Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Mercoledì, 29 Agosto 2018

Concerto di grande spessore artistico a Grottaglie, nell’ambito dei festeggiamenti patronali in onore San Francesco de Geronimo, quello che il Maestro Davide Pinna terrà all’organo rinascimentale della chiesa Collegiata Maria SS.ma Annunziata giovedì 30 agosto 2018 alle ore 20.00. 

Il protagonista della serata, nato a Milano nel 1977, “si è laureato in Organo e Composizione organistica al Conservatorio di Sassari, con il massimo dei voti e la lode, discutendo la tesi dal titolo: “Il sinfonismo francese da Franck a Messiaen”. Successivamente ha frequentato alcune masters-class organizzate e condotte da famosi organisti come Victor Urban (Messico), Sergio Paolini (Italia), Christopher Stembridge (Regno Unito), Jennifer Bate (Regno Unito) e Emanuele Vianelli ( Italia), Domenico Severin (Francia).
Tra i numerosi concerti tenuti in Italia e all’estero (Francia,Belgio, Messico, Ucraina, Germania) deve essere sottolineato il grande favore riscosso in occasione della sua partecipazione ad alcuni prestigiosi Festival internazionali di organo come il “ XLIV” e il “L” Festival Internazionale d’organo di Morelia” (Messico), il XIV Festival internazionale “Victor Urban “ svoltosi in varie città del Messico, il” Festival di organo internazionale di Tepotzotlan” (MX) e il Festival internazionale di ST.Blasien in Germania .
E’ stato, inoltre, apprezzato a Kiev durante la sua esibizione al “ Festival di musica organistica “e in Italia ha partecipato a diverse edizioni del festival “In Concerto sotto la Cupola” che si svolge a Novara su uno dei più rinomati organi costruiti dal famoso organaro Vincenzo Mascioni. A Gennaio 2016 ha fatto una tournée in Messico e, in quella occasione, si è esibito, tra gli altri, sull’organo monumentale dell’Auditorio Nazionale di Città del Messico, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica, e presso l’Università di Guanajuato dove, a maggio del medesimo anno, ha tenuto anche un corso di perfezionamento su “ La scuola organaria francese e il sinfonismo organistico” e, sempre nella stessa città, ha partecipato per ben due volte al Festival organistico “ Guillermo Pinto Reyes” .
Attualmente è organista nella chiesa parrocchiale “Mater Ecclesiae” di Sassari presso la quale è stato protagonista di molti eventi musicali e letterari, essendo anche laureato in Lettere classiche e moderne, nonché promotore e Direttore artistico dell’evento organistico: “Incontri musicali: musica organistica dal mondo” che si svolge annualmente. Il suo repertorio spazia dalla musica antica (Frescobaldi, Rossi,

Richardson…) al tardo romaticismo (Franck, Dupré, Reger, Liszt...) sino alla musica contemporanea (Messiaen, Bartòk,Estrada, Leguay...).
Essendo non vedente, esegue il repertorio completamente a memoria.
Ha suonato, in ruolo di 1° violoncello, con numerose orchestre e formazioni cameristiche, per concerti e produzioni musicali varie tra le quali si annovera, recentissima, la fiaba musicale “Il principe ranocchio” di cui sua madre, Monica Nasti, ha composto le musiche”.
All’organo rinascimentale di Grottaglie (il più antico di Puglia e tra i più antichi d’Italia) Davide Pinna eseguirà: G. FRESCOBALDI (1583 – 1643): Partite sopra l’aria di Fiorenza - Toccata prima (dal II libro di Toccate). M. ROSSI (1601/2 – 1656): Toccata settima. D. SCARLATTI (1685 – 1757): Sonata in re minore. G. B. PESCETTI (1704 – 1766): Sonata in do minore (Allegro – Adagio cantabile– Allegro con fuoco). F. RICHARDSON(1558 – 1618): Pavana e Gagliarda. J. S. BACH (1685 - 1750): Pastorella (Pastorale) BWV 590 (Andante con moto – Allegretto – Adagio – Allegro).
La guida all’ascolto è affidata al maestro Nunzio dello Iacovo, direttore artistico della rassegna organistica della Collegiata grottagliese.
La manifestazione è curata dalla AMJ –ASSOCIAZIONE MUSICALE JONICA “G. Paisiello” con la collaborazione della Parrocchia Chiesa Madre Maria S.ma Annunziata, del Comune di Grottaglie, della Pluriassociazione S. Francesco de Geronimo e del Comitato Festeggiamenti Patronali.
Appuntamento, quindi, da non perdere nella Chiesa Madre di Grottaglie, sita in piazza Regina Margherita, giovedì 30 agosto alle ore 20, per ascoltare e gustare la voce magica e soave di uno strumento straordinario grazie al valore e alla sensibilità artistica del Maestro Davide Pinna.

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“C’è un aspetto inconfutabile su cui tutti concordano ed è il disastro prodotto dal Pd. - dichiarano i Parlamentari tarantini del M5S - Abbiamo accertato un trasferimento del complesso aziendale che non accontenta nessuno tra sindacati, lavoratori e cittadini. Allo smemorato segretario del Pd, Maurizio Martina, ricordiamo che in cinque anni di governo non sono stati capaci di risolvere la vicenda Ilva e di mettere in sicurezza gli impianti e la salute dei lavoratori e della cittadinanza. L’unica cosa che sono riusciti a garantire è la continuità delle fonti inquinanti che seguitano a produrre solo eventi di malattia e morte. Ascoltare ora dalle parole di Martina che il tempo è scaduto, è l’ennesimo schiaffo del Pd alla città di Taranto.

Oggi davanti ai cancelli dell’Ilva di Taranto, di fronte a qualche lavoratore, solo dichiarazioni irresponsabili e menzogne: la cessione voluta dal Pd prevedeva circa 3.500 lavoratori in esubero senza nessuna riassunzione, altro che zero esuberi. La propaganda e la mancanza di responsabilità politica sono prerogative del Pd e non del M5S, che su Ilva sta dimostrando solo grande senso di responsabilità, visto che in caso di annullamento del contratto Mittal impugnerebbe davanti al TAR tale decisione, esponendo lo Stato al rischio di pagare rilevanti penali, oltre che responsabilità davanti alla Corte dei Conti.
Le illegittimità giuridiche accertate, prima dall’Anticorruzione e successivamente dall’Avvocatura dello Stato, hanno confermato i dubbi già palesati dal M5S sulla procedura di gara Ilva, chiaramente viziata da rilevanti criticità e da poca trasparenza. Il Ministro Luigi Di Maio e il governo hanno l'obbligo prima di prendere una decisione, che non tarderà ad essere presa, di fare chiarezza, rivelando le diverse criticità tenute nascoste dal Pd all'opinione pubblica. Ci chiediamo con quale faccia la delegazione Pd si sia presentata davanti ai lavoratori Ilva dopo una enorme mole di decretazione d’urgenza che ha concesso, tra le altre cose, anche l’immunità penale per i commissari e i futuri acquirenti tanto da legarla al contratto di cessione dell’Ilva. Indipendentemente dalle decisioni che saranno assunte, difenderemo quanto scritto nel programma di governo”.

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Esprimo la mia vicinanza al sindaco Ciro D’Alò e all’assessore all’ambiente Mariagrazia Chianura del Comune di Grottaglie, oggetto di intimidazioni nello svolgimento della loro azione amministrativa necessaria per perfezionare servizi per la comunità grottagliese.

Non entriamo nel merito della procedura della gara d'appalto per l’affidamento del servizio di igiene urbana.

Le intimidazioni cui sono stati oggetto l’assessore ed il sindaco sono di estrema gravità.

Condanniamo queste forme di prevaricazione esprimendo tutta la nostra solidarietà politica e umana a Ciro D’Alò e Mariagrazia Chianura, invitandoli a continuare il loro impegno con la stessa serenità che li ha contraddistinti sin ora, certi dell’onesto e trasparente operato istituzionale che caratterizza tutta l’Amministrazione comunale grottagliese.

 

 

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Non esiste democrazia, senza la giustizia. Senza giustizia, neppure la libertà è garantita.
Da questo punto di vista, la Costituzione italiana, il sacro libro che regola la nostra Repubblica, è quanto di più illuminante possa esistere. Diritti e doveri in perfetto equilibrio, come sui due piatti di quella bilancia che, tenuta da una donna bendata, è divenuta l’immagine stessa della giustizia.
A Taranto, come lei ben sa, ormai da decenni di questo equilibrio si sono perdute le tracce, in spregio alla Costituzione stessa, calpestata, ferita e vilipesa da chi era chiamato a difenderla. Ora, tocca anche a lei difenderla, rispettarla e farla rispettare.
Chi intende lavorare è giusto possa avvalersi del diritto al lavoro, ma è altrettanto giusto pretendere che possa svolgere le proprie mansioni in sicurezza ed in ambiente lavorativo salubre. Giusto è dichiarare “libera” l’iniziativa economica privata, ma è altrettanto giusto pretendere che questa non possa svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La Costituzione, poi, assegna allo Stato una serie di doveri ai quali deve attenersi. Pari dignità sociale, rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che possano limitare di fatto la libertà e l’uguaglianza e quindi impedire il pieno sviluppo della persona umana. In più, prevede che sia compito dello Stato tutelare il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della nazione, l’ambiente e la salute. Ci preme sottolineare che i Padri costituenti hanno utilizzato il verbo “tutelare” proprio per non offrire il fianco ad interpretazioni più o meno fantasiose. In italiano, “tutelare” significa “difendere, proteggere”. Per fare un esempio molto caro a noi tarantini, lo Stato deve mettere in campo tutti i mezzi atti a proteggere la salute dei cittadini e solo dopo aver adempiuto a questo obbligo fornire i mezzi necessari per curare eventuali malattie.
Tutto questo e molto altro viene continuamente disatteso, ignorato, nel nostro territorio.
Un’insana gara ha visto i governi degli ultimi anni affannarsi per inventarsi decreti legge su decreti legge pur di ottenere un unico obiettivo: tenere viva una produzione considerata “strategica” in una fabbrica ormai morta; dare ossigeno ad un cadavere, togliendolo ai vivi, fino ad annullare le libertà fondamentali e i diritti inalienabili dei cittadini per favorire un’attività ad altissimo ed insopportabile tasso di inquinamento letale. A tale scopo, la prevista immunità penale per i commissari governativi, estesa anche al prossimo acquirente privato, suona come la campana a morto per la Costituzione italiana.
Come in una vittoria di Pirro, la produzione “strategica” di acciaio procura danni all’ambiente e alle persone, con costi talmente alti da considerarli un deficit incolmabile sia a livello di giustizia, democrazia e libertà, sia per quanto riguarda quel P.I.L. tanto decantato quanto falso, prodotto da fonti altamente inquinanti.
Quanto costa un chilo di acciaio prodotto a Taranto, al netto delle spese vive? Quanto costa in vite umane? Quanto in malattie e spese sanitarie? Quanto in tumori in ogni parte del corpo, senza distinzione di sesso e età? Quanto in gravi patologie cardiovascolari? Quanto in quelle respiratorie? Quanto in viaggi della speranza, quasi sempre diventata disperazione? Quanto in casi di depressione? Quanto in casi di infertilità maschile e femminile? Quanto in bambini nati già malati, nati morti o mai nati? Quanto in offese alle tombe dei nostri morti, deturpate dall’infinita impronta del rosso-ruggine maledetto? Quanto in diritti negati, soprattutto ai bambini? Quanto in territorio offeso? Quanto in giovani che partono per colpa di un’industria che crea disoccupazione? Quanto in agricoltura e allevamento negati? Quanto in mare violentato? Quanto in inquinamento che toglie il respiro? Quanto in futuro negato ad un’intera provincia di questa nazione? Quanto in sfregi alla bellezza e alla Storia? Quanto costa in tradimenti della Costituzione della Repubblica italiana?
Alla luce di queste considerazioni, dopo aver risposto a queste domande, bisognerebbe ricalcolare il P.I.L. prodotto ed immaginare quello che si potrebbe ottenere dalla chiusura immediata delle fonti inquinanti.
Cercare di produrre ricchezza avvelenando ambiente e persone non fa di questa nazione quello che l’articolo 1 della Costituzione italiana recita.
Le irreali giornate di vento da Nord-Ovest, dette “wind days”, costringono i cittadini di interi quartieri ad attenersi a prescrizioni e consigli che limitano le libertà individuali al solo scopo di non chiedere ai responsabili della produzione “strategica” di attenersi scrupolosamente alle leggi. Tenere le finestre chiuse, consigliare ad alcune categorie di persone di non uscire di casa, neppure per recarsi a scuola, deviare il traffico veicolare, far viaggiare solo autobus elettrici sono solo alcuni di questi consigli e prescrizioni. Perché il minerale di ferro che viene sollevato dal vento si vede. Diossine ed altri inquinanti sono invisibili, seppure molto più devastanti. E questi ultimi non hanno bisogno di vento per uccidere; uccidono indipendentemente dalle condizioni meteorologiche.
Il piombo nel sangue dei bambini, gli inquietanti e sospetti disturbi del neurosviluppo nei bambini che vivono nei quartieri a ridosso della zona industriale, e il naftalene nelle urine delle donne di Taranto sono solo alcuni esempi che dovrebbero fare agire il Governo italiano, del quale lei è parte attiva, senza perdite di tempo.
Taranto è terra di bellezza sublime; il Mar Piccolo, culla delle cozze più buone al mondo, è circondato dall’abbraccio di 28 chilometri di costa, attualmente impossibili da far fruttare per la presenza dell’Arsenale militare e dell’Ilva; l’immenso porto, vero biglietto da visita di una città di mare, è stato regalato quasi per intero all’industria; l’aeroporto di Grottaglie, con la pista più lunga dell’intero Mezzogiorno d’Italia, sembra un giocattolo per il sollazzo di militari e uomini delle Istituzioni. Un pezzo alla volta, Taranto viene svuotata, ferita, usata come una prostituta che neppure viene pagata. Uno alla volta, i nostri giovani vengono costretti a partire per altri lidi, lasciando qui una popolazione sempre più vecchia e malata.
Questo è solo parte di quello che sta succedendo da decenni; eppure, basterebbe una sola considerazione, un unico spot che illumina una realtà insopportabile: i genitori che piangono i figli che non ci sono più, da quelli appena nati a quelli un po’ più grandi, in un massacro che è, alla fine, la più grande offesa che un popolo possa fare a se stesso. Ogni maledetto giorno porta lutti insopportabili ai tarantini; ogni giorno di maledetta produzione avvelena i nostri cari. I nostri referenti non sono i tecnici dell’acciaieria, ma i medici e i pediatri.

E proprio accompagnati da una delegazione di medici, vorremmo incontrarLa con urgenza, sollecitandoLe una risposta in tempi brevi.

Quindi, quello che pretendiamo è solo quello che gli antichi latini predicavano: “Fiat iustitia ruat caelum”. Sia fatta Giustizia anche se i cieli cadono. La stessa Giustizia che aleggia in ogni articolo della nostra Costituzione, perché, come dicevano i pitagorici della Magna Grecia, con in testa Archita di Taranto, "ciò che è giusto è la vera uguaglianza" e non "ciò che è uguale è la vera giustizia".

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