Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Domenica, 21 Ottobre 2018

Lunedì 22 ottobre, alle ore 10, nel convento dei Cappuccini, a Grottaglie, si svolgeranno la conferenza stampa e la presentazione ufficiale del titolo conferito a Grottaglie di “Città europea dello Sport 2020” da parte di Aces Europe, associazione che raggruppa le capitali e le città europee dello sport.
Per l'occasione, interverranno: il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano; il sindaco di Grottaglie Ciro D'Alò; il vicesindaco ed assessore allo sport del Comune di Grottaglie Vincenzo Quaranta; Angelo Giliberto, presidente del Coni Puglia e Giuseppe Pinto, presidente regionale del Cip, Comitato italiano paralimpico. L'iniziativa sarà aperta alla partecipazione delle associazioni sportive.

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Abbiamo appreso che domani mattina (lunedì 22 ottobre 2018), sarà a Grottaglie per la presentazione del titolo conferito a Grottaglie di “Città europea dello Sport 2020”. Da grottagliesi siamo orgogliosi per questo titolo. Tuttavia, Sig. Presidente, dandole il benvenuto, noi del Comitato per l’ospedale San Marco – POC (presidio ospedaliero centrale) di Taranto Le chiediamo un cortese incontro, durante la sua visita all'Antico Convento dei Cappuccini (prima o dopo la manifestazione di cui sopra), per confrontarci sul difficile momento del nostro ospedale.

La ringraziamo anticipatamente

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Impegno, fantasia, creatività e tanto buon umore: questi gli ingredienti del successo che ha caratterizzato anche la terza edizione del concorso scolastico provinciale dedicato al tema “Custodia del creato". Una responsabilità di tutti tra grandi scelte e piccoli gesti quotidiani, sostenuto dall’arcivescovo di Taranto, nonché presidente della Commissione episcopale per i Problemi sociali, il Lavoro, Giustizia, Pace e Custodia del creato, monsignor Filippo Santoro.
Questa mattina in Episcopio si è svolta la cerimonia di premiazione delle scuole vincitrici del concorso, la cui organizzazione è stata curata dall’Ufficio Educazione - Scuola - Istruzione e Università, dall’Ufficio per la Pastorale Sociale, il Lavoro e la Custodia del Creato e dalla Commissione diocesana per la Custodia del creato, istituita a Taranto nel 2013 da monsignor Santoro.
All’incontro hanno preso parte, oltre al vescovo, il vicario episcopale per la Pastorale Sociale, il Lavoro e la Custodia del Creato, don Antonio Panico, il vicario episcopale e direttore dell’Ufficio Educazione – Scuola – Irc – Università, don Ciro Marcello Alabrese, la professoressa Candida Faliero e l’avvocato Piero Paesanti della commissione diocesana per la Custodia del creato.
Nella sala, gremita di bambini, fanciulli e ragazzi, c’erano anche i dirigenti scolastici, gli insegnanti e diversi genitori. Il premio, in denaro, è stato messo a disposizione del concorso in parte dall’Arcidiocesi di Taranto ed in parte da un privato, entusiasta dell’iniziativa, che preferisce restare anonimo.
Considerata l’elevata qualità degli elaborati presentati, delicato e difficile è stato il lavoro della giuria, presieduta da don Ciro Marcello Alabrese e composta dall’architetto Rita Ciaccia, dall’avvocato Vincenza Gigante e dalla dottoressa oncologa Claudia Ingrosso.
«È un concorso» ha affermato l’arcivescovo «che mira a far crescere la sensibilità nei confronti dell’ambiente, della cura della casa comune. È importante formare le nuove generazioni, educarle alla bellezza, gettando così le basi di quella conversione ecologica integrale di cui parla papa Francesco nella Laudato si’».
Nel corso della cerimonia è stato illustrato il bando della quarta edizione del concorso per l’anno scolastico 2018-2019, in cui sono offerte le seguenti due tracce su cui gli studenti potranno cimentarsi:
1 - «Come sono belle le città [...] piene di spazi che collegano, mettono in relazione, favoriscono il riconoscimento dell'altro». LS 152 - La nostra città pone davvero una sfida alla fantasia e alla creatività delle giovani generazioni nel cercare di bilanciare o, per lo meno, smorzare i limiti ambientali che la caratterizzano. Ciascuno porta in sé la capacità non solo di adattarsi passivamente a ciò che lo circonda, ma anche di modificare e migliorare lo spazio in cui vive. Spinti dalle parole di papa Francesco: «È necessario curare gli spazi pubblici [...] che accrescono il nostro sentirci a casa all'interno della città che ci contiene e ci unisce», possiamo provare a renderci protagonisti del 'bello' nel nostro habitat?

2 - «In seno alla società fiorisce una innumerevole varietà di associazioni che intervengono a favore del bene comune difendendo l'ambiente naturale e urbano [...] L'universo si sviluppa in Dio, che lo riempie tutto. Quindi c'è un mistero da contemplare in una foglia, in un sentiero, nella rugiada». LS 232-233 - Il Pontefice descrive la realtà odierna dove, all'interno della società, nasce un interesse per il bene comune che si preoccupa, ad esempio, di uno spazio pubblico, un edificio, una fontana, un monumento abbandonato, un paesaggio, una piazza. A questo, poco dopo, unisce la bellezza della natura.
Di fronte alle divisioni che il territorio vive, fra chi difende il lavoro e chi l'ambiente, entrambi fondamentali per l'uomo, quali passi sarebbero da fare per far nascere un impegno unitario nella difesa dell'ambiente e nella promozione di una nuova visione del lavoro?
Si potrebbe pensare un impegno diverso, una visione nuova della città da parte di ciascuno di noi?

 

I VINCITORI

Scuola dell’Infanzia vincitrice: I.C. Madonna della Camera - plesso Granata di Faggiano - 400 euro.

Opera vincitrice: Sezione artistica - “La storia dell’elefante dai mille colori” della sezione A.

 

Scuola Primaria vincitrice: I.C. Vico-De Carolis - plesso Deledda - di Taranto - 500 euro.

Opere vincitrici: Sezione artistica - “Un mondo tutto per noi” della IV A.

 

Scuola Secondaria di primo grado vincitrice: I.C. Salvemini di Talsano - Taranto - 500 euro.

Opera vincitrice: Sezione letteraria - “Un amore diverso” di Sara Billi III A.

 

Scuola Secondaria di secondo grado: I.I.S.S. Pacinotti di Taranto - 600 euro.

Opere vincitrici: Sezione multimediale - “L’acqua e l’uomo” di Camilla Gentile, Sara Soldano, Matteo Palmisano, Andrea Polito della III A Chimica.

 

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Ringraziamento doveroso a tutti i redattori e direttori delle testate per il lavoro serio e professionale svolto in occasione della triste vicenda dalla bambina precipitata da un balcone a Paolo VI
Nei giorni scorsi, ho avuto modo di toccare con mano i limiti e le distorsioni della comunicazione per mezzo dei social networks, limiti dei quali, fino ad ora, non avevo la totale, diretta e piena consapevolezza, un’“ignoranza colpevole”, devo ammettere, dovuta anche alla mia risolutezza nel non volermi iscrivere ed essere presente in nessuno di tali servizi informatici.
L’occasione per riflettere sulla comunicazione con i social, sulle sue distorsioni e sui suoi effetti, mi è stata offerta dal recente caso di cronaca che ha sconvolto la collettività jonica e l’opinione pubblica nazionale, che ha visto come vittima un’incolpevole bambina di appena sei anni. Infatti, mentre, come mi era richiesto dal ruolo ricoperto, mi prodigavo a fornire alla comunità, per mezzo degli organi di informazione, aggiornamenti continui e in tempo reale, attraverso bollettini ufficiali, sullo stato di salute della piccola paziente e sul percorso terapeutico che l’ha interessata, l’informazione istituzionale veniva “inquinata”, e a volte “sovrastata”, spesso da menzogne, calunnie e fake news senza fondamento, che, in tali reti sociali (e, di conseguenza, nella collettività) circolavano senza alcun controllo, peraltro obbligando me e i miei collaboratori, nonché i sanitari interessati e le varie Direzione ASL, a un supplemento lavorativo (sin qui poca cosa perché abituati) per smentire e rettificare quanto andava diffondendosi. A volte bisognerebbe seguire l’esempio consigliato da Oscar Wilde: “ A volte tacere si può passare per stupidi ma a parlare se ne dà conferma”.
La comunicazione con i social rappresenta un importante cambiamento culturale dei nostri tempi, un cambiamento ambivalente. È indubbio, da un lato, che tali nuovi strumenti hanno permesso la più rapida circolazione di informazioni, anche di quelle effettivamente utili alla vita quotidiana del cittadino. Dall’altro, sono evidenti i rischi di una modalità di interazione caratterizzata dalla mancanza di un feed-back immediato ad ogni espressione comunicativa. Nell’interazione faccia a faccia, infatti, è possibile contrapporre immediatamente, ad una informazione dubbia, una smentita, o una richiesta di approfondimento sull’origine della stessa (“chi te l’ha detto?”, “dove l’hai sentito?”, ecc.). Nell’interazione sui social, al contrario, ciò non avviene; il social network, perciò, diventa terreno fertile per qualsiasi informazione, indipendentemente dalla sua fondatezza, più è d’impatto, più acquisisce “viralità” e diffusione nel corpo sociale, dal momento che, bisogna registrare, i social networks sono popolati anche da persone poco preparate dal punto di vista epistemologico, che tendono a considerare sic et sempliciter vera pressoché qualsiasi notizia compaia sulla loro “bacheca”, senza porsi interrogativi circa la provenienza e l’attendibilità delle fonti delle informazioni. La circolazione di informazioni false appare odiosa soprattutto riferita a vicende particolarmente delicate, come quella che ha riguardato, suo malgrado, la bambina di Taranto.

Ho pensato alle parole del professor Umberto Eco il quale, durante uno dei suoi illuminanti interventi (convegno su “Comunicazione e cultura dei media”, Torino, 2015), manifestava una severa e realistica oggettività sui social media, che riporto con rispetto e umiltà. “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli. La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità”.
Oggi posso riflettere su questa vicenda e sui suoi risvolti in maniera di comunicazione in maniera più distaccata, in quanto la mia competenza nel merito si è esaurita con il trasferimento della paziente al Policlinico “Gemelli” di Roma. Resta la mia personale partecipazione per lo stato di salute della bambina, sul quale, a mero titolo personale, continuerò a informarmi. Resta, soprattutto, la mia gratitudine, credo condivisa da tutta la comunità jonica, per il personale dell’ASL Taranto (in specie alle equipe di specialisti del “SS.Annunziata”), impegnato nel delicato compito, e anche alla famiglia assistita con totale abnegazione e sensibilità per tutte le esigenze contingenti. Resta, inoltre, la gratitudine vera, manifestata in questi giorni, a quei direttori e redattori di giornali e televisioni, che hanno mostrato professionalità e responsabilità nel “raccontare” oggettivamente quanto accaduto. Ma resta purtroppo, anche, il disappunto e lo sconforto nel leggere sui social, in tutto questo periodo, vere nefandezze su una vicenda che avrebbe richiesto maggior contegno.

 

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