Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Agosto 2019

Esistono diversi modi per scrivere un romanzo: si può descrivere dettagliatamente la realtà, gli oggetti, le dinamiche materiali delle cose e lasciare che le emozioni ed il senso delle cose traspaiano dagli sguardi e dalle parole dette quasi a caso, come faceva Hemingway; si può descrivere la realtà dal punto di vista del protagonista, come fanno la maggior parte degli scrittori; e poi si può scrivere un romanzo come fa Marco Lupo ( Vincitore del premio Campiello 2019 con la sua opera prima  "Romanzo Hamburg: La sabbia del tempo scomparso"): lasciando che a parlare sia l'interiorità di personaggi sfocati nelle descrizioni materiali, che vengono a relazionarsi tra loro come agglomerati di senso e percezione.

All'inizio si fatica un po' a definire i personaggi ed a metterli in relazione tra loro, si fatica un po' a concettualizzare l'ordine intrinseco della narrazione, fino a quando è la narrazione che trascina via il lettore verso un orizzonte di senso composto dalla pura umanità di chi racconta, di chi vive tra le pagine del romanzo.
Lo sfondo reale, ma allo stesso tempo metafisico dell'opera è la città tedesca di Hamburg trascinata negli orrori della guerra da un regime senza nome e cancellata dalla faccia della terra dalla strategia militare spietata degli alleati, che banchettando allegramente intorno allo stesso tavolo brindano al successo della missione Gomorrah con cui 791 bombardieri hanno raso al suolo una intera civiltà urbana con tonnellate e tonnellate e tonnellate di bombe ordinarie ed incendiarie.
La distruzione fine a sé stessa, un ordine da eseguire che è solo un ordine, la parcellizzazione della azione bellica in tante piccole competenze affidate a singoli uomini, ognuno singolarmente innocente per quello che sta succedendo, eppure parte integrante di un processo di distruzione che non troverà appello e giustizia nemmeno nella storia.
Se tutti ricordano l'ecatombe di Hiroshima e Nagasaki per l'importanza storia che in quegli eventi ebbe il primo utilizzo della bomba atomica, nessuno ricorda la distruzione indiscriminata della città di Amburgo, città dei vinti distrutta dalla ferocia dei vincitori, che è meglio dimenticare per non macchiare la storia dell'occidente con una pagina ignobile, aliena a qualsiasi principio di umanità e diritto umanitario.
Eppure dimenticare non si può. Tra la storia ufficiale e la memoria dei sopravvissuti si apre una discrepanza che inghiotte le coscienze, rende impossibile un ricordo già di per sé bloccato dalla necessità di non ricordare per non impazzire, ma come dice Marco Lupo, non si può dimenticare qualcosa che non si è compreso, anche quando il ricordo mira a ricostruire l'incomprensibile.
Ed eccoli lì, i sopravvissuti al bombardamento a tappeto della operazione Gomorrah, sono civili tedeschi che in gran parte non si sono mai identificati con l'etica del Terzo Reich, se non per la passiva accettazione di un uomo che aveva conquistato il potere infiammando la benzina della frustrazione popolare creata dall'iniquo accordo di Versailles, con cui si chiuse l'ingiustizia della prima guerra mondiale con la stessa moneta di un'altra ingiustizia.
Sono loro i protagonisti di questo romanzo, i cittadini di Amburgo, usciti dai buchi rimasti aperti nel terreno dopo il crollo dei palazzi, sono creature assenti, corpi che si muovono per forza di inerzia, carni così magre e sporche da essere di legno e sguardi vuoti che non riconoscono più nulla, né le forme umane, né i contorni della città scomparsa in una notte.
Finisce la guerra, arrivano le squadre dei ricostruttori, operai strappati alla miseria delle terre vinte, uomini a loro volta assenti a se stessi, che hanno come unico confidente il cuscino che accoglierà i loro sogni angosciati, punto di congiunzione tra i giorni spesi alla ricerca di un misero guadagno necessario per sopravvivere.
Il passato che viene spazzato via dalle bombe, viene ora ripulito da squadre di operosi spazzini delle macerie, avanguardia del mondo occidentale che in quelle piazze inesistenti costruirà ipermercati, McDonald's e tutti gli altri crismi della modernità.
Ma i sopravvissuti di Amburgo sono ancora lì, sepolti nella storia negata della memoria collettiva. Prendono il volto di un ragazzo sopravvissuto all'olocausto alleato, che cambia il proprio nome venendo in Italia e non riuscendo a ricordare si affida ai ricordi di chi c'era, di chi ha rubato pezzi rari di carta per lasciare un segno di quello che è stato, si affida ad architetture possibili di eventi per ricostruire la propria storia in un puzzle di tessere mancanti.
Ed allora il romanzo trascende i limiti della Storia e del tempo, diventa storia di tutti noi, storia degli umili che non hanno preso parte alle decisioni ma le hanno subite sulla propria pelle, storie di dissidenti del Terzo Reich inviati a morire in un battagliane punitivo sul fronte italiano, uomini come il figlio del nostro amico Ernst Junger che dopo averci insegnato il passaggio al bosco della dissidenza civile verrà punito con l'invio del figlio diciottenne sul fronte suicida di battaglie senza possibilità di vittoria, perchè eliminare il futuro di un uomo cancellando la sua progenie è l'unica cosa che si può fare quando i suoi libri non possono essere cancellati dai fiumi cantanti dell'umanità.
Piccole storie di tutti i giorni. Bagni nei pomeriggi di novembre nelle baie all'ombra delle alpi apuane, come solo i tedeschi farebbero nelle nostre terre italiche, piccoli gesti di uomini che l'indomani troveranno la morte, piccoli frammenti di vita che nell'opera di Marco Lupo rimarranno incastonati in frammenti di eternità.
Dopo aver letto questo romanzo risulta evidente un fatto: siamo noi i sopravvissuti di Amburgo, siamo noi i superstiti della modernità senza più passato e senza la capacità di immaginare il futuro, siamo noi le sagome sfuggenti che possono solo aggrapparsi al presente per non perdersi nel fluire del tempo e nell'avanzare di un progresso che ci ha tagliati fuori nelle proprie dinamiche decisionali.
Questo romanzo giunto alla parola FINE smette di essere un'opera di Marco Lupo, smette di essere catalogabile in una idea ed in una categoria per diventare un'opera pulsante di umanità che appartiene a tutti noi, nell'intrigo relazionale delle nostre vite interiori, in cui salutiamo il vicino di casa, persi in una ricerca di noi, senza tempo e senza dimora.
Siamo noi i sopravvissuti di Amburgo e tra noi Marco Lupo diventa lo strumento di un passato collettivo, di un passato possibile che non passerà mai nel cuore dei vinti senza posto nella storia, o per dirla con le parole di Bertold Brecht: questo è il romanzo di chi come noi si sedette dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano stati occupati.
Assolutamente da non perdere.

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La doc pugliese per la chiusura della 16° Conferenza internazionale IBPSA Building Simulation 2019 a Roma

Ci sarà anche il Primitivo di Manduria, grazie al suo Consorzio di Tutela, all’evento Italian Wine & Food Tasting a Roma per l’appuntamento che celebra la chiusura della 16° Conferenza internazionale IBPSA Building Simulation 2019.

Il congresso che si svolgerà presso la Pontificia Università Angelicum da lunedì 2 a mercoledì 4 settembre è rivolto agli ingegneri ed agli architetti di tutto il mondo.
Gli 800 partecipanti, provenienti da oltre 60 Paesi, brinderanno per la chiusura dei lavori con la grande doc pugliese.
Inoltre, per la Festa di San Gregorio Magno a Manduria, il Primitivo di Manduria, mercoledì 4 settembre, potrà essere degustato lungo Corso XX settembre.

 

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Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria d.o.c. e del Primitivo di Manduria dolce naturale d.o.c.g. riserva massima attenzione all’iniziativa pubblicizzata a mezzo stampa e mediante il sito www.terregiunte.it da parte delle aziende Masi Agricola e Futura 14, al fine di vigilare sul rispetto della normativa di settore che disciplina le denominazioni tipiche per le produzioni vitivinicole, e – se del caso – assumere ogni più opportuna iniziativa.

Nello svolgimento della funzione di tutela dei produttori e di informazione e tutela del consumatore che il legislatore riconosce ai Consorzi, il Consorzio del Primitivo di Manduria ritiene opportuno specificare che qualsiasi produttore può, per motivi di scelta commerciale, effettuare un'operazione di declassamento del proprio vino: nel caso di specie mediante il taglio di un vino d.o.c., quale il Primitivo, con un d.o.g.c. come l’amarone.
Tale operazione di declassamento – che peraltro implica la necessaria annotazione nei registri e le conseguenti comunicazioni agli Enti di controllo – determina de plano la perdita del diritto all'uso della denominazione d'origine, non solo sulle etichette, ma in generale sul materiale che viene utilizzato a promozione del prodotto ottenuto.
Fermo restando che tali condotte commerciali, ove non conformi a normativa, sono soggette alle sanzioni dell’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali), il Consorzio ritiene non corrette le informazioni sin qui diffuse al pubblico, e quindi conseguentemente necessaria una significativa correzione dei contenuti comunicati.
L’occasione, oltre a consentire al Consorzio di riaffermare con chiarezza la propria funzione di vigilanza e di tutela, consente altresì di rimarcare la funzione consultiva che il Consorzio stesso offre ai propri associati, e che, nel caso di specie, avrebbe indubbiamente consentito di ovviare un simile grossolano errore.
Si osserva, secondariamente, la scarsa qualità tecnica dei commenti apparsi a margine dell’iniziativa in questione, laddove è stato affermato che il Primitivo non è capace di appassimento e che quindi trarrebbe giovamento dal taglio in questione. Questa affermazione non è sanzionabile ma rivela una scarsa conoscenza della nostra uva.

 

 

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In relazione alla sospensione del punto nascita dell’Ospedale “San Pio” di Castellaneta, e al paventato esodo di neo-mamme verso ospedali della Basilicata, occorre precisare che, stante il basso numero di parti all’anno della neonatologia di Castellaneta e date le caratteristiche del Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale “SS.Annunziata” di Taranto, quest’ultimo è perfettamente in grado di accogliere e assistere tutte le neo-mamme provenienti dal versante occidentale della provincia. Nei momenti di difficoltà, infatti, emerge la possibilità del sistema di supportarsi.
Nella definizione della rete dei punti nascita della Regione Puglia, secondo il modello Hub & Spoke (letteralmente mozzo e raggi), l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia del Presidio Ospedaliero Centrale SS. Annunziata è identificata come “Unità Operativa Ostetricia di II livello”, in quanto oltre ad assistere un numero di parti all’anno superiore a 1000, gestisce le gravidanze a rischio per madre e feto, grazie alla presenza nella stessa struttura di TIN (Terapia Intensiva Neonatale) e di discipline specialistiche in numero e con intensità di cura più elevata.
L’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia del SS. Annunziata, diretta dal dott. Emilio Stola, con circa 2000 parti all’anno espletati (2075 nel 2017, 1983 nel 2018), è il secondo punto nascita della Regione Puglia, nonostante il significativo decremento delle nascite anche nella nostra regione.
Viene promossa (così come da indicazioni ministeriali), inoltre, l’attività di Medicina Materno Fetale (M.M.F.), che richiede elevati livelli di competenza ed esperienza multidisciplinare per erogare assistenza intensiva e post-intensiva. La funzione di tale attività di M.M.F. rappresenta, all’interno della rete di assistenza, il punto di riferimento per le gravide che presentano condizioni patologiche complesse e/o rare.
Per tutte queste sue caratteristiche, l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia del SS.Annunziata è identificata nella rete come HUB, ossia fulcro, centro di riferimento in grado di farsi carico dell’accoglienza della madre e/o del neonato proveniente dai “propri” centri Spoke.
Gli Spoke sono “Unità Operative Ostetricia di I livello”, ossia quelle che assistono gravidanze e parti (500 - 1000 parti all’anno), in età gestazionale pari o superiore a 34 settimane, in situazioni che non richiedono presuntivamente interventi di livello tecnologico e assistenziale elevato.
Presso l’ASL Taranto gli Spoke sono rappresentati dall’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale “San Pio” di Castellaneta e dall’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale “Valle d’Itria” di Martina Franca.
L’emergenza verificatasi nei giorni scorsi, con la temporanea sospensione dei ricoveri per parto presso l’Ospedale “San Pio” di Castellaneta, ha subito attivato le procedure per l’accoglienza delle gestanti del territorio del Presidio Ospedaliero Occidentale della provincia. Queste, seguite negli ambulatori ospedalieri e territoriali della gravidanza, vengono temporaneamente accompagnate o indirizzate presso il SS.Annunziata per l’espletamento del parto.
Ad oggi, nel 2019 hanno partorito al SS. Annunziata 1277 donne. Nell’ultima settimana sei pazienti provenienti dall’Ospedale di Castellaneta hanno felicemente partorito presso l’Ostetricia e Ginecologica del SS.Annunziata, di cui cinque con parto vaginale ed una con taglio cesareo. Tutte hanno potuto vivere l’esperienza del parto ed essere accompagnate dal coniuge o dal familiare in sala travaglio e parto, e hanno avuto accanto a sé il neonato, secondo la pratica del rooming-in, sperimentando l’allattamento precoce al seno.

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I Commissari straordinari di Ilva in A.S. comunicano che nella giornata di giovedì 29 agosto sono stati completati gli interventi concordati con le istituzioni relativamente all’area delle collinette ecologiche prossima al rione Tamburi. Il programma dei lavori, che si sono conclusi in anticipo di circa una settimana rispetto alla data prevista inizialmente, ossia il 6 settembre, era stato autorizzato dalla Procura della Repubblica di Taranto e concordato con il Comune di Taranto, il Prefetto di Taranto, Asl, Arpa Puglia e Ispra.

Le attività appena concluse si sono basate inizialmente sulla manutenzione straordinaria del verde, con sfalci selettivi e mantenimento delle essenze arbustive di maggiore pregio. Successivamente, è stata installata una rete biodegradabile in fibra di cocco, impiegata con modalità innovative, la cui azione protettiva è stata completata con la idrosemina di specie selezionate di piante grasse, per le quali è stato predisposto un sistema di irrigazione ad hoc che servirà a favorirne l'attecchimento. Lo scopo di tali attività è quello di trattenere le polveri minerali ed evitare dunque eventuali spolverii nel quartiere Tamburi, vicino all’area interessata dagli interventi.

Con la conclusione dei lavori, Ilva in Amministrazione Straordinaria ha rispettato gli impegni presi con gli enti.

 

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Stamattina, sabato 31 agosto,  si è svolto il Consiglio comunale. Come già anticipato, l’opposizione non ha partecipato al suddetto consiglio per i motivi ampiamente esposti e che reputo di importanza fondamentale. L’unico presente era un signore che, con i fatti, ha dimostrato di non far più parte dell’opposizione. Orbene al momento delle dichiarazioni di voto, il Presidente del Consiglio ha dato la parola ad un consigliere di maggioranza che invece di parlare della delibera all’ordine del giorno, ha criticato persone non presenti in aula, in spregio ancora una volta al regolamento comunale, che praticamente il sig. Presidente disattende a suo piacimento. Il suddetto consigliere, tra l’altro, è il presidente dell’associazione Utopia che prende contributi comunali. E che, invece di stare zitto, come buonsenso vorrebbe, pontifica sul nulla. Questo è il concetto di democrazia per la maggioranza.

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L’impianto di smaltimento rifiuti speciali non pericolosi, sito in Località Torre Caprarica, e che ha portato in carcere l’ex Presidente della Provincia Martino Tamburrano, resterà chiuso.

Lo ha confermato il Consiglio di Stato che, seppur con motivazioni diverse, ha dato ragione alla sentenza del TAR di Lecce e quindi alle istanze presentate dai comuni di Grottaglie, San Marzano e Carosino; illogica la decisione della Provincia che non ha valutato almeno altre due soluzioni tecniche e scorretto il progetto presentato da Linea Ambiente.

Infatti il Consiglio di Stato sottolinea chiaramente che per garantire la giusta pendenza alla sagomatura della discarica non era necessario innalzarla di ben 15 metri, ma sistemare gradualmente i rifiuti stoccati. Appare chiaro quindi che in realtà la richiesta di ottimizzazione orografica era finalizzata solo a uno scopo: quello di prolungare la vita dell’impianto di almeno altri 5 anni.
Inoltre, le autorizzazioni rilasciate erano illegittime poiché, essendo decaduto Tamburrano come Presidente e come sindaco di Massafra, non poteva richiedere agli uffici tecnici di rilasciare autorizzazioni; un particolare di non poco conto se si tengono in considerazioni tutte le autorizzazioni rilasciate in quel periodo ( Massafra e Statte su tutte).

E’ la vittoria di un popolo che ha lottato per più di 12 anni, un lungo periodo in cui cittadini, comitati e associazioni non hanno mai indietreggiato; è la vittoria di un nuovo corso della politica, partita dal basso e che è rimasta coerente nel tempo e lucida nel perseguimento dell’obiettivo. Non osiamo immaginare cosa sarebbe successo se ci fossero state le precedenti amministrazioni che negli anni hanno attinto dai signori dei rifiuti, rimpinguato i bilanci comunali utilizzando da prima Ecolevante e poi Linea Ambiente come un vero e proprio bancomat per le casse del comune.

Ottenuto il responso positivo per la Città, attendiamo che qualcuno tra i banchi dell'opposizione cominci a fare autocritica, visto che in altre circostanze la comunità di Grottaglie che tanto si dice di amare, non ha mai assistito a una presa di posizione netta, ma, al contrario, ha registrato un complice silenzio, oppure una cronistoria sulla discarica fatta da un "narratore esterno". Ma il clou sono state le eclatanti manifestazioni di benvenuto in pompa magna per personaggi la cui campagna elettorale è stata finanziata con i soldi della discarica. Ora si ponga fine seriamente ad azioni politiche che hanno come fine ultimo quello di interessi personali e di partito.

E’ La vittoria di un Comune, quello di Grottaglie, che con resilienza, ha saputo rinunciare dal 2016 ai soldi che provenivano dalla monnezza ( le famose Royalties) ristrutturando un bilancio comunale che fino a allora viveva grazie ai versamenti di Torre Caprarica.

Insomma una pagina nera di politica locale che si chiude nel migliore dei modi, evidenziando le condotte illecite e smascherando i corrotti e i corruttori e soprattutto, finalmente un organo dello Stato ridà speranza a un territorio che non può più sopportare impianti che incidono sulla salute e sull’ambiente.

Chiaramente l’attenzione deve essere sempre massima poiché adesso occorre da subito iniziare a predisporre un piano post gestione che inevitabilmente deve coinvolgere Comuni, Provincia e Regione Puglia, speriamo che da subito la Provincia si adoperi per stralciare l’iter autorizzativo precedentemente rilasciato, dando così un bel segnale di discontinuità rispetto al passato.

Siamo e rimarremo sempre dalla stessa parte, contro gli impianti impattanti e contro il malaffare che per anni ha imperversato sulla nostra città, saremo sempre a favore delle politiche ambientali e della difesa del diritto alla salute; siamo consapevoli del disastro ambientale che caratterizza la nostra provincia, ma siamo anche certi che se le forze sane si unissero si potrebbe aprire una vertenza ambientale su tutto il territorio jonico, e forse qualche mostro inizierebbe ad aver paura

 

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Nonostante le esigue risorse economiche, tra polemiche prevedibili ed ovvi ritardi burocratici, si è resa possibile anche quest’announa delle più importanti manifestazioni del Salento. Certamente non sono mancati l’entusiasmo né la presenza dei cittadini carosinesi e dei numerosissimi ospiti, che hanno affollato la piazza dimostrando di apprezzare il vino del nostro territorio, il buon cibo, gli spettacoli ed in generale gli eventi organizzati dall’amministrazione comunale per rendere il più varia possibile una manifestazione che attira da sempre una grande folla.
Storico evento, quello della Sagra del Vino, che permette una straordinaria sinergia tra cultura e tradizione: Carosino, questo piccolo borgo, si ripopola ogni anno nelle sere di fine estate, nel tentativo di ridare dignità e vigore al settore vitivinicolo, un settore dalle incredibili potenzialità ma sin troppo bistrattato negli anni e che nel nostro paese ha mietuto vittime che ancora non ci perdoniamo di aver perso, come la storica Cantina Sociale.
Ma se l’importante è – tra le altre cose - esserci e contribuire a nuovi impulsi per l’economia locale, anche quest’anno la Sagra, nonostante i detrattori e nonostante le critiche infondate e pretestuose di chi, in un passato recentissimo, non ha saputo amministrare il paese, e adesso cerca maldestramente e senza successo di fare “opposizione”, ha fatto da protagonista indiscussa in tal senso, ed è stata possibile non solo grazie all’intenso lavoro di 70 giorni circa dell’ Amministrazione Di Cillo, ma anche grazie a tutti i cittadini che, con il proprio silente ed umile lavoro, hanno consentito che in pochissimi giorni si realizzasse un evento così partecipato.
La manifestazioneha avuto il suo avvio giovedì 22 agosto, alla presenza non solo dell’amministrazione comunale capitanata dal Sindaco Onofrio Di Cillo, ma anche di importanti autorità tra le quali il Presidente della Provincia, dott. Giovanni Gugliotti, dei Sindaci di tutti i paesi confederati nell’Unione Montedoro ivi compreso il Presidente Vito Punzi ed il Comandante di Maristaer Grottaglie, Giovanni Esposito, il quale quest’anno per la prima volta in assoluto, ha omaggiato il nostro paese con un simulatore di volo che ha registrato migliaia di visitatori in tutta Italia. Ebbene, succedutesi in saluti istituzionali, le sopracitate rappresentanze, accompagnate da un emozionante Inno di Mameli, si sono recate innanzi alla Fontana Monumentale per il consueto taglio del nastro inaugurale, dando il via allo sgorgare del vino. Un tripudio per i sensi, specie per chi per la prima volta ha potuto viverlo.

Contestualmente, in queste sere, attorno alla Fontana hanno orbitato stand delle cantine locali e dell’intera provincia ionica, fontana ingraziata ancor di più, se possibile,dalle coreografie delle scuole di ballo presenti sul territorio,da spettacoli musicali, anche di talenti locali, e da momenti sociali come quelli realizzati dalla Croce Rossa Italiana, la quale ha dato il proprio contributo attraverso la pubblica dimostrazione di manovre di disostruzione pediatrica.
All’interno del Palazzo Ducale D’Ayala Valva si è cristallizzato l’importante binomio “cultura & vino”: apprezzatissima, nelle sale ai piani superiori, una suggestiva mostra d’arte di un artista locale, Luciano Marinelli, che, con pennellate eleganti e delicate nei toni, incornicia tratti quotidiani e paesaggistici del borgo carosinese; nelle stanze al piano terra sono state raccontate pagine storiche del nostro borgo e del suo territorio con la mostra “Radici di vino”, un’affascinante e fedeleriproposizione della civiltà contadina che ha valorizzato i prodotti di diverse cantine joniche e che ha suscitato l’entusiasmo e l’apprezzamento dei numerosissimi visitatori intervenuti.
Nell’atrio del Palazzo Ducale protagonista, invece, è stato il dibattito. Si è tenutoun importante convegno monotematico sulle prospettive ed i risvolti pratici della produzione e della vendita del vino sul nostro territorio, finanche con ambizioni internazionali, alla presenza di illustri personalità, in primis il padrone di casa, Cavaliere del Lavoro don Arturo D’Ayala Valva, ed a seguire di tecnici e parti politiche tra cui l’Assessore regionale alle attività produttive,  Mino Borraccino, il presidente del C.d.A. del Consorzio di tutela Primitivo di Manduria, dott. Mauro di Maggio e Michele Schifone, proprietario delle Cantina Masseria Cicella e componente del Gal Terre del Primitivo, convegno moderato dall’Assessore al ramo, Avv. Mario La Pesa e presieduto dal neosindaco Di Cillo.
Un altro importante appuntamento è stato quello della terza serata,in cuiè stato affrontato l’insolito intreccio tra teatro e vino, con un convegnoche ha avuto l’onere e l’onore di dare il giusto rilievo ad un’altra delle importanti realtà carosinesi, ossia il teatro. Quest’anno, infatti, Carosino ha avuto il piacere di festeggiare le cinquanta candeline della prima compagnia teatrale carosinese, che l’amministrazione Di Cillo ha pensato bene di omaggiare, non tralasciando l’aspetto vitivinicolo della manifestazione, in un incontro molto partecipato ed arricchito dalla presenza della famosa attrice Giorgia Trasselli, meglio conosciuta come la “tata di Casa Vianello”.
Non è mancato il coinvolgimento dei più piccoli, per cui è stata realizzata una divertente gara di dell’uva, in collaborazione con il C.O.G.E., valorizzando i cinque rioni presenti nel paese e la migliore tradizione locale. 

Serata finale affollatissima, grazie al ritmo coinvolgente e alla musica contagiosa degli Aprés La Classe, band salentina che ha attirato tantissimi giovani ed ha saputo entusiasmare anche il pubblico più maturo, regalando quasi due ore di divertimento puro; un bellissimo concerto, che ha perfettamente chiuso il cerchio aperto dalla serata iniziale, in cui l’Equipe 84 ha regalato a grandi e piccini frammenti di una storia musicale italiana conosciuta ed apprezzata da tutti.
Quattro giorni intensi, impegnativi, emozionanti, ricchi di cultura, di tradizione, di divertimento, di storia, di presenze, di entusiasmo; giornate che la nuova amministrazione comunale ha organizzato e vissutocon l’obiettivo di non deludere le aspettative dei più, impegnandosi al massimo per fare e dare il meglio possibile, pur con i limiti e con gli errori che umanamente si possono commettere ma che sono sempre in buonafede.
Un bilancio più che positivo, dunque, in cui, al di là delle parole scritte o pronunciate da chi, attaccando l’Amministrazione comunale in modo inconsistente e soprattutto con affermazioni false, cerca di recuperare quella credibilità e quell’autorevolezza che, amministrando, non ha mai avuto, ciò che conta è il clima di festa, di gioia, di grande partecipazione popolare e di apprezzamento che i cittadini hanno concretamente dimostrato alla nuova amministrazione e che i nuovi amministratori considerano la loro linfa vitale per proseguire un cammino coerente, impegnato, all’insegna della concretezza, dell’ entusiasmo e della determinazione.

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Il 6 agosto scorso ha avuto luogo un incontro a Grottaglie a cui hanno partecipato Sud in Movimento, Sinistra Italiana e Articolo Uno, oggetto dell'incontro: la ricostruzione di un nuovo centro sinistra atto ad arginare la ventata di populismo che sta portando l'Italia alla deriva nazionalista. Una "Ninninedda" (gola profonda) ci ha soffiato un particolare di non poco conto: il segretario cittadino l'avv. Antonio Maglie non ha partecipato all'incontro. Sarà stato per  il periodo vacanziero, il caldo torrido e la distrazione tipica ad agosto dell'opinione pubblica, che di questa notizia non c'è traccia, eppure qualcuno giura che Antonio Maglie si sia allontanato da Articolo Uno, tant'è vero che di comunicati stampa a sua firma, ultimamente, non v'è traccia. Cosa succede? Forse all'avv. Maglie non stava piacendo l'avvicinamento all'esecutivo D'Alò?

Abbiamo più volte tentato di chiamarlo ma non risponde. Avrà cambiato numero? Oh...

ps: alla riunione hanno partecipato SEL, ArticoloUno, Utopia e Liberamente (Raffaele Bagnardi); assente il PD

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Manifestazione ciclistica “4° Gran Fondo dei Due Mari” in Mountain bike che si svolgerà nei Comuni di Taranto/Statte/Montemesola il giorno 8 Settembre 2019.

MTB TARANTO BIKERS, squadra ufficiale di Taranto specializzata nella disciplina del mountain biking, porta a Taranto per il Quarto anno consecutivo la GRAN FONDO DEI DUE MARI.

Domenica 08 settembre ore 09:00 il presidente della A.S.D. MTB TARANTO BIKERS, Giuseppe Murciano, insieme con il presidente della Uisp ciclismo Taranto, Giovanni Punzi, daranno il via a questa stupenda manifestazione, che radunerà nella città di Taranto, presso il centro commerciale MONGOLFIERA, un gran numero di atleti, agonisti e non, appassionati di questo sport.

La GRAN FONDO DEI DUE MARI, non è soltanto una competizione tra Mtb, è molto molto di più.
È la gara che unisce il piacere di pedalare su un percorso da gran fondo, unito al piacere della velocità di una gara XC; è la gara della velocità sfrenata, dell'adrenalina, del battito altissimo e dei denti stretti dall'inizio fino alla fine!
È la gara che regala agli atleti la possibilità di pedalare tra uliveti, vigneti, scogli, pianure sabbiose alternate a lunghi km di tecnicità estremamente divertente, ma soprattutto offre il prestigio di aver solcato il terreno anticamente calpestato dagli Spartani!
Ogni atleta correrà il pericolo di farsi distrarre dal suggestivo scenario che vi si presenterà davanti mentre correrà tra le pietre, l'incanto delle splendide insenature della circummarpiccolo che cercheranno in tutti i modi di attrarre la loro attenzione, speranza di ogni avversario!!!
PARTECIPAZIONE: La manifestazione è aperta a tutti i cicloamatori, italiani ed esteri di ambo i sessi di tutte le categorie, aderenti agli enti della consulta nazionale in regola con il tesseramento.
Le iscrizioni sul sito https://www.bicinpuglia.it/eventi/view?id=136
PARTENZA E ARRIVO Parcheggio centro commerciale IPERCOOP quartiere Paolo Sesto Taranto.

PERCORSO
Chilometraggio (60 km i primi 15 km saranno gli ultimi 15 alla fine nel senso opposto)
Dislivello (560 m)
COSA OFFRIAMO oltre il fantastico percorso agli Atleti e i loro Gentilissimi Accompagnatori
Pacco Gara ai primi 300 Iscritti
Per tutti gli iscritti al portale Declathon Brindisi buono sconto di € 5.00, possibilità di iscriversi anche in loco la mattina, al gazebo Declathon
Accompagnatori
C'è la possibilità di godersi la partenza della gara e, nell'attesa, la nostra location "Centro Commerciale Mongolfiera" consentirà di ingannare il tempo facendo un pò di Shopping:
Inoltre gli Accompagnatori che vorranno vedere il passaggio degli Atleti a metà percorso, potranno recarsi presso Il Convento dei Battendieri, antica struttura monastica del 1597 costruita dai Frati cappuccini, nei pressi del Mar Piccolo a pochi metri dal noto ralais Histò, alias Masseria San Pietro. Il Convento viene attraversato dal fiume Cervaro dove è possibile fare un bagno nelle acque fredde ammirando un paesaggio suggestivo, mentre i Vostri Bikers pedaleranno all'interno della stessa struttura passando sopra i ponticelli e attraversando i vialetti interni. Alle ore 09.00, un nostro incaricato, partendo dal gazebo MTB TARANTO BIKERS, accompagnerà quanti vorranno recarsi in questa fantastica Location

Lungo il percorso saranno distribuiti acqua e Sali minerali, in modo da aiutare gli atleti ad affrontare al meglio la competizione. Il cordone di sicurezza lungo il percorso sarà garantito dalle forze dell’ordine in collaborazione con; :Taras Onlus (Assistenza e Soccorso), Protezione Civile Taranto e i fantastici Pugliabikers (associazione di motociclisti) che effettueranno scorta dei ciclisti e servizio scopa.

Gli atleti, accolti dai padroni di casa, MTB TARANTO BIKERS, saranno ospitati presso il centro commerciale Mongolfiera, dove si svolgerà una vera e propria festa dei MOUNTAIN BIKERS, con stand espositivi degli sponsor della manifestazione.

Grande orgoglio poter ospitare questa manifestazione, e poter accogliere la imponente quantità di atleti ed accompagnatori che il 08 settembre si riverseranno nella nostra città.

Con gioia ringraziamo per il lavoro svolto questa associazione, gli MTB TARANTO BIKERS, nati poco più di quattro anni fa, e che in poco tempo sono cresciuti in maniera esponenziale, regalando alla nostra città importanti manifestazioni improntate esclusivamente sullo sport, conoscenza del territorio ed aggregazione.
Riconosciamo anche il grande merito di aver saputo coinvolgere numerose attività locali e che il 08 settembre offriranno il proprio contributo per la riuscita della manifestazione.

Che siate agonisti, amatori o semplici curiosi, non perdete l'occasione di pedalare in questo percorso stupendo, indossate i vostri elmi e lasciatevi ospitare dai padroni di casa, gli SPARTANI MTB TARANTO BIKERS.

Programma :

Ritiro pacchi gara ore 7.30 - 9.00
- Ore 9.30 Partenza per la Gran Fondo
- Ore 12.30 Inizio Pasta Party
- Ore 13.30/1400 Premiazioni

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