Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Venerdì, 01 Febbraio 2019

Il 29 gennaio si è tenuta la prima riunione, presso la bottega LaGrotta, dei cittadini grottagliesi vessati dall'IMU dei terreni potenzialmente edificabili. E' emerso che sia l'amm. Alabrese che l'Amm. D'Alò sono venute meno al principio di trasparenza e correttezza dell'azione amministrativa.


La prima commissionando e poi occultando la perizia dell'Agenzia delle Entrate; la seconda iniziando un procedimento legale contro l'Agenzia, che a detta dei numerosi legali presenti all'incontro risulta anomala e persa già da adesso visto i numerosi ricorsi vinti grazie alla citata relazione. Su questo punto decideranno i tribunali. Il problema, comunque, è prima di tutto politico.
L'amm. Alabrese sull'urbanistica ha deciso semplicemente di non decidere; e quando arrivavamo richieste di piani di lottizzazione, semplicemente non rispondeva. L'Amm. D'Alò una sua visione sull'urbanistica c'è l'ha. Fin dalla campagna elettorale si è pronunciata contro eventuali espansioni urbane con slogan tipo '' no al cemento " , " stop al consumo del suolo '' si alla rigenerazione urbana ed è stata coerente. Con delibera di n. 49/ 2017, con 17 si su 17 presenti, ovvero maggioranza ed opposizione e senza il mio voto e quello della consigliera Cabino, il Consiglio comunale ha approvato il Documento Programmatico per la Rigenerazione Urbana ( DPRU ) che
prevede interventi per aree urbane edificate, per l'esistente. Con delibera n. 99/2017 il Consiglio comunale, con 17 si e 2 astenuti ( cons. Cabino e cons. Gianfreda ) • ha approvato la SISUS - Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile - che è l'atto operativo del Documento Programmatico per la Rigenerazione Urbana. Con la SISUS si è deciso di intervenire sul centro storico, sulle gravine e sul Quartiere delle ceramiche; la SISUS illustra anche quali sono le azioni da intraprendere per la rigenerazione di questi quartieri.
Già nella relazione l'Ass. Blasi afferma che, per un assetto del territorio e dell'urbanistica, l'Amm. comunale intende procedere ''all'elaborazione del Piano Urbanistico Generale ( PUG ) al fine di contenere e governare l'espansione urbanistica, ed agevolare il recupero e la riqualificazione
degli spazi esistenti, integrandoli con il verde che diventerà un sistema vivente urbano anziché avere solo una funzione residuale"
Allegata alla delibera è la relazione della SISUS a pag. 35 risulta quanto segue : " la SISUS proponendosi di riqualiflcare i quartieri storici sposta l'attenzione delle trasformazioni urbane dall'espansine nelle zone periferiche e lontane dal centro storico e dai suoi servizi, al recupero della funzionalità e delle potenzialità d'uso dei quartieri esistenti evitando ulteriore consumo di suolo disincentivando l'utilizzo delle pur previste aree di espansione del Piano Regolatore Vigente. Tale strategia è in corso di completamento con l'innalzamento dei tributi previsto dal Consiglio comunale per le aree fabbricabili in zona di espansione e successivamente con
politiche di scoraggiamento dell'utilizzo del residuo edificabile nelle aree di espansione "
Questa Amministrazione ha quindi già risposto ai proprietari delle aree fabbricabili :
- nuovo piano regolatore che limiti l'espansione urbana
- niente piani di lottizzazione su comparti mai interessati da piani di lottizzazione
- niente piani di lottizzazione su aree residue di comparti già interessati da piani di lottizzazione
- niente subcomparti
- aumento della tassazione per le aree edificabili
con buona pace di chi ha già costruito e si venduto i terreni non più come potenzialmente edificabili ma di fatto edificabili. Gli altri devono continuare a pagare fior di tasse maggiorì di quelle attuali.
Il problema è quindi politico e l'attuale maggioranza deve confrontarsi pubblicamente su questo argomento. All'amm. Alabrese va riconosciuto che, nell'ultimo anno di mandato, aveva stanziato 50.000 € per la redazione del nuovo piano regolatore; l'amm. D'alò, nel 2016, ha utilizzato quella somma per pagare l'incarico al Politecnico di Bari per la redazione del piano del traffico; a oggi non abbiamo ancora niente, né nuovo PRG,  né nuovo piano del traffico.

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L’Auditorium Tarentum diventa palcoscenico di un viaggio incredibile alla scoperta della mente e dei suoi segreti. Previsioni, influenze subliminali, ipnosi, manipolazioni percettive, lettura del pensiero, e sorprendenti coincidenze sono gli ingredienti principali di questa affascinante esperienza teatrale.

L'appuntamento è per sabato 2 Febbraio 2019 Ingresso ore 20.30 – inizio show ore 21.00 - AUDITORIUM TARENTUM – Via Regina Elena, 122 - TARANTO - UNICA DATA - Non adatto ai minori di 12 anni

Dopo il successo delle repliche precedenti PSYCHE sbarca a Taranto, più avvincente e coinvolgente che mai, tutto sotto la divertente e rigorosa regia di Alex Borsci che, con i suoi 27 anni, è il più giovane mentalista in attività in Italia. Con un mix di tecniche psicologiche, comunicazione non verbale, suggestione, misdirection (distrazione dell’attenzione) e magia tradizionale è in grado di leggere la mente del suo pubblico, influenzarne le scelte e predirne le decisioni. Sia chiaro, nulla di paranormale, anzi lo stesso Alex si definisce un “ciarlatano onesto”, capace di toccare la mente ma anche il cuore degli spettatori.

Alex è un cubo di Rubik vivente. È il pifferaio magico della percezione. Prende la magia del teatro e mentre stai guardando la porta su fino alla stratosfera per tirare fuori dal cilindro un intero zoo.

Tutto lo spettacolo è un segreto, e agli spettatori viene chiesto di mantenere il segreto su quanto accade. Perché gli spettatori non guardano lo show. Gli spettatori sono gli attori principali dello show.

Info e biglietti su www.alexborsci.it

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Continua a Maruggio con “L’anatra all’arancia”, un grande classico della commedia brillante, il “Premio Marubium”, la rassegna regionale di teatro amatoriale organizzata dal Comune di Maruggio in collaborazione con la compagnia teatrale La Filodrammatica Maruggese e FITA Puglia e con il patrocinio della Regione Puglia.

Quest’anno il “Premio Marubium” è inserito nel progetto Radices realizzato dall'ATS del Comune di Maruggio, Carosino, Fragagnano e Monteiasi, con il contributo dell'Avviso sullo spettacolo dal vivo e le residenze artistiche (art. 45 del D.M. 1 luglio 2014) - ambito teatro.

La commedia “L’anatra all’arancia, nell’allestimento della Compagnia “Teatro Due” con la regia di Mario Lasorella, sarà rappresentata venerdì 8 febbraio, con sipario alle ore 21.00, al Cine Teatro Impero di Maruggio. Biglietto € 5 (ridotto €3) con info e prenotazioni contattando Amadia 3408756886 o Valeria 3804381842. Lo spettacolo è compreso nel cartellone del “Premio Marubium”.

"L'anatra all'arancia" di Marc-Gilbert Sauvajon e William Douglas-Home è un capolavoro brillante del teatro anglosassone adattato sui ritmi della commedia vaudeville. Nello spettacolo che sarà rappresentato a Maruggio, in particolare, il regista Mario Lasorella alterna il faceto alla riflessione, adattando il testo nell'ottica di una maggiore contemporaneità.
Le tematiche affrontate sono le tipiche di questo genere: una coppia con figli quasi scoppiata, un novello principe azzurro in procinto di scalzare il marito per prenderne il posto ed una avvenente segretaria, presunta amante e attrice per una notte.
In casa Ferrari bastano alcune battute e un drink di troppo per svelare un tradimento da parte della moglie Lisa al marito Alberto. Ma lui, anziché reagire con sdegno e rabbia, ostenta self-control, quasi apparente rassegnazione, miscelati con un caustico umorismo.
E invece di litigare e drammatizzare, come sarebbe logico, Alberto e Lisa propendono per l’incontro a tre, per lo scambio di invettive più o meno mordaci, a metà strada fra la recriminazione, il rimpianto e la nostalgia….

Diretta e interpretata – nel ruolo di Alberto – da Mario Lasorella, la fortunata pièce vedrà in scena la Compagnia “Teatro Due” di Castellana Grotte: Liliana Simone nel ruolo di Lisa, Antonella Schettini in Patrizia e Michele Rotolo in Francesco. Hanno collaborato, Antonella Gentile quale assistente alla regia, Margherita Mezzapesa come direttrice di scena. Le scenografie sono di Raffaele Brunetti e di Adriano Sportelli, mentre l’arredamento è di Mastronardi Mobili.

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Il 7 febbraio 2019, dalle ore 11,00 alle ore 12,30, presso l’Auditorium del Padiglione Vinci dello Stabilimento “SS.Annunziata” di Taranto, l’ASL di Taranto presenta due azioni messe in campo per migliorare la fruizione da parte dei cittadini stranieri residenti del servizio sanitario e socio-sanitario offerto dall’ASL.


La prima riguarda l’elaborazione del Protocollo per la Gestione Sanitaria e Socio-Sanitaria degli stranieri. Si tratta di uno strumento, primo in Italia, come confermato dai responsabili dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP), che fissa alcune regole e definisce dettagliatamente i percorsi assistenziali in merito all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria degli stranieri, tenendo conto di quanto previsto dalla normativa nazionale e regionale e delle indicazioni fornite dalle autorità competenti.
Il Protocollo recepisce le Linee Guida “I controlli alla frontiera. La frontiera dei controlli”, pubblicate nel giugno 2017, redatte dall’Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) con la collaborazione dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS) e della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), adeguandole alle caratteristiche specifiche del territorio ionico/mediterraneo, dei fenomeni migratori che lo interessano, del sistema di accoglienza ivi predisposto, dell’organizzazione dell’ASL Taranto e dei servizi che la stessa offre.
Il Protocollo si rivolge in primo luogo a tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari operanti nel territorio dell’ASL Taranto e che rivolgono la loro attività a cittadini stranieri, ma anche a tutte le istituzioni e i soggetti privati coinvolti nel sistema di accoglienza, chiamando tutti gli attori in campo ad adottare regole e procedure uniformi, e fornendo procedure ben definite ai medici, agli infermieri e agli psicologi (non solo dell’ASL) deputati ad effettuare le valutazioni mediche e psicologiche previste nelle varie fasi dell’accoglienza, i trattamenti in emergenza/urgenza e le eventuali visite specialistiche.
Inoltre, l’ASL presenta il Progetto “FARI - Formazione Accoglienza Risposta Inclusione”, che vede coinvolte anche le ASL di Brindisi e di Lecce (l’ASL Taranto è capofila), nonché l’Associazione “Camera a Sud”, finanziato a valere sul Programma Operativo Nazionale “Legalità” 2014-2020.
Il progetto ha i seguenti obiettivi: migliorare e facilitare l’accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari da parte degli utenti stranieri; accrescere la conoscenza, da parte degli stessi, dei servizi e delle procedure sociosanitarie; migliorare l’interazione tra servizio sanitario e socio-sanitario e utenti stranieri.
Il progetto prevede una serie di misure specifiche, tra le quali vanno menzionate: impiego di 15 mediatori linguistici e culturali presso le strutture ASL (5 per ciascuna delle ASL coinvolte), per un anno; creazione di un’app multilingue volta a facilitare l’acquisizione delle informazioni sull’assistenza sanitaria e i servizi sanitari e socio-sanitari offerti dall’ASL; svolgimento di corsi di formazione per operatori ASL, per operatori dei centri di accoglienza e per gruppi di migranti.
È prevista la presenza dei Direttori Generali dell’ASL Taranto, ASL Lecce e ASL Brindisi o loro rappresentanti, del Dirigente Responsabile dell’Ufficio di Gestione e Attuazione del PON Legalità presso il Ministero dell’Interno, dei Prefetti e dei Dirigenti Responsabili dell’Area “Diritti Civili, Cittadinanza, Condizione Giuridica dello Straniero, Immigrazione e Diritto D'Asilo” delle Prefetture di Taranto, Brindisi e Lecce, dirigenti dell’INMP, esponenti delle Forze Armate, esponenti del Tribunale e Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Taranto e di Lecce e del Tribunale e Procura Ordinaria di Taranto e di Lecce.

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Si è svolta questa mattina presso i locali della Direzione Generale ASL Taranto, in Viale Virgilio n. 31 a Taranto, la presentazione della realizzazione di una nuova struttura socio-sanitaria che sarà realizzata nel comune di Laterza.

Alla presenza del direttore dell’Asl. avv. Stefano Rossi, del direttore sanitario, dott. Vito Gregorio Colacicco e del sindaco di Laterza, ing. Gianfranco Lopane, è stato sottoscritto un accordo che prevede, da parte del sindaco del comune laertino, la cessione di un terreno di circa 4.600 mq ubicato in pieno centro urbano - in contiguità con l’area di espansione urbanistica e facilmente raggiungibile e fruibile dall’utenza - su cui realizzare una nuova struttura di circa 1.500 mq. All’interno della stessa saranno ospitati i seguenti servizi: Ambulatori specialistici, Continuità assistenziale; Servizio 118; Cpt o Pta (forme associative di medicina generale); Sportelli al pubblico (Cup ticket, Anagrafe sanitaria); Dipartimento di prevenzione; Pua e Uvm, locali per associazioni, Centro diurno, Punto prelievi, Punto fisso raccolta sangue.
Il Comune di Laterza si impegna, altresì, a curare tutti gli aspetti relativi alle procedure espropriative che interessano l’opera in oggetto. Per la realizzazione dell’intervento verrà attivato uno specifico finanziamento nell’ambito dei fondi comunitari di cui al PO FESR 2014-2020, azione 9.12 per un importo di € 5.000.000,00.
“Gii accordi di programma che stiamo sottoscrivendo con i comuni dell’Asl ionica – afferma in una nota il dott. Colacicco - sono il risultato di un’attenta e puntuale ricognizione che abbiamo fatto rispetto ai servizi erogati dando priorità, quindi, a comunità che non hanno mai avuto presidi ospedalieri e che hanno ambulatori, spesso angusti, che non danno dignità a operatori e cittadini che usufruiscono delle prestazioni assistenziali. Si è ritenuto quindi di contattare sindaci che hanno disponibilità di suoli, o immobili in disuso, per progettare nuovi Presidi sanitari territoriali (Pta) attingendo a fondi strutturali e di investimenti europei. Hanno già confermato, tra gli altri, la propria disponibilità i sindaci di Statte, dove si è già dato corso ai lavori in quello che era il mercato coperto, e il sindaco di Ginosa. Il protocollo sottoscritto questa mattina rientra tra queste progettualità. Sarà mio compito programmare l’attuazione di questi servizi tenendo anche conto dei dati statistici ed epidemioloogici”.

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30 milioni di € per lo sviluppo del territorio jonico e per la nuova occupazione

Sono molto soddisfatto per l’esito dell’Avviso Pubblico del Ministero dello Sviluppo Economico, gestito da Invitalia – Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa, e relativo alla selezione di iniziative imprenditoriali nei territori dei Comuni dell’area di crisi industriale complessa di Taranto.

Questa iniziativa, che ha una dotazione finanziaria di 30 milioni di euro, è stata avviata nel luglio scorso con l’obiettivo, nell’ambito di quanto previsto dalla legge n. 181/1989, di sostenere le attività economiche, salvaguardare i livelli occupazionali e supportare programmi di investimento e di sviluppo imprenditoriale nell’ambito del territorio dei Comuni appartenenti alla suddetta area di crisi (e cioè Crispiano, Massafra, Montemesola, Statte, Taranto).

La scadenza originaria del bando era fissata al 27 novembre, ma raccogliendo le sollecitazioni provenienti dal territorio e, in particolare, da CNA e Confindustria Taranto, mi ero fatto promotore, come Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, di una richiesta di proroga che, molto tempestivamente, era stata accordata dal Ministero dello Sviluppo Economico, sino al 26 gennaio 2019, in modo da consentire la più ampia partecipazione possibile da parte di aziende e realtà imprenditoriali che intendessero cogliere questa straordinaria opportunità.

A questo scopo io stesso ho partecipato a diverse iniziative sul territorio per diffondere i contenuti dell’Avviso e per sollecitare l’invio delle domande, ben consapevole che si trattava di una occasione molto importante per rendere il territorio jonico più competitivo e più attrattivo, con significative ricadute sul piano occupazionale

Il report pubblicato in questi giorni sul sito di Invitalia conferma che la scelta di prorogare il termine di scadenza è stata certamente giusta dal momento che entro il 27 novembre 2018 erano giunte solo 5 domande, con finanziamenti richiesti abbondantemente al di sotto della dotazione finanziaria complessiva, mentre, dopo la proroga, alla data del 26 gennaio sono giunte complessivamente 11 istanze, per investimenti complessivi pari a circa 60milioni di euro e richieste di finanziamento pari a oltre 39milioni di euro, con un incremento previsto in termini di nuova occupazione pari ad oltre 250 unità lavorative.

Ora una apposita commissione valuterà entro trenta giorni, dal punto di visto tecnico e poi entro ulteriori 120 giorni nel merito, i progetti di investimento proposti e ammetterà all’agevolazione quelli ritenuti meritevoli, entro quindi il mese di Giugno ma il dato che voglio sottolineare con orgoglio è che il tessuto imprenditoriale tarantino ha risposto alle nostre sollecitazioni e le risorse stanziate per questa misura (30 milioni di euro) non rimarranno inutilizzate.

Si tratta di un virtuoso esempio di collaborazione tra istituzioni (Regione Puglia, Ministero dello Sviluppo Economico, Invitalia, Camera di Commercio) e soggetti del partenariato come CNA e Confindustria Taranto, che ringrazio per il contributo dato.

In questo modo si potranno creare le condizioni concrete per rilanciare lo sviluppo nell’area jonica, creando i presupposti per nuova, buona occupazione.

Mino Borraccino

Regione Puglia

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Si terrà domani, 2 febbraio, “Paradise” il nuovo spettacolo del Il Fuoco Centrale, la rassegna di prosa organizzata da il Carro dei Comici che vedrà protagonista in questo appuntamento a Molfetta Acasa.

Paradise di Valeria Simone, sotto la regia di Marialuisa Longo, con Elisabetta Aloia e Lucia Zotti il testo dello spettacolo è stato pubblicato nel volume “Donne e teatro 2016”.

Krystyna mette un annuncio su un giornale polacco. Cercansi braccianti. Ottima paga assicurata. In Italia. In molti rispondono a quell’annuncio, in molti parlano con lei che organizza tutto: la partenza e il viaggio, per poi affidarli ai loro datori di lavoro. In molti partono per la Puglia. Krystyna continua a ricevere telefonate, ad organizzare partenze. Poi alcuni spariscono, vengono scoperti i campi di lavoro e la rete criminale che li tiene in schiavitù. Krystyna non ci crede, forse si è inceppato qualcosa nell’organizzazione. Lei sa. Lei può dire. Lei può spiegare. Lei può dimostrare.
Chi è Krystyna? Dentro l’ingranaggio del caporalato che troneggia da sempre e delle regole dello sfruttamento del lavoro, scoprirà per la prima volta, i limiti della condizione umana.
Lo spettacolo è ispirato alle storie di migliaia di braccianti polacchi che tra il 2003 e il 2008 vennero in Puglia per lavorare nella raccolta dei pomodori. Molti di loro sparirono o furono trovati morti in circostanze inspiegabili. Grazie alla fuga e alla denuncia di alcuni studenti fu scoperta una fitta rete criminale che teneva in condizione di schiavitù i lavoratori. Nonostante i numerosi processi e le condanne che vedono intrecciati caporali stranieri e criminalità locale, lo sfruttamento dei lavoratori è ancora dominante in Puglia.
“Paradise” è la storia di una umanità schiacciata dal sistema dello sfruttamento che per salvarsi schiaccia a sua volta, forse in modo inconsapevole, ma travolta da una crudeltà che non salva nessuno.
Lo spettacolo si terrà a Molfetta nel Teatro del Carro di Molfetta in via G.M.Giovene 23. Porta 20.30/ Sipario 21.00. Per info e prenotazioni: 3397758173-3492308203. Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ticket unico : 12 00 Euro Ridotto: 10 00 ( per studenti, over 65 e possessori di un ticket cinema per la visone di un film alla Cittadella degli artisti )

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“Emiliano chiede nuovi fondi per Taranto ma prima di lanciarsi in ulteriori richieste dovrebbe almeno dimostrare che la Regione Puglia è in grado di spendere i fondi statali stanziati - già da molti anni - per realizzare interventi a favore del capoluogo ionico.

Mi riferisco in particolare all’utilizzo industriale delle acque reflue trattate negli impianti di affinamento Gennarini e Bellavista di Taranto - per cui nel Cis è prevista una copertura finanziaria di ben 14 milioni di euro (finanziati dal Decreto n.16 del 22.06.2004  OPCM 3536/06) e in seconda battuta, all’ammodernamento tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico/diagnostici delle strutture sanitarie pubbliche nei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola, per cui, sempre nel Cis, vi è un importo pari a 70 milioni di euro finanziato dal D.L. 243/2016”. 

Lo fa sapere con una nota il deputato del Movimento 5 Stelle, Giovanni Vianello, che chiede sulla questione chiarimenti all’Amministrazione Emiliano.

“Emiliano si comporta da ‘opinionista da bar’ ma mi chiedo quando inizierà a fare il Presidente di Regione e a lavorare per realizzare gli impegni già finanziati dallo Stato e che da anni sono fermi al punto di partenza a causa delle sue negligenze. Mi spiace dover richiamare, ancora una volta, Emiliano alle sue vere responsabilità ma mi chiedo con quale coraggio venga ‘ripreso’ il nuovo Governo,  quando il primo e unico assente è proprio lui? La Regione dov’è - incalza quindi il deputato - quando c’è la possibilità di migliorare la situazione disastrosa della sanità a Taranto, di ridurre l’impatto degli scarichi a mare, di favorire il risparmio idrico, di tutelare a livello quantitativo e qualitativo le risorse idriche, già tristemente scarse a livello locale. Semplicemente non c’è” - dichiara il deputato riferendosi al tema dell’uso industriale delle acque reflue. 

“Per ciò che riguarda l’aspetto sanitario, vorrei sottolineare che sin dai primi giorni del mio insediamento alla Camera mi sono attivato presso l’Asl di Taranto, in qualità di soggetto responsabile dell’attuazione dell’intervento di ammodernamento, anche al fine di comprendere l'eventuale presenza di criticità e problematiche in ordine alla realizzazione del progetto, che ad oggi sembrerebbe arenatosi”, chiarisce Vianello che aggiunge: “Si tratta dell’acquisizione dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione di interventi di ammodernamento tecnologico e in particolare di potenziamento dell’attività di prevenzione e assistenza ospedaliera e specialistica, con particolare riferimento all’offerta assistenziale dell’Ospedale Moscati in senso oncologico. Sono ormai passati due anni dallo stanziamento di questi 70 milioni di euro ma a novembre 2018 sono state portate avanti solo alcune attività progettuali”.

“Concludo facendo qualche doverosa precisazione sull’altro grande tema dell’uso industriale delle acque reflue, per cui la Regione risulta essere l’unica grande distratta, facendo perdere al nostro territorio un’altra opportunità. È certamente il fondo istituito presso il Cis a rendere palese l’incuria della Regione, altresì ripercorrendo l’excursus normativo che negli anni ha ribadito l’importanza di usare le acque reflue degli impianti tarantini Gennarini e Bellavista a scopo industriale (ex Ilva) - anzichè scaricare a mare -  ci si rende conto che il progetto venne finanziato nel 2004. Nel dettaglio, la costruzione di una condotta in acciaio che, prelevando le acque reflue trattate nei depuratori Gennarini e Bellavista, avrebbe convogliato tali acque al recapito finale del siderurgico. In questa maniera le acque del Sinni e del Tara, che attualmente vengono ancora prelevate dall’acciaieria, avrebbero ricevuto altra destinazione, non più uso industriale ma utilizzo potabile e irriguo”, termina Vianello.

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“Continuiamo a dar seguito alle misure contenute nella Bilancio, perché da qui al 2033 arriveranno in Puglia - a favore delle sue cinque Province - circa 16 milioni di euro l’anno per la manutenzione di strade e scuole.

Nello specifico, a Barletta-Andria-Trani andrà 2,8 milioni, a Brindisi 2,2 milioni, a Foggia 1,2 milioni, a Lecce 5,9 milioni e infine a Taranto 3,7 milioni”. Lo fa sapere il deputato del Movimento 5 Stelle, Giovanni Vianello, dopo aver analizzato la tabella di riparto diffusa dal Governo sui contributi previsti nella Bilancio 2019 per le Province delle Regioni a statuto ordinario. “L’avviso è pubblico sul sito del ministero dei Trasporti che di concerto con il ministero dell’Interno e con il Mef hanno proposto il decreto per cui hanno ricevuto l’assenso della Conferenza Stato-città e Autonomie locali. Si stanziano di fatto a livello nazionale 3,75 miliardi, suddivisi in 250 milioni annui dal 2019 al 2033. Inoltre si assumeranno figure ad alto contenuto tecnico e professionale - quali ingegneri, geometri, architetti, esperti in contrattualistica pubblica, ecc. - che siano in grado di elaborare piani di sicurezza per la manutenzione di strade e scuole. L’intero finanziamento è a valere sul Fondo investimenti per gli Enti territoriali”, spiega il deputato. 

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Il falò nella ritualità delle feste assume un’importanza particolare, ma, a volte, si veste di una ambigua interpretazione. Il falò è il fuoco della purificazione, ma anche della perdizione.

Nelle culture primitive si viveva un passaggio in cui le civiltà assorbivano il senso delle stagioni. I territori italiani, durante le feste religiose, assumono contorni e dimensioni abbastanza articolate nella ricchezza eterogenea delle tradizioni.

Il concetto di festa viene vissuto attraverso una “regola” di modelli in cui la tradizione diventa fondamentale. Insiste una religiosità popolare che non è mai pagana tout court, perché ha sempre contorni che rimandano alla tradizione cristiana e, chiaramente, pre-cristiana.
C’è una ritualità che diventa espressione antropologica all’interno dei vissuti delle comunità. Si pensi, appunto, ai falò delle feste religiose. Il mondo pagano diventa religiosità popolare. Un appuntamento di primaria importanza attraverso il quale si intrecciano tradizioni popolari ed espressioni cristiane. Religiosità antropologica e “carisma” cristiano. Il falò di San Ciro a Grottaglie diventa l’espressione di tutto ciò. Come i falò di San Giuseppe durante il mese di marzo.

La religiosità popolare trova una delle sue espressioni più altre in forma etno – antropologica nella Settima di Pasqua e nei Riti Santi e nelle celebrazioni in cui il falò è elemento, appunto, di visione rivelante. Si pensi a quelle comunità in cui i riti e la liturgia si svolgono ancora secondo i canoni bizantini e ortodossi nella concezione cristiana.

Si riporta nella trasparenza del fuoco del falò il volto della santità cristiana ed è una riflessione profonda che si distacca completamente dal rito che si intreccia in un vocabolario che è quello mitico, archetipico, simbolico applicabile nelle letture primitive e pagane.

La Chiesa si spiega anche attraverso i simboli. La distinzione è fondamentale. Io credo che è giusto vivere i due momenti separati, comunque articolati in un humus umanizzante. La Chiesa ha la sua storia che è dentro la sacralità dell’Evento. Ogni festa ha i suoi riti e le sue sagre. Si pensi alle culture primitive.
Si pensi ai racconti pavesiani e demartiniani. Il sacro, come ontologia rivelante, non ha sagre collegabili alla santità. Paolo parlava le lingue del mondo e in ogni agorà trovava il giusto scavo per comprendere le comunità nel segno di Cristo nella fede. Il sacro sottolinea la sacralità. Il “profano” che si lega al sacro è altra cosa. Nella società delle antropologie comparate non si possono scindere i due aspetti. D’altronde è, tale rapporto, una componente fondamentale per tutte quelle etnie storiche, il cui valore emblematico è dato anche dai codici culturali. Il falò resta legato alla contaminazione delle etnie in una chiave di lettura che permette di collegare la visione del fuoco a quella del canto e questo alla danza.

In tale contesto rientrano anche i fuochi pirotecnici, ovvero gli “spari” colorati che hanno la griglia simbolica della festa, ma la metafora del “botto” con i colori porta ad una interpretazione multietniche. I colori di tali lanci pirotecnici forma un arcobaleno ed è qui che avviene la contaminazione dei colori, ovvero delle civiltà, ovvero della complessità della diversità degli incontri tra appartenenze di popoli.
L’influenza delle tradizioni mediterranee trova una chiave di lettura significativa nel rispetto delle cesellature rituali e nelle funzioni delle festività (laiche o religiose). Il Mediterraneo trasmette una cultura che è quella del mare inteso in senso geografico e reale, ma anche considerato come proposta metaforica nel senso che traccia itinerari di viaggio.

I fuochi di terra e i fuochi di mare sono un ulteriore intreccio metaforiche di incontri di popoli. Soprattutto queste tre realtà: Taranto, Brindisi Lecce e la Calabria, in una geografia popolare del Mediterraneo, sono culture della tradizione che provengono dall’attraversamento del mare, al di là di una definizione prettamente cronologica, e giungono a fermarsi in un porto chiamato terra.

In Sicilia il rito interagisce con il mito. Come in Calabria. Come in Puglia. Sono Feste legate ad una antropologia del territorio in cui convivono antropologia, paganesimo (mondo pre-cristiano) e cristianità. Dal misto al sacro. Coesistono e convivono nelle “liturgie” delle feste. Il punto centrale resta la Festa. Il concetto di festa è un insieme di mito e sacro che si adagiano sul Rito.
Ci sono rimandi e modelli originari di primaria importanza. Il mondo dei culti mediterranei nella civiltà religiosa diventa un emisfero, in cui le antropologie interagiscono con una religiosità ufficiale: quella pagana, appunto, e quella teologica. Si tratta, chiaramente di un bene immateriale che si serve del bene materiale. Si incontrano due elementi importanti: la storia e la letteratura.

Il mondo Mediterraneo è una eredità neolitica che si intreccia a usi e costumi, riti e tradizione del Regno delle Due Sicilie, il quale ha assorbito la grecità come scavo classico e la Mesopotania e l’Egitto come fulcro pre-classico e primitivo - selvaggio. In quelle realtà territoriali in cui non è presente la religiosità popolare cristiana si avverte la necessità di riproporre una precisa ritualità rispettando un confronto che è diventato storico ed epistemologico.

I Riti sono diventati tradizione in un vissuto prettamente antropologico. Anche la “teologia” si serve dell’antropologia. Il falò e i fuochi hanno intrecciato il senso storico e quello che ha come centralità il mistero.

La storicità è dentro la cultura popolare cristiana. Il mistero è una componente delle civiltà avanti Cristo. Una tradizione dei rimandi e delle comparazioni nella composizione delle feste che vivono il rito come dimensione delle civiltà oranti e delle civiltà greco – latine, le quali hanno radici nel tempo della pre - storia. In fondo l’antropologia del falò e dei fuochi è un tracciato di una ritualità che diventa tradizione.

 

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