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Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Martedì, 09 Ottobre 2018

Nella cerimonia di iniziazione del cavaliere templare, questi viene invitato ad avvicinarsi all'altare ed ivi giunto subisce un forte schiaffo da parte del Maestro. Questo però, come chiarito subito dal Maestro costituisce l'ultimo atto di umiliazione che l'uomo riceverà in vita sua, perchè di lì a poco verrà nominato Soldato di Cristo, nel senso letterale e pieno del termine, e da quel momento sarà chiamato ad agire nel mondo fisico da uomo libero e giusto, con il dovere morale verso se stesso e verso l'Ordine Templare di difendere l'onore da ogni torto subito.

Si tratta di una deroga al principio di fratellanza ed amore propugnato dalla dottrina cristiana, che trova nel precetto di Cristo del “porgi l'altra guancia” la sua più diretta espressione.
La Regola dell'Ordine cavalleresco templare fu scritta da San Bernando di Chiaravalle e fu approvata ufficialmente nel Concilio di Troyes del 1128, sotto il pontificato di Onorio II. In esso si delineava un tipo umano inedito di monaco guerriero, abilitato all'uso delle armi ed all'esercizio della violenza per una giusta causa, ma sempre vincolato alla regola della preghiera, al rifiuto della mondanità, alla povertà nelle abitudini di vita, ma con la facoltà di gestire la ricchezza economica necessaria per la realizzazione degli obbiettivi dell'ordine. Siamo quindi in presenza di un delicato equilibrio degli opposti, che solo la stretta osservanza alla Regola avrebbe potuto preservare da facili degenerazioni.

L'Ordine fu fondato nel 1118-1119 da Ugo di Payns che per primo concepì l'idea di un ordine monastico armato per la difesa dei luoghi di culto cristiani in Terrasanta. Secondo alcune fonti, il nucleo originario di cavalieri che aderirono all'iniziativa fu di sole nove unità, che sotto la protezione di Re Baldovino di Gerusalemme e del Patriarca dell'alto clero dei canonici del Santo Sepolcro, furono ospitati nella moschea di AL-AQ-SA, dove un tempo sorgeva il Tempio di Salomone.
L'uniforme che progressivamente venne assunta dai cavalieri di Cristo, che per via della residenza nel tempio cominciarono ad essere chiamati Templari, consisteva in un mantello bianco, simbolo di purezza e povertà, (si consideri infatti che all'epoca la colorazione dei tessuti era costosa) sul quale dopo alcuni anni fu aggiunta la croce rossa templare.

Volendo sintetizzare la storia militare templare, possiamo riassumere gli eventi dicendo che su una stretta striscia di terra suddivisa in Transgiordania, Giudiea, Galilea, Contea di Tripoli e Principato di Antiochia, delimitata ad ovest dal mar mediterraneo e ad est dalla Siria musulmana, i templari hanno agito con alterna fortuna per poco meno di due secoli, fino alla definitiva, ingloriosa cacciata per mano degli eserciti musulmani nel 1291. Di fatto centinaia di migliaia di uomini hanno perso la vita per difendere una pietra, ossia la Roccia sotto la quale secondo la tradizione è conservata la manna che alimentò gli ebrei nel loro esodo e l'acqua sacra che li dissetò.
Da un punto di vista militare i templari non brillarono per acume e strategia, riuscendo solo nel primo secolo dalla loro fondazione a conseguire successi degni di nota, tra cui il principale fu la progressiva liberazione della penisola Iberica dagli arabi, ma vi è da dire a loro discolpa che ormai l'organizzazione feudale dei regni europei che finanziava le crociate e l'Ordine Templare, risultava una struttura poco efficiente dal punto di vista economico e militare e in crisi da un punto di vista culturale e di legittimazione del potere, come meglio vedremo a breve.
Tuttavia, successivamente al 1200 i Maestri templari commisero una vasta serie di errori militari convincendo i Re di Gerusalemme ad attaccare gli eserciti musulmani senza una preventiva e lungimirante pianificazione strategica, che comportò gravi sconfitte ed ingenti perdite di uomini e ricchezze.
Cominciarono a circolare sospetti sulla rettitudine dei templari nella osservanza della Regola del proprio ordine, e i detrattori interpretarono gli insuccessi militari come il frutto di una accecante sete di potere e ricchezza.
Particolarmente ambiguo fu l'episodio dell'assedio di Ascalona del 1153, in cui dopo sette mesi di resistenza, finalmente la città capitolò di fronte all'esercito del Re di Gerusalemme Baldovino III, ma al momento della presa, il Maestro dell'Ordine templare, Bernardo di Tremelay, chiese ed ottenne di fare ingresso personalmente in città seguito da soli quaranta cavalieri di sua fiducia. Il risultato fu che gli assediati, vedendo che il resto dell'esercito cristiano non entrava in città, trucidarono Bernardo di Tremelay e tutti i suoi quaranta cavalieri.
Riporto questo evento come esempio della doppia interpretazione del fenomeno templare nella storia. Infatti, con riferimento a questi fatti, gli studiosi si dividono in due correnti: la prima afferma che essendo i templari venuti in profondo contatto con la cultura araba, l'ingresso in città di Bernardo di Tremelay fosse finalizzato a porre in essere un tentativo diplomatico di composizione pacifica della controversia al fine di evitare un ulteriore spargimento di sangue; secondo altri invece a spingere il Maestro Templare fu la sete di denaro e la possibilità di poter acquisire personalmente la parte migliore del tesoro custodito nella città assediata.

Dopo l'abbandono della Terrasanta, l'Ordine prosperò in Europa attraverso una oculata gestione del grande patrimonio immobiliare accumulato nel periodo delle crociate, grazie ai cospicui lasciti testamentari ad opera della nobiltà e dei regnanti europei, nonché grazie agli sterminati feudi concessi in proprietà dai regnanti come remunerazione dell'appoggio militare concesso nella cacciata degli arabi dai loro territori.
I templari inoltre, attraverso l'opera dei fratelli minori, agricoltori e artigiani a cui era precluso l'uso delle armi, esercitavano la agricoltura, l'allevamento del bestiame, il commercio, ed in cambio della protezione dei pellegrini in territorio europeo, venivano spesso remunerati dai regnanti con l'accesso gratuito alle materie prime presenti sul territorio, quali ad esempio legname e minerali, proficuamente commercializzati dagli stessi templari, a cui era riconosciuta altresì una quota annua sulle elemosine racimolate dalla Chiesa cattolica nei vari vescovati.
Si ricordi che i templari erano sempre e comunque vincolati al voto di povertà, ma la citata Regola di San Bernardo, consentiva loro la gestione di ingenti ricchezze finalizzate alla realizzazione degli scopi di difesa armata della cristianità.
Fu in questo contesto che grazie ai templari si affermarono per la prima volta gli strumenti finanziari della lettera di cambio ( la attuale cambiale), della lettera di credito ( l'attuale assegno circolare), del prestito garantito da pegno, del deposito a fini di custodia di ricchezze private ( la attuale cassetta di sicurezza).
Tutta questa ricchezza economica indusse i templari ad esercitare anche l'esercizio del credito a cui ricorsero numerosi regnanti.
Gli insuccessi militari riportati in Terrasanta, nonché l'ingente ricchezza economica acquisita, cominciarono a rendere impopolari i templari agli occhi del popolo e agli occhi dei regnanti europei, molti dei quali pesantemente indebitati nei confronti dell'Ordine.
Inoltre, in seno alla decadente Europa feudale, verso la fine del XIII secolo, stavano cambiando anche gli equilibri di potere tra le monarchie assolute e la Chiesa cattolica, che veniva sempre più vista dai regnanti come fonte di indebita interferenza materiale e morale nella gestione della cosa pubblica.
Le condizioni storiche favorevoli al crollo dell'Ordine si realizzano all'inizio del '300 sotto il regno Filippo IV Re di Francia, detto il Bello, che approfittando della elezione a Papa di Clemente V, uomo dal carattere debole e completamente sottomesso alla corona di Francia, dove peraltro trasferì la sede pontificia, nello specifico ad Avignone, al fine di rafforzare il proprio potere temporale e riscattarsi dagli ingenti debiti contratti nei confronti dei templari, comandò di arrestare tutti i membri dell'Ordine con la accusa di eresia.
Ebbe quindi inizio il più famoso processo penale della storia in cui l'accusa di eresia venne formulata dalla Corona di Francia e non dalla Autorità ecclesiastica cattolica, così come previsto dall'allora vigente diritto canonico. Inoltre l'accusa di eresia prevedeva la applicazione di norme processuali speciali, secondo cui l'imputato non aveva diritto di conoscere l'identità degli accusatori, dei loro testimoni, non aveva diritto ad avere un difensore e gli interrogatori venivano svolti sotto tortura. In molti casi succedeva che all'esito di questi processi farsa, l'imputato venisse condannato all'ergastolo, ma quando questi ritrattava le proprie confessioni, affermando che gli erano state estorte sotto tortura, la pena dell'ergastolo veniva commutata in pena di morte, con la accusa di recidiva nel reato di eresia per avere l'imputato revocato le precedenti dichiarazioni di pentimento.
Noi oggi ci lamentiamo della giustizia, ma anche all'epoca la vita degli avvocati non era poi così facile.
Approfittando di un barlume di reazione di Papa Clemente V avverso queste manifeste violazioni del diritto canonico dal parte del Re di Francia, un gruppo di trenta cavalieri templari, riuscì ad ottenere il diritto di preparare una difesa processuale. Si incontrarono davanti al carcere di Parigi, sotto il controllo delle guardie penitenziarie reali, ma di fatto l'iniziativa non portò a nessun risultato, perchè sorsero divergenze tra i templari e la Autorità in merito al nome e al numero degli avvocati da nominare.
In effetti ai templari era stato consentito il diritto di nominare Difensori, ma non il diritto di scegliere Difensori di fiducia.
Approfittando di queste incertezze processuali, i trenta templari, avendo ormai capito che l'esito del processo sarebbe stato a loro sfavorevole, fuggirono in Scozia dove trovarono la protezione del potere temporale.

Qui finisce la storia ed inizia la leggenda, alimentata dal fatto che poco dopo lo scioglimento dell'Ordine, la loro simbologia segreta e la loro cultura esoterica composta dalla unione della Alchimia araba e della antica sapienza ebraica ed egizia, fu adottata dalle corporazioni edili medioevali.
Si tenga presente che nel medioevo, la costruzione di reggie e cattedrali richiedeva il possesso di conoscenze tecniche molto sofisticate per l'epoca. Tali conoscenze era detenute da maestri edili che le trasmettevano oralmente ai propri apprendisti nell'osservanza del massimo segreto, per evitare il diffondersi delle stesse a nocumento del prestigio della corporazione. Queste corporazioni erano itineranti. Si spostavano su tutto il territorio europeo a seconda del luogo di appalto dei lavori, favorendo in tal modo legami molto stretti tra gli appartenenti, che nel vincolo di fratellanza codificato nella ritualità templare trovava una congeniale forma di disciplina e identità.
Queste corporazioni composte da liberi muratori operativi, liberi perchè circolando liberamente tra i regni d'Europa, non erano soggetti ad una giurisdizione esclusiva, attrassero artigiani ed artisti di grande levatura tecnica e cultura personale, che proprio nell'ambito di queste corporazioni poterono confrontarsi reciprocamente liberi dai vincoli stringenti della censura temporale e spirituale applicata in ambito culturale dai Regni e della Chiesa Cattolica.
Si crearono in tal modo bacini di libertà di pensiero in cui trovarono espressione le arti e le scienze liberali. Nasceva in tal modo la figura dell'accettato libero muratore, ossia un libero pensatore che per il fatto di non essere un muratore operativo, veniva “accettato” in queste comunità itineranti, senza partecipare attivamente alla esecuzione dei lavori edili, che svolsero un ruolo fondamentale nella nascita della cultura occidentale moderna e nella stessa geografia politica dell'occidente.
Nel 1717 infatti le logge di liberi muratori presenti a Londra, si unirono tra loro in una unica istituzione che prese il nome di Gran Loggia di Inghilterra, dando il via alla attività della massoneria internazionale, che portò alla indipendenza degli Stati Uniti d'America del 1776, alla rivoluzione francese del 1789, ed alla successiva nascita degli Stati nazionali, abbattendo le monarchie assolute e creando il mondo come noi oggi lo conosciamo.
Nell'ambito della massoneria internazionale, c'è poi un particolare indirizzo, definito dell'Antico Rito Scozzese Accettato, che affonda la propria simbologia proprio nell'antico sapere iniziatico templare, così come preservato in Scozia da quell'originario nucleo di cavalieri templari sfuggiti alla persecuzione della monarchia francese di Filippo il Bello.

Come ogni fenomeno umano, la vicenda storica, esoterica, politica e culturale dei Templari costituisce un fenomeno complesso di luci ed ombre, di equilibri specifici particolari, nell'ambito della innata dimensione dell'essere umano, sempre in bilico tra il bene ed il male, tra la pratica del vizio e l'esercizio della virtù, sulla base del libero arbitrio personale, che a seconda delle dinamiche storiche e culturali si esprime in fenomeni positivi o negativi.
Non esiste al mondo un bene assoluto, ma esiste la volontà dei singoli uomini e delle singole donne di fare del bene, di associarsi per il perseguimento di uno scopo giusto nell'interesse morale proprio e dell'umanità tutta, seguendo in questo caso l'esempio di quegli antichi cavalieri templari, che nel loro nucleo originario perseguì senza esitazione la perfezione morale del buon combattimento di San Paolo, senza velleità mondane, e interamente devoti alla realizzazione di una idea di giustizia.

Quello che ci rimane dei Templari è la Tradizione e l'esempio di questi uomini puri, che al cospetto dell'ara si inginocchiano sul solo ginocchio destro, sottoposti ma non sottomessi, sempre pronti al combattimento per il trionfo delle proprie idee, armati dalla spada ideale del proprio intelletto e della propria volontà, davanti al Maestro che dopo l'ultimo affronto umano, li consacra rinati a nuova vita come Cavalieri della Luce.

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La Piazza, diventata un parco giochi inclusivo, sarà dedicata a Lollo Zaratta e a tutti i bambini vittime dell’inquinamento.

 Domenica 14 ottobre alle ore 12.00 verrà riconsegnata alla città Piazza Cafforio. Il progetto, ideato e supervisionato dall’assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Magazzino, in collaborazione con l’assessora alle politiche sociali, Marianna Annicchiarico, ha previsto la creazione di un parco giochi inclusivo attraverso l’inserimento di strumenti di gioco adatti a tutti i bambini e bambine, tenendo conto delle abilità di ognuno. Il pannello memory, la pista multifunzione, il percorso sensoriale, il pannello musicale e l’altalena inclusiva rispondono a questo bisogno e contribuiscono a realizzare un luogo di incontro aperto alle famiglie che riconsegna ai cittadini l’idea che non ci sono attività o strumenti per disabili e altri per “normodotati” ma che lo stesso gioco può essere utilizzato secondo le proprie abilità. L’obiettivo è quello di veicolare un preciso messaggio civile e sociale, oggi più che mai imprescindibile: il diritto alla vita e al gioco dei bambini.

Non a caso, contestualmente alla riapertura della piazza, sarà svelata alla cittadinanza la targa dedicata al piccolo Lollo Zaratta e a tutti gli altri bambini vittime dell'inquinamento.
Lorenzo Zaratta (detto Lollo) è il bambino simbolo della lotta all'inquinamento. Balzato alle cronache perché sempre in prima linea con il papà durante le tante manifestazioni in favore dell'ambiente e del territorio. Venuto purtroppo a mancare pochi giorni dopo il compimento dei suoi primi cinque anni, a lui la città di Grottaglie dedica un'area giochi. La seconda in Puglia e in Italia.
Saranno presenti alla cerimonia le istituzioni, le associazioni, gli artigiani, i liberi cittadini e i commercianti che ne hanno reso possibile la realizzazione. Sarà inoltre presente la comunità parrocchiale della Chiesa della Madonna delle Grazie che ha partecipato alla preparazione dell’evento e alla ripulitura del muro adiacente alla piazzetta; inoltre sarà presente Mauro Zaratta, il papà del piccolo Lollo.

Una targa in un luogo dove il gioco, il divertimento e la spensieratezza dei nostri bambini ci ricordino quanto poco è stato fatto per loro e per la nostra terra. Un luogo che omaggi i nostri “piccoli eroi” che hanno pagato caro il silenzio di una provincia e che ancora oggi sono tristemente vittime di un progetto politico diabolico contro il quale si è combattuto poco. Una targa che sia monito costante per noi genitori, un richiamo all’attenzione ed un continuo rimprovero a chi volta le spalle al peso della realtà e che allo stesso tempo ribadisca più forte che mai che i bambini hanno diritto a vivere e giocare.

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Sabato 13 ottobre laboratorio didattico: “Alla scoperta del paesaggio” Visite tematiche “Il paesaggio nell’arte”
Domenica 14 ottobre: Giornata F@mu Famiglie al Museo e Giornata Europea della Cultura Ebraica visite tematiche “Topografia della Taranto antica”
Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA, in collaborazione con il Concessionario Nova Apulia, prosegue la sua programmazione culturale con un fitto calendario di eventi nel week-end. Qui di seguito il dettaglio del programma:
DIVERTIMARTA – Laboratorio per bambini
Sabato 13 ottobre alle h. 17:00 il Concessionario Nova Apulia organizza per i più piccoli il percorso didattico “Alla scoperta del paesaggio” e a seguire laboratorio finalizzato alla realizzazione di cartoline personalizzate con la tecnica degli acquarelli ispirandosi alle opere dei viaggiatori del 1700. Età: 6/12 anni. Durata 2h30min. Tariffa: € 8,00 a bambino. Prenotazione obbligatoria.
WEEKEND AL MArTA – visite guidate tematiche
Sabato 13 ottobre alle ore 17:30, il Concessionario Nova Apulia propone una visita guidata sul tema “Il paesaggio nell’arte”. Tariffa € 6,50 + biglietto d'ingresso. Prenotazione obbligatoria.
DOMENICA 14 ottobre Giornata F@mu Famiglie al Museo e Giornata Europea della Cultura Ebraica
In occasione della "Giornata F@mu - Famiglie al Museo" e della “Giornata Europea della Cultura Ebraica” il MArTA dedica la sua programmazione al tema “Piccolo ma prezioso” con visite guidate, conferenze e laboratori.
- Family Lab per famiglie a cura del Concessionario Nova Apulia: a una breve visita guidata tematica alle stele ebraiche del MArTA seguirà un laboratorio didattico finalizzato alla creazione di un oggetto rituale della cultura ebraica ed alla comprensione di alcuni caratteri scritti in ebraico. Orari: mattina ore 10:00 e 11:30. Pomeriggio: ore 15:30, 17:00 e 18:00. Attività gratuita per bambini dai 4 ai 12 anni.
Prenotazione obbligatoria entro le ore 19:00 del 13 ottobre 2018 al tel. 099-4538639 oppure e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
- Approfondimento tematico a cura del concessionario Nova Apulia “Topografia della Taranto antica”, alle ore 11:30. Tariffa 6.50 euro+ biglietto d'ingresso. Prenotazione obbligatoria.
- Conferenza e approfondimento tematico sulle stele ebraiche del MArTA in occasione della “Giornata Europea della Cultura Ebraica”. Evento in collaborazione con l'Associazione Italiana di Cultura Classica, interverrà l'Associazione Italia-Israele. Presso la “Sala incontri" del Museo, alle ore 17:00, dopo un’introduzione della direttrice del MArTA dott.ssa Eva Degl'Innocenti, si terrà la conferenza "Storie nascoste di un epitaffio ebraico. Pagine mediterranee da una terra-mondo" a cura della dott.ssa Maria Pia Scaltrito, che sarà seguita da un approfondimento tematico sulle epigrafi ebraiche esposte al MArTA, a cura della direttrice del MArTA, dell'Associazione Italia-Israele (dott. Giovanni Di Lena) e dal Presidente della delegazione di Taranto dell'Associazione Italiana di Cultura Classica, prof.ssa Franca Poretti.
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti della Sala incontri. Gradita prenotazione.

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Lunedì 8 ottobre dalle 10.30 alle 11.15 ha avuto luogo l’apertura straordinaria del Ponte Girevole del capoluogo ionico per permettere il defilamento delle imbarcazioni a vela, delle lance a remi, delle canoe e delle tavole di Stand Up partecipanti al Trofeo del Mare Città di Taranto – 2° Edizione. Più di 500 studenti dei 16 istituti superiori di Taranto e provincia, coinvolti nella seconda edizione del Trofeo che proseguirà fino al 14 ottobre tra regate in mare e momenti di studio. Alle 9.30 circa studenti, istruttori delle associazioni sportive dilettantistiche e dei circoli velici, ciascuno con il proprio gagliardetto d’istituto, partendo da piazza Maria Immacolata, hanno sfilato per la centralissima Via D’Aquino, per giungere su Corso due Mari in corrispondenza del monumento ai Marinai. Il defilamento è stato accompagnato dalle note musicali e dalle marce della Fanfara del Comando Marittimo Sud della Marina Militare e della Fanfara del Liceo Archita, per l'occasione annessa a quella dei Bersaglieri. Taranto, città natale di questa manifestazione sportiva, diventa così il prezioso punto di incontro tra tradizione, storia e passione per il mare, così come evidenziato dalla cittadinanza accorsa numerosa per assistere entusiasta alla Cerimonia di Apertura. Presenti alla Celebrazione il Centro Mobile Informativo della Marina Militare ed alcuni stand informativi del “Trofeo del Mare – Città di Taranto”. 

Dopo l’allocuzione del Capo di Stato Maggiore del Comando Marittimo Sud – C.V. Fabio FARINA – e la solenne lettura delle formule del giuramento dell’Atleta, degli Istruttori e del Giudice di Gara, il Cappellano capo, mons. Renato PIZZIGALLO, ha impartito la Benedizione agli atleti. L’apertura straordinaria del Ponte Girevole, preceduta dalla dichiarazione di apertura ufficiale del “Trofeo del Mare Città di Taranto – 2° Edizione” proclamata dal C.V. Farina, ha permesso il defilamento delle imbarcazioni a vela, delle lance e delle canoe partecipanti al Trofeo del Mare:
“Il Canale Navigabile di Taranto è oggi testimone ancora una volta del secolare sodalizio tra la città dei Due Mari e la Marina Militare con lo sguardo rivolto ai giovani, vero futuro del nostro Paese. L’obiettivo della manifestazione sportiva – frutto di un’intensa collaborazione tra la Forza Armata, il Comune di Taranto, il CONI Comitato provinciale, il MIUR Puglia Ufficio scolastico provinciale, le Federazioni sportive (FIV, FIC, FICK, FICSF), i Circoli velici e le Associazioni Dilettantistiche Sportive locali - è quello di avvicinare i giovani, veri protagonisti di questo evento, al mare attraverso le attività sportive velico-marinaresche, insegnando loro i principi etici ed i valori che quotidianamente animano la Marina Militare, insegnando loro a “far parte di un equipaggio”, per lavorare in team, veleggiando con il puro spirito sportivo e di solidarietà”, come espresso dallo stesso Comandante FARINA.
La Marina Militare, costantemente impegnata nella sensibilizzazione dei giovani verso una cultura sempre più rispettosa dell’ambiente marino e delle tematiche ambientali ad esso connesse, mette a disposizione le sue realtà “più naturalmente marinare ed ecologiche” quali le barche a vela e le navi Scuola.

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Incremento del +18,8% per la linea internazionale.


Bari, 9 ottobre 2018 – Nel periodo gennaio – settembre di quest’anno i passeggeri in arrivo e partenza sugli aeroporti di Bari e Brindisi sono stati oltre 5,7 milioni, il +6,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. La linea internazionale, con circa 2,1 milioni di passeggeri, cresce del +18,8%, mentre il dato riferito alla linea nazionale, +0,7%, è sostanzialmente stabile. Al conseguimento di questo risultato ha certamente contribuito l’ottimo andamento del mese di settembre che ha registrato un incremento del traffico passeggeri dell’11% su Bari e del 10,1% su Brindisi.
Va evidenziato, altresì, l’eccellente risultato della linea internazionale che a settembre, rispettivamente con 232mila e 79mila passeggeri, si attesta al +23,4% su Bari e al +25,4% su Brindisi. Complessivamente sui due scali, nello scorso mese, il totale, tra arrivi e partenze, è stato di poco più di 770mila passeggeri (+10,7%).

“L’eccellente risultato ottenuto è motivo di legittima soddisfazione” ha dichiarato il Presidente di Aeroporti di Puglia Tiziano Onesti. “La significativa crescita registrata dalla componente internazionale di linea è legata a doppio filo alla nostra costante azione di sviluppo del network delle destinazioni e di accentuata accessibilità dai grandi mercati fonte per l’industria turistica pugliese. I nostri scali – ha quindi concluso il Presidente Onesti – contribuiscono in maniera sempre più decisa all’affermazione della Puglia come destinazione di successo per il turismo internazionale”

 

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“Mentre tutti ribadiscono il ‘presappochismo suicida’ che ha contraddistinto la Regione Puglia sin dagli albori della infezione della Xylella fastidiosa nella nostra terra, quando questa era ancora circoscrivibile, il senator ed ex-assessore regionale alle Politiche Agricole Dario Stefàno ha la sagace idea di cercare di incolpare un Governo in carica da appena 4 mesi”. Questo il commento del deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, esponente M5S della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, alle accuse lanciate dal senatore salentino del Partito Democratico al Ministro Gian Marco Centinaio.

“Il parlamentare forse dimentica di far parte e di aver sostenuto tutte le maggioranze responsabili dell’attuale stato di crisi dell’olivicoltura pugliese – prosegue – Dimentica di esser stato assessore alle Risorse Agroalimentari con Nichi Vendola sin dal lontano 2009 e che il primo accertato ritrovamento di Xylella fastidiosa in Puglia è datato 2013 nelle campagne di Li Sauli, tra Gallipoli e Taviano. Da allora la politica regionale del centrosinistra è stata contraddistinta dal motto adda passa ‘a nuttata. In Commissione Agricoltura alla Camera, con il Presidente Filippo Gallinella (M5S) non abbiamo perso tempo e abbiamo dato avvio ad una indagine conoscitiva – continua Giuseppe L’Abbate, che ne è anche relatore – per fare chiarezza sul marasma di informazioni sinora veicolate che non hanno fatto altro che creare maggiore confusione in cittadini, operatori e politica.

Il ministro Centinaio, al contempo, ha subito mostrato la massima attenzione al problema, promettendo un intervento in tempi brevi che si sta già definendo, anche grazie al lavoro della Commissione Agricoltura di Montecitorio, in un decreto dedicato. Tutto ciò mentre nulla di concreto è stato fatto dall’ex ministro Maurizio Martina (PD) per il piano olivicolo approvato, dietro nostre pressioni e insistenze, nel 2015; mentre l’Assessore Leonardo Di Gioia (PD) stenta anche solo a fare l’ordinario nel suo territorio e mentre il Governatore Michele Emiliano (PD) continua a pregare che qualcuno gli tolga le castagne dal fuoco vista la sua totale incompetenza, la mancata volontà di perseguire un obiettivo concreto e il disinteresse nel coordinare i vari uffici regionali, ad iniziare dal Servizio fitosanitario, che pur avrebbero la possibilità di sostenere gli agricoltori e fronteggiare l’avanzata del batterio.

Talvolta – conclude il deputato L’Abbate (M5S) – chi ha condotto il Paese al disastro, dovrebbe guardarsi allo specchio e avere il pudore del silenzio. Se il PD ha qualcosa di utile da dare o proporre agli agricoltori pugliesi, bene; altrimenti i loro esponenti farebbero meglio ad avere il pudore del silenzio”.

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Vittoria rocambolesca sabato pomeriggio per la Ricci Fc contro l’Asd Petruzzi, un 2-3 che consente agli uomini del presidente Tiziano Ricci di restare aggrappati alla testa della classifica.

Mister Pellegrino schiera i lupi con un 4-3-3 con il chiaro intento di sfruttare i velocissimi esterni offensivi. Dopo pochi istanti dall’inizio della contesa, Bellavista pennella per De Benedetto che non riesce a trovare la porta. I primi venti minuti sono tutti di marca neroverde, con giocate a tratti di categoria superiore vanificate però dalla scarsa precisione sottoporta.

La partita si sblocca con la zampata di Pippo D’Ippolito, lesto a sfruttare una palla vagante in area di rigore.

La Ricci continua a spingere sulla sinistra, D’Andria è devastante e serve un’infinità di cross che i compagni non riescono a sfruttare.

Sul finire del primo tempo, la Petruzzi potrebbe trovare il pareggio: l’arbitro assegna un rigore che scatena le proteste degli ospiti ma De Leonardis ipnotizza l’attaccante permettendo ai suoi di andare al riposo col risultato di 1-0.

Nella ripresa la Petruzzi entro con uno spirito diverso, cercando di affacciarsi a più riprese nella metà campo avversaria: occasioni sporadiche e poco pericolose che però suonano come un campanello d’allarme.

Al 10′ è Nesta a sfiorare la marcatura su assist dello scatenato D’Andria ma, dopo una serie di cambi, dieci minuti più tardi arriva il pari beffa. Padovano però non ci sta e riporta in avanti i suoi con una bellissima serpentina, liberato splendidamente da una sponda del bomber Mariano. La gara però resta apertissima e la Petruzzi trova il 2-2 direttamente su calcio di punizione.

Ma i tre punti sono troppo importanti per la Ricci che, nei mimnuti di recupero, trova il gol del definitivo sorpasso. Cesare, appena rientrato da un brutto infortunio, recupera un pallone a centrocampo, salta un uomo e poi serve Mariano che libera Padovano che di piatto mette in rete il 3-2 che fa saltare di gioia la panchina.

Successo ottenuto su un campo difficile, quelli della Ricci Fc, al cospetto di un avversario tenace e ben messo in campo. La classifica ora parla di dieci punti in cinque gare: un bilancio assolutamente positivo per la neonata squadra di Taranto.

COMUNICATO STAMPA

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Cuore, grinta e determinazione non bastano alla Corim Città di Taranto, che si arrende soltanto al fischio finale all'ottimo Fulgor Octajano con il risultato di 3-4.

Gara in salita per le rossoblu, evanescenti in un primo tempo che si conclude con il risultato di 4-1 per le ospiti, ripresa esaltante con il Centro Sportivo "Bellevue" diventato per l'occasione un catino incandescente (oltre duecento presenze nel piccolo palazzetto dello sport di Talsano). Per le ioniche doppietta del neo capitano Giliberto, autrice di un gol da applausi, e rete di Valente, con dedica speciale.

Le ospiti partono subito bene con un diagonale di Rapuano al 1' che viene deviato in corner da Cordaro, con l'estremo difensore di casa che si esalta anche quattro minuti più tardi sulla conclusione di Ponticello. Nel ribaltamento di fronte, azione personale di Giliberto che dall'esterno ci prova col sinistro, para Lanza.
Al 7' si sblocca la contesa con Apicella, che con una precisa esecuzione di sinistro dopo un batti e ribatti fa 1-0. Qualche istante più tardi Rapuano sfiora il 2-0 colpendo il palo. Il raddoppio ospite però non tarda ad arrivare e porta la firma ancora di Apicella, che stavolta di destro realizza la sua doppietta personale.

A questo punto la Corim, fino a quel momento timida e raramente fuori dalla propria metà campo, alza la testa e trova il gol con Giliberto, che trasforma in oro un lancio lungo di Cordaro. La rete del numero 10 però è illusoria e Fiengo, prima sfruttando un'errore in uscita delle atlete ioniche e successivamente con una conclusione dalla distanza, porta il parziale sul 4-1. E' il risultato con cui ci chiude la prima frazione di gioco.

Nell'intervallo coach Liotino striglia le sue ragazze ed ottiene subito la reazione che si aspettava: pronti via e Giliberto manda fuori un interessante tiro in diagonale, poi ci pensa Valente a realizzare il 2-4 ribadendo in rete una conclusione di una monumentale Stante. Per Serena l'abbraccio delle compagne e indici rivolti al cielo: il gol è dedicato alla mamma scomparsa.

La Fulgor prova a ristabilire le distanze ma Cordaro è decisiva in almeno tre occasioni su Rapuano, poi è ancora Valente ad avere due volte sul destro l'occasione per segnare ancora, senza però trovare lo specchio della porta.

Al 14' il Bellevue esplode: Giliberto prende palla dalla propria metà campo, con l'esterno destro fa un tunnel alla sua dirimpettaia e si invola in solitaria verso l'area avversaria, realizzando con un tiro all'angolino da cineteca. E' il 3-4, è il gol della speranza.

A questo punto squadra e pubblico ci credono e l'Octajano prova a limitare i danni giocando per lo più di rimessa. Il possibile 4-4 si potrebbe materializzare ancora sui piedi di Valente, ma Lanza dice di no.

Il pareggio non arriva, gli applausi del pubblico si. Per quella che è una sconfitta che lascia qualche rammarico ma anche tanta positiva consapevolezza per una stagione ancora tutta da vivere.


CORIM CITTA' DI TARANTO - FULGOR OCTAJANO 3-4
reti: pt 7’ e 10’ Apicella (F), 11’ Giliberto (T), 12’ e 14’ Fiengo (F); st 2’ Valente (T), 14’ Giliberto (T)

 

COMUNICATO STAMPA

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Non dobbiamo avere paura. Non possiamo retrocedere di fronte agli attacchi continui che la stampa (di tutti i colori) continua a ricevere, e non possiamo chiudere in un recinto di terrore o di gogna mediatica chi ha ancora voglia di manifestare, partecipare, esprimersi. Per questa ragione, partendo proprio dagli ultimi deprecabili episodi di attacco violento attraverso i social a testate giornalistiche come La Ringhiera, Martina News, e dalla campagna denigratoria nei confronti di tutti i media, chiediamo che si vada ben oltre la solidarietà. 

Così Paolo Peluso, segretario generale della CGIL, che lancia l’allarme degli hater da tastiera che spesso arrivano a condizionare anche l’agire politico e sociale delle nostre comunità.
Esprimere la propria opinione è un conto, minacciare, usare linguaggi violenti o aizzare pensieri razzisti o discriminatori è un altro. Ad Assisi nei giorni scorsi, proprio in occasione della Marcia per la Pace Perugia-Assisti, è stato varato la prima bozza di Manifesto “Le parole non sono pietre” - spiega Peluso – Un testo che potrebbe essere una buona base di lavoro non solo per gli operatori dell’informazione ma per chiunque operi nel mondo della comunicazione.
Il giornalista che racconta di un episodio di cronaca non può e non deve subire gli attacchi violenti di chi dalla mattina alla sera soffia sul fuoco dell’odio – commenta ancora Peluso – e lo fa in alcuni casi rivestendo non avendo informazioni dettagliate, inseguendo fake news o peggio ancora rivestendo anche ruoli professionali di “servitore dello Stato”, che a maggior ragione dovrebbe tenere alla difesa di tutti i diritti sanciti dalla nostra Costituzione.
Noi facciamo nostra la Carta d’Assisi e ci faremo promotori di un incontro più specifico sul tema chiamando accanto a noi l’Ordine dei Giornalisti, l’Associazione della Stampa e tutte le associazioni che in nome della giustizia e del dialogo operano sul territorio – conclude il segretario della CGIL – e non solo per difendere il giornalismo, ma anche per proteggere la dignità delle notizie e della ricerca della verità.

 

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Il deputato L’Abbate (M5S Commissione Agricoltura Camera) plaude alla scelta del Mipaaft di creare una task force per procedere alla chiusura immediata delle pratiche 2016. Intanto prosegue l’iter parlamentare della legge di riordino sulla pesca

Una task force per accelerare le procedure di liquidazione delle pratiche del fermo pesca temporaneo obbligatorio. L’obiettivo è quello di assicurare entro la fine di novembre la liquidazione delle pratiche relative al 2016, per poter poi procedere con l’adozione della graduatoria e iniziare i pagamenti dell’arresto temporaneo del 2017. Ad annunciare la task force costituita dalla Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, in collaborazione con il Reparto Pesca Marittima del Corpo delle Capitanerie di Porto, è il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio.

“Non possiamo che esprimere tutta la nostra soddisfazione per questo cambio di rotta in confronto al passato mirato a dare risposte concrete ed efficaci, in tempi immediati – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, esponente M5S della Commissione Agricoltura della Camera – Condividiamo anche la decisione di chiedere garanzie per il budget complessivo previsto nel Fondo europeo per gli affari marittimi e della pesca. Nel frattempo, in sede parlamentare, è nostra intenzione iniziare presto il percorso della mia proposta di legge per il riordino e la semplificazione normativa del settore ittico e in materia di politiche sociali nel settore della pesca professionale. Disposizioni che si arenarono nella scorsa Legislatura trovando il favore di un solo ramo del Parlamento e che – conclude L’Abbate (M5S) – gli operatori attendono da tempo affinché si ridia slancio alla pesca italiana”.

 

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