno proprio dove in Italia sorge il primo sole. Nel parco dell’Orte, dove si trova una delle baie più incontaminate del Salento, Bollani sarà protagonista di un appuntamento esclusivo di «Luce d’Oriente in Jazz», il festival promosso dall’associazione La Ghironda in collaborazione con l’amministrazione comunale di Otranto.

Il concerto, finalizzato alla valorizzazione dei luoghi più belli di Puglia, una delle prerogative dell’associazione La Ghironda, inizierà intorno alle ore 5.30, al primo chiarore del mattino, ma le porte del parco verranno aperte alle ore 3.30 per consentire al pubblico di assistere, prima del piano di solo di Bollani, al magnifico spettacolo delle stelle cadenti tipico della Notte di San Lorenzo.

Più che un tradizionale concerto al pianoforte, Piano Solo è un omaggio all’arte dell’improvvisazione, un momento in cui Bollani sale sul palco per il suo one-man-show e tutto può accadere. Non esiste nessuna scaletta, nessun programma di sala a cui aggrapparsi per seguire il succedersi dei brani. Lo spettatore è trascinato in un’avventura ogni sera diversa, un viaggio a perdifiato attraverso orizzonti musicali solo apparentemente lontani.

Si può passare così da Bach ai Beatles, da Stravinskij ai ritmi brasiliani, con improvvise incursioni nel pop o nel repertorio italiano degli anni Quaranta. In questo vero e proprio flusso di coscienza musicale, il riso e l’emozione si mescolano. Una sola cosa è certa: alla fine del concerto è il pubblico a decidere il bis. Bollani diligentemente segna ed esegue sul momento i pezzi richiesti: un medley imprevedibile in cui il virtuosismo si mescola all’irriverenza.

Il luogo del concerto sarà collegato con navette a partire dalle ore 2 dal parcheggio Madonna del passo nell’area portuale.

Posto unico 30 euro (più 5 euro di diritti di prevendita) sul circuito vivaticket. Infoline 080.4301150.

 

Published in Spettacolo

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