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Domenica, 28 Gennaio 2018 18:40

"Respiriamoci" di Medici per San Ciro

Con “Respiriamoci”, la campagna di prevenzione delle malattie respiratorie, si è aperta la XIII edizione di “Medici per San Ciro”.

La  manifestazione organizzata dall’omonima associazione in concomitanza con i festeggiamenti civili e religiosi del Santo Patrono di Grottaglie. In Piazza Regina Margherita 28, sede dell’associazione “Medici per San Ciro”, nella giornata di sabato 27 gennaio circa 70 cittadini hanno effettuato la spirometria gratuita. «Abbiamo aperto le porte della sede dell’associazione -spiega il presidente dell’Associazione Medici per San Ciro, Salvatore Lenti- e abbiamo avvicinato i cittadini per sensibilizzarli contro le malattie respiratorie ed avviare percorsi di prevenzione. Sono stati effettuati screening di base gratuiti delle malattie respiratorie attraverso l’anamnesi clinica e le spirometrie, esami di funzionalità respiratoria non invasivi e indolori e sono state fornite informazioni su patologie respiratorie. Stili di vita corretti, diagnosi precoce e terapie efficaci sono le misure essenziali per prevenire e combattere le malattie respiratorie.

L’intervento tempestivo rende possibile un piano terapeutico mirato con benefici importanti sul controllo della malattia e con un risvolto positivo per la qualità di vita dei pazienti e conseguente riduzione dei costi sociali». Francesco Costa, medico-pneumologo dell’Unità Operativa Complessa dell’Ospedale “Moscati” di Taranto, che ha effettuato gli screening e le spirometrie, spiega. «La spirometria l’esame unico e di base che consente di fare una prima diagnosi delle malattie respiratorie ma purtroppo non viene percepita a tutt’oggi come un esame fondamentale e di screening per tutti coloro che hanno sintomi respiratori quali tosse, catarro, fischio respiratorio o la sensazione di chiusura al petto che farebbero pensare di più a un’asma bronchiale. Va da sé che non basta solo la spirometria per fare una diagnosi per le malattie respiratorie ma certamente è il primo esame che va affrontato ed aiuta a individuare pazienti in fase non ancora talmente grave da accorrere al pronto soccorso, anche per le riacutizzazioni bronchiali; a fare una diagnosi precoce a pazienti non ancora in cura o a intervenire con una terapia quotidiana su pazienti che invece, pur avendo una diagnosi trascurano controlli e terapie considerandoli necessari solo alla manifestazione del sintomo.

L’efficacia di un esame spirometrico- continua lo specialista- interviene soprattutto sulla individuazione di pazienti affetti da BPCO, ossia Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva, una patologia dell'apparato respiratorio dal carattere subdolo, progressiva e non completamente reversibile ma prevenibile e trattabile. E’ stato dimostrato che effettuando tramite la spirometria la diagnosi sempre più precoce di queste patologie si possono ridurre i costi sociali legati anche alle riacutizzazioni che richiedono l’ospedalizzazione. Inoltre le malattie respiratorie hanno un forte impatto sulla qualità della vita, sulla capacità d’esercizio e sul peggioramento dei sintomi legati alla malattia. Pertanto, le giornate di sensibilizzazione e prevenzione delle malattie respiratorie devono essere sicuramente implementate e sono fondamentali anche in considerazione del fatto che si considera che nel 2020, in costante aumento ed incidenza sulla popolazione, diventeranno la terza causa di mortalità dopo le neoplasie e le malattie cardiovascolari”.

A conclusione dell’iniziativa “Respiriamoci” il pneumologo Francesco Costa traccia una sintesi: «Nella giornata di prevenzione sono state effettuate circa 70 spirometrie di cui il 15% sono risultate alterate. Si è trattato prevalentemente di pazienti con sospetta diagnosi di asma che andrà successivamente accertata nonché di pazienti già BPCO che non seguivano più una terapia in quanto la malattia non era stata riconosciuta come cronica».

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A buoni giorni dal precedente mio pezzo, caro sindaco, mi viene in mente un passo di Enoch, che voglio parafrasare in quanto lo ritengo pertinente.

“La Saggezza volle porre la sua dimora tra i figli degli uomini, ma non trovò alcuna dimora. La Saggezza ritornò al suo posto e si riposò tra gli angeli. E la Stoltezza uscì dalle sue stanze e trovò posto tra gli uomini senza bisogno di cercarlo e fu da loro succhiata come la pioggia nel deserto. Come la rugiada su una terra arida”.
Questo passo mi è venuto in mente, quando, capitandomi di ripassare, salendo, sotto l’ Arco della Croce, ho dovuto voltare per via Sonnino e da questa, non essendoci alcun divieto ad impedirmelo, ho girato per via Bari e sono salito, senza incontrare alcun divieto, fino a via Cairoli. Solo dopo questa esiste un divieto, nulla in precedenza.
Ora lei capisce che non essendo io nato ieri, so bene che chi ha il mestolo in mano, lo gira a suo piacimento. Vale a dire che se per lei va bene la strozzatura – mi stava scappando la stronzatura, pardon – all’arco, io pur non condividendo, devo ubbidire. Ma se un cittadino scrive che a via Bari, venendo da via Sonnino, non c’è alcun segnale che vieti di salire, e pertanto metà via Bari diventa a doppio senso, e l’Amministrazione se ne frega, allora questa è tutta un’altra cosa. È proprio tanto passarci o mandare qualcuno a verificare? O anche adesso ubbidiscono come ubbidivano in precedenza?!
Sì, lo so che è una piccola cosa, ma è indicativa del modo di lavorare: superficiale, senza controllo. Simile al tubista che non mette la guarnizione e la casa si allaga. O quando rompono una strada e non ripristinano l’asfalto per anni. Non mi piace!
Concludendo, io penso che i social abbiano di positivo la possibilità di stimolo a far bene che viene dai cittadini. Lei può ascoltarli o meno. Ma si ricordi che veniamo da 30 anni di lento e graduale degrado e se è insensibile alle voci che le vengono in soccorso, magari fastidiose anche, il degrado cittadino continuerà, - e non è stato votato per questo, ma per dare una sterzata decisa – e lei, alla fine, sarà come i sindaci che l’hanno preceduta in questo trentennio: inutili e anche dannosi, pensi a chi ha creato la discarica; a chi ha fatto chiudere l’ospedale. Farà parte di un elenco e il suo nome sarà quello di Ciro 2 per distinguerlo dal precedente.
Intanto buon onomastico.

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