Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Giovedì, 05 Settembre 2019

4 settembre 2019 - ArcelorMittal prende atto della pubblicazione avvenuta oggi sulla Gazzetta Ufficiale di un decreto legge adottato dal Governo italiano che modifica il cosiddetto Decreto Crescita, che aveva eliminato la tutela legale in attesa dell'attuazione del piano ambientale per lo stabilimento di Taranto.
Dopo la sua pubblicazione, il decreto legge entra in vigore immediatamente, anche se la sua permanenza nell’ordinamento è soggetta a ratifica da parte del Parlamento italiano entro 60 giorni.
A seguito di tale sviluppo, ArcelorMittal Italia continuerà ad operare oltre il 6 settembre pur continuando a monitorare gli impatti giuridici, normativi e operativi relativi all'impianto di Taranto per quanto concerne la sua attività.
Matthieu Jehl, CEO di ArcelorMittal Italia, nel commentare la notizia ha dichiarato: "Il nuovo decreto legge significa che, almeno per il momento, siamo in grado di continuare a gestire lo stabilimento di Taranto oltre il 6 settembre, pur continuando a valutarne l'impatto potenziale. Ora dobbiamo affrontare la questione dello spegnimento che è stato ingiunto per l'altoforno numero due. I Commissari Straordinari dell'Ilva AS, responsabili della questione, hanno presentato al Tribunale di Taranto una nuova istanza a tale riguardo. Mi auguro che si trovi una soluzione che ci consenta di continuare a far funzionare i tre altiforni indispensabili per la sostenibilità a lungo termine dello stabilimento di Taranto. Colgo l'occasione per ringraziare tutti i nostri dipendenti che continuano a gestire l'impianto e a produrre l'acciaio presente in molti aspetti delle nostre vite quotidiane e nelle infrastrutture italiane".

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“Taranto Swimming Race” celebrati in una kermesse. Applausi e riconoscimenti per Benedetta Pilato. Poi il rock’n’roll del celebre pianista, da Presley a Bruno Mars, da Modugno a Bennato.

Dirige il maestro Piero Romano.

L’Orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Piero Romano, ospite il pianista Matthew Lee, sabato sera in Villa Peripato a coronamento della “Taranto Swimming Race”. Dopo una giornata dedicata a gare e premiazioni, nel corso della serata promossa dal Comune di Taranto, riconoscimenti e applausi anche per Benedetta Pilato, la quattordicenne tarantina vicecampionessa del mondo di nuoto nei 50 metri rana.

A chiusura della kermesse sostenuta dall’Amministrazione locale, le atmosfere Anni 50 con Matthew Lee. Da Presley a Bruno Mars, da Modugno a Bennato, il celebre pianista eseguirà il suo rock’n’roll con l’Orchestra della Magna Grecia.

Lee, straordinario performer, pianista e cantante, talento degli “88 tasti”, innamorato del rock’n roll. Oltre milleduecento concerti in tutto il mondo. Una passione per il pianoforte trasmessa dal padre musicista e un approccio che cambierà in maniera radicale con l’ascolto dei dischi di Elvis Presley.

Definito “the genius of rock’n’roll” dalla stampa internazionale, ospite di Fiorello a “Edicola Fiore” e del prestigioso show di Gigi Proietti su RaiUno, vincitore del Coca Cola Summer Festival 2015 nella categoria giovani e ambasciatore dell’aeroporto di Charleroi per il 2017, Matthew Lee è tra i principali protagonisti di uno dei trend internazionali di maggior appeal, il rilancio delle atmosfere anni 50. «Per quanto mi riguarda – ha dichiarato Lee – essere “d’altri tempi” non significa rimanere ancorato al passato, ma semplicemente recuperare valori importanti, che forse stavamo rischiando di perdere, il tutto però rivisto in una chiave attuale, non una “operazione nostalgia” ma un qualcosa che spero possa essere percepito come una novità».

Fra i suoi lavori più recenti, “Pianoman”, disco frizzante, travolgente, entusiasmante dove i cardini sono appunto il pianoforte e la voce. Nell’album convivono la musica classica, pop, rock, soul, swing, country, blues, melodia, canzone d’autore, un caleidoscopio di stili e generi reinventati ed amalgamati dall’inconfondibile rock’n’roll touch di Matthew. Fra le manifestazioni cui ha partecipato, il Cincinnati Blues Festival in Ohio (Usa), il Jazz club Hotel Meridien di Parigi (Francia), il Festival di Sao Vincente (Capoverde) e il Musikmesse di Francoforte (Germania).

 

Orchestra della Magna Grecia, via Tirrenia n.4 (099.7304422 - 392 919 9935).

www.orchestramagnagrecia.it

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“Per noi, Emiliano si sarebbe dovuto dimettere già due anni fa. Oggi, dopo la condanna Ue all’Italia per non aver applicato le misure obbligatorie di contrasto alla Xylella, non possiamo che chiedere agli elettori di esprimere un giudizio sul suo operato, visto che le elezioni sono ormai ad un soffio. Quello che è accaduto è un lungometraggio fatto di inadempienze, di ritardi, di un’inconcepibile inchiesta della magistratura e, nel frattempo, sia Emiliano sia il Movimento 5Stelle (con alcuni dei suoi parlamentari che hanno dato spettacoli al limite del ridicolo) hanno preferito accarezzare teorie fantasiose in netto contrasto con quanto proferito dal mondo scientifico. Hanno inseguito gli ambientalisti come anche chi parlava di “complotto internazionale” per affossare l’olivicoltura nostrana o, peggio, per consentire di edificare sui nostri terreni. Nel mentre si dava fiato al nulla cosmico, la Xylella ha smantellato il nostro paesaggio. C’è da chiedersi, ora, cosa farà il governo nazionale, visto che è guidato da entrambi i partiti maggiormente responsabili di questo dramma senza precedenti”.

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“E ora ci sarà qualcuno disposto a chiederci scusa per le critiche e le offese ricevute solo perché si provava ad evitare il disseccamento totale degli ulivi? La Corte di giustizia europea ha affermato un principio ovvio per tutti, tranne che per qualche parte della politica e della burocrazia italiana ponzio-pilatesca. Rimuovere ‘immediatamente’ gli alberi infetti non significava accontentarsi della produzione di carte per obbligare i proprietari all’adempimento, ma estirpare materialmente le piante infette, a prescindere dai Tar, dalla Procura della Repubblica e dalle piazze rumorose sobillate da qualche decina di creduloni o politici a caccia dei loro voti”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Donato Pentassuglia e Ruggiero Mennea, commentando la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea (ECLI:EU:C:2019:676), depositata dalla V Sezione il 5 settembre 2019, pronunciata tra la Commissione europea e la Repubblica italiana sugli obblighi di rimozione delle piante infetta dal batterio Xylella fastidiosa.
“La sentenza della Corte di giustizia – spiegano i sei Consiglieri – non ha dunque ritenuto plausibile la causa di giustificazione dei procedimenti giudiziari di sequestro delle piante o i provvedimenti di giustizia amministrativa di sospensione degli atti di rimozione, perché uno Stato membro non può invocare situazioni del proprio ordinamento interno per giustificare l’inosservanza degli obblighi e dei termini risultanti dal diritto dell’Unione, e perché l’Italia avrebbe comunque potuto adottare misure normative nazionali di emergenza dirette a superare tutti gli ostacoli amministrativi e giuridici. Inoltre, la Corte di giustizia ha accertato un ulteriore inadempimento da parte dell’Italia per aver omesso di garantire, nella zona di contenimento, il monitoraggio della presenza di Xylella fastidiosa mediante ispezioni annuali effettuate al momento opportuno durante l’anno”.
“Insomma, tutte questioni su cui da qualche anno combattiamo, spesso inascoltati, nonostante la tragedia della Xylella abbia già fatto fuori tutto il paesaggio ulivetato della provincia di Lecce, parte di quello della provincia di Brindisi e Taranto, e si accinga ad aggredire – a causa delle stesse inerzie riscontrate all’inizio dell’epidemia – quello della Piana degli ulivi monumentali e del sud della provincia di Bari. E mentre tutto ciò accade – concludono –, siamo anche costretti a osservare nuove iniziative di propaganda messe in atto dal carrozzone della disinformazione in aree non ancora colpite, forse per assicurarsi per tempo il merito di nuove e progressive distruzioni di paesaggio e produttività, a cui qualche personalità politica continua purtroppo a prestare inopportuna attenzione”.

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“Emiliano dovrebbe dimettersi da presidente della Giunta regionale, affinché si possa andare anticipatamente al voto e dare ai pugliesi una squadra di governo seria, capace, competente e in grado di mettersi subito al lavoro per risolvere gli enormi danni che il presidente e la sua squadra hanno provocato ai cittadini negli ultimi cinque anni”.

Lo dichiara il consigliere regionale di Fi, Domenico Damascelli, commentando la condanna dell’Ue all’Italia rispetto agli obblighi non osservati per la lotta alla Xylella.
“Si contano – aggiunge – 1,2 miliardi di euro di danni alla nostra olivicoltura per i ritardi accumulati e per le omissioni sul fronte delle azioni di contrasto al flagello degli ulivi. L’Italia subisce una grave condanna da parte della Corte di Giustizia Europea perché la Puglia non ha messo in atto le misure obbligatorie impartite dall'Ue contro la diffusione del batterio, che ha causato il disseccamento rapido di milioni di ulivi. Manchevolezze, inadempienze della Giunta regionale che hanno distrutto l’agricoltura pugliese, un settore che sta attraversando il mare in tempesta da quando Emiliano si è insediato: dalla Xylella al Piano di Sviluppo Rurale, per non parlare della situazione dei Consorzi di Bonifica e dell’Arif. Uno sfacelo ormai giunto all’apice, con questa condanna che suona come una pesante tegola sulla nostra Regione, senza contare i disastri che portano sempre la firma di Emiliano negli altri settori, a partire dalla Sanità".
"C’è sempre un limite – conclude Damascelli – ed Emiliano l’ha ampiamente superato. Adesso, dia alla Puglia e ai pugliesi la possibilità di avere una Giunta capace e determinata a fare sul serio, senza occuparsi ossessivamente di poltrone e di potere”.

 

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Dichiarazione congiunta dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia e Direzione Italia (Erio Congedo, Ignazio Zullo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola)
“La domanda ora è solo una: chi paga? Chi paga per questo ulteriore danno che l’Agricoltura pugliese subisce per precise colpe di un presidente, Michele Emiliano, che ad inizio del suo mandato ha cavalcato e dato il fianco ai negazionisti, fra i quali molti esponenti pugliesi del Movimento 5 stelle, che hanno impedito che si eradicassero immediatamente gli ulivi infetti da Xylella.
Per quel ritardo e per non aver dato seguito al Piano Silletti oggi è arrivata una condanna: è quella della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha accolto il ricorso della Commissione UE e ha condannato l’Italia per i ritardi e mancanze nelle ispezioni e nell'abbattimento delle piante infette. E’ solo l’inizio, con questa sentenza si innesca un procedimento che vedrà il nostro Paese essere decurtato di risorse europee (PAC e PSR) trattenute come ‘risarcimento’ del danno prodotto. Per gli agricoltori pugliesi si profila un futuro sempre più nefasto: oltre al danno la beffa. Danni incalcolabili perché il deturpamento di un paesaggio, della sua economia, del suo sviluppo non è quantificabile, a cui oggi si aggiungono quelli che ci condanna a pagare l’Europa.
Emiliano è colpevole e sono i pugliesi ad essere offesi dalla sua sciagurata gestione del settore. L’assenza di un assessore e le dimissioni del commissario Arif sono le prove del suo fallimento. Tolga il disturbo. Lo faccia presto, per il bene della Puglia”.

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"Apprendiamo con piacere della nomina degli onorevoli Francesco Boccia e di Teresa Bellanova a ministro per gli Affari regionali, il primo, e all'Agricoltura, la seconda ai quali vanno i nostri auguri per un proficuo lavoro all'interno della maggioranza giallorossa che si appresta a governare il nostro Paese".
Così il consigliere regionale Gianni Liviano subito dopo la brevissima conferenza stampa nel corso della quale il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha reso nota la lista dei ministri che lo affiancheranno in questa nuova esperienza di governo. Un plauso, quello del consigliere Liviano, perché la scelta è caduta "su due persone,  entrambe pugliesi, che conoscono benissimo le problematiche del Sud e che sapranno rimettere al centro dell'attenzione la Puglia e, in particolare, la città di Taranto.. Poter contare su queste due figure all'interno della compagine di governo speriamo possa voler dire di poter contare su una sponda importante perché le tante questioni in ballo possano trovare adeguata attenzione e, possibilmente, soluzione. Penso - aggiunge Liviano - a questioni come il completamento del Contratto istituzionale di sviluppo che sta facendo segnare un pericoloso impasse, all'Arsenale militare, al processo appena partito delle Zes che per la nostra città significherebbe un sostanziale rilancio del nostro sviluppo e del ruolo del nostro porto che, magari, con il completamento della catena del freddo, potrebbe compiere un
definitivo balzo ed essere davvero centrale nel Mediterraneo. Per non parlare dell'importanza della nostra industria agro-alimentare. Con la nomina di Francesco Boccia agli Affari regionali, inoltre, potremo contare su un attento guardiano del progetto di Autonomia differenziata che, così come pensato dal precedente governo sotto la spinta della Lega, rischia di penalizzare ulteriormente le regioni del Mezzogiorno d'Italia. Insomma, l'auspicio è che il nuovo governo torni ad assegnare nella sua agenda un ruolo centrale alla città di Taranto. Ripeto - conclude il consigliere regionale tarantino -, già solo facendo ripartire il Cis e dando gambe alle Zes la nostra città potrebbe contare su una forte forza propulsiva".

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Pd sostenga nostre proposte per riconversione economica

“Il Governo ha ritenuto di chiarire in maniera stringente che non ci sarà immunità per il gestore Mittal in sede penale, civile e amministrativa per la violazione di norme sull'incolumità pubblica, sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori. Le residuali tutele legali sono inoltre limitate solo per alcuni impianti - non a tutto lo stabilimento - dove è prevista la realizzazione delle singole prescrizioni ambientali con un tempo ben definito fino alla realizzazione della singola prescrizione.Tuttavia con questo testo, riteniamo non raggiunto il bilanciamento degli interessi tra impresa, cittadini e diritti costituzionali, in virtù della mancanza di una Valutazione del Danno Sanitario preventiva che ci possa dire già da subito quale sarà l'impatto sanitario quando tutte le prescrizioni verranno realizzate. Inoltre, poiché lo Stato ha ritenuto strategiche le fabbriche di Taranto, alla città deve essere riconosciuta la sua strategicità proseguendo e formalizzando il piano di riconversione economica che, tra le altre cose, possa dotarla di infrastrutture per i collegamenti da e per Taranto, università di Taranto, tutela del patrimonio naturalistico, paesaggistico e archeologico, area marina protetta delle isole Cheradi e del Mar Piccolo, Sovrintendenza Speciale, in quanto riteniamo insufficienti, oltre che datati, gli interventi del CIS, che comunque devono essere accelerati nella realizzazione. Questa è la nostra posizione che porteremo sul tavolo del nuovo Esecutivo. Invitiamo i colleghi della nuova maggioranza a sostenere le nostre proposte”. Lo dichiarano i parlamentari tarantini del Movimento 5 Stelle, Cassese, De Giorgi, Ermellino, Turco e Vianello.

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“Nell’era del cambiamento anche Emiliano, silente da giorni, forse ha cambiato idea sull'immunità penale per i proprietari dell'ex Ilva. Eravamo abituati a sentirlo tuonare contro lo ‘scudo’ a Mittal, oggi invece, dopo il giro di valzer del Governo che lo ha reintrodotto, il Presidente non ha più nulla da obiettare”. Lo dichiara Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza Italia.
“Quella norma introdotta dal Governo Renzi, senza cui nessuno, (nemmeno i commissari straordinari), avrebbe mai messo piede nello stabilimento fino a completamento dei lavori ambientali, aveva scatenato l’ira del Governatore che l’aveva definita una indecenza giuridica, incostituzionale, inaccettabile e contro cui, manco a dirlo aveva prontamente fatto ricorso. La stessa norma, cancellata da Di Maio, poi reintrodotta dal Governo Conte nel decreto crescita pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di ieri lascia impassibile Emiliano evidentemente d'accordo con la decisione.
Forse, con la nuova stagione di Governo la ‘coalizione del cambiamento’ farà indossare a tutti abiti nuovi, più istituzionali e meno populisti, e su Taranto calerà quell’estenuante propaganda politica che tanto male ha fatto alla città”

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Giovedì, 05 Settembre 2019 15:34

Una serata dedicata a Taranto e alla solidarietà

Sul palco del teatro della Villa Peripato si alterneranno musica, danza e cabaret. Tra gli ospiti anche la cantante Mietta e la Very Strong Family. Chiuderà la serata un intervento dedicato a Nadia Toffa. L'intero ricavato della serata sarà devoluto alla Fondazione Ant e all'Associazione Punto d'inizio Onlus per la realizzazione di una stanza presso l'ospedale Moscati dedicata alla estetica oncologica. Inizio dello spettacolo: ore 20,30.
Apertura botteghino: ore 19,30. Un'occasione per stare insieme, divertirci e contribuire alla realizzazione di un importantissimo progetto.

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