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Venerdì, 23 Marzo 2018 23:47

Intervista a Gianluca "Scintilla" Fubelli

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Venerdì, 23 Marzo 2018 20:18

#ParlaConMe di Lilli D'Amicis

Interviste senza rete, in diretta facebook realizzate dal nostro direttore Lilli D'Amicis a persone di grande spessore umano, intellettuale e imprenditoriale. Insomma gente che nel loro ambito contribuiscono a portare alte le sorti del nostro territorio.

https://www.facebook.com/parlaconmeLilli/?pnref=story

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In relazione alla nota dell’ASL Taranto sul decesso della signora Amandonico, l’avv. Francesco Paolo Sisto, in qualità di difensore dei familiari, precisa quanto segue:
“La nota della Asl, pur ricostruendo i fatti in modo parziale (tralasciando numerosi aspetti fondamentali della storia clinica della paziente), fornisce a questa difesa elementi importanti a sostegno di quanto già esposto, e dettagliatamente, all’autorità giudiziaria. Sulla “singolare” ipotesi del batterio contratto altrove e non in ospedale, anche se ciò per assurdo rispondesse al vero, verrebbe da chiedersi il perché della sua scoperta dopo oltre 10 giorni dal ricovero e nonostante gli approfondimenti che un caso del genere avrebbe richiesto. Tale tesi, peraltro, contrasta con altri elementi già messi a disposizione della polizia giudiziaria”.

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In relazione al decesso della Sig.ra Emilia Amandonico, si fornisce il riscontro tecnico dalla Direzione della Struttura di Ematologia del Presidio Ospedaliero Centrale di Taranto, Ospedale “San Giuseppe Moscati”.
La signora è giunta all’osservazione della struttura con una “franca leucemia acuta febbrile dispnoica” e la classica condizione di paziente in uno stato già di setticemia con grave insufficienza respiratoria e in precarie condizioni di vita. Il personale della struttura ha iniziato la terapia immediatamente e ha assistito ad un lento e progressivo miglioramento, anche senza raggiungere mai la piena autonomia da ossigenoterapia.
Sul piano ematologico si è registrato un quasi azzeramento del numero di globuli bianchi con il convincimento che la Sig.ra Amandonico potesse anche avere qualche chance di arrivare alla fase successiva di quello che è l’obiettivo della remissione della malattia. Tuttavia, dopo due giorni di relativa riduzione della febbre, la paziente ha sviluppato un’infezione orale con coinvolgimento della lingua e grave difficoltà respiratoria.
Nel frattempo le emoculture erano risultate positive per una Klebsiella multiresistente e, nonostante la terapia antibiotica ad ampio spettro instaurata sin dall’inizio del ricovero, la paziente è deceduta per una setticemia.
L’epicrisi è che nessuna paziente nella stanza era contaminata e al momento in reparto non si registrano altre setticemie. Si deve pertanto concludere che la Sig.ra Amandonico avesse già in sé la Klebsiella, e nella fase di maggiore immunodepressione questa ha dato esito a setticemia gravissima e mortale.
Nessuna responsabilità, pertanto, può essere attribuita all’operato degli operatori del reparto, né alle condizioni della degenza.
La direzione strategica dell’ASL Taranto si associa al dolore della famiglia, esprimendo la massima solidarietà per la perdita subita.
Altresì, si esprime massima disponibilità e fiducia nella Magistratura per le indagini di rito in corso.

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Scendono di nuovo le temperature e parte la macchina dell’emergenza freddo e della solidarietà.

L’assessore, Francesca Viggiano, delegata dal Sindaco al Centro Operativo Comunale, dalle prime ore di questa mattina ha rafforzato il piano di azioni per i senza fissa dimora. Con la Caritas Diocesana ha concordato l’apertura alle 15 del centro di accoglienza notturno in Città Vecchia, anticipandola di qualche ora per consentire il riparo dal freddo ai bisognosi e ai senzatetto.

Sono già in giro in città alcune unità di strada dell’associazione “Amici del Soccorso Sandro Biagiotti” che stanno monitorando i luoghi in cui è segnalata la presenza di senzatetto per verificare la situazione e prestare assistenza, invitandoli a portarsi nei centri di accoglienza Abfo o della Caritas Diocesana.

Per la fornitura di pasti caldi, sono sempre attive la mensa del centro “San Cataldo vescovo” in Città Vecchia, la mensa della chiesa di San Pio X. L’assessore Viggiano rivolge un appello a segnalare, anche tramite i canali social, persone che vivono per strada o in difficoltà per fornire loro ogni possibile forma di assistenza.

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I CENTO PAZZI di e con Giovanni Guardiano

La mafia attrice da Oscar nell'aula bunker del Maxiprocesso di Palermo

Produzione Teatro dei Borgia

SABATO 24 Marzo - Castello Episcopio - 4° appuntamento della Rassegna triennale itinerante TERRE PROMESSE diretta e organizzata dal Teatro dei Borgia. a cura di Valerio Tambone per la Città di Grottaglie.

 

tickets Info Point Turistico c/o Castello Episcopio - Grottaglie Tel 0995623866 - 3470152751

mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La rassegna è in collaborazione con

Comune di Grottaglie, Sistema Museo, Nuovo Cinema Vittoria Grottaglie, Regione Puglia

pre-spettacolo c/o La Nicchia - Porta San Giorgio Cafè

apertura botteghino del Castello Episcopio h 18.30

ingresso in sala 20.30

sipario 21.00

Link youtube per testate e/o canali online

https://m.youtube.com/watch?v=OLsJjR6I_DQ&feature=youtu.be.

"Creare uno spettacolo che parla di mafia non è affatto un’impresa semplice. Non si può maneggiare un tema così complesso con disinvoltura, figuriamoci, poi, se l’argomento della pièce è il Maxiprocesso che si è svolto nell’ “aula bunker” di Palermo tra il 1984 e il 1987, grazie al lavoro del pool antimafia costituito dal giudice Chinicci, sostituito dopo la sua morte da Caponnetto, da Falcone, Borsellino, Di Lello e Guarnotta .

L’attore di teatro, cinema e televisione, Giovanni Guardiano, ha deciso di arrischiarsi in questa avventura ricorrendo ad un potente mezzo: la comicità. Guardiano ripercorre alcune delle vicende più significative della storia contemporanea, delle vere e proprie ferite ancora aperte. Il racconto cerca di scandagliare il fenomeno della mafia, partendo dalla sue origine e dalla sua conoscenza succeduta al Maxiprocesso, dopo le rivelazioni del collaboratore di giustizia Buscetta. Guardiano mette in scena i momenti salienti del processo in primo grado, e sembra fare delle caricature di questi imputati speciali quali Luciano Liggio, Pippo Calò, Michele Greco, Leoluca Bagarella, Salvatore Montalto, ma in realtà li sta imitando perfettamente nella voce, nella mimica, nella gestualità. I loro interventi in aula in difesa personale, avevano un sapore grottesco e lo spettatore rimane sconvolto davanti ad una rappresentazione così realistica. L’effetto tragicomico scaturisce dalla capacità di Guardiano di rendere al meglio questo affresco a tinte grottesche. Si ride tanto quindi durante I cento pazzi, ma è un riso amaro. Il divertimento infatti è un mezzo per arrivare al grande pubblico, ma lo scopo è ben altro. C’è un evidente intento di denuncia sociale che mira a far conoscere fatti da cui i più, per pigrizia, per apatia,per mancanza di volontà e di energia, si tengono alla larga. Inoltre, in questo testo,c’è tutto il senso di rivalsa di un attore siciliano, quale è Guardiano, che vuole esprimere la rabbia per la dignità del suo popolo calpestata. Per enfatizzare questo sentimento, la scena si conclude con una toccante preghiera alla Vergine Maria a cui affida la bellissima e arcana Sicilia, richiamando alla memoria degli spettatori la splendida preghiera alla Vergine con cui Dante conclude la Divina Commedia.

Opera intensa, drammatica, struggente ma allo stesso tempo di un’esilarante comicità.

Elisabetta Dubla - Assessore alla cultura

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"DSA: documentiAMO l'inclusione" è l’argomento al centro del convegno che si è tenuto giovedì 22 marzo nell'aula magna dell'Istituto Pacinotti, puntando all’individuazione precoce delle difficoltà dell’apprendimento.

Al convegno, organizzato dal professor Giacomo Stella in collaborazione con Osmairm, I.C.S. Viola, Raggio di sole e SOS Dislessia e con il patrocinio del Comune di Taranto, ha partecipato l’assessore al welfare, Simona Scarpati. "Questo momento di approfondimento e di confronto sul DSA – ha spiegato l’assessore nel suo intervento- ci consente di porre l'attenzione sul concetto dei bisogni educativi speciali che caratterizzano gli alunni che vivono una situazione particolare che li ostacola nell'apprendimento e nello sviluppo e che può dipendere da cause biologiche, familiari o sociali. Fondamentale, pertanto, deve intendersi l'inclusione come scelta etica, culturale e politica che non separa le persone ma che, invece, valorizza le diversità di ognuno. In questo contesto deve rendersi perfettamente funzionale e funzionante- prosegue Scarpati - è la rete per l'inclusione costituita da scuola, famiglia e servizi del territorio".
Nel corso del convegno sono stati presentati vari interventi in ambito inclusivo offerti dal settore servizi sociali del Comune di Taranto che comprendono politiche dell'istruzione, progetti mirati di contrasto alla dispersione scolastica, servizi di assistenza educativa al fine di promuovere lo sviluppo psico-fisico, cognitivo, affettivo e sociale dei minori in condizioni di disagio evolutivo e familiare.

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“Masseria Fruttirossi”, l’azienda pugliese di Castellaneta che, con oltre 330 ettari coltivati a melograno, è il maggiore produttore italiano di melagrana, ha recentemente acquistato in Spagna, con un ingente investimento, la Hiperbaric 420, una macchina per eliminare la carica batterica dalle spremute e dai succhi di frutta.

Come tutti gli alimenti, infatti, anche le spremute contengono naturalmente una carica microbica che, nel tempo e in certe condizioni, può replicarsi, proliferare e andare a deteriorare il nettare di melagrana, un autentico concentrato di proprietà salutari per il nostro organismo.

La Hiperbaric 420 è una macchina che utilizza il processo HPP (High Pressure Processing = Processo ad Elevate Pressioni Idrostatiche), una tecnologia che, basata sull’azione combinata della “pascalizzazione” e del Principio dell'equilibrio mobile di Le Chatelier, impiega le alte pressioni idrostatiche per eliminare la carica batterica dagli alimenti.

Il processo ad elevate pressione idrostatiche è un trattamento non termico in cui gli alimenti, in questo caso le spremute nella loro bottiglietta PET, vengono introdotti in un recipiente cilindrico di acciaio ad alta resistenza, la cosiddetta “camera cilindrica”, che viene riempito di acqua, un fluido in grado di trasmettere la pressione idraulica.

Il cilindro con le spremute viene introdotto nell’autoclave dove viene sottoposto, per circa 180 secondi, a elevate pressioni idrostatiche generate da un sistema di pompe a stantuffo; in seguito, dopo che il modulo di decompressione ha depressurizzato il cilindro di acciaio, questo uscirà dall'autoclave e le spremute potranno essere rimosse.

Nella Hiperbaric 420 vengono create pressioni idrostatiche nell’ordine di 6.000 bar, si pensi che nel punto più profondo delle Fosse delle Marianne c’è una pressione di 1.100 bar!

La Hiperbaric 420 di Masseria Fruttirossi, uno dei modelli più capienti in commercio, in ogni ciclo di lavorazione ha un volume di riempimento di 420 litri; la capacità oraria è di circa 1.500 litri di succo, quindi 6.000 bottiglie da 250 ml o 3.000 bottiglie da 500 ml. La macchina, inoltre, può essere operata H24 senza soluzione di continuità.

Il trattamento a elevate pressioni idrostatiche disattiva la flora indesiderata (batteri, virus, muffe, lieviti e parassiti) naturalmente presente negli alimenti, e allo stesso tempo, non dovendo ricorrere all'utilizzo delle alte temperature, ne preserva le proprietà organolettiche in termini di profumo, colore, consistenza e sapore, nonché le proprietà nutritive.

Il Processo a elevate pressioni idrostatiche, inoltre, aumenta la vita utile commerciale del prodotto, la cosiddetta “shelf-life”: una spremuta così trattata, infatti, può permanere per 70/90 giorni nella “linea del freddo” dei bar e dei supermercati, mentre qualsiasi spremuta naturale dopo qualche giorno “va a male” proprio a causa della carica batterica attiva.

La Hiperbaric 420 sarà installata nei prossimi giorni nello stabilimento di Castellaneta di Masseria Fruttirossi, dove sono stati già montati altri modernissimi macchinari per l’essiccazione, la trasformazione e il confezionamento.

Nello stabilimento saranno realizzati prodotti (frutto fresco selezionato, succhi, spremute, confezioni di arilli e di bacche) commercializzati da B&B Frutta sui mercati nazionali ed esteri con il brand “Lome Super Fruit”.

Con l’acquisizione della Hiperbaric 420 si sviluppa ulteriormente l’innovativo progetto imprenditoriale dell’azienda Masseria Fruttirossi che, realizzato grazie a un importante investimento di Bruno Bolfo e della famiglia De Lisi, si caratterizza per la produzione e la lavorazione di frutti (melagrana, bacche di Aronia e di Goji) che sono un autentico concentrato di salute e bellezza, in linea con la richiesta di un mercato di consumatori sempre più attenti al proprio benessere.

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Anche Grottaglie è presente alla 23° edizione del Premio Biol, rappresentata da Tenuta
Venterra e Cooperativa Agricola PRUVAS.

Oggi (23 marzo) e domani (24 marzo), infatti, si
terrà ad Ostuni il Premio Internazionale BIOL 2018, lo storico concorso che dà risalto alle
eccellenze olivicole mondiali, ideato dal CI.BI. Consorzio Italiano per il Biologico , promosso
da Regione Puglia - Assessorato all’Agricoltura e organizzato in collaborazione con il
Comune di Ostuni. Tre giorni dedicati ai migliori oli biologici del mondo, tre giorni per
conoscerli più a fondo attraverso una fitta serie di eventi tecnici, culturali e gastronomici.
Focus, laboratori, convegni e degustazioni si combinano per la 23esima volta in un ricco
programma, rendendo assoluto protagonista l’olio extravergine d’oliva biologico, i suoi
benefici per la salute, le ricerche scientifiche che ne segnano l’evoluzione qualitativa.
500 gli oli extravergini d’oliva biologici in concorso, tra cui quelli prodotti da Tenuta
Venterra e Cooperativa Agricola PRUVAS, assaggiati da 30 giurati esperti provenienti da
tutto il mondo per eleggere il miglior olio evo imbottigliato all’origine e pronto per la
commercializzazione. Le attività della XXIII Edizione del Premio BIOL sono iniziate per gli
addetti ai lavori già martedì 20 marzo, mentre l’apertura al pubblico è prevista per oggi
venerdì 23 marzo alle ore 10 con l’inaugurazione che si tiene presso la sede del GAL Alto
Salento, per l’occasione vestitasi da “Cittadella del BIOL”.
Al Premio BIOL, da attribuire al miglior olio evo, si affiancano altre sezioni di concorso: il
BiolPack , riguardante il packaging del prodotto più funzionale e invitante, ovvero la
bottiglia che presenta il miglior design e l’etichettatura più chiara e svariati riconoscimenti
territoriali e tematici, come ad esempio il BiolKids , sezione riservata ai giovani palati delle
scuole primarie del territorio e di altre regioni d’Italia che durante tutto l’anno seguono un
percorso didattico di avvicinamento all’analisi sensoriale ed educazione al gusto.
Non può mancare, anche quest’anno, un dibattito sul tristemente famoso tema della
Xylella - il batterio che continua a preoccupare gli olivicoltori pugliesi, molti dei quali sono
alle prese con eradicazioni e misure di contrasto alla diffusione. Il convegno “Xylella, l’olivo
e il biologico ” si svolgerà nella giornata di oggi dalle ore 16.30 alle ore 18 presso l’ex
Macello cittadino, sede del GAL Alto Salento. Ai saluti di Roberta Cafiero - Ministero delle
Politiche Agricole, Forestali e Ambientali seguiranno gli interventi di Pierfederico La Notte
dell’Istituto di Virologia Vegetale CNR; Ugo Picciotti del dipartimento di Entomologia e
Zoologia interno all’Università degli Studi di Bari; Anna Percoco dell’Assessorato
all’Agricoltura della Regione Puglia e Giovanni Malcarne in qualità di produttore olivicolo
biologico.
Ricco il programma convegnistico anche per domani, sabato 24 marzo. Alle ore 10 sarà
possibile partecipare a due Workshop di analisi sensoriale , uno sulle olive da mensa e
l’altro sul pane, a cura rispettivamente di Paola Fioravanti e Walter Cricrì che si
svolgeranno nella Sala Assaggi. Contemporaneamente nella Sala Conferenze “BiolMiel
2017: analisi di settore, risultati ottenuti e nuove opportunità per il miele biologico” ,
proseguendo alle ore 11:30 con la tavola rotonda “Il gusto del BIO: per un biologico di
qualità superiore”, un’occasione per stimolare la discussione sul tema
dell'inserimento del requisito del panel test per tutti i prodotti bio che vorranno fregiarsi
del nuovo standard 3.0 di qualità superiore anche sotto l’aspetto del gusto e della qualità
organolettica.
Patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e da Regione Puglia – Assessorato
all’Agricoltura, la XXIII Edizione del Premio BIOL conta sui seguenti partner: il Comune di
Ostuni, il Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere, il GAL Alto Salento, la Scuola
Alberghiera “S. Pertini” di Carovigno, l’ITIS ostunese Itas-Pantanelli, Associazione L’Olio di
Puglia Dialoghi Fluidi, Biolitalia, BUO crudo cotto e mangiato, Agribio Mediterranea, Rete
Humus.

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Borraccino: “Comprendere Taranto nella Via Francigena del Sud, presentata interrogazione”. Nota del consigliere regionale di Liberi E Uguali, Mino Borraccino.

“Con una specifica interrogazione all’Assessore regionale all’Industria turistica e culturale, noi di Sinistra Italiana/Liberi e Uguali chiediamo lumi circa il mancato inserimento nella Via Francigena del Sud del territorio ionico, comprendente Taranto ed alcuni suoi comuni. Da autorevoli fonti storiche, come il testo, tradotto dall'inglese a cura della Prof.ssa Anna Trono (UniSalento) e del prof. Nunzio Fiore (Accademia Belle Arti) del volume “Viaggiando verso est e sulla via Francigena attraverso arte cultura e storia” si evince chiaramente che Taranto è compresa nel tracciato storico della via Francigena. Questo testo chiarisce inequivocabilmente la centralità di Taranto nel percorso della Via Francigena, poiché la via Appia, come tutti sappiamo, storicamente era ed è la strada principale che collegava, e collega, Roma con l'Italia meridionale. Dopo aver attraversato la Basilicata orientale il tratto finale della via Appia attraversa le province di Taranto e di Brindisi e si unisce alla via Traiana più a nord, prima di dirigersi verso Lecce e Otranto.
Nel Medioevo un grande numero di santuari, chiese, ostelli, conventi e monasteri furono costruiti per venire incontro ai bisogni di Santi, crociati e pellegrini che calpestavano questa strada per raggiungere la Terra Santa. Come testimonia Guidone nel XII secolo i pellegrini sull’ultimo tratto di strada dopo Melfi e Matera, si dirigevano attraverso Laterza, Ginosa, Castellaneta, Massafra, Taranto, Grottaglie, Oria e Mesagne sull’Adriatico. Una grande rete di strade collegava la città, le masserie fortificate, i monasteri, le chiese, i mercati e gli insediamenti rupestri dove i pellegrini e viandanti trovavano ospitalità. La Cattedrale Normanna di Taranto era essa stessa un luogo di pellegrinaggio dal momento che conservava le reliquie di San Cataldo, vescovo taumaturgo e Santo Patrono di chi viaggiava per mare.
Dopo Taranto la strada continua verso Monteiasi, Carosino, passando dalla piccola collina che si affaccia sulla piana di Brindisi tra Grottaglie e San Marzano, vicino all'antica stazione Normanna di Misicuro, dove si trovano gli ultimi significativi insediamenti rupestri e santuari collegati al culto di Maria, come quello della Madonna delle Grazie di Grottaglie, che attesta la presenza della cultura urbana mediterranea tra est e ovest. La planimetria delle strade, degli spazi e la collocazione strategica degli ingressi e i principali edifici civili e religiosi ancora oggi forniscono una mappa simbolica chiara e funzionale per i residenti e i viaggiatori. Superate le ultime colline, la via Appia entra nella piana di Brindisi, attraverso uliveti, vigneti, alberi di mandorle e campi di grano, costeggiando Oria.
Il terreno pianeggiante ha aiutato a preservare l'antica strada fino al punto che perfino oggi rimangono dei lunghi tratti. Le nuove planimetrie predisposte sulla base del lavoro svolto dalla Società Geografica Italiana, incaricata di redigere le mappe, risulta che La via Francigena del Sud comprende anche Taranto. Pertanto chiediamo all’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, dott.ssa Capone, di conoscere le iniziative che la Regione Puglia intende intraprendere, affinché possa essere inserito anche il territorio jonico, comprendente Taranto ed alcuni suoi comuni nella Via Francigena del Sud. La città di Taranto innegabilmente è sempre stata al centro della storia, grazie anche alla sua posizione geografica che la portava ad essere importante nodo viario interessato costantemente da flussi di viandanti, pellegrini, commercianti. L’inserimento di Taranto nella Via francigena del Sud, è molto importante per il territorio, poiché rappresenterebbe un’altra valida opportunità di sviluppo entrando a far parte di un contesto europeo specifico identitario che da Canterbury va a Roma fino alla Puglia”.

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