Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Sabato, 07 Settembre 2019

La Task Force “anticaporalato” istituita dal Comando Provinciale Carabinieri di Taranto, supportata dai militari della Stazione Carabinieri di Ginosa (TA), è ancora una volta intervenuta in aiuto di tre lavoratori in stato di bisogno costretti a lavorare in condizioni di manifesto sfruttamento all’interno di un’azienda zootecnica.

I Carabinieri hanno infatti tratto in arresto, per “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro irregolare”, un 54enne di Laterza, titolare della suddetta struttura, ubicata nelle campagne del Comune di Ginosa, ritenuto responsabile di aver impiegato con mansioni di pastori e custodi di bovini ed ovini - senza un regolare contratto di assunzione e imponendo condizioni di lavoro di oggettivo sfruttamento – due lavoratori albanesi, clandestini.

Nello specifico, i militari, all’esito di mirata attività d’indagine, hanno accertato che i 2 extracomunitari, retribuiti giornalmente per circa 15 ore di lavoro al giorno, con appena 25,00 euro ( 1,50 euro all’ora), venivano costretti a lavorare in violazione delle più elementari norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro venendo alloggiati in un rudere con copertura in eternit in avanzato stato di sfaldamento ed in precarie condizioni igienico - sanitarie.

All’arrestato, quale datore di lavoro, sono state contestate violazioni amministrative ed ammende per un totale di 106.600,00 euro, con conseguente sospensione dell’attività imprenditoriale, per varie violazioni dei ”testi unici sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione” ed in particolare per: mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale, omessa informazione ai lavoratori sui rischi per la salute, inosservanza dei requisiti minimi degli ambienti di lavoro e dormitori nelle aziende agricole, omessa sorveglianza sanitaria, occupazione di lavoratori clandestini e favoreggiamento alla loro permanenza sul territorio nazionale.

Al termine delle formalità di rito, il 54enne, già condannato per analoghi reati, su disposizione dell’A.G., è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione mentre l’immobile adibito ad alloggio è stato sottoposto a sequestro.

I due albanesi sono stati condotti all’Ufficio Stranieri della Questura di Taranto per le incombenze del caso.

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Castellaneta – «L’importante non è fare molte cose, né fare tutto; l’importante è essere pronti in tutti i momenti a fare qualcosa». (Santa Teresa di Calcutta).

Il Presidente della Comunità "L’Incontro di Castellaneta", Damiano Ottomanelli, ha preannunciato il “Premio Santa Teresa di Calcutta” da consegnare ai testimoni della Carità, al termine della messa celebrata in onore di Santa Teresa di Calcutta da Mons. Angelo Massafra, Arcivescovo Metropolita di Scutari in Albania.

Nella suggestiva e magica villa a lei dedicata, è stata celebrata una santa messa in onore di Santa Teresa di Calcutta. Mons. Angelo Massafra che, durante la celebrazione, alla presenza di un pubblico attento, si è soffermato su alcuni episodi della vita della Santa degli Ultimi: in particolare quello che la vedeva dedicarsi ad un uomo ai bordi di un marciapiede infestato da vermi; nel vederla un giornalista le gridò che non lo avrebbe fatto nemmeno per tutto l’oro del mondo. A quelle parole Madre Teresa gli rispose che nemmeno lei lo stava facendo per tutto l'oro del mondo. Un applauso spontaneo ha sottolineato la commozione del momento fra i partecipanti.

Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, Nicla Pastore (grande collaboratrice per la realizzazione del monumento), Damiano Ottomanelli (Presidente della Comunità L’Incontro di Castellaneta), l'artista grottagliese Orazio Del Monaco che ha realizzato l'opera bronzea di Santa Madre Teresa.

La manifestazione si è conclusa con il ringraziamento di Damiano Ottomanelli al parroco don Giuseppe Ciaurro, al vice sindaco di Castellaneta Anna Rita D’Ettorre, al Comandante della stazione dei Carabinieri maresciallo Giuseppe Rametta, a Studio 100 TV, al gestore dell’Anfiteatro Marco Antonio Vallone.

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Il personale del Commissariato di Grottaglie ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Taranto, dr.ssa Vilma Gilli, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Taranto, dr.ssa Ida Perrone, nei confronti di due giovani grottagliesi, D’Angello Ciro, con a carico numerosi precedenti penali ed attualmente sottoposto al regime degli arresti domiciliari, ed il cugino incensurato.

I due sono accusati di spaccio di sostanza stupefacente e di detenzione e porto non autorizzato di fucile semiautomatico con matricola alterata e di provenienza illecita.
Le indagini, condotte dalla squadra investigativa del Commissariato della città delle ceramiche, anche attraverso l’utilizzo di telecamere nascoste, hanno consentito di accertare come i due cugini, nei mesi di settembre e di ottobre scorsi, utilizzavano un’abitazione di campagna, e il terreno circostante, di proprietà di un loro congiunto, estraneo alle indagini, come nascondiglio di sostanze stupefacenti che successivamente rivendevano a terzi acquirenti.
In una circostanza le telecamere, utilizzate dagli investigatori, hanno ripreso i due giovani che, raggiunta la casa di campagna, dopo averlo prelevato dal casolare, cedevano un fucile semiautomatico ad altro soggetto.
Dalla perquisizione successivamente eseguita, il destinatario della consegna è stato effettivamente trovato in possesso del fucile poco prima acquistato dai due giovani ed è stato tratto in arresto.
Lo scorso 23 ottobre 2018, nell’ambito della medesima attività, oggi portata a conclusione con l’esecuzione delle ordinanze, lo stesso D’Angello, era stato tratto in arresto perché immortalato dalle telecamere mentre cercava di occultare un fucile automatico del tipo “Kalashikov”.
Lo scorso 9 luglio, il D’Angello è rimasto coinvolto nell’operazione “Dirty Money” eseguita dal Commissariato di Grottaglie, con la quale, all’esito di una complessa attività d’indagine, otto soggetti, tutti grottagliesi, con a carico numerosi precedenti penali, anche gravi, venivano attinti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perché indagati, a vario titolo, di estorsione e usura ai danni di un imprenditore agricolo grottagliese.
I due cugini, dopo le formalità di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Taranto.

 

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