Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Martedì, 05 Febbraio 2019

 Giovedì, 7 febbraio, Palombella partecipa al Consiglio territoriale della Uilm Taranto

Nella mattina di mercoledì, 6 febbraio, il Segretario generale della Uilm, Rocco Palombella – insieme a una delegazione della Uilm nazionale, regionale e locale – effettuerà una visita allo stabilimento ArcelorMittal di Taranto, ex Ilva. Si tratta del primo sopralluogo ufficiale, a cinque mesi esatti dall’accordo del 6 settembre 2018 sottoscritto al ministero dello Sviluppo economico. “Torno nello stabilimento dopo dieci anni dall’ultima volta – spiega Palombella – con l’idea di verificare di persona lo stato di avanzamento dei lavori sul rispetto del piano ambientale e sull’adeguamento tecnologico, nonché il livello di copertura dei parchi primari, ma sarà anche un modo per incontrare i lavoratori e vedere qual è il nuovo volto dello stabilimento più grande del Gruppo”. Stabilimento che Rocco Palombella conosce bene, data la sua storia personale che lo ha portato a essere assunto all’Ilva di Taranto (quando si chiamava ancora Italsider) all’età di soli diciotto anni. Proprio qui ha avuto inizio la sua carriera sindacale fino ad arrivare al vertice dei metalmeccanici della Uil nel 2010. “Sarà un’occasione importante – ribadisce il Leader della Uilm – e ci auguriamo che venga colta positivamente sia dall’azienda, in termini di rafforzamento di relazioni industriali, che dagli stessi lavoratori al fine di affrontare in modo sempre più diretto le questioni ancora aperte legate a questa iniziale fase di ‘assestamento’ che non si è ancora conclusa”. Non a caso, infatti, il sopralluogo della Uilm nazionale avviene a valle dell’incontro del 30 gennaio scorso in Confindustria, a Roma. Un confronto ritenuto positivo, ma su cui c’è ancora bisogno di dialogare con ArcelorMittal Italia, in particolare sulla nuova organizzazione del lavoro e la ricollocazione delle professionalità, rispetto alle attività, nel passaggio da Ilva ad AM; sull’implementazione degli organici rispetto alle risalite produttive e il riavvio di impianti, a partire dal “tubificio” di Taranto il cui il numero di lavoratori integrati si dovrà aggiungere agli 8.200 minimi già previsti dall’accordo. La stessa Uilm di Taranto ha chiesto all’azienda una verifica puntuale sulla modalità di distribuzione delle unità lavorative, reparto per reparto, rispetto al piano industriale, che, a oggi, è sconosciuto.

Al termine della visita, intorno alle 14:30 di mercoledì 6 febbraio, è previsto un incontro con la stampa presso una sala della direzione di ArcelorMittal Italia adibita per occasione allo scopo. Giovedì 7 febbraio, Rocco Palombella parteciperà al Consiglio territoriale della Uilm di Taranto, che avrà luogo a partire dalle 9:00 presso la Sala Resta del Centro Congressi della Cittadella delle Imprese. Diversi i temi all’ordine del giorno: dalla visita allo stabilimento e le relative considerazioni, all’apertura della discussione sul CCNL dei metalmeccanici, alla manifestazione Cgil Cisl e Uil del 9 febbraio 2019 a Roma.

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Grande successo e applausi scroscianti sotto la pioggia di Napoli per “Una sfilata per la vita”, realizzata dallo stilista di fama internazionale Aldo Pignatelli, per dire “No alla violenza”, contro lo stalking, il femminicidio, ed ogni altra forma di violenza sulle donne.

La sfilata si è tenuta all’interno della serata "Salviamoci dall'amore malato", svoltasi Venerdì 18 gennaio 2019 presso la Città della Scienza nella Sala Newton. Un meraviglioso evento, il connubio perfetto tra moda, arte e spettacolo, per dire no alla violenza sulle donne. Un evento che fa parte dell’importante progetto itinerante di Renè Bonante con le meravigliose creazioni di Aldo Pignatelli Origini, sempre con e a tutela delle donne.
Lo stilista Aldo Pignatelli ha dichiarato che “Il sorriso di una ragazza mi riempie il cuore di gioia, ecco perché continueremo la nostra sensibilizzazione contro questo male difficile da estirpare. La mia non è stata una sfilata ma un inno contro la violenza sulle donne. Ringrazio i tantissimi presenti, ma soprattutto grazie a Renè Bonante, per aver ideato e realizzato l'evento, e al maestro Salvatore Pettirossi”.
Ha presentato l’evento, il giornalista e scrittore Antonio Mocciola, e la giornalista Maria De Filippo, mentre ha moderato l’Onorevole Antonio Marciano, Consigliere Regionale per la Campania. Sono intervenuti il Dottor Renato Grimaldi, esperto in politiche sociali, l’attrice Anna Maria Ackermann, la cantautrice Ida Rendano e Marinella Modica, della Federazione “AdAstra” e “Ciauro” La salute di moda.
Poi si sono esibiti “I Marasma Band” per “Donne di nuvole”, a cura di Salvatore Pettirossi e Stefania Colasanti, con la partecipazione dello stilista Aldo Pignatelli.
Molto toccante, durante l’evento “Una sfilata per la vita”, il monologo che ha recitato Rossella Di Liddo, tratto dal film ”Non ti muovere”, curato dalla regia di Nicola Losapio.

ALDO PIGNATELLI ORIGINI – INNOVAZIONE e SVILUPPO SOSTENIBILE
L’Azienda ALDO PIGNATELLI ORIGINI che si occupa della produzione di accessori e abbigliamento donna. “Indossa la natura” è il payoff del marchio. Le lavorazioni del brand ORIGINI vengono effettuate esclusivamente con tessuti ecosostenibili ed usando tinture naturali di derivazioni vegetali. In effetti, nella produzione origini non vi è traccia di provenienza chimica ne di altro prodotto dannoso per l’uomo e l’ambiente circostante. Scegliendo un prodotto ALDO PIGNATELLI ORIGINI, si avrà, così, la certezza di indossare ciò che la natura ci offre.
L’idea di realizzare prodotti ecosostenibili, nasce, quando lo stilista Aldo Pignatelli, a Shangai, la città più inquinata del Mondo, scopre che la gente viaggiava con la mascherina, e pensa, quindi, alla possibilità di sostituire quest’ultima con una sciarpa.
I tessuti dei prodotti ALDO PIGNATELLI ORIGINI, vengono prodotti in un laboratorio di Biella, una città che ha una storica tradizione manifatturiera. Ci sono, inoltre, aziende in Ostuni, Taranto e Roma. L’azienda ALDO PIGNATELLI ORIGINI, lavora molto con l’estero, in maniera particolare con la Russia e la Cina. La produzione è esclusivamente italiana, a differenza di molti stilisti che preferiscono produrre in India, Turchia, Cina e Pakistan, dove la manodopera è schiavizzata.

La tecnica per la produzione degli abiti è quella dell’IMPRINTING. Invece, i tessuti che vengono utilizzati sono: Seta, bambù, canapa, cellulosa di abete, cachemire e tessuti derivati dal latte. Importanti i successi ottenuti dall’azienda, che ha visto nel 2017, lo stilista Aldo Pignatelli, partecipare come unico ospite italiano al San Pietroburgo
Fashion Week riguardante la moda ecologica, vincendo il 1° premio con la sua collezione di pellicce ecologiche che ha impressionato per la manifattura, l’originalità, l’impatto ambientale e i tessuti utilizzati.
ALDO PIGNATELLI ORIGINI si dimostra quindi un’azienda innovativa in termini di prodotto, nel rispetto di un valore fondamentale quale l’eco sostenibilità, perché lo scopo dell’azienda è quello di lavorare nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile.

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Martedì 29 gennaio, in occasione del MESE DELLA MEMORIA, iniziativa promossa dalla Regione Puglia e dall’Assessorato all’industria turistica e culturale, con la collaborazione del Presidio del libro di Grottaglie, presso la Biblioteca “G. Pignatelli” si è svolto l’incontro con la scrittrice Diana Bosnjak Monai, autrice del libro “Da Sarajevo con amore.

Diario dall’assedio”, con la partecipazione dello storico Prof. Isidoro Davide Mortellaro, docente di Storia delle Relazioni Internazionali e Storia delle Istituzioni Politiche presso la Facoltà di Storia e Filosofia dell’Università di Bari.

Dopo i saluti del dott. Piero Aresta, referente del Presidio del libro, e della prof.ssa Elisabetta Dubla, Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, si è subito entrati nel merito della serata.
La parola chiave è stata “MEMORIA”, necessità di ricordare per non dimenticare, per non ripetere gli ERRORI e gli ORRORI compiuti in passato e quindi il bisogno di ricordare non solo un passato remoto, quale la Seconda Guerra Mondiale con i suoi tristemente noti campi di concentramento, ma anche un passato prossimo, più vicino a noi, ma del quale non si parla mai abbastanza, ossia la guerra dei Balcani e l’assedio di Sarajevo, che era “la capitale culturale” di quel momento storico, per riflettere su un presente, purtroppo, non meno drammatico.
Sembra, però, che l’uomo abbia una memoria a brevissimo termine, in quanto, nonostante sappia quali siano le tragiche conseguenze delle guerre e di ogni forma di violenza, continua a perpetrarla contro i suoi simili e ad assistere con passiva INDIFFERENZA agli olocausti del suo tempo.
L’autrice Diana Bosniak Monai nel suo libro si presenta anche come “Custode del RICORDO”, un ricordo con la “R” maiuscola, in quanto ha ricevuto dal nonno, Punisa Kalezic, un’eredità importante per sé e per le generazioni future: tramandare quanto è accaduto durante l’assedio di Sarajevo tra il 1992 e il 1995. Il libro, infatti, nasce dal diario che il nonno scrive nei tragici giorni di questa dolorosa e drammatica vicenda, evidenziando non solo l’importanza storica dei suoi appunti, ma anche l’umanità e la dignità di quest’uomo, attraverso la cui vita permette al lettore di ripercorrere un intero secolo di storia, soprattutto facendo parallelismi tra l’esperienza di partigiano e di prigioniero nel campo di concentramento di Norimberga, quando il nemico era “oltre il filo spinato”, e la drammatica situazione vissuta durante l’assedio, quando il nemico era “nella sua casa”.
L’incontro ha visto il prezioso contributo del Prof. Mortellaro che, inquadrando storicamente la guerra balcanica e facendo riferimento alla realtà che stiamo vivendo, ha permesso al numeroso pubblico presente di avere un quadro storicamente più chiaro della situazione, offrendo, inoltre, numerosi spunti di riflessione.
Dopo un interessante dibattito, l’incontro si è concluso con l’auspicio che “… tutto questo sia stato solo un’onda, una reazione a catena che ci ha travolto, ma alla fine tornerà tutto al proprio posto con la nostra generazione …” perché “proprio quando pensi che tutto è finito, arriva sempre una nuova pagina del libro che ti dà la speranza e la forza”.
Dora Bonfrate

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Nell’ultimo libro di poesia di Pierfranco Bruni dal titolo “La favola infinita” (edito in una elegante edizione da Macabor) si sottolinea un forte legame tra poesia, sogno, estetica della parola attraverso le sue sfaccettature, in cui il viaggio della vita, nostalgico e malinconico, diventa metafora del tempo.

Il percorso è sempre quello dell' incontro con l'amore materno che segna e nel contempo intreccia il ricordo con la parola che diventa poesia pura.

Le immagini che nascono nella poesia di Bruni hanno il privilegio di dialogare,un dialogo tra il tempo e l'amore.

La creazione poetica passa dalla descrizione del tempo alla emozione dell'amore che scava nella profondità dell'anima.

Il poeta-figlio che nella sua poesia connota la quotidianità della sua amata madre con una contemplazione dei linguaggi di un tempo e di uno spazio ormai lontani ma vivi in un presente che si percepisce attraverso le immagini che evocano quei luoghi e quel tempo.

Un percorso dell'infanzia che attraversa la vita intera per mettere in luce l'essere uomo nel suo intimo attraverso le situazioni vissute che suggellano l'Amore.

Un tempo descritto sul quale agisce un elemento, quello della propria terra.

Ogni verso è pregno di nostalgica appartenenza: 'non so più raccogliere i frammenti di questo paese' 'frantumi di infanzia sulle mani rugose di mio padre' 'i tramonti rossi della sera spillano memorie'.

Ma ogni verso revoca la malinconia per una madre che fu sempre presente,attenta, premurosa: 'è triste ascoltare la tua assenza mentre le onde si divertono a consumarsi' 'nella poltrona...e tu eri assente'

Ma ancora ogni verso descrive la vita nelle sue 'ore spezzate' nelle stelle danzanti' nei labirinti dell'anima ' negli echi delle sirene'

In questo lavoro, Pierfrranco Bruni poeta libera l'anima da ciò che ha vissuto per incanalare la malinconia in una giusta direzione :vivere ciò che è stato.

L'ascolto dei ricordi nei suoni,nelle parole,nelle sensazioni,nei profumi,vengono utilizzati come uno strumento per far conoscere il viaggio della sua vita, nella costruzione di un dialogo con se stesso.

La magia dell'amore risuona in ogni pagina,continuando a cercare tra le pieghe del tempo.

Il viaggio del poeta alla ricerca del suo vissuto per racchiudere la bellezza e continuare ad essere figlio nella sua terra.

Siamo di fronte all'arte della poesia.

Ma che cosa è l'arte se non emozione, esperienza,amore, libertà, bellezza, armonia.

L'arte lega il sapere e l'anima facendone un intreccio che porta alla creazione e qui Bruni nella sua creazione è stato sublime.

Pierfranco Bruni, “La favola infinita”, Macobar, 2019, con Prefazione di Marilena Cavallo

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Grottaglie da oggi non avrà più un suo rappresentante nel Consiglio della Provincia di Taranto.

Si sono svolte ieri, infatti, le elezioni di secondo livello per eleggere il nuovo Consiglio Provinciale e in lizza, nella lista del Patto dei Sindaci, vi erano ben due consigliere di maggioranza, l’uscente Ciro Petrarulo e Massimo Zimbaro, che non sono riusciti ad essere eletti.
Pur avendo i numeri per eleggerlo, lasciare il fronte della Provincia senza presidio da parte di rappresentanti della città è stata una cosa grave, per l'importanza che la stessa riveste sulle tante questioni ancora aperte, compresa la questione discarica. Un fronte che da oggi rimarrà esposto alle istanze di altri territori.
Purtroppo ancora una volta la bramosia di poltrone e le ambizioni personali hanno vinto sul bene comune, sulla possibilità che la nostra città possa essere rappresentata nelle istituzioni di livello superiore, sia essa la Provincia o la Regione.
Ha vinto l'ambiguità, la trasversalità, il trasformismo di questa Amministrazione, ostaggio di veti incrociati tra consiglieri che non sono riusciti a trovare una sintesi tra loro e che sta solo facendo galleggiare il governo della citta' tutto a discapito dei cittadini.
Infatti il Sindaco D’Alò non può pretendere di tenere insieme, come un piccolo Michele Emiliano qualunque, chi fa riferimento al Presidente della Provincia Gugliotti, chi a Cassano (centrodestra) e chi invece dice di essere di una sinistra di lotta, ma che di essa non ha più neppure la parvenza. Il tempo della doppiezza è finito.
Il dato politico che ne esce, secondo il Partito Democratico di Grottaglie, da questa tornata elettorale, è che per incapacità politica o per un disegno ben preciso, la Città di Grottaglie e le sue istanze non saranno rappresentate in Consiglio Provinciale, continuando quella tradizione caratterizzata da una visione politica miope, che guarda più agli interessi personali che a quelli della città.

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