Con il dimezzamento dei parlamentari, si è consumato in Parlamento un atto che nei prossimi anni avrà probabilmente conseguenze imprevedibili per le nostre istituzioni.

Vi riporto qui di seguito quello che scriveva Angelo Panebianco sul Corriere della sera di qualche giorno fa "Il progetto 5 stelle di realizzare la democrazia diretta in versione digitale è il depotenziamento massimo della democrazia rappresentativa/parlamentare. La riforma messa in cantiere (la riduzione dei parlamentari) nonchè i penosi argomenti che la accompagnano sui risparmi che deriveranno dal "taglio delle poltrone" sono coerenti con una visione del mondo per la quale i Parlamenti e quello italiano in particolare sono potenziali luoghi di malaffare. Una riforma eversiva nella sostanza e nelle aspirazioni dei 5 stelle". Fin qui Panebianco.

MarioGuadagnoloIl PD e Renzi hanno accettato la proposta dei grillini senza convinzione ma per mero opportunismo (non rompere con i grillini, preservare la stabilità del governo e non andare alle urne per paura di Salvini). Non si sono resi conto della gravità culturale e politica di quello che stavano approvando perchè non hanno compreso il vero spirito con cui i 5 stelle, che sono gli unici ad avere un retroterra e una motivazione ideologica e politica al taglio dei parlamentari, cioè il totale disprezzo della democrazia rappresentativa e parlamentare e l'obiettivo della sua trasformazione in democrazia diretta e digitale secondo il pensiero di Casaleggio padre. Certo i parlamentari nella loro maggior parte non hanno ben meritato in tutti questi anni e questo lo capisco perfettamente ma non si può buttare a mare il Parlamento solo perchè alcuni parlamentari non sono stato all'altezza dell'importanza del loro compito.Io ritengo che Il PD e Renzi abbiano sbagliato a votare questa proposta dei 5 stelle perchè essa è un attacco politico, culturale e ideologico alle istituzioni parlamentari la cui portata non è calcolabile nel breve periodo ma avrà conseguenze nefaste nel futuro. La Lega e Meloni hanno cavalcato come è nel loro stile la pancia e i bassi istinti degli italiani che sono stati nutriti di antipolitica, gli altri partiti impauriti per la reazione della pancia del popolo (quanti danni ha fatto e continuano a fare populismo e demagogia!) balbettano o fanno gli opportunisti.

Una cosa è l'istituzione Parlamento ben altra cosa sono i parlamentari. Insomma non si può buttare via il bambino per buttare via l'acqua sporca.

Finalmente gli attori ministeriali  indicati hanno deciso di convocare il tavolo per mettere a frutto i 90 milioni del Cipe messi in cantiere dai governi Renzi e Gentiloni esclusivamente per il centro storico di Taranto.
Fu, infatti, il ministro Franceschini a febbraio 2018 negli ultimi giorni del governo Gentiloni a firmare questo importante stanziamento per il centro storico della nostra città e già programmato dal Governo Renzi.
Attenzione per il borgo antico - scelto dai governi del PD come nuovo cuore pulsante architettonico, economico e culturale della città - ch e, grazie al concorso di Invitalia  "Open Taranto" e utilizzando i fondi del Cis, ha visto protagonisti i più grandi studi di Architettura europei per ridisegnare la Città Vecchia.
Senza dimenticare le misure per gli altri quartieri, come i 72 milioni per i Tamburi, i 32 per l’Arsenale, e le ingenti risorse presenti nel Cis per tutta la provincia ionica.  
Certo, oggi è alquanto specioso sotto il profilo politico sentire le roboanti dichiarazioni dei parlamentari 5 stelle di Taranto che festeggiano e annunciano questo stanziamento come fosse frutto di questo governo, senza il sincero e umano riconoscimento che si dovrebbe a chi quei 90 milioni ha deciso di metterli e destinarli a questo territorio. 
Finanziamenti veri, cospicui, e specifici. Presenti nei decreti cosiddetti salva Ilva.
Come le risorse per le 50 assunzioni all'Arpa a Taranto, che i governi del PD hanno inserito per questa città e che chiunque verrà dopo ha il dovere di mettere a frutto.
Ci auguriamo che i tanti parlamentari 5 stelle, possano cominciare a raccontarci e promuovere il loro lavoro senza aggrapparsi a quello di chi li ha preceduti. 
Auspichiamo infatti che possa ripartire il Cis ancora fermo. 
L'unica cosa fatta del Cis, infatti, è il taglio dei rappresentanti degli enti locali e l'aumento dei posti ai ministeri, senza però mai convocare questo tavolo o metterci un euro.
Se poi vorranno prendersi i meriti del lavoro e delle scelte politiche, economiche e produttive del PD ben vengano, ma noi staremo in guardia affinché li mettano a frutto per lo sviluppo di Taranto e la crescita di tutti i  cittadini della terra jonica.

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