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Venerdì, 22 Giugno 2018 21:29

Legge RSA: Romano replica a Marmo

Il Presidente della Commissione regionale Sanità, Pino Romano replica al presidente del Gruppo consiliare di FI, Nino Marmo sulla questione RSA.


“Caro Presidente Marmo, rispondo per quanto di mia competenza all’invito che mi hai rivolto circa la ipotesi di impugnativa dello Stato alla legge sulle RSA.
Comprendo le motivazioni che ti hanno portato a modificare sostanzialmente il tuo punto di vista espresso non più di 3 mesi fa, ma dissento proprio per il percorso che ha accompagnato le due leggi regionali n. 9 e 53 del 2017 su tale materia.
La L.R. n. 9/17, approvata dall’Aula alla unanimità, subisce alcune modifiche per aderire ai ‘consigli del Governo’ per evitarne la impugnativa.
Nel mentre la Giunta licenzia il testo che recepisce le ‘osservazioni’ del Governo arriva alla Presidenza del Consiglio la costituzionalità della Legge regionale in questione rispetto alle leggi nazionali.
La L.R. n. 53/17 subisce lo stesso iter. Sempre per adeguare la stessa ai ‘suggerimenti del Ministero della Salute’ la modifica. Tre giorni dopo il varo del D.D.L della Giunta, arriva l’impugnativa dello Stato che riduce a tre le questioni di merito; il recepimento nella alta e media intensità di cura dei livelli essenziali di assistenza, la eliminazione della bassa intensità di cura e la definizione del voucher.
Adeguiamo ed approviamo in Aula con la sola astensione dei 5stelle.
Ora le tue conoscenze (romane o baresi) ti informano della esistenza di una ennesima osservazione del Governo (peraltro ampiamente annunciata da via Gentile).
A questo punto della vicenda emblematicamente pregnata da interessi contrapposti (ex RSA ospedaliere e ex RSA ed altri modelli territoriali), faccio mie le tue preoccupazioni sul ‘facciamo presto’ e divento un fervente sostenitore della teoria del primo San Tommaso: ‘non credo se non vedo’.
Questo balletto delle mancate verità mi ha un po’ scocciato, anche perché non è ancora chiaro se il Governo regionale sostiene le leggi in questione che il suo Consiglio regionale ha approvato, oppure rema contro.
Vogliamo far presto? Perfetto.
Acceleriamo l’iter per la entrata in vigore dei regolamenti attuativi delle due leggi in questione a partire dalla approvazione in Giunta per renderle operative già prima della pausa estiva.
Quando e se lo Stato (e non il Governo) attraverso la sua avvocatura impugnerà la legge in questione, ci adegueremo, esattamente come abbiamo fatto in tantissime altre occasioni.
Tra l’altro, se non ho compreso male, la ‘osservazione’ attuale del Governo, è in netto contrasto con la impugnativa precedente; ma questa è un’altra storia.
Per quanto mi concerne, caro Nino, ritengo di dover difendere una coerenza politica che porto avanti da un po’ di tempo”.

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IL LATO OSCURO DEL SERVIZO DI EMERGENZA “118”: Finto volontariato, lavoratori intimiditi e irregolarità diffuse

Si è svolto nella giornata di ieri l’incontro tra il Direttore della ASL di Taranto avv. S. Rossi e la delegazione della Cisl Fp composta dal Segretario Regionale G. Melissano, dal Segretario Generale di Taranto e Brindisi A.Gemma e dal Seg. Territoriale M. Ferri. Presenti anche un gruppo di lavoratori del Servizio di emergenza 118 di Taranto.

La Cisl Fp ha rappresentato le precarie condizioni dei lavoratori del 118 che è comune in tutti i territori della Regione e non solo. Il servizio di emergenza, infatti, è esercitato da associazioni/cooperative che non sempre assicurano condizioni di lavoro rispettosi dei contratti, anzi perlopiù sono presenti irregolarità diffuse nei turni di lavoro, negli orari, nelle retribuzioni, più volte rappresentate anche alla ASL di Taranto.

I dipendenti (pochi) assunti con contratto di lavoro, sono spesso oggetto di intimidazioni, più o meno striscianti se osano rivendicare i diritti più elementari, che parrebbero far intravedere la buia strada del licenziamento.

Molto peggio i “volontari” la cui condizione reale, che tutti riconoscono al di fuori dei contesti ufficiali, è di essere dei lavoratori in nero, insomma un finto volontariato a cui si ricorre per rispettare le formalità di una legge regionale ormai lontana dal mondo reale.

Come è dunque possibile assicurare un servizio di emergenza, che sicurante fra le prestazioni sanitarie è di importanza vitale per i cittadini, fondato sulle incertezze e irregolarità di tali rapporti di lavoro o su lavoratori che devono fingere di non esserlo?

Come è possibile giustificare solo formalmente un servizio così delicato che si regge su un precariato istituzionalizzato?

La Cisl Fp ritiene interesse comune squarciare il velo di ipocrisia diffuso che sorregge questo sistema malato, con la consapevolezza che nelle varie ASL sono presenti articolazioni che tendono, invece, a sorreggerlo o a giustificarlo, probabilmente perché funzionale a interessi che non sono quelli dei cittadini ed della loro salute.

La Cisl Fp ritiene indispensabile superare il precariato istituzionale per il Servizio di emergenza del 118, assicurando la stabilizzazione dei lavoratori attraverso l’internalizzazione del servizio e collocandoli in un unico contenitore e che, con una disciplina organica, possa dare certezze alle condizioni di lavoro e garanzie di funzionalità ed efficienza ai cittadini.

Se questo percorso è ritenuto indispensabile per ausiliari ed operatori nessuno potrà sostenere che non lo è altrettanto per il servizio in argomento.

Al Direttore della ASL di Taranto abbiamo intanto richiesto di procedere an una indagine e verifica di tutti coloro che partecipano al servizio di emergenza nel territorio, e medesima richiesta la struttura regionale della Cisl Fp farà pervenire nelle altre province.

Sicuramente assisteremo in tutti i territori a chi cercherà di conservare un siffatto sistema o difendere assetti che nulla hanno a che fare con gli interessi delle comunità, ma la strada è tracciata ed il fermento diffuso dei lavoratori non potrà essere arrestato da nessuno.

Per la CISL Fp Puglia                                               Per la CISL Taranto Brindisi
Giuseppe Melissano Aldo Gemma                           Massimo Ferri

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Con l’approvazione in consiglio comunale, il progetto “Verde Amico” diventa esecutivo esprimendo tutto il suo potenziale sociale: 145 famiglie avranno certezza di reddito per più di un anno, svolgendo attività di alto valore ambientale alle dipendenze della partecipata Infrataras.

Il percorso, partito ad aprile 2017 con la sottoscrizione dell’accordo tra Commissario Straordinario alle Bonifiche, Regione e Comune per la realizzazione di piccole opere di recupero ambientale, utilizzando i lavoratori della già fallita società “Taranto Isola Verde”, partecipata della Provincia, ha segnato oggi una tappa fondamentale. Il progetto esecutivo approvato dal consiglio, infatti, consentirà l’assunzione a tempo determinato dei 145 lavoratori per 15 mesi da parte di Infrataras, 3 dei quali impiegati in attività di formazione.
«Questo risultato è frutto del capillare lavoro svolto dal tavolo tecnico istituito a valle dell’accordo firmato ad aprile 2017 – le parole del sindaco Rinaldo Melucci –, ma soprattutto di quanto compiuto negli ultimi mesi contestualmente alla firma dell’atto d’intesa dello scorso maggio. Un’attività sinergica che ha consentito di individuare il miglior percorso di salvaguardia per questi lavoratori, impiegandoli in attività qualificanti per loro e per l’intera comunità». Attingendo ai fondi previsti dalla legge 20/2015, il Commissario Straordinario alle Bonifiche ha intercettato circa 4 milioni di euro da destinare a queste attività, cui si è aggiunto il cofinanziamento di Regione e Comune. «Abbiamo garantito 1,4 milioni di euro per coprire la quota relativa al programma regionale di formazione dei dipendenti – ha aggiunto il primo cittadino – e oggi possiamo affermare di aver avviato il primo progetto in Italia per il reimpiego in attività di “bonifica leggera” di lavoratori rimasti senza occupazione».
Con l’assunzione dei lavoratori (passati dagli iniziali 120 a 145, proprio per garantire una platea maggiore pur riducendo le ore di lavoro), Infrataras entrerà nel pieno delle attività previste dal progetto esecutivo, impiegando i lavoratori secondo la griglia delle mansioni rinveniente dal bando che la società ha recentemente concluso. Attività, evidentemente, che avranno un impatto sostanziale anche sulla percezione del decoro nel territorio comunale: «Poter dare un segnale di questo genere – ha commentato l’assessore a Lavori Pubblici e Innovazione Massimiliano Motolese, coordinatore del “Tavolo del decoro” –, ricollocando lavoratori di una società fallita, ci fa capire come gli strumenti a nostra disposizione per la riconversione fisica e morale del territorio siano già in nostro possesso. Dobbiamo solo essere razionali e capaci di sfruttare le opportunità a nostra disposizione».

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Il gruppo “Indipendenti per Taranto” continua distinguersi per azioni vuote e ostili al Sindaco con il quale si sono candidati e sono risultati in seguito eletti.

Ben tre presidenze di commissioni, gestite sin qui sommariamente a detta di gran parte dei loro colleghi di maggioranza, scarsamente produttive, nessuna competenza apprezzabile, incarichi ricevuti per accordi politici all’interno del Consiglio, non certo per merito. E una delega extra Giunta che si è dovuto ritirare perché condotta con grave e personalistica interferenza all'azione di governo.

I rapporti con questi cinque esponenti si deteriorano già al ballottaggio, a causa di loro confuse strategie politiche, poi soprattutto durante le consultazioni di luglio scorso per formare la Giunta. Nessuno di loro godeva dei requisiti da me ritenuti sufficienti. Anzi, quando tra associazioni e parti sociali avanzo l’ipotesi di qualcuno di loro vengo fermato con preoccupazione. Nessuna poltrona per loro dunque e da allora si servono vigliaccamente delle peggiori figure per aggredire il Sindaco.

Nonostante questo, per il bene della città vengono coinvolti, come detto, con deleghe fuori Giunta, con presidenze di commissioni, con riunioni dedicate a loro, perché questi consiglieri non volevano partecipare a riunioni insieme alla maggioranza. A nulla è servito.

Hanno effettuato la richiesta di accesso agli atti sul bando Amat a gennaio, facendo perdere alla città un professionista di altissimo livello, strumento legittimo ma tipico della più bieca opposizione, che per altro svolgono affidandosi a suggeritori occulti tristemente noti in città, sempre votati al discredito delle Istituzioni e delle vite delle persone che. Rinunciamo a quel professionista per evitare alla comunità tensioni che quei personaggi sono bravissimi a creare. Come spiegare ai cittadini che una banale dimenticanza, che in un clima costruttivo e di maggior serenità avrebbe potuto tranquillamente essere affrontata e spiegata, ha privato la partecipata di grande slancio, e che ne paghiamo oggi le conseguenze?

Il loro atteggiamento ostile nei fatti non è mai mutato: avevano assicurato, ad esempio, che mai avrebbero votato una mozione di sfiducia contro un mio Assessore, e il giorno dopo avermelo garantito, in Consiglio hanno votato compatti per la discussione di quella mozione. L'ennesima vana pagliacciata, perché l’Assessore gode della mia massima fiducia e non lo avrei sollevato dall’incarico, che resta strettamente fiduciario, per nulla al mondo. Sanno solo screditare, fare rumore, non hanno la stoffa per discutere di Ilva, porto, altre infrastrutture, piani strategici, macchina amministrativa, sanno convocarti solo per chiederti interventi che non sono di competenza del Civico Ente o non al passo con l'attualità. Davvero imbarazzante.

Altra barzelletta politicante, il voto del bilancio preventivo con riserva. Gente che si fa votare con una coalizione, che approva un programma amministrativo e poi esprime riserva su atti che, se letti, di certo non sono nemmeno stati compresi.

Poi minacce velate e non al Sindaco, fatte giungere tramite consiglieri, social network, personaggi noti alle cronache, ogni giorno di questo primo anno di mandato, ogni santo giorno. A tutto abbiamo sempre preferito non replicare, se non attraverso la formulazione di querele, quando ritenuto indispensabile.

Con la nuova richiesta di accesso agli atti del CdA di Amat gli Indipendenti commettono l'errore strategico di mostrarci che il loro accanimento non ha nulla a che vedere coi bisogni della città, perché se avessero un minimo a cuore Taranto, avrebbero notato il totale immobilismo ed anacronismo della partecipata.

E ancora, la mancata solidarietà dopo le aggressioni ricevute. Certamente atto non sentito, non necessariamente dovuto e nemmeno richiesto, ma almeno da un gruppo che si definisce di maggioranza non ci si aspetta dichiarazioni di segno opposto.

In ultimo, lo spettacolo indegno di questa mattina in Consiglio Comunale: i cinque esponenti ad ogni votazione lasciavano l’aula per non dover votare gli emendamenti. Chissà se nelle loro laute indennità è ricompresa la voce "teatro sperimentale".

La pazienza è finita. Ogni decenza è stata calpestata perché va bene tutto ma il fango mediatico e pressioni di altra natura non li accetto più. Non mi faccio intimidire da alte cariche pubbliche o dalle forze oscure ancora in azione in questa città da vent'anni, figuriamoci se mi lascio intimorire da loro.

Per me nei fatti sono opposizione. La più meschina. Quella che ti attacca dall’interno. Possono dire e fare ciò che vogliono, ma la realtà è che sottolineano sempre di essere maggioranza solo per tenere le loro posizioni in commissione o guadagnare spazi.

Governo finché ci sono i numeri minimi e senza farmi ricattare. Finché ci saranno questi presupposti, bene, sempre senza vetrine, passerelle e altri inconcludenti approcci. Altrimenti, la città merita altro, non un Sindaco imbrigliato e costantemente ricattato. Una condizione che non consente di lavorare serenamente e pienamente.

Inutile dire che non mi abbasserò a rispondere ulteriormente a questi signori, alle loro letterine a mezzo stampa e messaggi trasversali non gli serviranno ad ottenere posti in Giunta o nelle partecipate. E quelli tra loro che già mi cercano sottobanco assumessero il coraggio delle loro azioni o nessun dialogo sarà mai possibile. Prendessero pubblicamente e definitivamente le distanze da certi metodi e certi personaggi che macchiano la serenità ed il rilancio di questa città, non abbiamo fintanto altro da dirci.

Si sono fatti rinchiudere in un vicolo cieco politico ed etico.

Dopo il confronto franco e costruttivo della
scorsa settimana con la vera ed unica maggioranza, si deve recuperare dignità e valore per il perimetro programmatico entro il quale queste sane forze politiche si esprimono con responsabilità dall'inizio del mandato del Sindaco, e a loro il ringraziamento per l'esemplare atteggiamento odierno.

Questa chiarezza la dovevo alla città, non al gruppo richiedente compulsivo di accesso agli atti e amante del teatro sperimentale.

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Ieri sera (giovedì 21 giugno) c’era tutta Grottaglie, nonché tanta gente venuta da altri comuni, all’inaugurazione del “Parco della Civiltà” di Grottaglie, la nuova struttura che si sviluppa su un’area di oltre 8.700 metri quadrati proprio alle spalle del Municipio.

Per tutta la serata oltre 1.500 persone hanno invaso gioiosamente il Parco della Civiltà partecipando alle attività organizzate per questa inaugurazione, soprattutto tantissime famiglie con i loro bambini.

Questa è la cifra di una serata destinata ad entrare nella storia di Grottaglie. E non è retorica, se si pensa che, dopo anni e anni di abbandono e degrado, ben pochi sono in grado di ricordare quando si poteva ancora frequentare questa zona di verde della città, ubicata proprio sotto le finestre del Municipio.

«Appena insediatasi questa amministrazione comunale – ha detto infatti il Sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò – ha subito inteso affrontare concretamente questo problema, in particolare con una gara per affidare la gestione dell’area a una azienda privata».

«Ringrazio Fabiola La Grotta – ha detto il Sindaco Ciro D’Alò – per aver investito riuscendo a trasformare uno spazio abbandonato da tempo immemore in questa meraviglia: il Parco della Civiltà è una struttura di cui si possono vantare ben poche città in Italia e in Europa. Io stesso, prima di andare in Municipio, quasi ogni giorno venivo qui per verificare a che punto stessero i lavori e fare il punto con Fabiola La Grotta».

Il Sindaco di Grottaglie ha poi concluso con un appello ai grottagliesi: «ora tutti dobbiamo vivere il Parco della Civiltà, farlo diventare una cosa nostra, la comunità deve riappropriarsene, ma soprattutto deve rispettarlo, dobbiamo mantenerlo nelle splendide condizioni in cui lo vediamo oggi, e se possibile sarà anche migliorato grazie ai suggerimenti che vorrete farci pervenire. Rispettiamo e viviamo il Parco della Civiltà, è il nostro Parco!».

Affianco al primo cittadino una emozionatissima Fabiola La Grotta, direttore e gestore del Parco, nonché patron Caffè FADI, che ha «ringraziato l’Amministrazione comunale per avermi sostenuto in questo anno, aiutandomi a risolvere i tanti problemi che inevitabilmente si sono presentati. Proprio in quei frangenti ho capito che avevamo un obiettivo comune: ridonare alla comunità questo spazio verde, dando alle famiglie un posto in cui poter portare i bambini a giocare in tranquillità comprando loro un gelato, a tutti i grottagliesi, soprattutto agli anziani, una zona in cui fare fitness o anche solo a leggere un giornale sorseggiando un buon caffè, ai turisti un’oasi in cui rinfrancarsi prima di visitare Grottaglie e, in ultimo, uno spazio protetto in cui i padroni dei cani potranno giocare senza problemi con i loro amici a quattro zampe».

«Oggi con i miei occhi vedo realizzarsi un sogno accarezzato per oltre un anno – ha poi detto Fabiola La Grotta trattenendo a stento l’emozione – con tanta gente contenta che vive il Parco della Civiltà, tanti bambini che giocano felici nell’area giochi. In questo momento voglio ringraziare mio marito (l’imprenditore Mino Distante – N.d.R.), che oggi è qui al mio fianco con le nostre due bambine, per avermi incoraggiato e sostenuto in questo anno di duro lavoro».

Dopo la benedizione del Parco della Civiltà impartita da Don Eligio Grimaldi, parroco della Chiesa Madre di Grottaglie, Fabiola La Grotta ha poi tagliato il tradizionale nastro, con Ciro D’Alò e Mino Distante, simbolicamente tenuto dalle due figlie dei coniugi.

Mentre migliaia di cittadini affollavano ogni spazio del parco, la serata è poi proseguita con una serie brevi interventi sul tema “Il Parco della Civiltà: strategie ed obiettivi di crescita comune, spazi e luoghi di cittadinanza”; sapientemente moderati dalla giornalista Valentina Fanigliulo, vicedirettore di Canale 85, gli ospiti hanno illustrato i progetti e le attività che, largamente partecipati e condivisi, saranno realizzati nella nuova struttura.

Sono così intervenuti Francesco Riondino, presidente Centro Servizi Volontariato Taranto, Ciro Maranò, direttore Gal Magna Grecia, Franco Peluso, fiduciario Slow Food Vigne e Ceramiche, Marco D’Errico del WWF Taranto, Emilia Blasi di “ABC Natura”, la psicologa Amelia Trani e Francesco Spagnolo, presidente della ASD ANTA Cinotecnica.

Da oggi la comunità potrà frequentare liberamente questo grande spazio verde attrezzato che dispone, tra l’altro, di parco giochi, area ristoro, percorso vita e benessere, spazio yoga e fitness, dog’s city park, orto botanico e anfiteatro.

A disposizione anche un punto ristoro con caffetteria, pasticceria, gelateria artigianale, “rusticheria” e un corner dedicato ai cocktail e alla “champagnerie”.

Nel corso della serata ci sono state numerose attività, tutte con partecipazione libera e gratuita, organizzate nelle diverse aree del Parco della Civiltà, con le informazioni e l’accoglienza garantite ai cittadini dalla Pro Loco Grottaglie e dall’Associazione Grott'Art.

Nell’area ristoro “Ceramiche Antonio La Grotta” ha curato un’attività sensoriale al tornio ceramico, mentre si è parlato di tutela del territorio con l’Associazione Gruppo Grotte Grottaglie. Nel parco giochi l’associazione LabLib ha realizzato "BiblioValigia", un biblioteca mobile con la lettura ad alta voce di albi illustrati e laboratori artistici per i bambini.

Nell’area “dog’s city park” ci sono state attività assistite dall’animale modulate per i bambini a cura dell’ANTA Onlus Sava, mentre nell’area yoga l’associazione Albero del Pepe ha illustrato i benefici dello yoga.

Nell’area party ci sono state lezioni di danza curate dalla scuola Khoreia e dalla Polisportiva San Francesco De Geronimo, mentre nell’orto botanico l’associazione Beni Comuni ha presentato il “Ciclo della Natura” e l’associazione Canarudie ha illustrato la trasformazione della canapa.

Nell’area vita e benessere ci sono state tre attività: l’associazione Prati Fioriti ha curato un percorso sensoriale per Bambini, l’associazione Sherwood ha tenuto lezioni di tiro con l’arco e l’ASD Città di Grottaglie ha curato attività di ginnastica dolce.

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Attraverso un’ordinanza emessa dal sindaco Rinaldo Melucci entrano in vigore adeguate misure per migliorare le condizioni di sicurezza, alla luce della recente Direttiva del Capo della Polizia Gabrielli.

Una città che accoglie eventi e manifestazioni di respiro internazionale, come si è trattato per il Medimex o per il concerto del Primo Maggio, deve lavorare anche sulla sicurezza e sulla prevenzione di avvenimenti che possano compromettere la pubblica incolumità o che possano degenerare in atti vandalici o episodi di disturbo della quiete pubblica. Pertanto, è stata individuata una strategia operativa sotto il profilo delle garanzie di safety e di security per assicurare il migliore svolgimento delle manifestazione e degli eventi sulle aree aperte al pubblico e sulle aree circostanti.

Il provvedimento del sindaco prevede il divieto assoluto di somministrare e vendere superalcolici ed alcolici contenenti più del 15% del volume nonché il divieto di vendita per asporto di bevande in bottiglie di vetro e lattine nelle zone aperte al pubblico. La misura è rivolta ai titolari di posteggi autorizzati su aree pubbliche, ai titolari di esercizi pubblici nelle zone limitrofe all’evento e ai titolari di esercizi commerciali ed artigiani abilitati alla vendita per asporto.

La somministrazione dovrà pertanto avvenire in bicchieri di carta o di plastica nei quali le bevande devono essere versate direttamente da chi effettua la somministrazione o vendita. Va da sé che le misure non hanno valore nel caso in cui la somministrazione e l’eventuale consumazione avvengano esclusivamente all’interno dei locali. Si è tenuto anche conto che i contenitori di vetro, qualora frantumati, risultano taglienti e quindi anche pericolosi oltre che a compromettere le condizioni di pulizia e di decoro cittadino.

In caso di violazione dell’ordinanza si applicheranno sanzioni pecuniarie agli esercenti da € 25,00 a € 500,00.

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Venerdì, 22 Giugno 2018 17:01

FI (Biella): Quale turismo a Taranto?

Il ritorno del giuramento della Marina Militare sul lungomare di Taranto è stato salutato da tutti noi come una nuova occasione di vivacizzare l’immagine turistica della città.
Se però vogliamo davvero rendere il turismo una risorsa economica importante per l’economia ionica, dobbiamo essere in grado di accogliere i visitatori mostrando loro il meglio e rendendo il loro soggiorno piacevole.
Non così per quei turisti che decidono di visitare e soggiornare le vie del mare di Taranto. Massimo Zito, vice coordinatore cittadino di Forza Italia, ha documentato l’attesa dell’autobus da parte dei congiunti di un militare che aveva prestato giuramento: sotto il sole, fra le sterpaglie, in mezzo al nulla. Nelle stesse condizioni si trovano le altre fermate di viale Ionio e delle zone prospicienti il mare. Una delle rare pensiline per l’attesa è addirittura retta da un cumulo di pietre.
Ci chiediamo dunque cosa intendono fare, concretamente, l’amministrazione comunale e la sua azienda Amat per migliorare l’esperienza dei turisti che poi diverranno i nostri ambasciatori. O i nostri detrattori, perché il futuro è nelle nostre mani.

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“Per il vero uomo di destra, prima della cultura vengono i genuini valori dello spirito che trovano espressione nello stile di vita delle vere aristocrazie, nelle organizzazioni militari, nelle tradizioni religiose ancora vive e operanti”. Adriano Romualdi.

Ieri un amico mi ha presentato il coordinatore provinciale di un partito di destra, il quale mi ha ricevuto presso la locale sede di tale Ente nazionale di assistenza sociale, di cui a quanto pare è il titolare.
A me sono venuti i brividi perchè la vera ideologia di Destra non prevede politiche assistenziali in favore del popolo, prevede al contrario politiche sociali in favore dello stesso. La Destra non fa l'elemosina al popolo incentivando il malcostume della pigrizia, della nullafacenza, della disoccupazione per inattività. La Destra deve fornire le risorse e gli strumenti per consentire all'uomo comune di attivarsi attingendo alle proprie virtù per diventare parte attiva, integrata ed integrante della comunità in cui vive, esempio per i propri figli e per il prossimo.
La Destra non dà sussidi, né fa politica attraverso patronati, che nel coordinare le politiche assistenziali di fatto pongono in essere la replica del vecchio metodo politico della sinistra: assistenza economica in cambio di voti.
La Destra non fa politica scimmiottando il marxismo, rendendo il sindacato strumento della lotta di classe.
La Destra è l'Idea di Comunità ed Ordine Sociale che è propria degli uomini spiritualmente superiori che vedono la attività politica come strumento di servizio, che considerano l'economia come funzionale all'uomo, che individuano nello Stato il soggetto terzo rispetto ai confliggenti interessi economici, capace di intervenire nei processi produttivi per rendere l'economia funzionale alla società e non la società funzionale alla economia, perchè al centro della idea di Destra c'è l'Uomo nella sua dimensione e dignità di origine divina.
Tutto ciò che prescinde dal concetto di etica, di morale, di sacralità, è qualcosa che non interessa all'Uomo della Destra Etica e fa parte di un mondo immanente in cui l'agire politico è mera contingenza, mediazione di interessi ed espressione di compromessi frutto del mercanteggiamento di borghesucci di quartiere elevati a guida politica della Nazione.
Tutto questo, non deve interessare l'Uomo di Destra, né l'Uomo di Destra deve sporcarsi con la mediazione politica e con la chiacchiera fine a se stessa.
L'Uomo di Destra si deve riconoscere sin dalla postura, deve avere la testa alta, la schiena dritta, deve essere cortese ma determinato, deve comprendere immediatamente attraverso intuizione intellettuale dove vuole andare a parare l'interlocutore, il suo carattere ed i termini della situazione contingente posta alla sua attenzione.
L'Uomo di Destra non deve perdere tempo, né concedersi chiacchiere inutili.
Per tutto questo io suggerisco che l'Uomo di Destra si astenga dalla politica perchè la politica non è degna dell'Uomo di Destra. A coloro che criticheranno questa scelta, contestando che sia frutto di irresponsabilità, l'Uomo di Destra deve evitare di rispondere, perchè chi pensa di poter trarre il bene dal male non è degno di risposta, quanto meno nei tempi moderni in cui i processi degenerativi della politica democratica sono giunti alle loro estreme conseguenze.
La Destra non deve accettare il contraddittorio con chi non è spiritualmente di destra.
La Destra è una religione laica, che trova nei simboli della Patria la propria grammatica ideale ed è compatibile e sovrapponibile in modo integrato con le religioni dello spirito che l'Uomo di Destra per propria personale inclinazione sceglierà di adottare.
La Destra Etica deve essere necessariamente extraparlamentare perchè in quel coacervo di parole vuote e mistificazioni l'Uomo di Destra non può permettersi di degradarsi, perchè se lo facesse, le proprie parole ponderate e profonde assumerebbero la vacuità di slogan elettorali privi di contenuti.
L'Uomo di Destra prende molto seriamente le parole considerandole alla stregua di mattoni con cui edificare il proprio operato, assumendosene la piena ed assoluta responsabilità con tutto il peso del proprio onore.

Se taluni uomini di destra sentono la necessità di svolgere attività politica è bene che lo facciano in modo disinteressato e disilluso. Nei comizi ed in tutti gli atti di comunicazione il loro intento non dovrà mai essere quello di conquistare il popolo con facili promesse che si rivelino irrealizzabili od ancora peggio contrarie agli interessi della Nazione sul piano economico, funzionale ed organizzativo.
Scopo dell'Uomo di Destra che intenda fare politica è di comunicare se stesso al fine di attirare spiritualmente quel 2-3% della popolazione che pur essendo di destra, ancora non ne ha consapevolezza, perchè obnubilata dal veleno propagandistico della spazzatura democratica.
La Destra Etica non deve aspirare ad avere politici, ma deve aspirare ad avere eroi.
Il gesto dell'uomo di destra deve essere un gesto estremo di natura estetica.
Non conta l'utilità della azione, ma la sua incondizionata purezza ideale.
L'Uomo di Destra deve considerare il rispetto della legge penale come doveroso nella misura in cui tale diritto non diventi strumento di oppressione del popolo attraverso la tutela penale di istituzioni democratiche ormai marcescenti e corrotte nei propri processi decisionali.
L'Uomo di Destra non è estremista, egli é l'Estremo, l'estremo termine di paragone rispetto allo squallore politico immanente.
La Destra Etica non è un movimento politico, ma è un moto dell'anima condiviso.
La Destra Etica non si traduce in partiti, ma in movimenti culturali che siano espressione di una precisa visione del mondo in cui l'Uomo agisce nel rispetto di se stesso, della propria natura divina, e dell'ambiente circostante, sotto i simboli di una Patria, che in quanto terra dei padri è una dimensione metafisica prima ancora che geografica, oggetto del culto di onestà intellettuale e rigore morale conforme alle leggi di natura, che l'Uomo di Destra, lungi dall'ignorare, deve assecondare, elevando la realtà al rango di ideale, in netto contrasto con l'atteggiamento sinistroide attualmente imperante di abbassare l'ideale al rango della realtà.
Che l'Ideale prenda forma nel cuore di ognuno di noi e che per transustanziazione trasformi in pratica di virtù il nostro agire quotidiano nel nome dell'Uomo e dell'Italia.

Ettore Mirelli

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L’Associazione Espressioni d’Arte Ostuni e Rassegna Italia sas, nella giornata del 1° Luglio, ti danno la possibilità di regalarti una meravigliosa esperienza, immerso nel suggestivo mondo dell’arte. In tutta comodità, viaggiando su un pullman, potrai vivere fino in fondo le incantevoli Mostre di Picasso ad Ostuni, Martina Franca e Mesagne, affiancati dalla nota guida culturale Giulio Marchioli. Il biglietto comprensivo di pullman e di ingresso alle mostre con la guida, ha un costo totale di € 25,00. La partenza è prevista da Ostuni (BR) il 1° Luglio alle ore 15:00 con rientro sempre nella Città Bianca, alle ore 21:00.
È possibile prenotarsi on line sul sito www.rassegnairalia.eu, o presso il Palazzo Cirignola, in Ostuni (BR) dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e dalle ore 18:00 alle ore 20:00.

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Su nave Durand de la Penne l’assegnazione del Tricolore di Double Trap
I migliori specialisti di categoria gareggeranno dal 26 al 28 giugno sul cacciatorpediniere della Marina Militare ormeggiato a Taranto

E’ tutto pronto per il 24° Campionato Italiano Interforze di Double Trap in programma dal 26 al 28 giugno a brodo del cacciatorpediniere lanciamissili “Luigi Durand de la Penne” della Marina Militare, ormeggiato presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto.
Questo importante evento sportivo interforze, che dal lontano 1995 viene condotto a bordo di una unità della Squadra Navale, avrà inizio martedì 26 giugno alle ore 11.00 con la lettura da parte del Comandante di Nave Durand De La Penne del Giuramento dell’Atleta, rivolto agli oltre 70 tiratori pervenuti da tutta Italia.
Per la conquista del Tricolore, anche in questa edizione scenderanno in campo i migliori specialisti in divisa, inclusi quelli della squadra azzurra che hanno contribuito a difendere i colori italiani nelle maggiori competizioni internazionali tra i quali il sottocapo della Marina Militare Antonino Barillà, primo classificato nell’edizione 2017 svoltasi su Nave Etna, nonché medaglia d’argento Mondiale nel 2014 e componente della squadra italiana ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro nel 2016, il sottocapo della Marina Militare Alessandro Chianese, oro nella Coppa del Mondo di Nicosia nel 2016, il sottocapo della Marina Militare Ferdinando Rossi, pluirimedagliato in occasione dei Campionati del Comitato Internazionale Sport Militari, ed il vice sovraintendente della Polizia di Stato e pluricampione del mondo Daniele Di Spigno.
In gara ci saranno anche gli aspiranti campioni del Settore Giovanile della FITAV che si contenderanno il 14° Trofeo a loro dedicato ed ai quali si uniranno i rappresentanti di alcuni prestigiosi circoli nazionali.
Le gare termineranno giovedì 28 giugno con le premiazioni e la cerimonia di saluto sempre a bordo del cacciatorpediniere lanciamissili Luigi Durand de la Penne, alla quale parteciperanno autorità politiche, civili e militari.

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