Ci associamo alla rivendicazione delle istanze del comitato C.R.I.T.I.C. riguardo una revisione dei valori ai fini del calcolo dell’I.M.U. sui terreni potenzialmente edificabili siti nel comparto C del P.R.G. di Grottaglie.

I circa 300 proprietari che da qualche anno si trovano ad essere vessati da una imposta su terreni che con ogni probabilità non saranno mai resi edificabili meritano da parte dell’Amministrazione un atteggiamento diverso rispetto a quello che si sta seguendo fino ad oggi.
Nonostante la valutazione di €/mq 24,00 espressa dalla Agenzia delle Entrate sui terreni in oggetto, non solo l’Amministrazione continua a seguire un’impostazione del tutto arbitraria ed opinabile secondo la quale i terreni dovrebbero essere valutati a poco più di €/mq 100,00 ai fini del calcolo dell’IMU, impostazione erroneamente seguita anche dalla precedente Amministrazione, ma mostra tutto il suo cinismo adendo le vie legali per contrastare ogni iniziativa che possa ricondurre la discussione nel solco della ragionevolezza.
Siamo convinti che un terreno solo potenzialmente edificabile non può essere valutato come un terreno in procinto di essere oggetto di piani di lottizzazione o di piani particolareggiati, pertanto la valutazione di €/mq 100,00 è assolutamente fuori da ogni logica.
Mostrando la nostra vicinanza al Comitato appena formatosi, chiediamo anche noi che l’Amministrazione torni a discutere nelle sedi opportune con i proprietari per trovare una soluzione razionale ai legittimi reclami dei cittadini interessati.

Permettetemi di iniziare questa articolo con una chiosa da mamma, non avevo nessuna intenzione di iscrivere mio figlio di due anni all’asilo nido. Non avevo grosse esigenze ma soprattutto non volevo “parcheggiarlo” da nessuna parte.
Ma per fortuna solo gli stupidi non cambiano idea e complici una serie di feedback, alcuni richiesti ed altri arrivati indirettamente, ho fatto questo passo.
Ad oggi posso affermare con assoluta certezza che non potevo fare scelta migliore per mio figlio. Ma andiamo con ordine.
La cooperativa sociale “Futura Rudiae” nasce nel lontano 1986, una legge del tempo che agevolava l’aggregazione di donne in questo tipo di Onlus, permette a Francesca De Angelis, Angela Sasso ed altre sette colleghe di avviare questo progetto meraviglioso (ndr).
Nel tempo vengono meno delle socie e ad Angela e Francesca intorno agli anni 2000 si affiancano Rosalba D’Amore e Chiara Religioso.
Ad oggi la cooperativa consta di 15 nuovi soci che non sono altro che i dipendenti: educatrici ed altre figure fondamentali per la struttura. Oltre al nido d’infanzia “L’Arcobaleno” ed il “Giardino delle meraviglie”, la Futura Rudiae ha da poco in gestione anche il nido comunale “L’asilo dei bimbi” (Campus Savarra), in tandem con un’altra cooperativa.
Sento Angela e Francesca per un’intervista ed entrambe mi confermano che alla base di tutto c’è il loro rapporto di amicizia storica, una forte intesa ed un interscambio di ruoli che permette alla coppia al comando una collaborazione ispirata all’unico obiettivo di formare questi bambini che, aprite le orecchie mamme, vanno all’asilo felici e tornano a casa ogni giorno con una nuova avventura da raccontare.
Ogni anno “Il giardino delle meraviglie”, diviso per età in Pulcini e Coniglietti, prevede un tema per il progetto da portare avanti durante l’anno scolastico. Quest’anno il tema è “La Masseria”!
I bambini quasi ogni giorno hanno un’attività all’aria aperta, la scorsa settimana hanno piantato i pomodori e l’insalata e presto provvederanno alla raccolta. All’inizio dell’anno scolastico hanno piantato le carote, raccolto le olive e le arance. Ma le attività esterne proseguono anche all’interno, hanno ricavato l’olio dalle olive raccolte e del gustoso succo d’arancia dai frutti arancioni. Ogni esperienza è a livello sensoriale, i piccoli tornano a casa ogni giorno con addosso il lavoro che hanno svolto, mie care mamme all’ascolto: I bambini devono anche sporcarsi (ndr).
Inutile dirvi anche che finora, a parte qualche influenza passeggera, questi piccoletti godono di ottima salute.
Alla base di tutta l’attività didattica vi è una forte ispirazione all’asilo nel bosco, ad inizio anno nel corredo dei piccoli è stato incluso anche un completo mantellina-calosce necessario quando fuori piove. I bambini hanno quindi la possibilità di vivere all’aria aperta anche durante una piccola pioggia o quando ha nevicato.
La scuola dell’infanzia privata ma paritaria “L’arcobaleno” prevede durante i tre anni attività di vario tipo, sempre ispirate alla formazione ottimale dei piccoli allievi che al termine del ciclo scolastico dovranno poi vedersela con la scuola elementare. I piccoletti terminano i tre anni, addirittura, con infarinature di pre-grafia e pre-calcolo.
Ho raggiunto telefonicamente Angela Sasso che ci ha rilasciato una breve intervista “tutto il personale che si occupa dei bambini è in possesso di laurea in scienze dell’educazione o il diploma di tecnico dei servizi sociali nel ramo educativo o il liceo pedagogico con un tot di anni di esperienza. Gli operatori svolgono formazione continua ;per quanto riguarda la formazione esterna, vengono vagliate le proposte che arrivano e che vengono ritenute valide o attinenti agli argomenti dei progetti attuati. Un esempio: in questi anni si è partecipato ad un corso sul “no” educativo. Per il resto l’attività formativa la seguo io in quanto avendo oltre 30 anni di esperienza e competenza vengo anche chiamata fuori regione per tenere dei corsi di formazione. Tengo tanto al mio staff, anche le altre figure che entrano in contatto con i bambini sono formate da me. Una cosa che adoro è lavorare con i giovani, i nostri-soci dipendenti sono tutti giovani e in gamba! Voglio precisare che tra i dipendenti abbiamo fortemente voluto anche la presenza di educatori uomini, perché lo riteniamo uno strumento educativo importante per i bambini avere anche una figura maschile che è in grado di completare l’apporto che può dare una donna. È importante quindi dare degli stimoli che vengano sia da figure femminili che maschili.”
Nelle foto potete ammirare due testimonianze del “Progetto arte” della scuola dell’infanzia, dopo aver appreso il racconto della vita del pittore Vincent Van Gogh, i piccoli hanno riprodotto magnificamente l’opera “La notte stellata”. Gli è stata spiegata la differenza tra i colori caldi e quelli freddi in associazione alla stagione nella quale ci troviamo.
I bambini più grandi hanno utilizzato una leggenda numerica per poter colorare l’opera, ovviamente semplificata, hanno utilizzato gli acquerelli. Durante l’attività, per amplificare le sensazioni dei bambini, c’era un sottofondo musicale speciale: il brano “Inverno” delle 4 stagioni di Vivaldi.
Il progetto arte ha contemplato anche lo “studio” tra gli altri di Caravaggio, Kandisky e Klimt.
Spesso i gruppi di donne non sono così coesi e spesso la collaborazione tra donne risulta davvero difficoltosa. Angela e Francesca, tutto il team compreso, hanno saputo creare una tale sinergia che ha scatenato degli influssi così positivi da cui vieni invasa non appena varchi la soglia delle loro strutture. Io stessa sono rimasta incantata e non ho avuto il minimo dubbio quando si è trattato di decidere a quale scuola materna iscrivere mio figlio.
Ho voluto scrivere questo articolo per un motivo su tutti: portare alla luce un esempio di “come si fa”, un esempio di asilo lontano anni luce dal concetto del parcheggio. Un ambiente così sano e costruttivo che ha un solo piccolo problema: trovare una scuola elementare poi all’altezza.
Viviamo un periodo storico in cui, da qualche anno e troppo spesso, apprendiamo notizie davvero brutte; maestre che sfogano le loro frustrazioni su angioletti innocenti rovinandoli a vita. Un esempio di ottima “scuola” doveva per forza avere un minimo di ribalta nelle cronache.
Quando ho sentito Francesca al telefono e le ho espresso la mia iniziale titubanza lei mi ha detto “Stai dando a tuo figlio una opportunità enorme e gli stai facendo un grandissimo regalo!” Ed è proprio questo ma anche molto di più.

 

"Nella Piazza d’Armi del Castello Svevo di Brindisi, alla presenza del Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano, 40 giovani volontari in ferma prefissa hanno ricevuto il basco, con il fregio bordato di rosso, caratteristico dei fucilieri di Marina, al termine del del 16° Corso di Abilitazione Anfibia – Non Direttivo."

Il Terzo settore locale costituisce una rete contro lo spreco alimentare.  L’esperienza di dieci scuole tarantine già impegnate nella rete “Tesori...nei rifiuti. No allo spreco alimentare”

Con “Trentino Solidale” nel 2018 distribuiti 1.600.000 pasti caldi a famiglie indigenti

Mimmo Vitti, portavoce della nuova Rete “Spreco zero Taranto”, da anni impegnato con la sua associazione “Amici di Manaus Onlus” a sostenere nuclei familiari indigenti a Taranto, è categorico: «in città ci sono sempre più famiglie povere che non hanno i soldi per fare la spesa o per comprare i farmaci, eppure ogni giorno tanto cibo finisce nei cassonetti e tanti medicinali scadono senza essere stati usati. È un paradosso della società consumistica che non è più tollerabile!».

Per questo a Taranto alcuni Enti del Terzo Settore, che intendono impegnarsi per ridurre sul nostro territorio il fenomeno dello spreco alimentare e dei farmaci, hanno costituito la Rete “Spreco zero Taranto”.
Coordinata dal Centro Servizi Volontariato della provincia di Taranto, ne fanno parte “Amici di Manaus” Onlus (capofila), APMAR Onlus, Europa Solidale Onlus, Federconsumatori, Auser Tamburi, Caritas “San Giovanni Bosco”, Caritas “Madonna di Fatima”, Caritas “Sant’Egidio” e la Sezione ENPA di Taranto.

L’iniziativa è stata presentata nel pubblico incontro “Il cibo tra risorsa e spreco”, tenutosi in mattinata (venerdì 15 febbraio) presso l’Aula Consiliare del Municipio di Taranto; è stata, soprattutto, l’occasione per uno scambio di esperienze, quelle che nel Terzo settore si chiamano Buone pratiche, già realizzate in questo ambito a Taranto e a livello nazionale.
Oltre ai relatori e ai rappresentanti delle associazioni della rete, i lavori sono stai seguiti da una nutrita rappresentanza di studenti delle dieci scuole tarantine che aderiscono alla rete “Tesori...nei rifiuti. No allo spreco alimentare”.

I lavori sono stati aperti dai saluti di Simona Scarpati, assessore alle Politiche Sociali Comune di Taranto, che ha confermato l’interesse con cui la Amministrazione comunale guarda a tutto il Terzo settore, e in particolare ad esperienze che possono affiancarsi al welfare pubblico.
L’incontro è entrato nel vivo con l’intervento di Francesco Riondino, presidente CSV di Taranto, che ha sottolineato il ruolo del CSV Taranto che coordinerà e supporterà le attività della Rete “Spreco zero Taranto”, peraltro in linea con gli orientamenti della recente Riforma che, tra l’altro, assegna ai Centri Servizi Volontariato anche il ruolo di intermediazione tra il Terzo settore e il Pubblico.
La costituzione della Rete “Spreco zero Taranto” nasce dall’esperienza del progetto “Tesori…nei rifiuti. No allo spreco alimentare” che, in base a un protocollo sottoscritto nel marzo del 2016 tra “Amici di Manaus” Onlus e IISS “Pacinotti”, in tre anni ha visto studenti e volontari impegnati insieme sul tema del food waste raccogliendo importanti riconoscimenti a livello nazionale e locale.
Importanti risultati sottolineati nell’incontro da Vito Giuseppe Leopardo, dirigente IISS “Pacinotti”, che ribadito l’importanza pedagogica che questa attività di volontariato sta rivestendo per gli studenti, infatti altre nove scuole tarantine hanno sottoscritto l’accordo di rete.
Evidentemente ai ragazzi piacciono queste esperienze di volontariato in cui sono coinvolti in prima persona, in cui diventano protagonisti e vedono da subito il risultato del loro impegno.
Come ha poi ribadito nell’incontro la prof.ssa Mariateresa Mascellaro, referente delle dieci scuole aderenti alla rete “Tesori...nei rifiuti. No allo spreco alimentare”, questa è stata “buona pratica” attenzionata a livello nazionale; non a caso il progetto ha di fatto anticipato l’emanazione della Legge n.166 del 19 agosto 2016 dello Stato italiano, la cosiddetta “Legge antispreco”, e la Legge 13/2017 della Regione Puglia.

L’intervento conclusivo è stato quello di Giorgio Casagranda, referente nazionale CSVnet per gli Empori Solidali, che ha descritto l’esperienza di “Trentino Solidale”, una onlus e un network di secondo livello costituita nel lontano 2001.
Il suo progetto contro lo spreco alimentare si sviluppa principalmente a Trento e provincia, estendendosi anche in quella di Bolzano, finanche a Vipiteno ai confini con l’Austria.
I 600 volontari dell’organizzazione, che non percepiscono neanche un centesimo di rimborso spese, ogni giorno recuperano 80 quintali di derrate alimentari che altrimenti finirebbero nei cassonetti.
Si recano, utilizzando anche i veicoli di “Trentino Solidale”, presso 300 punti di raccolta: dai supermercati della Grande Distribuzione fino ai piccoli negozi, ma anche mense aziendali e imprese che donano alimenti, come aziende agricole con sovraproduzioni momentanee.
Grazie all’organizzazione di “Trentino Solidale”, dopo poche ore tutti questi alimenti vengono donati a famiglie indigenti raggiunte da una rete capillare che comprende ben 35 punti di distribuzione: nel solo 2018 sono stati così donati 1.600.000 pasti caldi!

 

LA RETE SCOLASTICA “TESORI...NEI RIFIUTI. NO ALLO SPRECO ALIMENTARE”

Le scuole tarantine che hanno firmato l’accordo di rete “Tesori...nei rifiuti. No allo spreco alimentare” sono: IISS “Pacinotti”, Scuola Media Colombo, IC “Alfieri”, IC “Sciascia”, IC “Salvemini”, IC “San Giovanni Bosco”, IC “Dante”, IC “Martellotta”, IC “De Carolis” e XIII Circolo “Pertini”.
Queste scuole hanno fatto formazione teorica presso l’IISS “Pacinotti” per poi passare alla fase pratica nella raccolta e distribuzione delle derrate alimentari; in questa seconda fase gli studenti del “Pacinotti” faranno da tutor agli allievi delle altre scuole.

Vince il premio “Naschira” al Festival “Sanremo videoclip award” e il terzo premio al Festival “Il vinile d’argento”

In occasione della settimana del Festival di Sanremo 2019, la canzone “Serva Italia” del rapper grottagliese Piero Fabietti, in arte Capoverde, ha ricevuto il premio speciale “Naschira” al Festival “Sanremo videoclip award” e si è classificata al terzo posto al Festival “Il vinile d’argento”, entrambi eventi prodotti da Naschira, partner di Barrett International Group di Virginia Barrett.
Una commissione tecnica, dopo aver visionato 123 Videoclip pervenuti da tutto il mondo, ne ha portati in finale 29. Il 21 ottobre scorso, la giuria composta da: Vince Tempera (presidente - musicista, arrangiatore, compositore, direttore di 45 orchestre del Festival della Canzone Italiana di Sanremo), Martine Brochard (attrice di cinema e teatro, e scrittrice), Angelo Bassi (produttore Mediterranea Film), Matteo De Angelis (regista e autore della Fotografia AIC IMAGO') Virginia Barrett (musicista, attrice e regista, e patron del Festival), dopo una giornata di proiezioni ha stilato la classifica dei vincitori.
La Naschira Produzioni ha voluto premiare il videoclip del rapper Capoverde, portando anche la sua canzone “Serva Italia”  al Festival “Il Vinile d’Argento”.
Una produzione, quella del videoclip, tutta grottagliese che ha visto impegnati, oltre lo stesso Capoverde, anche l’autore della musica Bruno Galeone, il regista Giuseppe Calamunci Manitta e i giovani attori dell’Aps Areté di Grottaglie, della quale fa parte lo stesso Piero Fabietti.
Il terzo posto al “Vinile d’argento”, premio dedicato a Jimmy Fontana, è stato vinto in duo con Marialuisa Cafforio, in arte Saliramuia, che ha accompagnato con la sua voce Capoverde nell’esecuzione del brano in occasione del Festival.
I due premi sono stati consegnati durante la settimana del Festival di Sanremo 2019.
“Siamo figli di una generazione che colleziona selfie e dimentica le persone”, canta Capoverde in “Serva Italia”.
“Quello della mia canzone – spiega – è un testo di denuncia. Parlo dell’alienazione da social network che ormai caratterizza i nostri tempi e dei giovani costretti ad emigrare per potersi consentire un futuro”.
Capoverde fa rap da quando era adolescente. Una passione che si è protratta nel tempo.
“Quando ero all’università – racconta il cantautore -, per ripetere le mie lezioni di economia le scrivevo in rima. Tutt’oggi, quando devo ricordare qualcosa di importante, utilizzo le rime. Nella mia passione per la scrittura in rima ho sempre trovato e trovo ancora ispirazione”.
“Ricevere questi premi – conclude Capoverde – e sapere che la mia musica è apprezzata, è per me un incentivo a credere in me stesso e ad andare avanti con la mia arte”.

A conclusione del Mese della Memoria, iniziativa promossa dalla Regione Puglia, dall’Assessorato all’Industria turistica e culturale, in collaborazione con l’Associazione Presidi del libro, mercoledì 20 febbraio 2019 alle ore 17.00, dalla Scuola Secondaria “F. G. Pignatelli” di Grottaglie partirà una marcia antirazzista che ha lo scopo di “gridare, seppure in silenzio” che non si può restare indifferenti dinanzi ai “moderni olocausti”. 

La marcia terminerà presso il teatro Monticello, dove seguirà l’incontro con lo scrittore Frediano Sessi, che presenterà il suo ultimo libro “Auschwitz Sonderkommando. Tre anni nelle camere a gas”, in cui, attraverso la testimonianza del protagonista, Filip Muller, svela gli orrori e i crimini perpetrati dai nazisti, ma anche episodi di sorprendente coraggio, come una rivolta di prigionieri ebrei, che, di fronte a morte certa, mostrano una dignità straordinaria.
Esistono profonde ragioni ideali ed etiche che hanno motivato e motivano tuttora la trasmissione della memoria delle vicende racchiuse nella parola Olocausto. Conservare la memoria, si ripete sempre, aiuta a comprendere la storia e i suoi percorsi difficili. Ricordare Auschwitz o Birkenau sembra quasi un antidoto contro la dimenticanza e spesso si tende a sottolineare quanto abbiano sbagliato anche coloro che, pur sapendo, non si sono opposti a quello sterminio.
L’Olocausto degli Ebrei, giustamente, ancora oggi ci commuove e ci ripugna, ma, purtroppo, molti restano indifferenti alle quotidiane stragi dei nostri giorni, alle deportazioni e agli stermini che accadono intorno a noi.
Non è l’informazione che manca. Tutti sappiamo delle tantissime persone che raggiungono l’Europa attraverso il Mediterraneo. Tutti sappiamo che uomini, donne e bambini, per sfuggire alla guerra, alla povertà, alla fame, muoiono nel tentativo di farlo. Il nostro sguardo si posa inerte sui corpi ripescati dal mare e, dopo un breve momento di emozione sollecitato mediaticamente, non riusciamo a sentire che quanto succede ci riguarda personalmente.
Tanto si è lottato per il riconoscimento dei diritti dell’uomo e della sua libertà e oggi, nel 2019, tornano i confinamenti, i muri e i recinti!
L’Olocausto e le morti di migranti e profughi sono stragi che hanno in comune la violazione della dignità, del “diritto ad avere diritti’. Non è più possibile restare inerti dinanzi a una così radicale negazione dell’umanità di persone con la sola colpa di non appartenere alla “razza ariana o di essere nati dalla parte sbagliata del mondo”.

Giovedì 7 febbraio sarà ricordato come un giorno storico per lo Stabilimento Avio Aero di Brindisi grazie all’accordo siglato tra la Direzione Aziendale e la RSU di Stabilimento di FIM-FIOM-FISMIC-UGL-FAILMS alla presenza dell’Amministratore Delegato ing. Riccardo Procacci in visita nel sito brindisino.

Negli ultimi cinque anni Avio Aero ha messo in atto un complessivo impegno economico pari a 100 milioni di euro che hanno permesso al sito di Brindisi di caratterizzarsi quale centro di eccellenza fortemente focalizzato sulla produzione di Frames oltre che sulle revisioni di motori e turbine raddoppiando di fatto i volumi produttivi nell’area Frames nel triennio 2015-2018.

Tale incremento di attività ha già prodotto effetti positivi anche sui livelli occupazionali ma una nuova organizzazione del lavoro in grado di assicurare il pieno utilizzo del capitale investito, la saturazione degli impianti e, di conseguenza, il completo soddisfacimento della domanda di produzione crea i presupposti per ulteriori opportunità di crescita. La RSU dopo un’assemblea, con successivo referendum, ha deciso di comune accordo con le maestranze di accettare la nuova sfida consentendo al sito brindisino di diventare uno Stabilimento praticamente a ciclo continuo tramite l’utilizzo dei 20 turni in diverse aree. Nel merito l’accordo prevede che si lavori anche nelle giornate di sabato e domenica, con incentivi economici ai lavoratori interessati, sui tre turni con i riposi a scorrimento durante la settimana. A fronte dell’introduzione della nuova turnazione l’Azienda procederà alla conferma a tempo indeterminato di n. 13 lavoratori attualmente in somministrazione oltre all’inserimento di n. 17 nuovi lavoratori entro il 30 agosto 2019. L’auspicio della RSU è che un’azione sindacale accorta e pronta ad un dialogo costruttivo e collaborativo possa creare i presupposti per l’arrivo di nuovi investimenti e nuove commesse che aprirebbero ulteriori opportunità lavorative per i tanti disoccupati del nostro territorio senza costringerli a cercare fortune altrove.

L’iniziativa per ridurre lo spreco di alimenti e farmaci sul territorio sarà presentata a Palazzo di Città in un pubblico incontro

 A Taranto è nata la Rete “Spreco zero Taranto” composta da Enti del Terzo Settore che intendono impegnarsi per ridurre sul territorio il fenomeno dello spreco alimentare e dei farmaci.

A tal fine la nuova rete promuoverà il recupero e la donazione, a fini di solidarietà sociale, delle eccedenze alimentari e di prodotti farmaceutici e di altra tipologia; intende, inoltre, promuovere la creazione e la diffusione di modelli di collaborazione tra gli operatori del terzo settore in questo ambito, nonché ispirare comportamenti più solidali e rispondenti alla necessità di rendere il cibo egualmente accessibile a tutti.
Della Rete “Spreco zero Taranto”, che sarà coordinata dal Centro Servizi Volontariato della provincia di Taranto, fanno parte “Amici di Manaus” Onlus (capofila), APMAR Onlus, Europa Solidale Onlus, Federconsumatori, Auser Tamburi, Caritas “San Giovanni Bosco”, Caritas “Madonna di Fatima”, Caritas “Sant’Egidio” e la Sezione ENPA di Taranto.

L’iniziativa sarà presentata alla cittadinanza nel pubblico incontro “Il cibo tra risorsa e spreco” che si terrà, dalle ore 9.30 di venerdì 15 febbraio, presso l’Aula Consiliare del Municipio di Taranto.
Interverranno Francesco Riondino, presidente CSV di Taranto, Simona Scarpati, assessore Politiche Sociali Comune di Taranto, Mimmo Vitti, portavoce Rete “Spreco zero Taranto”, dottor Vito Giuseppe Leopardo, dirigente IISS “Pacinotti”, prof.ssa Mariateresa Mascellaro, referente scuole aderenti alla rete “Tesori...nei rifiuti. No allo spreco alimentare”, il rappresentante della Rete dei fornitori del Gruppo Pascar, e Giorgio Casagranda, referente nazionale CSVnet per gli Empori Solidali.

La costituzione della Rete “Spreco zero Taranto” nasce dall’esperienza del progetto “Tesori…nei rifiuti. No allo spreco alimentare” che, in base a un protocollo sottoscritto nel marzo del 2016 tra “Amici di Manaus” Onlus e IISS “Pacinotti”, in tre anni ha visto studenti e volontari impegnati insieme sul tema del food waste raccogliendo importanti riconoscimenti a livello nazionale e locale.
Tra l’altro, dimostrando la sensibilità del volontariato e del mondo della scuola verso questa problematica, di fatto il progetto ha anticipato l’emanazione della Legge n.166 del 19 agosto 2016 dello Stato italiano, la cosiddetta “Legge antispreco”, e la Legge 13/2017 della Regione Puglia.

L’attenzione e l’impegno per la tutela dei diritti e degli interessi dei lavoratori dello Stabilimento Leonardo di Grottaglie-Monteasi, manifestata a questa amministrazione dalla stessa azienda, dai lavoratori e dalla organizzazioni sindacali, è stata personalmente presa in carico sin da subito.


Infatti, proprio in occasione dell’incontro tra l’Amministratore Delegato di Leonardo, dott. Profumo ed il Presidente della Regione Puglia, durante lo scorso ottobre, è stata concordata un’azione comune per risolvere la mancanza di alcune tratte di trasporto pubblico a supporto del personale operante all’interno dello stabilimento.

Dal primo ottobre 2018 si sono susseguiti altri tre incontri preparatori (5/11-21/11 e 30/11) ai quali oltre alla presenza del Comune di Grottaglie hanno partecipato i referenti di CTP, STP e nell’ultima riunione anche i Presidenti della Provincia di Taranto e Brindisi.

Analizzato il potenziale fabbisogno di mezzi di trasporto pubblico da e verso lo stabilimento, e sentite le aziende di trasporto pubblico delle province di Taranto e Brindisi, si sono prospettate delle tratte con relativi costi di abbonamento a carico delle istituzioni regionali.

Le stesse aziende hanno da subito dichiarato la loro disponibilità a predisporre l’attivazione del servizio già da Gennaio 2019.

La questione, lo scorso 12 dicembre, è stata da me sollecitata con un resoconto dettagliato di tutte le fasi che ho consegnato al presidente Michele Emiliano e all’assessore Giannini il quale, sentito questa mattina, ha confermato l’interesse sull’importante questione, rassicurandomi e confermandomi che si sta già lavorando per l’attivazione del servizio valutando le tratte da noi proposte sia da Brindisi che da Taranto da inserire nel Piano Triennale dei Servizi 2020/2022.

È quindi grazie a una serie di incontri a cui hanno partecipato tutte le realtà coinvolte, si è potuto iniziare un percorso, che con la collaborazione di tutti, fornirà un servizio necessario per i dipendenti dello stabilimento Jonico

 

 

Le immagini del latte versato per protesta dagli allevatori sardi hanno recentemente fatto il giro d’Italia e non solo. Un atto che è costato anche le lacrime di chi per giusto orgoglio ha protestato gettando il latte prodotto con impegno e sacrificio.

Si è giunti a tanto perché sul duro lavoro degli allevatori, ma anche degli agricoltori, c’è chi specula senza scrupoli costringendoli a vendere i prodotti sottocosto. La protesta degli allevatori è scoppiata quando le aziende casearie, pressate dalla grande distribuzione, hanno imposto un prezzo al litro di 60 centesimi che non basta a ripagare le spese di produzione. Questa è una condizione che non riguarda soltanto gli allevatori sardi, ma anche quelli pugliesi, con in testa quelli della Murgia.
Il calo generalizzato dei prezzi all’origine ha riguarda anche le arance del tarantino il cui prezzo non supera i 30 centesimi al chilogrammo di prezzo medio - franco azienda - cui si aggiungono altri 5 centesimi al chilo per gli oneri di raccolta. Ancora minore è il prezzo delle clementine che varia da 23 a 30 centesimi al chilo.
Una crisi ancora più profonda è quella che riguarda l’olivicoltura pugliese che ha registrato il crollo della produzione di olio (meno 58% nel 2018 – stime ISMEA)-
La crisi, per colpa dell’importazione delle produzioni turche, egiziane, greche e spagnole, non ha risparmiato neppure prodotti come angurie e meloni i cui prezzi di vendita sono talmente bassi da non coprire i costi e tali che non è mancato chi ha preferito rinunciare alla raccolta.
Non sono esenti dalla crisi neppure le patate poiché, specie nella grande distribuzione si preferiscono per ragioni di prezzo quelle straniere congelate mesi prima.
A fronte di queste catastrofiche situazioni alcuni esponenti fanno finta di indignarsi sui fenomeni di illegalità diffusa come il caporalato che, però, quasi sempre scaturisce dalla necessità di abbattere i costi per ripagarsi delle spese sostenute. La crisi è talmente profonda che nell’area Jonica tarantina ci sono ormai migliaia e migliaia di ettari incolti, con la perdita di occupazione e di prodotto.
Eppure, nonostante l’abbandono di moltissimi terreni, quella agricola rimane nel meridione l’economia trainante, perciò la crisi che la investe preoccupa perché mette a rischio anche l’economia degli altri settori (commercio, turismo, artigianato, ecc.).
Secondo il Presidente Provinciale di IDEA, avv. Salvatore Fuggiano, si può invertire la tendenza, oltre che con l’incremento delle misure di sostegno comunali, regionali e comunitarie, anche grazie alla costituzione di consorzi per la tutela delle produzioni e dei derivati.
Un esempio positivo viene dal Consorzio di Tutela del Vino Primitivo di Manduria, che raggruppa 46 aziende produttrici, con oltre 900 soci viticoltori e che, sotto la regia del presidente Roberto Erario, ha sviluppato progetti di promozione e comunicazione incrementando i prezzi e vendite anche all’estero.
La tutela e la valorizzazione dei prodotti e la strada maestra per invogliare ad investire nell’agro-alimentare offrendo nuove e più interessanti opportunità di lavoro con rilevanti ricadute economiche e sociali.

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