Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Venerdì, 13 Luglio 2018

Passione (amiamo quello che facciamo), politica (cosa dobbiamo imparare), la città come bene comune (narrazione di partecipazione e rigenerazione urbana) questi i temi portanti della ventiquattresima edizione della “Quattro giorni d’estate” organizzata dall'associazione “Le città che vogliamo” (con il patrocinio morale di Cittadinanzattiva e in collaborazione con “Argomenti 2000", Fondazione don Tonino Bello, Fondazione Guglielmo Minervini e parrocchia Regina Pacis) e che vedrà alternarsi, nello scenario di Villa Vetusta a Lama dal 18 al 21 luglio, personaggi del calibro dello scrittore Gianrico Carofiglio, dell’ex presidente della Camera Luciano Violante, dell’ex ministro Graziano Delrio, del segretario nazionale di Libera don Marcello Cozzi solo per citarne alcuni.

Il nutrito programma del consueto appuntamento annuale dell’associazione, che quest’anno verterà sul tema “Amiamo ciò che facciamo”, è stato presentato giovedì pomeriggio nel corso di una conferenza stampa alla quale è intervenuto il consigliere regionale Gianni Liviano.
“Abbiamo in mente - ha spiegato Gianni Liviano - un'idea di impegno politico che non debba mai prescindere dai valori che la motivano e dall'appartenenza alla comunità all'interno della quale si decide di impegnarsi. La dimensione valoriale, le ragioni per le quali ci si impegna in politica, vanno alimentate e condivise. Non è possibile impegnarsi politicamente senza riscoprire insieme le motivazioni forti, le ragioni dell'impegno. Nel nostro caso - ha aggiunto il consigliere regionale tarantino - la passione per le persone, la cultura della comunità, la necessità del rispetto della legalità come strumento per costruire giustizia, l'accoglienza delle diversità come ricchezza sono al centro del nostro agire e saranno al centro di questa 24esima edizione della nostra quattro giorni estiva".
Si comincia mercoledì 18 alle ore 18 con il segretario nazionale di Libera, don Marcello Cozzi, che dibatterà su “Il tempo per amare". A seguire, alle ore 19, lo stesso don Marcello Cozzi insieme al prof. Giandomenico Amendola, ordinario di Sociologia urbana Università di Firenze, e all’ing. Roberto Soffro, calciatore della Nazionale di calcio amputati, discuteranno di “Dialoghi sulla comunità “. Alle 20.15, sul tema “Costruttori di futuro", interverrà l’ex ministro Graziano Delrio. La serata sarà conclusa, alle ore 21.30, dalla rappresentazione teatrale “Nel mare ci sono i coccodrilli”, di e con Christian Di Domenico.
La giornata di giovedì 19 luglio, sempre alle ore 18, si aprirà con la lezione introduttiva dell’on. Luciano Violante sul tema “Dissertazioni sulla politica: immettere forza morale nelle democrazia". Alle 19, invece, sul tema “La comunità è una squadra", interverrà il prof. Roberto Ricchini, già allenatore della Nazionale femminile di basket e pluriscudettato con il Cras basket Taranto. Di comunicazione in politica parlerà, invece, il dott. Dino Amenduni di Proforma mentre alle ore 20.15 gli studenti del Laboratorio Taranto insieme al prof. Rino Montalbano del Politecnico di Bari animeranno il talk sul futuro della dott e sulla legge regionale speciale per Taranto. La rappresentazione teatrale “Arcangelo", di e con Franco Ferrante, chiuderà alle 21 la serata.
Ricordando don Tonino Bello è il leit motiv della serata di venerdì 20. Alle ore 18, l’on. Ernesto Preziosi, già parlamentare e docente universitario, il prof. Onofrio Romano, sociologo, il dott. Franco Milella, progettista, il dott. Silvio Maselli, assessore alla Cultura del Comune di Bari, e il dott. Leo Palmisano, sociologo, si confronteranno su “La città è un bene comune, rigenerazione urbana e rigenerazione umana: quali strade possibili“. Alle 19.30 sarà la volta del talk show che vivrà due momenti: il primo, in cui si parlerà de “La città come convivialità delle differenze” insieme al dott. Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione don Tonino Bello, e alla prof.ssa Angela Paparella, Azione cattolica Molfetta; il secondo, alle ore 20.15, vedrà il dott. Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto, l’avv. on. Marco Lacarra e l’avv. Michele Laforgia intervenire su “La città come polis". Toccherà a Michele Santeramo, con la rappresentazione teatrale “Oltretutto. Più vicini a don Tonino Bello", chiudere alle ore 21 la giornata.
A Gugliemo Minervini e alla sua politica generativa sarà, infine, dedicata la serata finale, quella di sabato 21 luglio. Alle ore 18 Cristiano Simone, Paola Senese e Giovanna Forte rifletteranno su “Prima di tutto la vita" mentre alle ore 20 gli scrittori Giorgia Lepore e Carlo Dilonardo parleranno di “Comunità inclusive”. Alle ore 21 entrerà in scena lo scrittore Gianrico Carofiglio il quale, prendendo spunto dal suo libro “Con i piedi nel fango", converserà su “Politica e verità”. Alle 22.30, infine, si aprirà il sipario sulla rappresentazione teatrale “I dieci: per non dimenticare” di Giovanni Guarino.
Al termine di ogni serata, nell’ambito di “Amiamo ciò che mangiamo”, esposizione e degustazione presso gli stand enogastronomici in collaborazione con Slow Food.

Gianni Liviano - Consigliere regionale

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“I direttori generali delle Asl sono disponibili a indire dei bandi, in ogni provincia della Puglia, per aumentare le ore di specialistica ambulatoriale, psicologica e psichiatrica, di servizio in carcere. Un primo, significativo, passo verso il miglioramento delle condizioni dei detenuti”.

E’ quanto emerso dalle audizioni in Terza commissione Sanità sul sistema sanitario penitenziario, in merito alla proposta avanzata ai Dg Asl da Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza italia.

“Una risposta - prosegue Franzoso - che risolve sia pur parzialmente, l’emergenza della sanità carceraria, connessa in particolar modo all’assistenza dei detenuti interessati da patologia psichiatrica.

Dalle audizioni è arrivata la conferma dello stato di emergenza in cui versano gli istituti penitenziari pugliesi, che ho avuto modo di denunciare dopo l’ultima ispezione effettuata nel carcere di Taranto, con una delegazione dei Radicali. Emergenza legata, oltre che alla situazione ormai cronica di sovraffollamento, soprattutto alla scarsità di personale sanitario specializzato”.

“Apprezzo la volontà espressa dal presidente di commissione, Pino Romano, di far confluire l’esito dei lavori in un relazione finale della commissione. Dopo aver accesso i riflettori sul tema della sanità carceraria è bene tradurre gli atti in fatti, per avviare un percorso operativo di soluzione dei problemi che preveda, per cominciare, l’esportazione del modello di sanità nell’istituto penitenziario di Lecce - con l’istituzione del reparto psichiatrico da venti posti letto, di cui dieci ancora da attivare, anche negli altri penitenziari pugliesi”. (foto: Officine Brand)

 

Francesca Franzoso

Consigliere regionale Forza italia

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In attesa di discutere la mozione presentata, assieme al collega Perrini, per la riapertura dei Pronto Soccorso "Moscati" e "San Marco" che solo nel 2017 hanno ottemperato a ben 35 mila richieste di assistenza sanitaria, faccio, per l’ennesima volta, alcune considerazioni che evidentemente sono sfuggite nell'ultimo Piano di riordino ospedaliero pugliese.

A due anni circa dall'entrata in vigore, le lacune ora appaiono molto più evidenti non solo perché il Piano non è intervenuto con la giusta strategia per ridurre ad esempio la spesa per la mobilità passiva, o il finanziamento alla sanità privata o ancora per attivare i posti letto, circa 1000 su base regionale, a cui si è rinunciato ma anche perché di fatto si sono tolti servizi, chiudendo reparti, senza fornire risposte alternative.

Non si è ottemperato per esempio alle riconversioni degli ospedali, come quella prevista per il “San Marco” di Grottaglie, in Polo riabilitativo, alla quale noi ci siamo sempre dichiarati contrari, però spiace constatare come si è proceduto pedissequamente alla chiusura dei reparti (Punto Nascita e Pronto Soccorso) senza sostituire con altri sevizi annunciati e mai messi in atto.

Il “San Marco” di Grottaglie , in quanto parte integrante del POC (Presidio Ospedaliero Centrale unitamente a "S.S. Annunziata" e "Moscati") deve poter continuare ad essere presìdio di supporto al “S.S. Annunziata”, con tutte le sue funzioni, almeno fino alla costruzione del nuovo ospedale di Taranto, come stabilito anche nel tanto osteggiato da noi, Piano di riordino.

Tutto ciò evidentemente era solo fumo buttato negli occhi dei cittadini che fortunatamente, di fronte alla evidente carenza di servizi sanitari, non stanno esitando a manifestare la loro indignazione, ed hanno avviato anche una imponente petizione popolare, da noi pienamente condivisa e dunque sostenuta e promossa, per chiedere la riapertura dei Pronto Soccorso chiusi. Naturalmente la nostra azione non si ferma e in attesa della discussione in Consiglio regionale della nostra mozione, chiediamo formalmente al Presidente Emiliano comunque di confermare la permanenza dei Punti di Primo Intervento, poichè servono a garantire nell’immediato almeno l’assistenza sanitaria di base.

La zona centro-orientale della provincia di Taranto, che fa riferimento all’ospedale di Grottaglie, con le sue 45 prestazioni sanitarie in media al giorno, necessita immancabilmente di una sua postazione di primo intervento, diversamente di fatto le circa 14.500 prestazioni sanitarie annue andrebbero a riversarsi sul già super affollato Pronto Soccorso del "S.S. Annunziata". E dire che l’ospedale "San Marco" di Grottaglie era una struttura perfettamente funzionante che doveva essere valorizzata al massimo e non depauperata e ridotta “all’osso”. Ricordiamo che lì abbiamo perso un Punto Nascita, che raggiungeva i 500 parti l'anno, e i reparti di Chirurgia e Ortopedia h 24 che fornivano prestazioni all'avanguardia, senza parlare del Pronto Soccorso.

Stiamo anche cercando di salvare il centro cottura ospedaliero, di cui il “San Marco” è dotato, anche recentemente ristrutturato: una cucina all’avanguardia da preservare. Lavoreremo per renderla utilizzabile nella prossima riorganizzazione dei servizi della ristorazione, per fornire i pasti ai reparti in loco e a quelli dell'ospedale di Manduria.

Infine ma non da ultimo, la nota dolente del personale medico carente che ha di fatto sfiancato una struttura ospedaliera sino a due anni fa di eccellenza.

Mino Borraccino
Sinistra Italiana/Liberi E Uguali

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Anche quest’anno Taranto si prepara ad accogliere i circa 200 centauri che partecipano alla 32^ edizione della rievocazione storica della Milano – Taranto.

Il percorso, suddiviso in sei tappe, collega l’Italia da nord a sud tra paesaggi mozzafiato, storia, cultura, tradizioni e le immancabili degustazioni di prodotti tipici.

Si attraversano strade panoramiche e territori ricchi di risorse storiche, monumentali e naturalistiche che solo in moto possono essere goduti a pieno, cogliendone fino in fondo l’atmosfera e la bellezza.
Per questa edizione della rievocazione storica i veicoli in gara sono di particolare interesse in quanto sono stati ammessi a partecipare solo mezzi immatricolati prima del 1967. Si potranno quindi ammirare tanti veri gioielli di storia e di meccanica.

L’evento è stato patrocinato dall’amministrazione comunale che ha fornito tutto il supporto logistico in funzione dell’arrivo previsto intorno alle ore 15.00 di sabato 14 luglio nello splendido scenario della rotonda del lungomare di Taranto.

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Fisascat Cisl e Filcams Cgil per il mancato pagamento degli stipendi di marzo 2018, delle pregresse differenze paga e del lavoro straordinario, nonché per il mancato confronto sull’organizzazione del lavoro e il non rispetto dei parametri contrattuali, confermano lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati nell’appalto pulizie presso gli uffici di Poste Italiane nel territorio ionico, dipendenti della Ditta Building Service srl da poche settimane subentrata, in quanto dalla stessa acquisita, alla precedente Ditta All Service 84.

La procedura di conciliazione promossa dalle organizzazioni sindacali, infatti, ha registrato uno stop lo scorso 12 luglio in quanto la Building Service srl non si è presentata all’incontro promosso dalla Prefettura, per presunti impegni precedenti già fissati.
Pressoché contestualmente, tuttavia, la Ditta ha inviato a Fisascat e Filcams una nota, per conoscenza anche alla Regione Puglia ed a Poste Italiane dichiarando che il pagamento delle spettanze a tutti i lavoratori avverrà entro lunedì 16 luglio p.v.
E per quanto riguarda il mancato confronto con i rappresentanti dei lavoratori sulla serie di problematiche ancora aperte, ha preannunciato la propria disponibilità per l’ultima settimana del corrente mese.
“E’ una vertenza che dura ormai da troppo tempo e che potrebbe anche comportare la proclamazione di uno sciopero – dichiarano Luigi Spinzi e Paola Fresi, rispettivamente segretari Fisascat Cisl e Filcams Cgil - in quanto la mancata soluzione comporta quotidianamente disagi enormi da parte delle lavoratrici e dei lavoratori costretti, oltre alle sofferenze di carattere retributivo, a sobbarcarsi di turnazioni e disagi per assicurare un servizio che è funzionale ad una organizzazione del lavoro fissato da Poste Italiane. Quest’ultima peraltro, benché committente, fino a questo momento non è mai intervenuta per scongiurare una vertenza fortemente penalizzante quanto oggettivamente evitabile, prima nei confronti di All Service 84, oggi di Building Service srl.”

UFFICIO STAMPA

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Buone notizie per i 46 lavoratori cimiteriali.

“A breve- spiega l’assessore Viggiano che ha curato la vicenda - si concluderà la procedura di gara per l’individuazione dell’operatore economico cui affidare la gestione dei servizi cimiteriali per la durata di 30 mesi. In questa fase, l’amministrazione Melucci ha voluto tutelare i 46 lavoratori impegnati da oltre vent’anni nelle attività cimiteriali con il succedersi dei vari gestori. Per molti di loro questa occupazione costituisce l’unica fonte di reddito e l’ipotesi di un licenziamento è assolutamente scongiurabile. In questa città le sacche di disoccupazione sono preoccupanti pertanto non possiamo permettere azioni che possano alimentare questo fenomeno. Il nostro impegno va nella direzione di una politica attiva del lavoro che punti a prevenire e a contrastare la disoccupazione dei lavoratori in generale e ad incrementare le possibilità occupazionali, soprattutto in favore di quei lavori appartenenti ad una fascia di popolazione più debole, sia per tipologia che per collocazione lavorativa.

Il Dlgs 50/2016 parla chiaro e prevede l’obbligo, e non la possibilità, di inserire nei relativi bandi di gara, avvisi ed inviti, specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato. A noi spetta ricordarlo e farlo rispettare. Con questa applicazione, sul fronte della opportunità e dell’ottimizzazione delle risorse umane, inoltre, il personale, che prima era alle dipendenze del vecchio affidatario , potrà passare al nuovo aggiudicatario, garantendo la continuità lavorativa, avendo nel tempo acquisito esperienza e competenza nel servizio”.

“Con questi argomenti - conclude Francesca Viggiano - incontreremo l’azienda che si aggiudicherà il nuovo appalto e chiariremo subito che il servizio deve garantire la stabilità e la continuità occupazionale e che, in alcun modo, in corso d’opera l’organizzazione aziendale proposta in sede di offerta tecnica, potrà subire modifiche che non siano state concordate e condivise con l’amministrazione, in questo caso stazione appaltante”.

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Ludovico Vico (Pd): “A tre anni dalla morte di Paola Clemente la lotta al caporalato è una partita ancora aperta”

Il 13 luglio 2015, Paola Clemente, bracciante agricola 49enne di San Giorgio Ionico (Ta), moriva nei campi di Andria, nel barese. In seguito alla sua morte, ad un anno di distanza, venne emanata la legge di contrasto al caporalato 199/2016.

Il caporalato, oggi, nel nostro Paese, è l'ultimo anello della catena della più spregiudicata forma di lavoro nero irregolare, finanche, in taluni casi, della tratta delle persone. Ma chi sono e quanti sono le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, chi sono i caporali e chi fa la commissione al caporale?

I braccianti agricoli e giornalieri di campagna sono un po’ di più di un milione: il 70% sono italiani, la restante parte stranieri. Il terzo rapporto Agromafie e caporalato del maggio 2016, realizzato dall’osservatorio Placido Rizzotto della Flai-Cgil, rileva che sono trai 400 e i 430mila i lavoratori irregolari impiegati nel settore agricolo in Italia, di cui circa 100mila versano in condizioni di sfruttamento e grave vulnerabilità.

Nel Mezzogiorno l'89% della manodopera è italiano; nel centro nord i braccianti agricoli italiani sono circa il 42%. Il Paese è tagliato a metà: al Sud, prevalenza di braccianti italiani e al Nord di stranieri. In Puglia i braccianti italiani sono il 76%, in Sicilia e Campania il 74%, in Trentino il 38%, in Piemonte e in Veneto il 45%. Se dalle campagne italiane sparissero i lavoratori stranieri, l’agricoltura nazionale subirebbe un calo incalcolabile. Un recente studio condotto dall’Uila (Unione italiana dei lavoratori agroalimentari), documenta in modo dettagliato che, soprattutto nelle aree del Paese a forte trazione leghista, se in agricoltura ad essere impiegati fossero solo gli italiani, la produzione si bloccherebbe. Senza gli immigrati, in Piemonte sparirebbero dai campi 20mila lavoratori su 32mila; nella provincia di Mantova verrebbe a mancare il 58% della manodopera, a Pordenone circa il 66%, a Verona il 69%, a Cuneo si sfiorerebbe il 74% e a Bolzano l’81% L’intero settentrione, senza immigrati, perderebbe in media il 57% della forza lavoro nei campi. Leggermente più bassa la percentuale che si andrebbe a perdere nel centro Italia, fra Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, dove senza manodopera straniera si dovrebbe trovare il modo di integrare circa il 50% di lavoratori. I dati, come già detto, sono differenti nel Sud Italia e nelle isole, dove predominano i lavoratori italiani.

In questo contesto, il caporalato, in molti casi, governa il mercato del lavoro agricolo, in sostituzione dello Stato e delle leggi. Ciò riguarda prevalentemente il Mezzogiorno d'Italia.

Tutto questo produce un danno erariale annuo, in termini di evasione, stimato in 600 milioni di euro, mentre il resto della paga contrattuale, tagliata a metà, come fosse una provvigione, entra nelle tasche del caporale di turno. Costui, il caporale, è un intermediario che riceve una commissione e la esegue, organizzando le squadre, decidendo il salario per i lavoratori, il periodo di lavoro, apre la richiesta per il collocamento e deciderà, casomai, quante giornate legali dovranno essere denunciate, utilizza le società interinali e le agenzie private di trasporti, definisce per sé il prezzo dell’intermediazione. Insomma, organizza un mercato del lavoro non legale parallelo a quello ufficiale. E questa attività diventa, poi, una vera e propria tratta delle persone, quando i braccianti sono stranieri e non solo nei periodi delle grandi raccolte del pomodoro, dell'anguria, dell'uva, degli ortaggi, ma sempre, tutti i giorni. La legge 199 del 2016, con le sue disposizioni, che legislativamente assumono un'azione di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura, di riallineamento retributivo nel settore agricolo, sta dimostrando la sua efficacia per il contrasto al caporalato. E questo è dimostrato anche dagli arresti avvenuti in tutta Italia dal 2016 ad oggi. Gli esiti positivi prodotti dalla legge 199, sono confermati dal rapporto annuale dell’attività di vigilanza dell’Ispettorato nazionale del lavoro di febbraio 2018 che evidenzia 5mila222 lavoratori irregolari rilevati durante le ispezioni effettuate nel 2017 e 387 vittime di sfruttamento in agricoltura per mezzo dell’attività di polizia giudiziaria; sono stati inoltre emessi 360 provvedimenti di sospensione di attività imprenditoriale, di cui 312 successivamente revocati a seguito di regolarizzazione.

Un risultato importantissimo che non possiamo dimenticare essere il frutto del lavoro del Governo Renzi, dei Ministri Orlando e Martina, del Parlamento italiano, delle due Camere, delle Commissioni giustizia e lavoro, dei sindacati dei lavoratori agricoli, delle loro battaglie e di quelle delle associazioni agricole, che rimangono un contributo decisivo e fondamentale. Una battaglia per la legalità e la dignità dei lavoratori e delle aziende agricole virtuose. Questo provvedimento, ora, non può assolutamente essere affossato. Anzi, per incidere in profondità, ha bisogno di una nuova stagione civile e culturale della lotta al fenomeno del caporalato, che muova dalle istituzioni territoriali.

On. Ludovico Vico

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La goletta, impegnata nella Campagna d’istruzione 2018, sarà aperta al pubblico

Mercoledì 18 Luglio la nave scuola Palinuro della Marina Militare approderà presso il Castello Aragonese nel porto di Taranto dove sosterà fino al 23 luglio.

L’unità è impegnata nella 54ª Campagna d’Istruzione e, nel capoluogo pugliese, imbarcherà gli allievi del Corso Normale Marescialli della Scuola Sottufficiali di Taranto che durante le navigazioni e le attività nel prossimo periodo, avranno la possibilità di apprendere i primi rudimenti delle scienze nautiche e marinaresche sviluppando così lo spirito di squadra che caratterizza ogni marinaio nell’assolvimento dei compiti della forza armata al servizio della collettività.
Partita lo scorso 24 maggio da La Spezia, nave Palinuro ha già toccato i porti di Ancona, in occasione delle celebrazioni della Giornata della Marina, Vasto, Augusta, Trapani e Gaeta e dopo una breve sosta alla fonda davanti a Palinuro (SA) ha fatto rotta verso Taranto.
Giovedì 19 luglio alle ore 10.30, il comandante di nave Palinuro, capitano di fregata Giuseppe Valentini, terrà una conferenza stampa a bordo durante la quale presenterà l’unità e la Campagna d’Istruzione. A seguire, a partire dalle ore 11.00, nave Palinuro ospiterà a bordo un seminario sulle tematiche ambientali dal titolo “Le attività complementari della Marina Militare a favore dell'ambiente”, promosso dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e dalla Marina Militare, in collaborazione con il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, l’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRSA CNR) e l'Associazione ambientalista Marevivo. L’incontro mira a promuovere l’educazione ambientale, la difesa del mare e delle sue risorse e a diffondere i risultati relativi alle ricerche scientifiche, effettuate sulla stessa nave a vela Palinuro nel recente periodo da studenti e ricercatori, coordinati dall'Università di Bari, attraverso nuovissime strumentazioni tecnologiche, proprio a testimonianza della forte attenzione e sensibilità che pone la Marina Militare sulle tematiche ambientali, nel più ampio spirito duale e complementare con cui la Forza Armata rende disponibili i propri mezzi, le proprie capacità e la propria expertise a favore della collettività, delle istituzioni e del mondo accademico.
Durante la 54ª Campagna d’istruzione 2018, nave Palinuro porta con sé la bandiera del Gaslini di Genova, donata alla nave dal presidente dell’Ospedale Pediatrico lo scorso 17 maggio a La Spezia, in occasione degli 80 anni dell’istituto.

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Quello che è accaduto ieri in Acciaieria 1 nello stabilimento ILVA di Taranto, per fortuna senza esiti nefasti, è però la conferma del perdurante clima di precarietà attorno ai lavoratori più deboli della catena produttiva legata al siderurgico.

Per questa ragione, in attesa che la stessa ILVA faccia ulteriori accertamenti circa l’emissione di monossido di carbonio all’interno dell’impianto in fermata programmata, chiederemo alla ditta dell’appalto per cui lavorano in somministrazione i cinque operai intossicati, di fornirsi ulteriori delucidazioni su quanto accaduto e sulle procedure operative messe in atto. E’ quanto dichiarano in una nota congiunta Paola Fresi, Antonio Arcadio, Carmelo Sasso, Antonio Simon, Elena De Matteis, Antonio Stasi, segretari generali rispettivamente di Filcams Cgil, Fisascat Fist Cisl , Uiltrasporti Uil, Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil. Si tratta di un tema su cui dibattiamo da tempo, ma che continua ad essere fin troppo marginale rispetto alle questioni dei pagamenti dei fornitori, o quelle riferite alle certezze occupazionali per i diretti – continuano i rappresentanti sindacali – Un universo di “invisibilità” che per sua natura continua a macinare nella sua morsa di appalti intermittenti lavoratori che proprio per la delicatezza del lavoro svolto, come nel caso di ieri nell’impianto lavatura fumi, non possono essere in “somministrazione”. Al contrario dovrebbero rispondere a requisiti di certezza e continuità occupazionale che consente di tenere alta l’attenzione su procedure operative, dispositivi e strumenti per la sicurezza.

Taranto lì, 12.07.2018

I segretari generali di categoria
(Paola Fresi, Antonio Arcadio, Carmelo Sasso, Antonio Simon, Elena De Matteis, Antonio Stasi)

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Venerdì, 13 Luglio 2018 16:17

Musica etnica alla Fattoria il Noce

Venerdì 13 luglio alle ore 22 (ingresso libero) il Duo Sperimentale Galeone – Carrino nell’agriturismo di Manduria (TA)

Prosegue il ricco calendario musicale de Il venerdì del Noce, concerti al sapore mediterraneo, la rassegna estiva promossa dalla Fattoria il Noce, l’agriturismo immerso nella bellissima campagna di Manduria (TA), da due anni sotto la guida della Cooperativa sociale il Volo.

Venerdì 13 luglio alle ore 22 (ingresso libero) arrivano le note della musica etnica del Duo Sperimentale Galeone – Carrino. Il fisarmonicista e maestro Bruno Galeone e il percussionista Simone Carrino, entrambi appartenenti al mondo della musica etnica, decidono di intraprendere un lavoro di ricerca e sperimentazione di nuove sonorità basato sul connubio di due strumenti prìncipi della musica tradizionale italiana: tamburello e fisarmonica, combinati con l’uso di apparecchiature elettroniche.
Per accompagnare la grande musica si potrà anche degustare un calice di vino o addirittura cenare con i prodotti locali a km 0 preparati con cura dallo chef della Fattoria il Noce.
Accanto allo spettacolo, in serbo anche altre attività quali il teatro (18 luglio e 1 e 14 agosto) e piano bar aperto tutti i giovedì di luglio e agosto.

Per informazioni sul programma completo è possibile visitare la pagina Facebook: www.facebook.com/agriturismofattoriailnoce/ oppure telefonare ai numeri 393.9855011 / 320.7407364 / 347.7389616 o inviare una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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