Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Lunedì, 12 Novembre 2018

Il 29 novembre prossimo alle ore 17.00 con una solenne concelebrazione nel Santuario del Centro Storico, alla presenza dell’Arcivescovo di Taranto mons. Filippo Santoro, clero, autorità civili, militari, grottagliesi e amici del circondario tarantino, sarà rivolto il saluto di commiato ai Padri Gesuiti presenti a Grottaglie. La comunicazione del termine di servizio apostolico con la chiusura della Comunità di Grottaglie era stata ufficializzata in data 24 luglio 2018 a mezzo lettera dalla Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù alla Città di Grottaglie e alla Diocesi di Taranto. Come riportato nella lettera, la decisione presa dalla Compagnia è scaturita dal calo dei gesuiti e dalla ristrutturazione della Provincia Euro-Mediterranea. Si conclude così una lunga storia durata 172 anni che ha visto camminare con fede autentica tantissimi laici e numerosi Padri gesuiti. Un triste evento che segnerà per sempre tante generazioni in vita che hanno collaborato e conosciuto diversi gesuiti scomparsi, ma anche tanti collaboratori che negli ultimi anni hanno collaborato con i Padri: Corcione, Trani, Discepolo, Gutierrez, Quercia, Maglie, Troise. Non serve descrivere la storia degli ultimi 50 anni di apostolato svolto a Grottaglie dai Gesuiti, perché sono in tanti a conoscerla, ma è bene ricordare l’impegno dei nostri antenati a farli venire a Grottaglie e riflettere molto sul “disimpegno generale dei grottagliesi a farli restare”. Se è vera la testimonianza di tante generazioni sul bene capitalizzato nelle proprie vite dalla presenza a Grottaglie dei Gesuiti e dalle spoglie di S. Francesco de Geronimo, adoperarsi oggi a sostenere il clero locale e diocesano nella continuità pastorale, animata dallo stesso spirito e degli stessi fini gesuitici, è la dimostrazione di rinnovato impulso apostolico per la città e per il circondario. A sostegno di quanto sopra descritto, riporto il testo integrale del volume “I gesuiti a Grottaglie, primi cento anni di storia” a firma del Superiore del tempo P. Michele Corcione con la collaborazione dei Padri Salvatore Trani e Michele Pontari. 

«L’ 11 maggio 1806 il venerabile P. Francesco De Geronimo riceveva dal Papa Pio VII il titolo di beato. Giustamente orgogliosa della gloria che le proveniva dal suo grande concittadino, Grottaglie festeggiò con grande entusiasmo per tanti giorni questo evento. Sorse allora il proposito di innalzargli un tempio nel luogo stesso dove era nato, per onorarne la memoria.
Mentre si discuteva senza venire ad una soluzione concreta, ecco giungere a Grottaglie per venerare il nuovo Beato e affrettarne la canonizzazione, alcuni Padri, tra i quali il Provinciale P. Vulliet proveniente da Lecce (1828). Le memorie ci riferiscono che vennero accolti dalla popolazione quasi celesti messaggeri e con quell’affetto medesimo, col quale si sarebbe accolto il redivivo santo concittadino. I Padri si dimostrarono felici del proposito di costruirgli un tempio in vista della vicina canonizzazione. lntanto il popolo chiese con insistenza di udire uno dei confratelli del loro Santo. Cosi il P. Vulliet e gli altri due, P. Luigi Solari e P. Nicola Sorrentino, insieme predicarono gli Esercizi Spirituali nella Collegiata, dove il Santo era stato battezzato. Imponente fu il concorso di popolo. L’occasione era quanto mai propizia per domandare al Provinciale di aprire un Collegio di Gesuiti nella loro terra. Nella speranza di avere presto almeno una Residenza, si decisero finalmente a realizzare il progetto della chiesa. Cosi due anni dopo (1830), in una festa commossa di autorità e di popolo, Mons. De Fulgore benedisse la prima pietra del tempio, il quale sarebbe stato costruito a spese dello stesso arcivescovo e della cittadinanza. Nel giro di pochi anni (1838), l’anno precedente la canonizzazione, il tempio fu pronto ad accogliere i fedeli. Frattanto si intensificarono le richieste presso il nuovo Provinciale P. Francesco Manera, perché si degnasse di inviare stabilmente alcuni Padri, avanzando suppliche contemporaneamente al Re Ferdinando ll di Napoli. L’arrivo della buona notizia che il Papa Gregorio XVI aveva iscritto nell’albo dei Santi il De Geronimo (26 maggio 1839), fece salire alle stelle l’entusiasmo dei Grottagliesi, con l’aggiunta, cinque anni dopo (3 maggio 1844), che il medesimo Pontefice, accogliendo la supplica dell’Arciv. di Taranto Raffaele Blundo, creava S. Francesco Patrono principale di Grottaglie fissandone la festa patronale alla prima domenica di settembre. Questi fremiti di gioia riaccesero negli animi il desiderio di avere i confratelli di S. Francesco. A superare le difficoltà insorte di assicurare ai Religiosi casa e sussistenza intervenne la professione religiosa del P. Alessandro Lopez. Dovendo, in forza del voto di povertà, fare la rinunzia dei propri beni, con geniale pensiero di assegnare la rendita della sua proprietà (800 scudi annui) per la costruzione della Residenza, risolvette insperatamente il problema (1847). Cosichè i lavori per la costruzione della casa poterono avviarsi fin dal 1849. Però Grottaglie poté accogliere i primi Gesuiti fin dal 1846, provvisoriamente sistemati in una casa privata, propriamente nel palazzo di Don Pasquale Gaeta, quasi vicino alla chiesa del Santo. Essi portano il nome di P. Miozzi, P. Massa e il Fr. Bartolomeo Folli. Il Manoscritto inedito (Arch. napol. S. J.) che ci informa dettagliatamente di quegli anni, dice: “I Padri erano tutti rispettati e amati non solo dal popolo, ma ancora dal clero che allora era ben istruito, tanto che ogni sera facevano a gara di conversare col P. Miozzi e P. Massa”. lntanto, qualche anno dopo, sopraggiunta la rivoluzione del 1848, per legge i Gesuiti vennero espulsi, nonostante la fiera opposizione dei Grottagliesi, affezionati a questi religiosi. Per le minacce del Pretore, un certo Trombetta acceso liberale, i Padri furono costretti a fuggire, e la reazione dei cittadini al suono delle campane a stormo che chiamavano alle armi il popolo, fu domata dall’intervento della polizia con a capo il giudice Trombetta. Sedata la rivolta del 1848, i detti Padri si ristabilirono a Lecce (scrive l’autore del manoscritto) ma “non mancavano mai di fare una scappatina a Grottaglie, e avveniva una festa quando venivano. Così passarono le cose dal 1846 al 1852. lnfatti, già dal 1851 cominciarono a rientrare alcuni Padri, guidati dal P. Quintino Raho, che fu il primo superiore della Residenza. Presero in affitto un’abitazione privata nelle vicinanze della chiesa e aprirono scuole. Il P. Raho si adoperò molto per la costruzione della Residenza, i cui lavori erano già stati avviati prima. Curò anche la chiesa di S. Francesco, affidata alla Compagnia di Gesù, arricchendo il tempio di altari, di quadri e di arredi preziosi. Ma soprattutto fu un apostolo che raccolse una messe abbondante di anime anche nei dintorni. Veniva stimato un santo, come lo dimostrò una dolorosa vicenda. Un giovane Sacerdote da lui molto beneficato ed anche ospitato in casa coi religiosi, non si dimostrava all’altezza del suo compito. Ai richiami patemi del superiore non solo non si emendò, ma si oppose con l’arma della calunnia presso l’Autorità ecclesiastica e presso gli stessi superiori della Compagnia. Ma questi, che ben conoscevano il P. Raho, gli vollero attestare la loro stima promovendolo alla carica di Rettore del Collegio di Reggio Calabria, facendolo sostituire a Grottaglie dal P. Pellegrino Zingone. Il P. Raho, a sua volta, durante i moti del 1860, si vendicò del calunniatore - e di chi, pur conosciutane l’innocenza dopo giudizio ufficiale - fu con lui poco generoso -, come si vendicano i santi col fare del bene. Il colpevole, però, si ricredette riparando al suo misfatto, al ritorno dei Padri nel 1897, mostrandosi molto benevolo con loro. Quando venne inaugurata la residenza, era il 31 luglio del 1852, ricorrenza di S. Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù. Oltre il P. Raho, tra i primi che l`abitarono, troviamo il P. Francesco Ballerini, anch’egli ritenuto un santo per l’austerità della vita e l’ardente zelo verso il popolo. Poi vi si aggiunsero il P. Rocco Pesce ed il Fr. Luigi Russo, che nel 1855 venne sostituito dal Fr. Domenico Micci, abile falegname a cui si devono alcuni magnifici confessionali nella chiesa e le belle e solide porte della chiesa e della Residenza. Questa, completata del primo e del secondo piano, fu pronta nell’agosto del 1855. Con la venuta del P. Pietro Chiavero, e quindi cominciò ad operare come Collegio con scuola di grammatica (1858). Cosi sembravano appagate le aspirazioni dei Grottagliesi. Ma solo per poco. lnfatti, in questi travagliati anni della fondazione i Padri poterono operare per un periodo ridotto e anche disturbato come si è visto, dal 1846 al 1860. Dal 1860 (17 giugno), comincia il lungo esilio dei Gesuiti, per effetto del decreto di espulsione del dittatore Garibaldi. A Grottaglie rimase soltanto il Fr. Giuseppe Lenti in abito secolare, per accudire alla chiesa, passata sotto il can. Pasquale Marinaro. Con la cacciata dei Padri, anche l’incipiente Collegio aperto dal successore del P. Raho, il P. Pellegrino Zingone, dovette chiudere i battenti, dispersi i professori, scuole e scolari. Grottaglie attese il ritorno dei Gesuiti per 37 anni fino al 1897, che segnò l’inizio di un rinnovato vigore, in un’ltalia divenuta Stato unitario dall'Alpi alla Sicilia, sotto la Monarchia Sabauda».

 

 

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Una sfida per gli amministratori di condominio, per la città e per il Paese: innovare le strutture condominiali, abbattere le barriere architettoniche, garantire l'efficientamento energetico e digitale. Le "innovazioni nel condominio" saranno il tema portante di un convegno tecnico-giuridico, in programma venerdì 23 novembre, dalle ore 9 alle ore 18, nella sede del Dipartimento ionico dell'Università degli studi di Bari, ex Caserma Rossarol, in via Duomo 259, a Taranto.

Il convegno è promosso dall'Anaci (associazione nazionale amministratori condominiali ed immobiliari), in collaborazione con l'Ordine degli ingegneri della Provincia di Taranto e con la Fondazione Scuola Forense di Taranto. La partecipazione al convegno, con ingresso gratuito (prenotazione obbligatoria ad anacitarantoinfo@gmail,com), dà diritto a crediti formativi per gli associati Anaci e per ingegneri ed avvocati. Partner dell'iniziativa sono il Gruppo24ore, Ascensori Cavallaro, Immobiltecno e Duferco Energia. All'incontro parteciperanno il presidente nazionale Anaci e i massimi esperti del settore.

Il tema, di grande attualità, fa riferimento alla legge 220 del 2012, che indica il percorso da seguire per interventi migliorativi nei condomini, sul piano dell'abbattimento delle barriere architettoniche, per tutelare e garantire i diritti di disabili ed anziani, ma anche sul piano dell'efficientamento energetico, con l'uso di energie rinnovabili, e delle nuove tecnologie digitali e satellitari.

"La riforma - spiega l'avvocato Antonio Mele, responsabile scientifico del centro studi Anaci di Taranto - oltre ad indicare le nuove norme, impone, con l'evoluzione delle esigenze abitative e degli stili di vita, di occuparsi anche delle innovazioni. Ci sono una serie di settori: internet, le tv, i satelliti, gli impianti centralizzati per le comunicazioni digitali, l'evoluzione in materia di energia elettrica con fonti rinnovabili, gli ascensori idonei alle esigenze della disabilità. Tutto questo è frutto dell'evoluzione dei tempi e delle nuove esigenze dei cittadini". Il parco immobiliare italiano, così come quello della città di Taranto e della provincia, è, però, datato. "A Taranto, ad esempio - dicono i referenti Anaci -, si realizzano poche nuove costruzioni. Le ultime hanno almeno 10 anni. La città ha il quartiere Borgo, ad esempio, con palazzi di fine '800 -inizi '900 e tante altre costruzioni risalenti al boom economico degli anni '60, quando c'è stata l'esplosione demografica degli edifici. Il quartiere Italia è datato anni '70 - '80 del secolo scorso, il quartiere Tamburi ha palazzi degli anni '50, '60 e '70, nati anche per le esigenze abitative legate all'industria siderurgica. La maggior parte delle strutture, quindi, ha almeno venticinque o trent'anni; tutti questi edifici sono privi di antenne centralizzate, di ricezione satellitare centralizzata, di strutture per abbattere le barriere architettoniche; molti sono privi di ascensore oppure hanno ascensori non adeguati alle esigenze della disabilità e che non abbattono le barriere architettoniche". La riforma consente che vengano realizzate tutte le opere che puntano all'abbattimento delle barriere architettoniche, al contenimento del consumo energetico, alla realizzazione di parcheggi, alla produzione di energia da fonti rinnovabili, agli impianti centralizzati e all'accesso ad ogni altra fonte o mezzo informatico. Tecnicamente, se in passato c'era bisogno, nella votazione condominiale, della maggioranza di due terzi per gran parte degli interventi, oggi gli stessi sono autorizzati con una maggioranza del valore (in millesimi) della metà dell'edificio. Tra gli esempi, c'è quello dell'ascensore, importante perché è lo strumento cardine per abbattere le barriere architettoniche. "Da un punto di vista civile, è importante per i diritti di tutti, in primis dei disabili e degli anziani. Ci sono edifici - dicono i referenti Anaci - in cui, per come sono stati realizzati, è difficoltoso inserire l'impianto o modificarlo. Il vano scala non ha lo spazio adeguato, a volte, ed è compito dei tecnici capire come modificare i progetti. Alcuni impianti, ad esempio, sono stati realizzati all'esterno dell'edificio". Si tratta di interventi che, da una parte garantiscono i diritti delle persone, abitanti degli edifici condominiali, dall'altra conferiscono più valore alla stessa struttura abitativa. "Appartamenti al quarto o quinto piano senza ascensore non valgono, a Taranto, più di 20 o 30mila euro - è spiegato -. Anche una coppia giovane non acquisterebbe una casa al quinto piano senza ascensore; per persone anziane, diventano spesso delle vere e proprie 'prigioni'. Queste unità immobiliari, quindi, si svalutano tanto; dunque, in questi edifici, la realizzazione dell'ascensore, può determinare un incremento notevole del valore dell'edificio, oltre che abbattere le barriere architettoniche. La nostra sfida parte, perciò, dalla formazione e dal confronto con i tecnici e con le aziende specializzate, per approfondire il tema ed essere pronti ad intervenire, con l'obiettivo di rivalutare il nostro parco immobiliare e garantire i diritti".

 

Al convegno interverranno:
Anna Maria Portulano, presidente provinciale Anaci Taranto;
l'avvocato Marco Caracciolo, direttore centro studi Anaci Taranto (presentazione del corso di formazione iniziale per lo svolgimento della professione di amministratore di condominio);
Alan Castagnini, avvocato del Foro di Taranto e componente del centro studi provinciale Anaci Taranto (aspetti generali ed innovazioni vietate);
Francesco Rizzi, avvocato del Foro di Taranto e componente del centro studi provinciale Anaci Taranto (il mantenimento di destinazione d'uso delle parti comuni);
Gianluca Masullo, avvocato del Foro di Salerno e consigliere di Giunta nazionale Anaci (decisoni dell'assemblea, riparo della spesa e determinazione del contributo dovuto ai condomini che inizialmente non hanno partecipato all'installazione dell'impianto di ascensore);
Giovanni Cavallaro, past president dell'associazione nazionale imprese di costruzione e manutenzione ascensori;
Paolo Tattoli, presidente commissione Uni impianti ascensori-montacarichi, scale mobili e apparecchiature similari (aspetti generali sull'installazione dell'impianto di ascensore in un edificio esistente);
l'ingegner Francesco Burrelli, presidente nazionale Anaci (impianti non centralizzati di ricezione radiotelevisiva e di produzione di energia da fonti rinnovabili).

Modererà l'incontro l'avvocato Antonio Mele, responsabile scientifico del Centro studi Anaci di Taranto.

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Un risultato importante, che risponde ad un impegno di Sinistra Italiana, comunicato nella campagna elettorale, e alle esigenze della comunità. Il circolo di Sinistra Italiana di Grottaglie esprime soddisfazione per l'inaugurazione della biblioteca comunale Gaspare Pignatelli e per il relativo progetto di "community library".
Il Comune è vincitore di un bando promosso dalla Regione Puglia; ha partecipato all'avviso Por Fesr Puglia 2014-2020, asse VI, azione 6.7, progetto "InBiblioteca", finanziato dalla Regione Puglia con 380mila euro. Il progetto, promosso dall'assessorato alla cultura, guidato da Elisabetta Dubla, rappresentante di Sinistra Italiana nella giunta comunale e redatto dallo studio Mas dell'architetto Francesco Lasigna, è stato presentato all'interno della biblioteca, alla presenza del sindaco Ciro D’Alò, dell’assessore comunale alla cultura Elisabetta Dubla, di Antonella Agnoli, esperta di biblioteche ed assessore alla cultura del Comune di Lecce e dello stesso architetto Lasigna.
Sinistra italiana considera tutto ciò un risultato soddisfacente. Garantire la piena funzionalità della biblioteca comunale era al primo punto della sezione cultura della proposta politica ed elettorale del circolo grottagliese. La biblioteca, oggi aperta ai cittadini, era attesa da 25 anni; da quando, nel 1993, l’immobile, da adibire a biblioteca, fu donato da Bianca Traversi, vedova del senatore Pignatelli, insieme ad un importante fondo librario appartenuto all’illustre grottagliese. Per una serie di difficoltà tecniche e burocratiche, la stessa struttura non era stata mai, fino ad oggi, pienamente fruibile. Un plauso, dunque, al lavoro dell'assessore Elisabetta Dubla - il cui principale obiettivo è stato restituire alla città la biblioteca - e all'impegno dell'Ufficio Cultura del Comune, guidato da Daniela de Vincentis. Un traguardo - come è stato detto nel dibattito di presentazione -, ma anche un punto di partenza, perché sarà una biblioteca di comunità, la biblioteca per la cittadinanza e della cittadinanza, destinata, in particolare, ai bambini e ai ragazzi.
Si ribalta e si allarga l'idea della biblioteca, che diventa non solo un luogo per la custodia e per il prestito dei libri, ma uno spazio aperto ai cittadini e alle associazioni, con arredi modulari, che si adatteranno alle attività, strumenti multimediali, tecnologie per la facilitazione della lettura in caso di disabilità, luoghi in cui promuovere iniziative con le associazioni locali, per dare corpo e anima al progetto e, infine, un angolo dedicato alle giovane mamme e ai bambini con pochi mesi di vita, per avviare la lettura sin dall'infanzia.
L'assessorato comunale alla cultura, con ostinazione e capacità, ha saputo individuare e 'centrare' il bando della Regione Puglia "Smart-in Community library, per la valorizzazione, la fruizione e il restauro dei beni culturali.
Riteniamo interessante il progetto della biblioteca di Grottaglie, perché promuove l'inclusività e valorizza - anche attraverso la 'contaminazione' con altre attività - il libro e la lettura, partendo dal concetto di cultura democratica, accessibile a tutti. Nel merito, il progetto interessa la modifica degli arredi pensati per essere adattati alle diverse esigenze funzionali, la qualificazione e rafforzamento dei servizi bibliotecari, soprattutto con il ricorso a tecnologie digitali, l’implementazione di diversi sistemi di accesso alla lettura, finalizzati all’abbattimento delle barriere percettive per mezzo di libri ad alta leggibilità, audiolibri, audio riviste, libri con sintesi vocali per mezzo di ausili informatici, libri braille e tattili e supporti tecnologici per l’apprendimento facilitato.
Protagonisti privilegiati saranno i bambini, per i quali sarà incrementata l’offerta culturale, anche avvalendosi del gioco come concetto chiave della biblioteca di comunità e di inclusione sociale. Sarà una biblioteca intesa come ecosistema tecnologico, economico e sociale, in cui si scopre un senso autentico di comunità che ha origine nel fare, nel progettare e nel condividere, anche con la straordinaria vitalità del territorio, associazioni e comitati, con i quali sono state già avviate forme di partenariato.
Il nostro invito, oggi, è dunque a tutta la comunità, affinché sia dia vita e corpo al progetto, attraverso il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni. Affinché la biblioteca Gaspare Pignatelli di Grottaglie sia - come è stata definita - una “piazza del sapere, luogo di incontro e scambio democratico di cultura, presidio civile al servizio dei cittadini, spazio di libertà e di relazione, in grado di fornire una risposta alla solitudine del cittadino globale”.




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