Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Giovedì, 01 Agosto 2019

Come crescerà e verso quali orizzonti viaggia il nuovo aeroporto di Grottaglie ‘Marcello Arlotta’ (Italian Spaceport), ne parleremo insieme al Presidente Emiliano nel corso di una conferenza stampa, sabato 3 agosto alle 10.30 nella Sala degli Specchi di Palazzo di Città, a Taranto.

In questa occasione verrà presentato il progetto di riassetto funzionale dell’intero aeroporto, con uno sguardo rivolto verso i voli di linea e verso lo spazioporto tarantino che – come ormai è noto - dal 2016 è stato inserito nel Piano Nazionale Aeroporti nella categoria degli aeroporti di interesse nazionale.

Quindi i voli civili e lo spazioporto andranno ad aggiungersi alle attività dell’industria aeronautica che, grazie alla rinascita del Porto di Taranto, potrà vedere implementare anche servizi di cargo-logistica.

Un restyling totale dell’aerostazione di Grottaglie che andrà ad aggiungersi agli interventi già programmati e finanziati ed in parte realizzati, per la pista di rullaggio e per il piazzale di sosta degli aerei e i rinnovati hangar.

Una strategia che da molti mesi ci vede impegnati come Regione Puglia, col Presidente Emiliano e il collega Assessore regionale ai Trasporti Giannini, assieme ad Aeroporti di Puglia, in sinergia con il sindaco di Grottaglie, il sindaco di Monteiasi, il sindaco di Taranto ed il Presidente della Provincia di Taranto.

Un momento storico per la provincia jonica.

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A distanza di sette anni dal memorabile 2 agosto 2012 che squarciava il muro delle menzogne sulla fabbrica della morte dovremmo esserci lasciati alle spalle quel sistema che ha portato al soffocamento del territorio e della comunità, sottraendo linfa udal tessuto sociale nei decenni precedenti. Dovremmo aver conquistato qualcosa in questi sette anni. Dovremmo! Invece il risultato più evidente è che contiamo nove morti sul lavoro, migliaia di vite minacciate o già spazzate via dalle malattie e abbiamo perso tutti i posti di lavoro di chi ha alzato la testa! Dunque non c’è stata nessuna luce fissa proveniente da quello squarcio, ad oggi nessuna certezza sul futuro da costruire, se non quella che custodiamo dentro di noi: nonostante tutti i rischi corsi, dagli errori alle perdite, con tutta l’ostinazione che ci ha accompagnati, dalle denunce agli eventi, dagli incontri agli scontri, noi siamo sempre certi di voler lottare per i diritti di tutti e contro ogni ricatto, ancora oggi ad ogni prezzo.

Perché il nodo IlvaMittal è il cuore di una posta ben più alta che comprende tutta Taranto e tutti i tarantini. Un assedio di Stato più che un insediamento industriale, Eni, Marina Militare, cementificio e discariche, lo sappiamo e lo diciamo da sempre. Terra buona per i rifiuti.

Abbiamo pensato perciò ad un 2 Agosto di confronto con le altre realtà di lotta che nel paese affrontano le stesse logiche perverse di sviluppo economico ormai insostenibile, un 2 Agosto di approfondimento del tema dei diritti, in una fase in cui legalità e legittimità sono condotte e concetti messi a gravissimo rischio ma soprattutto abbiamo pensato di costruire un momento di riflessione su Taranto, su una questione industriale e ancora oggi assurdamente meridionale, in cui la coscienza sociale stenta a trovare ragioni di essere, di emergere, di prevalere su uno spasmodico, logorante protagonismo individuale e su distruttive decisioni imposte.
Siamo convinti, a distanza di sette anni, che quel giogo spezzato dalla logica filoaziendale vada rimosso completamente.
Taranto ha bisogno di libertà, come tutto il paese, per rinascere, perché la cultura riprenda respiro e alimenti tutto e tutti, senza esclusi, senza sfruttati, che siano madri o operai, bambini o ragazzi senza scelta. Dobbiamo arrivare a poter decidere di noi, decidere di restare o di partire, secondo i nostri desideri.
Per vivere e non per sopravvivere!

A partire dalle ore 18.00, venerdì 2 Agosto, saremo a Piazzale Democrate, insieme a:

- MICHELE CARDUCCI - Professore ordinario di diritto costituzionale comparato presso Unisalento e coordinatore del Centro di Ricerca Euro Americano sulle Politiche Costituzionali (CEDEUAM)
per parlare di diritto umano ad un clima sicuro, di diritto di “restanza” e di orientamenti giuridici miranti all’armonia con l’ambiente. Scopriremo prospettive inedite e le enormi diffidenze che suscitano proprio perché mettono in pericolo interpretazioni consolidate e vantaggiose solo per alcuni soggetti sociali.

- ENZO DI SALVATORE -
Professore ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Teramo, membro associato dell’Istituto di Studi sui Sistemi Regionali Federali e sulle Autonomie “Massimo Severo Giannini” di Roma (ISSiRFA - CNR) che ci presenterà il testo di Piero Calamandrei “L’avvenire dei diritti delle libertà”. Insieme proveremo a tracciare il nesso fra negazione della libertà e devastazione dei territori.
Elena Papadia, avvocato del foro di Lecce, MammaNoTap, autrice del dossier sulla criminalizzazione dei movimenti salentini “Defend the defenders of the Earth”. Indagheremo le dinamiche repressive cercando di individuare le azioni e le reazioni, simili e comuni.

- LAURA CORRADI -
Studiosa, attivista, eco-femminista, ricercatrice all’Università di Calabria. Approfondiremo la relazione fra salute e ambiente, con particolare riferimento al suo testo “Le nuove amazzoni: il movimento delle donne contro il cancro al seno”

- CHRISTIAN RAIMO -
Scrittore, giornalista, insegnante e, da un anno, assessore alla cultura del III municipio di Roma. Dice di venire ad ascoltarci e sappiamo bene se Taranto ha bisogno di uditi al di sopra delle parti e soprattutto al di sopra delle ipocrisie nazionali e mediatiche. Noi, dal canto nostro, siamo intenzionati a farci illustrare una visione sociale e politica che ci stimola e ci convince. Nell’appuntamento skype durante #unomaggioliberoepensante si è appena accennato a quella modalità di concepire e vivere la cosa pubblica, nell’apparato pubblico, che sia scuola o circoscrizione, negli aspetti della denuncia e della proposta, che condividiamo pienamente, modalità che nel nostro piccolo proviamo a realizzare con i nostri studenti, nei nostri quartieri e contro i piani alti.

Le compagne e i compagni di

#MammeNoTap
#MovimentoNoTap
#StopBiocidio, #NoTav, #OsservatoriopopolareVald’Agri, #CoordinamentocalabreseAcquaPubblica, #FFFCosenza, #CoordinamentoTerritorialeDecidiamoNoi
#RASPA, #ASudOnlus, #SiamoAncoraInTempoRomaeLazio

Un incontro su temi importanti, vitali, ma dei quali vogliamo parlare in una prospettiva completamente positiva, piena di progettualità e non di sola speranza. Una cosa un po' a modo nostro, per ribadire che ci sono azioni possibili, sempre dal basso e per tutti, oltre i grandi eventi.

Potremo rifocillarci con un abbondante aperitivo sociale preparato, con la nota cura, da Art. 21 e tanta buona musica, in questo caso rigorosamente popolare, per sottolineare il legame ai nostri territori. Preparatevi ad ascoltare sonorità partenopee e salentine con

I Cumpari
tammorre, tarantelle e canzoni a sentimento da Napoli

I compagni Terraross
nostri generosi sostenitori, immancabili e impagabili (infatti non li paghiamo)

Sarà una chiacchierata, intensa ma distesa, crediamo certamente rigeneratrice, fra chi concretamente applica il concetto di tutela, delle persone e dell’ambiente, alla propria professione o alla propria arte e chi ogni giorno lotta, come noi, con ogni mezzo a propria disposizione, perché quel concetto di tutela sia applicato.

Vi aspettiamo numerosi e curiosi!

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PALAGIANO – Favorire l’incontro tra i minori rifugiati dello Sprar Siproimi Koinè di Palagiano con la comunità ospitante e restituire a questi bambini il diritto al gioco e al benessere.
E’ stato questo l’obiettivo del progetto “Colonie estive”, realizzato dallo Sprar, conclusosi da qualche giorno, che, per ben quattro settimane, ha permesso a una decina di minori di raggiungere un lido di Marina di Chiatona, il Rilcado Beach e di usufruire di ombrellone, sdraio, campo da gioco e cabina, trasporto incluso a carico del progetto in questione.
Ogni giorno è stata loro consegnata una colazione, consumata in gruppo a metà mattinata e crema solare, costume, cappellino, telo mare, secchiello e paletta.
Ad accompagnarli, Pasqua Durante (assistente sociale), Lina Tinelli (psicologa), Youssouf Keita (mediatore linguistico – culturale), Gianna Del Drago (operatrice sociale centro accoglienza straordinaria e volontaria Sprar), Modou Conteh (mediatore linguistico – culturale) e Valentina Esposito (operatrice banca dati – amministrativo).
Durante la loro permanenza in spiaggia, su proposta degli operatori che li hanno affiancati per tutto il tempo, i bambini hanno potuto prendere parte a diverse attività di gioco come il tiro alla fune, la realizzazione di castelli di sabbia, la corsa dei bicchieri, staffetta, tiro ai birilli e non sono neanche mancati i balli di gruppo.
Alle colonie hanno preso parte anche alcuni genitori, così come hanno fatto nella giornata di fine progetto, che, tra gli altri, ha visto partecipare per l’Amministrazione Comunale il consigliere Imma Casamassima e Angela Surico, coordinatrice dello Sprar Siproimi Koinè: “Quello delle colonie estive – ha detto quest’ultima, peraltro presidente dello Svegliarci, ente gestore dello Sprar – è un progetto finalizzato a favorire la continuità post scuola di tutte quelle esperienza positive di integrazione, pensate e organizzate nel corso dell’anno a favore dei minori presenti all’interno dei nuclei familiari dello Sprar. Abbiamo cercato, anche questa volta, di coniugare il bisogno di integrazione con il gioco e con le attività del tempo libero estivo. Si tratta di bambini – ha aggiunto la Surico – che hanno vissuto situazioni difficili, a volte anche psicologicamente devastanti e stanno lentamente approcciando positivamente a uno stabile e favorevole percorso di inclusione e di rinascita umana, oltre che morale e sociale”.
Le colonie si sono concluse con un giorno di festa, presso lo stesso lido: per tutti, minori e famiglie di origine, bevande, focacce, gelati e tanta animazione a conclusione di quasi un mese di vacanze al mare di Chiatona, servito, soprattutto, a restituire il sorriso a oltre una decina di bambini.

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Continua il Tour dei Crifiu per la presentazione del nuovo album Mondo dentro. La band salentina che mescola pop e world music, melodie del Mediterraneo e sonorità elettroniche contemporanee, sarà in concerto domenica 4 agosto (ore 20.30), nel centro storico di San Marzano di San Giuseppe (Ta), sul palco principale del MedFestival Puglia, con il nuovo spettacolo live che accoglie, oltre alle hit della band, i 13 brani del nuovo album, caratterizzato dalle prestigiose collaborazioni con lo scrittore Carlo Lucarelli, con Valerio Jovine della famiglia 99 Posse, con il Canzoniere Grecanico Salentino e con i Sud Sound System, ospiti nella title track con le loro travolgenti incursioni in dialetto e protagonisti con i Crifiu del videoclip girato tra Salento e Grotte di Castellana.

Il videoclip è l’anteprima dell’album, sostenuto da Puglia Sounds, nel quale trovano casa incursioni rap e hip hop, sperimentazioni sonore ed effettistiche, flow ispirati e mai banali, tradizione mediterranea, ritmiche dell’Africa e sfumature di Cumbia sudamericana. Tutti elementi che disegnano l’identità riconoscibile dei Crifiu, mantenendone freschezza e intuizione, per affrescare nuovi orizzonti e cercare strade inesplorate. Per la produzione artistica, Andrea Pasca (voce), Luigi De Pauli (chitarre e synth), Sandro De Pauli (fiati e programmazioni) ed Enrico Quirino (batteria acustica ed elettronica) sono stati affiancati da Arcangelo Kaba Cavazzuti (già musicista di Vasco Rossi e Biagio Antonacci ed ex produttore di Modena City Ramblers, Massimo Volume e tanti altri). Il disco, prodotto da Dilino’, è distribuito da Believe per il digitale e da Self per il supporto fisico.

Il live, nuovo, potente ed evocativo, è pensato con un allestimento scenico inedito e una scaletta che include, oltre ai brani di Mondo Dentro, le numerose hit della band che il pubblico canta ad ogni live, da Rock & Raï ad Al di là delle Nuvole, da Un'estate Così a Un passo da te.

 

 

MONDO DENTRO

Mondo Dentro è un album maturo e, al tempo stesso, nuovo, con un sentiero comune nelle sue tracce, ma diverse nei contenuti, nella musicalità e nel carattere. Una sorta di concept costruito intorno al tema del desiderio, inteso come vocazione, talento e aspirazione. “Perché per tornare a splendere - spiegano i Crifiu - bisogna ritrovare la strada perduta partendo dalle proprie inclinazioni e aspirazioni, il filo di Arianna da seguire per poter uscire dal labirinto dello smarrimento e tornare alla luce, nonostante i tempi e le difficoltà”. Desiderio è “fissare le stelle”, “volgersi verso ciò che non si ha”. E fissare le stelle è quello che ci rese uomini, come indica la parola greca “anthropos” con la quale si indica l’uomo originario capace di “guardare in su”.

In Mondo Dentro la band raccoglie l’esperienza maturata in questi anni e i frutti dei precedenti lavori discografici e delle centinaia di concerti in giro per l’Italia e l’Europa e si sintonizza sulla contemporaneità attraversando i tempi che mutano con il proprio stile, la propria dignità e identità, aprendosi alle novità più interessanti dei nostri giorni senza seguire l’estemporaneità di mode effimere e la “viralità” di gusti caduchi. In un tempo in cui si gioca al ribasso e all’immediato, i Crifiu concepiscono un album che sa parlare ai propri giorni e far danzare e riflettere, con testi mai scontati capaci di scandagliare lo spirito, per scendere nel “sottoscala dell’animo” e illuminare il “mondo dentro” che è in ognuno di noi, sotterraneo e pullulante di creatività, vocazione e talento, e portarlo “a spasso, là fuori nel mondo”.

Il disco si apre con l’invito corale “Eppure_ L’Italia va avanti” per virare subito sul groove e i ritmi ballabili di “In Movimento”, brano che precede “Mondo Dentro”, guida concettuale dell’intero album, con i Crifiu affiancati dai Sud Sound System. Quindi, i temi del dialogo e dell’epocale questione migratoria in “Eva era Nera”, un pezzo nel quale il pop incontra le ritmiche africane. E di incontro tra culture parla “Ogni angolo è un mondo” che vede la partecipazione di Valerio Jovine, il poliedrico cantante della famiglia dei 99 Posse e voce reggae-soul tra le più importanti della scena napoletana. È, invece, un viaggio onirico dal sapore mediterraneo “Come la prima volta”, con una scrittura che attinge dalla migliore tradizione del realismo magico tra Europa, Africa e Medio Oriente, tra i profumi de Le Mille e Una Notte e i suoni di uno stadio in festa, mentre Gesù e Allah si passano la palla e vanno in gol. E parla di uno dei mali del nostro tempo, l’instabilità lavorativa e dei rapporti umani, il brano “Precario”. Si balla con “Non finirà_La Cumbia dell’Estate”, brano potente e dal sapore caraibico, nel quale uno dei generi tradizionali più conosciuto al mondo, la Cumbia, per l’appunto, viene declinata nello stile della band in un affresco di sensazioni, impressioni e immagini di un Sud capace di dialogare col resto del mondo.

Il disco prosegue con altre due importanti collaborazioni. C’è, infatti, la voce dello scrittore Carlo Lucarelli in “Io Posso”, canzone che nasce dall’invito dell’associazione 2HE a realizzare un brano per sostenere l’omonimo progetto “Io Posso” e lo spirito dell’iniziativa sociale “La Terrazza – Tutti al mare!” attraverso il quale si è realizzato nel Salento (a San Foca) il primo lido attrezzato in Italia per persone affette da Sla. Progetto che ha portato il suo ideatore, Gaetano Fuso, a ricevere il Cavalierato della Repubblica Italiana dal Presidente Mattarella. Quindi, il Canzoniere Grecanico Salentino, decretato il miglior gruppo di world music al mondo dai Songlines Music Awards 2018, è presente nella canzone “L’Universo”, nella quale il Salento suona in maniera inedita nell’originale combinazione tra tradizione e pop mediterraneo contemporaneo.

Ancora più a Sud, in Nord Africa, i Crifiu sono andati a pescare i ritmi tribali e ancestrali di “Fake”, chiaro riferimento alla mistificazione dei social e alla distorsione della realtà. E se “Il Clown di Aleppo” è un canto di speranza ispirato alla storia di Anas, il giovane volontario siriano vestito da pagliaccio e rimasto ad Aleppo nonostante la guerra in Siria per regalare un sorriso ai bambini, finendo lui stesso vittima dei bombardamenti, “Tutte le strade portano a mare”, brano che chiude l’album, è un inno alla Bellezza, un invito a difendere l’ambiente e custodire la vita.

Altra novità di questo disco è il lavoro grafico e artistico compiuto sul booklet. Il collettivo artistico Ma.Pa ha prestato la sua tecnica di acquerelli e pastelli per mettere in immagini il concept dell’album. Il manifesto interno al cd, aprendosi gradualmente, svela il “mondo dentro” del disco in una serie di immagini e simboli che rappresentano una sorta di “sogno manifesto”. Ogni immagine evoca, infatti, un brano del disco. E insieme si raccordano, con un lavoro ideativo nel quale la band è stata coinvolta con il collettivo e il responsabile della grafica, per realizzare un prodotto unico capace di dare valore al cd non più come semplice supporto fonografico ma come vera e propria opera completa nella quale musica, arte, grafica e parole si fondono in un tutt’uno.

 

Breve Biografia

I Crifiu sono una band salentina formata da Andrea Pasca (voce), Luigi De Pauli (chitarre e synth), Sandro De Pauli (fiati e programmazioni), Enrico Quirino (batteria acustica ed elettronica).

La band dall’originale identità sonora (un incontro tra pop, rock, elettronica, world music e melodie mediterranee) pubblica nel 2012 il primo album Cuori e Confini (Dilinò/Godfellas), con la produzione artistica di Arcangelo Kaba Cavazzuti, noto produttore italiano. Il disco si rivela subito un vero successo di pubblico e di critica tanto che, a pochi mesi dall’uscita ufficiale, si provvede già alla sua prima ristampa e porta i Crifiu in giro con un tour ricco di concerti. Il singolo Rock & Raï (con ospite Nandu Popu dei Sud Sound System), sintesi dell’intero disco, è presto un brano di portata popolare, conosciuto e cantato dal pubblico di tutta Italia e il cui videoclip ufficiale, girato tra il Marocco e il Salento, vanta quasi tre milioni di visualizzazioni. Salgono sul palco del Primo Maggio di Roma 2013 aggiudicandosi il Primo Posto all’1mfestival collegato al Concertone. Nel 2014 Al di là delle nuvole, che vede ospiti i BoomdaBash, si conferma come nuovo successo radiofonico e viene presentato sul palco del Primo Maggio di Roma 2014, dove la band è invitata nel cast ufficiale. Nella primavera del 2015 i CRIFIU pubblicano il nuovo singolo Un’estate così una nuova hit estiva che rivela un’ulteriore maturazione della band tra citazioni letterarie, Mediterraneo, pop e world music e che preannuncia il nuovo lavoro discografico pubblicato nell’Ottobre 2015 con la produzione artistica di Arcangelo Kaba Cavazzuti: il nuovo album A un passo da te (Dilinò/Self) è il disco che conferma la maturità e, al tempo stesso, la freschezza e l’orginalità di suoni ed idee della band salentina, inaugurando tour nazionali nei maggiori cartelloni e con un pubblico sotto il palco e nelle piazze sempre più numeroso che segue la band e attende le sue nuove uscite. Arrivano così, estratti dall’album, i singoli e videoclip A un passo da te (title-track e brano di presentazione dell’album), Ora et Labora (sul mondo del lavoro), Non fermare mai (dove la storica nevicata sul Salento del gennaio 2017 fa da scenario naturale al videoclip suscitando un grande interesse tra media e social network, meteo e tg nazionali). Un album che vanta la partecipazione, tra gli altri, della sezione fiati di Manu Chao. I Crifiu partecipano ai maggiori festival internazionali da Cracovia allo Sziget Festival di Budapest, da Collisioni a Mundus e, inoltre, vantano numerose collaborazioni con artisti nazionali ed internazionali, condividendo palco e retropalco con artisti come Asian Dub Foundation, Mannarino, Caparezza, Vinicio Capossela, Max Gazzè, Massilia Sound System, Modena City Ramblers, Sud Sound System, Il Teatro degli Orrori, Fabri Fibra e tanti altri.

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“Un altro significativo passo in avanti per Taranto nell'ottica di un definitivo rilancio a livello culturale, sociale ed economico. E' quello che si è registrato a seguito della decisione con cui ieri il Consiglio dei Ministri ha confermato la candidatura del capoluogo ionico come sede dei Giochi del Mediterraneo 2025.”
E' quanto afferma l'on. Rosalba De Giorgi del M5S a poche ore dalla decisione del Consiglio dei Ministri di confermare ed ufficializzare la scelta di Taranto come candidata ad ospitare i Giochi del Mediterraneo in programma nel 2025.
“Certo, prima di poter esultare – continua la deputata pentastellata - sarà necessario attendere il prossimo 24 agosto, quando a Patrasso si sceglierà il luogo in cui far svolgere questo importante evento sportivo, ma il risultato conseguito dalla “città dei due mari” è il chiaro segnale del lavoro svolto dal Governo e, in particolar modo, dal Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, che si sono battuti affinché Taranto venisse indicata come candidata ideale per una manifestazione che porterà indubbi benefici sotto ogni punto di vista.”
“Qualora Taranto dovesse essere scelta come sede ospitante dei Giochi, si potrà essere testimoni della tanto auspicata rinascita di un territorio che, oltre a poter contare su invidiabili bellezze naturali, vanta storiche tradizioni e patrimoni culturali che potranno essere conosciuti, più di quanto già non lo siano, a livello internazionale.”
“L'occasione che si presenta alla città grazie a questa competizione sportiva è unica e non va fatta sfuggire – conclude la parlamentare- Adesso sarà importantissimo continuare in quel lavoro di squadra portato avanti da istituzioni locali e nazionali e realizzare tutto ciò che serve per dare a Taranto un nuovo volto, sicuramente diverso da quello che negli ultimi ha dovuto mostrare.”

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Puntuale come l'ora di inizio dei film al cinema, torna anche quest'anno Vicoli Corti, l'affermato festival cinematografico organizzato dall'associazione culturale Il Serraglio a Massafra. La manifestazione, che ogni anno richiama sia un gran numero di cinefili che di gente semplicemente affezionata alla kermesse massafrese, quest'anno torna all'originario format che vede in programma cinque serate di fila di proiezioni, dal 21 al 25 agosto. Proiezioni, quindi, ma anche tanta musica, incontri e valorizzazione del grazioso quartiere Santi Medici di Massafra, situato nel cuore della “Tebaide d'Italia”.

È legata proprio alla location la grande novità della 14a edizione di Vicoli Corti: accanto alla suggestiva piazza Santi Medici, quest'anno verrà allestita una seconda postazione nell'atrio dell'ex municipio. Quest'ultima sarà dedicata alle proiezioni che riguardano i partner cinematografici del festival: stiamo parlando del Diritti a Orvieto – Human Rights International Film Festival e del Pančevo Film Festival.

Vicoli Corti è supportato dalla Regione Puglia, con il patrocinio di Apulia Film Commission e Distretto Produttivo Puglia Creativa, oltre che del Comune di Massafra. É partner dell'iniziativa il Teatro Le Forche che, tra l'altro, ha collaborato all'organizzazione di Vicoli Corti Junior, la sezione del festival dedicata ai bambini che è andata in scena il 29 luglio e che anche quest'anno ha riscosso un grande successo di pubblico.

Ancora una volta “Cinema di periferia” è il sottotitolo che fa da filo conduttore della rassegna: periferia come spazio fisico e architettonico, ma allo stesso tempo luogo dell'anima e della mente. In tutti i lavori cinematografici selezionati è presente questo concetto, ovviamente raccontato in varie maniere e con diversi linguaggi. Tanta la qualità espressa nei film che arriveranno a Massafra, tra l'altro quasi tutte opere prime o seconde. In totale, nei cinque giorni di festival saranno proiettati cinque lungometraggi, cinque documentari, quattro cortometraggi e un live set. Il tutto alla presenza dei registi che, al termine della proiezione, racconteranno i loro lavori.

Per quanto riguarda i nomi e i titoli, intanto vi saranno due anteprime assolute al sud Italia: il documentario di Giacomo Abbruzzese “America” e il lungo di Ognjen Glavonić (direttore artistico del Pančevo Film Festival) “The Load”. I film in programma saranno “Ovunque proteggi” di Bonifacio Angus, “Zen sul ghiaccio sottile” di Margherita Ferri, “Il bene mio” di Pippo Mezzapesa e “Bangla” di Phain Bhuiyan. Questi, invece, i documentari presenti a Vicoli Corti: “Selfie” di Agostino Ferrente, “Le Vietnam serà libre” di Paolo Pisanelli e Cecilia Mangini, “Dell'Arte della Guerra” di Silvia Luzi e Luca Bellino e “Roma Golpe Capitale” di Francesco Cordio. Per quanto riguarda i corti, il pubblico avrà la possibilità di vedere due opere vincitrici del festival di Orvieto: “Salveger/Anniversary” di Angelica Germanà Bozza e “Breathing” di Farshid Ayoobinejad, oltre a “Brodo di carne” di Vittorio Antonacci e “Mare Nostrum” di Maryam Rahimi. Molto interessante si prospetta la dj live session di Valerio Nekroz Di Masi, “Nekroz vs. Caligari”.

Le proiezioni cominceranno alle 21 e saranno procedute, alle 20, dai consueti aperitivi con gli artisti ospiti, che quest'anno avranno luogo sulle terrazze dei locali del quartiere Santi Medici. Le serate saranno condotte dall'attrice Erika Grillo e, al termine delle proiezioni, ogni giornata di festival terminerà con musica live.

“Al di là del grigiore con cui viene rappresentata – spiega il direttore artistico di Vicoli Corti, Vincenzo Madaro – all'interno la periferia contiene una grande vitalità che prima o poi dovrà emergere. È questo che ci spinge a insistere nel percorso intrapreso diversi anni fa”. Una macchina organizzativa, quella del festival, che lavora parecchi mesi all'anno, ma che puntualmente raccoglie delle belle soddisfazioni: “Quest'anno – afferma Madaro – siamo davvero onorati del gemellaggio con il Pančevo Film Festival, manifestazione che si svolge in una città serba che tra l'altro vive una situazione ambientale e sociale con varie assonanze rispetto al nostro territorio”.

Anche il presidente dell'associazione Il Serraglio Michele Oliva esprime soddisfazione: “Siamo molto contenti per aver messo in piedi una programmazione così corposa e interessante, nonostante ci saremmo aspettati maggiore attenzione e sostegno da parte degli enti”.

Il manifesto dell'edizione 2019 di Vicoli Corti è stato realizzato dall'illustratrice Annalisa Manfredi. “Ha cercato di rappresentare il nostro sentire, – racconta Vincenzo Madaro – la speranza che abbiamo: le periferie nascondono una umanità che ha bisogno soltanto di esplodere in modo positivo”.

Per informazioni su Vicoli Corti: 338.2528601 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Il festival ha un sito internet (www.vicolicorti.it) ed è possibile seguire tutti gli aggiornamenti anche sulle pagine Facebook e Instagram.

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Comode sedute, spazi dedicati alla lettura e alla conversazione, pareti tinteggiate con i colori della terra che evocano positività interiore e sensazione di benessere sono le basi del concept architettonico de “La luce della speranza”, la nuova sala d’attesa realizzata all’interno dell’Unità Operativa di Oncologia dell’Ospedale Moscati (6° piano) e inaugurata nei giorni scorsi.
Un’area dedicata ai pazienti che arrivano nel reparto per essere sottoposti a visite e cure oncologiche; una stanza caleidoscopica, piena di colori, in cui i pazienti possono vivere uno spazio e un tempo “non ospedalieri”.
L’ambiente inaugurato fa parte di un percorso di progressiva umanizzazione della cura che anche l’Asl di Taranto si è posto come obiettivo primario: in questo caso migliorare l’accoglienza e il comfort dei pazienti in un luogo particolarmente critico e psicologicamente difficile per l’utente che varca la sua soglia.
La delicata e bellissima scrittura cromatica sui muri della sala si è resa possibile grazie ai volontari dell’Associazione Avo (Associazione Volontari Ospedalieri), di cui è presidente la vulcanica Anna Pulpito, e agli artisti reclutati dalla stessa associazione che hanno fornito la loro opera in maniera totalmente gratuita.
Nello stesso spazio è stato collocato il pianoforte acquistato con i fondi raccolti in occasione del I Memorial “Totò Negro”, tenutosi presso il Teatro Petruzzelli di Bari nello scorso mese di ottobre, alla presenza del Governatore Emiliano e dell’artista Albano Carrisi.
Il bellissimo murales è stato realizzato dal maestro Rosario Rosafio, artista eclettico di origine salentina, che ha saputo realizzare un raffigurato dai colori delicati, con l’effige del glicine, simbolo della pace ma anche della fragilità esistenziale, il cielo come segno di libertà e il sole come simbolo di speranza.
Alla sua realizzazione hanno collaborato anche Rosario Rosafio , Anna e Cosimo Biandolino, Antonella De Bellis, Noemi Miccoli, Barbara Nocera, Maria Angela Pagliaro, Cosimo Principale e Stefania Stelluto.
Tutto il materiale occorrente per la realizzazione del murales è stato donato dalla ferramenta di Talsano dei fratelli Cosimo e Luciano De Quarto. A creare una particolare atmosfera ci hanno pensato Michele e Giuseppe Spadafino, titolari dell’omonimo negozio di Via Liguria, che hanno realizzato gratuitamente la tenda posta nella sala d’attesa.
Il progetto ha trovato il pieno sostegno della Direzione strategica del Moscati, soprattutto del  Direttore del Reparto, dott. Salvatore Pisconti, che ha da subito sostenuto questa idea ed ha attivamente collaborato nella sua realizzazione.

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Cesare Pavese si rifiutò di pubblicare il libro di Primo Levi (di cui ricorre il centenario della nascita) “Se questo è un uomo” all’interno della collana di narrativa, poiché lo riteneva un libro di cronaca. Una mera cronaca senza letteratura. Non lo ha mai considerato un romanzo. Soltanto dopo la morte di Pavese venne pubblicato dalla Einaudi.

Discutiamo dunque di letteratura del Novecento. Nel segno non solo della rilettura di quella storia che ci è stata imposta dai testi scolastici e universitari. Testi completamente affidati a modelli ideologici. Di discussione nel corso di questi anni ne abbiamo fatte tante, ma ci sono responsabilità sia istituzionali che di metodologia applicata alla pedagogia.

La vera storia della letteratura italiana del Novecento non è quella che si fa studiare nei libri di testo – scuola superiore e università. È una letteratura “gestita” politicamente. Più volte siamo entrati nel merito di ciò.

 

Certo. Ma leggete un po’ i contemporanei: da Tondelli a Sanguinati, (per risalire indietro e non ridiscendere) dall’autore di “Gomorra” a tutta una letteratura in odore di sinistra e di sociologismo. Dico questo perché? Perché si è antologizzati e “modulati” soltanto se si risponde ad un canovaccio che è quello di un determinismo marxista e gramsciano o milaniano o a un canovaccio ormai diffuso, che è quello della letteratura cattolico – comunista. Una non letteratura.

 

Sfido a trovare pagine su Giuseppe Berto, su Marcello Gallian, su Francesco Grisi, Diego Fabbri, Antonio Barolini, Ignazio Silone che non sia il “Fontamara”, facendolo poi morire, in alcuni testi scolastici, nel 1977 mentre muore un anno dopo, con un libro qualificante per tutta la sua opera qual è “Severina” edito postumo, sul quale lo scrittore ci ha lavorato sino agli ultimi giorni della sua vita, agosto 1978.

 

Poi, la nota dolente è quella di continuare a considerare “grande” scrittore, Primo Levi. Pagine di testimonianza e nient’altro. I suoi scritti non superato la testimonianza umana ma la letteratura ha una griglia simbolica e di “pensiero” di altra natura. Già il caso Moravia è ben altra faccenda. Un narratore e non uno scrittore. Molta subordinazione agli schemi calviniani. Un Italo Calvino che diventa scrittore in “Palamar” in “Se un viaggiatore…”. E prima? Ma niente di nuovo dopo Pavese.

 

Pavese è la centralità di un Novecento di mezzo con una straordinaria valenza poetica e letteraria, ma non certamente quel Pavese antologizzato nei testi scolastici. L’antirealista Pavese è soprattutto lo scrittore che non accettò la Resistenza né come modello politico e tanto meno come espressione letteraria. Pavese è il mito e l’alchimia nella storia ma è anche lo scrittore che condanna chiaramente il comunismo e i risvolti di una Resistenza assassina (“Dialoghi con Leucò” e la “Casa in collina” sono il manifesto dell’antiresistenza. Semplice constatare ciò. Basta leggerlo con serenità e non antologizzarlo con giustificazioni banali.

 

Ma se Pavese è lo scrittore di mezzo del Novecento, che sostanzialmente spacca le visioni ideologiche, Corrado Alvaro è lo scrittore delle “memorie sommerse” che fa iniziare il suo percorso letterario, proprio nei primi anni del Novecento, con “L’uomo nel labirinto”. Siamo a livelli alti e non nella mediocre cronaca di un Primo Levi o nella superbia visione stilistica di Italo Calvino, che tutto deve al Pavese della coerenza, dello stile, dell’autenticità. Alvaro e Pavese avevano dietro dimensioni robuste: da una parte una visione musiliana e kafkiana e dall’altra la lezione eliadiana e vichiana ben ancorate alla tradizione letteraria e non ideologica.

 

Bisogna rivendicare la letteratura vera e spogliarla dalla frenesia di un gramscismo che proviene da lezioni sovietiche di un realismo come vera forma di arte. Pavese è distante da ciò, come lo è Alvaro, come lo è Berto, come lo sono i contemporanei alti: Sgorlon e Bevilacqua.

 

Qual può essere il ragionamento applicato nel centralizzare testimoni di scrittura come Primo Levi e non dare la giusta considerazione a veri scrittori come Giuseppe Berto? Mi devono spiegare perché si focalizza l’attenzione, il più delle volte, sulle contraddizioni di Sartre defilando in un paracadute Camus. Ci vogliono ragionamenti critici e non teatralizzazioni consociative. Ma i cattolici si sono resi conto che la storia della letteratura dimentica Diego Fabbri, Mario Pomilio, Francesco Grisi, Ignazio Silone del “Celestino V”, e più avanti Saviane, Salvalaggio, Battaglia?

 

Si ha il coraggio di leggere e proporre Giuseppe Berto (l’autore de “Il male oscuro” e di “Anonimo veneziano” oltre che della “Gloria”) senza lasciarsi condizionare dal suo libro “Guerra in camicia nera”? Non ci credo. Si ha il coraggio di proporre Pavese come egli stesso ha scritto nella pagina introduttiva a “Dialoghi con Leucò”, ovvero di non essere uno scrittore realista?

 

Si ha il coraggio di penetrare Calvino ponendosi davanti ad una lezione di letteratura marxista anche quando cerca di introdurci nella fiaba o nelle sue interpretazioni “americane”, che non offrono alcuna originalità e innovazione dopo le lezioni critiche debenettiane? Ci vuole coraggio e capacità anche nel tentare di sfidare luoghi conformati e conformistici.

 

Primo Levi. Non mi dice nulla. E consiglio di non leggerlo. Continuo a rileggere Giuseppe Berto. Non consiglio Italo Calvino perché è solo retorica letteraria. Rileggo i maestri come Pavese e Alvaro. Si può andare oltre. Ma prima bisogna lavorare epoche sugli scrittori e sui testi degli scrittori e non su indicazioni di terza mano.

 

Bisogna spenderci una vita per potere essere certi di un pensiero e attraversare generazioni di maestri (pochi) e di mediocri (molti). Io non smetto di tenere tra le mie mani il Camus de “Lo straniero” e di cestinare il Sartre de “La nausea”. Convinto sempre che la confessione può diventare un genere letterario (Maria Zambrano), ma nella confessione ci deve essere il mistero dell’arte. Bisogna ritornare alla letteratura vera, alla letteratura degli scrittori e non dei testimoni o di testi inclassificabili sono perché indicati dal potere culturale di sinistra. Perché tanta enfasi per Primo Levi? Pavese aveva perfettamente ragione.

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La vera inclusione è quella che riesce ad abbattere anche le barriere mentali: l'associazione “Mister sorriso Volontari della Gioia” propone “Musica Ardita”, una magica serata di grande musica e tanto altro.

“Musica Ardita”, una iniziativa del progetto "inclusiAmo", si terrà sabato 3 agosto (start ore 20.30), nella suggestiva cornice della Tenuta Del Barco, sulla S.P. 123 Pulsano-Monacizzo a Marina di Pulsano; l’ingresso prevede una “quota di complicità” suggerita dall’organizzazione in minimo 18 euro (info 099.6622579 – 328.0151380).

La serata avrà inizio con una degustazione di eccellenze enogastronomiche del territorio in cui, chi lo vorrà, potrà essere bendato e guidato nel percorso sensoriale dai volontari della Gioia di Mister Sorriso, vivendo così un'inedita esperienza in cui saranno protagonisti i sensi del tatto, udito, gusto e olfatto.

L'intento è permettere a tutti di comprendere il valore della luce facendo provare di persona come coloro che non hanno la fortuna di avere la vista, riescano comunque a "scoprire" il mondo utilizzando gli altri quattro sensi. 

Sarà poi presentata la nuova Associazione Culturale “Food & Wine's Emotion” che propone, su base volontaria, una raccolta fondi per ragazzi autistici attraverso un Laboratorio Agricolo sul Fagiolo della Signora: un Percorso enogastronomico con sei quiz a tema con in omaggio una bottiglia di vino per ogni risposta esatta. 

La serata proseguirà con due performance musicali. La prima è quella del duo acustico “Pancake Drawer”: i due artisti romani proporranno loro brani inediti e cover, con diverse influenze pop e alternative rock; la formazione è composta dalla chitarra come strumento principale che accompagna la voce e l'ukulele come arricchimento e supporto.

Con Guido Maurizio Doria alla chitarra, voce e ukulele del duo è Lulu Rimmel, all’anagrafe Veronica Tulli, artista affetta da osteogenesi imperfetta, che attraverso la musica vuole farsi portavoce del messaggio che "le differenze sono una ricchezza se solo cambiamo il nostro punto di vista".

A seguire si esibirà il pianista cieco dalla nascita Ivan Dalia: diplomato con il massimo dei voti in pianoforte e in composizione al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, è un autentico virtuoso del pianoforte e della musica jazz, vincitore di numerosi premi, che ha saputo imporsi soprattutto per la innata creatività e per la capacità di andare oltre gli stereotipi.

Ivan Dalia introdurrà il pubblico in un mondo di musica senza barriere in cui sono protagonisti le sue composizioni jazz destrutturate, l’ironia ed un talento fuori dal comune, doti che gli hanno permesso di conquistare pubblico e giuria a Italia’s Got Talent 2016, classificandosi al secondo posto.

L'associazione Mister Sorriso con questo evento, realizzato in collaborazione con Jonio Jazz Festival, la Locanda del Barco e Food Wine's Emotion, vuole continuare a trasmettere il messaggio di inclusione a 360° abbattendo anche, e soprattutto, le barriere mentali.

Biglietti in prevendita presso: Locanda del Barco sulla S.p.123 Pulsano-Monacizzo a Marina di Pulsano, “L'Erboristeria del Corso” in C.so Vittorio Emanuele II n.177 a Talsano, “Mandacaru” in via Roma n.45 a Pulsano, e “Kaos Caffetteria” in via Di Palma n.103 a Taranto.

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Partecipata assemblea ieri sera a Pulsano per parlare dell'impianto di compostaggio previsto sul territorio comunale a seguito della manifestazione di interesse avanzata dall'Amministrazione di Pulsano.

Nel mio intervento ho spiegato le ragioni che trovano compatto Articolo Uno contro la realizzazione di questa struttura.

Essa dovrebbe sorgere in prossimità dei centri abitati di Pulsano e Leporano: una localizzazione che sta creando nelle popolazioni coinvolte grande preoccupazione, perché effettivamente a ridosso di siti sensibili, asili e scuole, ma anche delle abitazioni residenziali.

La distanza infatti, dalle cartografie allegate agli atti, risulta essere inferiore ai limiti stabiliti dalla normativa regionale vigente.

Riteniamo che questo sia inaccettabile, perché un impianto di tale entità e impatto non può essere pensato e realizzato in presenza di dubbi di legittimità , tanto più se questi riguardano la distanza di sicurezza istituita a tutela dei cittadini.

Riteniamo altresì preoccupante e inopportuna l'ubicazione di questo impianto in una provincia già provata da criticità ambientali, legate alla grande industria oltre che da molti altri impianti simili.

Nel corso dell'assemblea, alla quale hanno preso parte numerosi rappresentanti istituzionali dei comuni limitrofi, abbiamo invitato il sindaco Lupoli a chiedere la sospensione del procedimento amministrativo in corso per le dovute riflessioni, anche alla luce della sua recente affermazione circa la volontá d’interpellare autorità scientifiche di fama internazionale per verificare la pericolosità dell’impianto.

Infine ma non per ultimo, abbiamo richiamato ad una riflessione tutta la comunità jonica, in merito al fattore di pressione nella nostra provincia; infatti Taranto non soltanto ha già molti impianti per la gestione dei rifiuti sul suo territorio ma nello specifico, per il compostaggio, è già abbondantemente autosufficiente per la gestione di quanto prodotto dalla propria popolazione.

Resteremo, come Articolo Uno, attenti all’evolversi degli eventi, ribadendo, su base provinciale e regionale la nostra motivata contrarietà.

 

 

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