Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Giovedì, 07 Febbraio 2019

Si è costituito nei giorni scorsi il Comitato C.R.I.T.I.C. (Comitato per la Revisione IMu dei Terreni del Comparto C), che riunisce ben quarantacinque proprietari dei terreni del Comparto C di Grottaglie, destinatari di una imposta ritenuta ingiusta e vessatoria.

La decisione dei proprietari di associarsi in comitato è giunta al termine di un incontro al quale hanno preso parte anche alcuni professionisti e tecnici.
“Critic” spiega il presidente del Comitato, Avv. Ciro Lenti “è un nome-acronimo che ben rappresenta sia la nostra situazione critica – alcuni di noi sono tuttora soggetti alla falcidia dei pignoramenti per le cartelle IMU– sia la nostra posizione critica nei confronti del Comune, che continua a renderci vittime di un prolungato ingiusto e insostenibile accanimento fiscale”.
Intanto, il Comitato comunica le prime iniziative. Giovedì 14 Febbraio, alle ore 16, tutti gli associati del Comitato si ritroveranno dinanzi al Comune di Grottaglie per sottoscrivere e protocollare un’istanza, rivolta al Sindaco e a tutti i Consiglieri, contenente la richiesta di sospensione temporanea delle procedure esecutive in corso, in attesa di un’equa definizione della vicenda, nonché di convocazione di un Consiglio Comunale straordinario monotematico che affronti le problematiche dei Comparti C alla presenza dei membri del Comitato.
Sempre per il pomeriggio di giorno 14 febbraio tutti gli associati contano di poter essere ricevuti dal Sindaco per spiegare le ragioni della loro istanza. A tal proposito, il Consiglio del Comitato ha già provveduto a inoltrare ufficialmente al Sindaco una richiesta di incontro.

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I gruppi consiliari Sud in Movimento e Rigenerazione fanno il punto della situazione

Un appuntamento per informare e discutere con i cittadini degli ultimi risvolti della questione discarica di Grottaglie. È quello organizzato da Sud in Movimento e Rigenerazione in Piazza Principe di Piemonte la prossima domenica, 10 febbraio alle ore 11,30.

Insieme al Sindaco, Ciro D’Alò saranno presenti l’assessora all’ambiente, Mariagrazia Chianura e l’assessore al bilancio, Mario Bonfrate che informeranno i cittadini con atti alla mano della sentenza del Tar di Lecce che ha dichiarato, come da sempre sostenuto dall’amministrazione D’Alò, la nullità della determina della Provincia di Taranto che autorizzava il progetto di sopralzo del terzo lotto sito in località “La Torre Caprarica”. Si parlerà inoltre del blocco dei conferimenti a seguito della immediata diffida del Sindaco e di cosa prevede il piano di post gestione previsto nell'AIA originaria, che già all’epoca dell’autorizzazione della Provincia era scaduta.

Inoltre, ci sarà un importante aggiornamento in merito alla controversia arbitrale per il recupero da parte del Comune di Grottaglie delle royalties che il gestore della discarica non versa dal 2016.

Un’assemblea alla quale invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare – dichiara il Presidente di Sud in Movimento, Michele Nuzzo – affinché ci sia, nell’ottica che ha sempre contraddistinto l’azione di Sud in Movimento, una chiara e giusta informazione soprattutto su un tema così importante come la discarica.

 

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“Siamo partiti dal caso di malaria che tempo fa ha interessato alcuni extracomunitari. In quella circostanza l'opinione pubblica era convinta che il contagio fosse avvenuto nel paese di provenienza.

Dopo poco si dimostrò che, al contrario, gli stranieri interessati avevano contratto la malattia in una zona lacustre non bonificata della provincia di Taranto. Da lì, e dalle difficoltà incontrate durante la presa in carico da parte delle strutture sanitarie locali, siamo partiti per arrivare alla consapevolezza di dover migliorare e rendere più agevole l'accesso alle cure degli stranieri presenti sul territorio a prescindere dal paese di provenienza”.

A parlare è l’avv. Stefano Rossi, direttore generale dell’Asl Taranto che questa mattina, presso l’Auditorium del Padiglione Vinci del SS. Annunziata, ha aperto l’incontro di presentazione del Protocollo per la Gestione Sanitaria e Socio-Sanitaria degli stranieri e del Progetto Fari (Formazione Accoglienza Risposta Inclusione).
Dopo l’avv. Rossi si sono alternati sul palco dell’Auditorium il dott. Vito Giovannetti, Direttore dell’Area Socio-Sanitaria dell’Asl di Taranto; il vice Prefetto Valentina D’Urso, Responsabile per l’attuazione del Pon Legalità presso il Ministero dell’Interno; la dott.ssa Cinzia Greco, funzionaria esperta nel campo dell'accoglienza e dell'integrazione degli immigrati dell’INMP (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà); il dott. Mario Volpe, Vicario del Prefetto di Taranto; la dott.ssa Bombina Santella, Presidente del Tribunale dei Minorenni di Taranto; il dott. Giuseppe Pasqualone, direttore generale dell’Asl di Brindisi; il dott. Luigi Negro, direttore dell’Area socio sanitaria dell’Asl di Lecce, la dott.ssa Anna Fiore, presidente della Croce Rossa di Taranto e la dott.ssa Pina Montanaro, Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Taranto.
Presenti alla manifestazione, inoltre, vari esponenti della Marina Militare di Taranto.
Il dott. Giuseppe Pesare, della Struttura di Comunicazione e Informazione Istituzionale dell’Asl Taranto, ha presentato ai presenti il Protocollo per la Gestione Sanitaria e Socio-Sanitaria degli stranieri. Esso recepisce le Linee Guida “I controlli alla frontiera. La frontiera dei controlli”, pubblicate nel giugno 2017, redatte dall’Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) con la collaborazione dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS) e della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), adeguandole alle caratteristiche specifiche del territorio ionico/mediterraneo, dei fenomeni migratori che lo interessano, del sistema di accoglienza ivi predisposto, dell’organizzazione dell’ASL Taranto e dei servizi che la stessa offre. S rivolge in primo luogo a tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari operanti nel territorio dell’ASL Taranto e che rivolgono la loro attività a cittadini stranieri, ma anche a tutte le istituzioni e i soggetti privati coinvolti nel sistema di accoglienza, chiamando tutti gli attori in campo ad adottare regole e procedure uniformi, e fornendo procedure ben definite ai medici, agli infermieri e agli psicologi (non solo dell’ASL) deputati ad effettuare le valutazioni mediche e psicologiche previste nelle varie fasi dell’accoglienza, i trattamenti in emergenza/urgenza e le eventuali visite specialistiche.
Successivamente il dott. Matteo Pagliara, presidente dell’Associazione “Camera a Sud” (associazione di Lecce attiva nella tutela, promozione e diffusione dei diritti umani) ha presentato il Progetto “FARI – Formazione Accoglienza Risposta Inclusione”, che vede coinvolte anche le ASL di Brindisi e di Lecce (l’ASL Taranto è capofila) e finanziato a valere sul Programma Operativo Nazionale “Legalità” 2014-2020).
Questo progetto si propone di migliorare e facilitare l’accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari da parte degli utenti stranieri e di accrescere in loro la conoscenza dei servizi e delle procedure sociosanitarie mediante l’impiego di 15 mediatori linguistici e culturali presso le strutture ASL, nonché la creazione di un’app multilingue volta a facilitare l’acquisizione delle informazioni sull’assistenza sanitaria e sui servizi sanitari e socio-sanitari offerti dall’ASL e svolgimento di corsi di formazione per operatori ASL, per operatori dei centri di accoglienza e per gruppi di migranti.
La stesura del Protocollo è stata curata dal Servizio Socio Sanitario e dalla Struttura di Comunicazione e Informazione Istituzionale dell’ASL Taranto, con la collaborazione del personale sanitario afferente a diverse strutture dell’Azienda.
In particolare, vi hanno fornito spunti professionali: il responsabile del Pronto Soccorso presso l’Ospedale SS.Annunziata di Taranto; il Direttore della Struttura di Dermatologia e Venerologia del SS.Annunziata; il Direttore della Struttura di Pediatria del SS.Annunziata; un medico ginecologo della Struttura di Ostetricia e Ginecologia del SS.Annunziata; il Direttore della Struttura Malattie Infettive e Tropicali dell’Ospedale “Moscati” di Taranto; il Responsabile della Centrale Operativa Provinciale Sistema Emergenza “118”; il Responsabile del Servizio di Psicologia Clinica e di Psicoterapia dell’Età Adulta e dell’Età Evolutiva; un dirigente e un dipendente del Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP) del Dipartimento di Prevenzione. Hanno collaborato e offerto la loro supervisione, inoltre, soggetti esterni all’ASL, e precisamente afferenti all’INMP, alla Prefettura di Taranto, all’ex hotspot e centri di accoglienza.
Per mezzo dei servizi informativi e di mediazione attivati, si prevede di favorire l’attivazione di servizi di assistenza, trattamento e riabilitazione anche di lunga durata a n. 500 richiedenti e titolari di protezione internazionale in condizione di vulnerabilità, e di raggiungere con i servizi informativi n. 5000 richiedenti e titolari di protezione internazionale in condizione di vulnerabilità.
La fase di impegno dei mediatori linguistici è già stata avviata nel mese di febbraio 2019. Dopo la fase di formazione, cui sarà dedicato tutto il mese di marzo, i mediatori saranno operativi presso le strutture delle tre ASL da aprile 2019 a febbraio 2020.
La formazione del personale sanitario e degli operatori dei centri di accoglienza comincerà entro il mese di febbraio 2019 e sarà conclusa a febbraio 2020.
L’avvio delle procedure per la realizzazione dell’app è previsto per marzo 2019.
L’ultimazione del progetto è prevista per marzo 2020.

 

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Nella Città delle Ceramiche, il breve tratto di “muretto a secco” di via Leone XIII, ch’era compreso fra una parete di contenimento e l’angolo con via Francesco Crispi, raccontava la sua storia medievale e ed evocava sentimenti di fede popolare.

“Abbracciava” la chiesa di San Vito (XI - XVII sec.) ed entrambi sono stati impietosamente abbattuti: la chiesa nel 1956; il “muretto” nel 2008...

...Nel mese di febbraio 2008 una ruspa demoliva impietosamente l’antico “muretto a secco” di epoca medievale, così come appare nella foto di chi scrive. Costeggiava la grottagliese via Leone XIII dall’angolo con via Francesco Crispi alla parete di contenimento dell’adiacente struttura. Fu una scelta dettata da necessità urbanistiche e di viabilità mirate a destinare la superficie di terreno, delimitata con le altre vie Pellari e Crispi, a pubblico parcheggio attrezzato per vetture e bus a servizio prevalentemente di turisti e visitatori del Quartiere delle Ceramiche. L’area, infatti, naturale estensione dello storico insediamento figulino, venne intitolata “Piazzale dell’accoglienza”. Proprio sullo stesso angolo, ci piace ricordare, incastonata nel “nostro muretto a secco”, che negli anni ’50 si allungava sulla medesima Via Crispi fino al raggiungimento del primo tratto di via Pellari, sorgeva dal XVI - XVII secolo una piccola chiesa di stile tardo barocco pugliese dedicata a San Vito martire (303); anche se un pensiero popolare la vorrebbe pure in onore di san Rocco (XIV sec.).

Era un edificio che occupava un’area poco più di 100 mq., realizzato a navata unica con interessanti pur se modesti movimenti architettonici, come: la facciata liscia compresa tra due lesene, separata con cornicione dal timpano a volute aperte e pinnacoli laterali con la caratteristica finestra mediana a sacca di polpo. Il portale era sovrastato da una nicchia arcuata che doveva accogliere la statua del Santo. Il prospetto principale affacciava su via Leone XIII, mentre l’articolato campanile a vela e bronzo unico, impostato lateralmente era rivolto su via Francesco Crispi, in direzione del centro storico, l’ampiezza della città a quel tempo popolata da oltre settemila anime. L’edificio venne demolito nel 1956, perché, come scritto nel volume “Un uomo e il suo territorio” (Cosimo Fornaro - Grafiche Cressati, Taranto 1980), “...Era necessario… raddrizzare strade, abbattere anche chiese pur di riuscire a razionalizzare il labirinto abusivo che infastidiva il centro storico… si rese necessario l’abbattimento della Chiesa di San Vito, d’accordo con l’autorità ecclesiastica …la Chiesa trovasi in una posizione planimetrica tale da restringere la sede stradale di via Crispi nel suo punto d’incrocio con la provinciale con San Marzano...”.

Quell’area è rimasta sostanzialmente invariata. Sulle ceneri del tempio di san Vito, d’intesa con l’autorità ecclesiale, negli anni ’80 fu edificata la moderna chiesa del ss. Rosario. Il “muretto a secco”, dunque, delimitava il versante sud-ovest del quartiere figulino. Su alcune delle sue grosse pietre, ricavate dalla morfologia carsica del territorio, come anche sulle pareti esterne della stessa chiesa già sconsacrata, vi erano rimasti segni e tracce di chiodi conficcati dai tintori - conciapelli (“Ccunzaturi”), che nel rione, conosciuto anche come quartiere ebraico, fino agli anni del 1960 tenevano l’attività in botteghe e che per comodità stendevano ed inchiodavano, appunto, le pelli ad asciugare al sole battente dei pomeriggi estivi. Il luogo, insistente al termine della discesa di via Crispi, già dal XVI secolo, accoglieva molte di queste botteghe, dove le pelli organiche subivano il primo trattamento... fra odori nauseabondi prodotti dalla combinazione con le sostanze chimiche impiegate. Fra di esse, era attiva quella della famiglia “de Geronimo”, casato del santo patrono “Francesco” (S.J.,Grottaglie 17 dicembre 1642 – 11 maggio 1716). Suo padre, il conciapelli Giovanni Leonardo, vi traeva sostentamento per la sua numerosa famiglia e dove, sicuramente, in quel breve percorso, fra la bottega, la chiesa ed il “muretto a secco” vi giocava il “piccolo Francesco”. Alcune di queste officine, che per l’opera di trasformazione delle cuoia erano dotate di grosse vasche scavate nel pavimento, risultano ancora con il livello calpestio inferiore a quello stradale.

Dagli anni 80, però, invece della trasformazione delle pelli, vi si producono artigianalmente e si espongono ceramiche artistiche invetriate, lavorate e dipinte a mano. Dopo il suo abbattimento l’antico “muretto”, fu subito ricostruito analogamente senza ausilio di malta, ma con diversi blocchi di pietra e per tutta la sua originale estensione com’era a memoria d’uomo (anni 1930 -’50), ma con differente e moderno disegno. Oggi il vecchio “muretto” lo avremmo sicuramente salvato, conservato e tutelato grazie all’ Unesco che nel 2018 ha dichiarato i muretti a secco “Patrimonio immateriale dell’umanità”. Per Grottaglie c’era una motivazione in più; una virtuosità tra fede e campanilismo che evocava la vita giovanile del santo patrono concittadino. In quel panorama, insomma, manca la chiesa di s. Vito ed anche, aggiungiamo, una chiara e palese testimonianza lapidea a futura memoria che indicasse i momenti di vita del Santo dalla nascita alla giovinezza, nella sua città natale. nel contesto storico - ambientale del luogo al tempo ricavato sul fondo di un ramo secondario della Gravina Fullonese. Parliamo del solco erosivo naturale che fino agli inizi del XX secolo, così com’era il canalone dove corre la via Ennio, costituiva uno sfogo delle acque meteore versate da monte, che già iniziava ad accogliere il nuovo impianto urbanistico del c.d. paese alto, poi incanalate in più adeguati tracciati e portate a valle.

 

 

 

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