Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Martedì, 11 Settembre 2018

Chiunque si trovi a percorrere alla prime ore del giorno Via Cappuccini non può fare a meno di notare una moltitudine di gente all’altezza del civico 111.

Coloro i quali sono in fila sin dalle sette del mattino non sono persone interessate a varcare per prime le soglie della sede brindisina di Starbuks. Ed il caffè hanno dovuto prenderlo all’alba per non accumulare ritardo. Semplicemente, si tratta di gente in attesa di accedere agli uffici del Centro per l’impiego.
Da quando gli Organi regionali hanno imposto alla sede di Brindisi di non accogliere più di 60 utenti per volta è praticamente ogni giorno così. In fila, per due ore, in attesa che aprano gli sportelli. Solitamente intorno alle 8.00 un impiegato consegna ad un volenteroso un foglio ed una penna in cui annotare i presenti in ordine di arrivo ed evitare che alle 9.00, all’apertura degli sportelli, si crei una eccessiva ressa. Nessuno protesta. Tutti aspettano con rassegnata pazienza che arrivi il loro turno. Del resto, ai Centri per l’impiego non ci si reca più con la speranza di trovare un lavoro. E, quindi, se si accede tra gli ultimi agli uffici non vi è il rischio di perdere una opportunità. In quella giungla che è diventato il mercato del lavoro in Italia a farla da padrone sono oramai le Agenzie interinali. E’ ad esse che si rivolgono anche le grandi industrie presenti sul nostro territorio e che magari hanno ricevuto cospicui finanziamenti pubblici per ampliare i loro stabilimenti ed incrementare gli organici. Vi è molta più discrezionalità nel reperire le maestranze che necessitano attraverso le Agenzie di lavoro interinale. Si assume per tre o sei mesi chi si vuole e poi magari quei rapporti di lavoro vengono stabilizzati. E tutti plaudono, comprese le Organizzazioni Sindacali.

No, ai Centri per l’impiego non si va per cercare lavoro. Al massimo ci si reca per compiere quegli adempimenti formali, come sottoscrivere il “patto di servizio” o la “dichiarazione di immediata disponibilità”, che danno poi diritto ad accedere ad alcune agevolazioni (la NASPI o l’assegno ASDI oggi; il reddito di cittadinanza forse domani). Insomma, i Centri per l’impiego, nati per collocare sul mercato del lavoro le persone che ne sono prive, si sono oramai ridotte a certificare la loro disoccupazione! E allora a quanti hanno bisogno di avere un sussidio, una “regalia”, si può anche chiedere di fare due ore di fila! Oggi sotto il sole. Domani, magari, sotto la pioggia scrosciante. I Centri per l’impiego vivono vita grama, ancor di più da quando sono passati sotto l’ombrello delle Regioni: poche risorse e tanta carenza di personale. Quello di Brindisi non fa eccezione, nonostante l’abnegazione del numero ridotto di personale rimasto in servizio. Anzi! Però basterebbe poco per rendere meno difficoltosa, ed umiliante, l’attesa. Vi è un grande androne nello stabile che ospita il Centro per l’impiego di Brindisi. Basterebbe lascare aperta la saracinesca che ne impedisce oggi l’ingresso e collocarvi un po’ di sedie. Di quelle di plastica, per carità. Niente di lussuoso o caro. Magari bullonate per terra, onde evitare che siano asportate. Sarebbe, quello, almeno un segno di attenzione verso chi già subisce l’umiliazione di dover mendicare un aiuto allo Stato pur avendo tutto il diritto e la voglia di lavorare. Almeno quello, in attesa che nella prossima legge di bilancio siano stanziate le risorse che ha promesso il Ministro Di Maio per riformare e ridare un ruolo attivo ai Centri per l’impiego. E’ chiedere troppo? Tanto più che ai centri per l’impiego si recano anche persone con disabilità, che magari devono aggiornare la loro situazione: la percentuale di invalidità aumenta e diminuiscono le speranze di essere collocate al lavoro. Del resto, quanti sono i controlli effettuati per verificare che le aziende rispettino la percentuale di assunzioni previste per legge a favore di coloro i quali sono iscritti nelle liste speciali? Se questo è lo stato in cui vegetano i Centri per l’impiego non ci si può meravigliare se al Sud solo il 3% di coloro che lavorano ha trovato il proprio posto grazie ai servizi resi dai centri pubblici. Se a quella gente che è in fila non possiamo dare un posto di lavoro almeno garantiamogli un posto a sedere!

Gabriele ANTONINO
Capogruppo PRI

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Poeti e narratori di tutto il mondo unitevi! Se le vostre poesie, i vostri racconti e le vostre idee non riescono a rimanere nel cassetto, fatele viaggiare!

A dar loro questa opportunità sarà la casa editrice Anyname s.a.s, di Angela Astone & C., con la prima edizione del premio letterario internazionale di poesia e narrativa "Un Senso alle Idee".

Il concorso prevede due sezioni: una "a tema libero" e l'altra intitolata "Un senso al ricordo", dedicata al tema della memoria e del ricordo. In entrambe le sezioni gli autori potranno concorrere con massimo sei poesie o un racconto (di massimo dieci cartelle formato A4).

La tassa di lettura per la prima sezione scelta è di € 20,00 . È possibile partecipare anche a più sezioni e sottosezioni versando una integrazione di € 5 (per ogni sezione o sottosezione scelta). Per i vincitori e i selezionati, la quota di iscrizione, oltre alla partecipazione, comprende la pubblicazione gratuita dell’opera in concorso all'interno di una raccolta antologica che verrà presentata in occasione della cerimonia di premiazione, che si terrà il 27 gennaio 2019, in occasione delle celebrazioni per il "Giorno della Memoria".

Gli autori (esclusivamente maggiorenni) potranno inviare le loro opere alla casa editrice Anyname Edizioni entro il 31 ottobre 2018.
Per visionare l'intero regolamento basta andare al seguente link: https://www.anynameedizioni.com/epages/99330.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/99330/Categories/CONCORSI_LETTERARI/Un_senso_alle_idee_2018_regolamento

Media partner dell'iniziativa: Oraquadra.com

AnyName, giovane casa editrice fondata nel 2016, ha come obiettivo quello di dare la possibilità agli autori di progetti editoriali di realizzare delle pubblicazioni a costi contenuti. AnyName è una etichetta editoriale aperta a nuove idee, a nuove storie, a nuovi prodotti musicali provenienti da ogni parte d'Italia e oltre, che promuove attraverso la propria libreria online. Nel 2017 AnyName ha pubblicato il suo primo spartito: “Good Wine Rag” di Giuseppe Gallo. Nel 2018, invece, è stato pubblicato il primo romanzo: "Altana 15" di Nicola Monaco Sul sito e-commerce: www.anynameedizioni.com potrete trovare il negozio online e ulteriori informazioni sulla casa editrice.

COMUNICATO STAMPA

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Paisiello cerca casa. La sua casa, in piazzetta Monteoliveto, a Taranto, città vecchia, dove nacque e visse durante l’infanzia.

La cercano per lui i custodi delle sue memorie. Primo fra tutti Paolo Ruta, il presidente degli Amici della Musica «Arcangelo Speranza», da anni in prima linea affinché quella dimora, per lungo tempo abbandonata all’incuria e al degrado, possa finalmente diventare una Casa-Museo dedicata al grande compositore che tutta l’Europa del Settecento acclamò. L’occasione per rilanciare il tema si presenta durante la sedicesima edizione del Giovanni Paisiello Festival che gli Amici della Musica dedicano al genius loci con la direzione artistica di Lorenzo Mattei. Mercoledì 12 settembre (ore 18), negli Salone degli Specchi di Palazzo di Città, è in programma la tavola rotonda «Un museo per Paisiello» alla quale intervengono alcuni referenti istituzionali dell’amministrazione comunale, principali interlocutori nella realizzazione di quest’auspicabile intervento, visto che l’immobile è di proprietà del Comune di Taranto.

Porterà i saluti dell’amministrazione il vicesindaco, Valentina Tilgher, poi si susseguiranno gli interventi degli assessori comunali alla Cultura, Fabiano Marti, e ai Lavori Pubblici, Massimiliano Motolese, quelli dell’architetto Augusto Ressa e di Angelo Pascual de Marzo, che porterà l’esempio di Casa Piccinni a Bari. E, naturalmente, anche Paolo Ruta dirà la sua sulla vicenda di Casa Paisiello diventata una storia infinita, se si pensa che già nel 1931 Roberto Imperatrice lanciò la proposta dalle colonne della Voce del Popolo riprendendo un’idea lanciata alla fine dell’Ottocento da numerosi comitati sorti a Taranto e Napoli.

Proprio partendo dall’idea di Imperatrice, nel corso degli ultimi anni Paolo Ruta ha raccolto in giro per il mondo effigi, incisioni, litografie, disegni, acqueforti, miniature e cimeli riguardanti Paisiello, oltre ad aver acquisito copie manoscritte di alcune arie d’opera, libri, monete commemorative e quasi tutte le incisioni discografiche dedicate alla musica di Paisiello. Un patrimonio di documenti e memorabilia che Ruta auspica possano presto diventare il nucleo di partenza per “arredare” Casa Paisiello, magari con le importanti testimonianze custodite nella Biblioteca Acclavio (libretti d’opera, quadri raffiguranti il compositore, effigi pregiate, i bozzetti del monumento a Paisiello disegnato da Nino Franchina) e quelle conservate nell’Istituto musicale Paisiello e nell’Archivio di Stato.

Intanto, Ruta e gli Amici della Musica continuano a mantenere viva la memoria del grande compositore con il festival a lui intitolato. La sedicesima edizione pone al centro il duello tra Paisiello e Rossini. E la “resa dei conti” tra gli autori di uno stesso Barbiere di Siviglia avverrà ancora una volta sul terreno comico con la rappresentazione de Le gare generose di Paisiello il 14 e 15 settembre e de La cambiale di matrimonio di Rossini il 25 settembre, prima opera di un autore diverso dal compositore tarantino ad essere allestita al Giovanni Paisiello Festival, manifestazione sostenuta da Mibact, Regione Puglia, Comune di Taranto, con il patrocinio della Provincia di Taranto e il supporto degli sponsor Conad, Caffè Ninfole, Basile Petroli e BCC di San Marzano di San Giuseppe.

Biglietti in prevendita su www.liveticket.it - Info 099.7303972 - www.giovannipaisiellofestival.it

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Il Civico Ente fa chiarezza sul procurato allarme prodotto da un artefatto servizio odierno di una emittente barese, in relazione al superamento dei limiti di radon nel plesso scolastico De Carolis al quartiere Tamburi.

Le criticità si riferiscono alle misurazioni di Arpa, che rivengono da una media degli ultimi due semestri, secondo quanto previsto dalla norma vigente. Detto gas naturale, che non presenta alcun legame con l’attività industriale, può provocare rischi solo in caso di lunghissima e consistente esposizione.

La segnalazione perviene ai nostri Uffici Tecnici all’incirca un mese fa e ci si sta attivando per completare le procedure di monitoraggio e studiare eventuali soluzioni, all’interno di una norma che complessivamente assegna un termine di ben un anno e quattro mesi ai fini dell’ipotetico intervento, a significare quanto sia residuo il rischio in parola.

Per altro, il valore sopra soglia rilevato atterrebbe solo ad alcuni locali del plesso. Non si comprende francamente l’agitazione indotta dal dirigente scolastico nei genitori degli scolari e a mezzo della predetta emittente.

Ad ogni modo, il Sindaco ha già convocato per domattina Arpa, Asl e Provveditore per valutare al meglio l’esistenza o meno di una emergenza e gli accorgimenti immediati, estendendo l’invito ad una rappresentanza di genitori, che merita la più trasparente rassicurazione dagli organismi competenti, specie in relazione al prossimo avvio dell’anno scolastico.

A latere del predetto tavolo tecnico, l’Amministrazione comunale si riserva di verificare la sussistenza di reati a carico di soggetti che con una frequenza e modalità sospette mirano a turbare la comunità, prescindendo da qualsiasi considerazione scientifica.

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Anche la Fisascat territoriale , con una nutrita delegazione partita da Taranto da Brindisi era presente alla manifestazione nazionale unitaria “Scuole belle” tenutasi l’11 settembre u.s. presso Miur a Roma, a sostegno della vertenza per la continuità occupazionale e del reddito che coinvolge in Italia 16mila addetti ai servizi di pulizia e ausiliariato, ovvero lavoratrici e lavoratori precari da oltre 20 anni.

La mobilitazione, preceduta nelle scorse settimane dalla proclamazione dello stato di agitazione, è stata finalizzata all’attivazione del tavolo di confronto con il Miur e il ministero del Lavoro per definire la continuità occupazionale e del reddito e una soluzione di prospettiva per questi ex Lsu e cosiddetti Appalti Storici coinvolti, come oltretutto previsto da intese con il precedente Governo. Per la Fisascat Cisl , dunque, vanno definite con urgenza soluzioni adeguate e i passaggi del processo di internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole annunciato nei mesi scorsi da esponenti dell’attuale Governo che dovrà prevedere in modo inequivocabile la continuità occupazionale e di reddito di tutti i lavoratori impiegati «Il Governo Conte che tanto ha rilanciato sulla dignità del lavoro – sostiene Antonio Arcadio , segretario generale territoriale Fisascat Cisl – è invitato a dar seguito agli annunci fatti sull’internalizzazione del servizio e assicuri il via libera alla stabilizzazione dell’occupazione e del reddito di questi lavoratori che da anni vivono, insieme con le rispettive famiglie, in uno stato di incertezza assoluta sul proprio futuro lavorativo».

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“Da quando sono stata eletta segnalo la progressiva chiusura dei reparti dell’Ospedale Bonomo di Andria o il loro trasferimento in altre strutture, con la conseguente perdita di posti letto.

Una situazione denunciata solo dal M5S, per cui continuiamo a chiedere risposte al Presidente/Assessore Emiliano”. Lo dichiara la consigliera del M5S Grazia Di Bari, che torna a denunciare il progressivo impoverimento dell’offerta sanitaria per i cittadini della Bat.

“Emiliano - continua la pentastellata - e la sua maggioranza cercano di distrarre i cittadini illudendoli con la chimera del nuovo ospedale da costruire, ma non si comprende, quando e se ci sarà la nuova struttura, quali reparti ospiterà, viste le chiusure e i trasferimenti di questi anni. Nel frattempo l'ospedale di Andria ha perso oculistica, chirurgia plastica, otorinolaringoiatria, anatomia patologica. Nel reparto di cardiologia mancano l’emodinamica e l’angiografia e anche neurologia è a rischio visti i tempi biblici per la sostituzione del primario che va in pensione. A tutto questo bisogna aggiungere l’assenza di gastroenterologia, pur essendo presente un ambulatorio di endoscopia, e la stroke-unit, che seppure già sostanzialmente presente, con eccellenze professionali, non è mai stata formalmente riconosciuta. Ultima in ordine di tempo la chiusura del centro trasfusionale. Il dubbio - incalza la pentastellata - è che l’obiettivo sia la chiusura dell’ospedale. Chiedo al Presidente Emiliano se non sia questo il vero motivo per il quale i lavori per il terzo e sesto piano non sono mai iniziati. Come si conciliano tutte queste perdite con la costruzione del nuovo ospedale? Siamo sicuri che l'area individuata per la costruzione dello stesso sia idonea o, come diciamo da tempo, ci sono problemi a causa della presenza di tralicci? Domande a cui pe spero di ricevere risposta, per il momento il silenzio del Governatore è assordante”.

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Con ordinanza n. 240 la Polizia municipale ha istituito il divieto di sosta, con rimozione coatta, dalle 00.01 e sino alla completa esecuzione delle operazioni di bonifica notturna nelle strade ricadenti nel quartiere Tamburi.

L’istituzione del divieto di sosta e le conseguenti operazioni di rimozione dei veicoli a mezzo autogrù costituisce un ulteriore segnale da parte dell’amministrazione che tanto ha investito e continua ad investire per la tutela degli abitanti del quartiere Tamburi.
La pulizia straordinaria, partita già nello scorso mese di agosto, costituisce attuazione di un più ampio progetto di tutela dei concittadini residenti nel quartiere Tamburi avviato con le ordinanze sindacali del 24 e 27 gennaio scorso, e viene effettuata due giorni al mese, prescindendo dal verificarsi dell’evento denominato Wind Day ed in aggiunta alla pulizia ordinaria già calendarizzata ed eseguita con mezzi Amiu.
La pulizia viene effettuata tramite mezzo idoneo a raccogliere le polveri di ferro depositate negli interstizi del manto bituminoso stradale, comprensivo dei marciapiedi, lasciando la stessa perfettamente scevra da polveri, con costi a totale carico di ILVA s.p.a. .
Mentre a Roma si decidevano le sorti dell’azienda, a Taranto si continuava a lavorare per la tutela degli abitanti del quartiere Tamburi, con grande senso di responsabilità, nonostante taluni rappresentanti a livello cittadino dell’attuale Governo abbiano continuato a creare grande confusione e caos, cercando di spostare il fuoco delle responsabilità, salvo poi smarcarsi dalla forza politica in cui hanno militato, gettando fumo negli occhi degli abitanti ed avendo rallentato il processo di ambientalizzazione che poteva essere avviato già sei mesi fa.
Noi continuiamo con il nostro lavoro, segnato dalle linee guida tracciate dal Sindaco che si è sempre impegnato in prima persona per la collettività che rappresenta.

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Torna la “Giornata di Locorotondo” nella Fiera del Levante, la 41^ edizione nel 2018. Il convegno, in programma giovedì 13 settembre, segnerà una tappa importante per lo sviluppo del territorio e per la promozione del marchio “Valle d'Itria”.

Nell'occasione verrà presentato un primo bilancio dell'intesa che i sei Comuni (Locorotondo, Alberobello, Ceglie Messapica, Cisternino, Martina Franca ed Ostuni) hanno avviato prima dell'estate con il Protocollo dei Comuni della Valle d'Itria, con cui si sancisce l'inizio di una programmazione condivisa per la promozione turistica e progetti di marketing legati al brand “Valle d'Itria”, inteso come entità rappresentativa di tutte le risorse presenti in questo territorio.

La 41^ Giornata di Locorotondo, organizzata dall'Amministrazione Comunale di Locorotondo-Assessorato all'Unione dei Comuni, si svolgerà giovedì 13 settembre nel Padiglione 115- Arte, Cultura e Turismo della Fiera del Levante alle ore 16,30.
Il tema dell'incontro sarà “Dalla Giornata di Locorotondo all'Unione dei Comuni della Valle d'Itria”.
Questo il programma:
per i saluti interverranno il Sindaco Tommaso Scatigna, il Presidente della Nuova Fiera del Levante Pasquale Casillo, il Sindaco della Città Metropolitana Antonio Decaro, l'assessore regionale al Turismo e Cultura Loredana Capone;
per gli interventi: il vicesindaco con delega all'Unione dei Comune di Locorotondo Vittorino Smaltino; l'assessore al Turismo del Comune di Alberobello Antonella Ivone; l'assessore alla Valle d'Itria del Comune di Ceglie Messapica Antonello Laveneziana; l'assessore al Turismo di Cisternino Mario Saponaro; l'assessore al Turismo e Cultura del Comune di Locorotondo Ermelinda Prete; il vicesindaco e assessore al Turismo del Comune di Martina Franca Gianfranco Palmisano; l'assessore al Turismo e Cultura del Comune di Ostuni Vittorio Carparelli.
Le conclusioni saranno affidata al consigliere regionale e presidente della IV Commissione Donato Pentassuglia.
Nel corso dell'incontro verrà presentato il logo dei comuni della Valle d'Itria selezionato attraverso una votazione su facebook della pagina dedicata https://www.facebook.com/Valle-dItria-630229923996949/?modal=admin_todo_tour

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In occasione della presentazione del suo libro OLTRE I CENTO PASSI, avvenuta nella Biblioteca Comunale di Ostuni (BR) Lunedì 10 settembre, Alessandro Nardelli ha intervistato GIOVANNI IMPASTATO.


L'autore ha dato vita a un incontro/dibattito, organizzato dalla sede Cobas della Città Bianca intitolata a “Carlo Moccia”, insieme al Movimento Cassintegrati Telcom parlando del suo volume, e di quella grande rivoluzione organizzata dal fratello Peppino, giornalista ucciso 40 anni, che ha pagato con la vita la lotta alla mafia.

 

 

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Vito Alfarano Foto by Alberto Gandolfo

Importante riconoscimento da parte di AMNESTY INTERNATIONAL Italia al video arte e la performance di danza contemporanea I HAVE A DREAM prodotto dalla Alphaztl Compagnia d'Arte Dinamica. Il progetto, con la regia e coreografia del coreografo brindisino Vito Alfarano, è stato realizzato​ grazie al contributo economico della Auxilium - Società Cooperativa Sociale.
I protagonisti di I HAVE A DREAM sono 8 richiedenti asilo del C.A.R.A. di Brindisi: Ahmad James Toure, Bah Alpha, Samuel Adel, David Emmanuel, Diedhiou Ousseynou, Lamine Souare, Mike E. Eghe, Idechen Nester.

I HAVE A DREAM si ispira ai principi di Martin Luther King che aveva un sogno: che tutti gli uomini potessero essere uguali e che la gente non dovesse essere giudicata dal colore della pelle ma dal contenuto della propria personalità. Il sogno non si è ancora compiuto: tanto ancora bisogna fare per accettare l'altro, il diverso, il profugo, colui che fugge dalla miseria, dalla guerra civile per approdare dopo tanti sacrifici e tanto dolore sulle nostre terre considerate come una nuova occasione per vivere. Il sogno di questi uomini e di queste donne con i loro figli è di una nuova vita in un mondo in cui non sono ancora completamente accettati.
A distanza di anni ci rendiamo conto quanto queste parole oggi possano essere attuali perché questo sogno non si è ancora compiuto e lo stiamo vivendo in prima persona con il problema dell’immigrazione.
La performance racconta il viaggio vissuto dagli immigrati e tutte le difficoltà incontrate: la sete, la fame, le torture, la morte e la speranza.

Ringraziamento particolare va al Direttore del C.A.R.A. Vincenzo Lutrelli e alla responsabile del progetto Mariangela Recchia per aver creduto in questo progetto di integrazione sociale attraverso l’arte. Grazie principalmente a tutti i protagonisti.

Teaser: https://vimeo.com/288712478

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