Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Domenica, 21 Gennaio 2018

Non è sempre semplice trovare le parole per descrivere il senso di vertigine che lascia un libro buono, l’essenza che sfugge in superficie, il peso che ha fra le tue mani quando finisce, diverso da quando lo hai cominciato.


È complicato narrare la bellezza dell’universo parallelo che nasce fra certe pagine e i tuoi pensieri. Un universo di sicuro incontenibile nel perimetro stentato di una sinossi, giacché un compendio non è specchio fedele e uno schema quasi sempre mortifica la complessità di un intero. Allo stesso modo, lo è scrivere di come un libro si accordi al nostro sentire, e lo è ritrarre il punto in cui si sistema, fra i gradi intermedi delle diverse emozioni provate.

Scritto da Alfredo Annicchiarico, edito dalla Casa Editrice Gelsorosso e disponibile in libreia dal mese di novembre, a Grottaglie lo trovate a "La Casa del Libro", “Tanto fra un po’ piove” ha per sottofondo la polifonia del mondo di suoni che accordano quattro destini: l’anziano Nanni, professore di Lettere in pensione; Benedetta, sua figlia, che ha scelto di mettersi in discussione abbandonando vecchie e scricchiolanti certezze; Mauro, agente dello spettacolo in crisi ed ex genero di Nanni; Luca, figlio ventenne di Benedetta e Mauro. L’accidentale rinvenimento di una scatola di latta, che custodisce le lettere mai spedite e scritte per mano di Sandra, moglie ormai defunta di Nanni, segna il passaggio di una narrazione che si avvia con la prima persona singolare di interiorità corrotte ciascuna a modo suo dal passato e che, al bivio col sentiero circolare di sentimenti che trascendono contingenze non abbastanza forti per decomporli, in qualche modo diventa “tu”. Un viaggio a Roma porterà i protagonisti a capire che, ai margini di ciò che capita, sotto la scorza ruvida di dolori e rancori, tra armonie fragili e dissonanze croniche, il filo sottile dell’amore e della proprietà commutativa dei legami insiste a dispetto di un passato mai sufficientemente duro per interromperlo.

Attraverso tutti gli ostacoli frapposti tra le emozioni e il cuore, tra il vissuto e la conquista di una pace di compromesso, buona a concimare il terreno per ciò che verrà, tra il caos e l’anarchia dei ricordi, sarà il vecchio Nanni a trovare equilibrio con l’avvenimento che gli si parerà davanti senza preavviso. Capirà che a bastargli sarà il ruolo di “osservatore privilegiato” dell’amore che passa dalla mano di un figlio che accarezza la guancia della madre, mentre sussurrano parole di cui può solo percepire la consistenza, perché non varcheranno la soglia dell’esclusiva biunivocità di percorrenza di quel cordone che, in vita e oltre la vita, nutre il primo ed eterno legame di ogni essere vivente.

Si presenterà senza saperlo all’appuntamento con una donna, radicale nelle conseguenze come solo l’inatteso può essere, portandolo ad inaugurare i tempi supplementari di una felicità senza più aprioristici vincoli.

All’angolo di un giorno che soltanto gli sembrerà come tutti gli altri giorni, lo aspetterà la certezza preziosa, libera e prepotente che ci sia ancora tanta bellezza in un’esistenza che non può essere sempre e solo “sottrazione”. L’abbraccio sarà il simultaneo riconoscimento di un padre e di un figlio. Stretta tra gli argini della tenerezza, l’aderenza dei corpi rattoppa gli strappi. Al suono dolce di parole ferme nella gola, riemerge l'amore comune, irripetibile di un padre, da portarsi dentro per la vita.

Avrà la grazia del più delicato fiore l’ultima lettera di Sandra. Vibrerà fra le righe l’eco dell’amore di chi si congederà dalla vita, ma non da chi ha amato, consapevole che la morte non sancirà la fine di ogni scambio. Sta nella lirica dei sentimenti l’essenza delle pagine che compongono questo libro, fedele per intero al talento tangibile del suo autore. La dimensione emozionale penetra la superficie dorsale degli avvenimenti, giace sul fondo, risale, rimedia. Racconta che senza legami non siamo niente, siamo umanità spuria e infelice. E i sentimenti restano la sola pretesa possibile di dignità, innanzi ad ogni spoliazione esistenziale subita.

 

Published in Cultura

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