Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Sabato, 21 Luglio 2018

È possibile una città umana, in grado di coniugare sviluppo e coesione sociale attraverso la capacità di esprimere governance democratica? In buona sostanza, sì. Almeno questa è la conclusione cui sono giunti venerdì sera il sociologo Onofrio Romano, la vicesegretario nazionale di Cittadinanzattiva, Anna Lisa Mandorino, l’esperto di sviluppo locale e già consulente Ocse, Franco Milella, l’assessore alla Cultura del Comune di Bari, Silvio Maselli, ospiti della “Quattro giorni d’estate” organizzata dall’associazione “Le città che vogliamo” in collaborazione con Argomenti 2000, fondazione don Tonino Bello, fondazione Guglielmo Minervini, parrocchia Regina Pacis di Lama e con il patrocinio morale di Cittadinanzattiva.
“La città è un bene comune, rigenerazione urbana e umana", questo è stato il tema della terza serata ispirata all’azione di don Tonino Bello. Città, ha spiegato il consigliere regionale, introducendo gli ospiti, pensata “come luogo di incontro tra diversi, come luogo di convivialità di differenze, dove le persone si incontrano pur nelle loro diversità”.
La città, è stato rilevato, è un sistema di relazioni complesse tra le sue forme fisiche, le organizzazioni economiche, politiche e sociali, è il frutto di legami culturali, sociali. Per questo c’è l’esigenza di recuperare una visione umanistica della città e sviluppare un pensiero collettivo. “Senza però tralasciare di dire ai cittadini quello che veramente si vuole fare", ha sottolineato l’assessore Maselli, altrimenti il rischio è che si banalizzi la pianificazione realizzando progetti senza funzioni che vanno a generare ulteriori vuoti urbani. Per cui, ha evidenziato, invece, la vicesegretario nazionale di Cittadinanzattiva, Mandorino, diventa necessario “un aggiornamento tecnico e culturale della strategicità dei piani”. L’abc, ha chiosato ancora Maselli, “è essere efficienti nell’amministrazione”. Secondo il prof. Romano, invece, l’impressione è che “non abbiamo saputo formulare un progetto di regolazione della società all’altezza di quello neoliberista e quindi abbiamo accettato questa situazione, che quella cornice neoliberale fosse difficilmente malleabile. Non potendo più intervenire su questa cornice abbiamo scommesso sulle città”.
Rigenerare i luoghi significa immaginare strutture che leghino le singole azioni in un progetto di sviluppo locale e che le ancorino a politiche pubbliche che garantiscano generatività, inclusione, apertura. Ma le attuali dinamiche legate al sistema della cartolarizzazione, ha invece sottolineato Franco Milella, hanno fatto sì che “un bene pubblico che dovrebbe essere generatore di coesione, attore competitivo, luogo in cui si esercita il talento e la cittadinanza attiva, diventa esattamente il suo contrario, diventa un vuoto urbano, diventa un bene abbandonato che nessuno vuole acquisire, tanto più se è un bene culturale. Sono convinto - ha poi concluso Milella - che qualsiasi tipo di azione di intervento urbano che genera cambiamenti culturali ha bisogno che la comunità ne senta il valore".
La serata è poi proseguita nel segno di don Tonino Bello. Di “città come convivialità delle differenze”, hanno dibattuto il dott. Giancarlo Piccinni, presidente della fondazione don Tonino Bello, e la prof.ssa Angela Paparella, Azione cattolica Molfetta. I due relatori hanno tracciato la figura e l’azione di don Tonino Bello, l’esempio che il vescovo di Molfetta ci ha lasciato e che è quello che nel mondo non ci devono essere differenze nè di colore di pelle nè tra ricco e povero perché solo se si pensa che siamo tutti uguali allora ci potrà essere pace. Argomento che ha costituito un sottile filo con l’ultimo appuntamento della serata di venerdì: quello con la politica.
L’on. Marco Lacarra, segretario regionale Pd, Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto e coordinatore regionale di Italia in comune, Michele Laforgia, esponente di riferimento della sinistra in Puglia, hanno trattato il tema “La città come polis" non mancando di evidenziare, insieme al consigliere regionale Gianni Liviano, le criticità e le difficoltà che il centrosinistra incontra in Puglia, così come a livello nazionale, nel fare sintesi e argine all’avanzare dei populismi di destra.
L’appuntamento teatrale con “Oltretutto. Più vicini a don Tonino Bello”, di e con Michele Santeramo, ha fatto scendere il sipario sulla terza giornata della “Quattro giorni d’estate”.

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Si eccomi!, manco da molto tempo con i miei APERTAMENTE, immagino che non sia stato una gran mancanza e poi chi mi segue su Fb sa più o meno i miei stati d’animo e come la penso su certi argomenti, quelli che ogni giorno ci fanno, a seconda dei casi, più irritare che gioire. 

Certo sono più le notizie nefaste di quelle che ci fanno riappacificare con il mondo intorno a noi. Ma una cosa è certa: non stiamo vivendo una bella epoca, definirla orribile è usare un eufemismo.
Una delle notizie, quella del 28 giugno scorso che ancora mi irrita, non poco, è che il TAR di Lecce ha respinto il ricorso contro l’ampliamento del terzo lotto della discarica di Torre La Caprarica, inoltrato dai Comuni di: Grottaglie, San Marzano e Carosino. Si tratta di un’ ulteriore iattura, uno schiaffo in piena faccia, a questa nostra provincia già messa a dura prova da oltre 70 discariche che insistono sul suo territorio già martoriato abbondantemente dall’Ilva, Cementir, Raffineria e se vogliamo aggiungere qualcosa di cui ancora pochi si stanno preoccupando, la fito-agricoltura che usa a manetta pesticidi sta ulteriormente minando il nostro ambiente in grave stato di sofferenza grazie all’uso sconsiderato della chimica a go go in agricoltura.
Già sento le voci di chi, leggendo queste mie umili righe, dirà: Oddio sempre a parlare male del nostro territorio, come si fa a non vedere cotanta bellezza? Sempre ad essere negativi! No, signori miei non siamo per niente negativi, chi scrive ha avuto la fortuna di vedere quei territori prima della devastazione dell’uomo, avvenuta grazie ad antichi e maldestri politici che per sfamare un popolo hanno creato la favola dell’Eldorado, della ricchezza, del boom economico, tutto questo (ILVA, Raffineria, Cementir e discariche), non ha tardato a manifestarsi in tutto il suo inganno. Posti meravigliosi sono diventati un inferno e quello che più sconcerta è che non accennano a fermarsi e quindi finalmente a studiare seriamente per un’economia che ci riscatti dal probabile collasso, dove le ricche risorse naturali sono state sacrificate sull’altare del cosiddetto “boom economico”.
Certo ci conforta nel sentire che un Di Maio si stia preoccupando di Taranto e dei suoi bambini, ricordando quei poveri bimbi morti nel cui cervello è stato trovato minerale fossile, quel minerale dei famigerati campi minerari tenuti scoperti da sempre, le cui polveri ricoprono tutte le case, le scuole e i giardini del quartiere dei Tamburi dagli anni ’60 ai giorni nostri, senza contare quello che esce dalle ciminiere.
Caro Ministro, a parte il fatto che lei parla alla camera di venerdì, quando ormai la maggior parte dei parlamentari sono tornati alle loro terre di origine, compresi i suoi stellati, forse le sfugge che tanti politici in passato si sono preoccupati e pianto in questi anni, senza poi mai fare nulla se non manifestare una stomachevole retorica e lacrimuccia accompagnate da promesse a raffica ovviamente disattese. Non si può barattare il lavoro con la salute e viceversa, è crudele in entrambi i casi, ma qualcosa bisognerà sacrificare, vite umane basta, togliere il lavoro nemmeno, per poi far morire di fame buona parte della gente di Taranto nemmeno, ma allora cosa si fa? Non lo so, non ho la soluzione in tasca, ma di certo bisognerà smetterla con gli imbrogli, con il far ingrassare i soliti profittatori della situazione, caro Di Maio per favore si informi a che punto siamo con le bonifiche e con la copertura dei Parchi minerari, non lo chieda ai soliti burocrati che sono sempre gli stessi e sono quelli che gattopardescamente fanno finta di cambiare tutto per non cambiare nulla. Si caro Ministro qui da anni si parla di cambiamento ma di cambiato non c’è mai stato nulla, se non in peggio con il numero dei morti, dei malati e degli affamati che cresce a dismisura.
Taranto è come una bella signora andata in disgrazia che si acconcia, si tira su perché ancora è bella, ma quella bellezza è molto fragile e se non si interverrà per tempo sfiorirà in un botto e purtroppo i segnali ci sono tutti.
La Cultura a Taranto è stata sempre un fiore all’occhiello, non a caso abbiamo il MArTa che richiama visitatori da ogni dove, ma non basta! Non si vive di sola cultura come non si vive di solo pane, i tarantini sono un popolo sfinito e lo sfrecciare, nei cieli sul mar grande delle Frecce Tricolori, ha si portato una giornata di gioia, gioia per quelle famiglie che hanno visto giurare i figli fedeltà alla Patria per un posto precario di lavoro, per poi la maggior parte di loro, tra un anno, avranno di nuovo il problema del loro incerto futuro, e quindi l’amaro in bocca resta in un quadro di crescente incertezza.
Ma tornando all’ultimo regalo dell’Arma Azzurra, è vero che ha portato un bel movimento in Città, attività commerciali prese d’assalto, come alberghi, B&B, etc etc.., il giorno dopo cosa è rimasto? Qualcuno dirà che tutta questa gente si è portata con se la bella Taranto negli occhi e nel cuore, complice il bel “regalo” e forse molta di questa gente tornerà, ma se non verrà riaccesa l’economia in questa meravigliosa Città dei due Mari, chi ritornerà lo farà una volta ancora e basta perchè troverà il deserto, Taranto rischia seriamente di diventare un ricordo bello ma passato, insomma l’Isola che non c’è.
Quindi si rallegriamoci delle riprese di Linea Verde, di Linea Blu e di altri obiettivi mediatici puntati sul nostro territorio, sulla nostra terra, ma non facciamoci infinocchiare perché il problema ambientale ed economico resta, passando per la nostra salute che ogni giorno di più diventa precaria, come i posti di lavoro, mentre un Presidente di Regione continua a fare tagli e per curarsi bisogna mettere sempre più mani al portafoglio e per chi non ha la possibilità per curarsi dovrà mettersi in una angolo e aspettare la Santa Morte.

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Questa mattina ho incontrato un vecchio amico, parlando del più e del meno siamo arrivati al discorso del lavoro, lui è un ceramista (CAMINARO) da generazioni, mi ha confidato di aver chiuso la storica bottega del padre, non riusciva insieme al fratello a sostenere i costi di gestione e le tasse.

Mi diceva che ora lavora saltuariamente presso terzi che all'occorrenza lo chiamano, inoltre confessava con angoscia e quasi piangendo che se riesce a sostenere la famiglia è grazie allo stipendio della moglie. Questo amico mi ha poi parlato del fratello e mi spiegava che è un TORNIANTE, e a tal proposito mi ragguagliava sul fatto che questa figura professionale è ormai praticamente scomparsa, che sono rimasti in pochi e che non c'è nessun accenno affichè questa ARTE possa riattecchire.

GROTTAGLIE cosa hai combinato, cosa sei riuscita a farti, quanta autiodistruzione sei stata capace di mettere in pratica sulla tua pelle.

CONCLUSIONI:

Non bastano le apparizioni e le benedizioni, le gite ed i simposi, i selfie e le gitarelle nel quartiere, la verità GROTTAGLIE è che non siamo stati mai capaci di eleggere amministratori che riuscissero a fare l'interesse di questa città puntando su obbiettivi produttivi, tra questi quello di lavorare ed impegnarsi in maniera seria negli ambiti della CERAMICA e dell'UVA da TAVOLA, farlo seriamente significava dover controvertire ogni schema ed ogni paradigma, anche a volte rimettendoci la faccia ed il tempo, anche andando contro gli stessi agricoltori e ceramisti, molte volte chiusi in una sorta di limbo accomondato dal minimo. Ora GROTTAGLIE diventa candidata a città europea dello sport. Ma di quale diavolo di sport parliamo? Di quali ritorni in termini di economia parliamo? Di quale struttura sportiva d'eccellenza alla portata di tutti parliamo?

Non siamo stati capaci di eleggere una classe politica che riuscisse ad avere la volontà di aggiudicarsi un paio di D.O.P. e puntiamo sulla politica dello sport? Forse stiamo parlando di quello sport che solitamente viene indicato come l'anestetico dei poveri???????

GROTTAGLIE mia sei all'ultimo tuo ignominioso atto, quando lo sport diventa motivo di aggregazione propagandistica e questa viene usata dalla becera politica, siamo di fronte alle più spudorate facce di bronzo del secolo.

Orazio ANTONAZZO segretario cittadino - Fratelli d'ITALIA sez BEPPE ALFANO GROTTAGLIE

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