Biosgna agire con discontinuità con il passato su politiche ambientali

Roma - "L’arresto di Martino Tamburrano e degli altri indagati avvenuto questa mattina nell’ ambito delle indagini in corso sull’iter amministrativo per la concessione dell’autorizzazione all’ ampliamento della discarica di Grottaglie sta a dimostrare non solo la fondatezza delle nostre ragioni politiche in opposizione a questo sciagurato progetto, ma soprattutto che i nodi alla fine vengono al pettine e che, più spesso di quanto non si creda, la giustizia a difesa del bene comune si impone sul malaffare e sul mero interesse personale. Spero che, se le accuse mosse dalla Procura troveranno riscontro in sede di giudizio, avremo definitivamente smascherato il vero volto di chi ci ha amministrato per anni provocando al nostro territorio danni ambientali gravissimi e si imporrà la necessità di cambiare rotta in modo radicale, soprattutto in tema di politiche ambientali.” Questo il commento a caldo del deputato Gianpaolo Cassese dopo l’Operazione “T.Rex” che ha portato a ben 7 arresti a Taranto da parte del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, tra cui l’ex Presidente della Provincia di FI.

“Mi batto da sempre non solo contro l’ampliamento volumetrico della discarica di Grottaglie, ma contro chi ha letteralmente devastato questa nostra terra autorizzando il proliferare di discariche, fino a ridurla ad essere la pattumiera d’Italia. Come si evidenzia anche

dall’ inchiesta condotta dalla Procura di Taranto e dai gravissimi reati contestati a Tamburrano, dietro lo smaltimento dei rifiuti purtroppo si nascondono interessi economici giganteschi e spesso corruzione. Il problema però, come è evidente, poiché coinvolge chi rappresenta le istituzioni pubbliche, non può di certo esaurirsi solo in ambito giudiziario, ma deve investire anche la politica che è chiamata ad assumersi le proprie responsabilità e a dare risposte immediate in totale discontinuità con il passato, sia nelle modalità di amministrare, sia nei contenuti programmatici” prosegue Cassese.

“In tal senso opporsi al progetto di ampliamento della discarica di Grottaglie resta oggi una battaglia anche sul piano simbolico decisiva. Cosa di cui personalmente sono sempre stato consapevole, al punto che ho ritenuto di dover aggiornare costantemente la Ministra del Sud Barbara Lezzi riguardo l’iter delle autorizzazioni oltre che la sentenza del Tar di Lecce e il pronunciamento del Consiglio di Stato. Chiudere questa discarica insomma – insiste il deputato – sarebbe un segnale importantissimo per mettere la parola fine ad un capitolo buio della nostra storia locale e per aprirne uno nuovo.”

Roma – “Am InvestCo deve fornire risposte chiare e precise alle legittime istanze dei lavoratori dell’Ilva che in queste ore stanno avanzando dubbi sulle modalità con cui sono stati scelti coloro che dovranno transitare nella società facente capo al gruppo Arcelor-Mittal”.

Lo affermano i portavoce del Movimento 5 Stelle Cassese, De Giorgi, Ermellino, Turco e Vianello che poi aggiungono: “A disciplinare il passaggio di consegne che si consumerà dal 1° novembre vi è un accordo sottoscritto al Mise e ci sono le leggi dello Stato italiano che vanno rispettate alla lettera”.
“Tali risposte – sostengono i rappresentanti ionici - Am InvestCo dovrà fornirle durante l’incontro che si terrà al Mise l’8 novembre per volontà del ministro Luigi Di Maio il quale ha prontamente convocato i vertici della newco e i sindacati di categoria. Confidiamo nel fatto che il ministro - con il quale siamo in contatto sin da questa mattina - saprà venire a capo di questa incresciosa situazione”.
“Il rischio di ricorsi collettivi ed individuali nelle sedi giudiziarie, in queste condizioni, è più di una remota possibilità – concludono i portavoce tarantini -. Si tratta di una situazione di ulteriore incertezza che graverebbe nuovamente sulle famiglie degli operai tarantini con costi inaccettabili”.

I deputati Cassese e L’Abbate (M5S) chiedono le dimissioni dell’assessore regionale pugliese alle politiche agricole Leonardo Di Gioia: “Nonostante i nostri allarmi sui gravi limiti che il bando presentava, questi sono i risultati. Le conseguenze le pagano gli agricoltori pugliesi”

“Uno spettacolo davvero penoso e imbarazzante quello che ci sta mostrando l’assessore Di Gioia in questi giorni commentando i dati delle aziende agricole pugliesi escluse dal bando regionale per accedere ai fondi del Piano per lo sviluppo rurale, un dato che raggiunge il picco storico del 73%. Ebbene, invece di scusarsi, assumersi le sue responsabilità dirette e dimettersi subito, si arrampica sugli specchi con trovate autoassolutorie, inviando inutili letterine agli agricoltori, pronto a scaricare responsabilità sul TAR se il comparto agricolo perderà i fondi, come probabile”. È quanto dichiarano i deputati pugliesi Gianpaolo Cassese e Giuseppe L’Abbate, esponenti del Movimento 5 Stelle della Commissione Agricoltura alla Camera.

“Se rischiamo di perdere una parte dei finanziamenti così vitale per il comparto agricolo del nostro territorio e se la graduatoria dopo un anno è ancora congelata con ricadute molto negative per il settore, la principale responsabilità è in capo alla Regione Puglia, al suo assessore di Gioia e al Presidente Emiliano – proseguono i due parlamentari 5 Stelle – Hanno fatto un madornale errore licenziando quel bando che faceva acqua da tutte le parti, prestandosi ad una facile falsificazione dei parametri da parte dei richiedenti, come in molti facemmo da subito notare sollevando tutte le criticità che apparivano fin troppo evidenti ma in cambio ricevemmo solo colpevoli rassicurazioni. Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti – concludono Giuseppe L’Abbate e Gianpaolo Cassese (M5S) – con gravi ripercussioni per un settore di grande importanza come quello agricolo, con inevitabili conseguenze anche per tutto l’indotto di beni e servizi non erogati in assenza di finanziamenti”

Questa mattina in Parlamento abbiamo incardinato le Proposte di regolamento del Parlamento europeo per la PAC 2021-2027. Si apre così una sfida di importanza cruciale per il futuro del comparto agricolo nazionale che non possiamo assolutamente perdere.”

E’ quanto dichiarano i deputati pentastellati della Commissione Agricoltura Gianpaolo Cassese, relatore del Regolamento sui pagamenti diretti, e Dedalo Pignatone, relatore del Regolamento cosiddetto "orizzontale".

“Sono tre le iniziative di regolamento che saranno negoziate, - spiegano i deputati – nello specifico, il regolamento sui piani strategici, quello sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, l’OCM, e il regolamento orizzontale ". Precisano i parlamentari del M5S.

“Nonostante la riduzione dei fondi destinati dalla UE all’agricoltura, l’Italia per la PAC 2021-2027 può contare su una dotazione complessiva pari a circa 36 miliardi di euro, su un totale di 365 miliardi di euro destinati all’agricoltura in tutta l’Europa, corrispondenti a circa il 28,5% del bilancio complessivo. Una somma di grande rilevanza che ci consentirà di dare risposte concrete calibrandole alle esigenze reali degli agricoltori.” Proseguono.

“Nostro fondamentale compito sarà quello di predisporre un piano strategico nazionale all’altezza delle problematiche che intendiamo risolvere, anche per eliminare le storture che si sono sedimentate nel tempo di un sistema di erogazione e rendicontazione, nonché di certificazione e controllo, che certamente va rivisto.” Aggiungono i deputati e concludono:

“Cercheremo di intervenire a Bruxelles prima della approvazione definitiva – concludono i parlamentari– per apportare correttivi a ciò che fin qui non ha funzionato.

Particolare impegno metteremo per risolvere le inefficienze e migliorare la qualità della spesa soprattutto al sud anche mediante una sinergica collaborazione con il Ministero per il Sud.”

 

“Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha perso un’altra occasione per essere realmente incisivo su Ilva. Ha nuovamente dimostrato di essere incapace di entrare nel merito della questione legata al siderurgico, preferendo accusare inutilmente il metodo utilizzato dal Ministro Di Maio. Ha forse volutamente tralasciato che solo qualche giorno fa l’Anticorruzione ha espresso criticità proprio sulla procedura di gara portata avanti dal suo partito, e che quindi dal suo ultimo incontro al Mise, lo scorso 18 giugno, i termini della vicenda si sono ulteriormente complicati. Il sindaco evidentemente non si rende conto che la chiusura dimostrata attraverso le sue ultime dichiarazioni non fa altro che umiliare ancora una volta una intera città, mai tutelata a nessun livello dal primo cittadino. Sottolineiamo la sua mancanza di garanzie su più fronti perché purtroppo dalla parte della nostra ragione gli esempi si sprecano: l’Amministrazione Melucci ha fallito sul versante della pulizia e raccolta di rifiuti, sull’abbandono e incuria delle isole amministrative a scapito dell’intera provincia, e in ultimo sull’appoggio alle dannose politiche industriali, obsolete e inquinanti, portate avanti dal Pd. Anche alla luce di questi esempi non siamo stupiti dei ‘capricci’ del sindaco, che attraverso una sterile polemica vuole contestare il rifiuto da parte del Ministro Di Maio ad accettare il piano ambientale e industriale di Ilva prospettati dall’acquirente indiano, che tanto piacevano a Melucci e all’ex capo del Mise, Calenda. L’atteggiamento di arroganza di Melucci e la sua completa mancanza di interesse sulla tutela della collettività sono indice di un fatto ormai acclarato: a Melucci di Taranto non gliene importa nulla, altrimenti avrebbe accolto con disponibilità l’ennesima richiesta di confronto aperto. Ma il nostro sconforto e delusione, prima come cittadini e poi come portavoce, non ci esime dall’auspicare che Melucci si possa finalmente ravvedere, smettendo di considerare la vicenda Ilva solo come un terreno di scontro, perché i cittadini di Taranto hanno diritto a respirare aria pulita”.

Lo dichiarano i portavoce parlamentari del Movimento 5 Stelle, Cassese, De Giorgi, Ermellino, Vianello, il Consigliere regionale, Galante, e i comunali di Taranto, Battista e Nevoli.

“Oggi in Commissione Attività Produttive il Sottosegretario Crippa ha risposto alla interrogazione del deputato del Partito Democratico Benamati sull’ILVA di Taranto.
Al suo posto avremmo ritirato l’interrogazione, soprattutto alla luce del parere fornito recentemente dall’Anac e del procedimento avviato dal Governo per valutare l’eventuale annullamento della gara per la cessione dell’azienda.
Cullarsi sugli allori della retorica, come continua a fare il PD, che è tra i responsabili della drammatica vicenda che riguarda questa realtà, non paga, così come non paga nascondere che se siamo arrivati fino a questo punto è grazie agli ultimi 6 anni di decreti che hanno aggravato il problema invece di risolverlo”. Questo il commento dei deputati Gianpaolo Cassese e Andrea Vallascas appena usciti dai lavori di Commissione.

“Benamati o è poco informato sui fatti oppure li utilizza strumentalmente per attaccarci, omettendo che già nella riunione con le organizzazioni sindacali del territorio che ci fu nei giorni precedenti alla formazione dell’Esecutivo, a cui fa esplicito riferimento nella interrogazione, noi portavoce del Movimento 5 stelle evidenziammo le gravi criticità presenti nel contratto di cessione. Un contratto che, è bene ricordare, fino a quel momento fu tenuto immotivatamente secretato dal governo in carica, sia alle istituzioni che agli stessi sindacati e che riuscimmo a recuperare con una semplice visura camerale pochi giorni prima dell’incontro.” Precisa il deputato pugliese Cassese e aggiunge: “Non si tratta certamente di attestarsi il merito di aver capito che troppe erano le ambiguità su cui fare luce, troppi i punti poco chiari su cui indagare, come anche il Ministro Di Maio ha evidenziato in Aula recentemente.”

“E’ innegabile però che le criticità sul contratto da noi evidenziate stanno avendo un riscontro – dai termini per la definizione del piano ambientale, alle non garanzie sulla stabilità occupazionale, alla possibile lesione del principio di libera concorrenza, alla poca chiarezza sullo svolgimento dei rilanci delle offerte di gara - cosa che chiarisce con evidenza, qualora avessimo dubbi, il perché l’allora Ministro Calenda ha fatto il possibile per chiudere l’accordo sulla cessione dell’ILVA prima dell’insediamento del nuovo Governo.” Concludono i parlamentari del M5S.

Il ministero tematico guidato da BARBARA LEZZI  non vedrà la luce ma non finisce qui!  Elezioni subito e nel frattempo manifestazione nazionale il 2 giugno

Roma - «Quella che si è consumata pochi giorni fa non è solamente una delle pagine politiche più drammatiche della nostra storia moderna, ma è uno schiaffo a tutti i cittadini di questo paese che siano o meno elettori del MoVimento 5 Stelle». Inizia così il commento sulla crisi istituzionale a firma di Gianpaolo Cassese - parlamentare grottagliese alla Camera dei Deputati per la compagine politica guidata da Luigi Di Maio - chiamando in causa il Presidente della Repubblica alle sue responsabilità: «Mattarella invece di assecondare la volontà popolare attraverso gli organi rappresentativi eletti democraticamente con numeri schiaccianti, decide con un colpo di spugna d’impedire di fatto la nascita del nuovo governo umiliando tutti i cittadini indistintamente, attraverso un vero e proprio diktat sul Ministro dell'Economia, il cui nome, la cui storia personale e curriculum rappresentavano senza ombra di dubbio una garanzia politica e istituzionale inequivocabile, sia per il contratto di governo che per il nostro rispetto verso le istituzioni europee di cui facciamo parte, senza se e senza ma».

Forte la delusione di Cassese quindi, impegnato fin da subito sulla vertenza Ilva insieme a tutti gli altri colleghi parlamentari jonici M5S: «Avevamo inserito nero su bianco aIl'interno del contratto di governo la chiusura programmata dell'Ilva e di tutte le altre fonti inquinanti del territorio, attraverso un piano di riconversione economica che non avrebbe sacrificato un solo posto di lavoro. Un progetto che continueremo a perseguire e promuovere in tutte le sedi opportune e da qualsiasi ruolo politico che ricopriremo da oggi fino alle prossime e inevitabili elezioni».

«Come non essere amareggiati inoltre - prosegue Cassese - nel non poter assistere alla nascita del "Ministero del Sud"; a ricoprirlo sarebbe stata l'eccellente collega portavoce Barbara Lezzi, fin dalla scorsa legislatura impegnata sul fronte dello squilibrio delle risorse destinate al meridione rispetto al nord Italia. Questo - sottolinea Cassese - per rispondere a tutti coloro che in maniera preventiva avevano appellato ingiustamente il nostro contratto di governo come disinteressato della questione meridionale».

Il MoVimento 5 Stelle ha indetto per il 2 giugno a Roma - Festa della Repubblica - una mobilitazione nazionale alle ore 19 in piazza Bocca della Verità con l'hashtag #IlMioVotoConta, insieme ad altre manifestazioni nelle principali città italiane, passeggiate, gesti simbolici e tutto ciò che sarà possibile fare pacificamente per affermare, dicono i promotori "il diritto a determinare il nostro futuro". Cassese - conclude la nota - «Sarò in prima fila a difendere non solo i 66.276 cittadini del collegio che mi hanno eletto il 4 marzo scorso, ma tutti gli italiani che hanno a cuore la democrazia di questo Paese, offesi dall'impossibilità di autodeterminarsi. A loro chiediamo di partecipare partendo da un semplice gesto come l'esposizione del tricolore dalle finestre. Nonostante tutto, sono fiducioso: la democrazia ferita oggi, trionferà domani. È solo questione di tempo».

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