Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Lunedì, 23 Luglio 2018

Ogni agosto Arcante (Pino Antonante) e Leonzia (Antonella Caputo) vanno in vacanza in crociera... tra le mura di casa! La coppia, infatti, per competere con i loro vicini, a quanto pare grandi viaggiatori, si chiudono nel loro appartamento con nonna (Cettina Laghezza) e figlia (Simona De Vita) per quindici giorni, aspettando che tornino i loro rivali, Prodesio (Michele Quarinto) e Cornelia (Beatrice Di Martino), per scambiarsi le opinioni sulle finte vacanze (di entrambe le coppie). Ma non sono solo loro a nascondere segreti, perché la figlia di Arcante e Leonzia, Ifigenia, quasi promessa sposa del ricco e stupido Bettino (Gianni D'Aversa) è incinta dello squattrinato Giuanne (Mario Rozzo).

Sabato 23 luglio scorso, la ricca rassegna "Palcoscenico d'estate", diretta da Lino Conte e Aldo Salamino, ha divertito il numeroso pubblico accorso al molo Santa Lucia di Taranto con questa spassosa commedia diretta, scritta e interpretata da Pino Antonante.

"A nonne aspette a cecògne" è una commedia degli equivoci ben scritta e con battute spassose e intelligenti, caratterizzate da parole storpiate e battibecchi creativi ed esilaranti.

I due atti non annoiano mai e le numerose scene offrono numerosi spunti di improvvisazione sempre azzeccati che hanno divertito il pubblico e lo stesso cast.

"A nonne aspette a cecògne" celebra i venti anni della compagnia "Lina Antonante", attrice tarantina che interpretò questa commedia per molti anni e per la quale la storia fu scritta ben quindici anni fa.

Replicata l'inverno scorso a Taranto, Crispiano e Martina Franca, "A nonne aspette a cecògne" verrà ripetuta anche ad agosto nella rassegna "Madonna del Galeso" a Paolo VI, e inoltre anche a Statte e a Leporano.

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La storica band barese suonerà in piazza San Francesco per la rassegna musicale Scariche Sonore. Il concerto è gratuito.

Entra nel vivo la rassegna musicale Scariche Sonore organizzata dall'associazione Symposium Arte. Giovedì prossimo a Crispiano arriva il reggae dei Rhomanife, la band barese che da oltre 30 anni crea musica ed eventi per diffondere il messaggio d'amore. 

Il concerto è gratuito e avrà inizio alle 22. Per info e prenotazioni tavoli: 099.4005927. Oltre ai panini, ai piatti unici, alla stuzzicheria, alle birre, ai gelati e a tanto altro che il Symposium Cafè propone, ci sarà la possibilità di degustare le specialità gastronomiche di carne alla brace della macelleria da Orazio.

RHOMANIFE
Dal profondo cuore del rione Libertà di Bari, Rhomanife è una realtà di musica e speranza sin dal 1985. Gianni Somma e Pino Di Taranto, fondatori della reggae band, hanno attraversato oltre tre decenni di underground barese, mutando pelle in un viaggio che dall’antico rock li ha condotti ai ritmi reggae giamaicani e dal capoluogo pugliese in giro per l’Italia e oltre. Partendo dal richiamo biblico della cultura reggae, i Rhomanife diffondono in pura musica il proprio convinto messaggio di fede, lontani dalle istituzioni religiose ufficiali e vicini a tutti i gli esseri umani che credono nei valori dell’amore e della pace. Qui non c’è solo un gruppo musicale, non c’è solo un disco: c’è un progetto culturale fatto di centinaia di eventi organizzati nel corso degli anni, dancehall aperte a tutti e famose per la qualità della musica a prezzo politico e per l’estrema eterogeneità del pubblico. C’è l’organizzazione in proprio di concerti con ospiti da tutto il mondo e la produzione di dischi. C’è il sound system. C’è un collettivo fatto di musicisti, cantanti, semplici amanti della musica: insomma una family-crew. Un laboratorio in continua progressione. Un gruppo di persone, amici, che da anni condividono il pane e le convinzioni, estremamente solidali al loro interno e sempre aperti all’esterno.
È reggae del Sud in italiano e inglese che racconta, con esperienza musicale e umana, un percorso di vita preciso. Sono versi di canzoni quasi preghiere, declamati con coraggio e onestà, che invocano l’unità del genere umano, sperano in un futuro messianico di riscossa dei popoli e indicano un tempo di grandi mutamenti ormai alle porte.

I Rhomanife, band sempre stata indipendente, ha prodotto quattro cd , molti videoclip e un tour che non si è mai fermato sin dagli esordi con più di 2500 eventi, concerti realizzati in Italia e all'estero. Il gruppo si è esibito anche a Malta, in Ungheria, Albania, Repubblica Ceca e Svizzera. Attualmente la band è formata da Gianni Somma (voce e chitarra), Pino Di Taranto (basso), Filomena De Leo (voce), Antonella Lacasella (voce), Nicola Mineccia (chitarra), Antonio Francia (tastiere), Francesco Bartoli (batteria).

Vincenzo Parabita - Addetto stampa Scariche Sonore per associazione Symposium Arte

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Si festeggia in casa Real Virtus Grottaglie: il forte interno di centrocampo sinistro Davide D'Elia firma per l'U.S. Città di Fasano, compagine fresca vincitrice del campionato di Eccellenza Pugliese.

Il classe 2001, cresciuto nel sodalizio del presidente Isa Galeone, andrà a rinforzare la Juniores dei biancazzurri.

COMUNICATO STAMPA

 

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Dopo il clamoroso successo dei primi tre appuntamenti di giugno, torna la "Taranto Summer Cup", attesissima manifestazione di calcio giovanile organizzata dall'Asd Giovani Rossoblu.

La seconda "tre giorni" dell'evento promosso dal sodalizio del presidente Bruno e del direttore generale Denaro si terrà il 23, 25 e 27 luglio al Centro Sportivo "Beato Nunzio Sulprizio": la partecipazione di bambini e bambine è gratuita e a tutti i partecipanti verranno consegnati bellissimi gadgets.

"La grande affluenza della prima parte della Summer Cup testimonia che stiamo lavorando bene - commenta il presidente Rocco Bruno - e siamo contenti di come procede l'avvio della nuova stagione, che va al di sopra delle più rosee aspettative. Come sempre, in casa Giovani Rossoblu regna lo spirito del divertimento".

"Splende il sole sulla nuova stagione dei Giovani Rossoblu - gli fa eco il direttore generale Giuseppe Denaro - sono convinto che la strada sia quella giusta".

COMUNICATO STAMPA

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Questa mattina è stata sciolta la seduta del consiglio comunale per mancanza del numero legale, principalmente dipesa dal mancato ingresso in aula di parte dei consiglieri di opposizione, tra cui Vincenzo Fornaro e il Gruppo degli Indipendenti. La maggioranza era per intero presente in aula, con l'unica eccezione di due consiglieri assenti giustificati.

“Oggi era in discussione il piano sociale di zona - commenta l'assessore al welfare Simona Scarpati - importante programmazione socio-sanitaria per il prossimo triennio. È alle fasce deboli della società che dobbiamo dare risposte ed è a loro che oggi è stato fatto un grave torto. Di fronte a problemi sociali che dovrebbero stare a cuore a tutti i consiglieri, senza alcuna distinzione di colore politico, si dovrebbero tenere in disparte le beghe partitiche. Ne va del senso di responsabilità di pubblici amministratori".

All'unisono si registra anche la posizione del Presidente del consiglio comunale Lucio Lonoce.

L'assessore al welfare ed il presidente del consiglio comunale fanno pertanto appello, per la prossima seduta del 26 luglio, al senso di responsabilità di tutti i consiglieri ed in particolare dei consiglieri oggi non entrati in aula, atteso che la mancata approvazione del piano sociale di zona avrebbe conseguenze importanti, in quanto non sarebbero erogati dalla Regione i fondi per i servizi sociali essenziali quali ad esempio, assistenza domiciliare, integrata socio sanitaria, centri diurni, area famiglia e minori e tutte le voci di spesa a far valere sul fondo nazionale politiche sociali, fondo non autosufficienza, fondo regionale globale socio assistenziale.

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Il Consiglio comunale approvi il Piano Sociale di Zona

Come rappresentanti di alcune delle tantissime “sigle” del terzo settore locale che ogni giorno operano a favore dei soggetti più deboli e disagiati della società, auspichiamo che il Consiglio comunale dia quanto prima il “via libera” al Piano sociale di zona 2018-2020, alla cui formazione si è impegnata in modo encomiabile l’Assessore al Welfare Simona Scarpati.

Il piano sociale di zona, del quale è stata completata recentemente la fase istruttoria, costituisce una vera e propria sfida al cambiamento, la cui progettazione è avvenuta anche tenendo conto del particolare momento storico ed delle evoluzioni in atto nel sistema del welfare.

Il piano sociale di zona comunale 2018-2020 è il risultato di un grande lavoro sinergico e di progettazione partecipata svolto con l’ASL e con l’intero terzo settore, che si è visto restituire finalmente protagonismo ed azione nella predisposizione delle proposte.

È un Piano sociale di zona che, pur rappresentando la naturale evoluzione di quello precedente, soprattutto per quanto attiene al “welfare consolidato”, ha dato molto spazio alla innovazione sociale.

Tra le novità di maggior rilievo segnaliamo la previsione di un centro diurno per l’Alzheimer, una comunità socio riabilitativa per il “Dopo di noi”, nell’ambito dell’accordo di programma sottoscritto con la Asl e costituente parte integrante del medesimo piano.

Sono stati altresì introdotti specifici progetti di tutoraggio per autismo, trasporto sociale per persone con disabilità, servizio di tutoraggio anziani, telefonia sociale per anziani, unità mobile di strada per la prevenzione dei fenomeni di alcolismo e tossicodipendenza tra i giovani”.

Nella odierna seduta del Consiglio comunale non si è potuta tenere, causa la mancanza del numero legale, la discussione e la votazione del piano sociale di zona 2018-2020, un momento essenziale prima della indizione della conferenza di servizi che costituisce il passaggio finale, dal cui momento il piano acquisirà totale operatività.

L’auspicio nostro, ma riteniamo di poter interpretare quello di tutti gli operatori del terzo settore locale, è che nella prossima seduta del Consiglio comunale, già fissata per il prossimo 26 luglio, tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, mettano da parte le pur legittime differenze politiche per approvare all’unanimità il Piano sociale di zona che rappresenta uno strumento indispensabile per permetterci di aiutare i soggetti che vivono un disagio.

Lina Arpaia - Presidente Auser provinciale Taranto

Nino Leone - Presidente A.I.P.D. Taranto (Associazione Italiana Persone Down)

Antonino Nastasi - Responsabile Senior Italia FederAnziani Taranto

 

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GARANTIRE IL PRESIDIO DI PRONTO SOCCORSO NELLA RAFFINERIA ENI DI TARANTO, SENZA IL RICORSO AD IMPROBABILI RAPPORTI DI LAVORO, MODELLO RIDERS

Per la Fisascat Cisl va garantita la continuità occupazionale dei sei infermieri che, per dieci lunghi anni, sono stati impegnati presso la Raffineria Eni di Taranto nel presidio di primo intervento sanitario aziendale (Pronto soccorso), alle dipendenze della Soc. Cooperativa Nuova Luce di recente sostituita dalla romana Igeamed Srl che ha vinto l’appalto di sorveglianza globale e promozione salute, assistenza ed emergenza sanitaria, anche in altri stabilimenti Eni del Paese.
“Nel corso di un recente incontro ai Servizio regionale Controversie collettive, cui l’Eni Spa non ha inteso presenziare benché convocata, la stessa Igeamed Srl – spiega Luigi Spinzi, segretario territoriale Fisascat Cisl - si è detta non vincolata alla formulazione di proposte occupazionali, mentre noi pur rilevando le oggettive responsabilità ed omissioni della Committente per il mancato inserimento della clausola sociale, abbiamo chiesto la continuità occupazionale dei lavoratori.”
Ai sei infermieri è stato finora applicato il C.c.n.l. Anaste, spiega Spinzi “considerando il loro profilo, appunto, di lavoratori dipendenti, legati a determinati orari di lavoro, ovvero otto ore al giorno su un quadrante di 24 ore, ad altrettanto concordate turnazioni e ad uno stipendio annuale contrattualmente determinato, pertanto sarebbe per lo meno illogico procedere ad un cambio di appalto ignorando la storia lavorativa di queste persone, le professionalità ed esperienze acquisite, il loro attuale stato giuridico e l’estrema delicatezza del lavoro prestato.”
Da contatti informali, tenuti da Fisascat con la Igeamed, è emerso l’orientamento della Srl romana di voler chiedere la radicale trasformazione dei contratti di lavoro, chiedendo ai sei infermieri di munirsi di Partita Iva e dunque, di ricostituire eventualmente e previa presentazione dei rispettivi curriculum, il reciproco rapporto in forma autonoma.
“Opzione irricevibile giacché non configurabile né con la logica, né con ciò che notoriamente caratterizza il rapporto di lavoro con i cosiddetti Riders, rapporto che peraltro è in corso di revisione legale e, ovviamente, contrattuale - rilancia Antonio Arcadio, segretario generale territoriale e regionale della Fisascat Cisl – dal momento che i sei infermieri professionali non svolgono affatto prestazioni autonome, né esistono App specifiche che ne evochino il pronto soccorso in caso di emergenza e poi, infine, non sarebbe moralmente accettabile in caso di Partita Iva, né sostenibile socialmente, un taglio di circa il 50 per cento dei relativi stipendi a parità di prestazioni.”
La Fisascat Cisl continuerà a rappresentare e sostenere le ragioni e le giuste aspettative di questi lavoratori.
Frattanto, considerato che l’incontro tra le parti è stato aggiornato, ancora presso l’Ufficio tarantino Controversie collettive al 31 luglio, ultimo giorno utile per comporre la vertenza dal momento che il nuovo appalto avrà decorrenza 1 agosto p.v. “auspichiamo che la Committente Eni intervenga al fine di scongiurare il dumping contrattuale e favorire l’assunzione dei lavoratori come dipendenti subordinati, con il riconoscimento delle rispettive professionalità e retribuzioni” concludono Arcadio e Spinzi.

UFFICIO STAMPA

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Il 27 e 28 luglio 2017 i Palombari e gli Incursori di Comsubin, s’immergeranno nelle meravigliose acque del parco naturale regionale di Porto Venere nell’ambito del tradizionale stage d’immersione congiunta con subacquei civili disabili.

Questo momento addestrativo, ormai giunto alla sua XII° edizione, si svolgerà nello specchio acqueo antistante la grotta Byron, la cala sovrastata dall’antica chiesa di San Pietro dove il poeta e politico inglese amava rifugiarsi.

L’area d’immersione, caratterizzata da un ambiente subacqueo molto interessante ed una profondità variabile compresa tra i 5 ed i 20 metri, sarà il palcoscenico di una delle più grandi manifestazioni avvenute tra gli specialistici di Comsubin, i subacquei disabili appartenenti alla Società HSA Italia (Handicapped Scuba Association International ) ed al Gruppo Sub Ospedale della Spezia e la locale Amministrazione Comunale.

Infatti oltre 200 subacquei s’immergeranno insieme facendo così conoscere alla collettività che questa affascinante attività può essere vissuta in serenità e sicurezza da tutti, in relazione alla propria fisicità ed autonomia.

Durante la mattinata del 27 luglio vi sarà anche il “battesimo dell’acqua” a favore di bambini e ragazzi disabili, coordinati dalle sezioni della Spezia del Lions Club International e del Sovrano Militare Ordine di Malta, che assistiti e supportati dagli uomini di Comsubin, vivranno il loro primo bagno in questo meraviglioso mare.

Lo stage rappresenta una delle tante attività duali e complementari che i Reparti Subacquei della Marina svolgono costantemente a favore della collettività, come la bonifica dei porti e delle spiagge dai residuati bellici o l’immersione in saturazione ancora in corso a Capo Noli, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria.

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“Mi chiamo Nicola L. Sono un giornalista incasinato e sfigato. Nonostante ciò sono sempre ottimista come una formica su un’albicocca matura e imprudente come una lucertola a prendere caldo su di un’assolata rotaia.” (Vittorio Stagnani – Nero di seppia)

Il Premio nasce dalla volontà di ricordare Vittorio Stagnani, giornalista, pittore, scrittore stimato, uomo di cultura e amante della città di Bari.

La manifestazione ha come obiettivo quello di premiare le opere e di valorizzare gli Autori che sappiano esprimersi in modo chiaro, mettendo a nudo i propri sentimenti e sensazioni.

Si precisa che non è assolutamente richiesto il tentativo di emulazione dello stile e/o della poetica di Vittorio Stagnani.

 

● Sono ammessi all’esame della Giuria lavori a tema libero, inediti anche sul web in lingua italiana. I lavori dovranno rimanere inediti fino alla data della premiazione.

● Al Premio possono partecipare con unica opera, racconto breve, scrittori che abbiano raggiunto il 18° anno di età alla data di apertura del bando ovvero al 30/3/2018, di qualsiasi nazionalità purché l’opera presentata sia in lingua italiana.

SCADENZA ISCRIZIONE

Le opere dovranno essere inviate alla Segreteria entro e non oltre il 20 SETTEMBRE 2018 (farà fede il timbro postale).

Prevista QUOTA di ISCRIZIONE.

LEGGI qui il BANDO completo:
www.bibartbiennale.com/documents/BandodiconcorsoStagnani.pdf
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PREMI

1°, 2° e 3° opera premiata riceveranno un attestato personalizzato e la pubblicazione a cura della casa editrice Florestano-Bari.

L’organizzazione si riserva di destinare ai vincitori premi in opere d’arte di autori a livello nazionale. La Giuria si riserva il diritto di assegnare altri premi e menzioni a sua discrezione.

I vincitori saranno premiati nel corso di una cerimonia, che si terrà il durante la seconda edizione della Biennale d’Arte contemporanea di Bari "Bibart" a dicembre 2018, luogo e data da comunicare.

 

La lista dei finalisti sarà comunicata alle testate giornalistiche e ai rappresentanti delle Istituzioni regionali e nazionali e sarà comunicata ai mass-media regionali e nazionali.

Partners:
Florestano Edizioni - Bari

Il premio Letterario Nazionale Vittorio Stagnani è patrocinato da:
Università di Bari
Regione Puglia
Comune di Bari
Bari Città Metropolitana
Rotary Club distretto 2120 Puglia e Basilicata
Fondazione Tatarella
Fondazione Alessandra Bisceglia Wale Onlus

 

INFO

Segreteria Premio Letterario Nazionale Vittorio Stagnani - c/o Bibart Strada Santa Teresa dei Maschi, 26 70100 Bari.
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel.: 3933683641

Premio Letterario Nazionale Vittorio Stagnani
www.facebook.com/bibartbiennale

 

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È ora di dire basta. Taranto non può più essere scenario di un insopportabile gioco dell’oca ingaggiato sulla pelle della città, dei suoi abitanti, delle sue forze produttive e soprattutto delle sue speranze.

Il 26 luglio prossimo saranno sei anni di preoccupazioni, incertezze, duri colpi inferti alla nostra economia, agonie produttive ed occupazionali vissute spesso lontano dai riflettori. Sei anni di stop and go estenuanti, fra speranze e delusioni, risalite e fallimenti, realtà economiche tagliate fuori da un mercato oramai stravolto da una crisi anomala, senza precedenti: aziende che popolavano un elenco cospicuo di realtà imprenditoriali d’eccellenza di cui ora non c’è più traccia o solo un pezzo di ciò che erano, un tessuto sfaldato di piccole e grandi economie incapaci di investire nel loro futuro perché private del loro presente. Incertezze e ancora incertezze, illuminate solo qua e là da squarci di luce sempre troppo brevi per poter dire che è tornato il sereno.

La vicenda Ilva è stata, è ancora, tutto questo, ma le ultime settimane, contraddistinte da un’interlocuzione diretta col Ministro dello Sviluppo Economico, arrivata dopo le lungaggini burocratiche, i paletti istituzionali, l’antitrust europeo e i tempi morti del passaggio di consegne governativo, costituiva già di per sé un passaggio di segno positivo, da riportare, sia pure con la dovuta cautela, nell’alveo delle buone notizie, in virtù (lo avevamo detto anche noi, fra gli altri) della disponibilità del Ministro Di Maio a prendere atto delle varie istanze presentategli senza nulla tralasciare delle sia pur molteplici rivendicazioni.

Di lì a poco è arrivata la notizia di uno slittamento dei tempi della gestione commissariale al 15 settembre, ovvero due mesi e mezzo in più rispetto alla data prevista per l’ingresso della cordata indiana nell’acciaieria.

Una notizia tutt’altro che incoraggiante, se si considera che la fabbrica “drena” ogni giorno risorse ingenti, in considerazione di una produzione oramai al lumicino, e che quotidianamente, 24ore su 24, incombe su di essa il pesantissimo gap della sicurezza (come purtroppo le ultime cronache ci confermano) a sua volta esasperato dalla mancanza, oramai da troppo tempo, di risorse fresche da destinare agli impianti ed alla salvaguardia dei lavoratori.

In un quadro già fosco, è intervenuta, pochi giorni fa, la richiesta del Presidente della Regione Emiliano, direttamente indirizzata al Ministro Di Maio, riguardante la verifica di presunte irregolarità sulla procedura che ha portato AM, un anno fa, ad aggiudicarsi la gara su Ilva. Richiesta che, come è risaputo, il Ministro ha tempestivamente inoltrato all’Anac, l’Autorità Anticorruzione. A seguire, le voci – non ancora confermate – di un’altra cordata, facente capo ad alcuni referenti del gruppo concorrente di AM in fase di aggiudicazione, che starebbe riscaldando i motori.

È davvero troppo, e la preoccupazione è tanta: non già per gli esiti della verifica, (che ben venga se servirà ulteriormente a far luce su eventuali discrasie, ma – lo ricordiamo - già esperita da organismi di controllo autorevoli come lo stesso Antitrust europeo); preoccupazione per un possibile, ulteriore e inammissibile slittamento dei tempi che dovranno condurre alla chiusura della trattativa con AM e quindi al riavvio, con tutti i crismi ambientali e industriali, della complessa macchina siderurgica.

Ora più che mai occorre invece tesaurizzare i tempi che ci separano dalla scadenza di settembre e fare in modo che, anche in considerazione della pausa estiva, si arrivi a quella data forti di una visione corale, chiara e univoca. Bene ha fatto, in tal senso, il sindaco Melucci, qualche giorno fa, ad esortare sia Mittal in ordine alla chiusura celere del negoziato sia i sindacati affinchè trovino al più presto la quadra sulle rispettive posizioni rispetto alle problematiche ancora sul tavolo, occupazionali e non solo.

La chiarezza esplicitata dal primo cittadino sulla questione Ilva e sulla necessità essenziale che la fabbrica continui il suo percorso, ambientalizzata e rinnovata anche sul piano del suo rapporto con la città, (che si auspica più aperto e propositivo rispetto al passato), ci fa ben sperare -oggi ancor di più -non soltanto perché da noi ampiamente condivisa ma soprattutto in funzione del significato che assume in un momento così critico per le sorti della città, del territorio circostante e, dal punto di vista delle ricadute economiche, per l’intero Paese.

Il Sistema Taranto va avanti oramai da troppi anni “in ordine sparso”: una condizione che l’ha inevitabilmente condotto ad una ovvia frammentazione, alla nascita di diverse correnti spesso contrapposte e ad una pericolosissima permeabilità e quindi assuefazione – negli ultimi anni - alle facili demagogie o peggio ancora alle correnti del qualunquismo organizzato, sia endogeno sia esogeno.

Non mi riferisco, a scanso di ulteriori equivoci, né alla politica e tantomeno a certe frange estreme di ambientalismo tout court, quanto, piuttosto, ad una diffusa tendenza al “tanto peggio, tanto meglio” che ci riporta alla logica perversa del bambino buttato via assieme all’acqua sporca.

È proprio questa tendenza, purtroppo ancora molto diffusa, deleteria e radicata, che va contrastata. Abbiamo davanti solo qualche settimana per decidere le sorti della nostra comunità per gli anni che verranno. Settimane, giorni, decisivi, fondamentali, utili per tracciare un percorso netto, ben delineato rispetto alle cose da fare.

È il momento della concretezza, occorre una voce univoca, è necessario che Taranto dia di sé l’immagine di una città, pur nella diversità delle sue tante anime (che va invece colta come un segnale di vivacità culturale e dialettica), unita e compatta nel suo progetto di futuro.

Si tratta, per Confindustria, più che di un auspicio, di una necessità. Un’esigenza che dovrà essere recepita da tutti, con il buon senso e lo spirito di fattiva partecipazione di cui Taranto necessita per guardare finalmente avanti e diventare artefice unica della propria storia.

Il nostro auspicio, pertanto, è che la verifica in corso da parte dell’Anac possa essere esperita indipendentemente dai tempi che ci separano dal 15 settembre, entro i quali il Ministero, in cui confidiamo per una celere verifica del dossier, dovrà peraltro pronunciarsi circa l’effettiva bontà dei piani presentati da Mittal: se così non fosse, ovvero se l’indagine dovesse comportare tempi aggiuntivi, ci troveremmo ancora una volta di fronte ad una beffa ancora una volta consumata, come già detto, sulla pelle di un’intera comunità.

Noi, come Confindustria, non staremo a guardare, adotteremo ogni strumento possibile per contrastare una condizione di eterno stand by non più tollerabile.

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