Siamo consapevoli delle difficoltà riferite al controllo in un territorio così vasto e variegato, ma siamo altrettanto certi che il seme piantato nel 2017 con il protocollo anti-caporalato firmato in Prefettura stia dando i suoi primi frutti.

Si esprimono così all’indomani dell’arresto di un caporale sudanese nelle campagne di Ginosa, la segretaria della FLAI CGIL di Taranto, Lucia La Penna e il segretario generale della CGIL di Taranto, Paolo Peluso.

E’ nella consapevolezza di quelle difficoltà che noi in tutti questi anni abbiamo continuato ad insistere, creando – spiegano – un rapporto sempre più stretto e collaborativo con le forze dell’ordine che sentiamo il dovere di ringraziare, a cominciare dall’arma dei Carabinieri che in queste mesi ha messo luce su un traffico di braccia che nella crisi perdurante del sistema è sempre più presente e pressante.

Gli arresti operati nel versante occidentale dimostrano che il fenomeno dell’intermediazione illecita di manodopera è molto radicato, creando nocumento alla vita dei lavoratori coinvolti – dicono La Penna e Peluso – ma anche al mercato globale che si sviluppa attorno alla filiera agroalimentare della nostra provincia, con le imprese sane e i lavoratori in regola costretti a subire gli effetti negativi di una concorrenza sleale che proprio sul costo del lavoro riesce a stringere il cappio attorno ai prezzi di lavorazione.

La cabina di regia per il contrasto del fenomeno del caporalato nelle nostre campagne dovrebbe tornare a riunirsi il prossimo 28 giugno.

Siamo sul fronte di una emergenza che con l’estate aumenterà in maniera esponenziale – dicono gli esponenti della CGIL – ecco perché nel corso della riunione di fine giugno ribadiremo la necessità di incentivare i controlli e determinare con precisione l’utilizzo dei fondi previsti dalla Regione Puglia, per mettere in atto specialmente nell’area occidentale, quella rete di trasporti pubblici che consenta ai braccianti agricoli di raggiungere gran parte dei luoghi di lavoro senza dover sottostare al ricatto dei loro aguzzini.

A cavallo tra il 25 aprile e il 1° maggio, con il racconto del rapporto stretto tra Resistenza e mondo della cultura e del lavoro.

Quest’anno la CGIL di Taranto si presenta così all’appuntamento con la storia che si rinnova e diventa dovere di testimonianza e memoria.
Alle 10,30 di venerdì 26 aprile la CGIL di Taranto, insieme a tutte le categorie, i referenti dell’ANPI, dell’Archivio di Stato di Taranto, dell’Istituto Cabrini, della compagnia teatrale Cesare Giulio Viola e dell’associazione L’Impronta, presenta infatti nella sua sede in via Dionisio, il recital teatrale che narrerà tutto questo.
“Popoli Resistenti” andrà in scena al Teatro Fusco a partire dalle 10,00 di martedì 30 aprile, ma è già un lavoro di memoria corale che ha coinvolto studenti, ricercatori, storici, lavoratori e cittadini di Taranto e provincia, questi ultimi testimoni di storie di famiglia spesso dimenticate.
Ci siamo interrogati sul valore della Resistenza nei giorni difficili dei nostri tempi, dove la memoria sbiadisce e il rischio di una recrudescenza di fenomeni di intolleranza si fanno sempre più forti – spiega Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto – e così, mesi fa, abbiamo cominciato a lavorare all’idea di un racconto che ci consentirà di dire ai ragazzi in platea che la Resistenza non è un fatto definito, ma un processo costante che ci chiede di resistere e metterci in gioco con gli strumenti che abbiamo, tutti i giorni.
Cinque quadri narrativi che dall’Europa, all’America Latina, passando per l’Africa del Burkina Faso, arrivano direttamente nella Taranto del primo post dopoguerra con le storie delle famiglie di operai e dei braccianti che seppero resistere e pagarono per questo.
Una ricerca storiografica trasformata in arte grazie al lavoro di scrittura e drammatizzazione operato anche con il contributo di attori professionisti e di attori in erba come i giovani studenti dell’Istituto Cabrini.
L'arte, la cultura, la conoscenza, il giornalismo sono state e sono armi potenti contro l'oppressione e la dittatura – continua Peluso - Per questo i regimi totalitari hanno cercato di asservire questi strumenti. Hanno bruciato libri scomodi e perseguitato artisti dissidenti. A Taranto nel lungo elenco di oppositori al regime fascista finiti nell’elenco dei sovversivi ci sono centinaia di uomini e donne a cui nella maggior parte dei casi venivano sequestrati giornali e opuscoli: segno di una volontà di sapere che è la prima stilla di democrazia. La storia è piena di questi casi che noi il 30 porteremo di fronte ai ragazzi di oggi, con in mano la Costituzione che oltre alle belle pagine dedicate al lavoro recita all’art. 33 parole uniche: “L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento", a tutela delle libertà di pensiero, di critica, di espressione e di giudizio quale massimo bene da preservare per la democrazia. Perché anche uno spartito, un quadro o un volantino possono essere Resistenza.
I dettagli dell’iniziativa e le testimonianze importanti che arriveranno nel corso del recital saranno illustrate alla stampa venerdì 26 aprile alle ore 10.30 nella sede della CGIL di Taranto, in via Dionisio 20.
Il 29 aprile alle 18.30 sarà invece inaugurata la Mostra dedicata alla Resistenza realizzata da 17 pittori del territorio, quale contributo all’iniziativa della CGIL. Il vernissage si terrà nella sede dell’Associazione Culturale L’Impronta in via D’Aquino 13. La presentazione critica sarà a cura di Vito Maria Laruccia.

A fine marzo una sentenza del giudice di lavoro conferma la tesi della CGIL di Taranto: “ineludibile il percorso per tenere assieme i diritti di tutti i lavoratori”

La CGIL di Taranto, dopo aver ritirato la firma dal protocollo di sviluppo con Confindustria e aver ingaggiato una dura battaglia contro le imprese che tendono a creare condizioni di disparità tra diretti e somministrati, prosegue nell’intento di provare a dettare nuove regole che tendano a non indebolire il fronte dei lavoratori.
Su questo terreno saremo rigorosi – spiega Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto, che partendo dal caso Teleperformance e dai sempre più frequenti casi di accordi separati nella provincia ionica, propone agli onori della cronaca anche una recente sentenza del Tribunale del Lavoro di Taranto.
Il caso si riferisce ad un lavoratore della ditta SEMAT, azienda che opera nell’appalto dell’ex ILVA.
Il lavoratore che contratti a tempo determinato dal 2013 al 2018 ha presentato ricorso dinanzi al Giudice del Lavoro del Tribunale di Taranto attraverso l’avvocato Massimiliano Del Vecchio e il sostegno della FILLEA CGIL – dice Peluso – IL Giudice con la sentenza del 21 marzo scorso ha riconosciuto al lavoratore il diritto ad ottenere un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Un rapporto di lavoro vero che per anni gli era stato negato.
Ecco – commenta ancora il segretario della CGIL – non vorremmo che fossimo costretti a ricorrere sempre alla magistratura per affermare un diritto alla dignità che invece dovrebbe essere interesse comune di imprese e sindacati.
Diventa, dunque, sempre più ineludile secondo la CGIL l’avvio di una contrattazione di sito che tenga insieme i diritti dei lavoratori, indipendentemente al tipo di contratto acquisito.
Continuiamo a riproporre norme contrattuali certe anche sul tema delle stabilizzazioni – sottolinea Peluso – anche di fronte a procedure di crisi aperte dalle aziende, ma spesso scaricate sulla forza lavoro diretta o somministrata, in una guerra tra poveri che come sindacato non possiamo accettare.
Per tale ragione la CGIL si mobilita a tutti i livelli e organizza per il 5 aprile prossimo un incontro destinato a tutti i lavoratori. Partendo dal caso Teleperformance a partire dalle 10 di venerdì prossimo si parlerà di “contrattazione di sito – un percorso fondamentale per un futuro dignitoso dei lavoratori”. Nel saloncino della CGIL per fare il punto della situazione ci saranno oltre Paolo Peluso e i segretari provinciali di NIDIL e SLC, Daniele Simon e Andrea Lumino, anche il segretario generale della CGIL Puglia, Pino Gesmundo, i segretari nazionali di SLC e NIDIL, Riccardo Saccone e Davide Franceschin e la segretaria nazionale della CGIL, Tania Scacchetti.

Confermata ieri sera, a tarda ora e con voto unanime, la segreteria provinciale della CGIL di Taranto.

Torna alla guida della segreteria generale l’uscente Paolo Peluso, che chiama nuovamente al suo fianco i segretari Giovanni D’arcangelo, con delega all’organizzazione e alle politiche industriali, e Eva Santoro, con delega alle politiche sociali e di genere e all’immigrazione.
E’ una segreteria che ha cominciato a lavorare su una prospettiva a medio e lungo termine per il lavoro di questa provincia – dice Peluso - non dimenticando mai, però, tutte le acuzie di un territorio che rischiano di cronicizzarsi senza una adeguata attenzione ai temi del lavoro non solo industriale, ma legati alle tante opportunità integrative che vanno dal Porto all’agroindustria, passando dal turismo, senza in chiave di economia ma anche lavoro sostenibile.
Se una cosa è emersa con chiarezza dai contributi arrivati dai giovanissimi in questo congresso – dice Peluso - è che il concetto di felicità passa si dal reddito di un lavoro, ma anche dalla sua capacità di lasciarti dignità, tempo e passioni. Elementi imprescindibili per la sostenibilità, perché capaci di rendere quell’impiego non solo la cura dei bisogni ma anche il punto di partenza per una cittadinanza libera e attiva.
La segreteria che aveva dedicato il Congresso al futuro e al giovani, si è insediata nuovamente questa mattina convocando la prima riunione di coordinamento sui temi che saranno proposti e condivisi nell’ambito del Congresso regionale della CGIL che si terrà a metà novembre a Bari.

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