Oraquadra giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto - Items filtered by date: Martedì, 01 Maggio 2018

Quando si parla di Taranto, si parla sempre di Ilva e al massimo di Tempa Rossa, ma a Taranto c’è un altro enorme problema altrettanto grave, ma sottaciuto.

La Provincia di Taranto è la provincia in cui viene smaltita la maggiore quantità di rifiuti urbani e speciali di tutta Italia.

Di un milione e mezzo di tonnellate di rifiuti smaltiti in Puglia nel 2016, oltre 1.300.000 tonnellate sono stati smaltiti nella Provincia di Taranto, più dell’80%. Senza considerare le discariche Ilva, gli inceneritori, gli impianti industriali di compostaggio con capacità che vanno ben oltre il fabbisogno provinciale.

I rifiuti provengono dalle altre province e da oltre regione.
Come se non bastasse, negli ultimi giorni abbiamo avuto l’ampliamento della discarica di Grottaglie-San Marzano, l’ampliamento della discarica Italcave di Taranto e Statte, un ulteriore inceneritore di rifiuti speciali a Massafra, la paventata riapertura della discarica Vergine situata tra Lizzano, Fragagnano e Monteparano, già sotto sequestro, e non finisce qui, ci sono anche altri procedimenti di ampliamenti di discariche e aperture di nuovi inceneritori in corso.

Vogliamo essere chiari.
Tutto ciò va ben oltre qualsiasi fabbisogno territoriale!

Siamo oggetto di discriminazione ambientale e sanitaria. Non si capisce perché dobbiamo essere considerati area di sacrificio regionale e nazionale. Oltre ai veleni dell’Ilva, dell’Eni, della Cementir, dobbiamo respirare anche quelli delle discariche e degli inceneritori.

Non devono essere più autorizzati nuovi impianti di smaltimento di rifiuti.

Mai, pur avendolo ripetutamente richiesto, è stato possibile incontrare il Presidente della Regione Puglia.

Per riconvertire economicamente Taranto non si può prescindere dal risolvere il problema dei rifiuti e andare verso un’economia circolare: riduzione, riuso riciclo e recupero, creazione di posti di lavoro puliti, avvio di un’economia virtuosa fondata sul rispetto della salute e dell’ambiente.

Tutto ciò è possibile, ce lo impone anche l’Europa, ma in Puglia è del tutto disatteso.

Proponiamo il ritorno a sei ATO provinciali nella Regione Puglia, in modo che ogni provincia possa gestire autonomamente i propri rifiuti e andare verso un’economia circolare.

Il ritiro della delega alla Provincia per il rilascio delle autorizzazioni sullo smaltimento rifiuti perché un ente non eletto dai cittadini non può decidere sulla nostra salute.

L’approvazione di un’efficace legge regionale sulle emissioni odorigene.

Data la situazione disastrosa della nostra provincia, le decisioni devono essere prese insieme ai cittadini.
Noi siamo qua e attendiamo risposte. 

Published in Ambiente

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