Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Sabato, 28 Luglio 2018

“Illustrare il piano ambientale e le sue migliorie doveva e deve rimanere un problema della città di Taranto, dei lavoratori dell'Ilva e soprattutto del governo, che deve avere il coraggio di decidere”.
E' ciò che dichiara Antonio Talò, segretario generale provinciale della Uilm di Taranto, in merito alla convocazione, da parte del ministro Luigi Di Maio, del vertice sull'Ilva programmato a Roma lunedì prossimo.
“Questa volta credo che il sindaco di Taranto abbia tutte le ragioni per protestare – commenta il segretario provinciale Uilm Antonio Talò -. E' una posizione che condivido in pieno, in particolare in merito ai soggetti convocati all'incontro. Cosa c’entrano tutti quei soggetti che, con Taranto, non hanno niente da spartire? Il presidente del Consiglio Conte e il ministro Di Maio si prendano la responsabilità del loro ruolo, guardando la realtà: ci sono 15mila famiglie, quelle dei lavoratori e c'è un'economia locale e nazionale che non possono continuare ad aspettare per conoscere qual è il futuro dello stabilimento siderurgico ionico. Lunedì aspettiamo di discutere del “merito” delle questioni: il merito riguarda l'Ilva e Taranto. Perciò ritengo un errore l’ “adunata” di lunedì, seppur nel rispetto di tutti. Va pur bene l'ascolto e la parola alle diverse voci, ma adesso è tempo di decisioni e del fare”.

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“L’idea di fondo è sempre stata quella di offrire a Taranto prospettive di sviluppo che la emancipino dall’attuale situazione di one company town ovvero di città che ha affidato interamente il suo destino alla siderurgia, all’Ilva in particolare. Con questo intendimento e per questi scopi è nata la legge regionale speciale per Taranto”.
Così il consigliere regionale del Gruppo Misto, Gianni Liviano, intervenendo all’iniziativa “Taranto futuro prossimo” organizzata da Asset, l’agenzia regionale incaricata dalla giunta regionale di costruire il piano strategico della legge regionale speciale per Taranto. Legge di cui Liviano è stato l’ispiratore e ne è il padre putativo.
“Con la legge per Taranto - ha aggiunto Liviano - stiamo ragionando di rigenerazione urbana e di rigenerazione umana, entrambi condizioni essenziali perchè si possa realizzare una prospettiva di futuro e che sono la conseguenza della capacità e possibilità della città di emanciparsi da una situazione di dipendenza che la rende sterile e improduttiva ma che, al tempo stesso, rompe il tessuto comunitario perché è evidente che nella città ci sono gli amici dell’ambiente e gli amici del lavoro quasi che lavoro e ambiente non siano entrambi diritti per le persone. Un situazione che, a mio avviso, va superata non con chiusure tucur, che mi sembrano difficilmente proponibili, ma attraverso diversificazione di prospettive economiche che permetterebbero alla città di essere libera di compiere scelte importanti che la riguardano".
Ma perché la legge speciale per Taranto possa essere davvero efficace è indispensabile che, ha aggiunto Liviano, “l’intera comunità ionica, e non mi riferisco esclusivamente alle amministrazioni pubbliche ma alla città reale, venga coinvolta nel progetto di piano strategico. La necessità di comporre un quadro integrato di azioni di rapido avvio, in un disegno strategico che, nel tempo, definisca le necessarie condizioni di cambiamento per la città di Taranto, - ha aggiunto ancora Liviano - richiede una programmazione dedicata di messa in opera del complessivo sistema di competenze ordinarie regionali ed un impegno alla mobilitazione delle risorse tecniche, amministrative, finanziarie, con particolare riferimento al ciclo di Programmazione Unitaria 2014-2020. Questo impegno, così diretto e finalizzato, appare giustificato, rispetto all’intero territorio regionale, non per la percezione della gravità dei fenomeni, ma anche per la loro misura, vieppiù analizzata, che fa della città di Taranto, rispetto alle dinamiche territoriali regionali, un caso unico riconosciuto dalle principali fonti dell’informazione statistica regionale. Resta fondamentale - ha poi concluso Liviano - la collaborazione tra istituzioni. Per questo reputo indispensabile che i consiglieri regionali tarantini debbano essere coinvolti in pieno, cosa che fino ad oggi non è avvenuta”.

 

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Dopo aver cercato in vano per settimane il Ministro Di Maio, apprendo finalmente di una convocazione per l'Ilva da parte del Mise; sarebbe un fatto tutto sommato positivo. Ma sono molto seccato di verificare che Commissari, Mittal e Ministro stiano provando a condurre questa delicata partita senza il propedeutico coinvolgimento della comunità tarantina. Se credono di poterci ripiombare al tempo in cui a Roma si allestivano teatrini e nelle stanze chiuse si decideva senza l’Amministrazione Comunale di Taranto, magari nel tentativo di dare la necessaria sponda politica ad un Ministro in forte imbarazzo col suo Governo e soprattutto col suo movimento, noi non ci staremo. Non ci terremo le proteste del territorio, in molti casi giustificate, mentre loro vanno alla ricerca silenziosa del manichino da impallinare.

Cosa sarebbe questa ennesima messa in scena del tavolo del 30 luglio? Mi rammarica molto vedere che siamo tornati, con incredibile superficialità e dopo tanta confusione, indietro di mesi rispetto al lavoro ed alle conquiste istituzionali di un tavolo riferibile alle grandi peculiarità e complessità tarantine. C'è ora dentro di tutto, enti locali, sindacati, investitori, associazioni, di tutti i territori interessati.

Lo dissi a Calenda e lo ribadisco a Di Maio, è la forma per non decidere alcunché di serio, a meno che l’attuale Ministro non abbia già qualche comunicazione definitiva da trasmettere alle nostre comunità.

Io esigo di conoscere le nuove proposte in tema ambientale di Mittal, non accetterò una carrellata di fredde slide stavolta. Il Comune di Taranto non può vestire la parte del semplice auditore, al pari di chiunque.

Il Ministro sta inspiegabilmente facendo i conti senza un oste troppo importante. Ripristini immediatamente un metodo corretto o il Sindaco di Taranto ne trarrà le proprie considerazioni e preparerà ogni strumento legittimo per contrastare questa nuova farsa a danno della città.

Il Sindaco fino ad ora è stato paziente e parsimonioso nelle parole, dinnanzi allo spettacolo penoso offerto da questo Governo, che ha cambiato innumerevoli volte priorità e idee, che ha trovato mille scuse per perdere tempo, che non è stato nemmeno capace di dire la verità ai propri elettori sull'impercorribilità della riconversione integrale. Per noi, da sempre, l'obiettivo è stato un'industria moderna e sostenibile, dunque non un'Ilva a qualunque costo.

Forse, per il buon esito della trattativa, l'aver sin qui da parte nostra dimostrato equilibrio e apertura verso le posizioni di un Governo troppo distante dai nostri valori, l’aver surrogato la truppa assente dei neo parlamentari ionici, l'aver quasi da soli attutito l'impeto delle frange ambientaliste più agguerrite, per consegnare al Ministro la serenità di lavorare sul dossier, l'aver dato tutta la leale e non pregiudizievole collaborazione a Commissari e investitori, è stato scambiato per un atteggiamento di arrendevolezza, di scarsa forza, non come un valore aggiunto per le parti.

Basta dirlo, siamo bravissimi anche quaggiù a dismettere i panni dei gentlemen e a scendere in trincea.

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“Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha perso un’altra occasione per essere realmente incisivo su Ilva. Ha nuovamente dimostrato di essere incapace di entrare nel merito della questione legata al siderurgico, preferendo accusare inutilmente il metodo utilizzato dal Ministro Di Maio. Ha forse volutamente tralasciato che solo qualche giorno fa l’Anticorruzione ha espresso criticità proprio sulla procedura di gara portata avanti dal suo partito, e che quindi dal suo ultimo incontro al Mise, lo scorso 18 giugno, i termini della vicenda si sono ulteriormente complicati. Il sindaco evidentemente non si rende conto che la chiusura dimostrata attraverso le sue ultime dichiarazioni non fa altro che umiliare ancora una volta una intera città, mai tutelata a nessun livello dal primo cittadino. Sottolineiamo la sua mancanza di garanzie su più fronti perché purtroppo dalla parte della nostra ragione gli esempi si sprecano: l’Amministrazione Melucci ha fallito sul versante della pulizia e raccolta di rifiuti, sull’abbandono e incuria delle isole amministrative a scapito dell’intera provincia, e in ultimo sull’appoggio alle dannose politiche industriali, obsolete e inquinanti, portate avanti dal Pd. Anche alla luce di questi esempi non siamo stupiti dei ‘capricci’ del sindaco, che attraverso una sterile polemica vuole contestare il rifiuto da parte del Ministro Di Maio ad accettare il piano ambientale e industriale di Ilva prospettati dall’acquirente indiano, che tanto piacevano a Melucci e all’ex capo del Mise, Calenda. L’atteggiamento di arroganza di Melucci e la sua completa mancanza di interesse sulla tutela della collettività sono indice di un fatto ormai acclarato: a Melucci di Taranto non gliene importa nulla, altrimenti avrebbe accolto con disponibilità l’ennesima richiesta di confronto aperto. Ma il nostro sconforto e delusione, prima come cittadini e poi come portavoce, non ci esime dall’auspicare che Melucci si possa finalmente ravvedere, smettendo di considerare la vicenda Ilva solo come un terreno di scontro, perché i cittadini di Taranto hanno diritto a respirare aria pulita”.

Lo dichiarano i portavoce parlamentari del Movimento 5 Stelle, Cassese, De Giorgi, Ermellino, Vianello, il Consigliere regionale, Galante, e i comunali di Taranto, Battista e Nevoli.

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Il giornalista/scrittore Antonio Caprarica ha presentato il suo ultimo libro: "Royal Baby". Una piacevolissima serata, dove l'enorme bagaglio culturale british del Caprarica, farcito con un lessico elegante ed appropriato e condito da finissima ironia sono stati l'ottimo collante per una presentazione briosa, mai noiosa e sopratutto ha parlato l'autore, come si conviene a quelle presentazioni di libri organizzate per far conoscere l'autore e non le noiose pippe di chi li ospita. Come al solito bravo, competente e misurato Angelo Caputo.

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