L’insolito e istituzionalmente scorretto comunicato stampa del direttore generale del Comune – dott. Ciro Imperio - sui rilievi del Ministero al Bilancio, lascia perplessi e suscita alcune riflessioni tutte di segno negativo.

Per affrontare l’argomento in maniera sintetica e andare al cuore del problema – visto che il dg se la prende con l’opposizione consiliare e coi sindacati – diremmo che sembra una riedizione del vecchio (e caro?) stalinismo: aboliamo i sindacati e, soprattutto, eliminiamo le opposizioni. Questo è il “sapore” dell’istituzionalmente scorretto comunicato di un direttore generale.
In particolare gli chiediamo: il direttore generale fa parte della maggioranza politica? Nonostante gli anni, non ricordiamo un comunicato stampa di un direttore generale che risponde all'opposizione e per giunta attaccandola.
Se è vero (come è vero) che un dg è un tecnico e non un politico, esso risponde solo in termini tecnici e come ogni altro dipendente (sì, dipendente) non entra in polemica aperta con le forze politiche di cui non è controparte perché è tenuto ad essere imparzialmente al servizio della cittadinanza.
Chi dovrebbe rispondere all’argomento succitato è l'assessore al Bilancio che in questo caso è il sindaco.
Il dott. Imperio è a Taranto da appena sei mesi: come si permette di giudicare (non conoscendo) le forze d'opposizione se hanno o meno contestato le gestioni 2010-2015 che hanno subito i rilievi? Questa parte d’opposizione l’ha fatto: s’informi! Tutte le nostre contestazioni e le nostre proposte sono rimaste inascoltate e cadute nel vuoto di un’aula che votava per fede (sempre la stessa: di sinistra), per tirare a campare. Esattamente come avviene oggi con la maggioranza che sostiene Melucci. Infatti è cambiato il maestro d'orchestra ma i partiti e molti degli attuali personaggi che sono in consiglio comunale a sostenere Melucci sono gli stessi responsabili di quelle gestioni. Perché invece non riconosce tali responsabilità agli attuali consiglieri di maggioranza che durante l'amministrazione Stefano hanno avallato tutto ciò?
Prendiamo atto che il direttore generale portato a Taranto dal sindaco esprime devozione nei suoi riguardi schierandosi politicamente, ma gli ricordiamo che le forze politiche rispondono ai cittadini e non certo a lui. Piuttosto è il direttore generale che dovrebbe spiegare a noi e alla città come ha fatto il comune ad incassare la bocciatura da parte dei revisori dei conti del bilancio di previsione 2018 avendo assunto un direttore generale al modico costo di 360mila euro in tre anni più oneri accessori.

Nella serata di giovedì 15 si è riunito il Coordinamento cittadino di FI Taranto alla presenza del coordinatore provinciale Michele Di Fonzo e del capogruppo al Comune Giampaolo Vietri per fare l’esame delle vicende anomale che stanno avvenendo al Comune di Taranto.
L’anomalia consiste nella irrituale e antipolitica azione intrapresa dal sindaco pd Rinaldo Melucci il quale, alla ricerca spasmodica di una qualsiasi soluzione alla crisi della sua maggioranza, ha aperto consultazioni non con le forze politiche ma con i singoli consiglieri coinvolgendo persone che, in origine, hanno fatto parte dello schieramento avverso. Persone che, a quanto è dato di sapere, non hanno disdegnato di farsi coinvolgere.
Su questo punto, il Coordinamento cittadino di FI intende rendere chiara la propria posizione in ordine a tre soggetti di questa vicenda.
Il sindaco Melucci appare, sin dall’inizio del suo mandato, inadatto a dare alla città l’auspicata svolta promessa in campagna elettorale per voltare pagina dopo l’esperienza fallimentare di dieci anni di amministrazione di sinistra col sindaco Stefàno. Prima c’è stata la stagione della sudditanza verso il governatore regionale Emiliano giunta sino alla vergognosa assunzione di assessori provenienti dal capoluogo regionale e non solo. Ora assistiamo a un valzer di poltrone con assessori licenziati e deleghe liberate da usare come esca per “pescare” nuovi pezzi di maggioranza. Un’azione politicamente volgare in quanto rivolta alle singole persone evitando di tentare di coinvolgere i partiti e i gruppi.
In questa “pesca miracolosa” vediamo coinvolti – a titolo personale - due consiglieri eletti con i voti dello schieramento opposto a quello di Melucci: l’ex candidata sindaco dello schieramento di centrodestra, Stefania Baldassari, e il consigliere Mimmo Ciraci del gruppo di Forza Italia.
Alla prima abbiamo da dire solo un paio di cose: che i 27mila voti ricevuti nove mesi fa non sono un patrimonio personale ma di tutti i partiti e le liste di centrodestra uniti in un progetto e in un programma comune alternativo a quello del centrosinistra di Melucci; e che il da lei ventilato “laboratorio politico” e un’antica espressione della peggiore Prima Repubblica coniata sin dagli anni Settanta per giustificare “mostri politici”.
Al nostro consigliere Ciraci, che va a consultarsi col sindaco senza avvertire né il suo capogruppo, né il coordinatore cittadino, né quello provinciale, diciamo che speriamo di non dovergli augurare buona fortuna visto che ha ormai deteriorato i rapporti di rispetto e di fiducia alla base di ogni rapporto umano prima che politico.

Maria Francavilla, candidata di Forza Italia al Senato nel Collegio uninominale di Taranto, interviene sulla politiche a sostegno del commercio.

Secondo la candidata di Forza Italia al Senato nel collegio di Taranto «la vitalità del commercio è basilare per la nostra economia. Le saracinesche aperte sono un segnale di benessere e di futuro. Al contrario, quando le saracinesche si chiudono e per sempre, un pezzo della nostra vita muore e le città si impoveriscono».

«Prendete, per esempio, il caso di una via di Taranto – denuncia Maria Francavilla – cara a tutti gli abitanti della nostra provincia, Via Principe Amedeo. Dove un tempo brillavano luci e si faceva economia, una landa desolata, vetrine rotte e saracinesche abbassate. Quasi il segno di questi vent’anni di malgoverno delle sinistre che non hanno saputo difendere il commercio dalle insidie della crisi ma anche dalle concorrenze sleali come quella dei commercianti cinesi che spesso hanno invaso senza regole e senza leggi il nostro territorio».

La candidata di Forza Italia al Senato nel collegio di Taranto lancia un forte messaggio di speranza: «nonostante tutto il nostro commercio mostra una grande abnegazione e forza di volontà nel vincere le sfide. Spesso soli e senza sostegni reali hanno saputo diversificare progetti e iniziative andando ad intercettare i nuovi gusti e tendenze di un pubblico sempre più attento a spendere bene i propri soldi».

«Oggi a livello legislativo bisogna sostenere il settore – ribadisce Maria Francavilla – puntando su due aspetti prioritari: un sistema fiscale meno oppressivo e più equo e la sicurezza delle nostre strade e piazze. Il centrodestra punta su questi elementi assolutamente identificativi del nostro programma. Meno burocrazia e più sostegni reali in un concetto diverso anche del modo di concepire il rapporto con le città».

Su questo aspetto la candidata al Senato di Forza Italia invita poi a una riflessione: «oggi infatti il più bel centro commerciale resta il centro storico delle nostre città, piccole e grandi. In una visione finalmente innovata, in un contesto di arredi urbani di qualità, in una dinamica complessiva di momenti artistici e ludici, le botteghe piccole e grandi troverebbero più dignità e appeal facendo economia reale e, conseguentemente, creando occupazione stabile».

«In questo senso – conclude Maria Francavilla – il mio impegno sarà sostenere in Senato tutte quelle misure idonee a facilitare la vita del commercio che resta prioritario in una visione finalmente non più monoculturale del nostro sviluppo».

Maria Francavilla, candidata di Forza Italia al Senato nel Collegio uninominale di Taranto, interviene sulla politiche a sostegno della famiglia.

«Sempre meno culle: negli ultimi anni nel nostro Paese – denuncia Maria Francavilla – abbiamo assistito a un costante calo delle nascite che ha portato a un saldo in negativo tra natalità e mortalità».

Secondo la candidata di Forza Italia al Senato nel collegio di Taranto «questo è il risultato dell’assenza di politiche di largo respiro a sostegno delle famiglie volte ad incentivare seriamente la natalità, in particolare dando fiducia nel futuro alle giovani coppie che devono sentirsi sostenute dallo Stato nella crescita e nella educazione scolastica dei loro figli».

Chi ha governato il Paese negli ultimi cinque anni ha invece realizzato solo azioni spot, come il bonus una tantum di 800 euro alle neo-mamme, interventi che danno solo un aiuto nell’immediato, ma che poi lasciano soli i genitori ad affrontare i mille problemi che crescere un figlio comporta.

«Quando sarò eletta – dice Maria Francavilla – lavorerò al Senato per studiare azioni strutturali e prolungate nel tempo a sostegno della genitorialità, come la creazione di una rete di asili nido degna di questo nome, strutture presso cui le famiglie possano lasciare i figli piccoli con fiducia e serenità. Penso che debbano essere anche potenziate le capacità dei reparti pediatrici, in modo che si possa aumentare le prestazioni e i servizi in ambito pediatrico inclusi dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini gratuitamente».

«Lo Stato – afferma Maria Francavilla – deve far tornare agli italiani il desiderio, e la possibilità, di mettere serenamente al mondo dei figli!».

Negli ultimi la società è cambiata e con essa la famiglia, mutazioni di cui la Politica deve tenere conto, come l’allungamento dell’età media della vita che ha reso sempre più importanti quelle figure che, in ambito familiare, mostrano forte attenzione agli altri, dai nonni ai caregiver, cioè coloro che si prendono cura di persone più anziane di loro, come i genitori ancora in vita, o malati o soggetti comunque bisognosi di aiuto.

«Lo Stato deve varare misure legislative atte a riconoscere l’importanza e valorizzare l’operato di queste figure che – ha concluso Maria Francavilla ­– assistendo nell’ambito familiare i loro cari, svolgono una funzione sociale di assoluta importanza e, allo stesso tempo, riducono l’intervento delle strutture sanitarie e del welfare pubblico. Dobbiamo sostenere questi cittadini esemplari nel loro grande impegno quotidiano».

L’iniziativa dell’Arciconfraternita del Carmine di portare una meravigliosa mostra di arte sacra e devozione popolare nella nostra città e nella chiesa simbolo della nostra tradizione, è meritevole di elogi ma anche di ulteriori riflessioni.

La mostra “Facies Passionis – i volti della Passione” ha fatto registrare ben diecimila visitatori certificati da un puntuale rilascio di tagliandini numerati (la diligenza dei confratelli è proverbiale) ad ogni ingresso. Numeri giustificati dalla straordinaria bellezza dei simulacri venerati dalle comunità di tutta la Puglia, ma anche dal valore profondo della devozione per questi “Vangeli visivi”, nonché artistico perché datati dal ‘600 sino ai primi del ‘900 e di autori celebri. 

Corale è stata, certamente, la partecipazione dei tarantini, che in ogni caso hanno dato una non consueta animazione al Borgo; ma in quei diecimila visitatori dobbiamo leggere anche il grande flusso di confratelli o semplici cittadini di tutta la Puglia pervenuti a Taranto in occasione di questa mostra. Centinaia di visitatori che hanno visitato anche le vie del “salotto cittadino”, i posti di ristoro, e anche alberghi e bed&breakfast (gli accompagnatori delle statue forestiere hanno giocoforza soggiornato in città nei quattro giorni).
Facciamo rilevare tutto questo perché il Direttivo cittadino di Forza Italia Taranto, fra le varie problematiche, sta affrontando prioritariamente quello dello sviluppo di un settore mortificato come il turismo e il commercio: il secondo molto dipendente dal primo. Attività queste che non possono più essere affidate a sogni irreali di sfruttamento turistico di scogli occupati da costruzioni abusive; di zone “turistiche” trasformate in vicoli dove non si può neanche parcheggiare e a volte è difficile persino transitare; di strutture di turismo campeggistico perennemente occupate da “stanziali” e in cui non c’è posto per chi è di passaggio.
Crediamo, invece – dalla nostra ottica chel’Arciconfraternita,intelligentemente
guidata, ha indicato con questa iniziativa una direzione che a noi sembra quella più giusta: la via della cultura, della tradizione, delle radici.

La strada giusta è quella di creare sempre più occasioni perché Taranto – senza trascurare interazione con le preziose realtà della sua provincia – si proponga come città e territorio attraente. 

E’ evidente che in tanti debbano fare la propria parte, a partire dalle istituzioni (senza vacui trionfalismi) e da tutti gli organismi della società, non esclusi i partiti. Forza Italia, indipendentemente dalla campagna elettorale, proprio in questi giorni sta proseguendo il suo lavoro di studio della realtà e di ricerca delle soluzioni per il bene comune.

Antonio Biella - Coordinatore cittadino Forza Italia Taranto

Allora è deciso: quello tarantino è “il Natale più lungo d’Europa”.

Chi l’ha deciso non si sa: sarà il “Comitato Centrale del Partito X”; sarà il Grande Fratello orwelliano
(non quello della Ilary Blasi); forse l’Unesco, chiamato a farne patrimonio
dell’umanità. Chiedo venia per l’ironia, ma è difficile trattenerla quando qualcuno
suona la grancassa su un assolo di flauto traverso. Il problema è che l’assessore
ferrarese - che chissà quando avrà visto un altro Natale tarantino – spara, con una
sua nota, una “grandeur” che appare eccessiva. Oltre al “titolo” non ancora iscritto
nel libro dei primati, l’assessore Tilgher parla anche di “una organizzazione,
dobbiamo dirla (se lo dice da sé, notate – ndr) più o meno impeccabile”; e, ancora,
di “un sito internet risultato fra i più consultati nell’ultimo periodo” (a livello
provinciale, regionale, europeo?). E per fortuna che – sempre nella nota stampa –
l’assessore ammette che “I dati sono ancora in lavorazione”. Si suppone che
quando la lavorazione sarà completata avremo un altro concerto di grancassa,
magari con conferenza stampa...europea.
E siccome il giorno dopo l’Epifania è destinato a certi bilanci, è intervenuto anche il
presidente Confcommercio, Antonio Giangrande che affronta l’argomento più
generale del turismo nell’anno 2017. E’ vero che Taranto segna due dati positivi: il
4,2 per cento in più degli arrivi e il 4,6 per cento in più dei pernottamenti; ma è vero
anche che siamo il fanalinodi coda della Puglia. I dati davvero buoni - purtroppo per
noi tarantini – li hanno fatto Bari, Lecce e Bat con rispettivamente il 13, il 10 e il 7
per cento in più degli arrivi; e l’11, il 10 e l’8,5 per cento dei pernottamenti.
Attenzione, non solo gli aumenti altrui in percentuale sono il doppio o il triplo dei
nostri, mava valutato anche il valore di partenza: a parità di aumento (ad es. il 10%)
se parto da cento avrò un aumento di dieci; ma se parto da dieci avrò un aumento
di uno.
Colpa del fato? Giangrande è fortunatamente realista e indica con chiarezza i
problemi di Taranto e della sua provincia. “Sono evidenti – scrive il presidente
Confcommercio – alcuni importanti ritardi strutturali e infrastrutturali: inadeguatezza
dei trasporti e difficoltà dei collegamenti; offerta ricettiva alberghiera limitata;
carenza di strutture congressuali e nautiche”. Sembra di ascoltare un programma di
Rai Storia. Se aggiungiamo che per i canalid’informazione nazionale (lo ricorda​
Giangrande, noi lo diciamo da sempre) “Taranto è ancora e
solo la città dell’Ilva e dei veleni”; e persino l’assessore al
marketing Tilgher ammette che in futuro ci vorrebbero “accorgimenti” legati ai parcheggi, ai trasporti e alla ricettività; si capisce
che occorre lavorare seriamente per vedere dei risultati importanti, non
briciole sulle quali costruire spartiti da grancasse.
Per dirla tutta, la città di Taranto e i tarantini, con dieci anni di Amministrazione di
sinistra alle spalle, e i primi pallidi e controversi mesi di nuova Amministrazione
comunale sempre di sinistra, hanno niente da ridere e ben poco da sorridere. E i
tentativi di vendere “miracolosi unguenti” al popolo sprovveduto ci fa paura.

Antonio Biella - Coordinatore Cittadino Forza Italia Taranto

Tutto ciò che è stato raccolto nei giorni scorsi, grazie ad una raccolta benefica promossa
dal coordinatore cittadino di Forza Italia, Antonio Biella, è stato consegnato nella mattinata
di sabato alle suore missionarie del Sacro Costato nelle mani di suor Donatella.

Erano presenti tra gli altri, oltre a Biella, il coordinatore provinciale Michele Di Fonzo, e il
consigliere comunale Gianpaolo Vietri. Un momento emozionante che ha visto al centro la
carità cristiana che si concretizza con gesti tangibili in vista dell’imminente Natale.
Biella tra l'altro ha detto: "La copiosa raccolta di viveri, indumenti e giocattoli che i forzisti di
Taranto hanno compiuto - grazie anche ad amici non appartenenti al partito ma che
hanno voluto partecipare - ha più significati. E' certamente anche un gesto politico nel
momento in cui "osiamo" guardare ai poveri di casa nostra. Ma prima di ogni cosa è un
gesto che ci ricollega al vero senso del Natale: donare se stessi ai fratelli.
Sull'insegnamento del Divin Bambinello, che si fece dono per noi, proviamo a portare doni
concreti impegnandoci anche a donare il nostro tempo e il nostro impegno al servizio degli
altri". Di Fonzo ha anche assicurato “la disponibilità a stare vicino alle suore del Sacro
Costato per qualsiasi necessità e percorrere con loro un piccolo tragitto a favore delle
famiglie più bisognose tarantine”.
Dunque un gesto rivolto alle famiglie più bisognose della Città Vecchia, e non sono poche,
che vivono in condizioni di estremo bisogno a cui va la massima attenzione. Mamme che
non hanno di che sfamare i propri figli, che non hanno di cosa vestirli e proteggerli dalle
basse temperature invernali. Famiglie alloggiate in case niente affatto confortevoli,
insomma in condizioni di stremo disagio, un gesto di vicinanza affinché il Natale possa
essere anche per loro un po’ più sereno. Un gesto che ha inteso affiancare i tanti sforzi
profusi da suor Teresina che da anni si adopera per queste famiglie.


Comunicato stampa

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