Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Mercoledì, 15 Gennaio 2020

Per ben due volte manca in aula il numero legale e il Presidente del Consiglio Regionale è costretto a sciogliere la seduta. I consiglieri di Forza Italia, Marmo, Damascelli, Franzoso e Gatta stigmatizzano un andazzo che mostra tutta la confusione e il disfacimento di una maggioranza in piena crisi. In pratica, da mesi l’attività della legislatura è bloccata per i dissapori e i contrasti nel centro-sinistra pugliese.

D’altronde, gli avvenimenti e le dichiarazioni delle ultime ore confermano il disordine che regna in quella parte politica. Le primarie sono state un autentico flop dal risultato scontato già ad urne chiuse, Calenda annuncia che voterà Fitto, Italia Viva presenterà un proprio candidato a disturbo della candidatura Emiliano. Mal di pancia e disaccordi che purtroppo si ripercuotono sull’attività del Consiglio Regionale, a danno dei pugliesi i quali, invece, aspettano, provvedimenti importanti ed urgenti in una fase congiunturale di assoluta gravità. Ma questa maggioranza sembra non tenere in alcun conto le legittime esigenze dei cittadini, mentre la Puglia soffre sempre di più in ogni settore.

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Il nuovo anno di Confindustria si apre fra luci ed ombre. Le dichiarazioni del Presidente, Antonio Marinaro.

 Il secondo rinvio nel giro di un mese del tavolo del Cis per Taranto, avviato ben cinque anni fa in direzione di un progetto corale di sviluppo per l’area jonica, impone alcune valutazioni in virtù di almeno due aspetti. 

Il primo è dettato da una evidenza: il tavolo di contrattazione non conosce una reale evoluzione da oramai un anno e mezzo, nessun passo avanti è stato prodotto né in termini di adozione di nuove risorse né rispetto a progetti aggiuntivi.
Il secondo aspetto è meramente politico: da un lato si pone la questione Taranto come prioritaria nell’agenda governativa (la presenza del Premier alla vigilia di Natale andava in questa direzione), dando impulso al cosiddetto “Cantiere Taranto” e ad una serie di iniziative correlate per il rilancio del territorio, e dall’altro si assiste ad un progressivo ridimensionamento di queste misure. Il pacchetto di misure del “Cantiere”, definito in una proposta di decreto legge, sembrerebbe infatti ancora in fase di valutazione tecnica. Il Cis, fermo da almeno 18 mesi, ha subito, come dicevamo, un primo rinvio a dicembre. Il secondo, stando a quanto trapelato da fonti Mise, sarebbe stato invece diretta conseguenza della richiesta avanzata dal Sindaco di Taranto di “intestare” la governance del tavolo istituzionale al Premier Conte stralciandola dalle competenze del Ministro dello Sviluppo Economico.
“Se di questo si dovesse trattare – dichiara il Presidente di Confindustria Taranto Antonio Marinaro – ci aspettiamo una riconvocazione a breve. E’ ovvio che sulla riunione del tavolo istituzionale per Taranto avevamo riposto delle aspettative anche per ragionare attorno ad aspetti che riteniamo non possano prescindere dalla grande industria, la cui trattativa si dovrà chiudere entro gennaio: in virtù di questo, abbiamo più volte sollecitato il Governo a confrontarci per poter esporre alcune nostre proposte contenute all’interno di un apposito documento, senza però mai ottenere risposta. Cogliamo l’occasione, pertanto, per rilanciare la nostra disponibilità a discuterne,: l’occasione potrebbe essere il prossimo tavolo del Cis, purché i tempi siano brevi. Non c’è ulteriore tempo da perdere”.
Sul piano delle prospettive, intanto, Confindustria Taranto ha accolto con estremo favore l’annunciata apertura di un green new deal in chiave europea che potrebbe incentivare la riconversione dello stabilimento siderurgico di Taranto nel passaggio verso la decarbonizzazione. Per far sì che risorse apposite arrivino a Taranto sarà tuttavia fondamentale capire quali saranno gli orientamenti del nuovo piano industriale e quindi ambientale, conoscere i progetti e quindi riuscire a renderli compatibili con i progetti di conversione in senso ecosostenibile dei siti europei ritenuti più inquinanti.
“Allo stesso tempo – dichiara ancora il Presidente di Confindustria Taranto – registriamo con favore la comune visione di intenti con le organizzazioni sindacali, incontrati nella nostra sede per riprendere i temi a noi cari : quelli dello sviluppo del territorio e della tutela delle imprese e dei lavoratori. Con i sindacati – presenti sia con i segretari generali Peluso, Castellucci e Turi, sia con rappresentanti di diversi settori – abbiamo riavviato un percorso comune che attiene non soltanto la grande vertenza dell’acciaio ma anche le piccole e grandi criticità presenti sul territorio, e che riguardano, fra le tante, i numerosi bacini di crisi. Quello della gestione delle emergenze sarà un tema che porteremo all’attenzione del Governo sul quale pretenderemo risposte certe, anche e soprattutto in virtù dei nuovi assetti che si delineeranno per l’ex Ilva. La premessa condivisa con i sindacati è: investimenti e progetti per il territorio, non traducibili in assistenzialismo o peggio ancora in provvedimenti-tampone. Tuttavia, se i futuri scenari, come è prevedibile, lo dovessero richiedere, avremo bisogno di salvaguardare il nostro impianto industriale e il suo capitale umano, attraverso la certezza di poter accedere ad ammortizzatori sociali rifinanziati ad hoc. Di questo, e di tanto altro che riguarda anche il nostro indotto, i progetti per la città e le misure vorremmo discutere a breve con il Governo”.

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Una scarna email serale per annunciare che il tavolo del CIS, che attendevamo dalla scorsa estate e che avrebbe dovuto affiancare il Consiglio dei Ministri monotematico su Taranto - con tanto di appello del Premier ad ogni collega di Governo a fornire un contributo specifico - è stato rinviato una seconda volta. Non abbiamo ricevuto né una motivazione, né una nuova data.

E siamo ormai a tre settimane dalla coraggiosa visita a Taranto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella Vigilia di Natale. Gli impegni che abbiamo sentito intorno al futuro dello stabilimento siderurgico e al cosiddetto “Cantiere Taranto” sono complessi da costruire, ne siamo consapevoli e continuiamo a garantire il nostro supporto al Governo.

Ma oggi non possiamo non dirci esterrefatti per i giorni che passano senza progressi tangibili del negoziato con ArcelorMittal, senza che si conoscano finalmente le coperture finanziarie per le proposte di riconversione e rilancio sul tavolo dei singoli dicasteri, senza un coinvolgimento attivo degli enti locali e delle parti sociali ioniche, senza che si sia formalmente accolta l’ipotesi di un grande accordo di programma, senza che ci si interroghi a Roma sul reale stato degli impianti dell’ex Ilva e dunque sulla condizione di migliaia di lavoratori.

I piani trapelati ad oggi, veri o presunti che siano, sono poco convincenti, non sembrano garantire quella concreta virata indicata dall’Unione Europea e possibile nel quadro dei nuovi incentivi approvati a Bruxelles. Taranto vuole conoscere al più presto il proprio destino e concorrere a questa transizione, una città intera merita di non essere presa ancora in giro o di ricevere misure palliative, i cittadini ionici, specie i più giovani, chiedono di sapere con quale tipo di industria e con quali interlocutori si daranno risposte a questa crisi.

E, per intesi, la questione tecnica relativa alla tenuta, al futuro revamping, ad una conduzione adeguata della fabbrica e all’impatto atteso sull’ambiente oggi non è più subordinabile all’equilibrio economico o alla soddisfazione di banche e investitori privati.

Questo silenzio, questo calo dell’attenzione, questa confusione sul CIS, questo far finta che tutto si risolverà banalmente in un accordo a porte chiuse, magari con obiettivi al ribasso per tutte le parti, rappresentano un grave errore del Governo, l’ennesimo sfregio alla dignità ed alle aspirazioni dei tarantini.

Il Governo non aspetti il prossimo incidente o il prossimo sciopero, non è detto che la corda prima o poi non si spezzi.



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Il Presidente della Provincia di Taranto Giovanni Gugliotti ha nominato Vice Presidente dell'Ente di via Anfiteatro Giuseppe Fischetti ed ha conferito la delega ai "XX Giochi del Mediterraneo" al Consigliere provinciale Cosimo Fabbiano. Entrambi ricoprono anche la carica di sindaco, rispettivamente a Fragagnano e a San Giorgio Jonico.

La fascia tricolore non è l'unico elemento in comune tra i due, legati anche dalla medesima professione, sono infatti entrambi dottori commercialisti, ed dal percorso politico: eletti sindaci nel 2016 alla guida di coalizioni civiche e consiglieri provinciali nel 2019 nella lista Patto dei Sindaci.

La nomina di Giuseppe Fischetti è nel solco del percorso avviato nel 2018, con l'elezione del Sindaco di Castellaneta Giovanni Gugliotti alla Presidenza della Provincia, sostenuto dal grande fronte civico del Patto dei Sindaci, movimento che si è contraddistinto come portatore di cambiamento nella politica tarantina, per la pari rappresentanza e dignità di tutte le comunità di Terra Ionica.

Con il Vice Presidente Giuseppe Fischetti, Sindaco di Fragagnano, uno dei sette municipi che costituiscono le Terre del Mare e del Sole, l'unione dei comuni ubicati nella zona orientale della provincia ionica, si configura dunque in via Anfiteatro l'auspicato equilibrio politico fra i versanti e il potenziamento della rappresentanza di tutte le esigenze dei territori.

Al Sindaco di San Giorgio Jonico Cosimo Fabbiano è stata affidata la delega alla ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, che si terranno proprio in Terra Jonica, per collaborare con il Presidente nella gestione di tutte le attività riguardanti i Giochi.

«Ringrazio il Vice Presidente Fischetti e il Consigliere Fabbiano per aver accolto le deleghe e soprattutto per coadiuvarmi nel Governo dell'Amministrazione provinciale - commenta il Presidente Giovanni Gugliotti - e rivolgo loro, a nome dell'intero Consiglio provinciale, gli auguri per un proficuo lavoro a favore delle nostre comunità. Nei prossimi giorni si terrà una riunione pre-consiliare con l'intero Consiglio, per poter fare insieme il punto della situazione su tutte le tematiche che coinvolgono l'Ente, con l'obbiettivo di completare l'assegnazione delle deleghe ai componenti del Consiglio».

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Mercoledì, 15 Gennaio 2020 15:32

A Taranto quota 200 alberi piantati

Continua, ostinato, il rinnovamento della città che, con la creazione di una nuova area a verde nel quartiere Salinella, in zona Palafiom, tocca, in poco più di un mese di giorni lavorativi, quota 200 alberi.

Facendo un rapido riepilogo fra gli alberi donati alle scuole di competenza comunale, la riqualificazione di aree verdi in cui molti alberi erano stati abbattuti a causa di fitopatie irreversibili (via Lago di Varano, via Lago di Como, via Rintone), la creazione di nuove aiuole/aree verdi (viale Rinascimento, via Ancona, via Cacace) e gli ultimi ventisei alberi che hanno creato quest'ultima oasi verde (terebindi, bagolari e ligustri variegati), si è arrivati a duecento nuovi alberi che, la prossima primavera, appariranno in tutto il loro fulgore.

Un dono continuato, non soltanto a bambini e ragazzi di scuola, ma a tutti gli abitanti di Taranto. Con costanza e con grande fiducia nel sostegno da parte di tutti i cittadini, chiamati a vario titolo a mantenere il rinnovato decoro urbano, progressivamente saranno rigenerate o create ex novo tutte le possibili aree verdi della città, dal cuore alle periferie.

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«Finalmente un segnale incoraggiante». Il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano, accoglie positivamente la comunicazione ricevuta questa mattina - nel corso di una riunione - dalle Rsu dai vertici ArcelorMittal.

«La ripartenza del reparto Pla2, fissata per il 10 febbraio – spiega Prisciano - sicuramente è una buona notizia che va nella direzione giusta non solo in termini produttivi, ma anche di rilancio impiantistico. Dopo le nostre rivendicazioni, si metterà mano alle tanto attese e necessarie manutenzioni degli impianti. Tra manutenzione ed esercizio, da subito, torneranno in fabbrica circa 60 unità. Il tempo di laminazione durerà 4 settimane per una produzione di circa 30.000 tonnellate destinata al mercato estero e nazionale. A pieno regime ci sarà una forza lavoro di 360 unità. L’impianto, quindi, lavorerà a pieno organico».
In sintesi: Il treno lamiere marcerà a 20 turni; la finitura a 15 turni; manutenzione meccanica 2 squadre a 10 turni; 5 turni manutenzione elettrica più pronto intervento; magazzino spedizioni a 21 turni.
Biagio Prisciano, fa presente che «dopo le prime 4 settimane di lavoro, ci saranno due settimane di fermata. Nel frattempo ci saranno aggiornamenti per eventuali acquisizioni di nuovi ordini».
Sicuramente è un primo segnale positivo per tutti i lavoratori che rientreranno a lavoro, anche se rimane ancora tanto da fare: «Abbiamo ancora impianti fermi, quali i tubifici che un tempo erano fiore all’occhiello dello stabilimento. Bisogna non perdere tempo – precisa Prisciano - in quanto lo stesso non è una variabile secondaria, ma importante. Contestualmente, occorre accelerare sull’ambientalizzazione dello stabilimento, intervenire con manutenzioni ordinarie e straordinarie anche in altri impianti. La sicurezza e la salute dei lavoratori – evidenzia - deve essere al primo posto di ogni ragionamento».
La Fim Cisl ricorda all’azienda, al governo e alla Regione Puglia che in ArcelorMittal i lavoratori sono interessati da procedura di Cigo a massimale e cioè il 60%, ma al di sotto della stessa nel netto «Pertanto – conclude Biagio Prisciano – anche in ArcelorMittal va trovata soluzione per un’integrazione alla Cigo; così come bisogna monitorare la questione Cigs che interessa i lavoratori in amministrazione straordinaria, i quali, per quanto ci riguarda, non devono mai essere considerati come “lavoratori di serie B”».

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Grande emozione per la giornata della bellezza con i ragazzi affetti da sindrome di Down
Sono inquantificabili le emozioni che tutti i presenti hanno provato durante la giornata organizzata da Donato Alba, imprenditore montemesolino, per festeggiare i suoi 30 anni di attività.
Alba ha pensato di festeggiare dedicando una intera mattinata a 10 ragazzi e ragazze affetti da sindrome di Down, regalando loro trucco e parrucco, con la collaborazione dell’associazione Anffas Onlus di Taranto.
I ragazzi, questa mattina, hanno trovato salone accogliente e il personale pronto ad esaudire ogni loro desiderio: e via a meches, piastre, colore e rossetto, per rendere tutti più belli e contribuire, attraverso la bellezza, ad integrare questi ragazzi cogliendo il loro lato sensibile e creativo.
«Molti pensano che i saloni di bellezza siano ambienti di poco conto, ed invece, al contrario, servono per vestire i sogni di ognuno» ha dichiarato Donato Alba alla fine della giornata.
«Il loro sorriso mi ha attraversato la vita. Trucco, capelli e rossetto – prosegue - hanno un grande potere. Mi impegno sin da ora per altre giornate simili, mi piacerebbe incontrarne ancora tanti. Questo – conclude - è il gesto minimo che un professionista possa fare nei confronti di chi al dono della bellezza restituisce vero amore».

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Il tour dei Wakup Gospel Project continua con successo, questa volta tocca alla Chiesa del Sacro Cuore di Taranto, il cui parroco è don Luigi Larizza, sabato 18 gennaio alle ore 19 e 30.
Giuseppe Maria Riccardo Montalto come Cavaliere Costantiniano e Templare ha organizzato la serata di beneficenza, per le famiglie bisognose della parrocchia, con il patrocinio e la collaborazione delle sezioni di Taranto dell’U.N.U.C.I. (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia) e dell’A.N.M.I. (Associazione Nazionale Marinai D’Italia).
L’invito viene dai Cavalieri Costantiniani di San Giorgio e Santo Stefano del Capitanato di Puglia e dai Cavalieri Templari Commenda Apulia Archangelus Michael O.S.M.T.J.
L’Epifania è passata, ma il tempo della beneficenza per i Cavalieri Costantiniani e Templari, non è mai passato e sin dalle loro origini.
Secondo la tradizione, l'istituzione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio risalirebbe all’Imperatore Costantino il Grande, al quale apparve la Croce luminosa con la leggenda “In Hoc Signo Vinces”. L’Ordine fu dedicato a San Giorgio soldato della Cappadocia martirizzato al tempo dell'Imperatore Diocleziano, fu posto sotto la Regola di San Basilio e fu approvato dal Papa San Leone Magno.
Oltre ai principi cristiani, l’Ordine, si propose anche di dare il suo maggior contributo di azione e attività alle opere eminentemente sociali dell’Assistenza Ospedaliera e della Beneficenza.

Lo stesso dicasi dei Cavalieri Templari Commenda Apulia Archangelus Michael O.S.M.T.J. che hanno avuto una storia più travagliata e quindi più lunga da raccontare.

In sintesi, questo Ordine risale ai Cavalieri Templari della Prima Crociata. Nel 1103, nove cavalieri, decisero di recarsi presso Re Baldovino a cui porsero le condoglianze per la morte di Goffredo di Buglione. In tale occasione promisero di abbandonare ogni ricchezza e offrire le loro spade alla protezione dei pellegrini che si recavano in Terrasanta.

Nel 1118 il Re di Gerusalemme Baldovino II ammirando le scelte di questi nobili che il popolo chiamava i “Poveri Cavalieri di Cristo” donò loro una vecchia dimora che sorgeva in prossimità del Tempio di Salomone. Da questa vicinanza nacque il titolo di “Ordine del Tempio” e i suoi cavalieri da allora furono chiamati “Templari”. Con il trascorrere degli anni arrivò anche il riconoscimento ufficiale della Chiesa di Roma con la dipendenza diretta dal Pontefice.
L'Associazione Culturale senza Scopo di Lucro e l’Ordine del Tempio O.S.M.T.J. è attualmente la continuazione dell’Ordre du Temple. E’ regolarmente registrata presso lo Stato Italiano e Svizzero.
L’Ordine è all’interno dell’Associazione come anche il Corpo Volontari Assistenza Civile C.I.V.A.C. L’Associazione, senza scopo di lucro, si occupa, principalmente, di Beneficenza Nazionale ed Internazionale con interventi rivolti sia alle singole persone che ai Beni Culturali di un certo rilievo. Pratica opere di carità cristiana nei confronti dei meno abbienti e dei meno fortunati giungendo anche alla distribuzione di pasti e medicinali.
Tutto questo senza alcun intervento Statale ma soltanto con i propri mezzi.
Nei siti www.ordinecostantinianoitalia.org, www.cavalieritemplari.it, e www.civac.it si potranno comprendere meglio le finalità e gli scopi di questi Ordini che non sono legati solo alla beneficenza.
Ma tornando alla musica e al gruppo Wakup Gospel Project, ricordiamo che tranquille chiese sono pervase da un’energia di solito preclusa quando c’è il Gospel.
Parola che viene fuori da God (Dio) e Spell (Storia, Novella), “Parola di Dio” o “Buona Novella”, quindi ‘Vangelo’. Il Gospel è in definitiva la storia di Dio narrata attraverso la musica e non è solo per il Natale, ma per tutti i giorni dell’anno.
Quando abbiamo voglia di un reale, fisico, coinvolgente ottimismo, il Gospel è per noi. Viene da gente che ha sofferto, è dolore trasformato in gioia.
Sotto la direzione di Graziano Leserri, l’ormai conosciutissimo gruppo Wakeup Gospel Project sia in Italia che all’estero, è costituito dal coro dei soprani Tiziana Brescia e Giusy Semeraro, dei contralti Annalisa Baccaro e Marianna Cattolico e del tenore Alfonso Dubla, dalla band che vede alla batteria Antonio Maggi e Alessio Santoro, al basso Leo Copertino, alla chitarra Antonio Trinchera e Nico Vignola, al piano Luca Gammariello e Giampiero Leo, e dal fonico Giuseppe Schinaia.
Organizzatori delle due edizioni del “WakeUp Gospel FEST” e già premiati nel 2011 a Torino come Miglior Gruppo Gospel Italiano, il gruppo nasce nel 2005, a Martina Franca (Taranto), affermandosi da subito come nuova e travolgente realtà italiana della Gospel Music.
Un progetto, questo, nato dal desiderio di unire assieme qualità musicale e testimonianza, interazione col pubblico e Fede.
Musica, Amicizia, Fede, e noi aggiungeremmo Energia, queste quattro parole hanno segnato la strada del gruppo gospel italiano “WakeUp Gospel Project”.
La presenza di questo gruppo e la beneficenza, renderà la serata indimenticabile per tutti i partecipanti. Come dice Graziano Leserri: “Il Gospel è un genere musicale che serve per condividere la fede, il significato della vita, anche per chi non crede intensamente nei valori cristiani, è un momento di condivisione di valori umani, per cui non esiste l’artista e il pubblico, ma siamo tutti uguali davanti al Signore”.

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Risorse certe, crono programma puntuale e continuo rapporto con il territorio.
Il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci con garbo istituzionale nelle settimane scorse aveva, infatti, richiesto che si incardinasse questo tavolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dopo una infruttuosa gestione di Di Maio al Mise.
Voglio sperare, quindi, che questo nuovo rinvio derivi dalla necessità di avocare questo complicato e corposo dossier da parte del Presidente del Consiglio Conte.
Senza indugio mi farò parte attiva affinché non si perda altro tempo investendo la nostra compagine ministeriale.
Taranto merita fatti.
Taranto merita dignità.
Taranto non può perdere altro tempo.

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Il ringraziamento all'assessore Pisicchio e all'ufficio Parchi della Regione

Oltre 13mila. Tante sono le firme dei tarantini che hanno sottoscritto la petizione popolare, promossa dal consigliere regionale Gianni Liviano, con la quale si chiede al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e all'assessore regionale all'Urbanistica, Alfonsino Pisicchio, di istituire il parco regionale Mar Piccolo. Il tutto in forza della legge regionale, promossa dallo stesso Liviano e recentemente approvata all'unanimità dal consiglio regionale, che punta, appunto, a fare del Mar Piccolo un parco regionale.
Tredicimila firme che, martedì mattina, sono state consegnate all'assessore regionale all'Assetto del territorio, Alfonsino Pisicchio, e che testimoniano, commenta Liviano, "un grande successo di comunità e sottolineano come in città si avverta la voglia di cambiamento, puntando sulla diversificazione e sulla valorizzazione delle peculiarità del territorio, e di affrancamento dalla dittatura industriale dell'acciaio. Firme raccolte con il passa parola e in appena quindici giorni, in pratica in pieno periodo di vacanze natalizie, e senza aver organizzato banchetti nè gazebo per le strade - aggiunge Liviano -. Firme che sono destinate ad aumentare perché ancora mi devono essere restituiti numerosi moduli. A questi concittadini, e a chi si è adoperato nel diffondere la petizione, va il mio incondizionato grazie. Grazie perché, firmando in massa, hanno mandato un segnale chiaro sia alla Regione Puglia sia, soprattutto, all'amministrazione comunale che dell'intero progetto è, per forza di cose, un attore principale: vogliamo che il Mar Piccolo diventi parco regionale". Così come i ringraziamenti vanno anche "alla Regione e, in particolare, all'assessore Pisicchio e ai responsabili dell'ufficio Parchi per il capillare lavoro svolto, e a chi ha collaborato alla redazione del testo di legge approvato dal Consiglio regionale e cioè Università di Bari, ordine degli Architetti, Ance, Cnr, Coldiretti, Ordine dei Geologi, Confartigianato, Consorzio di bonifica Stornara e Tara".
Intanto prosegue l'iter per fare del Mar Piccolo un parco regionale. Lo scorso 13 dicembre, infatti, si è tenuta a Bari, convocata dall'assessorato regionale all'Assetto del territorio, la prima riunione della Conferenza dei servizi propedeutica perchè tutte le procedure per l'accreditamento e l'inserimento del Mar Piccolo tra i parchi regionali pugliesi possano compiersi. "A partire - spiega Liviano - dai lavori per delineare la perimetrazione delle aree che ricadranno nel parco regionale".
Lo scopo della legge è duplice: da un lato, si vuole salvaguardare un paesaggio che è patrimonio che va trasmesso alle generazioni future; dall’altro, si vuole valorizzare le prospettive economiche, che su questo territorio possono realizzarsi, compatibili con la tutela del paesaggio.
"Il Mar Piccolo - spiega il consigliere regionale tarantino - è un contesto topografico stratificato di natura e cultura unico da tutelare e valorizzare come simbolo dell'arco ionico. È un geosito che contiene, al suo interno, altri geositi uno dei quali, il Geosito del Fronte, ha una rilevanza internazionale. Inoltre è un sito di interesse comunitario (Sic) oltre che essere un ecomuseo naturalistico, storico e di comunità".
Altro grande obiettivo, in uno con la riqualificazione e conservazione dell’ambiente, "è quello di promuovere in modo significativo - conclude Liviano - lo sviluppo delle attività della pesca, della mitilicoltura e dell’agricoltura, favorendo l’occupazione e restituendo dignità e futuro alle maestranze del mare ed agli imprenditori agricoli che svolgono le attività nelle aree del bacino del Mar Piccolo. Attraverso l’istituzione del parco regionale non si intende aumentare ulteriormente il fardello di leggi e regimi di tutele da rispettare. Al contrario, si vuole favorire un cambiamento di valori, auspicando che proprio attorno alla rinascita del Mar Piccolo, la città possa finalmente ritrovare la propria identità perduta e percorrere nuovi paradigmi di vita e di sviluppo".
Ecco il perché della petizione. "Insieme ai tarantini che l'hanno firmata chiediamo alla Regione Puglia di istituire il parco regionale del ﹰMar ﹰPiccolo - conclude Liviano - al fine di favorire la protezione di questo unicum paesaggistico da trasmettere alle future generazioni e valorizzare le opportunità economiche compatibili con la salvaguardia dell'ambiente”.
Nei prossimi giorni sarà costituito il Comitato parco Mar Piccolo.

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