L’Associazione AttivaLizzano nella persona del presidente Angelo Del Vecchio evidenzia la situazione della Discarica Vergine.
È un enorme problema irrisolto che grava sul nostro territorio e su cui bisogna tenere alta l’attenzione.        
Il problema nasce  sia  dallo  stato di abbandono degli impianti sia dalle emissioni che genera la discarica con conseguente danno  ambientale per tutta la cittadinanza lizzanese e per l’intero territorio limitrofo.
L’assenza del Comune di Taranto sulla questione inquinante della Discarica Vergine è una realtà di sempre, difatti, a causa della sua inefficienza non è stato ammesso dal Tribunale di Taranto a costituirsi parte civile nel processo per DISASTRO AMBIENTALE contro gli ex gestori della Discarica Vergine. Il Comune di Taranto è stato escluso perché, come ha rilevato il Magistrato, nella sua richiesta di risarcimento danni , aveva considerato solo i danni ambientali e non di immagine o di spese sostenute a causa dei danni provocati dalla discarica: la legge, infatti, stabilisce che solo il Ministero dell’Ambiente è l’unico legittimato a ottenere i risarcimenti per i danni ambientali.
Una situazione molto grave e insolita si presenta: un processo per disastro ambientale con la totale assenza dei principali soggetti amministrativi del territorio inquinato.
Diversa è l’attenzione che la cittadinanza, rappresentata dall’Associazione AttivaLizzano e dall’Amministrazione comunale lizzanese hanno posto invece sulla questione, difatti, entrambe sono state ammesse a costituirsi parte civile.
Nell’immediato futuro sono molteplici i passi da compiere per la tutela dell’ambiente, del territorio e la salute dei cittadini in attesa della conclusione dei procedimenti pendenti.
L’esistenza delle isole amministrative non fa che delegittimare gli abitanti del nostro territorio a battersi per la sua tutela e dei propri diritti; difatti, si ricorda che da quando è intervenuto il sequestro da parte della Magistratura non sono mai stati eseguiti interventi di bonifica e né ci è dato sapere lo stato in cui versa la discarica.

Nel mese di giugno la società Lutum, come ormai noto, ha acquistato i terreni sui quali insiste l’intero compendio della discarica Vergine, offrendosi di bonificarla e metterla in sicurezza, con il verosimile intento di richiedere l’autorizzazione alla continuazione dell’attività della discarica , così come ha affermato la dottoressa Musci, responsabile del Servizio Ambiente del Comune di Taranto.
Questo è ciò che si legge sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 25.10.2018. La società Lutum, con un capitale sociale di 15.000 euro, finora inattiva, facente capo ad Antonio Albanese di Massafra, nel 2015 era già stata designata, dal presidente uscente della Provincia Tamburrano, come soggetto subentrante nell’AIA ai vecchi gestori della Vergine srl, manovra neutralizzata dagli attivisti della nostra associazione, nel Consiglio Provinciale di dicembre di quell’anno. Da allora abbiamo sempre guardato alla Lutum come ad una minaccia di riapertura della discarica, anche quando il presidente della Regione Puglia Emiliano e il Direttore dell’AGER Grandaliano rassicuravano i cittadini e le associazioni attraverso televisione, stampa e incontri diretti, cercando di far credere che la discarica sarebbe stata acquisita, bonificata e definitivamente chiusa dalla Regione Puglia.
La gestione di tutte le vicende legate a una discarica, avendo questa ricadute pesantissime sul territorio, non può e non deve essere considerata un affare tra privati. Gli organi delegati al controllo, hanno permesso in passato che fosse rilasciata un’AIA senza linea di inertizzazione e ci sono voluti più di quattro anni di miasmi prima di attestare che questi provenivano dalla discarica.
Noi cittadini dei paesi intorno alla discarica Vergine, che da più di quarant’anni, vediamo sversare rifiuti di ogni genere, in modo anche illegale, in un territorio che pur essendo in isola amministrativa di Taranto, è a noi vicinissimo, con conseguenze negative sulla nostra salute e sulla nostra economia a vocazione agricola e turistica, siamo titolari di una situazione giuridica che si chiama “interesse legittimo”. Ciò comporta che le pubbliche amministrazioni devono esercitare il potere attribuitogli, per la tutela dei diritti costituzionalmente garantiti, nell’interesse collettivo.
Nell’imminenza di un ulteriore attacco ai nostri diritti, Attivalizzano ha inviato ai Sigg. Sindaci delle località interessate, una lettera che li invita a fare fronte comune contro un eventuale rilascio dell’autorizzazione alla coltivazione della discarica, a costituire un proprio organo di controllo competente , affiancato da cittadini facenti parte delle maggiori associazioni ambientaliste che sorvegli le operazioni di bonificae messa in sicurezza della discarica, affianco agli organi di controllo delegati dalla Regione.


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