Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Mercoledì, 04 Settembre 2019

In vista dell’inizio del nuovo anno scolastico insieme ai responsabili della manutenzione, Luciano Trani, e della pubblica istruzione, Daniela De Vincentis abbiamo dato avvio ai lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione nelle scuole cittadine.

Nel dettaglio, sono stati programmati lavori di verifica e ripristino degli impianti elettrici, di manutenzione dei bagni e di pitturazione delle aule che ospiteranno gli alunni della Scuola Media “Don Luigi Sturzo”, il cui plesso è stato dichiarato inagibile per il rischio di crollo del solaio. È stata incaricata in questi giorni la ditta che sarà a disposizione degli istituti per tutte le operazioni di trasloco dei materiali scolastici.
Inoltre, in accordo con l’Assessora all’Ecologia e ambiente, Alessandra Carbotti, e il relativo settore, è stato stilato un programma di lavori concernenti la pulizia dei cortili interni agli istituti scolastici e la sistemazione e manutenzione del verde pubblico ivi presente.

Come è noto, l’Amministrazione comunale di Grottaglie è vincitrice di tre bandi di finanziamento relativi all’edilizia scolastica che interesseranno le scuole Don Sturzo, Pignatelli e Don Bosco. L’ obiettivo primario è quello di porre la massima attenzione alla manutenzione e alla messa in sicurezza delle scuole, e proprio per questo, in attesa dell’arrivo dei fondi, è stato avviato il programma dei lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione, al fine di assicurare a studenti e studentesse ambienti più sicuri e confortevoli per il nuovo anno scolastico. Intanto si procede con tutti gli affidamenti per poter avviare i lavori alla scuola media “Don Luigi Sturzo” cercando, per quanto possibile, di limitare il disagio degli alunni al solo anno scolastico in avvio.

 

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In occasione della ricorrenza di Santa Teresa di Calcutta, giovedì 5 settembre 2019, alle ore 18.30 presso la villa Beata Teresa di Calcutta antistante l’anfiteatro comunale a Castellaneta, si celebra una santa messa presieduta da S.E.Rev.mo Mons. Claudio Maniago (Vescovo di Castellaneta) e da S.E. Rev.mo Mons. Angelo Massafra (Vescovo di Scutari, Albania).
Negli anni a venire, in occasione di Santa Teresa di Calcutta, ci saranno festeggiamenti a Castellaneta per rendere omaggio alla santa testimone della misericordia, la “matita di Dio”.

«Non tutti possiamo fare grandi cose ma possiamo fare piccole cose con grande amore. Ama e lasciati amare» (Santa Teresa di Calcutta).

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“Non è possibile avere un approccio economico generale per tutti i siti industriali”. Lo sostiene il senatore Mario Turco (M5S), professore universitario ed economista, che analizza la nota stampa diffusa da ArceloMittal nella quale il gruppo Franco-indiano, spiega il nuovo approccio aziendale nei confronti delle imprese dell’appalto ex Ilva.

 

“ArcelorMittal – spiega l’esponente pentastellato - se, da una parte, è legittimato sul piano decisionale a razionalizzare i costi di gestione, dall’altro non può pretendere, in maniera semplicistica, una riduzione del costo degli appalti del 40% invocando di voler uniformare i costi del sito di Taranto con quelli che sostiene in altri stabilimenti d’Europa. Le ragioni risiedono soprattutto nei differenti e più alti costi fiscali, contributivi e salariali tra l’Italia e gli altri Paesi come, ad esempio, Polonia e Francia. Prevedere un piano di revisione dei costi al ribasso del 40%, peraltro non preventivamente concordato con le imprese territoriali interessate, può rappresentare un grave rischio per queste ultime che a fronte di tale repentina decisione si troveranno ad affrontare una situazione emergenziale, con inevitabili ripercussioni sul piano della loro stessa sostenibilità e permanenza sul mercato”.

 

“Con riferimento poi alle gare di appalto che ArcelorMittal vorrebbe praticare al ribasso – continua il senatore Turco - avverto un pericolo legato al fatto di favorire imprese che possono trascurare aspetti legati alla sicurezza ambientale e lavorativa, oltre che alla regolarità contributiva. Nel comunicato inoltre il gruppo Mittal sostiene di basare i futuri affidamenti in appalto su criteri di competitività, qualità ed efficienza del servizio offerto, trascurando però il fatto di inserire tra gli stessi criteri di selezione dei fornitori in sede di affidamento degli appalti, aspetti come sicurezza e tutela dell’ambiente, oltre che di trattamento e smaltimento dei rifiuti di lavorazione. Aspetti questi ultimi che mi auguro siano considerati ai fini della salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica”.

 

“Per ciò che concerne l’affidamento dei lavori – conclude - sarebbe invece opportuno stabilire un criterio differente di offerta rispetto al prezzo al ribasso, ovvero il costo standard. Tale parametro valutativo può garantire quel giusto connubio tra competitività ed efficienza con quelle necessarie garanzie ambientali, di sicurezza lavorativa e salutare, oltre che di rispetto degli obblighi salariali, fiscali e contributivi”.

 

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Mercoledì, 04 Settembre 2019 16:14

Melucci: adesso serve il decreto “salva Taranto”

Il governo giallo-verde, prima di calare il sipario, ci ha lasciato un altro bel decreto “salva Ilva”. Il tempo della iniziale fiducia ha purtroppo dovuto lasciare il passo ad una profonda preoccupazione, all’impellente bisogno di attenzione per Taranto.

Aspettiamo rispettosi di conoscere il nome del prossimo ministro allo Sviluppo Economico del governo Conte-bis e una risposta dello stesso premier incaricato su quali siano le scelte strategiche per la nostra città e per l’ex Ilva, al momento non tangibili in alcuno dei 26 punti dell’accordo di maggioranza.

Insomma, aspettiamo che prima o poi si avveri il sogno di un decreto salva Taranto e salva tarantini.

Il Sindaco di Taranto.
Rinaldo Melucci

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Ricevere l'elenco di beni e servizi che ArcelorMittal acquista, sapere quali sono i fornitori e quali sono i prezzi d'acquisto e capire se, e in che maniera, le imprese locali possono essere competitive sul mercato e diventare interlocutori dell'impresa siderurgica.
Sono queste le domande che il consigliere regionale Gianni Liviano propone nella richiesta di audizione, avanzata oggi al presidente della IV commissione consiliare, Donato Pentassuglia, del direttore acquisti di ArcelorMittal Italia e del presidente della Camera di Commercio di Taranto nonché dei presidenti delle associazioni di categoria Confindustria, Confapi, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcooperative e Confcommercio.
"Apprendiamo dalla viva voce degli imprenditori e dalla stampa che le imprese dell'indotto-appalto di ArcelorMittal vivono un periodo di grande difficoltà. Come si evince dagli articoli di stampa, - sottolinea Liviano - il prossimo 30 settembre taluni contratti in scadenza delle imprese locali potrebbero non essere rinnovati. Questo perchè ArcelorMittal sta operando una nuova politica nel settore dell'appalto, che sarebbe affidato a società e consorzi partecipate del gruppo, che prevede tagli consistenti ai costi con il conseguente impatto negativo sull'indotto locale. Questa situazione rischia di portare ad un’emorragia di licenziamenti, peraltro in alcuni casi già annunciati, che potrebbe arrivare a toccare le complessive 500 unità e forse anche più se si considera le numerose imprese che operano nel settore dell’appalto e dell’indotto. Una situazione preoccupante. Credo che lo sforzo della politica debba essere quello di mettere a sistema, di far incontrare, le necessità di acquisto di Arcelor con l'offerta dell'indotto che va resa coerente con le necessità della stessa Arcelor e competitiva con il mercato. Le piccole e medie imprese locali vanno tutelate e insieme ad esse l'intero sistema economico locale. Per questa ragione - conclude Liviano - ho chiesto l'audizione del direttore acquisti di ArcelorMittal Italia, del presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli, e dei presidenti delle associazioni di categoria".

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A poche ore dal via la III edizione del Premio “Nicola Fasano” – Grottaglie Città delle Ceramiche - può ritenersi già un successo per una molteplicità di motivi che andremo ad elencare nel corso di questo servizio giornalistico.
Come si ricorderà lo scorso anno, nei primi giorni di settembre, il “Premio” fu tenuto nella location del Parco della Civiltà a Grottaglie. Fu un successo di partecipazione, ma fu soprattutto un successo per il circuito culturale e giocoso che riuscì a sviluppare. Non ricordiamo un solo momento in cui i numerosi partecipanti distolsero l’attenzione da ciò che accadeva intorno a loro. Il commento finale fu: “Ma è già finito?”, espressione che da sola esprime la piena soddisfazione di chi fu presente all’evento che alcuni pensavano dovesse essere un fatto sporadico.
Ma così non fu perché la prima e la seconda edizione scrissero il capitolo d’esordio di un premio che certamente, anno dopo anno, saprà trovare nel dinamico promotore e organizzatore Giuseppe Fasano, un autentico “vulcano”, colui che saprà mettere in evidenza le peculiarità di un’azione artistico-culturale iniziata dal padre Nicola e continuata dai diretti discendenti. La famiglia Fasano, ricordiamo, si tramanda l’arte della lavorazione della ceramica sin dal 1620.
L’edizione 2019 vede spostata la realizzazione della manifestazione in una diversa location. Si tratta della Tenuta di Albano Carrisi a Cellino San Marco. Cento ettari che parlano di lui, del legame che Al Bano ha con la terra e con la natura, della sua storia familiare ed artistica. Nel parco di questa casa da lui stesso disegnata, l’artista si è ricavato degli spazi tutti per sé, sentieri nei boschi, laghetti, collinette come piccoli eremi per la meditazione. A casa Carrisi i cavalli circolano liberi e a rendere unico il posto c'è anche un ulivo cavo di oltre 900 anni. La scelta della location da parte dell’organizzazione del Premio non è stata casuale ma dettata anche dalla pluridecennale amicizia che lega Giuseppe Fasano al nostro artista.
Chi ha conosciuto in vita Nicola Fasano ne parla come di un artista vero, autentico figlio grottagliese, e vero maestro su un duplice fronte. Il primo è stato quello della trasmissione dell’arte ceramica ai figli e ad altri ceramisti, ma ha anche voluto e saputo dialogare con migliaia di studenti, non soltanto grottagliesi ma di tutta la provincia ionica, che chiedevano di visitare il suo laboratorio, di conoscere dalla sua voce e di vedere plasmare con le sue mani l’amorfa argilla che, magicamente, acquistava forme e figure di grande fascino.
Chi lo ha conosciuto nel suo storico laboratorio, oggi ritorna volentieri, non soltanto perché il figlio Giuseppe è il degno continuatore della tradizione ceramistica dei Fasano, ma anche per quel clima di grande raccoglimento che il sito offre. Guardando i forni e i resti archeologici di una zona che sfida i secoli, sembra ancora aleggiare la figura ieratica, ma nel senso più semplice dell’espressione di Nicola Fasano.
A lui piaceva fasi vedere dagli studenti, ma anche dai numerosi turisti italiani e stranieri, con il grembiule sporco di argilla, con le mani alle prese con il tornio per dare forma originale a questo prodotto della terra verso il quale non sarebbe male che le nuove generazioni si avvicinassero con un senso di gratitudine e di attenzione per scoprirne i diversi significati.
Se Nicola Fasano è stato tutto questo, era giusto che Giuseppe dedicasse ogni anno al padre uno spazio riservato a coloro che veramente amano la cultura della ceramica e che continuano ad apprezzarne il valore attraverso una produzione che Giuseppe, come già fece il padre Nicola, rende varia ed attraente di anno in anno.
Per il resto dobbiamo aggiungere che quest’anno, oltre alla attesa “laudatio” che il prof. Francesco Lenoci dedicherà alle due figure principi della serata, Nicola Fasano e Carmelo Carrisi (padre dell’artista Al Bano), la direzione della serata sarà affidata alla nota giornalista di Telenorba, Maria Liuzzi, che certamente renderà briosi e piacevoli i vari momenti dell’evento che vedrà alternarsi sul palco, tra le varie e prestigiose premiazioni, le esibizioni dei Terraross, del Duo Panama, di Cinzia Tedesco e della violinista Nancy Barnaba.
Tra i premiati che si alterneranno sul palcoscenico, la cui lista sarà tenuta segreta fino a pochi minuti prima dell’inizio della serata, ci saranno personaggi del mondo della cultura, dell’imprenditoria, del commercio e della società rappresentata dalla magistratura, dal mondo della sanità e dal volontariato che nella provincia jonica sta scrivendo una importante pagina della nostra storia. A questo riguardo ci piace sottolineare che l’organizzazione del Premio ha deciso di devolvere parte del ricavato della serata all’Associazione S.I.M.Ba. di Taranto che opera da vari anni presso l’Ospedale SS. Annunziata di Taranto con i bambini ospedalizzati in Oncoematologia Pediatrica.
Il resto lo faranno gli stessi invitati relazionandosi fra loro per rendere così più briosa e varia una atmosfera che saremmo tentati di definire magica, ma che per scaramanzia aspettiamo di poterla definire tale a manifestazione conclusa.
Appuntamento, pertanto, venerdì 6 settembre alle ore 20 presso le Tenute di Albano Carrisi, contrada Bosco, a Cellino San Marco.

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Taranto come simbolo di rinascita. In occasione della Giornata Mondiale della Fisioterapia, verrà piantumato un albero a cura dei professionisti di questo settore della sanità, riuniti dall’A.I.FI. Puglia (Associazione Italiana Fisioterapisti). Un evento per lanciare un messaggio a favore della vita, una giornata che celebra chi riesce a superare le difficoltà e che lega la tutela e il rispetto dell’ambiente. 

Una quercia, simbolo di forza e stabilità, verrà regalata alla città lunedì 9 settembre alle ore 10:00 nel giardino della Casa di Cura Villa Verde in via Golfo di Taranto 22.

Alla manifestazione prenderanno parte l’assessore regionale allo sviluppo economico Cosimo Borraccino, l’assessore all’ambiente del Comune di Taranto Anna Tacente. Per l’ A.I.FI. Puglia il presidente dr.ssa Ft Claudia Pati, il tesoriere dr Ft. Marco Cordella, il dirigente associativo dr Ft. Alessandro Stasi. Inoltre porteranno la loro testimonianza il dr Francesco Capurso presidente dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche della Riabilitazione e della Prevenzione di Bari, Taranto, Bat, rappresentanti della Asl di Taranto e del mondo dell’associazionismo. 

L’ appuntamento è realizzato grazie al contributo del management della Villa Verde che, coordinato dall’amministratore unico dr.ssa Rosa Maria Ladiana, ha provveduto all’acquisto dell’albero. Sarà consegnata anche una targa ricordo, donata da un cittadino. L’evento sottolinea l’importanza del ruolo del fisioterapista come guida per la riabilitazione del paziente, per sollevarlo dalla sofferenza e riportarlo ad una qualità di vita migliore. 

«Ogni anno scegliamo un Presidio Riabilitativo in tutta la Regione e per il 2019 abbiamo individuato nuovamente Taranto – commentano i vertici di A.I.Fi Puglia – celebrando l’albero della vita». La quercia come sinonimo di tenacia e crescita «Fin dai tempi più remoti è stata considerata sacra. È possente e protettrice, con le sue radici profonde scava nella terra e con i suoi rami tocca il cielo: diventa simbolo dell'uomo completo, materiale e spirituale».

La giornata mondiale della fisioterapia è nata nel 2016 con l’ashtag #LeManiGiuste e la piantumazione di un ulivo, sempre a Taranto, segno di grande attenzione dell’Associazione nei confronti del capoluogo jonico. L’unione tra la professione e la natura, la nascita di un albero, come legame di dedizione e impegno nel recupero e nella riabilitazione dei pazienti.

L’evento è organizzato da A.I.FI. Puglia, in collaborazione con Villa Verde Taranto e il patrocinio di Comune di Taranto, Ordine Interprovinciale dei TSRM PSTRP Bari-Taranto-Bat, con il sostegno di Tombolini Officine Ortopediche e Medical Calò

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Castellaneta - «Ho letto con vero piacere il comunicato a firma dei Sindaci intervenuti a Taranto presso gli uffici del Direttore Generale dell’ASL Taranto dottor Rossi. Leggere che entro fine settimana riaprirà il reparto nascita ci dà una grossa emozione, leggere che entro fine settembre riaprirà la pediatria ci fa tirare un sospiro di sollievo, specie, ora che arriva l’autunno con le patologie dovute al freddo e altro. Questo a conferma di quanto abbiamo sempre detto: “La nostra manifestazione è PER e non CONTRO. Poichè c’è un vecchio adagio che recita “la gatta ustionata ha paura dell’acqua calda“, noi confermiamo la manifestazione di venerdì 6 settembre 2019 perché tante sono state le promesse avute e poi, nel silenzio assordante, sono andate disattese. Aggiungo, inoltre, che la nostra manifestazione si batte anche per ottenere tutto ciò che è contemplato nel Riordino Ospedaliero Pugliese e cioè l’Ospedale di 1° livello con l’ottenimento di tutte le attrezzature-il personale-reparti che in esso sono contemplati. Ricordo agli Amministratori che tutti insieme dobbiamo remare nella stessa direzione, per ottenere ciò che è previsto. Rinnovo l’invito a manifestare con noi. Non cerchiamo gloria, ma solo una presa Di coscienza da parte di tutta la popolazione interessata affinché si faccia partecipe della difesa di un bene primario è necessario come l’Ospedale San Pio di 1° livello, che darà più fiducia e sicurezza a questo versante della Provincia per essere assistiti con le dovute cure. Dico ai Sindaci di non avere timore di questa manifestazione ricordando che quanto più grande essa sarà, più forte sarà la spinta che avrete da noi per raggiungere l’obiettivo, insieme. Le Associazioni che aderiscono alla manifestazione chiedono, infine, di poter essere ricevuti dal dottor Rossi, per esporre le osservazioni e collaborare per la risoluzione dei problemi».

Il semplice cittadino Antonio Mezzapesa (organizzatore della manifestazione pacifica per l’Ospedale San Pio di Castellaneta.

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Venerdì 6 settembre p.v. ricorre il 153° anniversario dell’accensione del faro di Leuca. Il faro fu, infatti, acceso per la prima volta il 6 settembre del 1866, fu progettato dall'ingegnere Achille Rossi e costruito nel 1864, in sostituzione di un'antica torre fatta costruire da Filippo II. Un'importante struttura a forma ottagonale realizzata in pietra di tufo conchifero. Salendo i suoi 254 scalini, si arriva alla terrazza sottostante la lanterna metallica, da qui si può ammirare uno straordinario e unico panorama; nelle giornate più limpide si possono osservare le coste dell'isola greca di Corfù e le montagne che segnano il confine tra Albania e Grecia. Inoltre è ben visibile la linea che segna il confine tra le acque del mar Adriatico e del mar Ionio che proprio al largo delle coste di Santa Maria di Leuca s’incontrano. Con la sua altezza di 48,6 metri dal livello del suolo e 102 metri dal livello del mare, s’innalza con tutta la sua imponenza sull’adiacente Piazza della Basilica di Santa Maria de Finibus Terrae, situato a Punta Meliso. A promuovere la manifestazione, che riguarda un simbolo di estrema importanza architettonica e nautica, sono le 5 ProLoco del Capo di Leuca (Castrignano del Capo, Gagliano del Capo, Leuca, Patù e Torre Vado), con il patrocinio del Comune di Castrignano del Capo e con la collaborazione di due Istituti di scuole medie di Gagliano-Castrignano e Patù-Morciano-Salve e del Politecnico di Bari, sono stati organizzati alcuni eventi celebrativi che si svolgeranno dalle ore 9.00. A rappresentare la Marina Militare, ci sarà il Vice Comandante del Comando di MARIFARI TARANTO, il Luogotenente Lingria Pasquale. Alle ore 9.00 ci sarà un premio di pittura estemporanea “Il Faro”, riservato ai pittori in erba, in ricordo del poeta Cosimo Russo. Alle ore 18.00 si aprirà un convegno “Il cammino delle Torri Costiere e dei Fari”, a favore del quale interverranno la giornalista-scrittrice Enrica Simonetti, il docente del Politecnico di Bari Nicola Martinelli, il docente e storico dell’arte Beppe Carlone e per le fotografie e video il Sig. Nicola Amato. Al tramonto sarà eseguita la cerimonia dell’Ammaina Bandiera. La giornata si concluderà con la premiazione prevista per le ore 20.30 presso il Piazzale antistante il Faro di Leuca.

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Siamo un gruppo di lavoratori ex-ILVA (Amministrazione Straordinaria) in Cigs (Cassa integrazione straordinaria), vittime sacrificali di un accordo calato dall’alto e mai discusso con i lavoratori in fabbrica. Accordo “maledetto” intavolato per la cessione ILVA alla multinazionale Arcerol Mittal e sottoscritto al Ministero dello Sviluppo economico lo scorso 6 Settembre 2018 tra sindacati, Am Investco, Governo e Commissari Straordinari.
Tramite questo accordo è stata ratificata la morte della città di Taranto e la messa al lastrico di migliaia di operai che grazie al lavoro in quella fabbrica riuscivano a sfamare famiglie intere. Nel volgere di qualche mese, sono stati spediti a casa ben 2586 lavoratori, con criteri di scelta al quanto discutibili, le cui motivazioni non sono mai arrivate per diretta volontà dei nuovi proprietari, ma per mezzo di una sentenza del Giudice Lorenzo De Napoli che condannava Mittal per comportamento anti sindacale.
A distanza di 5 mesi dall’ esubero e nonostante la sentenza di condanna, tali motivazioni comunque, risultano ancora incomplete e parziali. A tutt’oggi le discriminazioni operate sulle scelte scriteriate utilizzate per la selezione degli esuberi non sono state chiarite e nonostante le numerose missive fatte pervenire attraverso i legali di alcuni lavoratori, TUTTO TACE! con gentile placet del “governo del cambiamento”!
Ad un governo silente ed una giustizia parziale, fanno eco gli slogan penosi dei sindacati ascoltati nel post accordo: “ZERO ESUBERI”, con la promessa di un sicuro riassorbimento degli operai entro il 2024; promesse che ad oggi ci sembrano chimere; cosi come utopie restano le promesse di reimpiego dei lavoratori nelle fantomatiche bonifiche, con annessi corsi di formazione di cui oggi si è persa voce. Ma i sindacati ormai abbiamo imparato a conoscerli molto bene, sulla carta dovrebbero tutelare i lavoratori ma che nei fatti sono totalmente piegati alle volontà aziendali, abili oramai nel revocare scioperi un secondo dopo averli proclamati anche con colleghi scomparsi nell’acque nella zona portuale e ritrovati dopo alcuni giorni cadaveri.
A distanza di un anno infatti lo scenario è completamente opposto a quello preventivato dai sindacati, i famosi “zero esuberi” sono diventati 1100 auto- licenziamenti. Operai che hanno optato per l’esodo incentivato, con la speranza che
100 mila euro lordi possano aiutarli ad avviare un lavoro in proprio. Ma il loro futuro è ben chiaro a tutti. Disoccupazione!
Oggi assistiamo ad ennesime prese in giro, da parte della politica, infatti, durante il dibattito dello scorso 30 Agosto alla festa Usb a Talsano, l’onorevole (5stelle) Mario Turco ha affermato di aver già pronto un emendamento da inserire nel prossimo D.L Impresa di Settembre. Ci chiediamo da chi abbia avuto mandato per redigere un tale emendamento? Se ci sono dei lavoratori Ilva in AS che gli hanno suggerito di adoperarsi per loro perché non specifica da quali lavoratori è stato consigliato? Chi gli ha chiesto di anticipare la CIGS restante dei futuri prossimi 4 anni? Secondo quali teorie il Pentastellato crede che ciò incentiverebbe l’ulteriore uscita dal mondo metalmeccanico/Siderurgico di ulteriori lavoratori?
Siamo davvero stanchi quasi sfiniti da questo mondo politico infame, non ci sentiamo più in alcun modo rappresentati da NESSUNO! E per questo non escludiamo di costituire nei prossimi mesi un Comitato di lavoratori in Cigs, che resterà completamente fuori da contesti e logiche sindacali, non sarà serbatoio di voti per nessuno e non sarà foraggiato da alcun partito politico. Avremo come vero e unico scopo quello di dare la reale voce dei lavoratori per troppo restata inespressa. Una sola ed unica voce senza filtri sindacali alla camomilla.
Con questo comunicato intendiamo inoltre informare tutti, dalla classe dirigente a quella sindacale che da oggi non avrete più a che fare con dei lavoratori sporadici in cigs ma con un gruppo sostanzioso di persone incazzate sul serio che pretendono rispetto e dialogo sulle attuali precarie condizioni in cui stiamo vivendo.
Chiediamo quindi ufficialmente che qualunque idea o mossa che i sindacati intendessero intraprendere per tutelare i nostri interessi venga completamente condivisa preventivamente con noi.
La voce dei lavoratori in Cigs (se permettete) la portiamo noi diretti interessati, quindi da oggi ogni azione andrà discussa in dibattiti pubblici riservati ai soli lavoratori, con tutte le sigle sindacali e senza bandiere o stendardi al seguito.

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