Controlli a tappeto, questa mattina, in città Vecchia, del personale della Squadra Mobile della Questura di Taranto, in collaborazione con la Polizia Locale, i tecnici Enel e l’Unità Cinofila di Bari. 

Posti di controllo sulle principali vie di accesso al Borgo antico sul Ponte di Pietra ed sul Ponte Girevole, più di 150 i veicoli controllati e 200 le persone identificate, 20 i veicoli tra vetture e scooter sequestrati per mancata assicurazione.
Numerose sono state le perquisizioni domiciliari a pregiudicati effettuate da parte del personale della Squadra Mobile.
Grazie all’ausilio dell’Unità Cinofila di Bari, sono state rinvenute diverse quantità di sostanza stupefacente del tipo cocaina o hashish abbandonate per strada o nelle auto. Trovato anche, all’interno di uno stabile abbandonato, il castello di una pistola.
I Falchi della Squadra Mobile hanno tratto in arresto un 24enne sorpreso a cedere sostanza stupefacente ad un 36enne tarantino, più in particolare 4 dosi di cocaina suddivisa in involucri di cellophane. All’interno del borsello in uso all’arrestato è stata ritrovata la somma di 252 euro suddivisa in banconote di piccolo taglio, quale provento dell’attività delittuosa posta in essere. La perquisizione, estesa anche al suo domicilio, ha consentito di rinvenire la somma di 780 euro, ritenuta anche questa provento dell’attività di spaccio.
Altro arresto, sempre per spaccio di sostanza stupefacente, da parte della Squadra Volante nei confronti di un pluripregiudicato sottoposto alla libertà vigilata. Rinvenuto un involucro contenente cocaina per un peso complessivo di 26 grammi.
I Falchi hanno denunciato per spaccio un 20enne tarantino, trovato in possesso della somma di euro 110 suddivisa in banconote di piccolo taglio e le chiavi di un deposito situato nelle vie del borgo antico. La perquisizione domiciliare ha consentito di rivenire una stecchetta di hashish del peso di circa 10 grammi.
Denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale da parte dei Falchi un pluripregiudicato tarantino che, all’atto del controllo, ha cominciato a beffeggiarli ed offenderli. È stato trovato in possesso di una bottiglietta di metadone a lui in uso.
La Divisione Polizia Anticrimine ha tratto in arresto un tarantino, già detenuto agli arresti domiciliari, sulla base di un provvedimento della Procura di Taranto dovendo espiare la pena di 3 anni e 2 mesi per rapina in concorso e la violazione della legge sulle armi.
La Volante ha denunciato per furto di energia elettrica in piazza Democrate una 32enne tarantina, titolare della licenza di un minibar allacciato abusivamente al palo della rete elettrica pubblica.
I proprietari di due appartamenti sono stati denunciati per furto rispettivamente di energia elettrica e di gas, avendo creato un passante per consentire l’allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica.
Il Commissariato Borgo ha tratto in arresto un cittadino russo, residente a Manduria su esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Taranto. lo stesso, ricoverato presso l’Ospedale SS. Annunziata per una frattura al braccio provocata da una caduta accidentale, è risultato destinatario del provvedimento giudiziario per aver commesso diversi reati di minaccia aggravata e detenzione illegale di armi commessi a Manduria nel 2014.
“I servizi svolti questa mattina in Borgo antico – sostiene il Questore di Taranto dr. Giuseppe Bellassai – si inseriscono nel più ampio Progetto di Controllo Integrato del Territorio, con il coinvolgimento dei diversi settori di intervento propri della Polizia di Stato: il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti e/o alla detenzione illegale di armi e munizioni, il controllo ai detenuti domiciliari, la verifica sul possesso dei titoli di soggiorno. Le violazioni al Codice della Strada, come il mancato uso del casco protettivo o delle cinture di sicurezza, spesso sono il segnale di quel sentimento di illegalità e di assenza di senso civico che va avversato. I reati minori, molto diffusi, hanno ricadute notevoli sui cittadini onesti e corretti e sulla stragrande maggioranza dei cittadini di Taranto. Così, le strategie di contrasto al crimine potranno essere più efficaci ed incisive se preliminarmente si affermano la coscienza civile ed il rispetto dell’altro. La collaborazione con la Polizia Locale è fondamentale per aggredire su più fronti il fenomeno dell’illegalità, a volte legato anche a situazioni di degrado sociale: ognuno, per la propria parte, deve contribuire a migliorare le condizioni di vivibilità dei cittadini, per accrescere il loro senso di fiducia. Non a caso, questi servizi vengono svolti proprio in un Quartiere importante come Città Vecchia: è da qui che deve partire la rinascita di una città che ha tanto da raccontare, per restituire Taranto a quella parte di cittadini onesti e rispettosi, che amano la propria città e che si impegnano per la valorizzazione delle sue meraviglie”.

Continuano senza sosta i controlli a Taranto e provincia da parte del Commissariato Borgo e del Commissariato di Manduria.
Nella serata di ieri, il personale del Commissariato Borgo, in collaborazione con la Polizia Locale di Taranto, ha intensificato i controlli in centro città con pattuglie anche appiedate più facilmente versatili nel contrasto all’illegalità diffusa.
La strategia ha sortito i suoi ottimi risultati.
Nella centralissima Via D’Aquino, con i tanti cittadini e turisti che si sono riversati in città, i poliziotti e la Polizia Locale hanno sequestrato scarpe, magliette, borselli di varie marche contraffatte, nonché giocattoli di varia tipologia senza il prescritto marchio della Comunità Europea.
A due cittadini extracomunitari, venditori ambulanti, è stata contestata la violazione delle norme contenute nel Decreto sulla Sicurezza Urbana con la notifica di due ordini di allontanamento.
Inoltre, sono state elevate due sanzioni amministrative, per un totale di 2500 euro, per la vendita di prodotti su aree vietate e sono stati recuperati due telefoni cellulari, probabilmente abbandonati durante la fuga dai venditori della merce sequestrata.
I controlli di ieri si inseriscono nel Progetto Controllo Integrato del territorio voluto dal Questore di Taranto Giuseppe Bellassai e continuano a portare risultati.
Negli ultimi giorni, sono stati sanzionati circa 10 parcheggiatori abusivi che esercitavano l’illecita attività nel centro città.
È stato inoltre notificato un Daspo Urbano ad un 61enne tarantino, destinatario degli “ordini di allontanamento” notificati dalla Polizia di Stato a gennaio e giugno di quest’anno per l’esercizio dell’attività di parcheggiatore abusivo nella zona della discesa Vasto.
Lo stesso soggetto, con precedenti penali in materia di reati contro il patrimonio e per traffico di sostanze stupefacenti, era già destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale e del foglio di via obbligatorio dal Comune di Massafra.
Con il Daspo, emesso dal Questore di Taranto Giuseppe Bellassai, è fatto divieto di accedere per sei mesi nell’area della sosta autobus di via Mercantile, della discesa vasto e dei parcheggi adiacenti.
Inoltre,sono stati sequestrati più di 15 motocicli perché i relativi conducenti erano alla guida senza casco.

Sempre nella stessa giornata, “Comunità Sicure” ha coinvolto il Comune di Avetrana, dove il Commissariato di Manduria, con la collaborazione della Polizia Locale, ha controllato più di 50 veicoli e identificato più di 100 persone, di cui 14 con pregiudizi penali.
La Squadra Amministrativa del Commissariato ha controllato 4 esercizi commerciali e elevato circa 1000 euro di sanzioni amministrative per la mancata esposizione della cartellonistica in materia di divieto di fumo nei locali pubblici.
I controlli continueranno nei prossimi giorni sia in altri quartieri del Capoluogo sia in altri Comuni della Provincia Jonica.

L'11 luglio, giornata nella quale ricorre l’anniversario dell’istituzione della Polizia di Stato, prima forza di Polizia, si è tenuta a Roma, presso il Palazzo della Consulta alla presenza delle più alte cariche istituzionali la cerimonia ufficiale di presentazione dei nuovi distintivi di qualifica.
Un giorno atteso con grande trepidazione. Dopo 38 anni, in modo tangibile, si riafferma nella forma e nella sostanza l’identità della Polizia di Stato, quale amministrazione civile ad ordinamento speciale, che ha sublimato i valori ai quali profondamente crede nel motto “sub lege libertas”.
Fu la legge 121 del 1981 a ridisegnarne lo status giuridico segnandone il distacco dal mondo militare.
Con tale riforma la Polizia di Stato, in estrema sintesi, si apre alle donne, prevede una maggiore specializzazione attraverso selezioni sempre più rigorose e corsi di formazione prodromici a professionalità differenziate, cambia i nomi dei gradi che vengono ristrutturati ed arricchiti dal ruolo ispettori anello di congiunzione tra dirigenti e collaboratori.
Il Decreto Legislativo n. 95 del 29 maggio 2017 ha dettato disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle Forze di Polizia in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, dettando una nuova successione gerarchica delle qualifiche.
È stata attribuita la nuova denominazione di “coordinatore” al personale con qualifica apicale del ruolo degli agenti ed assistenti, dei sovrintendenti, degli ispettori e ruoli corrispondenti della Polizia di Stato.
È stata istituita la nuova qualifica di vice questore e qualifiche equiparate, conseguente all’istituzione delle nuove carriere dei funzionari della Polizia di Stato.
Un’epocale conquista che andava suggellata attraverso un segno visibile che ricordasse a tutti, appartenenti e non, il significato profondo di una trasformazione lunga, laboriosa, e fortemente voluta.
Ed è proprio, recuperando tale spirito riformista che l’uniforme di oltre 98.000 poliziotti da oggi cambia aspetto, vestendo i nuovi distintivi di qualifica, disegnati dall’esperto di araldica professor Michele D’Andrea.
Ad accomunare passato e presente l’immagine, rivisitata stilisticamente, dell’aquila, emblema dell’Istituzione, che quest’anno compie 100 anni dalla sua prima apparizione sulle divise del Corpo della Regia Guardia di Pubblica Sicurezza risalente al 1919. L’aquila ha sempre incarnato l’idea del primato e della forza, divenuto emblema di tutti i grandi imperi del passato, dal romano al bizantino, dal carolingio al germanico, dal russo all’austriaco, dal napoleonico al tedesco.
Ali spiegate, zampe libere e divaricate disposte ai lati della coda folta e stilizzata come il restante piumaggio, testa rivolta a sinistra ornata dalla corona murata di cinque torri, scudo sannito con il monogramma RI in petto. L’aquila continua ad esprime il legame identitario, il coraggio e la dedizione con cui quotidianamente ciascun poliziotto difende diritti e libertà.
Compaiono invece per la prima volta, a caratterizzare le diverse qualifiche: il plinto araldico, costituito da una barretta orizzontale di colore rosso che rappresenta la struttura portante di un edificio, per gli agenti ed assistenti; il rombo dorato, con il suo profilo fusiforme che ricorda la punta di una lancia simbolo del dinamismo operativo temperato dall’esperienza, per i sovrintendenti; la formella, alto esempio di architettura gotico-rinascimentale, richiamo alla bellezza ed all’eleganza proprie del patrimonio di civiltà e cultura del nostro Paese, per i funzionari.
I distintivi uguali per tutti i ruoli differenziano le funzioni tecnico-scientifiche, tecniche e le attività professionali attraverso il diverso colore delle mostreggiature.

Gli agenti della Sezione Polizia Ferroviaria di Taranto, nel corso della quotidiana attività di controllo della Stazione e delle zone adiacenti, hanno notato, nella vicina piazza Libertà, una persona anziana che girovagava tremante e spaesato.
L’anziano signore, in pantaloncini, canottiera e grembiule da cucina, in evidente confusionale, non è stato in grado di spiegare la sua presenza in quella piazza:non ricordava il suo nome né il suo indirizzo.
I poliziotti, dopo avergli prestato i primi soccorsi, hanno chiamato i sanitari del 118 e si sono adoperati presso gli ospedali e le strutture d’accoglienza della zona per acquisire informazioni circa eventuali allontanamenti.
L’uomo è tutt’ora è ricoverato presso l’Ospedale Civile Santissima Annunziata.
Sono in corso gli accertamenti per rintracciare i suoi familiari.

Il personale del Commissariato di Martina Franca ha tratto in arresto per tentato furto e porto abusivo di coltello il 65enne Fumarola Umberto.

I poliziotti, impegnati in questi mesi estivi in una capillare azione di controllo del territorio con particolare attenzione al contrasto dei furti nelle abitazioni dislocate nell’agro di Martina, hanno ricevuto la segnalazione della presenza di un uomo impegnato a forzare la porta d’ingresso di una casa.
Arrivati sul posto, hanno sorpreso il ladro ancora in azione. Vano è stato il suo tentativo di fuga: gli agenti lo hanno bloccato nelle campagne circostanti dopo un breve inseguimento.
L’uomo è stato trovato ancora in possesso di un paio di guanti, di una torcia elettrica e di un coltello a scatto.

Accompagnato negli uffici del Commissariato, il 65enne è stato tratto in arresto.

In esecuzione di un provvedimento emesso dal Giudice delle indagini Preliminari del Tribunale di Taranto (Dr. Benedetto Ruperto), su richiesta dal Sostituto Procuratore della Repubblica (Dr. Remo Epifani), la Polizia di Stato ha dato esecuzione a otto ordinanze di custodia cautelare (di cui tre in carcere e cinque ai domiciliari), emesse a carico di altrettanti soggetti, tutti di Grottaglie, i quali, al termine di una complessa e lunga attività d’indagine, condotta dal Commissariato di Grottaglie, sono stati ritenuti indiziati, a vario titolo, dei reati di usura, estorsione e rapina commessi, in concorso tra loro, dal 2015 ad oggi, ai danni di un imprenditore agricolo della città delle ceramiche.
Alle operazioni di esecuzione hanno partecipato oltre 40 poliziotti, con il supporto del personale della Questura di Taranto, di Unità Cinofile della Polizia Frontiera di Brindisi e del Commissariato di Anzio Nettuno, in provincia di Roma dove si trova uno degli arrestati.
Nel corso delle attività sono state eseguite anche numerose perquisizioni nei luoghi utilizzati dagli indagati, che hanno consentito di rinvenire 33mila euro in contanti, diversi monili in oro, due rolex, una pianta di marijuana alta due metri, 100 grammi di hashish con il relativo materiale di confezionamento, numerosi documenti contabili e carnet di assegni e carte di credito.

 L’indagine ha preso le mosse dalla denuncia di un imprenditore il quale era ormai divenuto vittima delle minacce di uno degli odierni destinatari delle ordinanze, al quale si era rivolto per richiedere la somma di 14mila euro a causa delle difficoltà economiche in cui versava. 

La somma doveva essere restituita con tassi usurai dell’85% su base annua. In particolare, lo strozzino pretendeva dall'imprenditore la restituzione entro sei mesi della somma di 20 mila a fronte dei 14 mila ricevuti in prestito.
Nel tentativo di risanare il debito, l’imprenditore si è accordato su un nuovo riparto di pagamento, con tuttavia la previsione di un tasso usuraio del 120% su base annua.
Ormai impossibilitato a restituire le somme di denaro, il debitore è diventato vittima delle continue minacce ed aggressioni sia verbali che fisiche non solo ad opera dell’usuraio, ma anche dei suoi figli e di altri concorrenti.
In un’occasione, la vittima ha subito, per mano di tutti gli indagati, la rapina di una vettura nella sua disponibilità, per la cui restituzione veniva preteso il pagamento immediato dell’intera somma di denaro.
Gli arrestati, tutti molto conosciuti in Grottaglie, annoverano numerosi e gravi precedenti penali per reati contro il patrimonio, la persona ed inerenti lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Uno di loro si trova attualmente agli arresti domiciliari in provincia di Roma. Un altro degli arrestati si trova ai domiciliari nel comune di Taranto dopo essere stato arrestato e tradotto in carcere lo scorso ottobre per detenzione illegale di arma del tipo kalashnikov.
Degli otto arrestati quattro sono fratelli mentre un quinto è il loro padre.
Altri due soggetti, coinvolti nelle indagini, risultano indagati in stato di libertà.

I poliziotti del Commissariato di Grottaglie hanno soccorso un giovanissimo ragazzo che era caduto all’interno di una gravina di circa 3 metri del Fullonese, alle spalle del presidio ospedaliero San Marco, dove i giovani del paese sono soliti farsi passeggiate. Il quindicenne era rimasto aggrappato ad una piccola sporgenza di roccia coperta solo da rovi, sopra una parete scoscesa alta circa sei metri.

A dare l’allarme un suo compagno, soccorso anche lui in precarie condizioni di equilibrio sul bordo della gravina, nel tentativo di aiutare l’amico.

Le operazioni di salvataggio, tentate attraverso una catena umana formata dai poliziotti intervenuti, sono state rese ancora più difficoltose a causa del buio e del terreno reso scivoloso a causa delle copiose piogge del giorno precedente. 

Solo il lavoro sinergico dei poliziotti e dei Vigili del Fuoco ha consentito ad un Vigile di mettere in salvo il ragazzo, impaurito ed ormai esausto, assicurandolo con una grossa fune.

Per lui e per il suo amico tanta paura e numerose escoriazioni su tutti gli arti. 

Dopo le cure del caso i due ragazzi sono stati riaffidati ai genitori presenti sul posto.

Il personale del Commissariato di Grottaglie ha arrestato in flagranza di reato tre pregiudicati ritenuti responsabili del furto di un’auto e di un camper e li ha denunciati per il furto di un telefono cellulare.
La Sala Operativa del Commissariato di Grottaglie era infatti stata allertata da un istituto di vigilanza in quanto il segnale GPS installato su un’autovettura modello Panda, sottratta a Taranto alle ore 5.50, indicava che il veicolo in quel momento era in transito in Contrada “Salete”.
Seguendo le coordinate dell’operatore della Sala Operativa, in costante contatto telefonico con l’istituto di vigilanza, la Volante è riuscita a intercettare e bloccare il veicolo segnalato, in Contrada “Carmine”, con a bordo tre persone.
La perquisizione ha consentito di rinvenire, occultato sotto il sedile anteriore, numerosi arnesi atti allo scasso, tra i quali tre chiavi gira tubi di varie dimensioni, una chiave da meccanico, un grimaldello a forma di chiave d’auto, un paio di guanti, una centralina “OBDII” di colore nero.
Rinvenuto anche un telefono cellulare non appartenente a nessuno dei tre soggetti. Gli agenti hanno in seguito accertato che era stato rubato in mattinata a Monteiasi.
Da successive verifiche i poliziotti hanno accertato che alle ore 5.50 le Volante della Questura di Taranto erano intervenute in via Rapallo di San Francesco per la segnalazione di furto della Fiat Panda, di proprietà di una società di autonoleggio.
Intorno alle ore 6.35, sempre le Volanti della Questura erano intervenute nella zona Lama, su richiesta di un cittadino derubato del suo camper. Il malcapitato ha raccontato agli operatori che, svegliato dall’allarme acustico installato sul camper, si è posto all’inseguimento del mezzo, allertando contemporaneamente la Sala Operativa. I due malfattori, forse spaventati dall’allarme e consapevoli dell’imminente arrivo delle forze di polizia, sono scesi dal camper e sono saliti a bordo di una Fiat Panda di colore verde che precedeva il camper alla cui guida vi era un terzo complice, dandosi così a precipitosa fuga.
I tre sono stati arrestati e accompagnati presso la Casa Circondariale di Taranto. Uno di loro è stato deferito per guida senza patente mentre un altro è stato denunciato per inosservanza degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale.

I Falchi della Squadra Mobile della Questura di Taranto hanno denunciato in stato di libertà un giovane 25enne del posto per il reato di furto aggravato presso una falegnameria del capoluogo.

In particolare, il titolare dell’attività ha riferito ai Falchi di un furto avvenuto durante la notte all’interno dei locali constatando l’ammanco di un compressore, di vari avvitatori e di altri utensili.

Da un primo sopralluogo, gli agenti hanno rilevato che una finestra del retrobottega era stata forzata con la rottura del vetro.
La visione delle immagini del sistema di videosorveglianza ha consentito di accertare che un giovane con barba incolta, con una felpa di colore nero e un cappello con visiera di colore scuro si è introdotto furtivamente all’interno della falegnameria perpetrando il furto. Le telecamere hanno ripreso puntualmente quando accaduto: una iniziale ricognizione degli ambienti, l'appropriazione del denaro contenuto nella cassa e il prelievo di alcuni arnesi.

I Falchi sono così riusciti a rintracciare il 25enne tarantino presso la sua abitazione per una perquisizione domiciliare che ha dato esito positivo: nella camera da letto sono stati rinvenuti un berretto di colore nero e una giacca di colore nero identici a quelli utilizzati dal ladro ripreso dalle telecamere della falegnameria.
Condotto presso gli uffici della Questura, dopo le formalità di rito è stato denunciato in stato di libertà mentre gli indumenti sono stati posti sotto sequestro.

Anche quest’anno è tutto pronto per la quarta edizione del “Cammino della Memoria, della Verità e della Giustizia” inserito negli ambiti del Memorial Day, un evento che il Sap organizza dall’anno successivo alle stragi di Capaci e Via D’Amelio. Il Cammino della Memoria, della Verità e della Giustizia parte ogni anno da San Pietro a Roma dove i pellegrini, dopo la Santa Messa, si avviano a piedi per oltre 400 km, arrivando in Puglia a Monte Sant’Angelo, sede del Santuario di San Michele Arcangelo, protettore della Polizia di Stato. Il tutto in un percorso di silenzio, riflessione e ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per i bene del Paese e della collettività.

Contemporaneamente ai pellegrini, gruppi di ciclisti chiamati “Staffette della Memoria”, partono in sella alla propria bici da ogni parte d’Italia, incrociando i camminatori a Monte Sant’Angelo.
Le Staffette della Memoria arriveranno anche a Taranto, sede della segreteria provinciale del Sap guidata dal segretario provinciale Arnaldo Di Michele, martedì 14 maggio, dove alle ore 9.30 si concentreranno presso la stele dedicata ai caduti della Polizia di Stato presso la caserma D’oria, sede del XV Reparto Mobile per una breve sosta di riflessione e confronto per commemorare le vittime del dovere. Interverranno il Vicario del Questore dr. Semeraro Gennaro, il Cappellano Don Santo Guarino e il Dirigente del Reparto Mobile di Taranto, dr. Giuseppe Caramia.
Successivamente partendo alla volta di Ostuni, le staffette faranno tappa presso i commissariati di Grottaglie alle ore 11.00, e Martina Franca alle ore 13.00. Anche qui si terrà una cerimonia commemorativa.
Quest’anno ogni tappa del cammino è dedicata ad una vittima del dovere. La settima tappa dell’11 maggio, è stata dedicata al Carabiniere Angelo Spagnulo, di Monteiasi, morto a 25 anni durante una rapina avvenuta nel settembre del 2005.
Per noi del Sap è dalla memoria che nascono e rinascono ogni giorno, la Verità e la Giustizia.

 

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