Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Mercoledì, 22 Agosto 2018

Le stelle del cabaret si ritrovano a Martina Franca. Ritorna come ogni anno il Festival del Cabaret con la cittadina pugliese che diventa la stella polare della comicità. Dal 24 al 26 agosto, nell’atrio dell’ateneo “Bruni” si celebrerà la XXII edizione, con la tradizionale tre giorni che alternerà ospiti di prestigio ai comici emergenti, impegnati in una gara a suon di risate. Come ogni anno la qualità sarà altissima, garantita non solo dall’importanza degli ospiti, ma anche da una severa selezione delle giovani leve della comicità, individuati e ricercati per un anno su tutto il territorio nazionale.

 

A RENATO POZZETTO E DINO ABBRESCIA I DUE PREMI PRINCIPALI

Due stelle assolute riceveranno i premi principali assegnati dal Festival. Al grandissimo Renato Pozzetto andrà il premio “Città di Martina Franca alla carriera” (domenica 26), come riconoscimento per un percorso artistico che, da oltre 50 anni, mantiene immutata la sua freschezza e unicità, con un linguaggio comico surreale che ha fatto scuola. Il premio “Sirio” (venerdì 24), invece, tradizionalmente assegnato agli artisti pugliesi, andrà a Dino Abbrescia, colonna portante dell’umorismo regionale.

RISATE PER TUTTI I GUSTI CON LA PIOGGIA DI OSPITI

Mauro Pulpito e Debora Villa guideranno nuovamente il festival dopo l’ottima intesa dimostrata lo scorso anno. A loro il compito di dettare i ritmi tra le tantissime esibizioni con i principali comici del momento. Nella serata inaugurale dei venerdì 24 agosto si alterneranno sul palco tre artisti di scuola “Zelig”: Flavio Oreglio, e il duo Tagliento-Cajelli, due autori storici del cabaret milanese, passati dal retropalco al palco ottenendo grandi successi; dalla scuderia “Colorado” arriveranno invece Nando Timoteo e Toni Bonji. Nella serata di sabato 25 agosto, stella assoluta sarà un big della comicità napoletana, Simone Schettino; ancora, ci sarà spazio per il ritorno di Vincenzo Albano (da “Zelig”, vincitore di un’edizione del festival) e per il doppiatore comico “youtuber” Fabio Celenza e Andrea Di Marco. Infine, nella serata conclusiva di domenica 26 agosto, oltre al premio a Pozzetto, brillerà la comicità rosa con i tanti personaggi proposti da Rosalia Porcaro; vedremo, inoltre, all’opera Renato Ciardo, per la prima volta a Martina Franca come solista, e il vincitore in carica Dani Bra. Nei tre giorni si alterneranno sul palco due band residente: la “Santarsieri band” e “The swing Beaters”.

DA TORINO A PALERMO, I DODICI CONCORRENTI IN GARA

Importante ed alto il livello anche dei dodici comici in gara selezionati in tutta Italia da Alessio Tagliento e dagli autori Fabiano Marti e Alessandro Tagliente, nonché al termine del progetto “CabarNet”, il laboratorio comico della Valle d’Itria portato avanti lo scorso inverno. Si sfideranno nelle tre serate Francesco D’Agostino (Napoli), Giosè e Nando (Ragusa), Davide Calgaro (Milano), Roberto Carnevale (Milano), Eletta Del Castillo (Palermo), Giorgia Ciotola (Roma), Luce Pellicani (Modugno), Sara Greco (Milano), Pierpaolo Mastroianni (Ascoli Piceno), Mauro Tarantini (Torino), Silvana Topin (Locorotondo), Fabio Conticelli e Dino La Cecilia (Foggia). Gli ultimi due concorrenti sono stati selezionati dal laboratorio “Cabarnet”.

ANCHE QUEST’ANNO LA “DIRETTA FESTIVAL”. LE PREVENDITE

Dopo la felice e positiva esperienza della “Settimana del Cabaret”, organizzata da “E20idea” già da lunedì 20 agosto, il palco di piazza XX Settembre rimarrà attivo con la “Diretta Festival”. Il Festival sarà visibile gratuitamente sul maxischermo in piazza XX Settembre e la presentatrice Antonella Carone accoglierà e dialogherà con i comici che, dopo l’esibizione nell’ateneo Bruni, arriveranno in piazza.

Questi i prezzi per il Festival. Abbonamento alle tre serate 45 €, 18 € il ticket singolo per venerdì 24 e sabato 25, 23 € il ticket per la serata conclusiva di domenica. Prevendite sul circuito “Vivaticket” o presso il punto di prevendita che sarà allestito in piazza Roma a Martina Franca. Info-line 360371666.

 

COMUNICATO STAMPA

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Da Giovedì 23 agosto si potrà tornare a passeggiare nell’area sottostante il lungomare di Taranto.

I lavori di installazione dell’impianto elettrico, video sorveglianza, pulizia e sistemazione del verde, oggetto di questa prima tranche di interventi, sono terminati. Le varie difficoltà non hanno fermato la volontà di restituire ai cittadini un’area tanto amata.

Per restituirla ai cittadini abbiamo dovuto attendere tempi più lunghi del previsto a causa della difficile situazione strutturale e igienica in cui versava la scarpata, e per la dilagante situazione di illegalità presente da molti anni. Quest’ultima condizione ha molte volte causato il blocco del cantiere e proprio per questo, in sinergia con la Prefettura di Taranto, sono state predisposte le telecamere di sorveglianza per contrastare gli episodi di microcriminalità.

“Siamo solo all’inizio - commenta l’assessore Motolese - di un progetto che prevederà una totale ristrutturazione per consentire alle famiglie tarantine di godere della massima vivibilità. L’iter inizierà nel mese di settembre e sarà concretizzato nel mese di gennaio.”

L’inaugurazione è prevista per giovedì alle 20 con street band e altri artisti.

La QuattroPerQuattro street band scelta da Manuel Manfuso presidente dell'Associazione Smile per questa giornata è pronta a far ballare il lungomare di Taranto, a ritmo di funky, jazz, blues e soul, in una continua mescolanza di generi.

L’associazione Assoguide, grazie al prezioso appoggio dell’architetto Augusto Ressa, ha previsto dei tour per raccontare la storia architettonica e urbanistica della città e dei monumenti che si affacciano sul lungomare e ne costituiscono il corollario.

L’inaugurazione della passeggiata coincide anche con l’anniversario della morte di Rodolfo Valentino, il cui mito verrà raccontato da Giovanni Guarino presso il bar Barbin alle ore 21.00.

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Annegamento extracomunitario. Interviene lo Svegliarci. La vittima era da giorni uscita dal programma del Centro di Accoglienza Straordinaria

PALAGIANO (TA). Sul decesso del 19enne extracomunitario nella piscina del villaggio abusivo di Pino di Lenne, avvenuto il 1° agosto scorso, sono in corso le indagini della Procura.

Intanto, sulla vicenda interviene lo Svegliarci Palagiano, che gestisce il Cas, il Centro di Accoglienza Straordinaria. E Alhassan Zokan – questo il nome del giovane trovato senza vita - era uscito dal Cas solo il 12 luglio scorso e mai avrebbe pensato che la sua vita sarebbe terminata in una piscina, che doveva essere vuota.
Esiste, infatti, una sentenza del Consiglio di Stato, la numero 2.484 del 2013, che ha ordinato di ristabilire lo stato originario dei luoghi, demolendo quella costruzione abusiva. Eppure, quel giovane ghanese era lì e non era solo.
“Alhassan aveva trovato accoglienza a Palagiano e, soprattutto, aveva ritrovato la speranza di vivere, dopo essere fuggito dalla miseria del Ghana. Ora c’è una madre, la sua – commenta Angela Surico, presidente dello Svegliarci Palagiano – che in quella terra lontana piange la morte di un figlio che non rivedrà mai più. E il suo dolore si fa più pungente, pensando che probabilmente non avrà mai un corpo su cui piangere. Il dramma nel dramma. Le spese di trasporto della salma, infatti, pesano sulla famiglia di appartenenza. E la famiglia di Alhassan quei soldi non li ha, perché, semmai li avesse avuti – continua la Surico – Alhassan non avrebbe mai avuto l’esigenza di arrivare in Italia, non avrebbe mai rincorso la speranza di una vita non migliore, ma semplicemente da vivere”.
Lo Svegliarci ha già contatto la “Corporate Affairs Division - Halal International Authority, per valutare se ci siano le condizioni per seppellire il corpo di Alhassan nel cimitero islamico di Puglia o se sia possibile il rimpatrio della salma. Sentito sulla questione anche l’imam Hassen della moschea tarantina di via Cavallotti.
Angela Surico, cui, tra l’altro, è toccato riconoscere il corpo senza vita del giovane 19enne a bordo di quella piscina, parla di indifferenza umana: indifferenza delle istituzioni o di chi, a vario titolo, si sarebbe dovuto interessare anche dell’aspetto umano della tragedia. “Nessuno si è preoccupato di ritracciare i parenti del ragazzo, cercandoli su facebook, facendo una ricerca tra i suoi amici. E’ toccato a noi dello Svegliarci farlo. E, così, a piangere quella vita spezzata sono arrivati il fratello Baba Idriss da Malta e lo zio materno Hasimin da Vicenza. A loro abbiamo dato un tetto sotto cui dormire, cibo e, soprattutto, vicinanza umana. E toccato a noi accompagnarli nei luoghi ove si è consumata la tragedia e, poi, all’obitorio del “SS. Annunziata” a dare l’ultimo saluto ad Alhassan”.
Non solo; tanta solidarietà è stata manifestata da altri ragazzi dei centri di accoglienza: hanno raccolto dei soldi, uno, due euro a testa, per consegnarli alla famiglia della vittima.
Intanto, su disposizione del giudice Di Tursi, il dott. Chironi proprio in questi giorni ha eseguito l’autopsia, che è servita a fare chiarezza sulle cause decesso: asfissia per annegamento. Dato il via libera anche per la sepoltura. Ma molti interrogativi ancora restano insieme al rammarico “che - commenta la Surico - questa è una tragedia che forse poteva essere evitata e che nel rimpallo delle responsabilità (personali e istituzionali) sulla lunga storia del Falanto Village, è rimasto schiacciato l’anello più debole della catena: Alhassan Zokan. L’auspicio ora è che la giustizia faccia il suo corso per dare voce e dignità a chi come Zokan rischia di diventare vittima dell’indifferenza umana, sociale e istituzionale”.

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Di seguito la lettera che il consigliere regionale Gianni Liviano ha indirizzato al direttore della Raffineria Eni di Taranto in seguito all’incidente verificatosi martedì 21 agosto, nelle prime ore del pomeriggio, all’interno dello stabilimento e che ha causato l’emissione di sostanze nell’aria e, a quanto pare, uno sversamento di idrocarburi in Mar Grande.

“Egregio direttore,

quanto accaduto martedì pomeriggio a Taranto è di una gravità inaudita. Purtroppo non siamo di fronte a fatti isolati dal momento che, non volendo andare troppo indietro nel tempo, un analogo episodio si è verificato lo scorso 18 luglio, quindi non più di un mese fa, quando l’aria della città fu resa irrespirabile da una fortissima puzza di gas che ha causato anche seri problemi di respirazione ai cittadini residenti nei quartieri a ridosso della Raffineria.

Ma quello che più preoccupa è il fatto che l’incidente verificatosi nel pomeriggio di martedì avrebbe provocato, qualora non bastassero le emissioni in atmosfera, sversamenti di idrocarburi in Mar Grande. Un fatto, quest’ultimo, altrettanto grave visto che dalla valorizzazione della risorsa mare si vuol far partire la rinascita e la ripresa socio-economico-culturale della città.

Egregio direttore, credo che un importante insediamento industriale, quale è la Raffineria Eni, non possa essere messa continuamente in ginocchio da eventi atmosferici seppure molto intensi. Secondo informazioni in mio possesso, a causare il tutto sarebbe stato un fulmine che ha mandato in tilt la centrale Turbogas che fornisce energia elettrica agli impianti qualora si verifichino black out dovuti all’interruzione di erogazione energetica da parte della Terna, operatore che gestisce le reti, da cui la Raffineria dipende.

Credo, a questo punto, che il management dell’azienda debba attivarsi perché la Raffineria possa dotarsi di più impianti erogatori di energia elettrica magari sul modello di quelli utilizzati negli stabilimenti di Mantova il cui impatto ambientale è dieci volte inferiore rispetto a quello attualmente in funzione all’interno della Raffineria di Taranto.

La nostra città,  caro direttore, deve fare i conti con il disastroso impatto ambientale causato da decenni di produzione Ilva per cui non può permettersi ulteriori scossoni al già delicato equilibrio ambientale con il quale deve fare i conti quotidianamente. Non oso pensare quanto potrebbe accadere con Tempa Rossa a pieno regime. Certo è che non si può continuare a regalare alla città e ai cittadini il nauseante odore di zolfo come avvenuto nella giornata di martedì e, in parte, nella mattinata di mercoledì. Per questo, egregio direttore,  le chiedo un più fattivo impegno sul versante della tutela ambientale e della sicurezza sia per quanto riguarda i lavoratori che operano all’interno della Raffineria sia per la cittadinanza tutta.

Già ieri, appena appreso dell’incidente, ho contattato l’Arpa per acquisire informazioni sulla natura delle emissioni e su quanto e cosa sarebbe stato sversato in Mar Grande. La città è esasperata, caro direttore, per cui sarebbe il caso che da parte dell’azienda che lei dirige venissero tempestivamente fornite informazioni dettagliate su quanto accaduto e, sopratutto, venissero adottate tutte le misure atte ad evitare che simili incidenti, che mandano in blocco l’intero impianto e che, con l’accensione delle torce, provocano emissioni di gas nell’aria, possano ripetersi. So benissimo che all’interno della Raffineria sono già in atto numerosi sistemi di controllo e che viene applicato un protocollo rigidissimo come prevede la normativa sulla certificazione di qualità. Evidentemente tutto questo non basta per cui chiedo all’azienda di compiere uno sforzo in più.

Per quanto mi riguarda, oltre a continuare a essere vigile su questa questione, presenterò una interrogazione urgente al direttore del dipartimento Ambiente, dott.ssa Barbara Valenzano, e allo stesso presidente Michele Emiliano che è anche assessore alla Salute”.

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