Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Mercoledì, 27 Giugno 2018

Questa sera alle ore 20,30 si svolgerà in piazza “Principe di Piemonte” la seconda edizione del “Festival Danza” organizzata dalla “Alex Dance”, scuola diretta dai maestri “Fids” Alessandro Di Ponzio, già finalista ai Campionati del mondo di danza sportiva e Floriana Memmola. Per la città della ceramica si preannuncia una serata densa di emozioni, nella quale la protagonista assoluta sarà la danza sportiva. Nel corso della manifestazione, patrocinata dal Comune di Grottaglie, si alterneranno le coreografie eseguite dagli allievi della “Alex Dance” nelle varie discipline, come il “coreographic team”, lo show dance, il duo latin, le danze standard e quelle latino-americane. “Special guest” della serata sarà , maestro e ballerino della nota trasmissione televisiva condotta da Milly Carlucci “Ballando con le Stelle”. Nella prima decade di luglio Grottaglie sarà rappresentata ai campionati italiani della “Federazione Italiana di danza sportiva” (che si terranno a Rimini dal 5 al 15 luglio prossimo) dalle coppie di ballerini della “Alex Dance” formate da Andrea Occhibianco - Alessandra Leuzzi (campioni regionali ed interregionali); Antonio Cinieri e Grazia Di Summa (campioni regionali ed interregionali); Francesco Di Noi e Lucia Curto (campioni regionali); Simone Zaffiro - Marialucia Santoro (medaglia di bronzo ai campionati interregionali). La serata sarà presentata da Maria Di Noi.

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Venerdì 29 giugno 2018, con inizio alle ore 18,00, presso la sala convegni del Castello Aragonese di Taranto, verrà presentata l'opera in tre volumi scritta dal dott. prof. Gianni Iacovelli "La Storia della Medicina nel Mezzogiorno  d'Italia", edita dal Centro Pugliese dell'Accademia di Storia dell'Arte Sanitaria e distribuita dalla Casa Editrice Dellisanti.
Dopo il saluto delle Autorità, relazionerà mons. prof. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei. Seguiranno gli interventi del prof. Vittorio De Marco, ordinario di Storia Contemporanea dell'Università del Salento e della Senatrice Prof.ssa Mariapia Garavaglia, già Ministro della Salute e attualmente vicepresidente del Comitato Nazionale di Bioetica. Previsti gli interventi dei curatori dei tre volumi, dott. Martino De Cesare, dott.ssa Ileana Iacovelli e dott. Antonio Tramonte. Le conclusioni saranno affidate all'Autore. Modererà l'incontro il giornalista dott. Giuseppe Mazzarino.
Gianni Iacovelli è medico e cultore di storia delle medicina. Ha insegnato come professore a contratto nelle Università di Messina e di Bari. Attualmente è presidente dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria che ha sede a Roma nell’antico Ospedale di Santo Spirito in Sassia e gestisce il Museo Storico Nazionale dell’Arte Sanitaria, uno dei musei tematici più importanti del mondo. Per circa vent’anni, dal 1982 al 2001, è stato direttore del Centro Pugliese dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria ed ha realizzato molte attività nel campo della formazione del personale sanitario attraverso corsi, congressi, seminari di studio, in collaborazione con le Università e con gli Ordini dei Medici.
Fra queste attività, anche la “collana” di pubblicazioni in cui è uscito questo volume. Numerose le sue pubblicazioni: Citiamo: Manduria nel ’500 (Congedo 1974), Poesie d’amore della Basilicata (1979), I giorni dell’ira. Risorgimento e poesia in un paese del Sud (Lacaita 1980), Gli acquedotti di Cotugno. Medici pugliesi a Napoli tra Illuminismo e Restaurazione (Congedo 1988), Medici pugliesi nel Risorgimento (Università di Bari 1989), Medicina barocca in Sicilia(Gerni 1990), Terra di Lucania (Schena 1995). Ha pubblicato anche un Manuale di storia della medicina (Gerni 1990) ed ha scritto una storia del vino nel vol. miscellaneo Dal «merum» al Primitivo di Manduria (Filo 1997). Inoltre ha collaborato con un gruppo di specialisti di livello internazionale al volume miscellaneo Cristina di Svezia. Scienza e alchimia nella Roma barocca (Dedalo 1990). Ha curato vari volumi di Atti di congressi, oltre a quelli compresi nella collana del Centro. Ha coordinato un gruppo di studio che ha partecipato alle pubblicazioni del CNR sulla storia del colera e del vaiolo in Italia.

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Mercoledì 4 Luglio Paolo Giordano, autore de "La solitudine dei numeri primi", presenterà a Taranto il suo ultimo libro dal titolo "Divorare il cielo" edito da Einaudi. L'incontro è stato organizzato dalla libreria Mondadori in collaborazione con il "Sun Film Group". L'appuntamento è nel chiostro dell'ex convento di Sant'Antonio, Via Viola 12, a Taranto. Alle ore 19.15 ci sarà un aperitivo e alle ore 20 inizia la presentazione del libro.

Conversano con l'autore
- Emanuela Carucci, corrispondente de "IlGiornale.it"
- Roberta Poiani, Sun Film Group

Il libro...
Le estati a Speziale per Teresa non passano mai. Giornate infinite a guardare la nonna che legge gialli e suo padre, lontano dall'ufficio e dalla moglie, che torna a essere misterioso e vitale come la Puglia in cui è nato. Poi un giorno li vede. Sono «quelli della masseria», molte leggende li accompagnano, vivono in una specie di comune, non vanno a scuola ma sanno moltissime cose. Credono in Dio, nella terra, nella reincarnazione. Tre fratelli ma non di sangue, ciascuno con un padre manchevole, inestricabilmente legati l'uno all'altro, carichi di bramosia per quello che non hanno mai avuto. A poco a poco, per Teresa, quell'angolo di campagna diventa l'unico posto al mondo. Il posto in cui c'è Bern. Il loro è un amore estivo, eppure totale. Il desiderio li guida e li stravolge, il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. Perché Bern ha un'inquietudine che Teresa non conosce, un modo tutto suo di appropriarsi delle cose: deve inghiottirle intere. La campagna pugliese è il teatro di questa storia che attraversa vent'anni e quattro vite. I giorni passati insieme a coltivare quella terra rossa, curare gli ulivi, sgusciare montagne di mandorle, un anno dopo l'altro, fino a quando Teresa rimarrà la sola a farlo. Perché il giro delle stagioni è un potente ciclo esistenziale, e la masseria il centro esatto dell'universo.

Su Paolo Giordano...
È nato a Torino nel 1982. È fisico e autore di tre romanzi: "La solitudine dei numeri primi" (Mondadori 2008, Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima), "Il corpo umano" (Mondadori 2012) e "Il nero e l'argento" (Einaudi 2014). Ha scritto per il teatro ("Galois" e "Fine pena: ora"), collabora con il "Corriere della Sera".

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Il consigliere regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Renato Perrini, aveva chiesto l’audizione del commissario straordinario alle Bonifiche, Vera Corbelli, per fare il punto della situazione sui cantieri avviati o da avviare

Indubbiamente utile sotto il profilo dello stato dei lavori l’audizione del commissario straordinario alle Bonifiche di Taranto, Vera Corbelli, chiesta da me per fare il punto sulla situazione. Ma francamente è stato imbarazzante lo scontro tecnico-istituzionale al quale abbiamo assistito basiti oggi, tra la stessa Corbelli il dirigente regionale Barbara Valenzano.

Utile perché il commissario è venuto in Commissione con un lavoro, anche di slide, a spiegare punto per punto lo stato dei lavori di progetti importanti – due su tutti Mar Piccolo ed ex Cemerad - alcuni dei quali ci appaiono in forte ritardo, anche per ostacoli tecnici incontrati nel corso dell’iter. Una mole di dati raccolti che costituiscono una buona base di appalti molti dei quali da bandire ancora, forse, proprio a causa dell’incomunicabilità che è venuta fuori in modo palese fra il Commissario e il dirigente regionale.

E’ chiaro che se il Governo centrale, tramite la Corbelli, e la Regione Puglia, tramite la Valenzano, non solo non collaborano, ma non comunicano, il rischio che gli interventi avviati e da completare o da avviare si blocchino, è concreto. Non vogliamo entrare nel merito della disputa, ma ci appare alquanto strano che le due Istituzioni, su investimenti e interventi così importanti per Taranto e il suo territorio, abbiano dovuto attendere la mia audizione per rivolgersi reciprocamente accuse di poca collaborazione o peggio di mancata condivisione di obiettivi!

Si faccia subito chiarezza fra gli organi preposti a lavorare nell’interesse dei tarantini e non nel loro interesse! Per quello che mi concerne, considerando che l’audizione era stata richiesta per capire a che punto erano gli interventi, ho proposto alla Commissione, che ha accolto, di audire nuovamente il commissario prima della pausa estiva e fare sopralluoghi sui cantieri già avviati e su quelli che si intendono avviare.

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Valorizzazione delle eccellenze gastronomiche, ma anche cura del territorio. Gnam! Festival europeo del cibo di strada ha voluto, quest'anno, lasciare un "simbolo" nella città della Valle d'Itria, Martina Franca, che ospita la rassegna da venerdì 29 giugno a lunedì 2 luglio (ore 18-24). Le aiuole situate intorno al Monumento ai Caduti, nell'area in cui si svolge l'iniziativa, in piazza Crispi, sono state, infatti, riqualificate e rinverdite utilizzando il contributo di 1000 euro che la Giunta comunale di Martina Franca ha concesso alla manifestazione. Le aree verdi sono state curate da Giuseppe d'Alò; l'iniziativa si è svolta in collaborazione con gli uffici del settore patrimonio e manutenzione del verde e con l'assessorato all'ambiente del Comune di Martina Franca, guidato da Gianfranco Palmisano. Giuseppe d'Alò ha realizzato a sue spese e donato le due installazioni floreali presenti nelle aiuole. 

Un'attenzione e un impegno, quindi, anche per la città che ospiterà, nei prossimi giorni, Gnam! Festival europeo del cibo di strada; la stessa dove, cinque anni fa, il festival è nato, su idea di Franco Zito, operatore culturale, Rosa Colucci, direttrice di Extramagazine e Francesco Mastrovito.
A Martina Franca, in questa edizione, Gnam! Festival europeo del cibo di strada si caratterizzerà con un inedito "omaggio alla bombetta di Martina Franca". Celebrando con la sua consueta formula lo street food regionale, italiano ed internazionale, con cibo e preparazioni di qualità elevata ed espositori pluripremiati, vuole inoltre 'festeggiare' anche il simbolo dello street food della Valle d'Itria. Sabato 30 giugno, infatti, dalle ore 18.30, andrà in scena l' "omaggio alla bombetta", che sarà rivisitata da Gianfranco Palmisano, chef del ristorante Gaonas di Martina Franca, Mariangela Gigante, l'avvocatessa ai fornelli concorrente di Masterchef, madrina dell'edizione 2018 di Gnam! e Francesca Mastrovito, foodblogger ed "erede" dell'inventore della bombetta martinese Ninuccio Lasorte. Gli chef cucineranno, dinanzi agli occhi dei visitatori, la tipica bombetta della Valle d'Itria, preparazione gastronomica tradizionale dei macellai, cotto sulla brace profumata di legno d'ulivo. Un involtino di carne (capocollo di maiale), nella versione originaria con all'interno solo formaggio canestrato, sale e pepe, che nell'antichità era cotto, lentamente, 'al fornello'. I tre esperti rivisiteranno la bombetta con un tocco di originalità e novità, mantenendo, al contempo, il gusto e la tradizione di questo prodotto.
Gnam! Festival europeo del cibo di strada Martina Franca (Taranto), 29 giugno-2 luglio
La rassegna comprende il meglio del panorama nazionale e internazionale, con cibo e preparazioni di qualità elevata ed espositori pluripremiati. L'eccellenza dello street food, con un'accurata selezione di tutti gli espositori, troverà spazio nelle giornate dal 29 giugno al 2 luglio, dalle ore 18 alle ore 24, in piazza Crispi a Martina Franca. In quattro giorni, i visitatori potranno seguire i percorsi del gusto e assaporare nuove scoperte tra gli stand, ricchi di tipicità culinarie. La manifestazione, che ha iniziato nel 2014 il suo tour di sapori in giro per l’Italia e conquistato anche il patrocinio di Expo, dopo città come Roma, Milano, Bari e Taranto, tornerà a Martina Franca per continuare a proporre il meglio dello street food italiano ed internazionale. L'iniziativa gode del patrocinio del Comune di Martina Franca. L’evento si propone di valorizzare la conoscenza delle tradizioni alimentari come elementi culturali ed etnici, puntando sulla biodiversità e sulla genuinità dei prodotti agro-alimentari tipici regionali. Agli ospiti, sarà offerta la possibilità di degustare e scoprire prodotti tipici regionali introvabili e i piatti internazionali più famosi, in vere e proprie isole gastronomiche, nelle quali osservare dal vivo la preparazione delle ricette più golose e ascoltare il racconto dei produttori.
L’area Italia
E' ricca e piena di gusto l'area dedicata al cibo di strada italiano, con tutte le declinazioni regionali e territoriali. Dalla Campania giungono il caciocavallo impiccato, servito su una fetta di pane tostata e la gustosa e ricca mozzarella di bufala alla brace, ma anche i dolci tipici della pasticceria napoletana, dal babà in varie tipologie alla pastiera, alla sfogliatella e all'aragostina croccante.
Dalla Sicilia arrivano i famosi pane e panelle, pane ca’ meusa, cannoli, preparati con la ricotta fresca, le arancine di vario tipo: sono i prodotti dell’Antica Focacceria San Francesco, un nome noto in tutto il mondo, una vera e propria icona del gusto, ai cui tavoli sedevano costantemente gli scrittori Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello. In tempi recenti è stata frequentata anche dai giudici Falcone e Borsellino, diventando, per questo, un simbolo della lotta alla mafia.
La carne di chianina, dalla Toscana, è protagonista, con gli hamburger, anche per assecondare i gusti dei piccoli (il cittino è memorabile).
Per gli amanti della carne di maiale, imperdibile è il pulled pork: il panino 'american style', rivisitato con prodotti locali italiani, con carne di maiale marinata, cotta lentamente nell'affumicatore e sfilacciata, condita con salse.
Eccellenza pugliese sono le bombette della Valle d’Itria. Tra Alberobello e Martina Franca, gli antichi fornelli dei macellai, a tarda sera, si trasformavano in osterie, dove nella brace profumata di legno d’ulivo o - in maniera più tradizionale - con la cottura 'lenta', 'al fornello', si cuoceva questo involtino di carne, con all’interno un formaggio canestrato tipico di quest’area. Peppino, il mastro fochista dell’associazione “Quelli della Bombetta” segue, dal principio, il tour, attirando, nel tempo, l’attenzione dei media di tutto il mondo.
Sempre dalla Puglia, ci saranno i cuoppi di fritti di mare, dal pescato dell’Adriatico.
L'area internazionale
Visitare Gnam! Festival Internazionale del Cibo di Strada significa anche fare un suggestivo viaggio nelle altre culture gastronomiche. Nell’isola internazionale, infatti, saranno presenti specialità messicane come tacos e burritos; dalla Spagna arriveranno invece paella e tapas, cotte in due gigantesche padelle e innaffiate di sangria o tinto de verano. Si continua tra le spade infilzate di carni per l’asado argentino; dal Venezuela si potranno assaggiare i churros e le arepas. Nello stand Ungheria si potranno, invece, gustare i famosi dolci kurtoskalacs. Non mancheranno le specialità greche: pita, gyros con carne e verdure, carni alla brace e feta. Infine, le specialità giapponesi, con le ricette originali dei buns di stracotto di maiale, buns di gamberi, gamberoni in tempura, polpettine di polpo fritte, pollo fritto karaage e dorayaki, i dolcetti di Doraemon.
Gnam! ha un livello della selezione molto elevato sul prodotto tipico, perché alla base c’è una scelta altrettanto severa per la partecipazione. Ogni espositore si avvale di prodotti a chilometro zero del proprio territorio. La manifestazione propone una scelta molto vasta di cibo di strada (tanti sono i piatti anche per vegani e vegetariani), adatta a tutti i gusti e tutte le tasche. Ogni ricetta risponde a rigorose regole di lavorazione, igiene e freschezza.

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Archiviati gli esami di maturità, i nostri giovani si troveranno alle prese con la difficile decisione circa gli studi da proseguire, il corso di laurea ed anche la sede da scegliere, prestando attenzione a fare la scelta giusta di cui non pentirsi in corso d’opera.
La scelta universitaria è una vera e propria scelta di vita che non comprende solo l’indirizzo di studi ma anche il modo in cui viverlo, spesso lontano dalla famiglia, nella totale necessità di gestirsi da soli, in un percorso di crescita e di sviluppo del senso di responsabilità.
Ne parliamo con il nostro amico Paco Vinci che, per conto dell’Esercito Italiano, cura i rapporti con le università e gli istituti di formazione e specializzazione italiani ed esteri.

Qual è a tuo avviso lo stato di salute delle università italiane?
Le nostre università sono da sempre dei poli di formazione di alto livello, nel senso che la qualità degli insegnamenti e degli studi compiuti garantisce una solida preparazione in tutti i settori. Detto ciò, bisogna però avere il coraggio di ammettere che la qualità degli atenei del nord, alcuni in particolare, è ben diversa da molti altri. Questo in considerazione del fatto che, a mio avviso, la validità dell’offerta formativa non è data solamente dagli aspetti formativi ma anche dalla qualità delle strutture, dei servizi e delle opportunità ad essa connesse.
Quali sono, a tuo giudizio, le università migliori in Italia?
Come già detto, la qualità complessiva di tutti gli atenei italiani è senza dubbio elevata. Tuttavia, è necessario fare delle distinzioni sulla base di quello che non è solo un mio giudizio personale, ma suffragato da alcuni dati di fatto. Non ho alcun dubbio che sul piano ingegneristico il Politecnico di Milano e di Torino siano i poli di eccellenza in termini assoluti. Ciò in considerazione del fatto che questi poli universitari viaggiano velocemente e di pari passo con la grande industria, con l’economia, con l’evoluzione socio-politica internazionale e mondiale. Sono contesti dove i docenti non si sentono mai arrivati, ma sono in continua crescita ed aggiornamento, anzi, probabilmente è più corretto dire che per molti versi sono gli “artefici” dell’evoluzione. Ed in questo processo evolutivo coinvolgono gli studenti con i quali hanno un rapporto più diretto e partecipativo rispetto ad altre realtà.
Per altri settori bisogna citare le realtà di Pisa, Padova, Bologna, Trento e sicuramente “La Sapienza” di Roma. Questo non vuol dire voler screditare i nostri atenei del sud, da figlio del sud non lo farei mai, ma significa dover ammettere coerentemente la qualità di alcune realtà italiane d’eccellenza.
Quali consigli senti di poter rivolgere ad un giovane che si appresta a compiere la scelta?
Per carattere sono portato a credere che nessuno abbia titolo a dare consigli agli altri nel rispetto della diversità di ognuno. Ma posso esprimere una valutazione: la mia percezione è che già da tempo le lauree di tipo tradizionale stanno cedendo il passo a lauree sempre più specifiche, finalizzate a creare degli specialisti in molteplici settori. D’altronde è quello che chiede il mercato. Anche nell’ambito delle stesse lauree tradizionali si è andati nella direzione di una ripartizione sempre più settoriale. C’è però una cosa che un giovane dei giorni nostri deve considerare: sebbene facciamo ancora molta fatica a pensare ad una società globale, oltre i confini nazionali, di fatto ci stiamo evolvendo sempre maggiormente in funzione dei bisogni e degli interessi mondiali. In questo contesto non sarà più sufficiente essere un valido ingegnere, un buon medico, un abile avvocato, un preciso commercialista, un frizzante letterato o altro, ma è importante saper immaginare la propria professione ed il proprio ruolo avendo consapevolezza dell’evoluzione geo-strategica mondiale, a meno che non ci si voglia accontentare di sentirsi arrivati. Quindi, qualunque sia la scelta del corso di laura, è importante articolare il proprio piano di studi in maniera quanto più “multidisciplinare” possibile, affinché la preparazione finale conferisca la capacità di saper guardare lontano ed ovunque e, di conseguenza, di sapersi immaginare nel complesso contesto futuro.
Inoltre ritengo che nell’ambito dei paesi comunitari si faccia fatica a sentirsi cittadini europei, al contrario si tende spontaneamente a sentirsi legati all’identità della propria nazione. Questa è una grande limitazione perché le istituzioni europee sono una fonte vastissima di opportunità in qualsiasi settore. Ad un giovane basterebbe visitare il sito internet della Commissione Europea per scoprire quanto sia immensa l’articolazione delle strutture comunitarie e quante possibilità ne derivano. Da questo punto di vista molti giovani ritengono la conclusione dei loro studi universitari come il punto di arrivo piuttosto che come quello di partenza. In quest’ottica mi auguro che le istituzioni nazionali, sia a livello centrale che locale, possano quanto prima avviare dei percorsi di “consapevolezza europea”, sin dalle scuole medie, finalizzati a creare una mentalità “oriented” che insegni a saper guardare oltre i confini.
Grazie per la tua disponibilità con l’augurio di ogni bene per la tua vita e la tua professione.
Grazie a voi ed un affettuoso saluto ai tanti lettori  di questo giornale ed ai nostri conterranei.

 * Pasquale (Paco) VINCI

Addetto ai Rapporti con le Università e Relazioni Esterne per l'Esercito Italiano

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Venerdì 29 giugno, alle ore 10:30, presso lo spazio di coworking Liberalie, in via Messapia, 51 a Grottaglie, l'Assessorato alla Formazione e al Lavoro della Regione Puglia organizza la presentazione dell'app "Meet the Neet", allo scopo di promuovere tra i giovani neet uno strumento di orientamento e matching tra domanda e offerta di lavoro.

Il progetto pilota Meet the Neet si propone di rafforzare l’efficacia del Programma Garanzia Giovani attraverso azioni di disseminazione sul territorio che vedono coinvolte in via sperimentale, oltre alla Puglia, anche le Regioni Lazio e Veneto.
L’app risulta molto utile per promuovere l’accesso dei giovani NEET a servizi efficaci e innovativi, attraverso attività informali di sensibilizzazione. Meet the Neet, infatti, concorre all’attivazione dei giovani nel sistema di Garanzia Giovani e garantisce informazioni e consulenza personalizzata promuovendo anche interventi di autorientamento.

"L’obiettivo di progetti come questo è rafforzare l’efficacia degli interventi a sostegno delle politiche attive del lavoro, attraverso strumenti che sappiano essere adeguati alle esigenze del target di riferimento. - afferma l'assessore Sebastiano Leo - L’azione pilota Meet the Neet si configura come una buona pratica da sottoporre all’attenzione dei partecipanti al confronto promosso proprio in uno spazio in cui si affermano nuove forme di organizzazione del lavoro come Liberalie, spazio di coworking che si propone di attrarre giovani alla ricerca di nuove opportunità."

L'iniziativa consentirà di scoprire le opportunità dell'app e del progetto "Meet the Neet" grazie al supporto della Sezione Politiche Attive per il Lavoro della Regione Puglia.

 

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Piano Lab 2018 Polignano a Mare, Bisceglie, Martina Franca, Ostuni, Cisternino, Otranto, Trani, Ceglie Messapica

29 giugno - 12 agosto Due giorni di «Suona con Noi» Undici concerti-anteprima in otto città pugliesi Collaborazione con il Miami International Piano Festival Tra i pianisti coinvolti, Francesco Libetta, Pasquale Iannone, Ilya Itin, Florian Noack e Josu De Solaun

Al via Piano Lab. Parte nella Chiesa della Natività di Polignano a Mare, venerdì 29 giugno (ore 20.30), con un concerto di Roberto Esposito dedicato a Bach, Schubert, Mascagni e Mozart, il progetto della Ghironda organizzato con la collaborazione di Marangi Strumenti Musicali e delle più prestigiose case di produzione di pianoforti al mondo, progetto interamente dedicato al re degli strumenti. Piano Lab sarà presente per tutta l’estate in otto città pugliesi: oltre a Polignano a Mare sono coinvolte Bisceglie, Martina Franca, Ostuni, Cisternino, Otranto, Trani e Ceglie Messapica. Dodici i concerti anteprima, alcuni dei quali in partnership con il Miami International Piano Festival, che faranno da corollario agli special event di Stefano Bollani a Martina Franca (5 agosto) e Giovanni Allevi a Ceglie Messapica (9 agosto) e alla due giorni di «Suona con noi» a Martina Franca (11 e 12 agosto), iniziativa aperta a tutti coloro i quali - professionisti o semplici dilettanti - avranno prenotato la propria performance sul sito www.pianolab.me. Ci si può iscrivere sino al 15 luglio. Chi lo ha già fatto parteciperà all’estrazione di un viaggio ad Amburgo con visita alla fabbrica di Steinway & Sons, la casa di pianoforti più prestigiosa al mondo.

Ma prima ci saranno le tappe di avvicinamento all’evento finale dell’iniziativa, che si propone contestualmente di valorizzare i beni architettonici e monumentali pugliesi con il coinvolgimento del Fai Puglia e del Parco delle Dune Costiere. Saranno, infatti, otto le località turistiche dove dal 29 giugno si terranno i dodici concerti in programma. Dopo l’avvio a Polignano a Mare del 29 giugno, si terranno tappe a Bisceglie (7 luglio con Mirco Ceci), Martina Franca (8 luglio con Mafalda Baccaro e 14 luglio con Pasquale Iannone), Ostuni (15 luglio con Danilo Tarsu), Cisternino (26 luglio con Francesco Libetta), Otranto (27 luglio con Mirko Lodedo), ancora Martina Franca (28 luglio con William Greco) e Ceglie Messapica (4 agosto con l’anteprima di Piano Lab con pianoforti e pianisti nel centro storico). E poi tre concerti in collaborazione con il Miami International Piano Festival a Trani (6 agosto con Ilya Itin), Ostuni (7 agosto con Florian Noack) e Cisternino (8 agosto con Josu De Solaun). In tutti questi luoghi, al termine di ogni singola performance, un pianoforte a coda sarà a disposizione di chiunque voglia testare il proprio talento in vista della due giorni dell’11 e 12 agosto a Martina Franca, quando verranno suonati in contemporanea diversi pianoforti in vari punti della città per far incontrare i grandi interpreti e quei professionisti o anche semplici appassionati che avranno prenotato la propria performance sul sito della manifestazione.

Si inizia, dunque, a Polignano, con Roberto Esposito, che in chiesa suonerà musiche di Bach, Schubert, Mascagni e Mozart, mentre fuori proporrà delle improvvisazioni. Pianista di Tricase allievo di un salentino di fama internazionale, Roberto Cappello, Esposito è già stato al fianco di artisti di punta nel campo del jazz e della musica contemporanea, come il trombettista Fabrizio Bosso e il compositore americano Philip Glass, Esposito ha all’attivo un paio di pubblicazioni discografiche: l’album di piano solo «The Decades» del 2014 e un cd pubblicato quest’anno per l’etichetta Naxos contenente un Concerto per pianoforte e orchestra da lui stesso composto.

Info 080.4301150 e www.pianolab.me.

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È la scrittrice noir martinese la prima ospite dell'iniziativa di Volta la carta a Crispiano. Mercoledì in piazza San Francesco si parlerà del suo ultimo libro, “Il compimento è la pioggia”

Tra un Aperitivo d'Autore e l'altro, Volta la carta questa estate ha organizzato anche una mini rassegna letteraria a Crispiano, in piazza San Francesco. Si chiama “Al calar del sole” e, come è facilmente immaginabile, ci si incontrerà alle 20, al tramonto appunto. L'iniziativa sarà realizzata grazie al sostegno del Symposium Cafè.

Nella rassegna verranno coinvolti alcuni tra i più bravi scrittori pugliesi. Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 27 giugno: ospite Giorgia Lepore, che presenterà il suo ultimo libro, il noir “Il compimento è la pioggia” (Edizioni E/O) in cui l'ispettore Gerri Esposito è alle prese con un nuovo caso di cronaca.
La partecipazione è libera. Per info: 380.4385348 – 099.4005927

IL LIBRO
Nella notte di San Nicola, a Bari, c’è stato un omicidio efferato. In una piccola casa bassa del centro storico è stata trovata morta una ragazza di poco più di vent’anni. Il cadavere è squarciato da varie ferite, intorno al corpo martoriato tracce della presenza di bambini: giocattoli, biberon, vestiti. I bambini però sembrano scomparsi nel nulla. Sul luogo del delitto arriva l’ispettore Gerri Esposito, seguito dal suo capo, Marinetti, e dall’ispettrice Sara Coen, con la quale Gerri ha un rapporto che si fa sempre più complicato. L’indagine si snoda nell’arco di pochi giorni. Giorni freddissimi, in cui la Puglia e il suo capoluogo vengono investiti da un’insolita nevicata, che alla fine lascerà il posto alla pioggia. Ancora una volta, una storia di infanzia violata. Quell’infanzia che Gerri deve ricostruire e recuperare da qualche parte nei suoi ricordi perduti.

«Le nuvole sono una promessa. L’adempimento è la pioggia»
(Proverbio arabo)

L'AUTRICE
Giorgia Lepore è archeologa e storica dell'arte, vive a Martina Franca e insegna Storia dell'Arte al liceo “Leonardo da Vinci” di Fasano. “L'abitudine al sangue” (Fazi, 2009) è stato il suo romanzo d'esordio, seguito da “I figli sono pezzi di cuore” (Edizioni E/O, 2015), “Angelo che sei il mio custode” (Edizioni E/O, 2016) e “Il compimento è la pioggia” (Edizioni E/O, 2018).

«E se fosse Giorgia Lepore la vera, grande voce nuova del romanzo nero italiano?»
Maurizio de Giovanni

«Giorgia Lepore scava dentro di voi con le parole. [Angelo che sei il mio custode] è un magnifico – e terrificante – battito del cuore...»
Donato Carrisi

 

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