Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Venerdì, 19 Ottobre 2018

Un grande esempio di lealtà.

"Viste le perduranti indiscrezioni - così motiva la sua decisione Greco - mi vedo costretto a rendere pubbliche le mie dimissioni da presidente provinciale del FIAE-CASARTIGIANI." "Da persona coerente con le mie idee e ligio alle regole, - spiega - dopo aver ricevuto la nomina ufficiale di coordinatore provinciale del Movimento politico Libertas, ho presentato
le mie dimissioni da presidente provinciale del FIAE e quindi l’ uscita dal Consiglio Direttivo Provinciale".
Le motivazioni delle dimissioni sono da ricercare nell’incompatibilità delle due cariche Casartigiani, infatti,
in qualità di Associazione di Categoria è , necessariamente, una associazione apolitica e di conseguenza Federico Greco non può far parte di un movimento politico che, come egli stesso sottolinea, desidera riportare Taranto a un grado di accettabilità e qualità sia in termini economici che in termini di vivibilità. "Per quanto sopra scritto, dal mese di Luglio - continua il coordinatore - sono libero di affrontare ed evidenziare temi politici a me cari come il LAVORO, LE TASSE, LA SANITA’, LA SICUREZZA,
senza una doppia carica e, quindi, senza essere coinvolto direttamente".
Seguono sinceri auguri agli amici di CASARTIGIANI al fine di continuare in un lavoro proficuo che sempre, all’interno delle
associazioni di categoria tarantine, "ci ha contraddistinto per la vicinanza ai nostri associati e agli artigiani in genere". "Sono altresì fermamente convinto - ribadisce Greco - che qualcosa può cambiare soltanto se vi è una vera volontà politica. Volontà sino ad ora non espressa dal Sindaco Melucci. Vedi la noncuranza e la totale indifferenza espressa nei confronti dei lavoratori lapidei da me rappresentati. E la noncuranza a livello regionale da parte del Presidente Emiliano e del suo entourage nell’affrontare tematiche che sono importanti per la
conduzione e la tenuta in vita delle aziende lapidee. Poiché personalmente non accetto un comportamento
simile da parte di rappresentanti delle Istituzioni ho accettato, di buon grado, la nomina del Movimento Politico Libertas cercando di essere il portavoce, non degli associati di Casartigiani, ma di tutte le Partite Iva del tarantino e di conseguenza di tutte le loro associazioni di rappresentanza" 

Published in Cronaca

Sabato 20 ottobre, alle ore 10, al Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Maglie, verrà presentato il libro "Aldo Moro e l'Intelligence" - Il senso dello Stato e la responsabilità del Potere - del professor Mario Caligiuri, direttore del master in Intelligence all’Università della Calabria. 

Aldo Moro ha profondamente segnato la storia del nostro Paese. La sua figura è però schiacciata sulla tragica fine, lasciando in ombra la lunga azione politica.
Eppure negli anni della Guerra Fredda, Aldo Moro è centrale nelle fasi che hanno allargato la partecipazione politica, prima ai socialisti e poi ai comunisti. Ma è anche segretario della Democrazia Cristiana durante il governo Tambroni, Presidente del Consiglio all’epoca del “Piano Solo” e Ministro degli Esteri nel corso della strategia della tensione.
Profondo conoscitore dell’intelligence, sa utilizzare le informazioni e sa dialogare con gli uomini che la praticano, come Giovanni De Lorenzo, Vito Miceli e Stefano Giovannone. E proprio a quest’ultimo fa riferimento nelle lettere scritte durante la prigionia. Aldo Moro dimostra che un uomo di Stato è anche un autentico uomo di intelligence, poiché sa riconoscere questo fondamentale strumento nell’interesse della Repubblica. Sotto questo profilo, la sua vicenda è ancora tutta da scrivere per sottrarla alle comode riscritture. Un libro spiazzante che illumina sotto una nuova luce l’esperienza politica dello statista democristiano, confermandolo un faro della Repubblica.
Nel volume si accende un faro su alcuni aspetti meno noti della vita politico-istituzionale del grande statista originario di Maglie. In particolare sui rapporti intessuti con i servizi dell’Intelligence, relazioni e informazioni mai utilizzate per fini personali. Moro è riuscito sempre ad intrattenere con i servizi dell’informazione “la relazione tipica dello statista”. Da questo punto di vista il libro di Caligiuri offre un contributo significativo sul piano documentale e sul piano scientifico e diventa pure l’occasione per ripercorrere alcuni passaggi cruciali della vita repubblicana.
Oltre all’autore saranno presenti l’editore Florindo Rubbettino, la dirigente scolastica del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Maglie, Annarita Corrado, il sindaco di Maglie Ernesto Toma e il senatore Giorgio De Giuseppe. Modera l’incontro il giornalista Antonio Greco.

Published in Scuola&Istruzione

Domenica 21 ottobre alle ore 19,30 presso il Centro della Fotografia, galleria d'arte in via Plinio 85 a Taranto, incontreremo Andrea Mauri, giornalista e redattore RAI, che ci presenterà il suo ultimo romanzo "Due secondi di troppo" edito dalla casa editrice capitolina "Il Seme Bianco". Ad introdurre l'incontro la scrittrice Lucrezia Maggi, presidente dell'Associazione Culturale Le Muse Project, promotrice dell'evento. Dialogherà con l'autore la dott.ssa Sara Montorsi, autrice e psicologa. Reading di brani estratti dal testo a cura di Silvana Pasanisi, autrice e performer. L’ingresso all’evento è libero e gratuito.
Due secondi di troppo è un romanzo di Andrea Mauri, redattore, giornalista e scrittore romano, che proprio nella sua città natale ambienta la sua ultima storia.
“Stordito e inebriato dalla scia del suo profumo Poison, invadente quanto la sua presenza nell’intero corso della sua vita, Antonello accudisce la madre Beatrice, che staziona da tempo in una clinica. La donna, una veggente che ha sempre vissuto nel futuro attraverso la lettura dei tarocchi, si ritrova a dimenticarsi pian piano del proprio passato a causa della demenza senile, che accompagna le ultime fasi della sua vita. Insofferente e allo stesso tempo dipendente da Beatrice, Antonello ripercorre con lei il loro vissuto nel tentativo di stimolarle la memoria, con un gioco che consiste nel ricostruire momenti particolarmente significativi attraverso oggetti del passato. Tra continui riferimenti all’arte e atmosfere magiche e arcane, riviviamo la storia del protagonista e del suo rapporto con una figura materna che, fin dalle sue prime esperienze omosessuali, ha influito sulle sue scelte e sui suoi rapporti con gli uomini, portandolo spesso a dover rinunciare a cose per lui importanti. Durante i farneticamenti di sua madre, per la quale i momenti di non lucidità diventano sempre più frequenti, Antonello si rende conto che la sua veggenza, sulla quale aveva sempre riservato dei dubbi, è probabilmente reale ed è stata proprio la causa del suo sapere tutto di lui senza mai dover chiedere. Quando il rapporto con il neurologo della clinica, il bel Gabriele, inizia a diventare intrigante, il protagonista dovrà chiedersi fino a che punto la gabbia creata per lui dalla madre non sia in realtà un rifugio in cui nascondersi per non lasciarsi davvero andare e rendersi indipendente nelle proprie decisioni. Saranno proprio quei due secondi di troppo, quelli necessari per scegliersi, a scatenare il conflitto interiore del protagonista."
L'autore: Andrea Mauri vive e lavora a Roma. Si avvicina al mondo delle parole durante l’università. Inizia a collaborare come giornalista per quotidiani, riviste ed emittenti radiofoniche, occupandosi di temi legati al sociale, al turismo e al tempo libero. Dal 1995 svolge attività di redattore in Rai nelle produzioni di Raiuno, Raitre e Rai Educazione. Alla passione per la parola, affianca quella per le immagini lavorando attualmente nell’archivio storico dell’azienda. A un certo punto decide che il piacere di scrivere, fine a se stesso, non lo soddisfa più. Nel 2013 si iscrive alla scuola di scrittura “Omero” di Enrico Valenzi e Paolo Restuccia. Frequenta i tre livelli di insegnamento e le full immersion organizzate dalla scuola. Mescola la tecnica alla passione. Comincia a pubblicare racconti in antologie curate da Ensemble Edizioni, Edizioni Progetto Cultura e Algra, Ellera Edizioni, Fara Editore, oltre a riviste on line. Partecipa a premi e concorsi letterari dove in diverse occasioni si piazza tra i primi tre classificati e riceve riconoscimenti speciali della giuria e segnalazioni di merito. In altri concorsi arriva come finalista. Inizia a scrivere romanzi. Alla fine del 2017 pubblica " Due secondi di troppo", una nuova prova convincente per l’autore dei romanzi "Mickeymouse03" e "L’ebreo venuto dalla nebbia". Appena può ha sempre la valigia pronta. Il Sudamerica è la meta preferita. O comunque dove vi siano mare e montagna molto vicini, per soddisfare la passione per il nuoto e per il trekking. Sogna di vivere da scrittore.

Published in Cultura

È ancora viva nella nostra memoria l’immagine del Sindaco di Grottaglie quando si recò, il 9 ottobre dell’anno scorso, davanti ai cancelli dell’Ilva per sostenere i lavoratori che chiedevano di essere coinvolti nelle decisioni riguardanti le sorti della fabbrica. Giustamente, ogni persona che si proclami aderente ai valori e ai principi della sinistra non può che stare accanto ai lavoratori che manifestano timori per il proprio posto di lavoro. 

E se così è, ci lascia sgomenti il comportamento del Sindaco rispetto alle preoccupazioni dei 34 lavoratori che si occupano quotidianamente di tenere pulita la nostra città, riguardo la volontà dell’Amministrazione di trasferirli alla società privata che dovrebbe gestire la nettezza urbana per i prossimi due anni, in attesa della gara che l’ARO indirà.
La questione fa difetto sia nel metodo che nel merito.
Il metodo: è ormai abitudine consolidata, nel modus operandi del Sindaco e ora anche dell’Assessore all’Ecologia, decidere da soli ed imporre la propria decisione difendendola anche a costo di andare allo scontro frontale. Nel caso in argomento, i lavoratori e i sindacati, nell’impossibilità di riuscire anche solo ad essere ascoltati per rappresentare le proprie istanze, sono stati costretti a scioperare il 10 settembre scorso. Evento mai accaduto nella storia recente dell’Amministrazione comunale.
Il merito: con la gara ponte, e quindi l’esternalizzazione totale del servizio di raccolta dei rifiuti, non solo i lavoratori comunali sarebbero costretti a passare ad una ditta privata con tutte le incognite che questo comporta, ma si verificherebbe un aumento del costo del servizio di circa il 60% con il conseguente aumento della stessa percentuale della tari. Invece, con l’affiancamento ai dipendenti comunali di altri operatori messi a disposizione da una società privata, così come proposto dai sindacati, non solo si risolverebbero le criticità legate alla pulizia della città con un incremento del costodel servizio e della tari più ragionevoli, ma si estinguerebbe anche la tensione che 34 famiglie, per responsabilità diretta del Sindaco, stanno vivendo ormai da mesi.
Noi ci auguriamo che il Sindaco, rispolverando lo spirito che lo ha portato davanti ai cancelli dell’Ilva, possa ravvedersi e tornare a discutere, con senso di responsabilità, con i sindacati e i lavoratori per trovare una positiva soluzione della vertenza.
Caso contrario, il PD di Grottaglie, nell’esprimere massima solidarietà e vicinanza ai lavoratori per il momento di grande preoccupazione che stanno vivendo, sarà pronto a scendere in piazza accanto ad essi durante lo sciopero che le sigle sindacali, con ogni probabilità, potrebbero proclamare nelle prossime settimane.

Published in Politica

“Quando smetteremo de raccontà sta stronzata delle scale?"
"Quando le scale smetteranno de menarce”

É una delle frasi topiche del film “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini. Un film che la critica ha giudicato “necessario”, necessario in quanto mette in luce gli effetti delle barbarie dell'uomo su altri uomini.

Il film racconta gli ultimi 7 giorni di vita di Stefano Cucchi, morto a seguito delle percosse subite da chi lo aveva arrestato. Mostra il calvario del protagonista, attraverso lo sguardo rassegnato di chi ha perso fiducia nel mondo e nelle istituzioni.

Venerdì 26 ottobre alle ore 20.30 proietteremo il film in Piazza Viva, nel mercato coperto di Via delle Torri a Grottaglie.

Abbiamo inserito questo importante appuntamento nel progetto Piazza Viva, che vede coinvolte la rete di associazioni Ciosa, Arci Grottaglie e Babele, il circolo cittadino di Sinistra italiana e il Comune di Grottaglie. In collaborazione con l'associazione Stefano Cucchi onlus.

La proiezione sarà gratuita e a seguire Ilaria Cucchi e l'avvocato Fabio Anselmo saranno in collegamento Skype per condividere impressioni sul film e per avere notizie su questa vicenda ancora aperta.

Published in Cultura

I canoni della Nuova Italia e della Nuova Europa.

Partiamo dall'ovvia premessa che l'antipolitica nasce dalla dissociazione tra il comune sentire popolare ed i canoni della cultura ufficiale, di cui la politica classica è espressione fattuale. Ma cerchiamo di capire perchè questa dissociazione si è creata e quali sono stati i motivi scatenanti.
Sin dalla sua nascita, la politica, in quanto gestione della polis greca è stata espressione di una specifica visione del mondo, di una idea che trovando espressione nella pratica si consolidava in una prassi codificata che costituisce il fulcro di una ideologia.
La storia del XX secolo è stata espressione emblematica di questa concezione della politica come confronto ideologico tra termini dialettici, che nel secolo considerato sono stati il liberismo, il comunismo ed il fascismo. Il primo basato sul concetto di individuo, il secondo basato sul concetto di classe sociale ed il terzo basato sul concetto di Stato.
Venuto meno il fascismo con la fine della seconda guerra mondiale, la geopolitica globale è stata dominata dal confronto tra liberismo occidentale e comunismo orientale.
Con il crollo del muro di Berlino del 1989 e la dissoluzione del blocco sovietico, si è quindi passati da una geopolitica bipolare allo strapotere unipolare del liberismo.
Venendo meno il conflitto ideologico, le forme di organizzazione politica che trovavano nella ideologia il proprio fondamento identitario, come gli Stati Nazionali, sono cadute in crisi ed hanno subito una rapida e drastica modificazione.
Fenomeni apparentemente autonomi, come ad esempio il crollo della prima Repubblica in Italia per effetto della inchiesta Mani Pulite, si inseriscono in questa dinamica geopolitica, in cui la causa prima del crollo è stata la corruzione dei partiti storici, ma la causa ultima è stata il loro impoverimento ideologico, ossia l'esaurirsi della propria missione politica ed il venir meno della propria legittimazione.
Prendendo come esempio il caso Italia, all'indomani del crollo della prima Repubblica, il potere è stato assunto direttamente dal potere economico nella persona di Silvio Berlusconi, il quale ha dato alla politica nazionale una forte impronta liberista, poi portata alle estreme conseguenze dalla politica comunitaria introdotta nel nostro paese da Romano Prodi.
Nel giro di pochi anni si è passati da una economia a dirigismo statale posta al servizio della società e dei diritti fondamentali del cittadino, ad una economia liberista fondata sul principio di autoregolazione dei mercati, in cui la società ed il cittadino vengono spodestati dal proprio piedistallo normativo-costituzionale, per divenire mere parti del gioco economico, operatori occasionali delle dinamiche economiche.
Quella di cui trattiamo è la trasformazione della struttura politico-economica della organizzazione del potere nazionale ed internazionale, ma il crollo del blocco sovietico e la nascita dell'unipolarismo politico, ha comportato anche l'affermazione del concetto di individualismo liberista come unico paradigma possibile per interpretare il mondo, la realtà e la contemporaneità. L'individuo come metro di ogni agire privato e pubblico, indiscutibile sul piano semantico ed ideologico, avete carattere messianico e fatale per il semplice fatto di essere la figura concettuale di riferimento della ideologia vincitrice, l'unica superstite del conflitto ideologico globale, l'unica possibile.
Ed allora cerchiamo di analizzare la categoria logica, politica ed economica dell'individualismo, partendo dalla sua semantica.
Nella lingua inglese, che è la lingua ufficiale della cultura liberista, la “ libertà da” si esprime con la parola liberty, da cui prende nome il liberismo, “libertà da” vincoli pubblici, morali, etici, solidaristici, sociali, a cui si contrappone il concetto di “ libertà di” che in lingua inglese si esprime con la parola freedom.
Ecco, la grande menzogna del liberismo si nasconde proprio nella differenza semantica tra questi due concetti. L'individuo attore della ideologia liberista è un individuo libero da vincoli per la realizzazione della propria personalità immanente, egli è spinto a competere nelle dinamiche economiche per la conquista del benessere materiale, la cosiddetta pace animale, e ad affermare se stesso come volontà di potenza economica, ossia la capacità di imporre se stesso sugli altri e nel mondo come operatore economico, che diventa apparente entità esistenziale e concettuale basata sul potere economico di affermazione. Tutto diventa possibile per l'individuo economico purchè abbia i soldi per realizzarlo. Si pongono quindi le basi per un surrealismo esistenziale, che però al di là dell'illusionismo dello sfarzo, non racchiude alcuna autenticità gnoseologica ed identitaria per il singolo.
L'individuo “libero da” in realtà non è un individuo “libero di” al di fuori della sfera materiale ed economica, in quanto in primo luogo da tale sfera non può discostarsi perchè se no verrebbe fatto fuori dal gioco della competitività economica, ed in secondo luogo è un individuo privo di finalismo etico e comportamentale, ossia egli non può immaginare se stesso se non come consumatore e produttore.
Si tenga inoltre presente che circa 100.000 anni fa, quando per cause scientificamente ancora sconosciute, si affermò nell'homo sapiens la capacità cognitiva simbolica, si determinò una discrasia tra la velocità delle dinamiche della realtà percepita e la velocità della realtà cognitiva interiore dell'individuo, intesa come rappresentazione di se stesso e del mondo. Da questa insanabile differenza di velocità si è generato un vuoto esistenziale in cui l'individuo percepisce se stesso come mancanza, come entità concettuale nulla rispetto alle dinamiche spirituali della vita e rispetto alla inesorabilità del concetto di morte. L'unico modo che l'uomo ha per colmare questa assenza interiore è attraverso il ricorso ad una Idea di superamento di sé, una visione del mondo in cui egli agisca con un preciso fine superiore rispetto alla contingenza caduca della vita individuale, inserendosi in tal modo in un sistema finalistico di tipo metafisico che trova nella ideologia politica la più potente espressione immanente. La politica come creazione di significati, di idee che diventano azione attraverso la ideazione, è l'unico modo che l'uomo ha per definire spiritualmente se steso nel mondo.
Venendo meno il conflitto ideologico tra liberismo e comunismo è venuta meno anche l'esigenza concreta della ideologia, molti studiosi parlando in questo caso di fine della storia, ossia fine dello sviluppo dialogico e razionale degli eventi, e l'individuo si è trovato faccia a faccia con se stesso e con la propria impossibilità di definirsi nel tempo e nello spazio.
Questa situazione ha determinato il rapido espandersi di una dimensione interiore basata sulla atemporalità e sulla frammentarietà dei fini individuali, che attraverso la tecnologia informatica, ha determinato un rapido trasferimento delle dinamiche spirituali interiori dell'uomo dal mondo fisico al mondo della virtualità telematica.
L'uomo come centro di senso della realtà, diventa mera monade incorporea di un universo virtuale globale, in cui non ci si incontra più fisicamente, ma ci si confronta su concetti astratti estratti dalla realtà in modo sempre più artefatto e relativo.
La comprensione di questi nuclei di significato oggetto di dibattito della opinione pubblica virtuale avviene quindi in modo sempre più autoreferenziale e scisso dalla oggettività di un dato di fatto, essendo divenuta la realtà fattuale, una mera dimensione possibile, ossia, un luogo di passaggio occasionale nella sfera del fisico, dove non ci sono più fonti prime, testimoni oculari, ed anche se ci fossero, tali testimonianze dirette del fatto si disperderebbero nella progressiva mendacità della comprensione autoreferenziale delle altre monadi concettuali del dibattito virtuale.
Qui si consuma il passaggio dalla modernità alla postmodernità, dall'umano al postumano e l'unico legame con la realtà diviene il legame economico come fonte di sostentamento del mondo virtuale individuale, un legame labile, utilitaristico e relativistico che è esposto alla totale deregolamentazione dei rapporti economici medesimi in danno dei soggetti economicamente più deboli.
Pertanto, il liberismo postmoderno è basato su un falso concetto di libertà, in cui l'individuo si sente libero in astratto, ma è del tutto vincolato e depauperato di concrete possibilità di azione nella realtà, rimanendo vincolato alla propria mangiatoia consumistica da una corda sempre più corta.
L'unico modo per riscattarci da questa schiavitù esistenziale è di porre l'attenzione non più sul soggetto agente, ma sull'oggetto della azione, ossia sul sistema di relazione concreto intorno ai cui cardini concettuali si fonda l'identità di una comunità locale e di una popolazione nazionale, canoni che sono sempre più labili nella percezione individuale, e che dobbiamo reinventare partendo da quell'orizzonte di libertà irrazionale che è stato sprigionato dalla frammentazione della personalità individuale operata dalla relazionalità virtuale.
In altri termini, il liberismo classico ci ha imposto una visione lineare del progresso ed una tipologia antropologica definita dall'homo faber, ossia l'uomo produttore materiale di beni e servizi, determinando la concettualizzazione di una civiltà occidentale rigidamente asserragliata intorno al dogma del positivismo gnoseologico. La civiltà occidentale si basa su concetti quali democrazia, progresso, libertà, del tutto svuotati di significato concreto, ma la civiltà occidentale non è solo questo.
La civiltà è l'insieme delle percezioni e delle convinzioni individuali cristallizzate nel tempo, in modo da costituire un unico sentire comune, in cui la spinta delle forze irrazionali subconscie dell'individuo determina fenomeni di massa non altrimenti spiegabili con i canoni del razionalismo sociologico positivista.
Ecco, la frattura di cui parlavamo all'inizio di questo scritto nasce proprio da questa dissociazione, ossia dalla differenza tra i canoni razionali e svuotati di significato imposti dai governi nazionali asserviti alla retorica liberista, rispetto alle pulsioni inconsce e irrazionali del popolo. Si parla di democrazia, ma di fatto si viene governati da governi tecnici non eletti dal popolo. Si parla di pace, ma di fatto nuclei di potere politico fomentano e praticano la guerra. Si parla di prosperità economica, ma di fatto le condizioni di vita di fasce sempre più estese di popolazione vanno rapidamente peggiorando. Si parla di Stato di diritto in uno Stato in cui i diritti vengono sempre più sistematicamente negati.
Da questo vuoto dell'individuo tra capacità cognitiva simbolica e realtà empirica, elevato a fenomeno sociale dalla condivisione empatica dello stesso malessere e delle stesse discrasie nasce l'antipolitica, che nel nostro Paese sta dando una chiara, anche se solo prodromica risposta del popolo alle dinamiche del liberismo economico insediatosi nei posti di comando delle istituzioni politiche internazionali.
Il subconscio collettivo composto di archetipi, unito alla percezione emotiva condivisa del passato e del presente costituiscono lo Spirito di un popolo che trova espressione nei principi fondamentali della propria Carta Costituzionale.
Rileggiamo i primi dodici articoli della Costituzione Italiana come un atto di amore verso noi stessi, una preghiera laica per invocare il comune senso patriottico fondativo del senso ultimo della nostra comunità di popolo, i valori in cui crediamo, i principi inviolabili per la tutela della nostra esistenza, quali il primato della società sulla economia, cosa questa possibile solo in presenza di uno Stato dotato di poteri normativi concreti di intervento nella sfera economica.
Su questa rinnovata coscienza collettiva basata su un riscoperto, sostanziale concetto di libertà individuale dobbiamo porre le basi della Nuova Italia, conforme al dettato costituzionale da interpretare in senso sostanziale, come diritto di autodeterminazione del popolo italiano a decidere della propria vita e del proprio futuro.
Ovviamente, non si possono ignorare le istanze e le dinamiche della modernità. Lo Stato nazionale è di per sé oggi inadeguato a svolgere un ruolo autonomo nelle dinamiche del mondo globalizzato ed è per tale motivo che istituzioni politiche come la Unione Europea sono state costituite, e traggono dalla realtà empirica una loro indiscutibile legittimazione, ma tali istituzioni devono essere rappresentative della civiltà, della cultura e degli interessi economici delle singole nazioni partecipanti, rispettate nella propria identità nazionale.
Parlare di mercato comunitario oggi è assolutamente necessario, ma tale mercato deve essere strutturato in modo tale da costituire una effettiva tutela doganale dei beni e dei servizi prodotti in Europa, rispetto alla invasione commerciale dei produttori extracomunitari. Il mercato comunitario deve essere un mercato in senso tecnico al servizio delle economie nazionali e non una entità autonoma e sovrana rispetto a tali economie.
Quella che si è realizzata in concreto è stata una colossale truffa ai danni dei popoli di un intero continente da parte del potere economico liberista, che ha posto i propri uomini di fiducia nei ruoli chiave della Unione Europea, strumentalizzando il diritto comunitario in funzione liberista, svuotando di significato i principi ispiratori contenuti nei trattati istitutivi della Unione Europea e generando un inammissibile asservimento degli Stati nazionali alle dinamiche del libero mercato governato dalle speculazioni di Geoge Soros e compagni.
Tipico esempio di strumentalizzazione del diritto comunitario è il principio di uniformità delle legislazioni nazionali in materia di tutela del lavoro, in cui invece di promuovere un aumento degli standard di tutela del lavoratore, per fare un esempio in Romania, si è proceduto ad un abbassamento dei relativi standard in Italia, ovviamente per aumentare i profitti dei grandi operatori economici.
Questa condotta che se riferita ai privati viene sussunta nell'ambito di applicazione della fattispecie penale di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, in ambito internazionale prendere il nome di diritto comunitario, alle cui imposizioni la coscienza collettiva del popolo ha detto basta.
In questi termini la battaglia promossa dal Governo italiano nei confronti della Unione Europea è definibile come una battaglia di civiltà contro le dinamiche disumanizzanti della politica economica liberista. É espressione del diritto sacro ed inviolabile di autodeterminazione del popolo, attraverso la propria sovranità nazionale che altro non è se non il proprio diritto di esistere nel mondo con la propria identità ed i propri valori, che sono frutto di un comune sentire autentico dei singoli cittadini e della parte più profonda della propria natura umana.

 

Published in Apertamente

Nella giornata del 19 ottobre si è tenuto un sit-in davanti alla sede della Direzione Generale dell’ASL Taranto, in Viale Virgilio, da parte di un comitato pro-riapertura del Pronto Soccorso all’Ospedale “San Giuseppe Moscati”.
Sono intervenuti consiglieri regionali e comunali e il Sindaco di Statte.
L’Assessore Regionale Mino Borraccino ha auspicato l’apertura di un tavolo tecnico che, in deroga al DM 70/2015, abbia come obiettivo la riapertura del Pronto Soccorso del Moscati e dell’Ospedale “San Marco” di Grottaglie.
Successivamente è intervenuto il Consigliere Regionale Renato Perrini, che, nell’evidenziare la passata chiusura del Pronto Soccorso del Moscati come un grave errore assistenziale per la provincia di Taranto, ha affermato che, al di là delle appartenenze politiche, questa è una battaglia di civiltà per dare sicurezza sociale ai cittadini di Paolo VI e di tutto il comprensorio. D’altra parte, la prospettiva dell’apertura dell’Ospedale “San Cataldo” richiede il mantenimento di quel Pronto Soccorso, perché il nuovo ospedale sarà lontano circa 20 km da quel bacino d’utenza.
A seguire è intervenuta la Signora Saracino, di Massafra, ponendo questioni di criticità relative ai Pronto Soccorso della provincia di Taranto, pur riconoscendo la totale abnegazione professionale degli operatori tutti.
È intervenuto, inoltre, il Consigliere Comunale di Taranto, Massimiliano Stellato, che ha posto la criticità correlata alla presenza dei cardiologi; nel dettaglio, Stellato ha chiesto che la presenza H24 degli stessi, attualmente fissata solamente nella fascia oraria 8-20.
Il Consigliere Comunale di Statte, Luciano De Gregorio, ha ribadito quanto detto dagli altri intervenuti in precedenza.
L’On. Ludovico Vico ha evidenziato la grave carenza assistenziale per un bacino di utenza di 300 mila persone, riaffermando la necessità di riaprire in tempi brevi i Pronto Soccorso del Moscati e del San Marco di Grottaglie. Altresì, chiede di conoscere lo stato dell’arte del finanziamento dei 70 milioni ad hoc per Taranto.
Anche il Sindaco di Statte, Franco Andrioli, dopo aver ringraziato preliminarmente i medici dell’ASL per quello che quotidianamente fanno per i cittadini della provincia, ha ribadito la presenza H24 del cardiologo presso il Moscati.
In definitiva, tutti i presenti hanno chiesto alla Direzione dell’ASL una proposta tecnica finalizzata alla riapertura del Pronto Soccorso del Moscati.
L’Assessore Borraccino e il Consigliere Regionale Perrini, nel ribadire la necessità di accogliere questa proposta, hanno dato la piena disponibilità a farsi promotori della stessa presso il Dipartimento delle Politiche della Salute al Dott. Giancarlo Ruscitti, con cui avviare l’iter procedurale autorizzativo ed economico.
Il Direttore Sanitario, sentito il Direttore Generale, ha dato la disponibilità a formularla.

Published in Sanità

Appena una settimana fa lo stabilimento ILVA di Taranto è tornato a far parlare di sé. Questa volta l'occasione non è stata rappresentata dagli strascichi del passaggio dell'azienda al colosso siderurgico franco-indiano “ArcelorMittal”, ma da un incidente che sebbene non abbia provocato conseguenze rilevanti è stato in grado di destare allarme ed inquietanti interrogativi.
Causa di tutto è stata una fuga di gas (per la precisione, monossido di carbonio) proveniente da una tubazione dell'impianto denominato Og1 che era sottoposta a bonifica. A dimostrazione della pericolosità dell'accaduto, è stata immediatamente disposta l'evacuazione di alcune decine di lavoratori che stavano prestando servizio fra due Altiforni, i cosiddetti AFO1 e AFO2.
La decisione di far allontanare i dipendenti dal luogo dell'accaduto è stata adottata dalla direzione dello stabilimento a scopo precauzionale. Come reso noto da fonti aziendali, tutto è rientrato nella norma in un paio di ore, ma questo di certo non basta a sminuire la portata di quanto successo. Ad oggi non risulta che siano state fornite notizie capaci di far capire quali effetti quella fuga di gas abbia potuto provocare alla salute di operai e cittadini. Un'incertezza ed una mancanza di informazioni che non lasciano affatto tranquilla una città ormai rassegnatasi a convivere con tutto ciò che le riserva la “grande industria”. L'ILVA, che è il più imponente stabilimento siderurgico in Europa, va avanti da decenni con impianti obsoleti e che difettano in sicurezza. Una situazione strutturale che dovrà esser tenuta in debito conto dagli acquirenti del complesso industriale tarantino, magari intervenendo subito senza attendere la scadenza dell'agosto 2023 per la definizione del cronoprogramma, garantendo comunque gli standard di tutela ambientale, preoccupandosi di evitare il ripetersi di incidenti con emissioni non convogliate (tanto pericolose quanto insidiose) e riflettendo sul fatto che con livelli produttivi superiori ai 6 milioni di tonnellate all'anno si espone la popolazione ad un altissimo rischio cancerogeno. Un rischio che in riva al Mar Jonio viene corso quotidianamente. Un rischio che Taranto ed i suoi abitanti sono stanchi di dover affrontare.

Published in Politica

Oltre ad essere bagnata da due mari ed oppressa dalle ciminiere della “Grande industria”, Taranto è soprattutto custode di tradizioni culturali millenarie, indiscusse eccellenze artistiche e impareggiabili tesori storici, patrimoni che troppo spesso vengono trascurati se non, addirittura, dimenticati e, di conseguenza, abbandonati al proprio destino. Sì, abbandonati al proprio destino. Lo stesso rischio che sta correndo il glorioso Istituto di Alta Cultura Musicale “Paisiello”, alle prese da anni con una crisi che, nonostante l'annunciata statizzazione, risulta essere perennemente di drammatica attualità. Fino ad oggi quello che viene considerato a ragione uno dei simboli cittadini è sempre andato avanti fra mille difficoltà, riuscendo non solo a superare ostacoli di diversa natura, ma anche a fornire ai suoi allievi una preparazione di grande livello.
Ebbene, questo storico liceo (la sua nascita risale al 1927, oltre novant'anni fa), inserito a pieno titolo nel sistema nazionale dell'Alta Formazione Artistica e Musicale, dopo aver ottenuto la garanzia di poter diventare un Istituto Statale adesso potrebbe subire la più atroce delle beffe. Difficile sostenere il contrario soprattutto quando si pensa che il “Paisiello” possa chiudere i battenti nonostante vi sia una legge dello Stato che se da un lato è pronta a soccorrerlo, dall'altro non viene ancora applicata.

Le risorse economiche per poter proseguire l'attività didattica sono ormai esaurite ed il prossimo 31 ottobre la Provincia di Taranto (che è l'Ente da cui il “Paisiello” dipende) dovrebbe dar seguito alle procedure di mobilità del personale, che comporteranno la chiusura dell'Istituto con il risultato di far restare senza lavoro oltre cinquanta dipendenti pubblici e di privare 600 studenti della possibilità di frequentare un nuovo anno accademico. Proprio nelle scorse ore il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha dato notizia di aver firmato un decreto che farà arrivare nelle casse degli Istituti superiori musicali non statali finanziamenti che, però, pare consentiranno la prosecuzione delle attività sino al mese di dicembre. Troppo poco per autorizzare un minimo di ottimismo. Troppo poco per pianificare un futuro in attesa di una statizzazione che tarda a concretizzarsi. Troppo poco per impedire alla città ionica di perdere un altro pezzo della sua storia.

Published in Politica

Questa mattina lunga riunione presso la Direzione Generale della Asl di Taranto, con il Direttore Sanitario, il Direttore Amministrativo e la Direttrice Sanitaria del Presidio Ospedaliero Centrale. 

Presenti il collega Perrini, il Sindaco di Statte, i consiglieri comunali di Taranto e Statte, l’on Vico e i rappresentanti dei Comitati per la difesa dell’ospedale. Tema dell’incontro, che é seguito al sit in, la possibilità della riapertura dei Pronto Soccorso chiusi a Taranto e Grottaglie. Al termine dell’incontro, il Direttore Sanitario ha fatto una proposta operativa in termini di personale necessario per riaprire almeno un Pronto Soccorso (Moscati) con una previsione di accesso di 20mila pazienti. Adesso la discuteremo col Capo Dipartimento delle politiche della salute della Regione Puglia, e col Presidente della Regione nonché Assessore alla Sanità.

Published in Politica
Pagina 1 di 2

Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

Oraquadra.info è ospitato sui server di Register.it Spa

Foro competente: Taranto

Editore e Direttore: Arcangela Chimenti D'Amicis alias Lilli D'Amicis

Legal Advisor: avv. Michela Tombolini

Web Master: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione per le sue funzionalità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. .

  Accetto i cookies da questo sito web.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk