Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Lunedì, 02 Settembre 2019

La sentenza del Consiglio di Stato segna ancora una volta uno spartiacque tra una politica locale intesa come dominio, e una politica del bene comune e della responsabilità, della legalità e della cittadinanza attiva.
Il percorso istituzionale attraverso gli strumenti delle azioni giudiziarie, che Vigiliamo ha percorso fin dal suo nascere, e che dal 2016 ha iniziato a percorrere anche l’attuale Amministrazione comunale, ha dato i suoi frutti. La discarica è stata chiusa e il sopralzo è stato dichiarato illegittimo.
20 anni di discarica e 15 di impegno civile
Sembrano tanti i 20 anni trascorsi dall’apertura della discarica denominata primo lotto, ma i contatti per cedere il territorio al business dei rifiuti risalgono almeno al 1996/97. E la condiscendenza delle amministrazioni comunali che si sono succedute fino al 2016 ne ha triplicato il numero. https://www.facebook.com/ereditadiscarica/photos/a.455511447977596/455511501310924/?type=3&theater
Anche i 15 anni di attività del comitato Vigiliamo per la discarica non sono pochi e iniziano dal 2004 con le prime proteste di cittadini allarmati per il cattivo odore, e dopo che due partiti presenti in consiglio comunale, uno di maggioranza e uno di opposizione, al momento di deliberare per la terza discarica denominata terzo lotto, decisero con un volantino di informare la popolazione.
Un gruppo di cittadini decise di mobilitarsi informando la popolazione con una assemblea pubblica il 13 maggio 2004 e avviando con successo le prime azioni giudiziarie.

http://www.vigiliamoperladiscarica.it/VIGILIAMo_plus/storia2.htm http://www.vigiliamoperladiscarica.it/VIGILIAMo_plus/documenti/tar-lecce_n.1847_05.pdf

http://www.vigiliamoperladiscarica.it/public/Sentenza.pdf
Lo stesso gruppo di cittadini che, già nel 1991-1993 si era opposto, riuscendovi, a un progetto che avrebbe stravolto il quartiere delle Ceramiche e che, dopo continue sollecitazioni dal 1995-99 all’amministrazione comunale allora vigente, era riuscito a riportare a Grottaglie la proprietà dell’ex convento cappuccini.
A questo gruppo si aggiunsero subito organizzazioni civili e religiose, semplici cittadini e professionisti, indignati sia perché il comune negava l’accesso ai documenti, sia per l’abnorme richiesta della terza discarica per rifiuti speciali.
Nell’arco dei quindici anni trascorsi, alcune organizzazioni e alcuni cittadini si sono staccati da un impegno continuo, altri si sono aggiunti, mentre le richieste del gestore continuavano ad aumentare: impianto per il trattamento per il percolato, ampliamento della cava, raddoppio in altezza del cosiddetto terzo lotto.
La collaborazione disinteressata e di grande professionalità degli avvocati Antonio Lupo, Rosa Lupo, Luca Bovino, Michele Mirelli consentì a Vigiliamo di avviare le azioni giudiziarie e di promuovere altre iniziative come la proposta di legge regionale di iniziativa popolare sulla regolamentazione dei rifiuti speciali in Puglia. La sensibilità artistica ed etica di Antonio Annicchiarico e di Elio Dubla portò la conoscenza del problema ben oltre i confini di Grottaglie e diede riconoscibilità a tutti i comunicati di Vigiliamo.

http://www.vigiliamoperladiscarica.it/VIGILIAMo_plus/documenti/proposta_legge_regionale.pdf http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2005/09/25/Cronaca/MODA-OPERAI-E-TUTE-IN-PASSERELLA-COSI-SI-SFILA-CONTRO-LE-DISCARICHE_144016.php https://www.facebook.com/ereditadiscarica/photos/a.487607894767951/487608278101246/?type=3&theater
Da settembre 2007 a febbraio 2008 l’esperienza del Presidio permanente, animato da Sud in movimento che aveva invitato Vigiliamo a parlare della discarica fin dalla prima edizione della Notte dei briganti 2006, del tutto in linea con i principi di Vigiliamo, ha richiamato l’attenzione di tanti giovani e tanti cittadini di Grottaglie e San Marzano.

http://www.vigiliamoperladiscarica.it/VIGILIAMo_plus/articolo.php?subaction=showfull&id=1189767116&archive=&start_from=&ucat=5&

http://www.vigiliamoperladiscarica.it/VIGILIAMo_plus/articolo.php?subaction=showfull&id=1200588725&archive=&start_from=&ucat=5&
Solo la stupefacente sentenza del Consiglio di Stato del 2007, che annullava la sentenza del Tar, portò all’apertura della terza discarica nel 2008, il cosiddetto terzo lotto, in cui sono stati smaltiti rifiuti fino al 2016 per una volumetria di 4.334.000 metri cubi. http://www.vigiliamoperladiscarica.it/VIGILIAMo_plus/articolo.php?subaction=showfull&id=1183835686&archive=&start_from=&ucat=5&
Poi viene il bluff della richiesta di Linea Ambiente del dicembre 2015. La “riperimetrazione del profilo orografico per regolamentare il deflusso delle acque” prevedeva in realtà il raddoppio in altezza fino a 30 metri del cosiddetto terzo lotto e il prolungamento di cinque anni della vita della discarica. Per l’abnormità della richiesta i comitati di Grottaglie e San Marzano, Vigiliamo per la discarica e Territorio bene comune, il Comune di Grottaglie (Amministrazione D’Alò) e altri Comuni subito agirono a livello legale e istituzionale.
Ma il presidente della Provincia, Tamburrano, dopo un iniziale diniego, nel febbraio 2018, ribalta il parere da negativo in positivo dopo aver nominato un nuovo comitato tecnico provinciale e un nuovo dirigente. Nomina irregolare come rimarcato dalla sentenza del Consiglio di Stato e parere positivo oggetto di inchiesta per corruzione da parte della Procura della Repubblica nel marzo 2019.

https://www.ilsole24ore.com/art/discarica-grottaglie-arrestato-ex-presidente-provincia-taranto-AB5Pp4dB

Il Tar di Lecce nell’aprile 2019 ha dato ragione ai Comuni e ai comitati, quando già in poco più di una anno erano stati riempiti due dei sei comparti. E la recente sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata alla fine di agosto 2019, ha svelato il grande bluff,: “In linea di principio, quindi, per garantire il regolare deflusso delle acque meteoriche non occorre necessariamente incrementare la volumetria di discarica…” mentre Linea Ambiente “…di fatto, per la sua entità, configura una nuova discarica al di sopra di quella esistente”.

Quali le sfide per il futuro
Le sfide riguardano non solo quanto illegalmente smaltito nel cosiddetto terzo lotto e quanto concerne la sua definitiva chiusura e bonifica, ma anche problemi ancora non risolti per il primo e secondo lotto e la stessa convenzione in atto tra Linea ambiente e Comune di Grottaglie, riguardo alla quale è in atto un contenzioso avviato dall’attuale Amministrazione nei confronti del gestore.
Si elencano di seguito i molteplici problemi riguardo ai quali i comitati di Grottaglie e San Marzano continueranno a vigilare affinché le rispettive Amministrazioni comunali si adoperino per risolverli
Lo smaltimento in altezza dichiarato illegittimo dal Consiglio di Stato, e che ha sopraelevato di 15 metri l’altezza di due dei sei comparti del terzo lotto, desta preoccupazione a livello sanitario, ambientale, paesaggistico e tecnico
La Provincia deve ritirare la documentazione inviata al Consiglio dei Ministri il cui parere non sarebbe più necessario sia perché il Consiglio provinciale ha espresso parere negativo, sia per la recente sentenza del Consiglio di Stato
È necessario accertarsi che siano state rilasciate alla Provincia le opportune fideiussioni per le operazioni di post chiusura e bonifica della durata di 30 anni per tutte e tre le discariche (chiamate primo, secondo e terzo lotto), e che le Istituzioni preposte sorveglino affinché tali operazioni siano effettuate secondo quanto previsto dalla legge
In tutte e tre le discariche -denominate primo, secondo e terzo lotto- le operazioni di chiusura e di bonifica, oltre che quelle per deflusso delle acque, devono essere eseguite secondo quanto previsto dalla legge
Siano effettuati i necessari controlli affinché nel cosiddetto terzo lotto si provveda al regolare deflusso delle acque senza alcun sopralzo e secondo quanto stabilito dal consiglio di Stato
Si proceda alla definitiva chiusura e bonifica anche del primo e secondo lotto dichiarati esauriti ormai da oltre dieci anni.
Obbligati a subire una eredità imposta, dobbiamo evitare rischi irreversibili per la salute e per l’ambiente. La vigilanza, la corretta informazione, la responsabilizzazione dei cittadini e soprattutto dei giovani è ormai un dovere che ci riguarda tutti. 

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Appuntamento venerdì 6 settembre presso le Tenute di Al Bano Carrisi a Cellino San Marco

A poche ore dal via la III edizione del Premio “Nicola Fasano” – Grottaglie Città delle Ceramiche - può ritenersi già un successo per una molteplicità di motivi.
Come si ricorderà lo scorso anno, nei primi giorni di settembre, il “Premio” fu tenuto nella location del Parco della Civiltà a Grottaglie. Fu un successo di partecipazione, ma fu soprattutto un successo per il circuito culturale e giocoso che riuscì a sviluppare. Non ricordiamo un solo momento in cui i numerosi partecipanti distolsero l’attenzione da ciò che accadeva intorno a loro. Il commento finale fu: “Ma è già finito?”, espressione che da sola esprime la piena soddisfazione di chi fu presente all’evento che alcuni pensavano dovesse essere un fatto sporadico.
Ma così non fu perché la prima e la seconda edizione scrissero il capitolo d’esordio di un premio che certamente, anno dopo anno, saprà trovare nel dinamico promotore e organizzatore Giuseppe Fasano, un autentico “vulcano”, colui che saprà mettere in evidenza le peculiarità di un’azione artistico-culturale iniziata dal padre Nicola e continuata dai diretti discendenti. La famiglia Fasano, ricordiamo, si tramanda l’arte della lavorazione della ceramica sin dal 1620.
L’edizione 2019 vede spostata la realizzazione della manifestazione in una diversa location. Si tratta della Tenuta di Albano Carrisi a Cellino San Marco. Cento ettari che parlano di lui, del legame che Al Bano ha con la terra e con la natura, della sua storia familiare ed artistica. Nel parco di questa casa da lui stesso disegnata, l’artista si è ricavato degli spazi tutti per sé, sentieri nei boschi, laghetti, collinette come piccoli eremi per la meditazione. A casa Carrisi i cavalli circolano liberi e a rendere unico il posto c'è anche un ulivo cavo di oltre 900 anni. La scelta della location da parte dell’organizzazione del Premio non è stata casuale ma dettata anche dalla pluridecennale amicizia che lega Giuseppe Fasano al nostro artista.
Chi ha conosciuto in vita Nicola Fasano ne parla come di un artista vero, autentico figlio grottagliese, e vero maestro su un duplice fronte. Il primo è stato quello della trasmissione dell’arte ceramica ai figli e ad altri ceramisti, ma ha anche voluto e saputo dialogare con migliaia di studenti, non soltanto grottagliesi ma di tutta la provincia ionica, che chiedevano di visitare il suo laboratorio, di conoscere dalla sua voce e di vedere plasmare con le sue mani l’amorfa argilla che, magicamente, acquistava forme e figure di grande fascino.
Chi lo ha conosciuto nel suo storico laboratorio, oggi ritorna volentieri, non soltanto perché il figlio Giuseppe è il degno continuatore della tradizione ceramistica dei Fasano, ma anche per quel clima di grande raccoglimento che il sito offre. Guardando i forni e i resti archeologici di una zona che sfida i secoli, sembra ancora aleggiare la figura ieratica, ma nel senso più semplice dell’espressione di Nicola Fasano.
A lui piaceva fasi vedere dagli studenti, ma anche dai numerosi turisti italiani e stranieri, con il grembiule sporco di argilla, con le mani alle prese con il tornio per dare forma originale a questo prodotto della terra verso il quale non sarebbe male che le nuove generazioni si avvicinassero con un senso di gratitudine e di attenzione per scoprirne i diversi significati.
Se Nicola Fasano è stato tutto questo, era giusto che Giuseppe dedicasse ogni anno al padre uno spazio riservato a coloro che veramente amano la cultura della ceramica e che continuano ad apprezzarne il valore attraverso una produzione che Giuseppe, come già fece il padre Nicola, rende varia ed attraente di anno in anno.
Per il resto dobbiamo aggiungere che quest’anno, oltre alla attesa “laudatio” che il prof. Francesco Lenoci dedicherà alle due figure principi della serata, Nicola Fasano e Carmelo Carrisi (padre dell’artista Al Bano), la direzione della serata sarà affidata alla nota giornalista di Telenorba, Maria Liuzzi, che certamente renderà briosi e piacevoli i vari momenti dell’evento che vedrà alternarsi sul palco, tra le varie e prestigiose premiazioni, le esibizioni dei Terraross, del Duo Panama, di Cinzia Tedesco e della violinista Nancy Barnaba.
Tra i premiati che si alterneranno sul palcoscenico, la cui lista sarà tenuta segreta fino a pochi minuti prima dell’inizio della serata, ci saranno personaggi del mondo della cultura, dell’imprenditoria, del commercio e della società rappresentata dalla magistratura, dal mondo della sanità e dal volontariato che nella provincia jonica sta scrivendo una importante pagina della nostra storia. A questo riguardo ci piace sottolineare che l’organizzazione del Premio ha deciso di devolvere parte del ricavato della serata all’Associazione S.I.M.Ba. di Taranto che opera da vari anni presso l’Ospedale SS. Annunziata di Taranto con i bambini ospedalizzati in Oncoematologia Pediatrica.
Il resto lo faranno gli stessi invitati relazionandosi fra loro per rendere così più briosa e varia una atmosfera che saremmo tentati di definire magica, ma che per scaramanzia aspettiamo di poterla definire tale a manifestazione conclusa.
Appuntamento, pertanto, venerdì 6 settembre alle ore 20 presso le Tenute di Albano Carrisi, contrada Bosco, a Cellino San Marco.

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Castellaneta - «Sono l’organizzatore della manifestazione indetta per giorno 6 settembre prossimo in difesa dell’Ospedale San Pio di Castellaneta. Ho letto con grande sconcerto la dichiarazione rilasciata dal dottor Rossi. Ho aspettato che passasse la notte per rispondere, con la speranza di un ravvedimento da parte Sua, ma niente. Stamane, sono ancor più incavolato perché risulta lampante dalla sua dichiarazione in difesa del Santissima Annunziata di Taranto che “le chiusure dei reparti nascita e pediatria di Castellaneta non saranno temporanei ma definitive”. Ma, sbaglio o alla kermesse di luglio presso il nostro nosocomio c’era anche Lei quando, colui il quale l’ha messa al posto di D. G. Asl Ta, dichiarava a gran voce: “Questo sarà un Ospedale di 1 livello, sarà all’avanguardia per attrezzature e personale nella Sanità Pugliese, io (lui) ci metto la faccia nel fare dichiarazioni simili, perché ci credo”. Bene se c’era e ha ascoltato, perché questa marcia indietro? Comprende ora perché siamo arrabbiati e scendiamo in piazza? Noi ci aspettiamo di avere ciò che voi nel riordino ospedaliero pugliese avete concordato. Non so se il Suo appello per il S.A. sarà ascoltato, ma in caso contrario, non proverà (il responsabile) dei sensi di colpa, per l’aggravio che ci sarà per la sanità pugliese per ciò che bisognerà pagare alla Regione Basilicata? Le assicuro che noi porteremo fino in fondo la nostra battaglia e per questo chiedo a tutti i cittadini non solo di Castellaneta, ma anche dei Comuni ricadenti nel distretto del nostro ospedale, di venire a manifestare a Castellaneta il giorno 6 settembre. Ribadisco che la nostra manifestazione non è contro nessuno, ma per aiutare e spingere i nostri amministratori ad ottenere ciò che noi tutti vogliamo. Ai Sindaci, agli assessori e ai consiglieri vari, chiedo per quel giorno, di sentirsi semplici cittadini e porsi questa domanda: ”se fossimo al posto loro, cosa faremmo, parteciperemmo alla manifestazione?” Datevi una risposta e venite a manifestare. A Lei dottor Rossi, chiedo solo una gentilezza venerdì, a fine manifestazione, di incontrarci. Se Le sarà impossibile, le faremo recapitare un documento/richiesta».  La manifestazione avrà dei colori di appartenenza e saranno il rosa è il celeste, colori che da sempre rappresentano le nascite.

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I consiglieri comunali del Gruppo Consiliare “Articolo UNO”, Francesco Donatelli, Massimo Serio e Aurelio Marangella, hanno presentato la seguente INTERROGAZIONE URGENTE al Sindaco, all’Assessore ai Servizi Cimiteriali e al Presidente del Consiglio Comunale:

che recita: "A seguito della presentazione dell’interrogazione del Gruppo Consiliare “Articolo UNO” sulla carenza delle cellette cimiteriali, l’amministrazione comunale si impegnava nella seduta del Consiglio Comunale del 29 ottobre scorso, a “costruirne entro marzo il numero necessario a far fronte a quella che è la domanda utilizzando le intercapedini all’interno del terzo loculario comunale e le pareti della quarta tomba comunale”.

Alla data odierna non vi è traccia di alcun provvedimento in tale direzione nonostante l’impegno assunto dalla Giunta Comunale (delibera n.542 del 28/11/2017 “Approvazione tariffe di concessione loculi e cellette cimiteriali collocati nel quarto Loculario Comunale”) e l’approvazione del “Regolamento di Polizia Mortuaria, delle Attività Funebri e Cimiteriali e delle Concessioni” (delibera Consiglio Comunale n. 88 del 21/12/2018). Sebbene la precedente Amministrazione avesse provveduto per la costruzione di una ulteriore tomba comunale costituita da 100 loculi (già esauriti) e da 40 cellette per ossari (ancora non utilizzati), negli ultimi tempi è ripiombata l’emergenza dovuta all’assenza di loculi. Ciò comporta un notevole ed umiliante disagio per i cittadini che non trovano spazio per l’inumazione dei propri cari costretti a lunghe attese per procedere alla sepoltura. A tale situazione di emergenza e di degrado si aggiunge la scarsa manutenzione delle tombe comunali che presentano gravi problemi di infiltrazione di acqua piovana. Degrado presente anche nel secondo campo di inumazione costantemente infestato da erbacce nel quale, come denunciato con foto sui social nello scorso periodo pasquale, sembrerebbe sia stato addirittura utilizzato del diserbante."

Alla luce di quanto su premesso chiedono: Se l'Amministrazione "è a conoscenza della situazione di degrado sopra descritta e del conseguente disagio provocato ai cittadini; Quali sono le determinazioni che l’Amministrazione Comunale intende assumere in coerenza con gli impegni presi nella seduta del Consiglio Comunale dell’ottobre scorso:  utilizzazione degli spazi e delle intercapedini presenti nella terza Tomba Comunale per creare un cospicuo numero di cellette-ossario e acquisto di cellette-ossario prefabbricate da ubicare alle pareti della quarta tomba comunale;

Inoltre chiedono:  il motivo per il quale non è stata avviata alcuna procedura di evidenza pubblica per l’assegnazione delle cellette disponibili nel quarto Loculario Comunale, così come previsto nella delibera di Giunta Comunale n. 542/2017;  Quando intende avviare una completa opera di ristrutturazione delle attuali Tombe Comunali oggetto di gravi infiltrazioni di acque meteoriche e quali i tempi per la costruzione della quarta Tomba Comunale prevista nel Programma delle Opere Pubbliche 2019/2021. 

A margine di questo comunicato stampa, gira voce che sia in atto una compravendita  tra privati di loculi e celle ossario, con cifre da capogiro, si parla di 5mila euro a loculo. Ovviamente notizia data in camera caritatis, quindi da verificare,  di un cittadino che in estrema emergenza si è visto chiedere questa cifra, se vera ci sarebbe da indagare.

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Eh sì, abbiamo cercato, o perlomeno ho cercato di stoppare gli ultimi 20 giorni di agosto, ma non ci sono riuscita del tutto, chi fa questo mestiere ed ha un giornale come la sottoscritta, sa benissimo che abbassare completamente la saracinesca nel proprio "esercizio intellettuale" è quasi impossibile. Come si diceva una volta, occorre  essere sempre sul pezzo, non abbassare la guardia e in tempi in cui la rete e i social dominando la quotidianità di tutti noi, è impresa ancora più ardua fermarsi specialmente quando si è  in pochi e non si hanno tante risorse. In agosto, tempo di ferie, si sa a livello politico sia locale che nazionale si compiono i più significativi colpi di mano  a danno delle comunità e della Nazione, ormai questo lo sanno tutti che accade con una puntualità sconcertante, perché la gente è distratta dalle ferie, stremata dal caldo e con la necessità di staccare un po'.
In questo caldo agosto abbiamo assistito a qualcosa di veramente allucinante, un vice ministro della nostra Repubblica, tronfio di consensi si è mandato da solo a quel paese con la conseguente  caduta del Governo, mentre vi scrivo la quadra per un nuovo Governo ancora non l'hanno trovata, sicuramente ce la faranno o meglio Conte, comandante in capo ormai effettivo, è molto più vicino al Pd che agli stellati che l'hanno voluto nel passato Governo giallo/verde, varerà un nuovo esecutivo rosso/giallo, per dirla con una frase di Berlusconi: "Salvini ha consegnato il Paese al Pd", questi ultimi, nonostante siano usciti con le ossa rotte nelle ultime politiche, hanno ripreso in mano la scena politica, e stanno lavorando sodo per riprendere in mano le sorti di questa ormai sfortunata Italia. Ma si sa la politica è l'arte dell'impossibile e l'Italia deve andare avanti e non può permettersi il lusso di cincischiare, quindi come sia sia: governo subito oppure alle urne, e che il Signore ce la mandi buona. Bene, anzi male questo è ciò che è principiato in piena estate.
Ma veniamo al locale, anche a Grottaglie non è stato fatto mancare nulla, abbiamo assistito, seppur alcuni di noi in veste di imperterriti dimostranti, all'abbattimento di ben 74 alberi di pini monumentali, un viale alberato, viale Partigiani caduti che accoglieva con un bellissimo effetto scenografico chi entrava a Grottaglie dalla via per San Giorgio Jonico. Con una capoticità assurda,  il primo cittadino (il minuscolo è voluto), li ha fatti abbattere senza sentir ragione, con un'ordinanza supportata dall'agronomo comunale (guarda caso molto vicino al movimento del sindaco), e dove è stata addotta la necessità dell'abbattimento dei maestosi alberi per pericolo di crollo e alberi malati. È stata sicuramente una balla spaziale, a nulla sono valse le proteste, a nulla è valso l'atto coraggioso di una giovane ragazza che ha sfidato la imponente  benna in procinto di afferrare l'albero per sradicarlo senza pietà, a nulla sono valse le richieste di spostare l'abbattimento di un mese, giusto il tempo necessario  perché  la nidificazione delle tante specie di volatili, si completasse, niente! al costo di 180 € ad albero è stato cancellato un viale storico, un viale che ricordava i caduti grottagliesi nelle due guerre. Era il 6 agosto, una data che resterà impressa a molti di noi e a chi ha voluto esserci per evitare questo delitto ambientale, ma che a nulla è valso. E come giornale lo abbiamo documentato, l'unico che ha sostenuto la lotta, il resto dei media tra l'indifferenza e l' allineato e coperto.
Quindi consegnata alla cronaca questa brutta giornata, abbiamo cercato di stoppare un po', in effetti abbiamo pubblicato poco ma stando sempre in allerta, almeno la sottoscritta che ha responsabilità editoriale di un giornale che come ben sapete ora è di proprietà di un'Associazione "Social Media aps", composta nella maggior parte da giovani, alcuni giornalisti ed è aperta a chiunque voglia dare una mano a questa testata libera, non asservita al potere e che dà spazio a tutti, senza censure. Lo spazio libero è la sezione/categoria APERTAMENTE, dove chiunque può dire la sua nei limiti del Codice Civile e Penale.
Sempre riferendoci a quanto accaduto in questo rovente agosto, la notizia più bella è sicuramente quella della sentenza del Consiglio di Stato, che stando agli atti ha decretato la chiusura definitiva della discarica di Torre Caprarica, un ecomostro di cui ne subiranno, purtroppo,  le conseguenze anche i nostri pronnipoti e loro pronnipoti, ma in molti abbiamo esultato alla notizia che rifiuti non ne verranno stoccati più, si chiude definitivamente, almeno così ci viene assicurato da chi sa leggere le sentenze. Ovviamente giovedì 29 agosto, nel pomeriggio ha avuto luogo la conferenza stampa, giustamente trionfanti il sindaco D'Alò e i Comitati, questi ultimi da decenni impegnati costantemente e sempre sul pezzo affinchè fosse scritta la parola fine su questa discarica.  Quello che mi ha molto stupita è stata l'assenza dei consiglieri di opposizione, perché dopotutto è stata la vittoria del territorio, e quindi sarebbe stato importante registare anche la loro presenza.
Anche la sottoscritta non ha partecipato, ma io vi scrivo il perché. È stato  per due i motivi: uno  perché non ho digerito l'abbattimento degli alberi e due perché sono stata oggetto di insulti da parte del primo cittadino e io non sono tanto ipocrita da sorvolare sulla  mancanza di rispetto, purtroppo i ragazzi della redazione erano fuori in vacanza e quindi il giornale non ha potuto essere presente, ma  la notizia è stata coperta lo stesso, considerato che da tempi lontanissimi, dallo scorso secolo, la questione discarica è stata sempre da me attenzionata, anche quando era molto pericoloso interessarsi. 

Ma considerato che non sono allineata mai con il potere politico che compie nefandezze, ho tutto il diritto di criticare chi amministra male la nostra comunità, ovviamente a mio giudizio che può  non piacere  ma si tratta sempre di valutazioni libere da orpelli opportunistici. Inoltre  sfido chiunque a trovare miei giudizi / valutazioni indirizzati alla persona che ricopre incarichi istituzionali/politici/amministrativi, le mie valutazione sono solo ed esclusivamente basati sul lato politico/amministrativo, se sono degli incompententi in materia gestionale non è mica colpa mia, non li ho mica messi io su quelle poltrone, tra l'altro molti di questi non sono nemmeno passati al vaglio degli elettori, quindi da cronista ho tutto il diritto di valutare e quindi scrivere ciò che reputo giusto e quindi  dato in pasto all'opinione pubblica. Vi assicuro che non si tratta di  invidia, come stupidamente alcune fanciulle giulive e relativi compagni si sono precipitati a dire, che mi spinge a stigmatizzare l'impreparazione lampante di questi nudi e crudi amministratori, pescati nel mazzo quasi alla cieca per, magari, accontentare  il consigliere di turno che  deve dimostrare l'esistenza in Consiglio comunale. Ma questi ignorano  che certi assessorati sono molto delicati e non possono essere dati in mano a ragazzine inesperte che tra l'altro si potrebbero fare molto male e bruciarsi. Come allo stesso modo si può danneggiare una comunità amministrata da gente incompetente e magari messa li come testa di legno con microcip incorporato che  con un click che parte da un i-phone di ultimissima generazione, tra l'altro pagato con i soldi dei contribuenti, li porti a fare azioni pilotate e di mera propaganda. Eh no! caro sindaco e cari assessori, non funziona così, Grottaglie è una Città che ha potenzialità infinite che vanno tirate fuori con competenza e vero piglio politico,  con gente competente che arrivi  per meriti al Palazzo, altrimenti  è solo aria fritta. La realtà  che racontate con selfie, video auto prodotti è solo in pixel, la sostanza sta nei fatti, per ora pochi e molti basati anche dal fatto che avete pure una gran fortuna, buono, ma il futuro di una Comunità non può essere basato sulla fortuna ma su una vision proiettata a 5, 10 e 20 anni e non propedeutica agli appuntamenti elettorali. Intanto  resta all'occhio del cittadino libero, quello senza prosciutto sugli occhi,  una Grottaglie sporca come mai vista prima, un'arroganza di fondo e tante dimissioni imbarazzanti in ambito maggioranza, segno che qualcosa al Palazzo non quadra, al di là dell'autopromozione.

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Taranto - “Vedete quel cerchietto rosso? Lì c’era Alessandro Rebuzzi. Aveva trascinato i suoi compagni a manifestare sotto il tribunale solidarizzando con la Magistratura di Taranto che metteva sotto accusa l’’ILVA. Era il 2012.
Alessandro non ce l’ha fatta a vedere il suo futuro.
Oggi l’ILVA ha l’immunità penale e Alessandro muore una seconda volta, muoiono i suoi sogni, muore la sua speranza. Lui non ha potuto respirare quell’aria pulita di cui i suoi polmoni avevano bisogno.
Oggi sarebbe stato il suo onomastico: buon onomastico, Alessandro.” (dalla testimonianza del prof. Alessandro Marescotti, durante l’incidente probatorio davanti al gip Patrizia Todisco nel processo a carico dell’ILVA e dei suoi dirigenti).
Sette anni fa, Alessandro lasciava a tutti noi, con l’ultimo respiro, il suo testamento morale: “Non arrendetevi. Mai!”
Organizzata e sostenuta economicamente da Loredana e Aurelio Rebuzzi, oggi 2 settembre, alle ore 19, verrà celebrata una messa per ricordare la figura del figlio, simbolo di chi lotta fino alla fine, a testa alta, con coraggio e amore.
La commemorazione verrà celebrata nella chiesa dello Spirito Santo, in via Lago D’Averno.

Dopo la funzione religiosa, la poetessa Anna Vozza declamerà alcuni suoi componimenti nella lingua tarantina; seguirà lo spettacolo teatrale ispirato dal romanzo “Il piccolo principe” a cura della Compagnia “Le Quinte”.

La nostra speranza è che tantissimi tarantini vogliano onorare con la propria presenza il ricordo di chi ha urlato fino all’ultimo momento “Io voglio respirare aria pulita!”
Vogliamo ringraziare Loredana e Aurelio per tutto quello che continuano a fare, per la loro presenza ad ogni manifestazione, per quella foto che mostra il volto sorridente di Alessandro e riporta una delle sue più belle frasi: “VOGLIO RESPIRARE, AD OCCHI CHIUSI”. Siate orgogliosi di vostro figlio: il suo esempio ha smosso molti più cuori di quanti voi e noi possiamo immaginare.

 

 

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