Svelata la grossa sorpresa all’interno della ventottesima rassegna Ico OMG in programma al teatro Orfeo. Due grandi pianisti, repertorio infinito, cifra improvvisativa sconfinata, uniti da “divertentismo” e guizzo ironico. Da non perdere.
Stefano Bollani e Hyung-Ki Joo, due grandi pianisti di statura internazionale per uno spettacolo straordinario, unico, venerdì 29 maggio 2020, Stagione orchestrale 2019/2020 in collaborazione con il Comune di Taranto, partner istituzionali Regione Puglia e MiBAC, Ministero per i Beni e le Attività culturali. Nella recente conferenza stampa di presentazione svoltasi a Palazzo di Città, alla presenza dell’assessore Fabiano Marti, il direttore artistico dell’Orchestra della Magna Grecia, Piero Romano, aveva fatto cenno a una ulteriore sorpresa all’interno della ventottesima Stagione. Ecco, dunque, svelati i nomi: Bollani e Joo, due fra gli artisti più “corteggiati” del panorama musicale internazionale.
Due artisti che si “spiegano” da soli. La tecnica elevata dei due pianisti non si discute. Per loro “parlano” le centinaia di concerti in tutto il mondo. I due spaziano con disinvoltura da un genere all’altro sempre con risultati straordinari. Valore aggiunto negli spettacoli di Bollani e Hyung-Ki Joo: la cifra ironica, il sano divertimento applicato a pop, rock, jazz e classica. Dunque, due grandi artisti per un appuntamento che ha tutti i crismi dell’eccezionalità. E bene ha fatto l’Orchestra a portarsi “a casa”, al teatro Orfeo, una coppia di musicisti di grande richiamo.
Stefano Bollani, noto al grande pubblico per concerti jazz con grandi della musica internazionale e per le numerose trasmissioni televisive e radiofoniche, di cui è spesso autore, inizia a studiare pianoforte all’età di sei anni ed esordisce professionalmente a quindici. Dopo il diploma di conservatorio e una breve esperienza nel mondo del pop (Raf e Jovanotti, fra gli altri), suona alla Town Hall di New York, il Barbican di Londra, la Scala di Milano, la Salle Pleyel di Parigi.
Centinaia i concerti con Enrico Rava (tredici album). Collabora con Richard Galliano, Bill Frisell, Gato Barbieri, Sol Gabetta, Phil Woods, Lee Konitz, Pat Metheny e Chick Corea. E’ il secondo musicista, dopo Antonio Carlos Jobim, a suonare un piano a coda in una favela. In ambito classico si esibisce come solista con orchestre sinfoniche al fianco di direttori come Zubin Mehta, Kristjan Järvi, Daniel Harding, Antonio Pappano e Riccardo Chailly. Con quest’ultimo incide “Rhapsody in Blue” e “Concerto in Fa” di Gershwin (Disco di platino, 70.000 copie vendute).
A teatro collabora con Claudio Bisio, Maurizio Crozza, Giuseppe Battiston, Marco Baliani, la Banda Osiris e Lella Costa. In tv è ospite di Arbore in “Meno siamo meglio stiamo” (Raiuno) e ideatore, autore e conduttore di “Sostiene Bollani” (Raitre) e “L’importante è avere un piano” (Raiuno), improvvisazioni e musica dal vivo.
Hyung-Ki Joo, acclamato come “uno degli esseri umani dotati di più grande talento”, pianista e compositore anglo–coreano, ha conquistato il grande pubblico di ogni angolo del mondo. Billy Joel lo scelse per gli arrangiamenti e l’incisione dei brani di musica classica per l’album “Fantasies and Delusions”, per mesi nella classifica di Billboard per diciotto settimane.
Nato in Inghilterra da genitori sudcoreani, ha conseguito i diplomi di laurea e master alla Manhattan School of Music. Come solista si è esibito con la London Philharmonic, la Royal Philharmonic, Seoul Philharmonic, KBS e la Warsaw Symphonia.
È uno dei membri fondatori del trio pianistico Dimension. Suoi partner di musica da camera sono stati Lidia Baich, Michael Collins, Gervase de Peyer, Martin Frost, Nobuko Imai, Monika Leskovar, Janine Jansen, Mischa Maisky, Julian Rachlin e Radovan Vlatkovich. Insieme con il violinista Aleksey Igudesman, Hyung-ki Joo ha travolto il mondo con spettacoli straordinari, combinando la musica classica con la cultura popolare e dando vita a spettacoli comici seguendo le impronte di artisti come Victor Borge e Dudley Moore.

Toccherà al Consiglio regionale trasformare in legge le due pdl presentate dal consigliere regionale Gianni Liviano, quella per fare della Settimana santa pugliese patrimonio immateriale della Regione Puglia e quella sul benessere equo e sostenibile, che nel primo pomeriggio di oggi sono state definitivamente approvate all'umanità dalla IV commissione consiliare (quella sulla Settimana santa) e dalla II commissione (quella sul benessere equo e sostenibile.
Giungono finalmente al traguardo due proposte di legge "presentate per valorizzare i nostri riti pasquali e per provare a migliorare, mi riferisco alla pdl sulla Bes, la qualità della vita dei pugliesi", spiega il consigliere Liviano.
La legge sulla Settimana santa oltre che del consigliere Liviano, che ne è il primo firmatario, porta la firma anche dei consiglieri Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Domenico Di Marcello, Francesca Franzoso, Giandiego Gatta, Nino Marmo, Ruggiero Mennea, Donato e Sabino Zinni. Quella sul benessere equo e sostenibile, che vede sempre Liviano come primo firmatario, è controfirmata anche dai consiglieri regionali Ruggiero Mennea e Enzo Colonna.
"In tutti i paesi della Puglia – spiega Liviano – le processioni di statue, i cortei di donne velate e di uomini incappucciati, di ali di folla silenziose e commosse, di musiche funebri e solenni suonate da bande musicali, animano le strade, richiamano folle numerose e turisti provenienti da molti luoghi. Immagini e suggestioni tipiche della nostra terra che vanno tutelate e valorizzate - continua Liviano – un patrimonio immenso da conoscere da divulgare da valorizzare da conservate nel tempo e da trasmettere soprattutto ai giovani: autentico patrimonio immateriale per la nostra comunità regionale. I Riti tarantini, inoltre, e le loro caratteristiche fanno sì che le processioni del Giovedì e del Venerdì Santo si differenzino da tutte le altre proposte analoghe facendone, com'è riconosciuto da studi specifici che ne riportano le origini al primo millennio, la capofila della pietà popolare nel Meridione d'Italia”.
Sono previsti contributi e finanziamenti per attività di studio e attività culturali legati ai riti della settimana santa, per gli eventi, per percorsi di formazione e approfondimento delle origini della ritualità, per la realizzazione di cd, dvd e app o altro materiale multimediale contenente notizie utili a quanti intendono assistere allo svolgimento degli eventi.
Per il primo anno è previsto un finanziamento di 250 mila euro, per quelli successivi si provvederà nell’ambito delle previsioni nella legge di bilancio annuale e pluriennale.
Per quanto riguarda la proposta sul benessere equo e sostenibile, l'obiettivo, spiega il consigliere regionale tarantino, che si prefigge la proposta di legge "è di definire degli indicatori di benessere equo e sostenibile da includere nella programmazione economica regionale (DEFR) della Regione Puglia e le modalità per la loro individuazione attraverso la costituzione di un Comitato scientifico (Comitato regionale per gli indicatori di benessere equo e sostenibile). Tale proposta di legge vuole rappresentare il primo passo verso la definizione di una Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile coerente con quella nazionale e con l’Agenda 2030 e nasce con lo scopo di valutare il progresso di una società non soltanto dal punto di vista economico ma anche sociale e ambientale. L'analisi dettagliata degli indicatori mira a rendere più consapevoli sui propri punti di forza e delle difficoltà che occorre superare per migliorare la qualità della vita dei cittadini".

 

Dopo un anno di incontri, proposte e proteste del settore e nonostante una legge nazionale con cui si è ribadito ciò che era già chiaro nelle disposizioni normative, la Regione Puglia non ha ancora provveduto ad approvare il protocollo per la produzione e movimentazione di piante specificate in area demarcata a Xylella fastidiosa, costringendo i vivai a mancati guadagni e perdite occupazionali.

 

Il Comitato Fitosanitario Nazionale, infatti, riunitosi più volte nel corso dell’ultimo anno, ha ribadito all’Osservatorio Regionale della Puglia cosa andava fatto e con che modalità, lo dimostrano i verbali stilati ed approvati. La produzione e la commercializzazione di piante specificate in area infetta è liberamente consentita dalla decisione (UE) 2015/789. La decisione vieta il rilascio del Passaporto delle piante all’interno dell’area infetta e le piante che sono state prodotte in area infetta non possono essere movimentate nell’area tampone. Dall’area delimitata non può essere movimentato materiale vegetale di piante specificate e ospiti, verso le aree indenni, salvo che l’azienda vivaistica di produzione, non sia conforme ai requisiti di cui all’articolo 9, comma 2, della decisione (UE) 2015/789 e, in tal caso, esso sarà accompagnato da regolare passaporto delle piante. Infatti, l’analisi sulle piante non è sufficiente a dichiararle indenni dal batterio.

 

“In pratica, nonostante sia trascorso un anno da quando è stata sollevata la faccenda dal Coordinamento Vivaisti Pugliesi, la Regione Puglia non ha incredibilmente ancora concesso i permessi ai vivaisti per produrre e commercializzare all’interno delle zone delimitate – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, esponente M5S della Commissione Agricoltura alla Camera – E ciò non solo dopo le continue rassicurazioni da parte del Comitato Fitosanitario Centrale ma anche dopo che è stato necessario intervenire nella conversione in legge del Decreto Emergenze Agricole ribadendo le disposizioni comunitarie che permettono ai vivaisti nelle zone delimitate di poter continuare a lavorare. Dunque, neppure ribadire l’ovvio è servito a tranquillizzare una Regione Puglia dove continuano a regnare ignavia ed immobilismo. Sono passati oltre venti giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge 21 maggio 2019, n. 44 e gli uffici regionali erano consapevoli della norma da almeno altri ulteriori trenta giorni: tutto questo tempo – prosegue L’Abbate (M5S) – non è stato sufficiente a redigere un protocollo ed approvare una semplice determina per permettere ad un comparto di non dover ancora pagare lo scotto della Xylella fastidiosa. Se il Governatore Emiliano ha deliberatamente deciso di annientare un intero comparto pugliese, peraltro sino ad oggi virtuoso e fiorente, lo dica in maniera chiara. Avrebbe dovuto venire incontro loro con bandi PSR dedicati a quegli operatori che opteranno per gli adeguamenti strutturali necessari per essere riconosciuti siti indenni e invece – conclude il deputato 5 Stelle – è da un anno che non permette neppure ciò che è già stato chiarito a livelli normativi superiori. Cos’altro si aspetta: che chiudano tutti, licenziando il personale? In Sardegna hanno le cavallette, in Puglia abbiamo Emiliano”.

 

Il concorso, destinato ai giovani videomaker dell’Europa mediterranea, è organizzato nell’ambito del progetto Interreg MED TALIA, di cui la Regione Puglia è capofila.

Bari - Un concorso dedicato ai giovani videomaker e alla loro capacità di raccontare le sfumature e le declinazioni della creatività e dell’innovazione sociale nel Mediterraneo, dando voce alle storie dei protagonisti. È il Social&Creative Contest, lanciato da Regione Puglia e ARTI, in collaborazione con Apulia Film Commission, per evidenziare il fermento creativo dei Paesi della sponda nord del Mediterraneo.
Il contest è organizzato nell’ambito del progetto Interreg MED TALIA, di cui la Regione Puglia è capofila, che mira a sperimentare un “modello mediterraneo di innovazione”, in grado di valorizzare le politiche e le pratiche regionali di specializzazione intelligente e di trasmetterlo ai vari territori interessati. L’obiettivo finale è quello di creare una Social&Creative community, una comunità mediterranea sui temi dell’innovazione sociale e della creatività.
Il concorso si rivolge ai giovani videomaker di età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti in uno dei territori beneficiari del Programma Interreg MED (www.interreg-med.eu) e mira a far emergere, attraverso lo strumento del video emozionale, le esperienze e le peculiarità dei singoli territori.
Utilizzando le tecniche più varie (video 360°, video verticali, animazioni, video con smartphone/tablet, ecc.), i partecipanti dovranno raccontare storie di innovazione sociale e creatività del loro territorio, scegliendo una delle tematiche affrontate dalla Social&Creative community o altre declinazioni dei concetti di innovazione sociale e creatività.
L’iscrizione al concorso è gratuita ed è possibile esclusivamente online sul sito della community (https://social-and-creative.interreg-med.eu/), effettuando l’upload dell’opera e compilando la scheda di iscrizione entro le ore 12.00 del 31 luglio 2019.
I video in concorso saranno esaminati da una Giuria, composta da rappresentanti degli organizzatori e della Fondazione Apulia Film Commission, che avrà il compito di definire la graduatoria finale e i tre vincitori sulla base di tre criteri: attinenza ai temi del concorso, innovatività del linguaggio audiovisivo e creatività nella trattazione del tema e nella tecnica realizzativa.
I vincitori saranno invitati a presentare la propria opera in occasione del Forum Mediterraneo della Creatività e dell’Innovazione Sociale, in programma in Puglia il 15 e 16 ottobre 2019. In quell’occasione, la Giuria assegnerà al primo classificato una videocamera 360°, al secondo e al terzo classificati una targa.

Cos’è la Social&Creative community
Guidata dalla Regione Puglia, in collaborazione con ARTI e Innovapuglia, la Social&Creative community coinvolge 11 progetti e oltre 130 tra partner e associati, impegnati nell’analisi e nell’esplorazione delle diverse declinazioni della creatività e dell’innovazione sociale, tra cui coworking, open data, sharing economy, impresa innovativa, design creativo.
Obiettivo della community è sperimentare e applicare un “modello mediterraneo di innovazione”, in grado di valorizzare le politiche e le pratiche regionali di specializzazione intelligente, e trasmetterlo ai vari territori e attori interessati, creando così una comunità europea sui temi dell’innovazione sociale e della creatività.
Il progetto, avviato nel novembre 2016, si concluderà a ottobre 2019.
Per maggiori informazioni sulla Social&Creative community https://social-and-creative.interreg-med.eu/

La Regione Puglia acquisirà, sia da parte della Provincia di Taranto che da parte degli organismi direttivi dell'istituto di Alti studi musicali “G. Paisiello”, tutti gli atti ufficiali (lettere, richieste di incontri e di chiarimenti indirizzate al Miur, interlocuzioni tra i due enti e tra questi e la stessa Regione) relativi all'annosa questione del prestigioso conservatorio tarantino.
È quanto è stato deciso giovedì pomeriggio nel corso dell'audizione, tenutasi in VI commissione consiliare presieduta dal presidente Domenico Santorsola, del presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti, del presidente del CdA e del direttore dell'istituto Paisiello, Domenico Rana e Gabriele Maggi, su richiesta dei consiglieri regionali Gianni Liviano e Donato Pentassuglia.
Lo scopo è quello di impegnare successivamente il presidente della Regione a prendere in carico la questione già a partire dalla prossima seduta del Consiglio regionale. Del resto già in precedenti occasioni la Regione è intervenuta con stanziamenti straordinari per garantire il corretto esercizio del Conservatorio i cui docenti, insieme al personale amministrativo, stanno garantendo lo svolgimento regolare delle lezioni e delle sessioni d'esame pur non percependo da più di quattro mesi lo stipendio.
Sulla questione degli stipendi arretrati, il presidente della Provincia Gugliotti ha ribadito di essere pronto a venire incontro alle esigenze di docenti e amministrativi anticipando le somme necessarie per il pagamento degli emolumenti purché il Miur ne garantisca la rifondazione nel momento in cui diventano operativi gli stanziamenti previsti dal governo per gli istituti musicali, e il Paisiello è tra questi, per i quali è in itinere il processo di statalizzazione.
Per il resto è stato ribadita la necessità di far fronte comune (Provincia, istituto Paisiello, consiglieri regionali e parlamentari tarantini) per portare alla ribalta mediatica la difficile situazione in cui l'istituto di Alti studi musicali si dibatte e per non disperdere una storia ormai novantennale di una istituzione, è stato ribadito durante i lavori della commissione, che è patrimonio regionale e non solo della città di Taranto.
Già a partire da domani Provincia e Paisiello provvederanno ad approntare le rispettive relazioni tecniche da consegnare al presidente della VI commissione perché poi possano essere messe a disposizione dei consiglieri regionali per un'azione incisiva in Consiglio regionale impegnando quest'ultimo a investire dell'intera questione il vicepremier Di Maio in modo che questi possa fornire risposte anche su questa tematica in occasione del prossimo incontro che lo stesso ha programmato a Taranto per il prossimo 24 giugno.
“Ringrazio il presidente Gugliotti e i professori Rana e Maggi per aver accettato di comparire in audizione”, commenta Gianni Liviano in conclusione dei lavori. “Lo spirito di questa convocazione - ha poi aggiunto il consigliere regionale tarantino - è stato improntato sin dal primo momento nel tentativo tutti insieme di fornire risposte e individuare soluzioni possibili e senza l'intento di voler far sedere qualcuno sul banco degli imputati. Novant'anni di storia non possono essere mandati al macero per colpa delle lentezze burocratiche”.
“Siamo soddisfatti - ha sottolineato il presidente Gugliotti - dell'interessamentelo della Regione Puglia a sostegno dell'azione già intrapresa dalla Provincia di Taranto culminata con la nota del 2 maggio. Auspichiamo - ha concluso - che questo fronte comune possa finalmente smuovere il Ministero che dovrà riscontrare la suddetta nota e consentire, finalmente, che la Provincia possa anticipare le somme necessarie al pagamento degli emolumenti arretrati”.
Duro, invece, il commento della consigliera provinciale Francesca Franzoso per la quale Il pressapochismo dimostrato dalla Provincia di Taranto ha avuto il duplice effetto di aggravare, da una parte, la vertenza occupazionale, dall'altra, di fiaccare il prestigio dello storico istituto. Non è possibile - ha poi concluso - rimanere mesi immobili, in attesa della risposta del Ministero, lasciando il Paisiello in balia delle onde. La volontà politica di sostenere l'istituto, con adeguata copertura finanziaria va ribadita e dimostrata con gli atti, come è stato fatto fino ad ora”.
Per il presidente del CdA del Paisiello, Rana, “la dialettica che è scaturita dall'incontro ha dato un buon segnale di partenza di un dialogo che si prospetta costruttivo. Certo I tempi stringenti impongono di fare presto. Comunque - ha poi concluso Rana - il funzionamento dell'istituto non ha prodotto disservizi solo per l'abnegazione e i sacrifici del personale docente e amministrativo che, pur senza stipendio da diversi mesi, continua con il suo lavoro a garantire il diritto allo studio di 600 studenti”.

Bicchieri di carta in Aula consiliare e borracce al posto delle bottigliette d’acqua: il Consiglio regionale della Puglia mette al bando la plastica monouso. È l’impegno assunto dal presidente Mario Loizzo, in apertura del forum “No alla plastica”, nella nuova sede in via Gentile a Bari, secondo appuntamento dell’iniziativa plastic free lanciata dall’Associazione culturale “L’Isola che non c’è” di Latiano, presidente e fondatore il giornalista Franco Giuliano.
Quella contro la plastica, che invade sempre più l’ambiente, è una campagna ecologica che sta crescendo rapidamente (solo un mese fa il primo incontro, a Brindisi, il 22 marzo) e vuole estendersi dalla Puglia alle altre regioni, al Mediterraneo e all’Europa.
Sono ambizioni grandi, quanto il problema che il pianeta deve affrontare. È un tema “assolutamente cruciale”: per il presidente Loizzo “occorre spendere tutte le energie per sottrarre i nostri territori e i nostri mari alla condanna di dover convivere per sempre con la plastica”.
Per degradare un contenitore occorrono cinquemila anni, mille per un banale sacchetto. E la classica bottiglietta in pvc si riduce col tempo in granuli praticamente indistruttibili. Guerra dichiarata perciò, alla plastica e “all’inciviltà di chi deturpa le strade di campagna abbandonando rifiuti di ogni genere, a danno dei cittadini che rispettano le regole e l’ambiente”, ha fatto presente il presidente Loizzo.
L’impegno quotidiano della Regione Puglia, le misure assunte, le strategie per fare argine agli agenti inquinanti e le iniziative per educare e sensibilizzare nelle scuole, sono stati illustrati dagli assessori Gianni Stea (ambiente), Alfonsino Pisicchio (assetto del territorio) - presente anche Mino Borraccino (sviluppo economico) - e dal direttore del Dipartimento ecologia Barbara Valenzano. La Puglia può fare da battistrada, hanno detto, da apripista in tutta Italia e nel Mediterraneo.
Il presidente della Scuola di Medicina del Policlinico, Loreto Gesualdo, ha portato l’adesione dei rettori dell’Ateneo e del Politecnico baresi ed ha messo in risalto i danni arrecati dalla plastica alla salute umana, insistendo sull’esigenza di adottare comportamenti virtuosi che riducano l’impatto sull’ambiente.
A nome dei tanti testimonial che hanno “messo la faccia” sul manifesto #noallaplastica, l’ex presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna si è detto “felice e orgoglioso dei risultati della Regione”. Il Consiglio è stato accanto a “L’isola che non c’è” in tutte le campagne, tanto più in questa battaglia di civiltà contro la plastica. Non c’è tempo da perdere, visto l’esempio dei sette anni di ritardi sulla xylella che avanza. I Comuni si affrettino a dichiarare i propri territori “zona a plastica zero”.
Ambasciatore della campagna e sostenitore da sempre delle iniziative dell’Associazione latianese, Al Bano Carrisi ha chiesto di passare dalle parole ai fatti. “Oltre al dire il passo importante è il fare”, ha detto il cantante di Cellino San Marco, “abbasso la plastica, uniamoci tutti contro questo rifiuto che assedia le piazze e le strade, per colpa della stupidità di qualcuno”.
In conclusione, ha incontrato il consenso del mondo universitario e della Regione, col sì del presidente Loizzo, l’appello di Franco Giuliano a promuovere entro settembre a Bari “una sorta di G20 ‘NO alla plastica’, per avviare una strategia di formazione ed educazione delle Università del bacino mediterraneo, da estendere alla politica dei rispettivi Paesi”.
Appuntamento per tutti al prossimo forum in Albania e poi si si andrà a Sarajevo.

Oggi e domani Regione Puglia e Fondazione "La notte della Taranta" a Mosca.

Il nuovo collegamento diretto Bari-Mosca Vnukovo della compagnia Pobeda Airlines - vettore low cost del gruppo Aeroflot - apre a nuove, grandi opportunità per gli scambi turistici, culturali ed economici tra la Puglia e la Russia. Ad accogliere sulla pista i turisti russi in viaggio sul volo inaugurato oggi, il presidente della Regione Puglia, l’assessore regionale all’Industria turistica e culturale, il vice presidente di Aeroporti di Puglia, insieme a Pugliapromozione, con il tradizionale ponte d’acqua di benvenuto, in collaborazione con i Vigili del fuoco.

La delegazione della Regione Puglia, con il presidente della Fondazione La Notte della Taranta e con il coordinatore della Rete oncologica pugliese, subito dopo, partirà con lo stesso volo per una importante visita istituzionale in Russia organizzata in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Mosca, Enit e Ice.

COLLEGAMENTI DIRETTI BARI-MOSCA: 10.500 PASSEGGERI NEL 2018
Il primo volo inaugurale del 16 aprile della Pobeda Airlines registra le prenotazioni di 101 passeggeri in arrivo da Mosca e 159 da Bari in partenza. Il volo opererà su tre frequenze settimanali (martedì, giovedì e sabato) da oggi sino al 22 ottobre 2019. L’aeroporto di Mosca è quello di Vnukovo.
Lo scorso anno sono stati oltre 10.500 i passeggeri che hanno usufruito del collegamento diretto della compagnia S7 Airlines, con un indice di riempimento che si è attestato a circa il 90%.
L’inizio delle attività della Pobeda Airlines apre nuovi margini di crescita per gli arrivi in Puglia.

TURISMO RUSSO IN PUGLIA: NEL 2018 +28% ARRIVI, + 27% PRESENZE
Il mercato russo, nel settore turistico, presenta elevati margini di sviluppo sia per l’Italia che per la Puglia. I russi, big spender interessati prevalentemente all’offerta artistica/culturale e al buon cibo, stanno allargando i loro orizzonti di viaggio in Puglia: dal 2016 il mercato russo è in costante crescita con una media annuale pari al 10%. In particolare nel 2018, rispetto al 2017 la crescita è stata del +28% per gli arrivi e del + 27% per le presenze. La devozione per San Nicola, il ricco patrimonio culturale, l‘enogastronomia, il gran numero di monumenti storici e le spiagge sono le attrattive più apprezzate dai visitatori russi.

In questi anni vi è stato un impegno incessante della Regione Puglia per favorire gli scambi bilaterali: partecipazione a fiere, workshop e seminari di formazione in Russia, organizzazione di incontri BtoB e di educational tour per giornalisti e tour operator russi, visite istituzionali al massimo livello. Nel 2019 la Puglia ha partecipato a marzo al MITT a Mosca e al Good Time Vision di San Pietroburgo (ci tornerà questa estate, ma a Mosca) e a dicembre, come lo scorso anno, sarà a Buongiorno Italia.

Pugliapromozione è impegnata a sostenere l’incoming pugliese, sempre più sensibile ai mercati esteri che sono quelli che consentono la destagionalizzazione e valorizzano l’offerta turistica per 365 giorni l’anno. La Regione Puglia è interessata ad intercettare le rotte del luxury travel internazionale e di quello russo in particolare. Grazie alla ripresa del turismo russo e ai nuovi voli di linea diretti, gli operatori pugliesi sono ottimisti e si stanno organizzando al meglio per offrire tour culturali e naturali, associati al prodotto balneare, e rispondere al meglio alla richiesta sempre maggiore per le soste in città d’arte grandi e piccole.
A questo si aggiunga l’offerta culturale di eventi promossi dalla Regione Puglia da abbinare all’offerta turistica. Nella primavera/estate 2019, dal mese di aprile fino a settembre, chi verrà in Puglia avrà la possibilità di godere di un cartellone straordinario di eventi che riguardano la tradizione, lo sport, il cinema, l’arte, la musica, la fotografia, la lettura grazie al palinsesto Puglia Events 2019. Secondo questo indirizzo, domani sarà presentata in anteprima nella sede dell’Ambasciata italiana a Mosca la 22esima edizione de La Notte della Taranta, il più grande festival d’Italia e una delle più significative manifestazioni sulla cultura popolare in Europa. Alla conferenza stampa internazionale si sono già accreditati 70 giornalisti.

 

LE RELAZIONI COMMERCIALI TRA PUGLIA E RUSSIA: INTERSCAMBIO +16,6%
L’Italia è di gran lunga il Paese leader in Russia in alcuni settori merceologici, come l’arredamento e calzature di alta qualità, attrezzature per la trasformazione alimentare e macchine per imballaggio e per la ceramica. Dopo il calo del 2014, 2015 e 2016, per le sanzioni internazionali e la svalutazione della moneta nazionale, i rapporti commerciali tra Italia e Russia sono tornati a crescere dal 2017. Secondo i dati delle Dogane Russe a dicembre 2018 si registra una notevole crescita (8,3%) dell’interscambio, pari a 22,9 miliardi di euro, che vede l’Italia attestarsi in quinta posizione come Paese fornitore ed in ottava posizione come Paese cliente. (Fonte Agenzia Ice)

In questo contesto il rapporto tra Puglia e Russia, caratterizzato da un profondo legame culturale e religioso legato al culto di San Nicola, è cresciuto negli anni, anche grazie alle numerose iniziative regionali sia di natura economica che culturale e turistica.
Nel 2018 l’interscambio Puglia-Russia (esportazioni + importazioni) ha raggiunto il valore di oltre 284,3 milioni di euro mettendo a segno una crescita del 16,6% rispetto al 2017. (Fonte Agenzia Ice)

La Regione ha messo in campo moltissime azioni: partecipazioni a fiere, missioni incoming, workshop e seminari. Tra le principali ricordiamo la Partecipazione al doppio appuntamento fieristico dei Saloni WorldWide Moscow e MadeEexpo WorldWide; Missione incoming di operatori russi nel settore Ict per favorire opportunità di collaborazione con le imprese pugliesi; il Protocollo di intesa tra Regione Puglia e Città di Mosca il 24 settembre 2018 al fine di esplorare concrete possibilità di partnership economica, scientifica ed imprenditoriale.

Nel processo di sviluppo di relazioni economiche un ruolo centrale è rappresentato proprio dai collegamenti aerei diretti: in questo contesto Aeroporti di Puglia, in raccordo con l’Amministrazione regionale, ha svolto un’attività fondamentale.

Investimenti russi in Puglia
Lanit Group, leader in Russia nell’Ict, si occupa di sviluppo software per clienti internazionali: nel 2015 ha scelto di aprire la propria sede italiana, Lanit-Tercom Italia Srl, nell’incubatore di Puglia Sviluppo, a Modugno, sia per la posizione congeniale che per il capitale umano formato dalle università pugliesi. Incubata all’interno di Puglia Sviluppo oggi ha una sede a Bari e ha portato in Russia la sua felice esperienza pugliese, favorendo l’avvio della missione incoming per mostrare al mercato russo dell’Ict tutte le opportunità offerte dalla Puglia.

 

IL PROGRAMMA DELLA VISITA ISTITUZIONALE

MARTEDI 16 APRILE
12.20 partenza con volo inaugurale Bari-Mosca.
Arrivo a Mosca e primi incontri istituzionali propedeutici alla giornata di mercoledi.

MERCOLEDI 17 APRILE
10.00 c/o Duma, incontro con la Commissione Sanità della Città di Mosca, istituzioni sanitarie e centri di ricerca
11.30 c/o Moscow international medical cluster, incontro con istituzioni sanitarie
13.00 Centro di ricerca medica
15.00 c/o Duma incontro su scambi culturali
18.00 c/o Ambasciata italiana a Mosca – conferenza stampa “La Notte della Taranta – Concertone 2019”

GIOVEDI 18 APRILE
7.50 partenza Mosca/Bari con volo Pobeda Airlines
10.40 arrivo a Bari

Su proposta dell’Assessore regionale all’Ambiente, Gianni Stea, oggi in Giunta abbiamo approvato, in attuazione del deliberato del bilancio regionale, la somma di 4milioni di euro in favore dei comuni costieri pugliesi per le spese di rimozione dei rifiuti.

In provincia di Taranto giungeranno in totale circa 525mila euro così ripartiti: 57 mila euro circa a Castellaneta, 37 mila a Ginosa, 30 mila a Leporano,14 mila a Lizzano, 69 a Manduria, 45 mila a Maruggio, 36 mila a Massafra, 41 mila a Palagiano, 30 mila a Pulsano, 150 mila a Taranto , 12 mila a Torricella.

Doveroso per l’Amministrazione regionale contribuire con queste somme a rendere più decorose le nostre splendide coste, meta di copiosi flussi turistici soprattutto nella stagione estiva, e favorire così anche lo sviluppo economico delle tante attività commerciali presenti sul territorio.

 

I deputati Cassese e L’Abbate (M5S) chiedono le dimissioni dell’assessore regionale pugliese alle politiche agricole Leonardo Di Gioia: “Nonostante i nostri allarmi sui gravi limiti che il bando presentava, questi sono i risultati. Le conseguenze le pagano gli agricoltori pugliesi”

“Uno spettacolo davvero penoso e imbarazzante quello che ci sta mostrando l’assessore Di Gioia in questi giorni commentando i dati delle aziende agricole pugliesi escluse dal bando regionale per accedere ai fondi del Piano per lo sviluppo rurale, un dato che raggiunge il picco storico del 73%. Ebbene, invece di scusarsi, assumersi le sue responsabilità dirette e dimettersi subito, si arrampica sugli specchi con trovate autoassolutorie, inviando inutili letterine agli agricoltori, pronto a scaricare responsabilità sul TAR se il comparto agricolo perderà i fondi, come probabile”. È quanto dichiarano i deputati pugliesi Gianpaolo Cassese e Giuseppe L’Abbate, esponenti del Movimento 5 Stelle della Commissione Agricoltura alla Camera.

“Se rischiamo di perdere una parte dei finanziamenti così vitale per il comparto agricolo del nostro territorio e se la graduatoria dopo un anno è ancora congelata con ricadute molto negative per il settore, la principale responsabilità è in capo alla Regione Puglia, al suo assessore di Gioia e al Presidente Emiliano – proseguono i due parlamentari 5 Stelle – Hanno fatto un madornale errore licenziando quel bando che faceva acqua da tutte le parti, prestandosi ad una facile falsificazione dei parametri da parte dei richiedenti, come in molti facemmo da subito notare sollevando tutte le criticità che apparivano fin troppo evidenti ma in cambio ricevemmo solo colpevoli rassicurazioni. Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti – concludono Giuseppe L’Abbate e Gianpaolo Cassese (M5S) – con gravi ripercussioni per un settore di grande importanza come quello agricolo, con inevitabili conseguenze anche per tutto l’indotto di beni e servizi non erogati in assenza di finanziamenti”

Gabriele Antonino, il Capogruppo del PRI Brindisi, è intervenuto sulla questione TOSAP. Queste le sue parole:

Avevamo rilevato nei giorni scorsi come la politica di riequilibrio del bilancio comunale posta in essere dalla struttura commissariale e proseguita dalla attuale amministrazione, tutta incentrata sulla vendita dei beni comunali non più essenziali per le finalità dell’Ente, fosse di corto respiro e capace solo di generare entrate una tantum a fronte di un deficit delle casse del Comune che pare essere di carattere strutturale.

Come PRI avevamo sostenuto che meglio sarebbe stato agire sul fronte delle entrate esercitando appieno la capacità impositiva del Comune ma senza aggravare ulteriormente il carico fiscale che già pesa sui cittadini.

A titolo di esempio avevamo indicato la necessita di riscuotere finalmente la TOSAP che dovrebbero pagare i proprietari delle reti e dei servizi che interessano il soprasuolo e sottosuolo comunale.

In coerenza con quanto affermato abbiamo depositato un Ordine del giorno, che dovrebbe essere discusso nel prossimo Consiglio Comunale, con cui si impegna il Sindaco e la Giunta Municipale a dotare l’Amministrazione Comunale di un catasto georeferenziato delle reti e dei servizi al fine di riscuotere nella misura dovuta la TOSAP che deve essere versata dai proprietari di queste infrastrutture.

L’articolo 10 dell’apposito Regolamento, infatti, prevede che siano obbligati a versare la TOSAP quanti occupano il sottosuolo o soprasuolo con cavi, condutture, impianti in genere (camerette, pozzetti, cabine elettriche o telefoniche, ecc.) ed altri manufatti destinati all'esercizio ed alla manutenzione delle reti di erogazione dei pubblici servizi, compresi quelli posti sul suolo e collegati alle reti stesse nonché gli allacci e gli innesti realizzati, anche su richiesta dei privati, a favore degli stessi dai titolari delle condutture principali.

Se solo si pensa che il suddetto articolo stabilisce in circa 100 euro al chilometro la tariffa dovuta e che la città e l’intero territorio comunale sono attraversati da decine e decine di chilometri di cavi elettrici, telefonici e altro tipo di reti ci si rende conto della entità delle possibili entrate.

La realizzazione di un “catasto” di queste reti, oggi inesistente, metterebbe finalmente il Comune nelle condizioni di riscuotere le tasse dovute.

Ma nell’Ordine del giorno è previsto anche che l’Amministrazione si doti di un apposito Regolamento per la concessione del suolo, del sottosuolo e di infrastrutture municipali per la costruzione di reti di qualunque genere.

Oggi accade, infatti, che le società che intendono realizzare questo tipo di infrastrutture agiscano al di fuori di ogni controllo, deturpando i sedimi stradali ed effettuando interventi di ripristino rabberciati che poi costringono l’Amministrazione ad intervenire nuovamente con costi a carico del bilancio comunale.

Senza contare i disservizi causati ai cittadini.

In molti casi, poi, le camerette, i pozzetti, le cabine elettriche e telefoniche vengono installate nei posti più impensabili senza alcun rispetto per le esigenze dei pedoni e spesso rendendo impossibile la deambulazione per quanti sono affetti da disabilità fisiche.

Ci auguriamo, quindi, che l’intero Consiglio Comunale recepisca questi suggerimenti.

Cordialità

Gabriele ANTONINO
Capogruppo PRI

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