Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Lunedì, 29 Gennaio 2018

Ha preso il via anche a Taranto la Prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia promossa su tutto il territorio nazionale da CAMO (Centro Ambrosiano Oftalmico) e dall’Ospedale San Raffaele di Milano con il patrocinio del Ministero della Salute e della SOI (Società Oftalmologica Italiana).
L’iniziativa prevede, fino al 23 febbraio prossimo, visite oculistiche gratuite presso venti Centri italiani aderenti. A Taranto, i cittadini interessati potranno recarsi presso la Struttura Complessa di Oculistica dell’ASL, Stabilimento Ospedaliero “San Giuseppe Moscati” di via per Martina Franca. Per usufruire dello screening gratuito è sufficiente prenotare la propria visita sul sito www.maculopatie.com. L’équipe di specialisti guidati dal dottor Giuseppe Addabbo sarà a disposizione per diagnosticare la presenza di qualsiasi forma di maculopatia ed eventualmente suggerire le opportune terapie.
La Campagna è indirizzata a persone di età superiore a 50 anni, periodo della vita in cui solitamente si possono presentare le prime avvisaglie della malattia. Le maculopatie determinano, nel lungo periodo, una grave riduzione della capacità visiva e una severa distorsione della vista che possono gravemente alterare la qualità di vita del paziente, sino a condurlo alla cecità. Nella sua forma iniziale, la malattia si presenta senza sintomi, per questo è indispensabile la diagnosi precoce.
Il mese della prevenzione e diagnosi delle maculopatie, supportato da un panel di sponsor prestigiosi, nasce dai risultati di un’indagine demoscopica a livello nazionale commissionata dal dottor Lucio Buratto, Direttore Scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO), e dal professor Francesco Bandello, Ordinario di Oftalmologia e Direttore della Clinica oculistica dell’Università Vita-Salute, Istituto scientifico San Raffaele di Milano. I dati hanno mostrato che solo il 10 per cento degli italiani ha una conoscenza e una consapevolezza della gravità della maculopatia, sia essa dovuta alla degenerazione senile, sia al diabete.

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Chiuso dai CC dopo la denuncia di Slc Cgil. Lumino : «Nuova frontiera dello sfruttamento». Non c’è limite alla diabolica fantasia di chi vuole sfruttare i lavoratori, guadagnando facendo leva sul bisogno disperato di donne e uomini ormai costretti ad accettare qualunque cosa sperando di sopravvivere alla crisi che non pare affatto superata».

È l’amara considerazione di Andrea Lumino, segretario generale della Slc Cgil
Taranto dopo l’ultima denuncia nei confronti di un call center che ha aperto una nuova frontiera sullo
sfrutt amento: il lavoro a nero e non pagato.
«Ormai – ha spiegato Lumino – non ci meravigliamo più di nulla e eppure l’idea di trovare un call center che
opera grazie a lavoratori in nero che a fine mese non vengono nemmeno pagati è davvero troppo. È accaduto
fino a pochi giorni in un call center di Taranto che i carabinieri del Nil e l’Ispettorato del Lavoro hanno chiuso
tempestivamente il giorno successivo alla nostra denuncia: una situazione di piena illegalità che grazie
all’intervento degli organi preposti è stata prontamente interrotta, ma che conferma ancora una volta come il
concetto di lavoro sia stato sostituto da un surrogato dello sfruttamento mascherato da favore che padroni
concedono a chi ha bisogno».
Da quanto accertato da Slc Cgil e poi denunc iato ai carabinieri e all’ispettorato del lavoro, gli operatori del call
center non avevano alcun contratto, ma un semplice accordo verbale con il padrone che riconosceva da 1 a 5
contratti al mese, uno «stipendio» di 40 euro lordi, oltre i 6 contratti men sili veniva corrisposto uno stipendio di
500 euro lordi, dal 7 contratto in poi oltre ai 500 euro veniva corrisposto un «bonus» di 20 euro lordi per ogni
contratto.
«Quindi – ha spiegato Lumino – per coloro che non riuscivano a chiudere alcun contratto n on c’era alcuna
retribuzione. Un mese di lavoro donato al padrone. Un padrone che gestiva un call center senza offrire nessuna
garanzia e tutela in materia di salute e sicurezza o di sorveglianza medico sanitaria nonostante operasse non per
una qualunque a zienda privata, ma per conto di Tim. Insomma – ha commentato il sindacalista tarantino - il call
center aveva una partita Iva e la monocommittenza con il più grande cliente di telecomunicazioni italiano che in
questi giorni si dipinge come l’azienda buona che sta per procedere all’assunzione di 2000 persone. A Tim, sin
d’ora, diciamo di non risponderci prendendo le distanze come in passato: abbiamo acquisito i documenti dei
contratti fatti ai clienti per loro conto e quindi la risposta “non sapevamo” quest a volta non basta. Vorremmo
chiedere a Tim se questa modalità imprenditoriale può essere accettata in un Paese civile: come Slc Cgil Taranto
diciamo di no e annunciamo che oggi, in maniera ancora più convinta e determinata, continueremo a chiedere
l’applic azione della legge per il caporalato per lo sfruttamento dei lavoratori in questo settore. Continueremo a
batterci per la dignità di questo settore e dei suoi lavoratori oltre a quella di un territorio che non può subire
tutto questo in nome della crisi e del ricatto. Proseguiremo la nostra battaglia “a mani nude” settore e nella
prossima campagna elettorale ci aspettiamo di conoscere le proposte dei candidati e dei partiti per risolvere
queste nuove frontiere di sfruttamento del lavoro e del bisogno di tan ti».

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Un tempo era un carcere militare, in pieno centro a Taranto, ma da ventisette anni rappresenta un’oasi di salvezza per persone multiproblematiche con problemi di dipendenza.

È la storia del Centro diurno di prima di accoglienza “a bassa soglia” della Comunità Emmanuel, l’unico del nostro territorio ubicato nel cuore del Borgo umbertino di Taranto, all’inizio della centralissima via Pupino, nei pressi dell’Ospedale Militare Marittimo.

Il Centro diurno di prima accoglienza “a bassa soglia” della Comunità Emmanuel, attivo ogni giorno dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30, accoglie tutti coloro che vivono il disagio della dipendenza, principalmente tossicodipendenti, ma anche persone che hanno altre dipendenze, come quelle da alcol o da gioco, finanche quella da “gratta e vinci”.

Il Centro della Comunità Emmanuel accoglie chiunque si presenti ai suoi cancelli, come i tanti extracomunitari e clochard in difficoltà, uomini e donne che qui possono rifocillarsi, lavarsi, avere vestiti puliti e, soprattutto, vengono “ascoltati” ricevendo un po’ di calore umano ed un riparo dall’indifferenza che ogni giorno li circonda.

Nei programmi della Comunità Emmanuel, inoltre, c’è l’intenzione di aprire il centro con orario continuato organizzando anche un catering per offrire i pasti agli ospiti, in quanto si è notato che spesso i giocatori compulsivi, non sapendo dove andare, nella pausa pranzo si riparano nelle sale gioco ricadendo in tentazione.

Fondata a Lecce, la Comunità Emmanuel opera a Taranto dal 1990, ventisette anni in cui ha operato prima autonomamente, e dal marzo del 2009 nell’ambito dei Piani di Zona comunali. Il Centro, essendo stato inserito in tre consecutivi Piano Sociale di Zona del Comune di Taranto, è stato finanziato dalla Regione Puglia; supervisionati dal SER.D ASL Taranto e dal Comune di Taranto, vi prestano la loro opera figure professionali altamente specializzate, quali psicologi ed educatori, e volontari.

La struttura è stata visitata da Simona Scarpati, Assessore Servizi Sociali del Comune di Taranto, Vincenza Ariano, dirigente Struttura Complessa SER.D del Dipartimento Dipendenze Patologiche ASL Taranto, Patrizia Mignolo, presidente della Commissione Consiliare dei Servizi del Comune di Taranto, e Anna Paola Lacatena, dirigente sociologa ASL Taranto, accolte da Maria Anna Carelli, responsabile Comunità Emmanuel di Taranto.

Nell’occasione Maria Anna Carelli ha spiegato che «il nostro scopo principale è accogliere e assistere i tossicodipendenti, ma siamo pronti ad ospitare chiunque si presenti da noi».

Attivo dal marzo del 2009, il Centro ha infatti accolto tantissime persone: «nel nostro Centro Diurno – ha continuato la dottoressa Carelli – in quasi nove anni (fino al 31 dicembre 2017) solo nell’ambito dell’attività svolta nei Piani di Zona abbiamo registrato 17.840 “presenze” realizzate da 1.691 persone diverse; tra queste alcune si presentano in modo estemporaneo, mentre molte frequentano quotidianamente il centro per un determinato periodo, da alcuni giorni a diversi mesi. Il loro allontanamento dalla strada, dalle tentazioni che essa presenta, anche solo per un’ora, per noi rappresenta comunque un successo».

Nel corso degli anni i flussi immigratori accaduti sul nostro territorio hanno modificato la tipologia dei frequentatori del Centro: mentre nel primo anno 2009 la percentuale degli italiani è stata l’85,98% e gli stranieri solo il 3,71%, si è poi assistito al progressivo aumento degli stranieri, fino al 26,85% nel 2015, per poi vedere una loro diminuzione a seguito dell'apertura di numerosi centri per profughi e immigrati.

Proprio nei confronti di queste strutture Maria Anna Carelli lancia un appello: «tra i tantissimi immigrati e profughi ospitati a Taranto in centri di accoglienza ci sono anche persone che, avendo dipendenze, necessitano di particolari trattamenti da parte di personale qualificato. La Comunità Emmanuel è disponibile, come già avvenuto, a sviluppare rapporti di collaborazione per risolvere tale esigenza».

Nell’occasione Vincenza Ariano, dirigente Struttura Complessa SER.D del Dipartimento Dipendenze Patologiche ASL Taranto, ha elogiato l’azione del Centro della Comunità Emmanuel che rappresenta un importante presidio di prossimità sul territorio, la cui attività permette di “intercettare” molti soggetti che vivono una dipendenza, persone che, in gran parte dei casi, probabilmente rimarrebbero sconosciute alle strutture della Sanità pubblica.

In perfetta sintonia Simona Scarpati, Assessore Servizi Sociali del Comune di Taranto, per la quale è necessario individuare i modi per continuare a sostenere l’importante progetto della Comunità Emmanuel, per permettergli di assistere le tante persone che vivono un profondo disagio esistenziale, nonché per renderlo capace di affrontare anche le nuove dipendenze che si manifestano nella odierna società.

Le persone vengono indirizzate al Centro della Comunità Emmanuel dal SER.D e dalle altre strutture dei Servizi Sociali del Comune di Taranto e della ASL, o vi giungono tramite il classico “passa parola”; al loro arrivo vengono innanzitutto ascoltate attraverso un colloquio informale, e poi iniziano una serie di attività per soddisfare le prime necessità.

Alcuni vengono poi indirizzati verso altre strutture dei servizi sociali del territorio, mentre gli assuntori di sostanze d’abuso vengono coinvolti in colloqui individuali più approfonditi o in gruppi di auto-aiuto.

«Una prima nostra vittoria – ha spiegato Maria Anna Carelli – è creare con loro un rapporto umano, coinvolgerli nelle nostre attività di socializzazione e ludico-ricreative o nei nostri laboratori di pittura e ceramica, fino alle attività culturali come quelle musicali e di cineforum. Lo scopo finale è farli sentire non più soli, ma utili, riempire una esistenza troppo spesso vuota, riuscendo a far sviluppare in loro una propensione relazionale e creativa spesso sommersa».

«Per noi la sconfitta peggiore – ha concluso la responsabile della Comunità Emmanuel di Taranto – è quando vediamo una persona allontanarsi dal nostro Centro senza essere riusciti a dare una risposta al suo bisogno inespresso, una volta soddisfatto quello di prima necessità. Ma registriamo importanti successi: alcune di queste persone sono rimaste qui con noi per parecchi mesi, ed ormai noi rappresentiamo un contesto sociale amicale che li sostiene e nel contempo li impegna in attività psico-pedagogiche e manuali fondamentali per il loro percorso di crescita personale e sociale».

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Cinquanta incontri in tutta la Regione per discutere della Shoah

Il Mese della Memoria nell’anno 2018, proclamato anno dell'uguaglianza e della lotta alle discriminazioni razziali, ricorda le stragi della Shoah attraverso una rassegna di circa cinquanta appuntamenti, dibattiti con autori, spettacoli teatrali, reading, lezioni-concerto, convegni, proiezioni di film e mostre d’arte. La rassegna, organizzata dall’Associazione Presìdi del libro e promossa dalla Regione Puglia Assessorato Industria Turistica e Culturale, prevede un tour regionale con intellettuali, giornalisti, docenti universitari, scrittori, illustratori e artisti che offriranno a giovani, studenti e pubblico adulto un momento di riflessione sul tema della Memoria.

Grottaglie, nell’ambito del programma regionale, ospiterà venerdì 9 febbraio 2018 al Teatro Monticello il giornalista Lello Gurrado che presenterà il suo ultimo lavoro: "Lampa Lampa". Un romanzo intenso e carico di emozioni, un viaggio nel viaggio. Sulley, un giovane del Gambia, il paese più piccolo dell'Africa, parte per raggiungere Lampedusa (quella che i migranti chiamano Lampa Lampa) e di lì proseguire verso l'Europa. Dopo qualche tempo però se ne perdono le tracce. Il ragazzo svanisce nel nulla. Taiwo, il padre del ragazzo, non è convinto che suo figlio sia morto in mare durante la traversata e decide di andare lui stesso a cercarlo ripercorrendo lo stesso itinerario.

Lampa Lampa è una storia di pura fantasia, in cui tuttavia la ricostruzione delle tappe del viaggio dal Gambia a Lampedusa è rigorosa e precisa, così come sono precisi i riferimenti alle tradizioni, alle superstizioni e alle curiosità dei paesi africani che sono parte integrante del racconto: la leggenda di Ninki Nanka, l'albero del Tenerè, il coccodrillo rosso, la Fata Morgana e, va detto, che anche tutte le brutture raccontate (omicidi di massa, violenza, abusi sessuali, traffico di schiavi) purtroppo si sono realmente verificate e continuano a verificarsi nella cronaca quotidiana delle migrazioni. Un libro inteso, crudo, violento ma, soprattutto, un inno alla vita e alla speranza.

La tappa grottagliese è organizzata dal Presidio del libro di Grottaglie con il patrocinio dall’assessorato alla cultura del Comune di Grottaglie in collaborazione con l’associazione Babele e l’Istituto Comprensivo F.G. Pignatelli.

Elisabetta Dubla - Assessore alla cultura e istruzione

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Questo sera alle ore 19 circa, dopo la celebrazione della Santa Messa, nella Chiesa Madre di Grottaglie, il dott. Salvatore Pisconti, direttore del dipartimento oncologico dell’ASL Taranto, terrà una relazione su “Etica assistenziale nel fine vita”.

Per i saluti istituzionali don Eligio Grimaldi, Parroco della Chiesa Madre, il Sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò, il Direttore Generale dell’ASL Taranto, Stefano Rossi, e il Presidente dell’Ordine dei Medici di Taranto, Cosimo Nume.

La discussione sarà affidata all’oncologa, Annamaria Quaranta.

Nel corso della serata sarà conferito il Premio Ciro Rosati a un laureato in Medicina e Chirurgia, residente a Grottaglie, che ha conseguito il titolo accademico nel corso dell’anno solare 2017.

L’evento rientra nella programmazione della XIII Edizione “Medici per San Ciro” la manifestazione organizzata dallomonima associazione in concomitanza con i festeggiamenti civili e religiosi del Santo Patrono di Grottaglie.

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Facies PassionisArciconfraternita del Carmine di Taranto: di seguito il comunicato stampa inerente l’inaugurazione della Mostra Facies Passionis che si terrà nella Chiesa del Carmine di Taranto dall’1 al 4 febbraio p.v.

Presenti le autorità civili e militari, il Vescovo Mons. Santoro, inaugura il 1 febbraio alle 18.30 nella chiesa del Carmine a Taranto, la mostra "Facies Passionis" promossa dall'Arciconfraternita del Carmine di Taranto con la collaborazione attiva di altre nove Confraternite della Puglia e il patrocinio dell'Arcidiocesi di Taranto e del Comune di Taranto. La mostra, alla sua prima edizione, vuole proporre, attraverso l'esposizione di dieci simulacri che arriveranno a Taranto dal resto della regione, un percorso nella ritualità della Settimana Santa, così forte e sentita in Puglia, e farlo attraverso statue che si ritengono rappresentative della Passione del Signore. I simulacri arrivano da Bari, Bitonto, Molfetta, Valenzano, Noci, San Severo, Mottola, Manduria e Taranto. Statue che risalgono al 1700, 1800 e anche primi del secolo scorso, realizzate da valenti artisti come Giuseppe Manzo, Salvatore Sacquegna, Gregorio Palmieri e Antonio Maccagnani. La mostra "Facies Passionis", appunto i volti della Passione, vuole da un lato offrire uno spaccato di cosa è la tradizione, la storia e la cultura che esprimono i riti della Passione e dall'altro valorizzare e far conoscere il patrimonio di religiosità popolare affidato alle confraternite. Patrimonio che si interseca con la vita stessa dei territori e delle comunità di cui le confraternite ospiti sono espressione.

Nei giorni della mostra, che sarà allestita nella chiesa del Carmine con ingresso libero e gratuito, orari dalle 9 alle 22, la stessa chiesa sarà chiusa in via temporanea alle normali funzioni liturgiche che saranno eccezionalmente trasferite nell'istituto di Maria Immacolata in Taranto con ingresso da via Mignogna. Le statue giungeranno al Carmine tra la sera del 31 gennaio e la mattina dell'1 febbraio e saranno sistemate nella chiesa con un percorso guidato e studiato per i visitatori. Dal 2 al 4 febbraio, infine, ci sarà un programma di eventi collaterali "Facies Passionis" per il quale vi rimandiamo alla locandina allegata a questo comunicato

 

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E chiede al Sindaco D'Alò di assumere una posizione più decisa nei confronti della Regione e richiedere allla Magistratura di entrare nel merito dei ricorsi contro la chiusura dell'Ospedale San Marco.

I consiglieri comunali del Gruppo Consiliare “Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista – Liberi e Uguali”, Francesco Donatelli, Aurelio Marangella e Massimo Serio, hanno presentato al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale di Grottaglie la seguente INTERPELLANZA:

In cui premettono che :  la Giunta regionale con Delibera n. 239 del 28/02/2017 approvava il “Regolamento Regionale: Riordino Ospedaliero della Regione Puglia ai sensi del D.M. n.70/2015 e delle Leggi di Stabilità 2016-2017. Modifica e integrazione del R.R. n. 14/2015;  con nota ASL TA_Prot 049512 del 22/03/2017, il Direttore Generale comunicava gli intendimenti della ASL Taranto sulla “Riorganizzazione delle attività presenti nello S.O. San Marco” e la sottoscrizione, in tal senso, di un protocollo d’intesa con l’Amministrazione Comunale di Grottaglie. Con Delibera n.41 del 15/01/2018 Procedura negoziata da espletare in maniera telematica tramite piattaforma Empulia per l’affidamento del servizio di progettazione definitiva e della progettazione esecutiva relativa all’intervento “Lavori di rifunzionalizzazione dell’Ospedale San Marco di Grottaglie in Polo Riabilitativo”, l’ASL ha di fatto dato il via alla riconversione dello S.O. San Marco in Polo Riabilitativo. Che l’Amministrazione Comunale (Giunta Alabrese) con delibera n. 145 del 12/04/2016, proponeva Ricorso al Tar Puglia avverso la Deliberazione della Giunta Regionale n. 161 del 29.2.2016 recante Regolamento Regionale: “Riordino Ospedaliero della Regione Puglia ai sensi del D.M. 70/2015 e della legge di stabilità 28 dicembre 2015, n. 208. Modifica e integrazione del R.R. n. 14/2015”. Che l’Amministrazione Comunale (Giunta D’Alò) con delibera n. 436 del 12/04/2016, proponeva Ricorso al Tar Puglia avverso gli atti della Direzione Asl Taranto con i quali la Asl jonica, a valere per il solo periodo del 4.7.2016 al 30.9.2016, con riferimento all’Ospedale San Marco di Grottaglie disponeva la chiusura del Pronto Soccorso con trasferimento del personale al P.S. del SS. Annunziata e trasformazione in un punto del 118, la chiusura dell’Ostetricia con trasferimento dei posti letto presso il SS. Annunziata, la sostanziale chiusura della chirurgia, con attività ridotta al dayservice di 6h, la chiusura del Nido, con assegnazione del personale al SS. Annunziata, Anestesia Laboratorio di Analisi e Radiologia con attività h 12. E tenuto Conto che su una vicenda differente nel merito come il “caso ILVA”, la Regione Puglia attraverso il suo presidente Michele Emiliano, ha espresso una linea precisa, ovvero quella dell’impugnativa al TAR Puglia degli Atti del Governo Italiano, rivendicando e ritenendo necessaria la presenza dell’Istituzione Regionale Pugliese al Tavolo Ministeriale convocato sulla vicenda

Quindi i  sottoscritti consiglieri comunali, INTERPELLANO l’Amministrazione Comunale per conoscere: le  determinazioni che l’Amministrazione comunale intende assumere in merito a tale argomento, in particolare e se  ritiene di procedere con l’istanza di prelievo presso il TAR di Lecce al fine di entrare nel merito dei giudizi pendenti sulla vicenda.”

 

 

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Nel pomeriggio di ieri, sabato 27 gennaio, a seguito ad una richiesta del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, coordinatore nazionale del soccorso in mare, il cacciatorpediniere Durand de la Penne e la fregata Bergamini sono intervenuti per un’evacuazione medica.

L’intervento degli elicotteri delle due unità della Marina Militare, in zona in quanto parte del dispositivo navale dell’Operazione Mare Sicuro, si è reso necessario per evacuare 3 adulti e 6 bambini, soccorsi in mare dall’ONG Aquarius, che presentavano patologie non trattabili a bordo. Una volta recuperati i pazienti grazie ad una complicata manovra con il verricello, gli elicotteri si sono diretti verso Sfax, in Tunisia.
Atterrati a Sfax i pazienti sono stati accolti dal personale della locale struttura ospedaliera, in grado di trattare le patologie riscontrate.
L’attività odierna è frutto del continuo ed efficace coordinamento in atto tra la Marina Militare, il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, il Marittime Rescue Coordination Center di Tunisi, e l’Ufficio per l’Addetto alla Difesa dell’Ambasciata d’Italia a Tunisi.
L’Operazione Mare Sicuro, in atto dal 12 marzo 2015, prevede lo schieramento di un dispositivo navale con missione di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo centrale, in applicazione della legislazione nazionale e degli accordi internazionali. La presenza del dispositivo aeronavale in alto mare garantisce la tutela degli interessi nazioni in mare e un`adeguata cornice di sicurezza a tutti i mezzi navali dello Stato, e non, impegnati nelle attività di ricerca, soccorso e pesca.

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Dal 20 al 27 gennaio 2018 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare, distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. di Taranto (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), hanno condotto un intervento a Brindisi teso a rimuovere e distruggere pericolosi ordigni esplosivi rinvenuti a soli 10 metri di distanza dal lungomare Regina Margherita.

Durante le operazioni di ricerca subacquea nel porto, condotte da una Ditta specializzata in tale settore, sono stati indentificati dei manufatti esplosivi residuati bellici la cui posizione è stata comunicata alla locale Capitaneria di Porto che, dopo avere interdetto al transito la zona, ha informato del pericolo la Prefettura di Brindisi che ha disposto e coordinato l’intervento di bonifica d’urgenza del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare.
“Non è mai facile intervenire per rimuovere in sicurezza un ordigno esplosivo che giace sul fondo del mare da oltre 70 anni” ha dichiarato il Comandante del Nucleo S.D.A.I., TV Mirko Leonzio, “ma farlo a pochi metri dal lungomare di una città rende ancora tutto più complesso. Nell’ambito delle operazioni subacquee svolte a Brindisi abbiamo identificato e neutralizzato 1 bomba d’aereo da 500 libbre, 5 colpi da 127 mm, 3 mine anticarro e diverse munizioni per armi di reparto. Imbragati gli oggetti più pesanti li abbiamo rimossi a distanza rimorchiandoli fino a raggiungere una zona in alto mare individuata dall’Autorità Marittima. Lì abbiamo effettuato un’ultima immersione per effettuare il brillamento degli ordigni secondo le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino”.
Questo intervento rappresenta una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.
Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1 gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 104 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare le migliaia di proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.
Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.
Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.
Diventare Palombaro della Marina Militare significa vivere una professione appassionante e unica, con la possibilità di una carriera avvincente e appagante in uno dei reparto di eccellenza a livello mondiale per le attività subacquee. Si può diventare un Palombaro anche attraverso la frequenza dell'Accademia Navale di Livorno il cui bando di concorso scade il prossimo 8 febbraio. Per maggiori informazioni basta consultare il sito www.marina.difesa.it.

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ChiusuraStradeSanCiroA seguito degli incontri organizzativi con i componenti del Centro Operativo Comunale(C.O.C) e i rappresentanti del Comitato Festeggiamenti in onore di San Ciro in allegato planimetria con indicazione della viabilità e dell’organizzazione zona pira e area mercatale prevista per il 30 gennaio 2018.

Ciro D'Alò - Sindaco Città di Grottaglie

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