Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Gennaio 2020

Grottaglie - Due ragazzi ospiti dell'Associazione Babele, hanno trovato intorno alle 16:00 di oggi,  in prossimità della Banca vicino al Castello episcopio, un portafoglio grigio, molto probabilmente lo ha perso una persona che aveva fatta il prelievo al bancomat. I due ragazzi si sono subito fatti aiutare da un'amica grottagliese la quale dai documenti è risalita all'identità del  proprietario che è stato subito contattato. Si tratta di Giovanni Contento, imprenditore molto conosciuto a Grottaglie, contattato al telefono non si era nemmeno accorto di aver perso il portafogli PortafogliContento(foto). Ha quindi raggiunto i ragazzi che gli hanno consegnato prezioso oggetto smarrito, ovviamente ha constatato che non mancava nulla, e a tutti i costi ha voluto elargire una bella ricompensa ai due onesti ragazzi. E dire che oggi è il blue monday (lunedì triste), almeno così scrivono alcuni scienziati avvalendosi di dati statistici mentre altri scrivono che sia una trovata pubblicitaria, ma per Giovanni Contento, è un giorno di felicità perché ha perso e ritrovato il suo portafoglio grazie all'onestà di due giovani ragazzi. Quindi al bando il blue monday e viva l'onestà per un uomo che è Contento di nome e di fatto.

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Ampia soddisfazione per competenze e cortesia del personale, pulizia degli ambienti e qualità delle apparecchiature: è quanto emerge dalla ricerca «La Puglia e la lotta ai tumori: il punto di vista di pazienti e cittadini», svolta da Ipsos e presentata presso la Fiera del Levante. Presenti Annamaria Mancuso, presidente dell’associazione “Salute Donna Onlus”, il presidente della Regione Michele Emiliano, il presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo, il direttore dell’Aress Giovanni Gorgoni, il direttore di oncologia medica dell’Istituto Tumori Vito Lorusso e la docente di ematologia Giorgina Specchia.
Emergono anche delle criticità legate alle liste d’attesa e alla mancanza di una informazione adeguata. Sono 100mila i pazienti pugliesi in cura per un tumore, con 21mila nuovi casi l’anno, dei quali 1 su 3 viene scoperto casualmente, 1 su 3 in occasione di una visita specialistica, ma solo il 5% è diagnosticato attraverso lo screening regionale: si rende necessario lavorare sulla comunicazione poiché, com’è emerso dagli interventi, le fasce sociali caratterizzate da un minore grado di istruzione e da una più bassa situazione socioeconomica hanno una aspettativa di vita inferiore.
Secondo il presidente Loizzo è importante non alimentare le fake news sulla sanità pugliese: “abbiamo punte di eccellenza – ha affermato – che grazie alla rete oncologica si stanno diffondendo sul territorio e questo è confermato dal 75% di soddisfazione espressa dai pazienti curati presso le nostre strutture”. I medici di base devono continuare a spendersi per veicolare le giuste informazioni, perché “in Puglia si viene curati bene e fuori della Regione è alta la considerazione del livello elevato di tanti nostri reparti, con strutture all’avanguardia”. È utile anche rilevare le difficoltà, in modo da analizzarle e cercare di superarle, secondo Loizzo “quella dei tempi di attesa è la principale: è necessario porre maggiore attenzione a riguardo, è possibile fare passi in avanti, tenendo conto però che esiste un problema di organici, data la scarsità oramai strutturale del personale impiegato presso i nostri ospedali”.

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Nota del consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Renato Perrini

"Qualche mese fa avevo richiamato l’attenzione della Regione Puglia sulla Vestas, azienda leader in Italia nel settore delle pale eoliche, perché stava assumendo nuovo personale non formato per garantirsi solo ed esclusivamente agevolazioni fiscali sui contratti di giovani risorse, mentre oltre 300 lavoratori specializzati e formati dello stabilimento di Taranto rimanevano in attesa di chiamata. In questi giorni, però, qualche lavoratore quella ‘chiamata’ l’ha avuta. Resta capire quali criteri l’azienda sta utilizzando per l’assunzione di ex lavoratori. Per questo ho chiesto l’audizione in Commissione Lavoro non solo dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Mino Borraccino, e dell’assessore al Lavoro, Sebastiano Leo, ma anche dei responsabili della società.
Tenuto conto, poi, che i capannoni nei quali la Vestas svolge la sua attività sono stati ceduti dalla Marcegaglia, l’audizione sarà l’occasione per fare il punto anche sui 60 lavoratori licenziati dal gruppo Marcegaglia nel 2015 per i quali la task force della Regione si era impegnata alla loro ricollocazione”.

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“Prima di apprestarsi a chiudere ben 11 ospedali, il presidente Emiliano dovrebbe dire ai cittadini se è rispettato il rapporto tra posti letto e numero di abitanti, stabilito dal ministero per i livelli essenziali di assistenza. Abbiamo più di un motivo per credere che non sia così e, quindi, abbassare la saracinesca ad altre strutture aggraverebbe una situazione di già profonda sofferenza a causa dell’incapacità gestionale del governo della Puglia. A meno che Emiliano non intenda aprire nuovi ospedali: in tal caso, dovrebbe dirci quali, dove e con che soldi. Perché non possiamo immaginare che si chiudano 11 strutture puntando solo, come ha annunciato il governatore, sulla medicina del territorio (quest’ultima è una promessa non mantenuta dall’epoca di Vendola, quindi poco credibile). Nei suoi annunci di nuovi ospedali non ne ha fatto cenno e, perciò, deduciamo che abbia deciso di chiudere i vecchi e basta, provocando una gravissima carenza di posti letto. Il presidente, peraltro, si è ben guardato dal confrontarsi nelle sedi istituzionali preposte, dalla Commissione Sanità al Consiglio regionale, lasciando agli organi di informazione il duro compito di diffondere la notizia. Così, Emiliano chiude malamente una legislatura vuota di contenuti e interventi di sostanza, con una sanità al collasso a cui ha deciso di dare il colpo di grazia finale”.

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"Sommergiamo con mail di protesta l'ufficio di Michele Emiliano. Facciamo sentire la nostra voce contro la disparità di attenzione riservata a Monopoli e Manduria per la problematica odorigena." ( foto di copertina di La Voce  di Manduria. ndr)
Lo dichiara - rivolgendosi ai concittadini di Manduria - Francesca Franzoso consigliere regionale.
"Per Monopoli - prosegue Franzoso - la Regione ha attivato un tavolo tecnico permanente con Arpa, Asl e Sezione di Vigilanza Ambientale regionale, per la “ tutela della salute pubblica"; nei giorni scorsi il tavolo si è riunito per la seconda volta e l’agenzia per l’ambiente ha già avviato controlli a tappeto al fine di adempiere alle disposizioni della legge regionale targata Emiliano sul controllo degli odorigeni. Ora si attendono già i risultati analitici di laboratorio
Per lo stesso problema a Manduria non è stato fatto nulla.
Eppure sono sempre più numerose le segnalazioni da parte dei cittadini che parlano di aria irrespirabile e di una situazione insostenibile.
Credo sia giunto il momento di far sentire la voce di Manduria, iniziamo con il sommergere di e-mail la casella postale del Presidente e rivendichiamo la dovuta attenzione".

Di seguito il testo della missiva, che invito tutti a inviare alla casella di posta elettronica del presidente Emiliano.
DESTINATARIO: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
OGGETTO: emissioni odorigene, Manduria non è città di serie B
“Gentilissimo Presidente, sono giorni che attraverso la stampa leggiamo titoli come “puzze a Monopoli , la Regione a caccia delle fonti di emissione , vertice a Bari con l'assessore Stea, che assicura l'impegno nella ricerca delle cause.”
L’assessore regionale alla Qualità dell'ambiente ha partecipato al secondo tavolo regionale permanente per le «puzze» nel territorio di Monopoli, istituito a novembre aggiornando sul lavoro effettuato e illustrando il proseguo. Per Monopoli sono stati avviati controlli e ispezioni. Si attendono i risultati analitici di laboratorio per mettere in campo un piano d'intervento.
Per lo stesso identico disagio, nonostante le continue denuncia dei cittadini di Manduria riportate anche dalla stampa, la Regione non ha mostrato alcun interesse. Poiché la pazienza sta per esaurirsi, anche in vista dell’atteggiamento di disparità riservato ad una cittadina rispetto all’altra, le chiediamo di avviare lo stesso tavolo tecnico entro 15 giorni dal ricevimento della presente, trascorsi i quali , nostro malgrado, organizzeremo un presidio di protesta sotto la sua presidenza.
Cordiali saluti.
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Dagli organi di informazione apprendiamo di una nuova visita a Taranto del premier Giuseppe Conte, la terza da novembre 2019, prevista per fine gennaio.

Durante la sua prima visita, come associazione Genitori tarantini lo intercettammo nel piazzale antistante la portineria D dell’ex Ilva per ricordargli due articoli della Costituzione italiana (il 32, sulla salute, e il 41, sull’iniziativa economica privata) che, a parere nostro, confortato anche dall’Avvocatura di Stato, venivano costantemente disattesi, a Taranto.

Non siamo stati tra le associazioni che hanno chiesto di incontrarlo, nelle due visite precedenti, forti della convinzione che il dottor Conte, ancora solo qualche mese prima, guidava un governo formato da Lega (i cui interessi economici nella multinazionale ArcelorMittal erano stati portati agli onori della cronaca) e Movimento 5 Stelle, colpevole di piroette da equilibrismo di elevata fattura proprio per quanto riguarda la ex Ilva di Taranto. Ora, il dottor Conte guida un governo formato da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, quest’ultimo colpevole di troppi decreti legge e DPCM, in buona parte incostituzionali, per favorire la produzione . Un governo di Giuda e Erode.

Incontrammo il signor Luigi Di Maio al Ministero dello Sviluppo Economico in data 19 giugno 2018, per ricordare anche a lui il valore della Costituzione italiana e l’unico diritto fondamentale da questa garantito: la Salute (benessere psico-fisico dell’individuo e salubrità dell’ambiente); incontrammo anche, al Ministero della Salute, la dottoressa Giulia Grillo, in data 4 settembre 2018 (solo due giorni prima della firma del contratto tra Stato e ArcelorMittal) per parlarle dei dati sanitari e della mortalità nella provincia di Taranto, a lei totalmente sconosciuti, e per chiedere la chiusura delle fonti inquinanti. Lei ci rispose che purtroppo c’erano le aziende e i poteri forti che non potevano permetterlo. Questa è storia.

Se è nelle intenzioni del primo ministro concedere al territorio tarantino solo qualche briciola di quanto dovuto pur di continuare a favorire la produzione inquinante, è meglio che resti nelle calde stanze di Palazzo Chigi. Il debito che lo Stato italiano ha accumulato nei confronti della comunità tarantina è tale che nessuna elemosina debba essere proposta; nessun piano o tavolo istituzionale può prescindere dalla chiusura della fuorilegge area a caldo.

E’ tempo che la Giustizia torni ad essere uguale per tutti, a Genova come a Trieste e come a Taranto.

Riteniamo offensivo anche l’intervento economico previsto dalla Comunità europea per la trasformazione della produzione del sito tarantino, ricordando che proprio dall’Europa arrivò, qualche anno fa, una legge sovranazionale che intimava agli inquinatori il pagamento dei danni provocati.

Le scelte di questo governo, supportato economicamente e ignobilmente dall’Europa, segneranno, nel prossimo futuro, il destino di Taranto. Viste le premesse, toccherà a questa nostra terra contare ancora un insopportabile numero di morti e malattie. Un conto troppo salato che sapremo per certo a chi addebitare.

Associazione Genitori tarantini - Ets

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Un’iniziativa concreta su un tema importante e delicato. Parliamo delle Dat, le Disposizioni anticipate di trattamento, sulle quali si muove anche il Comune di Maruggio, mettendo a disposizione dei cittadini un registro per il proprio Testamento Biologico.
Il Ministero della Salute ha emanato il decreto che istituisce la Banca dati nazionale per le Disposizioni anticipate di trattamento, le Dat: verrà creato un registro nazionale dove saranno conservate le dichiarazioni depositate dai cittadini, all’anagrafe del Comune di residenza oppure presso un notaio di fiducia. In questo modo la legge 219 «Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento», approvata dal Parlamento a dicembre del 2017, può finalmente acquisire piena efficacia. Si tratta del testo che regola il testamento biologico e che garantisce per ogni persona la possibilità di scegliere autonomamente tra le diverse possibilità di trattamento medico, anche decidendo di rifiutare un esame o una terapia, e di farlo anche per eventuali futuri trattamenti sanitari, nel caso in cui in quel momento non si fosse in grado di comunicare la propria scelta. La dichiarazione contenente le Dat è lo strumento attraverso il quale è possibile esprimere la propria volontà. La massima assise cittadina ha approvato all’unanimità, lo scorso 27 dicembre 2019, il regolamento sul Testamento Biologico presentato dalla consigliera comunale Antonella Friscini, che esprime soddisfazione: “Questa iniziativa testimonia la nostra attenzione nei confronti dei cittadini e, soprattutto, rappresenta un segnale di crescita e civiltà per la collettività, un passo avanti per la dignità della persona. In Italia fino a due anni fa non c’era nessuna normativa specifica sul trattamento biologico, ma nel dicembre 2017 la legge è stata finalmente approvata dal Parlamento, introducendo importanti cambiamenti nei diritti del paziente in fase terminale. Una conquista di civiltà, che riconosce l’autodeterminazione terapeutica e salvaguarda la dignità della persona anche quando non è più autonoma nel fine vita. La nostra Amministrazione – conclude Friscini – ha approvato un atto di libertà per tutti i cittadini maruggesi che non offende alcun credo o convinzione in quanto allarga e non limita la sfera dei diritti e delle libertà individuali”.
L’iscrizione al registro, riservata ai soli cittadini residenti, è un documento non accessibile per ragioni di privacy e dovrà essere consegnato in busta sigillata all’Ufficio Servizi Demografici del Comune di Maruggio. D’ora in poi i malati, le loro famiglie, gli operatori sanitari saranno meno soli in situazioni drammatiche.

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Clima e cambiamenti. Gli scienziati fanno il punto

Il 30 gennaio a Taranto un seminario organizzato dal Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università di Bari e dal CMCC
I cambiamenti climatici influiscono su molti aspetti del nostro territorio e della nostra società: attività produttive, salute pubblica, tempo libero, la qualità dell’ambiente marino e terrestre, la produzione e consumo di energia, cibo e molto altro. La comunità scientifica lavora costantemente per produrre conoscenze concrete e affidabili su come cambierà il territorio nei prossimi decenni in conseguenza del clima, quali impatti possiamo attenderci e come affrontarli. Dalla collaborazione tra la scienza e gli attori del territorio (enti pubblici, aziende, associazioni, cittadinanza) nascono quelle iniziative che, a partire da scenari futuri, disegnano strategie e azioni per intervenire oggi e renderci pronti per gli anni che verranno.
Il 30 gennaio a Taranto, nell’ex Cappelletta della caserma Rossarol, sede del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, si terrà un seminario con la partecipazione di scienziati ed esperti per analizzare le principali sfide legate ai cambiamenti climatici, le conseguenze e le soluzioni su cui è possibile lavorare.
Saranno presenti: Giovanni Coppini, Direttore della Divisione Ocean Predictions and Applications della Fondazione CMCC, Alfredo Reder, esperto di modelli regionali ed impatti geo-idrologici della Fondazione CMCC, Fabrizio Antonioli, ricercatore Sea Level, Domenico Capolongo, del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università di Bari, Cataldo Pierri, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari, Bruno Notarnicola, docente di Ecologia industriale e presidente della Rete Italiana LCA e Pietro Vito Chirulli, imprenditore, amministratore unico di Serveco. 
L’evento sarà l’occasione per conoscere nel dettaglio le sfide che attendono la nostra società nel breve e nel lungo periodo, ma anche l’occasione di riflettere sulle conseguenze di alcune nostre azioni quotidiane. La partecipazione all’evento è gratuita.

 

Programma:
• Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto
• Prof. Riccardo Pagano, direttore del Dipartimento Jonico in Sistemi Giuridici e Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture - UNIBA
• Prof. Giuseppe Mastronuzzi, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali – UNIBA
• Dott. Giovanni Coppini, Fondazione CMCC
◦ Il futuro del mare in un clima che cambia
• Dott. Alfredo Reder, Fondazione CMCC
◦ Scenari di cambiamento climatico a scala nazionale e locale
• Dott. Fabrizio Antonioli, ricercatore Sea Level
◦ Effetti delle variazioni del livello del mare
• Prof. Domenico Capolongo, Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali – UNIBA
◦ Il dissesto idrogeologico nel clima che cambia
• Dott. Cataldo Pierri, del Dipartimento di Biologia- UNIBA
◦ Biodiversità marina e cambiamento climatico: specie aliene vs specie native
• Prof. Bruno Notarnicola, docente di Ecologia industriale e Scienze merceologiche – UNIBA e presidente della Rete Italiana di LCA
• Pietro Vito Chirulli, imprenditore
◦ Cambiamenti climatici e sistemi economici

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Stiamo lavorando incessantemente sul territorio e con tutte le agenzie sociali e formative per far sì che i nostri cittadini debbano essere sempre più soddisfatti di loro e contribuire al benessere collettivo. Per questa ragione, siccome pensiamo che i sogni e i progetti di vita non abbiano scadenza abbiamo salutato con grande soddisfazione l’istituzione di un corso serale nella scuola superiore Amaldi di Statte.

Così il Sindaco di Statte, Franco Andrioli, commentando la recente istituzione della scuola serale per il conseguimento del diploma di perito informatico, che l’Istituto Amaldi avvierà a partire dal prossimo anno scolastico.

L’ufficialità arriva direttamente dalla preside dell’Istituto, il Prof. Francesco Raguso, che proprio nei giorni scorsi ha ricevuto il benestare dall’ufficio scolastico regionale.

Da settembre si comincerà il nuovo corso, ma fino a febbraio sarà necessario per i candidati presentare la domanda e formalizzare l’iscrizione.

Il corso è ovviamente gratuito, rientrando nel piano di formazione pubblica anche se destinato ad adulti e giovani adulti ormai fuori dal mondo della scuola.

Crediamo fermamente nell’alto valore sociale di questo progetto – spiega la Vicepreside dell’Amaldi, Prof.ssa Laura Pavone – perché mentre nel caso della scuola “classica” si agisce su una prospettiva futura, in questo caso parliamo di persone che hanno voglia di recuperare, di rivedere la propria vita nel solco di una nuova formazione culturale, e che in molti casi sacrifica il proprio tempo libero con il coraggio di volersi rimettere in gioco per acquisire nuove competenze.

Per accedere al corso serale che partirà dal prossimo settembre occorre recarsi presso la segreteria della scuola Amaldi. Gli sportelli informativi sono aperti tutti i giorni dalle 8 alle 14. Chi fosse impossibilitato a recarsi a scuola nei giorni feriali può approfittare degli open days previsti per i giorni 25, 26 gennaio e 2 febbraio dalle ore 10.00 alle 12.00.

Per ulteriori informazioni si può anche raggiungere la scuola telefonicamente allo 099.4746969.

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Dal 24 al 26 gennaio appuntamenti per tenere viva l’attenzione sui problemi del Sud. Le tappe: Manduria, Taranto e Galatone

Il cuore in Puglia e le mani e la mente altrove. Sono migliaia i pugliesi che hanno lasciato questa terra negli ultimi anni (dal 2008 a oggi hanno abbandonato la Puglia 20 mila giovani under 30*). e mentre qualcuno si attarda ancora ad alimentare il fuoco della paura e del razzismo, purtroppo si continua a parlare della migrazione sbagliata. Perché la nostra emergenza non è su quei barconi che per buon senso dovremmo tornare a considerare pratica umana, ma è nelle case di tutte le famiglie pugliesi e dell’intero Sud, costrette a salutare per sempre un fratello, un figlio, una sorella, un amico che al Nord o all’estero potrà trovare insieme al lavoro, dignità e rispetto.

Così, mentre ormai mancano pochi giorni all’appuntamento con le urne in Calabria e Emilia Romagna, noi Sardine Pugliesi, sul tema vogliamo tornare, condividendo con i calabresi una preoccupazione e investendo gli emiliano romagnoli di una responsabilità.

Chiediamo, inoltre, ai pugliesi, da anni residenti in queste regioni di tornare alla radice del problema che li ha voluti distanti dalla loro terra, quella che intimamente continuano ad amare, malgrado non abbia fornito loro le risposte che attendevano, e che oggi paradossalmente, più che mai, anche in queste elezioni lontane, ha bisogno di loro.

Il Sud non può dimenticare. E i suoi figli devono respingere ogni tipo di politica al massacro, di deriva populista e semplicistica, di slogan falsi pro-sud, consapevoli che vi è ancora nel paese, e in certa politica mascherata da “prima gli italiani”, la radice di un male che considera tutto il Mezzogiorno d’Italia, un fardello pesante per il benessere dell’intero Paese.

Dalla Capitanata sotto assedio al Salento, passando per la BAT, le province di Bari e Brindisi, e la piazza difficile di Taranto, siamo convinti invece che dal Sud possa e debba ripartire l’intero paese. Un’operazione che ha bisogno dei pugliesi a casa, ma anche di tutti i pugliesi in giro per l’Italia, in Emilia Romagna o in Calabria, chiamati a fare da argine.

Nessuno dei figli di questa terra ceda alla tentazione di una grave dimenticanza, perché il partito della rabbia, solo rabbia può ancora innescare, mentre noi di risposte (anche complesse e difficili) abbiamo bisogno.

Così dalla Puglia partirà una piccola maratona di iniziative che sulla memoria e sul futuro proverà a disinnescare il fiele che contraddistingue il clima politico nazionale, e produrre, invece, ragionamenti e riflessioni, raggiungendo tutti i pugliesi, anche quelli che sono altrove e che il prossimo 26 gennaio potrebbero andare alle urne.

Saranno “Storie di Frontiera”, come la “frontiera” tanto cara allo scrittore tarantino Alessandro Leogrande. Un modo per rimettere in discussione quello che il Sud, la Puglia, chiede alla politica.

Si inizia il 24 gennaio nel cuore del quartiere ebraico della cittadina di Manduria, in provincia di Taranto. Qui il consiglio comunale nel maggio del 2018 è stato sciolto per Mafia, qui un anno fa una baby gang aggredì probabilmente fino alla morte il povero Antonio Stano, ma qui ci sono anche storie di rinascita come quelle di Elisa Springer, sopravvissuta ai campi di stermino di Auschwitz, Bergen Belsen e Terezin, e rifiorita a Manduria dove mise su famiglia e dove trovò il coraggio di raccontare, oppure quella di Tsegaj, giovane donna eritrea costretta a fuggire dalla guerra e dall’inferno ora rinata attraverso un progetto di integrazione.

In piazza Mercantile a partire dalle 18.30 del 24 gennaio attori, scrittori, poeti, musicisti, giornalisti daranno il loro contributo e testimoni di queste storie racconteranno pubblicamente cosa accade quando si smette di odiare, di seguire la mente e non la pancia, e quando tutto ciò incontra la buona politica.

Il 25 gennaio alle 17.00 nel Salone degli Specchi del Comune di Taranto, sarà invece Silvia Godelli, ex assessore al Mediterraneo della Regione Puglia, a raccontare la sua esperienza di ex esule, ma anche di donna e docente universitaria impegnata a restituire al Sud il ruolo che gli spetta nel quadro sociale, culturale ed economico dell’Italia e dell’europea mediterranea.

In quella occasione nel quarto anniversario dalla scomparsa di Giulio Regeni si rinnoverà l’appello per la verità e la giustizia sulla morte del ricercatore italiano.

Il 26 gennaio è Galatone, in provincia di Lecce, il luogo in cui le Storie di Frontiera delle Sardine, provano a rideterminare il futuro. Si comincia alle 19 in Piazza Santissimo Crocifisso. E’ qui che le sardine pugliesi si ritroveranno per ragionare più diffusamente del Sud che vogliono contribuire a far diventare.

Il saldo tra i migranti che arrivano e i pugliesi che vanno via è in netto rosso per gli italianissimi cittadini del tacco d’Italia. Eppure non si parla di loro e non si parla di quel vantaggio che invece, come Italia e come Mezzogiorno, potremmo costruire puntando tutto su queste menti e sul Mare Nostrum che da sempre, da queste parti accoglie e sa essere arco di pace.

All’iniziativa di Galatone parteciperà anche la coordinatrice nazionale delle Sardine, Jasmine Cristallo.

La tre giorni pugliese delle sardine si concluderà con una grande festa di musica dove dalle 21.00 sempre in Piazza SS. Crocifisso a Galatone si alterneranno sul palco dopo le voci di esperti, storici, professori universitari e gli artisti che hanno già aderito al programma.

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