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Sabato 22 settembre 2018, l’asta di beneficenza “Paisiello in pittura”, giunta alla sua seconda edizione, ha continuato con successo a perseguire il suo obiettivo.

Nata due anni fa per volontà del Maestro Pino Forresu, direttore artistico dell’Ateneo della Chitarra e delle Arti, la manifestazione, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Giovanni Paisiello” consiste in un’asta di beneficenza di prestigiose opere pittoriche di artisti locali, il cui ricavato viene investito in borse di studio da assegnare agli studenti più meritevoli e bisognosi del Conservatorio tarantino, permettendo loro, così, di continuare il proprio percorso di studi musicali.

«In Italia, negli ultimi anni, studiare è diventato sempre più difficile e costoso, quindi la possibilità di sostenere dei ragazzi che incontrano delle difficoltà è molto importante. Abbiamo ospitato questo evento con orgoglio e con onore, anche perché è dedicato agli studenti del Paisiello. Ne approfitto per ringraziare il Maestro Pino Forresu per l’impegno che continua a offrire per questo nostro Istituto, nonostante sia in pensione da qualche tempo. Lui è stato una delle colonne del nostro Conservatorio per tanti anni e continua ad esserlo anche dal di fuori, dando una mano tutte le volte che può.» Dice il M° Gabriele Maggi, direttore dell’ISSM “Giovanni Paisiello” di Taranto.

Il chiostro del convento di San Michele, che ospita la sede del Conservatorio, è diventato per una notte una piccola galleria d’arte all’interno della quale alcuni talentuosi artisti locali, come Franco Clary, Simona Giorgi, Laura Maniscalco, Rosanna Martemucci, Mimino Miccoli, Anna Maria Peluso, Enza Sibilla, Damiano Vecchio e il celebre tenore Nicola Martinucci, hanno potuto presentare alla collettività alcuni “assaggi” della loro attività artistica.

«I quadri sono opere offerte con estrema generosità da Maestri molto importanti, disinteressatamente e in linea con questa prospettiva. Sono opere molto interessanti. Alcune sono opere eccezionali. Il prezzo che viene proposto nell’asta è simbolico. Sono quadri che valgono molto di più. Tutto in direzione dell’obiettivo proposto dal Maestro Forresu. E’ una bella iniziativa. Spero ci siano altre edizioni e mi auguro una partecipazione totale da parte di tutta la cittadinanza e dell’amministrazione comunale, perché è una manifestazione che riguarda i tarantini. I tarantini devono essere orgogliosi di avere un Conservatorio come quello che abbiamo a Taranto e devono fare di tutto perché questo salga ai più alti livelli possibili.» Ha dichiarato il giudice dott. Massimo Brandimarte, che ha condotto l’asta coordinata dalla prof. Adriana Venturi.

I quadri presentati hanno rappresentato quella simbiosi tra musica e pittura con una così grande partecipazione emotiva, tanto da realizzare una inaspettata fusione di due arti in una.

Questa simbiosi è stata favorita anche da una straordinaria cornice musicale che ha visto protagonisti alcuni bravissimi allievi del Conservatorio Paisiello, come i pianisti Daniele Chiappini e Giuseppe D’Elia e la Paisiello Street Band, che ha aperto l’evento con una piccola “parata” tra le strade della città vecchia, con un vasto repertorio musicale tra classico e moderno.

I quadri saranno visibili nel chiostro del Conservatorio Paisiello anche nei prossimi giorni. Se volete sostenere una buona causa e avere un pezzo di pregio nel vostro salotto, questa è l’occasione migliore!

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Paisiello cerca casa. La sua casa, in piazzetta Monteoliveto, a Taranto, città vecchia, dove nacque e visse durante l’infanzia.

La cercano per lui i custodi delle sue memorie. Primo fra tutti Paolo Ruta, il presidente degli Amici della Musica «Arcangelo Speranza», da anni in prima linea affinché quella dimora, per lungo tempo abbandonata all’incuria e al degrado, possa finalmente diventare una Casa-Museo dedicata al grande compositore che tutta l’Europa del Settecento acclamò. L’occasione per rilanciare il tema si presenta durante la sedicesima edizione del Giovanni Paisiello Festival che gli Amici della Musica dedicano al genius loci con la direzione artistica di Lorenzo Mattei. Mercoledì 12 settembre (ore 18), negli Salone degli Specchi di Palazzo di Città, è in programma la tavola rotonda «Un museo per Paisiello» alla quale intervengono alcuni referenti istituzionali dell’amministrazione comunale, principali interlocutori nella realizzazione di quest’auspicabile intervento, visto che l’immobile è di proprietà del Comune di Taranto.

Porterà i saluti dell’amministrazione il vicesindaco, Valentina Tilgher, poi si susseguiranno gli interventi degli assessori comunali alla Cultura, Fabiano Marti, e ai Lavori Pubblici, Massimiliano Motolese, quelli dell’architetto Augusto Ressa e di Angelo Pascual de Marzo, che porterà l’esempio di Casa Piccinni a Bari. E, naturalmente, anche Paolo Ruta dirà la sua sulla vicenda di Casa Paisiello diventata una storia infinita, se si pensa che già nel 1931 Roberto Imperatrice lanciò la proposta dalle colonne della Voce del Popolo riprendendo un’idea lanciata alla fine dell’Ottocento da numerosi comitati sorti a Taranto e Napoli.

Proprio partendo dall’idea di Imperatrice, nel corso degli ultimi anni Paolo Ruta ha raccolto in giro per il mondo effigi, incisioni, litografie, disegni, acqueforti, miniature e cimeli riguardanti Paisiello, oltre ad aver acquisito copie manoscritte di alcune arie d’opera, libri, monete commemorative e quasi tutte le incisioni discografiche dedicate alla musica di Paisiello. Un patrimonio di documenti e memorabilia che Ruta auspica possano presto diventare il nucleo di partenza per “arredare” Casa Paisiello, magari con le importanti testimonianze custodite nella Biblioteca Acclavio (libretti d’opera, quadri raffiguranti il compositore, effigi pregiate, i bozzetti del monumento a Paisiello disegnato da Nino Franchina) e quelle conservate nell’Istituto musicale Paisiello e nell’Archivio di Stato.

Intanto, Ruta e gli Amici della Musica continuano a mantenere viva la memoria del grande compositore con il festival a lui intitolato. La sedicesima edizione pone al centro il duello tra Paisiello e Rossini. E la “resa dei conti” tra gli autori di uno stesso Barbiere di Siviglia avverrà ancora una volta sul terreno comico con la rappresentazione de Le gare generose di Paisiello il 14 e 15 settembre e de La cambiale di matrimonio di Rossini il 25 settembre, prima opera di un autore diverso dal compositore tarantino ad essere allestita al Giovanni Paisiello Festival, manifestazione sostenuta da Mibact, Regione Puglia, Comune di Taranto, con il patrocinio della Provincia di Taranto e il supporto degli sponsor Conad, Caffè Ninfole, Basile Petroli e BCC di San Marzano di San Giuseppe.

Biglietti in prevendita su www.liveticket.it - Info 099.7303972 - www.giovannipaisiellofestival.it

Nel corso del concerto dell' 1 Maggio Libero e Pensante è intervenuto anche Cesare Veronico, coordinatore di Puglia Sounds e organizzatore di Medimex, l’International Festival & Music Conference, divenuto ormai da qualche anno un' appuntamento di riferimento per il mercato musicale italiano che vuole connettersi con la scena internazionale.

Quest'anno la Fiera si svolgerà a Taranto dal 7 al 10 giugno 2018.

Ospiti d'eccezione saranno i Kraftwerk (7 giugno) e i Placebo (8 giugno), che si esibiranno ciascuno in un concerto sulla Rotonda del Lungomare di Taranto.

Alla domanda di Oraquadra.com in merito al coinvolgimento dell'Istituto Superiore di Studi Musicali Giovanni Paisiello all'interno della manifestazione, Cesare Veronico ha risposto positivamente: «Il Conservatorio Paisiello è già coinvolto. In esso si terranno la "Scuola dei Mestieri della Musica" e il "Song Writing Camp", nel quale giovani autori di buon livello avranno la possibilità nel giro di 3-4-5 giorni di scrivere dei brani insieme ad autori affermati. Chi vincerà il camp avrà un contratto con la Sony e tutto questo si terrà nel conservatorio».

L'ISSM Paisiello diventa, ancora una volta, un protagonista di rilievo nel panorama musicale locale e nazionale.

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Iniziativa dell’assessore alla cultura, Francesco Sebastio, per avviare un percorso condiviso e partecipato di sviluppo culturale. L’invito è rivolto a istituzioni territoriali, enti, associazioni di categoria e Comuni limitrofi per giovedì 15 marzo 2018 alle ore 10,00 alla sede dell’Assessorato alla Cultura in Palazzo Pantaleo.

Non manca nessuno nel suo elenco tra quelli che a vario titolo possono contribuire al processo di produttività culturale che non deve riguardare solo Taranto né può essere portato avanti dalle singole istituzioni o con saltuarie e disarticolate iniziative ed episodici interventi, ma richiede un approccio integrato e trasversale. L’assessore Sebastio, in tema di cultura, sostiene a buona ragione che occorre lavorare su seria ed articolata programmazione che deve necessariamente fondarsi sulla collaborazione e sulla condivisione di tutti gli enti istituzionali: la Soprintendenza di Lecce/Taranto, la direzione del MArTA, l’Università, l’Istituto Superiore di Studi Musicali Paisiello, la stessa Marina Militare, che custodisce e rende fruibili veri tesori architettonici, artistici e naturalistici, fra i quali rientra non solo, come è ovvio, il Castello Aragonese, ma anche la zona dell’Arsenale destinata ormai a museo di archeologia industriale, l’isola di San Paolo, la zona circostante l’Ospedale Militare Marittimo. E tra questi l’assessore ricorda anche il ruolo importantissimo svolto dall'Istituzione Ecclesiastica, che custodisce e conserva complessi di enorme rilevanza architettonica, artistica e letteraria, all'interno ma anche all'esterno della Città Vecchia, fornendo un enorme contributo al settore.
“Quando si parla di cultura- spiega l’amministratore della giunta Melucci- non solo di una città ma di un intero territorio, si deve evidenziare anche il ruolo fondamentale assunto dai numerosissimi gruppi e associazioni che, magari basandosi essenzialmente sul volontariato e utilizzando scarsi mezzi economici, portano comunque avanti un discorso che interessa i più svariati settori, da quello letterario a quello delle arti figurative ed ancora a quello delle arti musicali, teatrali, cinematografiche. Nel breve tempo trascorso da quando ho assunto l’incarico assessorile ho constatato l’esistenza di un magma effervescente di associazioni e gruppi di ogni genere e ho già verificato l’entusiasmo con il quale tali soggetti cercano, in mezzo a mille difficoltà, di portare avanti il loro discorso culturale. Sto contattando- continua Sebastio- enti e associazioni e sto creando un archivio di dati che possa fornire una adeguata conoscenza di tali soggettività. Per avviare un percorso completo sul tema della nostra cultura è necessario e indispensabile includere anche quelle individualità che non appartengono ad enti pubblici o associazioni private, ma della cui presenza e contributo non può farsi assolutamente a meno.” Diversi momenti di incontro e di confronto con enti pubblici, organizzazioni private e singoli rappresentanti del mondo della cultura saranno calendarizzati per predisporre le linee guida ed operative che consentano l’avvio di una serie di programmi culturali “Il tutto- sottolinea l’assessore non nell'ottica di un confuso e populistico assemblearismo, ma in un quadro di partecipazione seria, qualificata e non dilettantistica. In definitiva, si deve riconoscere che la cultura è uno degli elementi fondativi della società e le sue problematiche non possono essere affidate, per la loro soluzione, a singoli soggetti e a singole Istituzioni, ma presuppongono, invece, uno stretto rapporto di condivisione e di partecipazione”.

Perché il direttore del Paisiello, dott. Maggi, continua a fare dell’allarmismo sulle sorti dell’Istituto Musicale Tarantino?

-Con il DM 1005, già registrato dalla Corte dei Conti il 30gen.2018, sono stati assegnati al Paisiello 351.319€ per il 2017 a cui si aggiunge un’altra quota di 438.171€ sempre per il 2017, per un totale di 789.490€ (vedi allegato);

-Con la norma definitiva in Legge di Bilancio 2018, si avvia la procedura di Statizzazione.

Perché così “impaziente” dopo un lungo silenzio? Perché il capo dell’Istituto invece di tranquillizzare i docenti, gli studenti e le loro famiglie sul “futuro certificato” del Paisiello, da’ sfogo ad una siffatta e reiterata comunicazione allarmistica in tandem con il Presidente della Provincia?

A giugno scorso con un emendamento si sancì la procedura di Statizzazione e a Dicembre u.s. la definizione con i relativi Decreti, grazie al gruppo Pd alla Camera ed ai miei emendamenti e della collega Duranti, grazie ai Sindacati Confederali e soprattutto all’impegno della Ministra Valeria Fedeli.

Senza “strombazzamenti” il Paisiello è stato salvato ( grave sarebbe stato il contrario).

Eppure non sembrarono contenti il management del Paisiello ed il Presidente della Provincia ne’ a Giugno ne’ a Dicembre, anzi annunciarono i licenziamenti per mancanza di fondi.

…e allora direttore Maggi, come si dice in maniera popolare: “a che gioco stiamo giocando con il Presidente della Provincia?”

Forse “Lor Signori” non sanno che una norma di legge e un Decreto di assegnazione di risorse finanziarie sono Intangibili?

...e allora, “cui prodest” l’agitazione?

Io sono stato in continuo contatto con il Capo di Gabinetto del MIUR a gennaio perché il Decreto fosse rapidamente emesso e in questi giorni per la accelerazione dei trasferimenti finanziari.

Forse, un capo di Istituto dovrebbe operare allo stesso modo....nell’interesse dei docenti,degli studenti e loro famiglie. Ma questa è la mia opinione.

Vico: “Si smetta montare un fumus su una situazione che sta procedendo nel suo percorso. Il Paisiello era salvo e lo sapevamo! Ma la campagna elettorale incombe e a qualcuno fa comodo far emergere come nuove notizie già date”.

È quando dichiarato dall’on. Ludovico Vico in seguito alle dichiarazioni del presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, il quale dà a credere che a sbloccare i fondi destinati all’Istituto Musicale ionico, sarebbe stato il suo incontro informale di ieri con i dirigenti del ministero per la pubblica istruzione.

“Come annunciato a dicembre – ricorda l’on. Vico -, quando la ministra Valeria Fedeli firmò il decreto ministeriale del MIUR con il quale venivano stanziati 7,5 milioni di euro per l’avvio della procedura di statizzazione degli Istituti superiori musicali non statali e le accademie non statali di belle arti, nella ripartizione di 5 milioni di tali fondi, al Paisiello di Taranto sono stati assegnati risorse finanziarie per il prosieguo dell’anno accademico, ammontanti in circa 440mila euro. Cifra nettamente superiore a quella consuetamente erogata, pari a 300mila euro. La Corte dei Conti, infatti, ha approvato il decreto alla fine di gennaio e nella giornata di oggi il direttore generale del Miur ha provveduto a trasferire i 440mila euro stanziati a dicembre. I restanti 2,5 milioni, come fu detto, sono stati assegnati e suddivisi in base alle criticità. Stando proprio alle criticità, nella suddivisione di tali fondi è rientrato anche il Paisiello, per il quale fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, verranno impegnati circa 300mila euro per l’anno 2018”.

“Forse – conclude l’on. Vico - la statizzazione non è proprio cara a tutti, in quanto non si spiega il perché invece di trasmettere tranquillità agli studenti e alle loro famiglie, si è voluto montare un fumus, coinvolgendo in maniera inutilmente allarmistica anche loro. Il Paisiello era già salvo, le procedure erano state attivate ed ora stanno procedendo nel loro corso. Ieri, bontà sua, ne ha preso atto anche il presidente della Provincia, Tamburrano. Con l’auspicio che un certo tipo di politica la smetta di strumentalizzare i ragazzi, auguro agli allievi dell’istituto un buon prosieguo dell’anno accademico”.

Anche quest’anno il “Comitato per la Qualità della Vita” ha organizzato l’evento “La Città chiede l’Università: Stati Generali del Sistema Universitario Jonico”.

Il 3 febbraio scorso, il Salone degli Specchi di Palazzo di Città ha visto relazionare alcuni dei docenti del polo universitario jonico: il prof. Gaetano Dammacco e la dott.ssa Maria Rosaria Piccinni dell’Università "Aldo Moro" di Bari,il prof. Giuseppe Pascazio del Politecnico di Bari, la prof.ssa Marinella Sibilla della LUMSA, il dott. Nicola Cardellicchio del CNR di Taranto e il M° Flavio Manganaro dell'Istituto Superiore di Studi Musicali Paisiello di Taranto.

L’Istituto Musicale tarantino ha animato l’evento con l’esibizione del docente di canto lirico M° Antonio Stragapede, accompagnato al pianoforte dall’allievo del Conservatorio Valerio Carnazza.

Nel corso della manifestazione, il M° Flavio Manganaro, vice-direttore dell’ISSM “Paisiello”, ha parlato del difficile momento che I’istituto sta attraversando nell’ultimo periodo:

«La situazione del Paisiello è critica. Il primo marzo l’Istituto o chiude o viene statizzato. In questi ultimi mesi, a causa del ripetersi di situazioni emergenziali continue si è creato un effetto di minor efficacia delle istanze presentate. Si è proceduto a soluzioni “ponte” che, nelle more della statizzazione, dovevano garantire la sopravvivenza dell’Istituto, attraverso finanziamenti dei quali si è fatta carico la regione e il Governo, attraverso l’intervento della sottosegretaria, la senatrice D’Onghia.

Tutto nasce nel 1999 con la Legge 508, che trasformava i Conservatori di Stato e gli Istituti Musicali pareggiati, come il nostro, in Istituti Superiori di Studi Musicali, rimandando l’eventuale statizzazione dei pareggiati (i non statali) a norme da approvare in seguito. In realtà un taglio mascherato da riforma, con specificità da salvaguardare di difficile definizione e che corrisponde a una riduzione per tutti, mentre invece la chiusura di 18 ISSM non statali è un bel risparmio. La Legge 508 rimandava a decreti attuativi.

Negli anni si è parlato a lungo di una fantomatica statizzazione e, nei disegni di legge che si sono succeduti negli ultimi anni, essa veniva saldata al problema del riordino.

L’elemento decisivo è stato il Decreto Legislativo n. 50 del 24 aprile 2017, coordinato con la legge di conversione n. 96 del 21 giugno 2017, che risanava la situazione debitoria degli enti locali e nel quale la ministra Valeria Fedeli ha inserito un emendamento (l’articolo 22 bis) che statizzava una parte degli Istituti pareggiati (quelli in sofferenza), da lei individuati in pubblica seduta nella Commissione 7ª del Senato (istruzione pubblica, beni culturali). Fra questi vi era il “Paisiello” come una delle priorità assolute.

Sono passati 7 mesi e non sono stati attivati i decreti attuativi, in quanto, nel frattempo, l’operazione non è sfuggita agli altri Istituti pareggiati. Lo dico con dolore, perché sono convinto che il discorso sulle sinergie del territorio è fondamentale in un settore così sottovalutato nella prospettiva di sviluppo, come quello della cultura e dell’istruzione.

Ci sono Istituti pareggiati, retti da comuni e non da province, che non hanno subìto il taglio derivante dalla legge Del Rio sulle province e che non hanno problemi di sopravvivenza. Anzi, per i loro bilanci ricevono i contributi straordinari del Ministero, che per noi vuol dire la sopravvivenza ma per loro è un lusso in più.

L’operazione che mira ad estendere la platea degli statizzati a tutti gli altri Istituti è stata fatta congelando l’applicazione del 22 bis.

Infine la legge finanziaria 2018, ha esteso la statizzazione a tutti i 18 Istituti, aumentando la copertura fino al fabbisogno necessario. Questa piccola variazione dell’articolo 22 bis, che lo estende a tutti gli Istituti pareggiati, fa perdere al “Paisiello” la priorità assoluta di questo processo.

Nel calderone della realizzazione operativa della statizzazione di tutti gli Istituti, questo comporta dei ritardi, delle lungaggini, se non una volontà amministrativa di rallentare questo processo. Esso avrà corso solo coi decreti attuativi che, per una legge in vigore da poco più di un mese, è ragionevole che ci voglia del tempo per farli. Il problema è che questo tempo gli altri ce l’hanno, ma il “Paisiello” no.

Tecnicamente, il groviglio giuridico amministrativo è che il primo marzo, a causa della mancanza di risorse, la provincia riattiverà la procedura di mobilità. I docenti non potranno insegnare e l’Istituto dovrà chiudere i battenti.
Non sfugge a nessuno che questo possa diventare un precedente clamoroso nel pubblico impiego e nella storia italiana. Una violazione del diritto allo studio.

La situazione è questa. Ultimamente sono uscite soluzioni miracolistiche. Negli ultimi tempi, sulla base di questi decreti legislativi, ci sono stati incontri ai più alti gradi con capi di dipartimento, direttori generali e mai uno straccio di verbale.
Se non mettono una firma sul decreto attuativo che dà inizio al processo di statizzazione, l’Istituto chiuderà e Taranto acquisterà un altro primato negativo, perdendo un altro dei suoi pezzi pregiati.».

GIUSEPPE GALLO

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