Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Giovedì, 09 Gennaio 2020

Ormai la storia dell'IMU che strozza, a Grottaglie sta raggiungendo livelli tragici, i circa cento proprietari di terreni che allo stato non sono edificabili ma  pagano l'IMU come se lo fossero, sta generando tanta esasperazione in chi si vede notificare cartelle esattoriali da infarto, mentre al Palazzo si ha l'impressione che ci sia un atteggiamento di quasi totale indifferenza. Infatti,  l'assessore ai tributi, Mario Bonfrate, chiamato ad intervenire sulla questione, nonostante  la sua buona volontà, non è mai stato esaustivo e forse non lo potrà essere nemmeno in futuro, in quanto, secondo alcuni addetti ai lavori il problema è principalmente di natura urbanistica e solo con la volontà politica dell'intero Consiglio comunale di Grottaglie la questione si potrebbe risolvere o quanto meno arginarla mettendo un punto e poi a capo.
Infatti ascoltando  alcuni addetti ai lavori che oltre ad essere tecnici del ramo urbanistico, sono anche stati amministratori, nelle passate Amministrazioni, con Sindaci che  hanno glissato  molto sulla questione e spesso nascondendola sotto il tappeto, invece di affrontarla, si ha  l'impressione  di una  mancanza di  volontà politica atta a risolvere la spinosa questione a monte.

Però, dall'avvento dell'esecutivo a guida D'Alò,  sono cominciati gli invii di cartelle  pazze  con richieste astronomiche sulla tassa IMU, e molti proprietari, non potendo pagare, si sono visti pignorare conti correnti, pensioni e altro. Di seguito cercherò  di scrivere quanto mi è stato detto da chi conosce bene l'Urbanistica e cosa consigliano questi signori di fare che nella loro epoca di Amministratori non sono riusciti oppure voluto fare. Innanzi tutto, mi è stato detto che il primo atto dovrebbe essere quello di adeguare il Piano Regolatore alla nuova realtà demografica. Grottaglie ad oggi conta circa 34 mila abitanti e per fare questo ormai necessario passaggio si dovrebbe portare la questione in Consiglio comunale per approvare una delibera di adeguamento. Con questa delibera si bloccherebbero gli invii di accertamento da parte dell'Amministrazione comunale, risolvendo così  la questione nel presente e per il futuro. Bisognerà poi discutere, per il passato, sulle cartelle emesse, avviando un concordato.

Così facendo,  assicurano gli addetti ai lavori che vogliono restare anonimi,  la Corte dei Conti non è tenuta ad intervenire.
A questo punto sorge la domanda: tutto ciò corrisponde ai desiderata dei proprietari? o questi cercano solo di abbassare quanto il  più  possibile  il valore a metro quadro dei loro terreni (valore che tra l'altro,  non è unico ma diverso da comparto a comparto), lasciando, però, gli stessi terreni  edificabili e nel contempo richiedere all'Amministrazione di considerare i piani partecolareggiati, comparto per comparto, considerando come tassabile solo quella parte realmente edificabile?
Delle due l'una: o il ritorno a terreni agricoli, o tassare la giusta superfice al giusto prezzo.
C'è da considerare però che una corretta azione urbanistica di "zero consumo" del suolo, richiederebbe un intervento sul Piano Regolatore Generale per ridimensionarlo e farlo aderire al concetto di cementificazione zero, secondo i dettami nazionali e regionali.
Così facendo si aderirebbe oltretutto alla prescrizione  della Regione che, in sede di  seconda approvazione del PRG (correva l'anno 2008),  prescrisse  di adeguarlo significativamente ad un numero minore di abitanti e di intervenire, così facendo sulla natura stessa di ogni comparto riducendolo.
In estrema sintesi tutto ciò significa voler porre fine alla questione in modo amministrativamente corretto, ma con le mancate entrate nelle casse comunali come la mettiamo? E tecnici come architetti, geometra e ingegneri come vedrebbero la questione così risolta?

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Giovedì, 09 Gennaio 2020 17:05

APERTAMENTE. ... 30.000 grottagliesi pensanti

Continuo a ricevere richieste di amicizia. E messaggi personali. E non solo da proprietari del comparto C. Qualcuno userebbe la locuzione 'consenso trasversale'. A me non piace ma forse rende bene l'idea, quindi, pur non volendola usare, l'ho usata. Non so come comportarmi. Io che odio i social, il protagonismo. Io che odio apparire. Cosa fare quindi? 'Sparisci', ho pensato. Ma poi mi sono chiesto perchè. Forse non è ancora il momento. Ho imparato che nella vita la scelta dell'attimopuò rivelarsi determinante. E quindi in attesa che io senta quell'attimo perfetto continuerò ad essere presente.

E, a proposito di attimo perfetto, credo sia giunto il momento per sbaragliere il campo da possibili equivoci o leggende metropolitane. Lofaccio per rispetto verso tutti coloro che mi hanno scritto. Per me il rispetto è cosa sacra. Lo pretendo. E lo restituisco. Spesso con gli interessi. Rispetto tutti, almeno sino a quando non realizzo che tale rispetto non sia meritato.

Quel rispetto che vuole che dica a tutti coloro che mi hanno scritto che sto usando uno pseudonimo. Non mi chiamo nè Daniele nè Minardi e (ed è questa è la vera notizia)... non ho un viso da lupo.

Qualcuno l'ha intuito. Ho ricevuto osservazioni in merito. Qualcuno mi ha fatto osservare, pubblicamente, che se mi fossi 'appalesato' probabilmente la mia 'Lettera al Sindaco' avrebbe avuto un effetto più dirompente. Beh, visto il risultato, col senno di poi, preferisco aver fatto quello che ho fatto. Sono persona riservata. Non ho un profilo Facebook personale e credo che mai ne avrò uno. Sono una persona che crede nei contenuti. Una persona che ha visto in un social l'unico mezzo per poter esternare il suo pensiero. Io sono un grottagliese. Un grottagliese pensante. Esattamente come ognuno di voi. Credo che questo possa bastare. Così come credo che Davide Minardi, o Pinco Pallino, abbia davvero poca importanza.

Sia ben chiaro. Non temo il confronto. Neanche un pò. E se un giorno qualcuno vorrà conoscermi personalmente (Sig. Sindaco compreso), io sono qui. L'ho fatto con chi me lo ha già chiesto. Proverò a farlo con chi me dovesse chiedermelo. Privatamente e senza troppo rumore. E state certi che nello stringere la mano io mi presenterò. E farò quello che una foto su un profilo non potrà mai fare: guardare negli occhi.

Questo chiude la parentesi di rispetto verso tutti coloro che mi hanno scritto.

E ora parliamo di cose più interessanti. Cioè non di me. Ma per farlo serve una premessa: Ieri (8 Gennaio 2020), un'amicizia (di Facebook) mi ha inviato un messaggio: 'Buongiorno. Ma sa che lei ha montato un ginepraio a Grottaglie?'. È seguito un breve scambio di battute. Eccole: Io:'Wow!!! È bastato così poco?' Amicizia Facebook: 'Eh si'. Io:'Pensa che servirà a qualcosa?' Amicizia Facebook 'Questi sono muri di gomma'. Al che ho iniziato a chiedermi quale rumore possa fare un muro di gomma prima di cadere. Silenzio, è stata la risposta. Un muro di gomma prima di cadere fa silenzio. Ed io sento il silenzio. Quel muro non emette alcun rumore. Forse mi piace far tornare i conti. Chiudere il cerchio usando la logica. Non so. Ma sta di fatto che quel muro tace.

In questi giorni ho scoperto cose interessanti. Ho scoperto che quel muro tace da tempo. Ho letto alcuni post sulle pagine Facebook dei due comitati di cittadini del Comparto C. Quel muro ha taciuto in diverse occasioni. Per averne conferma è sufficiente andare sulle pagine Facebook dei due comitati. Un post mi ha particolarmente colpito. E mi ha fatto pensare...

Un post dell'11 Dicembre 2019 ore 14:37 in cui il rappresentante di uno dei due comitati rivela un aspetto tecnico che se confermato potrebbe demolire quel baluardo su cui pare si sia arroccato il Comune di Grottaglie: la perizia del CTU e la conseguente sentenza del TAR di Lecce. In quel post viene evidenziato un aspetto quasi paradossale.
L'autore evidenzia una chiave di lettura dei valori forniti dal CTU secondo la quale i valori forniti dallo stesso CTU facciano riferimento alle porzioni di terreno effettivamente edificabili e non al valore nudo e crudo della superficie.
Nello stesso post viene indicato che il rapporto di edificabilità previsto dal PRG per quei terreni è del 20%. Ovvero per ogni 1000 metri quadrati di terreno è possibile utilizzarne, ai fini costruttivi, solo 200. Secondo tale interpretazione, i valori forniti dal CTU dovrebbero essere ridotti ad un quinto. E, udite udite, se così fosse, il CTU avrebbe sostanzialmente confermato il valore indicato dalla Agenzia delle Entrate nel 2012. E qui, i conti tornerebbero. E pare che tornino ancora di più continuando a leggere quel post. C'è una parte in cui l'autore rivela che è stato contattato dal legale del Comune di
Grottaglie in cui veniva proposta una conciliazione fuori udienza con una riduzione del 40% per tutte le annualità in contenzioso. Beh, io, da grottagliese pensante mi chiedo e vi chiedo:
1) Secondo voi se la chiave interpretativa fornita dall'autore di quel post non avesse valide fondamenta il legale avrebbe proposto un conciliazione fuori udienza?
2) Solitamente, un legale, prima di proporre una conciliazione o una transazione chiede il parere del proprio assistito (in questo caso il Comune di Grottaglie). Ora, se quel post è dell'11 Dicembre, c'è da chiedersi come mai nell'intervista del 22 Dicembre il Sindaco afferma con fermezza che i valori del 2002 sono stati ultriormente aumentati dal CTU del TAR senza mai fare riferimento a quella chiave interpretativa. Forse il Sindaco, non sapeva? O forse, semplicemente non ha ritenuto opportuno rivelarlo? O Forse si teme che quella interpretazione che, se convalidata, possa tramutare la sentenza del TAR in un vero e proprio boomerang? O forse altro?
3) E come mai nell'Ottobre del 2019 il R.le dell'Ufficio Tributi del Comune di Grottaglie, in qualità di R.le del procedimento, ha emesso, tra gli altri, avvisi di accertamento per gli anni 2014, 2015, 2016 aventi come oggetto "Avviso di accertamento per Parziale Pagamento" nei confronti di quei proprietari che, i base a precedenti accordi con il Comune, e sino al 2013, avevano già pagato l'IMU usufruendo di quello stesso sconto del 40% proposto come conciliazione fuori udienza nei confronti dell'autore di quel post? Accordi ritenuti improvvisamente non più validi per le annualità 2014, 2015, 2016?
C'è un detto che recita: 'Pensar male è peccato ma spesso ci si indovina'. Ed io voglio pensar male chiedendomi 'Forse il Comune di    Grottaglie vuole che quella interpretazione non arrivi alla Commissione Tributaria Proviniciale?' O forse teme che i cittadini, utilizzandola, vincano i ricorsi? O forse ancora teme che i cittadini richiedano i rimborsi IMU per gli anni precedenti? O forse altro? Non sta a me rispondere. Abbiamo rappresentanti pagati anche per dare le risposte ai cittadini. Lo facciano loro. Noi siamo qui, pronti ad ascoltare.

Qualcuno mi ha appena dato notizia che anche le forze politiche grottagliesi iniziano a muoversi. Era ora, dico io. Io non voto ormai da tempo. Probalbimente non lo farò più. Non importa chi si muove. Destra, sinistra, centro, sotto, sopra. L'importante è che si muovano. Non so se sia stato il momento perfetto ma so che esiste anche il detto 'Meglio tardi che mai'.

Per contro credo che questo sia il momento perfetto in cui qualcuno dovrebbe chiedere scusa ai cittadini. Quei cittadini che non vogliono sconti ma che chiedono semplicemente di pagare il giusto.

Nel salutarvi vi riporto un commento alla mia Lettera aperta al Sindaco. Uno dei tanti. Uno di quelli che mi ha portato a concludere che non è ancora arrivato il momento perfetto per sparire.

"Grazie dal profondo del cuore, lei ha centrato in pieno con estrema chiarezza e sensibilità la nostra disperazione. Una disperazione che ci porta a non dormire la notte e il giorno è ancora peggio, il pensiero è sempre lì. Pensare continuamente che da un momento all’altro verrà l’ufficiale giudiziario a pignorarti quello che può. Noi siamo tutti persone oneste e quel poco che abbiamo è frutto del sudore dei nostri genitori e nostro. Ma al sindaco non importa niente di tutto questo, anzi ho l’impressione che goda delle disgrazie altrui"

Non ho risposto a quel commento. Lo faccio adesso: stia tranquilla signora. Per quello che può servire sappi che lei non è da sola. Io sono con lei così come credo lo siano altre 30.000 persone. 30.000 grottagliesi pensanti.

 

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Ancora una volta insieme. Per vivere una meravigliosa rassegna all’insegna del teatro leggero, della musica e del sano divertimento. Ormai si tratta di un “marchio di garanzia” dello spettacolo tarantino: per la sesta volta “Poltronissima”, Rassegna di Teatro e Musica organizzata dall’Associazione Artistico Culturale “Compagnia Teatrale Lino Conte”, torna ad allietare il pubblico di ogni età. Di sicuro è uno degli appuntamenti invernali più attesi nel capoluogo jonico. 

Il programma, felicemente stilato dai direttori artistici Lino Conte e Aldo Salamino, comprende dieci spettacoli che saranno rappresentati nell’arco di undici serate (tutte tra il sabato e da domenica tranne una eccezione ad aprile) dall’11 gennaio al 25 maggio 2019.
“Poltronissima”, come di consueto, si avvale del sostegno della Fita, la Federazione Italiana Teatro Amatori e del Teatro Auditorium Tarentum che ospiterà tutte le date.
Il programma completo è stato presentato presso la sede provinciale della Fita in via Otranto, grazie alla disponibilità della referente locale Teresa Fumarola.
Secondo tradizione “Poltronissima” darà voce alle compagnie di Taranto e provincia premiando il talento e la preparazione di registi e attori locali. Ma ci saranno anche felici “incursioni” da Napoli, con ben due compagnie in visita.
In scena ci saranno alcuni grandi protagonisti del teatro amatoriale: oltre ai “padroni di casa” della Compagnia Teatrale Lino Conte, saliranno sul palco in ordine di apparizione le compagnie “Napolincanto” (da Napoli), “Garbo teatrale”, “L’erba cattiva”, “Angelo Caracciolo”, “San Giuseppe”, “I filodrammatici” di Napoli, “Il laboratorio di Mimmo Fornaro”, “I commedianti” e “La compagnia del Velario”.
Tra le grandi novità della stagione spiccano gli spettacoli musicali: non solo Napolincanto, ma anche l’appuntamento con la commedia musicale di Luigi De Biasi “Una notte a Boroadway” e la presenza in rassegna del noto musicista Francesco Greco con il suo ensemble.
L’ingresso per gli spettacoli è previsto con sipario alle ore 21: solo nella rappresentazione domenicale del 12 gennaio il via ci sarà alle 18.30. Il costo dei biglietti (tranne che per gli eventi musicali) è di 10 euro per la platea, 8 euro per la galleria. Per informazioni e prevendite sono a disposizione i numeri telefonici 3923096037 e 3427103959.
La stagione sarà inaugurata dall’evento speciale “C’era la festa di San Gennaro”, spettacolo comico-musicale diretto da Luciano Capurro e rappresentato dalla Compagnia Napolincanto. L’appuntamento è fissato per sabato 11 gennaio con replica domenica 12. Sarà uno spettacolo unico, realizzato appositamente per il pubblico tarantino e rappresentato in esclusiva per il Sud Italia. Assolutamente da non perdere.

LE DICHIARAZIONI

Lino Conte
«Giungere alla sesta edizione di Poltronissima è davvero una grande soddisfazione. La nostra è una rassegna che cerca di diversificarsi: proponiamo il varietà, la commedia musicale, il teatro dialettale e i testi in lingua. Destiniamo attenzione massima alle compagnie tarantine ma ospitiamo, nel contempo, artisti e spettacoli che provengono da Napoli come le serate d’apertura che vedranno protagonista, ancora una volta, Luciano Capurro. Cerchiamo di essere attenti alle novità e di accontentare i gusti del pubblico. Vi aspettiamo tutti sabato e domenica per il debutto di Capurro con l’evento speciale “C’era la festa di San Gennaro”. Vi divertirete tantissimo e canterete assieme a lui».

Aldo Salamino
«Dopo sei anni siamo ancora qui: abbiamo prodotto ottanta spettacoli portando in teatro al Tarentum oltre ventimila spettatori. Proseguiamo la nostra avventura con l’entusiasmo di sempre, mantenendo prezzi “familiari”, alla portata da tutti: 10 e 8 euro per le serate teatrali, qualcosa in più per gli spettacoli musicali. Allo stesso tempo cerchiamo sempre di incrementare la qualità Ringraziamo la delegata provinciale Teresa Fumarola per aver ospitato la nostra presentazione nella sede della Federazione Italiana Teatro Amatori: è la “casa” delle compagnie teatrali, un luogo emblematico per l’attività che svolgiamo. Venire a teatro da noi? È facilissimo: basta telefonare e prenotare. Vi faremo trovare il biglietto nei nostri abituali punti vendita oppure direttamente a teatro la sera dello spettacolo. Iniziamo l’11 e il 12 con Luciano Capurro e Napolincanto direttamente dal Salone Margherita della città partenopea: è un varietà eccezionale, veniteci a trovare».

 

“POLTRONISSIMA” – IL CARTELLONE 2020

sabato 11 (ore 21) e domenica 12 gennaio (ore 18.30)
Luciano Capurro E La Compagnia Napolincanto In:
“C’era La Festa Di San Gennaro…”
Spettacolo musicale di Luciano Capurro
Regia Luciano Capurro

sabato 25 gennaio
La Compagnia Garbo Teatrale In:
“Una notte a Broadway - La vera storia di un artista di strada”
di Luigi De Biasi – Regia Luigi De Biasi

Sabato 1 febbraio
La Compagnia L’erba cattiva in:
“Quanne le dhiacchiere so assaje”
Commedia comica italo-dialettale di Corrado Blasi
Liberamente tratta da “Di male in meglio” di Giuseppe Aronne
Regia Corrado Blasi

Sabato 22 febbraio
La Compagnia Angelo Caracciolo In:
“La fortuna con la Effe maiuscola”
Di Armando Curcio
Regia Angelo Caracciolo

Sabato 14 marzo
Francesco Greco Ensemble in:
“Violin Live Show”

Sabato 28 marzo
La Compagnia San Giuseppe in:
“Ste Arrive ‘Nu Bebe’…Ma ‘U Colpevele Ci Je?”
Commedia comica italo-dialettale in due atti di Antonio Solito
Regia Antonio Solito

Venerdì 3 aprile
La Compagnia I Filodrammatici di Napoli in:
“Un giorno perfetto”
Commedia comico-brillante in due atti di Luca Silvestri
Regia Luca Silvestri

 

Sabato 18 aprile
Il Laboratorio di Mimmo Fornaro in:
“Anime inquiete”
Commedia comico-brillante in due atti di Mimmo Fornaro
Regia Mimmo Fornaro

Sabato 2 maggio
La Compagnia I Commedianti in:
“Doje sore de nome Trapunta”
Liberamente tratto da Le sorelle Trapunta di Giusi Cattaneo – Adattamento e Regia Mina Isernia

Sabato 23 maggio
La Compagnia Del Velario in:
“D’amore non si muore …e la storia continua”
Commedia comica italo-dialettale in due atti di Luciano De Leonardis e Michele Vinci – Regia Michele Vinci

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Il 29 gennaio cerimonia di assegnazione della borsa di studio per l’anno 2020 nella Chiesa Madre di Grottaglie


Grottaglie - Si è messa in moto la macchina organizzativa della XV edizione Medici per San Ciro e come prima iniziativa si parte con la pubblicazione del bando “Premio di studio Ciro Rosati”, per l’assegnazione di una borsa di studio del valore di € 1000 a un giovane laureato in medicina. “Dal 2014 per il 7° anno consecutivo- spiega il presidente dell’associazione Medici per San Ciro, Salvatore Lenti- la famiglia Rosati mette a disposizione questa borsa di studio in memoria del proprio congiunto Ciro, illustre medico e stimato professionista di Grottaglie, ed in favore di un giovane laureato in medicina. I nostri giovani, laddove si riscontrano capacità e dedizione, vanno incoraggiati nel proseguimento del loro percorso di studi e di ricerca, sperando che un giorno possano tornare nel loro territorio di origine arricchiti di nuove esperienze e dove possano vedere valorizzato il loro impegno”.
Il bando per l’assegnazione della borsa di studio per l’anno 2020 è stato pubblicato sul sito dell’associazione www.medicipersanciro.org oppure è reperibile alla sede della stessa, in piazza Regina Margherita 28, a Grottaglie (Ta). Termine ultimo della presentazione delle candidature sono le ore 12 del prossimo 24 gennaio. Requisiti minimi previsti per partecipare all’assegnazione del premio di studio “Ciro Rosati” sono la residenza a Grottaglie, la laurea in medicina e chirurgia e 28 anni il limite massimo di età. “Si tratta-spiegano Enrico e Martino Rosati, figli del compianto Ciro- di un premio oneroso, condizionato all’iscrizione ad un evento formativo post laurea con il quale la nostra famiglia vuole contribuire alla continuità degli studi e al perfezionamento della formazione professionale di un giovane laureato, medico e grottagliese come nostro padre che per i giovani ha avuto sempre una particolare attenzione. Quest’anno verrà consegnato la borsa di studio a Sara Sasso, la giovane laureata in medicina cui lo scorso anno è stato riconosciuto il diritto all’assegnazione, se dimostrerà, come sappiamo già che dimostrerà perché i nostri ragazzi cerchiamo di seguirli nel loro percorso, di aver finalizzato la somma per un evento formativo attinente al suo titolo accademico”
E così sarà anche per il beneficiario del 7° premio di studio che sarà designato a conclusione della cerimonia religiosa che si terrà il prossimo 29 gennaio alle ore 19 nella Chiesa Madre, Collegiata Maria SS. Annunziata di Grottaglie, ma che ritirerà la borsa di studio il prossimo anno a dimostrazione di un evento formativo post laurea”

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Giovedì, 09 Gennaio 2020 15:58

Confcooperative contro la Provincia di Taranto

Taranto rischia di vivere una Chernobyl industriale e il sistema pubblico/privato cerca di correre ai ripari. Si attiva il tavolo CIS, vengono proposte e finanziate importanti iniziative, si cerca di sviluppare attività di vario genere diverse da quelle siderurgiche.

La Camera di Commercio si pone come riferimento dei vari Comuni del territorio, della Provincia e dell’Autorità Portuale per coordinare eventuali azioni di sviluppo, facendo anche appello a tutte le categorie economiche affinché promuovano settori imprenditoriali alternativi.
Tra i tantissimi timori e le poche speranze, la Provincia di Taranto avvia la Gara n. 127, relativa al servizio di integrazione scolastica/assistenza specialistica anche con diversità neurosensoriali in favore di alunni diversamente abili delle scuole di secondo grado della provincia.
Potendolo fare, richiede ai fini dell’ammissione alla gara l’avvenuta esecuzione di un unico contratto di punta. Il problema è che il requisito richiesto non è posseduto da nessuna impresa di Taranto, e questa circostanza è ben nota all’Amministrazione Provinciale, così come è noto che poche imprese in Italia lo possiedono.
Quindi, nel momento in cui molte imprese tarantine rischiano di chiudere per la vicenda ex ILVA, la Provincia di Taranto preclude ad altre la possibilità di concorrere a gare invocando requisiti particolarissimi.
E così la stessa Provincia di Taranto che al tavolo del CIS concorre a stabilire premialità per le imprese tarantine, in altra sede le penalizza per ragioni incomprensibili.
In altri territori le stazioni appaltanti fanno di tutto per sostenere l’imprenditoria locale, arrivando, come ha fatto la Provincia di Trento, a stabilire riserve in favore delle imprese di inserimento lavorativo.
Probabilmente i disastri di Taranto non interessano l’Amministrazione Provinciale che certamente non ha mostrato coerenza istituzionale e, totalmente esente dal dover rispondere al consenso popolare, se ne infischia delle sofferenze e delle aspettative delle imprese del luogo.
Occorre anche ricordare che è pur vero che la stazione appaltante può fissare discrezionalmente i criteri di partecipazione, ma per effetto del decreto legislativo 50/2016 , art. 83, comma 2, deve pur essere garantito l’interesse pubblico ad avere il più ampio numero di potenziali partecipanti. E nel caso in questione ciò non è stato consentito dai particolarissimi requisiti richiesti.
Una Amministrazione pertanto lontana anni luce dalla sua missione istituzionale “tarantina”, che bene farebbe a cambiare denominazione chiamandosi “Provincia di nessuno”.
Un aborto istituzionale nato da una pasticciata riforma che la sottrae alle sue responsabilità e che un legislatore attento dovrebbe definitivamente cancellare sopprimendone l’esistenza.

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È stato presentato stamattina presso il MArTA il protocollo di intesa avviato tra la Azienda Sanitaria Locale di Taranto e il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA che permetterà la realizzazione di azioni comuni per l’accessibilità e l’inclusione culturale, progetti sul rapporto tra arte e salute e per lo sviluppo di progetti di ricerca congiunti.

L’iniziativa incoraggia l’espansione di attività culturali e artistiche rivolte a pazienti, ospiti di strutture, anziani, disabili, che rappresentano una fascia di cittadini con livelli di partecipazione e pratica minore.
L’accesso, l’accoglienza alle persone con disabilità psichiche, fisiche e neurologiche nei musei produce significati, comprensioni, ricordi, attraverso processi comunicativi diversi, se non nuovi, rispetto alle strategie terapeutiche quotidiane.

Si tratta di una attività che vede anche il supporto della Regione Puglia, come ha dichiarato il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: “L’attenzione della Regione Puglia e dell’ASL Taranto verso le persone che vivono in condizione di fragilità è sempre molto alta. Da oggi, grazie all’arte, in tanti potranno vivere esperienze inclusive all’insegna della cultura e della conoscenza. Il museo, l’arte, possono così diventare catalizzatori di un processo migliorativo, accompagnando positivamente i percorsi di cura”.

“È un progetto ambizioso – chiosa Eva Degl’Innocenti, Direttrice del MArTA – Per la prima volta in Italia si fa progettazione strategica sul tema dell’accessibilità e della inclusione culturale dei soggetti con disabilità. Come Museo, noi già lavoriamo molto con associazioni e altre realtà curando diversi progetti di inclusione, ma questo protocollo integra le nostre competenze di educazione e formazione museale con quelle della ASL. Non solo la nostra esperienza diretta, ma anche diversi studi hanno dimostrato che le visite ai musei migliorano e allungano la vita delle persone e questo vale anche per i soggetti in condizione di fragilità.”

“Questo di Taranto è un progetto pilota – ha aggiunto Stefano Rossi, Direttore Generale della ASL Taranto – ed è stato ispirato da progetti di successo già attivi negli USA e in Canada. In una società caratterizzata da una popolazione sempre più anziana, con più persone affette da malattie croniche ma anche da forme di disagio psichico, dipendenze patologiche o forme di autismo, è necessario fornire delle risposte nuove che affianchino le cure e le terapie e che possano migliorare la vita da vivere. Il Protocollo vuole sancire la nostra volontà di intraprendere un percorso virtuoso che, grazie ai benefici ottenuti per mezzo dell’arte e della bellezza, porti un miglioramento delle condizioni generali. Sarebbe bello se il museo diventasse una sorta di reparto di eccellenza dell’ospedale.”

È un progetto che si pone l’obiettivo di garantire e sostenere con costi ridotti e in parte già coperti, politiche di invecchiamento attivo, recupero sociale e sanitario che, in molti casi clinici, rappresentano l’anticamera del buco cognitivo. L’arte, il museo, possono migliorare e cambiare, attraverso spazi inclusivi, le esperienze di vita di persone sofferenti, colpite da malattie diverse, nel recupero o mantenimento delle capacità cognitive e delle funzioni neuro-motorie.

Oltre all’organizzazione di esperienze dedicate nel museo, il protocollo prevede anche l’organizzazione di attività presso le strutture della ASL a beneficio dei pazienti ricoverati, ma anche una importante collaborazione che vedrà l’utilizzo di professionalità, strumentazioni e laboratori della ASL Taranto per effettuare nuovi esami scientifici sui reperti del MArTA.

 

Il protocollo di intesa
L’accordo ha una durata triennale e si pone l’obiettivo di sviluppare attività, iniziative e programmi volti a promuovere e favorire l’accesso delle persone con diversabilità alla cultura e garantirne la piena partecipazione. L’accordo ha inoltre lo scopo di sviluppare numerosi progetti di ricerca congiunti. I primi beneficiari di questo progetto saranno gli utenti dei centri diurni, delle strutture residenziali e delle RSSA convenzionati con la ASL Taranto. Al momento sono già state evidenziate delle macro-aree in modo da organizzare delle esperienze adatte: sordi, ipovedenti/non vedenti, pazienti affetti da demenza senile/morbo di Alzheimer, persone affette da autismo o disabilità mentali e persone con dipendenze patologiche. L’obiettivo è quello di estendere il progetto anche ad altri utenti in carico presso altre strutture della ASL e che potrebbero giovare del coinvolgimento in queste attività.
Saranno individuati percorsi tematici dedicati tenendo conto delle specifiche esigenze e delle caratteristiche degli utenti (come ad esempio, con la presenza di un interprete della lingua dei segni per i sordi oppure dei materiali in braille per gli ipovedenti, ecc.) al fine di offrire esperienze di visita al Museo in condizioni di comprensibilità, autonomia, comfort e sicurezza affinché gli utenti possano sviluppare e realizzare il proprio potenziale creativo, artistico e intellettuale, non solo a proprio vantaggio, ma anche per l’arricchimento della collettività.
La creazione di un gruppo di lavoro multidisciplinare consentirà inoltre di analizzare gli effetti positivi della visita e dei laboratori svolti al Museo sulla salute e sul benessere psico-fisico dei fruitori.
L’accordo ha anche l’obiettivo di individuare altri percorsi di integrazione, coinvolgendo altre associazioni e enti del terzo settore, ma anche istituti formativi e scuole, al fine di creare un circolo virtuoso di collaborazioni e partecipazione.
Un ulteriore e possibile sviluppo sarà inoltre quello di realizzare progetti congiunti per lo studio di reperti del MArTA, che mettano in campo le rispettive competenze dei due Enti.

di seguito un pezzo di diretta della collega Cinzia Amorosino
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Secondo il Direttore del TG7 e di Open, Enrico Mentana, la decisione dei Giudici del Riesame, che di fatto permette ad Afo2 di continuare a funzionare, va letta come uno scampato pericolo, nemmeno del tutto scontato poiché frutto di una sentenza anziché di un processo politico-economico, come normalmente dovrebbe verificarsi fra un governo e le imprese sul suo territorio.
In effetti questa è l’unica affermazione che ci sentiamo di condividere, perché rispetto alle altre sue considerazioni, su quanto sarebbe costata a Taranto e ai tarantini l’eventuale decisione opposta e su quanto abbiamo da festeggiare, più che per un capodanno, siamo costretti a chiederle, Direttore, da cosa abbia derivato queste convinzioni, perché noi siamo l’altra parte della città e non siamo pochi benché spesso “oscurati” dai media, come in questi suoi commenti.
Siamo quelli che sono terrorizzati da questa decisione perché conosciamo lo stabilimento e perché se qualcosa si fosse potuta o voluta fare per coniugare salute e lavoro, dal 2012 sarebbe stata fatta e non sarebbero morti NOVE operai!
Premesso che tanti giornalisti della sua stessa emittente e del suo TG hanno prodotto e producono servizi su Taranto, le chiediamo se si sia mai preso la briga di ascoltare le testimonianze dei cittadini e degli operai che disperatamente cercano di portare alla luce la realtà di uno stabilimento che chiuderà comunque, per obsolescenza, per incuria, per impossibilità di essere riportato a norma, lasciando soltanto più vittime fra noi!
Forse si sarà sentito confortato dai calcoli:
Sei eventi (incidenti come quello occorso ad Alessandro Morricella) sono stati stimati in 10.000 anni (e se l’operaio non è nella direttrice del foro di colata non accade nulla di grave nemmeno in tutta l’eternità) e certamente avrà creduto che gli esuberi minacciati da ArcelorMittal avranno adesso, grazie alla continuità produttiva di Afo2, il posto salvo.
Ma far passare per una buona notizia il perpetuarsi quotidiano per noi, del rischio di morte e malattia, i cui numeri non sono proiezioni e stime ma calcoli precisi, a posteriori di vite interrotte o distrutte per sempre, è uno scivolone che potevamo aspettarci dalle pagine de Il Giornale o Il Foglio.
Perché i dati ci sono, i piani industriali pure e lei, Mentana, avrebbe potuto e dovuto dare un’occhiata a quello di Mittal, per cui Afo2 sarà dismesso a revamping ultimato di Afo5, previsto nel 2023.
E avrebbe potuto chiedersi se è sano, a fronte di una battaglia giudiziaria logorante per tutti, ritenere credibile ed utile un investimento di oltre 10 milioni di euro per un impianto che deve terminare il suo ciclo meno di un anno dopo la sua messa a norma, tutta da vedere poi!
Avrebbe potuto anche dare un’occhiata all’ultimo rapporto SVIMEZ che quantifica l’impatto di una eventuale chiusura di questo “più grande centro siderurgico d’Europa”, in un misero 0,2 punto di Pil ...
Bisogna fare attenzione, Direttore, quando si fa informazione e si gode di una certa credibilità, perché il resto del paese ma probabilmente anche una parte di nostri concittadini, considera fatti quelle che talvolta, come in questo caso, sono deduzioni affrettate, se non addirittura arbitrarie!
Se ha voglia di capire quanto poco abbiamo da festeggiare venga a farsi una gita in questa splendida città. Le offriamo un tour alle pendici dell’altoforno così fortunatamente attivo.
Ma si sbrighi perché non è detto che regga finché lo sistemano!

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Storico traguardo per Bari, con 5,5 milioni di passeggeri e Brindisi con 2,7milioni. 14 le nuove rotte annunciate per il 2020. Definizione di accordi per collegamenti internazionali verso USA e CINA

Bari - Per Aeroporti di Puglia il 2019 si chiude con numeri da record. Un anno straordinario per gli aeroporti pugliesi, che continuano a raggiungere traguardi importanti per la crescita e l’attrattività del territorio pugliese. Il lavoro di squadra, attuato in coerenza con il Piano Strategico al 2028, e funzionale al progetto di qualificazione delle infrastrutture e allo sviluppo dei collegamenti, ha permesso di chiudere anche il 2019 con un importante segno positivo.

Complessivamente, su Bari e Brindisi, i passeggeri in arrivo e partenza sono stati 8.225.394, un dato più che positivo, con un incremento pari al +9,8% rispetto a quanto registrato nel 2018. Su base annua il traffico di linea nazionale, tra Bari e Brindisi, è cresciuto del +5,2%; ancor più netto l’incremento per la linea internazionale che, con 3.129.333 passeggeri, ha segnato un +18% rispetto al 2018. In crescita anche il segmento charter cha registra un + 9,8% su base annua.
L’aeroporto di Bari ha superato un traguardo storico: nel 2019, infatti, i passeggeri in arrivo e partenza sono stati 5.531.580, il +10,2% rispetto al totale 2018; di questi 2,41 milioni (+18%) si riferiscono ai voli di linea internazionali.
Eccellente anche il dato di Brindisi dove nel 2019 i passeggeri sono stati 2.693.814, il +8,9% rispetto al 2018. In crescita del +8,7% il traffico charter, a ulteriore conferma della forte vocazione turistica dell’area sud est; incremento del +18% della linea internazionale, i cui passeggeri sono stati circa 720mila.

“L’ottimo risultato raggiunto – ha dichiarato il presidente di AdP, Tiziano Onesti – è frutto del lavoro di squadra di tutte le persone dell’azienda che vede - al fianco di essa - il lavoro costante e sinergico della Regione Puglia e delle Agenzie regionali di promozione turistica, con una politica di sviluppo e di continuo miglioramento del network. Tutto ciò ha consentito di raggiungere indici di crescita superiori alla media registrata dal sistema aeroportuale nazionale, ma soprattutto di rafforzare in modo significativo la linea internazionale. Fondamentale l’avvio di numerose rotte, strategiche per la crescita ragionata del network, specie di quello relativo alle aree di grande interesse per il mercato pugliese. Per il nuovo anno sono previste 14 nuove rotte, già annunciate, tra le quali: Lione, Cefalonia, Spalato, Parigi Orly, Iași, Danzica e Copenaghen da Bari e Dublino, Vienna, Lussemburgo, Malta, Kiev, Mosca, Catania e Palermo da Brindisi che miglioreranno ancor di più il già eccellente livello di accessibilità aerea della nostra rete.”

 

Per gli aeroporti pugliesi, il 2019 è stato altresì rilevante per sviluppo della rete aeroportuale per ciò che riguarda il dimensionamento delle infrastrutture, sempre attenti alle indicazioni dell’ENAC e dell’ENAV e ai principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

“Nel 2019 – ha proseguito il presidente Onesti – abbiamo dato il via ai lavori per il prolungamento della pista di volo dell’aeroporto ‘Gino Lisa’ di Foggia che raggiungerà i duemila metri e che permetterà allo scalo di dotarsi di un’infrastruttura adeguata agli obiettivi delineati per il suo sviluppo; proseguono gli interventi sulla via di rullaggio e per l’ampliamento del piazzale di sosta degli aeromobili nell’aeroporto di Taranto Grottaglie, per il quale è stato definito il piano degli investimenti per conformare la struttura alle esigenze dei voli suborbitali e dell’aviazione commerciale; sono prossimi, infine, i lavori sull’aeroporto del Salento di Brindisi, che consentiranno anche una migliore convivenza tra le nostre attività e quelle del porto”.

“Guardiamo con grande attenzione alle evoluzioni del settore, in ogni suo aspetto, adottando scelte coerenti tra infrastrutture e capacità aeroportuali. La stessa attenzione con la quale definiamo strategie commerciali che ci consentano di intercettare i principali flussi sul mercato. In questo contesto si collocano l’avvio di un volo su Israele e la definizione di accordi funzionali per l’apertura di collegamenti verso grandi destinazioni in USA e Cina” ha concluso Onesti.

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"Lo Studente e la Scuola, cuore e struttura del futuro" Questo il tema del dibattito aperto che si terrà giovedì 9 gennaio, a partire dalle ore 18, nell’aula magna “Monteleone” del plesso di via Sant’Elia del Liceo Moscati, che ospiterà l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Sebastiano Leo. Un confronto sulle attuali politiche regionali per la Scuola, per migliorarle e orientarle verso un futuro di qualità. Sono state invitate all’incontro con le istituzioni locali tutte le scuole del territorio grottagliese, che presenzieranno con rappresentanze di docenti, genitori e studenti, oltre che l’amministrazione comunale nella persona dell’assessore alla pubblica istruzione e cultura. Il sindaco di Grottaglie aprirà il dibattito, cui seguiranno riflessioni a cura delle due Dirigenti Scolastiche prof.ssa Anna Sturino del Liceo Moscati e prof.ssa Patrizia Di Lauro dell’I.C. Don Bosco. La tavola rotonda, moderata dal presidente del Consiglio di Istituto dell’Istituto Don Bosco, Ciro Petrarulo, offrirà l’opportunità ai rappresentanti degli studenti di porre domande e proposte all’assessore Leo, affinché sia la voce e la critica dei giovani la leva del cambiamento per una Scuola a loro misura. Il Liceo Moscati stimola così gli studenti del territorio verso una partecipazione responsabile e attiva delle scelte che il sistema scuola è chiamato ad affrontare ogni giorno.

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Le forze politiche del centro-destra grottagliese si sono incontrate per concertare una azione politica congiunta per la Città.
Al centro dell’incontro il fallimento dell’azione amministrativa dell’attuale maggioranza e le iniziative intraprese da essa in tema di ambiente, opere pubbliche e tassazione. Durante l’incontro si è decisa la volontà di sostenere con azioni politiche locali, regionali e nazionali, attraverso il coinvolgimento dei propri referenti in Consiglio Regionale ed in Parlamento, il Comitato Comparto C e tutti i proprietari dei terreni ricadenti nel comparto C. Certi che ormai la vicenda sia andata oltre la mera questione impositiva ed abbia raggiunto le connotazioni di una grave emergenza sociale.
Si è inoltre deciso di inviare una lettera a sua Eccellenza il Prefetto di Taranto, dott. Demetrio Martino, perché rinnovi l’invito, già formulato dal Prefetto dott.ssa Antonia Bellomo ed inascoltato,  al Signor Sindaco di Grottaglie avv. Ciro D’Alò e al Presidente del Comitato Comparto C, avv. Ciro Lenti, per un incontro presso la Prefettura di Taranto, perché da esso possa scaturire una equa soluzione al problema che attanaglia le famiglie del Comparto C.
Una sana e responsabile amministrazione non può ignorare le condizioni di disagio psicologico ed anche economico in cui, a causa della cosiddetta IMU pazza, versano circa 100 famiglie Grottagliesi.
La decisione di dare corso all’azione esecutiva da parte di questa giunta comunale, per l’esazione di un tributo che ha degli evidenti vizi di concretezza sui valori applicati, ha di fatto minato la serenità di vita dei cittadini interessati.
La sana amministrazione è chiamata a tutelare e garantire la serenità della popolazione amministrata non la sua vessazione.
La vicenda del comparto C, ha più i contorni dell’esazione medioevale, in cui il signorotto locale dava all’esattore il compito di vessare i sudditi.
Ritenendo la condizione che le famiglie coinvolte, loro malgrado, nella vicenda una vera emergenza sociale, le forze di centro-destra della città metteranno in campo ogni sforzo per far si che si giunga ad una soluzione che liberi gli interessati da questo capestro impositivo.

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