L’11 giugno al Bellarmino la prima con Emiliano e l’Apulia Film Commission

Come si racconta una città ferita a più riprese?
Gli studenti del corso di cine-operatore dell’Istituto Cabrini, hanno scelto un luogo simbolico, un binario, il numero 1, della Stazione Ferroviaria di Taranto e lo hanno fatto diventare un punto di snodo per destini che possono cambiare. Un messaggio alla città che amano molto così come amano il cinema.
Cinema e città, dunque, in una dimensione tutta tarantina che questa volta importa a Taranto, sulla base di una sceneggiatura pensata dai ragazzi, regia e attori di fama nazionale.
Delusioni, incontri mancanti, trame e desideri che grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale Cinema per la scuola promosso da MIUR e MIBAC (progetto CineTa – Visioni fuori luogo”) sono diventati un vero e proprio cortometraggio.
Sono stata circondata dagli alunni di questa scuola – ammette Valentina Corti, attrice di famose serie TV nazionali come “don Matteo” e “Un medico in famiglia” e protagonista del corto Binario 1 – e ho incontrato tanta passione ma anche tanta professionalità.
Gli studenti del Cabrini non hanno giocato al cinema, lo hanno proprio fatto, come un impegno di formazione che potrebbe diventare anche il loro lavoro – dice la dirigente scolastica Angela Maria Santarcangelo - seguiti passo passo da professionisti del settore, a cominciare dallo sceneggiatore e regista Alessandro Zizzo, dagli attori Valentina Corti, Luca Mastrolitti, Giorgio Consoli e Axel Caponio, passando per la produzione di Gregorio Mariggiò. l’editing e color editing di Frankie Caradonna, il color grading di Andrea Basile, il lavoro audio di Davide Biancio, e la grafica di Maria Messinese.
Il cortometraggio mette insieme tre personaggi, un unico binario, tra passato, presente e futuro.
In scena oltre i protagonisti Milù, Flavio e altri va la Taranto dei due mari, di una vivace identità culturale che si esprime anche attraverso le espressioni vernacolari, quella dei simboli, dal Castello al Ponte girevole, smitizzati e resi quotidianità, la città dei ragazzi che si impegnano, studiano e sognano incontri che sappiano ancora farli emozionare. Esattamente come è accaduto ai 20 studenti del Cabrini impegnati in questo progetto.
Binario 1 sarà presentato ufficialmente al Taranto (Cinema Bellarmino), il prossimo 11 giugno a partire dalle 10.30. Alla prima parteciperanno attori e studenti dell’Istituto Cabrini, rappresentanti istituzionali territoriali e regionali e la dirigente scolastica dell’istituto Angela Maria Santarcangelo.
Hanno al momento già annunciato la loro presenza il direttore dell’Apulia Film Commission, Antonio Parente e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

A cavallo tra il 25 aprile e il 1° maggio, con il racconto del rapporto stretto tra Resistenza e mondo della cultura e del lavoro.

Quest’anno la CGIL di Taranto si presenta così all’appuntamento con la storia che si rinnova e diventa dovere di testimonianza e memoria.
Alle 10,30 di venerdì 26 aprile la CGIL di Taranto, insieme a tutte le categorie, i referenti dell’ANPI, dell’Archivio di Stato di Taranto, dell’Istituto Cabrini, della compagnia teatrale Cesare Giulio Viola e dell’associazione L’Impronta, presenta infatti nella sua sede in via Dionisio, il recital teatrale che narrerà tutto questo.
“Popoli Resistenti” andrà in scena al Teatro Fusco a partire dalle 10,00 di martedì 30 aprile, ma è già un lavoro di memoria corale che ha coinvolto studenti, ricercatori, storici, lavoratori e cittadini di Taranto e provincia, questi ultimi testimoni di storie di famiglia spesso dimenticate.
Ci siamo interrogati sul valore della Resistenza nei giorni difficili dei nostri tempi, dove la memoria sbiadisce e il rischio di una recrudescenza di fenomeni di intolleranza si fanno sempre più forti – spiega Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto – e così, mesi fa, abbiamo cominciato a lavorare all’idea di un racconto che ci consentirà di dire ai ragazzi in platea che la Resistenza non è un fatto definito, ma un processo costante che ci chiede di resistere e metterci in gioco con gli strumenti che abbiamo, tutti i giorni.
Cinque quadri narrativi che dall’Europa, all’America Latina, passando per l’Africa del Burkina Faso, arrivano direttamente nella Taranto del primo post dopoguerra con le storie delle famiglie di operai e dei braccianti che seppero resistere e pagarono per questo.
Una ricerca storiografica trasformata in arte grazie al lavoro di scrittura e drammatizzazione operato anche con il contributo di attori professionisti e di attori in erba come i giovani studenti dell’Istituto Cabrini.
L'arte, la cultura, la conoscenza, il giornalismo sono state e sono armi potenti contro l'oppressione e la dittatura – continua Peluso - Per questo i regimi totalitari hanno cercato di asservire questi strumenti. Hanno bruciato libri scomodi e perseguitato artisti dissidenti. A Taranto nel lungo elenco di oppositori al regime fascista finiti nell’elenco dei sovversivi ci sono centinaia di uomini e donne a cui nella maggior parte dei casi venivano sequestrati giornali e opuscoli: segno di una volontà di sapere che è la prima stilla di democrazia. La storia è piena di questi casi che noi il 30 porteremo di fronte ai ragazzi di oggi, con in mano la Costituzione che oltre alle belle pagine dedicate al lavoro recita all’art. 33 parole uniche: “L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento", a tutela delle libertà di pensiero, di critica, di espressione e di giudizio quale massimo bene da preservare per la democrazia. Perché anche uno spartito, un quadro o un volantino possono essere Resistenza.
I dettagli dell’iniziativa e le testimonianze importanti che arriveranno nel corso del recital saranno illustrate alla stampa venerdì 26 aprile alle ore 10.30 nella sede della CGIL di Taranto, in via Dionisio 20.
Il 29 aprile alle 18.30 sarà invece inaugurata la Mostra dedicata alla Resistenza realizzata da 17 pittori del territorio, quale contributo all’iniziativa della CGIL. Il vernissage si terrà nella sede dell’Associazione Culturale L’Impronta in via D’Aquino 13. La presentazione critica sarà a cura di Vito Maria Laruccia.

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