Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Sabato, 17 Novembre 2018

È tempo di presepi.  Ne sono  tantissimi sparsi nel mondo cattolico, tutti eredi di quello vivente di Greccio, organizzato da san Francesco d’Assisi nel 1223,  tre anni prima della sua morte.

Il suo esempio divenne tradizione popolare che  celebra  ogni anno  la nascita di Gesù. Cento anni dopo quelle scene  erano affrescate dallo stile di  Giotto di Bondone nella Basilica superiore di Assisi;   mentre nel corso dei secoli altri artisti realizzavano capolavori che fecero storia. Da quel tempo  i presepi troneggiano nelle case, chiese, comunità,  luoghi di lavoro ecc., costruiti con diverse soluzioni fantastiche fra statuette e panorami  della Betlemme di  duemiladiciotto anni fa. Nella Grottaglie del 1530, la chiesa del Carmine (1505) accoglieva il lavoro finito del presepe  monumentale  in pietra dello scultore Stefano da  Putignano (Putignano 1470 – 1539), artista di rilievo  del rinascimento pugliese. Ebbene, fra curiosità e non solo, ecco la cronaca dei fatti che portarono solo 58 Natali  fa alla scoperta del suo nome, rimasto ignoto sino ad allora; è descritta dal  sacerdote Cosimo Occhibianco nel suo volume intitolato “Pagine sparse di storia grottagliese” (Congedo Editore 2007):

“…Nel Dicembre 1960, non volendo fare più il presepe con le solite statuine di gesso o di creta, don Dario Palmisano (scomparso 83enne nel 2012) e (lo stesso) don Cosimo Occhibianco, parroci del Carmine,  vollero valorizzare questo capolavoro (il presepe) pulendolo e aggiustandolo alla meno peggio. Venne rimosso il vetrone che copriva la visuale della grotta; fu tolta la paglia su cui giaceva il Bambino, la terra e la polvere che copriva i volti delle varie statue e fu lavato il pavimento della grotta. Nel pulire il risvolto della culla del Bambino, i due scorsero un’iscrizione e per poterla leggere attentamente fu necessario spostare, non senza fatica, la statua di san Giuseppe. Ultimata questa operazione, lessero: “STEPHANUS APULIE POTENIANI ME CELAVIT…” (“Pugliese” sarebbe stato  il suo casato) e la scoperta è storia dell’arte. Il “presepio di “Stephanus” lo ammiriamo  nell’ultima cappella della navata  di sinistra,  lì dove il gruppo sarebbe stato scolpito. 

L’opera, forse una delle ultime dell’artista già in età avanzata,  ostenta un equilibrato schema tridimensionale con singole statue policrome assemblate nella scena con fuga prospettica centrale. Sul piano di base vi sono la grotta con la Sacra Famiglia,  i pastori,  gli animali, ed in profondità gli angeli ed i classici bue e asinello. L’originale  si concludeva con le figure dei magi e pastori  sull’arcata della grotta. Infatti, dopo dieci anni  dalla sua morte,  veniva aggiunta  la baroccheggiante edicola lapidea estesa al soffitto, occupata dalla statua di un austero san Michele Arcangelo. L’autore del libro stesso,  Don Cosimo Occhibianco,  circa la statua dell’Arcangelo Michele,  scrive: “…voluta  e posta da D. Francesco Gaeta, intorno agli anni 1550,  quasi per dire che con la nascita di Cristo l’inferno è completamente distrutto con l’uccisione di Lucifero…”. Vissuto fra il  XIV e XV secolo,  “Stefano Pugliese”, detto “da Putignano” aveva plasmato a Grottaglie il suo, forse l’ultimo,  presepe (dopo quello di Polignano a Mare e Martina Franca, scolpiti in età più giovanile),  utilizzando la pietra calcarea estratta dal primo salto morfologico della immediata Murgia.  Dallo stesso strato carsico del territorio barese,  tarantino  e materano,  sarebbero stati  ricavati i blocchi per arricchire di sculture a tema sacro molte chiese della medio bassa  Puglia,  alto Salento e Basilicata.

Oltre che a Grottaglie, infatti,  lasciava splendide testimonianze a Cassano delle Murge, Cisternino, Brindisi, Martina Franca, Miglionico, Mola di Bari, Monopoli, Nardò, Ostuni, Polignano a Mare, Putignano e Turi.  Nella Città delle Ceramiche accadde anche  che  una modesta  nicchia posta nell’angolo superiore della facciata della Confraternita del Carmine (chiesa e confraternita sono prospicienti nel piccolo slargo-sagrato),  accogliesse incastonata una  scultura, ossia il mezzobusto di una Madonnina con Bambino. L’opera, che ancor’oggi   sarebbe priva di paternità,  suggerirebbe d’intorno  la mano dello stesso artista pugliese o di un discepolo della sua scuola. Coi personaggi del presepe, infatti, si evidenzierebbe una stretta analogia nei volti, nelle mani, nella evoluzione dei panneggi,  nella testa e capigliatura dei Bambinelli ed in altri particolari. A fronte, poi, della non contemporaneità dei due edifici  (chiesa e confraternita), la “Madonnina” della nicchia, verosimilmente in sostanza calcarea, potrebbe   essere stata realizzata nello stesso periodo del  presepe, ma impiantata nella cavità tufacea della confraternita solo dopo il 1606,  ovvero a fabbrica terminata (anno indicato nella pubblicazione intitolata “I Carmelitani a Grottaglie” di Cosimo Occhibianco - Congedo Editore 2008 -  pagg. 17, 18). Ipotesi, certo! Intanto  facciamo nostro il  pensiero di don Cosimo Occhibianco, appassionato scrittore di storia e tradizioni popolari della sua Grottaglie,   quando della “Madonnina della nicchia”  scrive: “Una bella scultura che non va sottovalutata e che domani, alla luce di nuovi confronti e di un più attento esame, potrebbe risultare un documento importante di storia locale”.

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È stato approvato, durante il consiglio comunale e all'unanimità, l'ordine del giorno, presentato dal capogruppo di Sud in Movimento Andrea Cometa, attraverso il quale i consiglieri di maggioranza e di minoranza chiedono al governo la sospensione del decreto.

Il decreto legge prevede la cancellazione del modello SPRAR, il sistema di accoglienza diffuso sul territorio, riconosciuto a livello europeo come l'eccellenza italiana.

Lo Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) è gestito attraverso gli enti locali con l'importante supporto del terzo settore, offrendo servizi per l’accoglienza e l’integrazione dei soggetti beneficiari. Si tratta di strutture che ospitano un numero di posti limitato in modo tale da garantire un servizio qualitativamente elevato e mirato.

L’Anci ha calcolato che i costi amministrativi delle nuove disposizioni per l’assistenza ai soggetti vulnerabili si aggirano sui 280 milioni di euro, oggi a carico del sistema nazionale e che andranno invece a gravare sui Comuni e dunque sui servizi sociali e sanitari territoriali.

C'è il grave rischio che le città e i territori siano vittime, oltre che teatro di una politica scellerata che punta ad istituzionalizzare il clima di odio diffuso dall'attuale governo.

Politiche che trasformano i richiedenti asilo regolari in irregolari, provocando danni economici oltre che sociali.

Si tratta di un decreto ideologico, una vera e propria calamita capace di attirare consensi. Tant'è vero che si abbassano i livelli di tutela di libertà e di diritti dei migranti, si smantella il sistema SPRAR che garantisce dei percorsi di integrazione vera con le comunità locali; tutto questo per creare quel caos sociale utile al consenso del Ministro.

Vengono, infatti, favoriti i centri di accoglienza straordinari (CAS) che a differenza degli SPRAR hanno un sistema di accoglienza molto precario, spesso contaggiati da infiltrazioni criminali che speculano sui migranti, e che non godono della supervisione degli enti locali con conseguenti impatti negativi sui cittadini.

Quindi anziché potenziare un sistema che si è reso virtuoso negli ultimi dieci anni, si cerca di favorire i centri straordinari che come la storia recente ci insegna tendono a precarizzare una situazione già abbastanza difficile.

Sorprende ancora una volta il silenzio del M5S rispetto ad una questione che interessa particolarmente il SUD Italia ma anche la nostra città, caratterizzata anch'essa da una realtà SPRAR efficiente e che impiega quasi 20 persone nel contesto lavorativo tra medici- mediatori culturali- psicologi e tante altre professionalità.

La crescita di un Paese passa attraverso la predisposizione di strumenti atti a garantire la libertà di vita di ciascun individuo, senza differenza di etnia, colore di pelle e religione. In questo particolare momento storico chi non si fa garante delle libertà dei singoli dimostra codardia ed incapacità di governare.

Ci uniamo, pertanto, a tantissime altre città che come noi chiedono la sospensione del decreto poiché potrebbe causare delle derive sociali importanti.

 

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Accogliendo di buon grado l’iniziativa, promossa dal Comune di Firenze e fatta propria dall’ANCI, a favorire l’adesione dei cittadini alla proposta di legge di iniziativa popolare, per inserire nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla cittadinanza come materia autonoma, ho proposto un ordine del giorno al consiglio comunale a supporto della stessa.

Questa proposta, che non vuole in nulla sminuire quanto già in opera negli ordinamenti scolastici, vuole esprime il bisogno comune di tanti sindaci e tanti amministratori locali che avvertono l'esigenza a operare per una maggior diffusione del senso di appartenenza alla comunità da parte dei cittadini italiani.

I comuni si mettono quindi a disposizione, per accompagnare con progetti integrativi dell’offerta formativa l’introduzione dell’ora autonoma di educazione civica, soprattutto con riguardo alla conoscenza del funzionamento e del valore delle istituzioni locali.

Nel mese di giugno è stata avviata la procedura di raccolta delle 50.000 firme necessarie per il deposito ufficiale della legge in Parlamento che deve avvenire entro i sei mesi successivi.

Si chiede quindi al Parlamento di varare una legge volta a riportare,sui banchi di scuola, l’educazione civica,

L’obiettivo sarà quello di educare al bene comune e promuovere la partecipazione civica, educare alla legalità e alla sicurezza nel rispetto reciproco, migliorare comportamenti e stili di vita sostenibili considerando la lotta allo spreco alimentare e la tutela dell’ambiente e degli spazi comuni, educare all’utilizzo della rete prevenendo cyber bullismo e contro hate speech e fake news.

Tutto questo prevedendo lo studio della costituzione, dei principi di uguaglianza, stimolare l’educazione ambientale, digitale e alimentare. avendo i Comuni Italiani come obiettivo la formazione di “buoni cittadini” educandoli al concetto di bene comune, alla partecipazione civica, alla legalità e sicurezza. È un’azione di buon senso aderire alla campagna e siamo contenti che questo punto all’ordine del giorno si stato accolto con entusiasmo e approvato dal consiglio comunale.

 

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Martedì 20 novembre allo ZTL (bar in via Di Palma angolo piazza Immacolata) alle ore 10,45 conferenza stampa di presentazione di “Uomini d’onore”, lavoro teatrale portato in scena dalla compagnia teatrale “Anna De Bartolomeo”,

incentrato sulla mafia, che si fregia del patrocinio dell’Ordine degli Avvocati e programmato per venerdì 30 novembre al Teatro Padre Turoldo con inizio alle ore 21,00. Nel corso dell’incontro sarà anche presentato il 1° Festival Regionale d’Arte Drammatica”Italia De Gennaro”, che si terrà sempre al Teatro Padre Turoldo, voluto ed organizzato dalla Compagnia Teatrale “Anna De Bartolomeo”, che dopo anni di lavoro approda al teatro sociale, in collaborazione con Pasquale Strippoli. Le compagnie regionali si affronteranno e si confronteranno sul piano dei temi sociali come shoah, violenza sulle donne, diritti dei lavoratori, bullismo,religione, razzismo. Tutti i dettagli saranno illustrati nel corso dell’incontro con i giornalisti alla presenza di Anna De Bartolomeo e Fabio Fornaro, che insieme curano la regia di Uomini d’onore.

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Taranto – A seguito di un disservizio elettrico sulla linea generale di stabilimento, stanotte alle ore 1.05, si è generata la fermata non programmata di tre altoforni e di altri impianti dello stabilimento con conseguenti emissioni visibili dai Bleeders. Non si registrano problemi al personale né situazioni di emergenza in atto. 

Gli impianti per la produzione di coke non hanno generato emissioni.
In generale l’evento non ha registrato impatti ambientali significativi.
Grazie al tempestivo intervento dei tecnici e di tutti i dipendenti in turno, nel corso della mattinata gli impianti stanno regolarmente tornando in marcia dopo i dovuti controlli.
L’azienda sta svolgendo ogni tipo di indagine per risalire alle cause che hanno scaturito l’evento, che dai primi accertamenti non risulta conseguenza di malfunzionamenti impiantistici.

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