Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Lunedì, 12 Marzo 2018

Il consigliere regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia ritiene allarmante l’acquisizione e la riapertura da parte della Regione Puglia

 Da 4-5 mesi in Regione è calato il silenzio sulla discarica Vergine. Nonostante le mie continue sollecitazione, nonostante le mie continue richieste di coinvolgimento della comunità e delle amministrazioni, tutto si è arenato.

Ecco perché reputo particolarmente allarmanti, le notizie apparse oggi improvvisamente sui giornali, ovvero la volontà della Regione Puglia di acquisire la discarica ‘Vergine’ di Lizzano, con l'obiettivo di renderla funzionante in modo da accogliere i rifiuti provenienti da tutta la Puglia. Sono allarmato e preoccupato soprattutto per il silenzio questo ultimi mesi che assolutamente non lasciava presagire decisioni così sconsiderate e soprattutto non condivise con noi consiglieri del Tarantino.

Annuncio fin d’ora un’interrogazione urgente per avere chiarimenti e per capire se tali notizie stampa sono confermate da esponenti della Giunta Emiliano e mi dico già da ora pronto a scendere in strada per difendere un territorio già compromesso e calpestato negli anni passati.

 

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La scorsa settimana, si è tenuto presso il Ministero Economia e Finanze l’incontro con all’ordine del giorno i “rilievi” sulla gestione amministrativo contabile del Comune di Taranto riferiti alle diverse annualità oggetto di ispezione ministeriale sino al 2015 compreso.

I dirigenti ministeriali hanno incontrato la delegazione comunale rappresentata dal Sindaco, dal direttore generale, dal segretario comunale e dal dirigente della ragioneria.
L’incontro si è svolto in un clima cordiale e collaborativo e, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli, la delegazione comunale ed il MEF hanno condiviso un percorso procedurale che prevederà l’adozione di provvedimenti in cui saranno tradotte le ragioni dell’Ente con specifico riguardo alle problematiche, tra l’altro, conseguenza del dissesto da cui con grandi sacrifici si sta provando ad uscire con il definitivo piano di estinzione, all’attualità al vaglio del Ministero dell’Interno.
Il Comune integrerà ulteriormente con dati e documentazione le proprie argomentazioni, in parte sin qui rappresentate, con pregresse memorie e controdeduzioni, con l’auspicio di attenuare le conseguenze di natura economico finanziaria ed al fine di dare concrete risposte alle centinaia di dipendenti comunali che, da parte loro, soffrono gli accantonamenti di quote del trattamento accessorio sin qui operate in attesa della definizione delle contestazioni ministeriali.
Come già da giorni noto alle rappresentanze sindacali, si terrà in data 14 marzo l’incontro in sede di delegazione trattante dove, oltre a discutere gli argomenti all'ordine del giorno, si comunicheranno gli sviluppi delle questioni aperte in merito al trattamento accessorio del personale comunale.

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Dopo il traguardo del tempo pieno raggiunto dagli ausiliari della sosta ci sono buone notizie anche per le 14 unità (dipendenti ex Dussmann) impiegate da Amat nella guardiania 24 ore su 24 dei parcheggi a pagamento “Icco” e “Baraccamenti Cattolica”, il cui contratto è scaduto il 31 dicembre 2017.

Non corrono alcun rischio di rimanere senza occupazione dal momento che il nuovo bando di gara rinnoverà il servizio per dodici mesi, prorogabili di altri dodici. Il bando, le cui buste saranno aperte tra qualche giorno, prevede che i 14 addetti transiteranno al nuovo aggiudicatario dell’appalto. Essi, oltre al servizio di guardiania, svolgeranno anche il controllo della regolarità della sosta e la regolamentazione della circolazione nelle aree di pertinenza. E’ prevista la possibilità di una riqualificazione professionale sulla base della volontarietà e dei requisiti individuali, a carico di Amat. “Questo bando – commenta l’assessore alle Partecipate, Massimiliano Motolese, – tende a riprofessionalizzare i lavoratori impiegati in questo servizio così importante per la vivibilità della nostra città e, allo stesso tempo, a conferire maggiore dignità alle condizioni di lavoro e umane di queste persone. Voglio precisare che l’amministrazione nutre profondo rispetto nei confronti del lavoro come attività umana e dei lavoratori, ma terrà un atteggiamento fermo nei confronti di quanti, eventualmente, dovessero assumere comportamenti parassitari che danneggino il servizio offerto ai cittadini pregiudicando i diritti di chi, lavoratori e cittadini, rispetta le leggi ”.

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Lunedì, 12 Marzo 2018 15:40

APERTAMENTE. Fu vera gloria?

"Fu vera gloria ? Ai posteri l'ardua sentenza" scriveva il Manzoni a proposito di Napoleone Bonaparte. Altri erano i contesti, altro era lo spessore. La stessa domanda però ci poniamo pensando al governatore di Puglia, decisore assoluto nel nostro territorio pugliese oltre che estemporaneo protagonista televisivo.

Non sfugge a nessuno, non può sfuggire, che il presidente Emiliano abbia scientemente deciso, sin dall'inizio della sua legislatura, di privilegiare la ricerca del consenso, alla costruzione di prospettive di futuro, la ricerca di titoli sui giornali, spesso attraverso slogan, piuttosto che lo studio, e la valorizzazione di processi dei crescita della comunità pugliese. E' del tutto evidente che, salvo che per rare eccezioni, il governatore abbia deciso di circondarsi di fedelissimi, a prescindere dallo loro effettive competenze, sia nel governo che nel sottogoverno: nessuna nomina gli sfugge, nessun incarico non porta la sua firma.
Legittima è, per chi governa, la ricerca di uomini di fiducia, ma essa non può non avvenire all'interno di un'idea complessiva di comunità e di una coerente trama di obbiettivi. Se cosi' non è tutto degenera in una gestione del potere intesa come permanente baratto finalizzato alla ricerca di consenso. Così appare in Puglia. Altra cosa è poi chiedersi se questo atteggiamento del governatore e del suo cerchio magico, questa ricerca permanente di capibastone e di (poco autonomi) uomini del capo, abbia portato veramente consensi.

I risultati elettorali del Pd in Puglia, in verità, raccontano altro.Anche nei luoghi in cui i capilista del pd erano le persone indicate da Emiliano il consenso è stato del tutto insoddisfacente e comunque di molto sotto le medie nazionali.

La ricerca del consenso senza intelligenza di orizzonti, il governo della regione fuori da un' idea complessiva e a medio termine di futuro, fa apparire oggi il ns. percorso come una navigazione senza rotta.

Se l'intera Puglia non può permettersi di essere una nave senza rotta la città di Taranto, ancora di più, ha necessità di avere chiari i suoi orizzonti di futuro e di diversificazione di prospettive economiche.

Uno degli uomini del governatore, fino a qualche giorno, sembrava essere il sindaco di Taranto Melucci: che il primo giorno, all'indomani dell'elezioni, ancor prima di iscriversi al partito democratico, annuncio' al mondo la sua appartenenza a fronte DEM, corrente di Emiliano. Di ieri invece è la rottura del rapporto: "sei un uomo di Calenda", "No sono un uomo libero". Oggi invece si apprende delll'esonero da assessore alla cultura del giudice Sebastio.

Non so chi tra Emiliano e Melucci abbia ragione e chi torto e in verità non mi interessa. Non conosco le ragioni della revoca all'incarico di Sebastio. Mi sfugge se le ragioni politiche di queste rotture abbiano come motivazione differenti visioni di sviluppo per Taranto o siano semplicemente riconducibili a nuovi posizionamenti post elettorali.
Sono però molto preoccupato per il futuro della mia città. Mi interessa, mi sta a cuore, il futuro di Taranto: mi interessa capire che fine ha fatto la legge per Taranto e se, dopo averla approvata, il Governatore intende valorizzarla. Mi interessa capire che continuità avrà il tavolo Cis del governo e come la Regione intende relazionarsi con esso. Mi interessa che alla mia città venga restituito futuro e speranza, non con permanenti proposte di slogan, ma con costruzione di obbiettivi e di prospettive.
Penso di aver detto con chiarezza che cosa penso del governo Emiliano. Ma con la stessa chiarezza dico che con Emiliano non si può non dialogare. Per senso di responsabilità, per amore del futuro della città. Nella legittima diversità di opinioni, ma con il senso di responsabilità che l'impegno politico comporta, riprendiamo a parlarci tutti e a costruire insieme.

 

 

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Grottaglie esempio di una Puglia nella morsa di discariche e inceneritori

La questione che ora preoccupa Grottaglie e i Comuni adiacenti la discarica ex Ecolevante, è la richiesta di modifica sostanziale del terzo lotto, presentata da Lgh nel dicembre 2015, che comporterebbe un raddoppio in altezza della volumetria autorizzata, ed esaurita per l’87% già al 31 dicembre 2016 secondo i dati dello stesso gestore.

(http://www.linea-ambiente.it/it/area-impianti/impianti-di-smaltimento-e-trattamento-rifiuti/impianto-di-smaltimento-rsnp-di)

Ora, a oltre due anni dalla richiesta e nonostante il parere contrario dei Comuni di Grottaglie e San Marzano, di diversi Enti, dei comitati e nonostante l’avviso di diniego inviato dalla Provincia, il pericolo che questa dissennata istanza venga accolta continua a sussistere.

Infatti, mentre l’iter di autorizzazione continua a prolungarsi, hanno ribaltato il parere da negativo in positivo prima l’Enac (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) nel 2017 e poi il Comitato Tecnico provinciale il 15 febbraio scorso.

A livello locale, il Sindaco di Grottaglie e altri 11 Sindaci dell’area jonica, nel corso della manifestazione del 13 gennaio scorso che ha coinvolto migliaia di cittadini, hanno condiviso l’istanza rivolta alla Provincia di chiudere la pratica e di chiuderla con un diniego definitivo.

Per il prossimo giovedì 15 marzo alle ore16 il presidente della provincia Tamburrano ha convocato i Sindaci, così come da lui stesso annunciato in occasione della conferenza stampa dello scorso venerdì 9 marzo.

Intanto non si è ancora concluso l’iter di autorizzazione di un’altra richiesta del gestore della discarica di Grottaglie, già bocciata dalla Regione nel 2009 e ripresentata nel 2011. Richiesta che, se accolta, amplierebbe una piccola cava dismessa fino a portarla a quasi 34 ettari di superficie, con una volumetria di 8 milioni e mezzo di metri cubi e una profondità di scavo fino a 30 metri.

Comuni, comitati e cittadini stanno mostrando coesione e condivisa responsabilità per tutelare salute e ambiente dall’aggravarsi di uno scempio dissennato che dura da venti anni.

Ma ora è giunto il momento che sia la Provincia che la Regione mostrino nei fatti da che parte stanno.

Non si può consentire l’ulteriore prolungarsi dell’iter di autorizzazione per un raddoppio in altezza del terzo lotto della discarica di Grottaglie, in pratica quasi esaurito e con un’autorizzazione integrata ambientale che scade il prossimo aprile 2018. Bisogna che la provincia concluda finalmente il procedimento e lo concluda con un diniego.

E la Regione, che ha rimesso alla Provincia una decisione che precedentemente invece aveva sempre assunto, mostri maggiore sollecitudine verso le Amministrazioni locali e i cittadini non solo della provincia di Taranto ma di tutta la Puglia.

Infatti, mentre si moltiplicano richieste, e talora autorizzazioni, di ampliamenti di discariche e inceneritori e di ulteriori impianti privati di gestione dei rifiuti, ora è giunto il momento, a quasi tre anni dal suo insediamento, che il presidente della Regione Puglia, Emiliano, affronti e risolva con atti amministrativi concreti la questione dei rifiuti in tutta la regione, e non solo le emergenze del foggiano e del nordbarese da lui affrontate con l’autorizzazione di smaltire nella provincia jonica i rifiuti urbani di queste zone.

Ora è necessario che sia finalmente approvata la legge regionale per le emissioni odorigene, ferma da un biennio con gran sollievo dei gestori.

Ora è necessario che sia sospesa ogni autorizzazione che riguardi discariche, inceneritori e impianti privati di gestione dei rifiuti fino a che non sia approvato il piano regionale di gestione dei rifiuti improntato ai principi dell’economia circolare, come più volte il presidente Emiliano ha detto di voler fare.

Ora è necessario vada in vigore anche in Puglia, con apposita normativa regionale come è stato fatto in Lombardia, il “fattore di pressione”, cioè lo strumento legislativo che impedisce l’apertura di discariche, e l’ampliamento o sopralzo di quelle esistenti, in zone già ambientalmente stressate.

Solo atti amministrativi che dimostrino una condivisa responsabilità per la tutela del territorio e la salute dei cittadini possono impedire che non solo Taranto e la sua provincia, ma l’intera Puglia, continuino ad essere la pattumiera dell’Italia, e non solo.

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Bilancio di previsione 2019 approvato nei termini previsti e con un trend in anticipo rispetto allo scorso anno che ci proietta al prossimo bilancio entro il mese di dicembre.

Questa puntualità è un aspetto interessante dato che lo abbiamo promesso in campagna elettorale, e Grottaglie sin dal primo bilancio dell’amministrazione D’Alò ha salutato definitivamente la gestione in dodicesimi che imbrigliava l’azione amministrativa.

Il cuore del documento è lo svincolo delle economie dalle royalties della discarica, atto politico importante che rimarca l’azione politica di Sud in Movimento e della maggioranza.

Siamo riusciti a compensare l’ammanco di 2,5 mln di euro grazie ad una sana gestione della macchina amministrativa, estinguendo vecchi mutui e rimodulando tutti i PEG con una razionalizzazione delle spese.

Il risultato è che oggi nessuno dei servizi è stato toccato.

Oggi la macchina amministrativa è finalmente riorganizzata e indirizzata verso una completa applicazione del CAD (codice dell’amministrazione digitale) che consente di snellire i processi burocratici e porta ad una semplificazione grazie a svariati strumenti digitali.

Altro punto fondamentale è il bando sull’affidamento dei servizi di raccolta differenziata per tutta la città, bando già pubblicato che vedrà nei prossimi mesi una vera e propria rivoluzione culturale legata alla gestione del rifiuto. Entro le prossime settimane i lavori legati all’efficientamento energetico e pubblica illuminazione a led vedrà il termine e Grottaglie sarà dotata oltre ad un nuovo sistema di gestione del traffico ed impianti semaforici, anche di wifi esteso sulle principali piazze.

In seduta di bilancio abbiamo evidenziato come gli incentivi per l’insediamento di nuove attività produttive abbiano riscosso un notevole successo, portando una chiara chiave di lettura, oltre il 60% dei presenti in graduatoria ha deciso di investire a Grottaglie in visione turistica e questo non può che portarci ad una riflessione , l’amministrazione infonde un senso di fiducia alle imprese perché sta ben operando sotto il profilo della promozione turistica. Con una politica nuova volta alla destagionalizzazione che porterà la nostra città ad uscire fuori dal circuito mordi e fuggi, rientrando invece tra le principali mete della Puglia.

Numerosi sono i lavori pubblici in programmazione, molti dei quali con le procedure di gara già espletate, vivremo in un cantiere aperto destinato all’ammodernamento e ristrutturazione di piazze, scuole, piazze mercato e strade, grazie sia a fondi comunali che ai fondi ottenuti con i numerosi bandi vinti. E questo è un punto di forza, visto che la nostra amministrazione, oltre a partecipare a tutti i bandi disponibili, oggi risulta assegnataria della quasi totalità di essi.

Con questo bilancio Grottaglie pone le basi essere una Città europea turisticamente attraente.

 

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Dopo anni di battaglie, denunce, lotte, riunioni, manifestazioni delle associazioni di volontariato in prima linea e del nostro Circolo Sinistra Italiana di Lizzano, dopo aver chiesto più volte a gran voce tramite il nostro rappresentante al Consiglio Regionale il Consigliere Mino Borraccino, la chiusura e la bonifica della discarica Vergine, vera bomba ad orologeria (sulla testa dei cittadini) sul nostro territorio già avvelenato da decenni, oggi la Regione Puglia sta per acquistare la stessa discarica.

Uno dei siti di smaltimento più grossi, oltre due milioni di tonnellate all’anno, bloccato dal sequestro giudiziario per presunto disastro ambientale e finito in una trattativa riservata tra l’Ager Puglia (Agenzia dei rifiuti) e i responsabili della Vergine Srl.

Secondo il servizio di Telenorba andato in onda, dopo un sopralluogo le parti hanno firmato un preliminare di acquisto (sulla testa dei cittadini), la Vergine cederà l’impianto ad un prezzo ancora da stabilire che la Regione recupererà a 30 anni sulla tariffa.

Sul risanamento, pare sono disponibili 120 milioni di euro di fondi pubblici, cioè denaro dei contribuenti. In sostanza i nostri soldi, vanno nelle casse della Vergine, a fronte di una discarica che ci ha avvelenato il territorio e la salute, con il solo scopo di rimettere in funzione la discarica stessa che sappiamo quanto incide nel volume di raccolta delle immondizie.

Dire che siamo alla gestione folle di una emergenza è poco. Abbiamo superato ogni limite di rispetto e considerazione.

Tutto sempre sulla nostra testa e nelle nostre tasche!

Ci opporremo con forza e avvieremo da subito delle iniziative di protesta rispetto a questa decisione , per l’ennesima volta calata dall’alto.

 

 

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Diventa una realtà a Taranto lo sportello antiviolenza. Il Comune di Taranto ha aderito, in qualità di partner del CSV "Sostegno Donna" dell'Associazione Alzaia onlus al bando del 24 ottobre scorso denominato "Avviso per attivazione di nuovi sportelli Cav e protezione di secondo livello attraverso percorsi di semi-autonomia abitativa per le donne vittime di violenza, presentato dalla Regione Puglia - Dipartimento Promozionale della salute, del benessere e dello sport per tutti.

Lo sportello sarà operativo a breve presso la struttura comunale di Piazza Catanzaro.
"Sono particolarmente soddisfatta di questo primo ed importante passo compiuto per il contrasto della violenza di genere che, nell'ambito delle politiche sociali, è tra gli obiettivi primari della amministrazione", così l'assessore al welfare Simona Scarpati.
E prosegue: "Rafforzare la rete dei servizi di protezione delle donne vittime di violenza consente di rendere più capillare la presenza del servizio e garantire il presidio antiviolenza nei territori che ne sono ancora privi”.

In modo particolare, per l'ambito di Taranto, prosegue il lavoro dall'assessorato al welfare e della direzione servizi sociali per l'attivazione della procedura pubblica per la sottoscrizione di convenzione con un centro antiviolenza, tra gli obiettivi primari della amministrazione e del piano regionale delle politiche sociali.

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Lunedì, 12 Marzo 2018 10:03

Tambone risponde all'avv. Maria Santoro

A seguito della conferenza stampa di Martino Tamburrano, Presidente della Provincia di Taranto, rispondo al quesito posto dall’avvocato Maria Santoro.

Se l’obiettivo comune è la salvaguardia dell’ ambiente e della salute, non dovrebbe esserci stupore nel sapere che un libero cittadino abbia potuto ascoltare con le sue orecchie ciò che interessa tutti. Al fine di non creare disinformazione rispondo sinteticamente alla legittima domanda dell’avvocato Maria Santoro.

Per motivi lavorativi ho da protocollare la richiesta di uno spazio pubblico nella città di Taranto, spazio gestito dalla Provincia della città stessa. In questi stessi giorni è accaduto ciò che tutti sappiamo, un pericolo che mi vede personalmente coinvolto da dieci anni, come molti, e che spero troverà il miglior esito per tutti. Di certo la mia presenza era carica di dissidio interiore, ero li per lavoro e per protestare, nello stesso tempo e nello stesso palazzo. Sono stato accompagnato al piano dell’ufficio di Tamburrano dalle Forze dell’Ordine, che possono testimoniare, ho potuto brevemente interloquire con un signore molto gentile, di cui purtroppo non conosco il nome, il quale mi ha chiesto di spostare il mio incontro a Lunedì prossimo: data la sua cordialità, rara devo dire, ho chiesto di poter assistere alla conferenza stampa. Ricevuto il consenso ho preso posto nell’aula della conferenza per la durata degli ultimi cinque minuti. Nel momento in cui i sindaci che rappresentano i cittadini, coinvolti in prima persona in un danno di portata enorme, vengono lasciati sul portone del Palazzo della Provincia ( che comprende le città interessate da quel danno) francamente il livello di preoccupazione nel cittadino aumenta pericolosamente. Mi spiace che l’avvocato Maria Santoro abbia trovato evidentemente fuori luogo la mia presenza, la invito invece a ribaltare il sentimento che la abita ed esserne fiera: ho dato via libera all’istinto e me ne scuso, ma il senso di ingiustizia e la rabbia sono troppo profondi, come è tangibile il senso di impotenza rispetto a malattie ormai conclamate che avanzano inesorabilmente. Il crimine è aver causato questo. Invito tutti a non renderci partecipi delle ormai prevedibili diatribe politiche, poiché al cittadino non interessano più. Da dieci anni curo un serio ipotiroidismo dovuto alla presenza della discarica così vicina a Grottaglie. Questa connessione è argomentata e sottoscritta dagli endocrinologi, i quali registrano un aumento esponenziale delle disfunzioni tiroidee in migliaia di cittadini grottagliesi e non solo, proprio a causa delle sostanze emesse dalla discarica. Motivo per cui bisogna innanzitutto dar conto a noi che ci siamo ammalati. Lo ripeto, innanzitutto a noi! Nelle commissioni tecniche che avallano, o meno, certe autorizzazioni dovrebbero esserci dei medici.

Non è vero che la salute non ha prezzo: ce l’ha eccome! Ai responsabili della presenza e dell’eventuale innalzamento di quell’orrido mostro sarebbe bene che tutti presentassimo il nostro conto, poiché si tratta di visite specialistiche, spesso d’urgenza e che sono divenute “normali”. Non è così. La malattia causata dall’inquinamento non deve diventare normale. Ci siamo talmente abituati a questo che cinque minuti seduto ad ascoltare il possibile incremento del danno subìto da molti danno fastidio. A me nuoce di più il conto di cui sopra, un conto molto salato che serve solo ad arricchire le industrie farmaceutiche e tutto l’indotto. Questo risponde a molte domande, poiché come sempre in Italia si investe nella cura e non nella prevenzione. Il conto morale vede i debitori defilarsi. La disfunzione tiroidea ha inoltre colpito mio padre in modo diverso, ovvero in forma di ipertiroidismo: oltre a lottare contro un epatocarcinoma multifocale, sempre da dieci anni, un errore nella cura del suo ipertiroidismo gli ha causato un dimagrimento spaventoso, il collasso della colonna vertebrale, la rottura delle vertebre lo scorso natale, del femore un mese fa, e la degenerazione fino a giungere alla condizione in cui è ora. Ho evitato di rilasciare videodichiarazioni, poiché nel momento in cui mi hanno segnalato il video in cui si fa il mio nome mi trovavo in ospedale. Ma è ovvio che i malati non facciano notizia, servono solo a pagare i danni causati da politici irresponsabili. Invito, prima di esporsi, a cercare un dialogo personale con le persone che si coinvolgono nelle proprie osservazioni pubbliche, nel rispetto delle persone stesse. Si eviterebbe così un inutile fumo. Non ne abbiamo bisogno. E’ la seconda volta che accade, sempre perché, non so per quale motivo, si preferisce decretare, creare zizzania obsoleta ed evitare il confronto diretto. Quest’ultimo permetterebbe di ricevere istantaneamente delle risposte, l’informazione corretta e farebbe del bene innanzitutto a chi necessita di polemiche per esistere. In generale. Esorto all’apertura di un circolo virtuoso che faccia cessare le ostilità poiché la battaglia, per potersi dire abitanti di una comunità civile, è innanzitutto culturale e dobbiamo essere uniti: come si può parlare di cultura se innanzitutto non viene rispettato l’individuo e l’ambiente nel quale vive? E’ ovvio che certi orrori vengono commessi proprio per mancanza di cultura. E la cultura inizia sempre con la buonafede delle proprie azioni e il rispetto per il prossimo.

 

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Essere cittadini, appartenere a un territorio, viverlo, attraversarlo, conoscerlo, amarlo,nascerci,lottare per difenderlo da tutto ciò che lo devasta, inquina e distrugge.

Esercitare il proprio diritto di vivere migliorando la qualità della vita assieme a chi ci crede e chi si attiva per farlo, sacrificando il proprio tempo.

Sostenere chi si espone, ci rappresenta e si batte per noi.

Tutto questo forse per il presidente della provincia Tamburrano significa essere populisti, ma noi siamo cittadini appartenenti a comunità che popoliamo, abitiamo e custodiamo per noi e per chi deve ancora nascere.

Invece chi ricopre un ruolo istituzionale in un comune, una provincia, una regione, rappresenta i cittadini e la loro massima espressione, è posto alla loro tutela e a quella del territorio che egli pure vive come bene comune ed essendo un cittadino può operare scelte, decidere di non porre una firma di autorizzazione ad un procedimento che reputi dannoso per il territorio in cui vive e di cui è responsabile.

Chi rappresenta i cittadini può fermarsi, prendere tempo, valutare e anche rifiutarsi di autorizzare qualcosa a cui eticamente e moralmente si sente contrario, esercitando così la propria libertà di coscienza tramite obiezione di coscienza.

Lo scorso 15 febbraio il presidente della provincia di Taranto, Tamburrano ha firmato il consenso alla società LGH Linea Ambiente Spa di ampliare in verticale per 15 metri la discarica sita in “La Torre Caprarica”, tra Grottaglie e San Marzano,

nonostante il 13 gennaio, ben 11 comuni ,Grottaglie, Taranto, Carosino, Lizzano, San Giorgio Jonico, Massafra,Roccaforzata, Monteparano, Faggiano, San Marzano di San Giuseppe, Montemesola, comitati, associazioni e liberi cittadini di quelle comunità abbiano manifestato in un nutrito corteo il loro netto dissenso a tale ampliamento spiegando le proprie ragioni e avendo anche il sostegno dell’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, e chiedendo tramite l’amministrazione comunale di Grottaglie allo stesso presidente Tamburrano di impegnarsi a tenere in considerazione la volontà dei cittadini e ufficializzare un atto di diniego definitivo per tutelare il territorio jonico già fortemente carico di siti inquinanti,atto che non è mai arrivato e, in seguito solo la mattina del  9 marzo, durante una conferenza stampa in provincia tenuta per rispondere al comune di Grottaglie che lo invitava a dimettersi , Tamburrano ha dichiarato di aver autorizzato il procedimento, lasciando fuori i sindaci e i rappresentanti di quattro comuni e un consigliere provinciale.

Ero presente come cittadina al corteo del 13 gennaio, come erano presenti anche cariche istituzionali, comitati, tanti liberi cittadini e associazioni a difesa del terrritorio, tra cui “Attiva Lizzano”, che da molti anni si batte per la messa in sicurezza e la bonifica di un sito inquinato da una discarica ora chiusa, ma ancora pericolosa per i residenti di Lizzano e dei territori vicini.

Il presidente Tamburrano sostiene in conferenza che chi lo attacca e che manifesta fuori dalla provincia in un sit-in sia populista e che evaporerà in 5 minuti , sostiene inoltre che chi amministra la cosa pubblica debba essere responsabile e soprattutto debba seguire i dettami delle leggi e dei regolamenti.

Io invece spero che evapori l’indifferenza,assieme agli interessi economici di chi “autorizzato” da una firma crede di poter utilizzare questa provincia come pattumiera di Italia, perché noi non evaporeremo, possiamo solo condensare e come pioggia di colpe ricadere su chi continua a danneggiare con estrema leggerezza la terra che VIVIAMO. Sostengo il sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò, il consigliere provinciale Ciro Petrarulo, e tutti i “populisti” che stamattina hanno rappresentato e difeso il territorio che vivono con coscienza.

 

 

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