Non possiamo che esprimere soddisfazione per la convocazione del 18 dicembre del tavolo istituzionale di sviluppo in maniera permanente.
È stato raggiunto un primo importante obiettivo, reso possibile grazie al lavoro di pressione posto in essere dal Partito Democratico a tutti i livelli oltre che dal Comune di Taranto.
Infatti, nei giorni scorsi la presenza di Maurizio Martina e successivamente del Segretario Nicola Zingaretti, nonché l'incontro della delegazione del PD ionico con il Presidente dei senatori PD Marcucci hanno avuto come denominatore comune la necessità che le risorse presenti nel Cis, oltre un miliardo di euro, fossero effettivamente spese.
Va precisato, infatti, che nell'anno del governo giallo verde questo strumento si è riunito una sola volta ripercorrendo il solido lavoro fatto dall'allora Ministro De Vincenti, ma senza avanzare dal punto di vista sostanziale.
Oggi è arrivata la decisione condivisa di attivare un tavolo permanente per Taranto, che potrà essere la risposta giusta alle necessità della nostra comunità ionica.
Inoltre, le maggiori risorse per l'Arsenale, la nuova linfa per il Marta, l'efficientamento della caratterizzazione della Città Vecchia sono alcune delle ulteriori direttrici che andranno implementate.
Finalmente, si riparte con maggior vigore per Taranto e per la sua provincia.
Noi saremo al fianco del Comune e di rutti gli attori che sapranno cogliere al meglio le opportunità di questo strumento messo in campo dai Governi Renzi e Gentiloni ed oggi finalmente fatto proprio dal Governo Conte 2.

Io rispetto quei militanti del PD in questo loro delicato e travagliato momento politico.
Ho  vissuto nel 1976 un passaggio analogo ed ho dovuto scegliere.
Una parte importante del mio partito, della mia vita, il MSI lasciò la casa comune per fondare Democrazia Nazionale. Tra di essi i miei "padri" politici: Luca Giannotte e Clemente Manco.
Al congresso provinciale di Mottola del MSI l'avv. Giannotte non venne. Aveva scelto per il nuovo partito. Io ci andai, delegato della sezione di Grottaglie, con altri, e venimmo guardati con sospetto. Sapeva, l'allora segretario provinciale Salvatore Fallone, quanto fosse importante l'avvocato Giannotte per noi. Ma noi avevamo scelto di non lasciare casa nostra e quando qualche poveretto si permise di apistrofare gli scissionisti con l'epiteto di "traditori" noi, missini tra missini, ci ribellammo.
Ci mancò poco per la rissa.
Eravamo al Ranch Hotel di Mottola, lo ricordo bene.
Uscii in un atrio e piansi, piansi tirando pugni al muro.
Era doloroso dover scegliere ma bisognava scegliere, ed io scelsi senza mutare l'ammirazione per Luca Giannotte e Clemente Manco e tanti altri maestri che tentavano una strada diversa dal MSI, sempre nello stesso campo. A destra.
Ecco perché rispetto e chiedo rispetto per i militanti del PD.
Io ci sono passato.

La Festa de l’Unità 2019 quest’anno è nata in un momento molto particolare e delicato per il Partito Democratico ma soprattutto per l’Italia.

Dopo 15 mesi di governo gialloverde che hanno trascinato il Paese in una perenne campagna elettorale di odio e rabbia verso gli ultimi, si è vista tutta l’inconcludenza e liinutilità della proposta sovranista e populista di destra.
Dopo i “pieni poteri” chiesti da Salvini, gli anticorpi democratici della nostra Costituzione hanno permesso di far “abbassare la febbre” indice della malattia di cui si stava ammalando il nostro Paese e contro la quale è nata proprio la nostra Carta: il neofascismo e l’intolleranza.
La crisi d’agosto, frutto anche della bramosia di potere di una destra che non si vergogna di rappresentare in Parlamento movimenti di ispirazione fascista come Casapound e Forza Nuova, ha portato alla nascita di un nuovo Governo, frutto dell’alleanza tra il M5S e il Pd. Un’alleanza nata per scongiurare quel pericolo ma che si pone come prospettiva più ampia quella di risolvere i problemi che da troppo tempo attanagliano l’Italia.
Un Governo che guarda all’ambiente, ai lavoratori, alle nuove generazioni, alla parità di genere in tutti i settori. Inevitabilmente l’attenzione degli italiani, compresi noi grottagliesi, è su questo nuovo governo, all’apparenza disomogeneo ma composto da partiti i cui elettorati hanno chiesto, in diverse occasioni, di cambiare veramente il Paese insieme.
Iniziamo le tre serate venerdì 13 settembre quando il Partito cittadino discuterà del futuro della città partendo dalle sue origini, il centro storico, il volano per far spiccare il volo alla nostra Grottaglie esaminando anche l’annoso problema di far coincidere “movida” e vivibilità dei cittadini residenti. Ci confronteremo non solo con esperti urbanisti come gli architetti Romandini e Lopalco, ma anche con cittadini, imprenditori e associazioni per comprendere le problematiche e le potenzialità del centro storico.
Sabato 14 settembre, invece, discuteremo con uno dei protagonisti della crisi d’agosto, il Senatore Dario Stefano che, in qualità di vice capogruppo al Senato, ha partecipato in prima persona alle consultazioni con il Presidente della Repubblica Mattarella e con il Presidente del Consiglio incaricato Conte per la nascita del nuovo governo.
Infine, ultima, ma non per importanza, domenica 15 settembre sarà con noi il neo Ministro dell’Agricoltura, la senatrice Teresa Bellanova, che sarà intervistata dal direttore di TarantoBuonasera, Enzo Ferrari. Teresa Bellanova ha assunto un incarico fondamentale, soprattutto per il meridione, essendo l’Italia, ai primi posti nel settore agroalimentare e dovendo fronteggiare il problema della Xylella che sta flagellando il settore olivicolo-oleario e i nostri ulivi secolari.
Saranno tre giorni di dibattiti interessanti e approfonditi ma anche di divertimento con gli spettacoli musicali e danzanti che si svolgeranno a seguire.
Invitiamo tutta la cittadinanza a discutere e a divertirsi insieme a noi il 13, 14 15 settembre. Vi aspettiamo.

 

Lo scorso martedì  2 luglio, il Tribunale di Taranto sezione penale, nella persona del giudice dottor Francesco Maccagnano, ha assolto perché il fatto non sussiste, un giovane imprenditore Grottagliese, dall’accusa di stalking in danno dell’ex segretario del Partito Democratico della Città delle Ceramiche Paolo Annicchiarico. La vicenda, sorta a seguito della denuncia sporta dal politico, sarebbe scaturita dalla pubblicazione di una serie di post ad opera del giovane imprenditore sulla propria pagina Facebook, in cui avrebbero etichettato con l’epiteto Trim un proprio non meglio identificato cronico debitore. In quella allocuzione offensiva si sarebbe riconosciuto l’ex segretario del partito democratico Paolo Annicchiarico, in virtù di alcune voci di debito maturate negli anni dal partito dallo stesso diretto, nei confronti dell’imprenditore, il quale aveva gestito il service relativo all’organizzazione di feste dell’Unità cittadine.
La difesa del giovane imprenditore, l’avvocato Massimo Saracino, con produzione documentale e testimoniale, ha fornito la prova che i post pubblicati su Facebook dal proprio assistito non erano in alcun modo riferibili all’uomo politico che si era sentito offeso, bensì a tutt’altra persona.
I fatti risalgono all’anno 2016. Ora spetterà all’imprenditore assolto valutare la possibilità o meno di proporre a sua volta denuncia per calunnia nei confronti dell’ex segretario Paolo Annicchiarico.

Oggi negli ospedali pugliesi vengono serviti pasti a dir poco mediocri, a volte freddi e scotti e soprattutto in stoviglie di plastica. Il futuro certamente non sarà più roseo. Molte incognite si celano dietro la gara unica regionale voluta dal presidente Michele Emiliano. La paura di servire ai degenti un pasto surgelato non è del tutto scongiurata in quanto le cucine interne che non avevano l’agibilità non sono state oggetto di nessun lavoro di adeguamento e messa a norma. Quindi tutto questo ci fa pensare che l’ipotesi dei centri cottura esterni non sia stata mai abbandonata. Viviamo in una terra baciata dal sole dove si coltivano prodotti d’eccellenza che variano dai cereali alla frutta e verdura e si ha il coraggio di parlare di cibi surgelati ?
Pensate, se i pasti fossero preparati in ospedale, oltre a servire pietanze più gustose e più nutrienti, potremmo azzerare i costi e addirittura guadagnarci centinaia di milioni di euro all’anno. Se un paziente mangia meglio, va a casa anzitempo e, visto che un posto letto costa mediamente 800 euro al giorno. Da noi la scusa è assolutamente banale, pare che non si possa fare perché manca la volontà di internalizzare gli operatori che svolgono attualmente il servizio e che molte cucine ospedaliere non sono utilizzabili non avendo l’agibilità, ma com’è possibile? Vuol dire che dobbiamo dichiarare inagibili tutti gli ospedali che le contengono? La verità è, evidentemente, un’altra, si fa più business appaltare alle ditte esterne utilizzando centri cottura esterni e con l’utilizzo del cook and chill e il fresco caldo, della sostenibilità ambientale, della gradevolezza dei cibi e sul risparmio delle giornate di degenza, dei pazienti in corsia e dei lavoratori, a questa politica non gliene importa assolutamente nulla.
Il 27 marzo l’UE dice addio alla plastica monouso : dal 2021 saranno aboliti piatti, bicchieri e posate. Perché non giocare d’anticipo ? perché non utilizzare il sistema del Sant’Orsola di bologna ? abolendo il monouso ha già abbattuto i costi come? Facciamo un piccolo esempio : un piccolo ospedale da cento posti letto uno dei tanti della provincia pugliese calcolare quanta plastica da smaltire è semplicissimo.
Far bisogno giornaliero 600 piatti 200 tris di posate 200 bottigliette d’acqua in un mese i numeri cominciano ad essere importanti 18000 piatti, 6000 tris di posate e 6000 bottigliette ( tranne le bottigliette tutto il resto va in discarica ) e se aggiungiamo l’occorrente per la prima colazione i numeri aumentano. Già da diversi anni l’ospedale Sant’Orsola ha adottato il sistema delle cucine interne formando con cura il personale operante ma soprattutto il PLASTIC FREE, in collaborazione con l’università degli studi dell’alimentazione piatti gustosi e soprattutto genuini facendo accordi con i tanti produttori della zona ( il famoso KM 0 ) gestendo in proprio il personale e gli acquisti ha abbattuto i costi portandoli alla soglia delle 14 euro al giorno servendo pietanze gustose.
Mense Ospedaliere, imitiamo il modello Sant’Orsola, fa bene alla Salute e alle nostre tasche.



Finalmente gli attori ministeriali  indicati hanno deciso di convocare il tavolo per mettere a frutto i 90 milioni del Cipe messi in cantiere dai governi Renzi e Gentiloni esclusivamente per il centro storico di Taranto.
Fu, infatti, il ministro Franceschini a febbraio 2018 negli ultimi giorni del governo Gentiloni a firmare questo importante stanziamento per il centro storico della nostra città e già programmato dal Governo Renzi.
Attenzione per il borgo antico - scelto dai governi del PD come nuovo cuore pulsante architettonico, economico e culturale della città - ch e, grazie al concorso di Invitalia  "Open Taranto" e utilizzando i fondi del Cis, ha visto protagonisti i più grandi studi di Architettura europei per ridisegnare la Città Vecchia.
Senza dimenticare le misure per gli altri quartieri, come i 72 milioni per i Tamburi, i 32 per l’Arsenale, e le ingenti risorse presenti nel Cis per tutta la provincia ionica.  
Certo, oggi è alquanto specioso sotto il profilo politico sentire le roboanti dichiarazioni dei parlamentari 5 stelle di Taranto che festeggiano e annunciano questo stanziamento come fosse frutto di questo governo, senza il sincero e umano riconoscimento che si dovrebbe a chi quei 90 milioni ha deciso di metterli e destinarli a questo territorio. 
Finanziamenti veri, cospicui, e specifici. Presenti nei decreti cosiddetti salva Ilva.
Come le risorse per le 50 assunzioni all'Arpa a Taranto, che i governi del PD hanno inserito per questa città e che chiunque verrà dopo ha il dovere di mettere a frutto.
Ci auguriamo che i tanti parlamentari 5 stelle, possano cominciare a raccontarci e promuovere il loro lavoro senza aggrapparsi a quello di chi li ha preceduti. 
Auspichiamo infatti che possa ripartire il Cis ancora fermo. 
L'unica cosa fatta del Cis, infatti, è il taglio dei rappresentanti degli enti locali e l'aumento dei posti ai ministeri, senza però mai convocare questo tavolo o metterci un euro.
Se poi vorranno prendersi i meriti del lavoro e delle scelte politiche, economiche e produttive del PD ben vengano, ma noi staremo in guardia affinché li mettano a frutto per lo sviluppo di Taranto e la crescita di tutti i  cittadini della terra jonica.

Anche il Partito Democratico della provincia di Taranto ha organizzato iniziative in piazza e per strada nei giorni di venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 aprile in occasione della campagna nazionale "Per la nuova Europa". 
Il 26 maggio voteremo per eleggere il nuovo Parlamento europeo. C'è chi l'Europa la vuole distruggere e chi, come noi, la vuole rinnovare e cambiare profondamente a vantaggio delle persone.
Per questo saremo nelle piazze e nelle strade dei comuni jonici nei prossimi giorni. 
Di seguito riportiamo alcune delle principali iniziative:
Venerdì 5 aprile
Taranto-Tamburi, piazza antistante Chiesa S. Francesco De Geronimo, dalle 10,00 alle 12,00.
Sabato 6 aprile
Taranto, via Di Palma altezza OVS (ex Coin), dalle 10,00 alle 12,00.
Taranto-Tamburi, piazza antistante Chiesa S. Francesco De Geronimo, dalle 10,00 alle 12,00.
Taranto, mercato Fadini, dalle 10,00.
Martina Franca, piazza XX Settembre, dalle 18,00 alle 21,00.
Avetrana, piazza Giovanni XXIII, dalle 18,00.
Domenica 7 aprile
Castellaneta, piazza Umberto, dalle 10,00.
Martina Franca, piazza XX Settembre, dalle 10,00 alle 13,00.
San Marzano, piazza Milite Ignoto, dalle 10,00.
Marina di Ginosa, piazza Indipendenza, dalle 10,00.
Taranto-Lama, piazza Regina Pacis e via Sciabelle, dalle 10,00. 
Crispiano, piazza Madonna della Neve, dalle ore 11,00.

A seguito della conferenza stampa il gruppo consiliare alla Provincia di Taranto del Partito Democratico ha presentato una interrogazione urgente per conoscere gli atti amministrativi che il Presidente della Provincia di Taranto dott. Gugliotti intende intraprendere.
A parere del Partito Democratico, infatti, ci sono tutti i presupposti per annullare in via di autotutela gli atti di autorizzazione posti in essere da chi è stato investito dalle ultime vicende giudiziarie.
Emanuele Di Todaro, Consigliere provinciale del PD ha affermato: "Chiediamo senza indugio al Presidente di farci conoscere i suoi intendimenti. Sono ormai passate due settimane dai primi risvolti della inchiesta T-rex senza che il Presidente della Provincia abbia posto in essere alcun atto. La questione ci preoccupa molto e chiediamo trasparenza e chiarezza per rispetto delle comunità coinvolte dalle autorizzazioni in questione."
Inoltre, il Segretario provinciale Giampiero Mancarelli ha dichiarato: "È ormai improcrastinabile porre in essere gli atti di annullamento in via di autotutela delle autorizzazioni firmate dal dirigente coinvolto nella inchiesta T Rex. Il silenzio che ormai pervade da due settimane la Provincia di Taranto comincia a diventare inquietante. Ci aspettiamo parole chiare e nette dal massimo rappresentante della Provincia. Da più parti amministratori, associazioni e singoli cittadini chiedono una azione di buon senso. Non rispondere e rimanere inerti non è più consentito per nessuna ragione. Attendiamo un riscontro immediato a questa sollecitazione riservandoci come Partito di iniziare una mobilitazione nelle comunità coinvolte."

Vico: “Il Governo italiano lede la sovranità nazionale, la sovranità dell’Unione Europea ed il suo futuro”

Lo scorso martedì 19 marzo il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo in Aula a Montecitorio, dichiarò: “Come ho avuto modo di precisare pubblicamente, non è un accordo internazionale, non crea vincoli giuridici; se lo dovessi definire da un punto di vista tecnico, lo definirei un'intesa programmatica che, ribadisco, pur non dando luogo a impegni giuridicamente vincolanti, delinea obiettivi, principi, modalità di collaborazione nell'ambito dell'iniziativa Belt and Road”... “Attenzione, il perimetro del Memorandum of understanding sulla Belt and Road è squisitamente economico-commerciale, non mette minimamente in discussione la nostra collocazione euro-atlantica”.

ORA, VEDIAMO DI CAPIRCI QUALCOSA: il Presidente del Consiglio Conte dice che il “Memorandum of understanding” non è un trattato internazionale, non è un accordo vincolante; si tratta di un'intesa quadro, insomma una cosa, un accordo che non vale molto. Allora che cos’è?

SCUSI, Presidente CONTE, lei ci vuol far credere che il Presidente Xi Jinping viene da Pechino qui, in Italia, per firmare un accordo che non vale niente?

Allora come stanno le cose? Se il Memorandum of understanding (l’accordo) non ha nessun valore vincolante, È ESATTAMENTE QUESTO IL PROBLEMA sig. Presidente Conte.
Se si firma un accordo che non è vincolante, che non produce immediatamente alcun vantaggio economico-finanziario e logistico, non produce alcun “deal”, non produce un affare tra imprese, non prevede la reciprocità tra Italia-Cina...vuol dire che il valore del Memorandum è esclusivamente politico. I cinesi sono venuti a firmare un accordo che non li vincola in niente, di contro aggiungeranno un paio di bandierine al progetto geopolitico di Xi JinPing (la “Belt an Road Initiative” ovvero il progetto di sviluppo e commercio globale che riguarda 70 Paesi per un valore complessivo, a regime, di 1 trilione di dollari): l’Italia diventa l’unica potenza industriale del G7 che aderisce alla BRI; l’Italia si dissocia dall’ Unione Europea che ritiene la iniziativa cinese della BRI contraria alla Agenda UE in ordine alla “ liberalizzazione del commercio perché spinge l’equilibrio di potere a favore delle aziende cinesi sovvenzionate”, ovvero l’assenza di “reciprocità”.

Il Memorandum - documento non vincolante sul piano legale - è quindi una scelta politica e geopolitica del Governo Italiano, alquanto avventurosa, incerta e preoccupante soprattutto per la sovranità nazionale, per la sovranità della Unione Europea ed il suo futuro.

Già senza alcun Memorandum di adesione alla BRI, le partecipazioni cinesi nelle aziende industriali italiane - in questi anni - sono entrate consistentemente ed in maniera esponenziale nella Pirelli, FCA, Telecom Italia, Enel, Generali, Terna, Ansaldo Energia, CdP Reti, agroalimentare F.Berio, Krizia, Esaote biomedical etc.
Nei Porti italiani: il 49% nel terminal di Savona- Vado Ligure, ed ora Trieste e Genova.
Infine nel calcio: Inter e Milan.
Nelle Banche e sul Debito Sovrano...altro capitolo da affrontare in altre occasioni.

Rispetto al mezzogiorno d’Italia il Sottosegretario del Mise, Geraci (coordinatore della task force Cina) alla domanda: “ Che ruolo può avere il Sud nelle nuove vie della seta”; ha così risposto: “ Al momento il Sud non è dotato delle infrastrutture necessarie per essere integrato nell’iniziativa cinese”. ( intervista a Geraci “il Piano dell’Italia per far parte della BRI - Limes nov.2018).

“Le deliranti dichiarazioni del segretario provinciale del Partito Democratico Giampiero Mancarelli, continuano a manifestare la debolezza politica nel quale ha rovinosamente trascinato il PD jonico, riuscendo ad anellare una serie di clamorose sconfitte senza precedenti con modi autolesionistici e perdenti. 

La mia riconferma a Vice Presidente della Provincia di Taranto da parte del neo - Presidente Giovanni Gugliotti è innanzitutto un riconoscimento al lavoro svolto con grande impegno, nonostante le scellerate scelte legislative in campo nazionale in riferimento alle Province. Ho perseguito con successo negli ultimi 15 mesi una nuova fase progettuale che ha messo in campo azioni concrete che hanno portato l’Ente di via Anfiteatro a non perdere una sola opportunità di finanziamento nel settore dell’edilizia scolastica. Un lavoro importante, per il quale ringrazio i tecnici e gli uffici che mai mi hanno negato supporto e collaborazione e che rimane patrimonio comune dell’intera collettività jonica.
Mancarelli permetterà, se tanti di noi giovani amministratori, hanno guardato con interesse al “Patto dei Sindaci” come ad una opportunità importante di rigenerazione della classe dirigente di Terra Jonica e se il candidato eletto Giovanni Gugliotti, rappresenti inequivocabilmente l’uomo giusto per questo percorso.
Ma non solo, al Presidente eletto mi legano comuni origini di appartenenza ed impegno, oltre che una straordinaria stima per come negli ultimi anni si è saputo distinguere nel ruolo di primo cittadino della comunità castellanetana. Infine, non sfugga a nessuno che il neopresidente avrebbe potuto scegliere il proprio vice soltanto tra i consiglieri attualmente componenti la massima assise provinciale, per la quale, ricordo, si tornerà alle urne il prossimo gennaio.

Per tale occasione elettorale non esiterò a sostenere lealmente il Presidente Gugliotti nel percorso da lui stesso preannunciato di valorizzazione dei Sindaci e degli amministratori jonici.
Questa proposta politica è, di fatto, ad oggi, l'unica novità che può evitare il ritorno di vecchie logiche e personaggi politici che, invece, dopo l'ultima esperienza elettorale, devono considerare concluso il proprio percorso politico.
In merito alla mia conferma alla Vice Presidenza della Provincia plaudo al garbo istituzionale dei Sindaci, ed in particolare del Sindaco Quarto di Massafra, che hanno anteposto l'efficacia del funzionamento dell'ente Provincia fino alla fine del mandato, a veti e censure preconcette.
Al segretario provinciale del Partito Democratico Giampiero Mancarelli consiglio un periodo di sano recupero psichiatrico, manifestando anche la mia personale e proverbiale disponibilità all’ascolto.
Sono sempre stato altruista e generoso con gli altri.”

dott. 

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