Ancora una volta la procura ricorre ad arresti preventivi, eppure oggi tutti i telegiornali d’Italia hanno parlato di Taranto per gli “arresti eccellenti”.

Cosa c’è di eccellente nel mettete in galera un innocente fino a prova contraria? Andando così a sovraffollare un carcere quello di Taranto che è già il più sovraffollato d’Italia, criminale e criminogeno da se, e che è pieno per il quaranta per cento di detenuti innocenti in attesa di condanna o di assoluzione. Purtroppo non è una condizione solo di Taranto, ma una prassi, quella degli arresti preventivi, che nella totale discrezionalità dei gip spesso in abuso delle esigenze di custodia cautelare, condanna preventivamente a scontare una pena persone nella maggior parte dei casi poi dichiarate innocenti, con il solo scopo di estorcerne ammissioni di colpevolezza o testimonianze se non per anticipare una pena che la lungaggine della giustizia italiana spesso non riesce a trovare nel processo.

La giustizia e la politica giudicheranno le azioni degli imputati non prima di aver salvaguardato e difeso diritti e garanzie di chiunque. Se appare evidente infatti in questo caso una mancanza di esigenza cautelare per imputati che avevano finito il loro mandato politico e amministrativo e quindi non potevano certamente reiterare il reato,scappare o inquinare prove, l’associazione Marco Pannella alla luce dei dati sui penitenziari italiani evidenzia come questo sia un potere abusato da tutta la magistratura italiana e sintomo di uno stato comatoso di una giustizia malata.

Biosgna agire con discontinuità con il passato su politiche ambientali

Roma - "L’arresto di Martino Tamburrano e degli altri indagati avvenuto questa mattina nell’ ambito delle indagini in corso sull’iter amministrativo per la concessione dell’autorizzazione all’ ampliamento della discarica di Grottaglie sta a dimostrare non solo la fondatezza delle nostre ragioni politiche in opposizione a questo sciagurato progetto, ma soprattutto che i nodi alla fine vengono al pettine e che, più spesso di quanto non si creda, la giustizia a difesa del bene comune si impone sul malaffare e sul mero interesse personale. Spero che, se le accuse mosse dalla Procura troveranno riscontro in sede di giudizio, avremo definitivamente smascherato il vero volto di chi ci ha amministrato per anni provocando al nostro territorio danni ambientali gravissimi e si imporrà la necessità di cambiare rotta in modo radicale, soprattutto in tema di politiche ambientali.” Questo il commento a caldo del deputato Gianpaolo Cassese dopo l’Operazione “T.Rex” che ha portato a ben 7 arresti a Taranto da parte del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, tra cui l’ex Presidente della Provincia di FI.

“Mi batto da sempre non solo contro l’ampliamento volumetrico della discarica di Grottaglie, ma contro chi ha letteralmente devastato questa nostra terra autorizzando il proliferare di discariche, fino a ridurla ad essere la pattumiera d’Italia. Come si evidenzia anche

dall’ inchiesta condotta dalla Procura di Taranto e dai gravissimi reati contestati a Tamburrano, dietro lo smaltimento dei rifiuti purtroppo si nascondono interessi economici giganteschi e spesso corruzione. Il problema però, come è evidente, poiché coinvolge chi rappresenta le istituzioni pubbliche, non può di certo esaurirsi solo in ambito giudiziario, ma deve investire anche la politica che è chiamata ad assumersi le proprie responsabilità e a dare risposte immediate in totale discontinuità con il passato, sia nelle modalità di amministrare, sia nei contenuti programmatici” prosegue Cassese.

“In tal senso opporsi al progetto di ampliamento della discarica di Grottaglie resta oggi una battaglia anche sul piano simbolico decisiva. Cosa di cui personalmente sono sempre stato consapevole, al punto che ho ritenuto di dover aggiornare costantemente la Ministra del Sud Barbara Lezzi riguardo l’iter delle autorizzazioni oltre che la sentenza del Tar di Lecce e il pronunciamento del Consiglio di Stato. Chiudere questa discarica insomma – insiste il deputato – sarebbe un segnale importantissimo per mettere la parola fine ad un capitolo buio della nostra storia locale e per aprirne uno nuovo.”

Su disposizione della Procura della  Repubblica di Taranto, militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza del capoluogo Jonico hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del locale Tribunale, nei confronti dell’ex Presidente della Provincia di Taranto, di un Dirigente dello stesso Ente, del presidente e di un membro della Commissione di gara per la Raccolta di Rifiuti Solidi Urbani di un comune della provincia di Taranto, di 2 imprenditori attivi nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, nonché del procuratore speciale di una società gestore di una discarica ubicata nel comune di Grottaglie.

Delle 7 misure cautelari 4 prevedono la custodia in carcere, mentre le restanti 3, gli arresti domiciliari.

I reati contestati sono, tra gli altri, quelli di corruzione, e turbata libertà degli incanti.

L’operazione vede impegnati finanzieri nelle provincie di Taranto, Roma, Bari e Milano, per l’esecuzione dei provvedimenti e delle perquisizioni presso uffici pubblici e numerose sedi societarie.

Le indagini riguardano, in particolare, l’iter amministrativo per la concessione dell’autorizzazione all’ampliamento della discarica di Grottaglie – contrada Torre Caprarica richiesta dalla società che la gestisce.

Il gruppo, costituito dall’ex presidente della Provincia, da un dirigente dello stesso Ente e da imprenditori operanti tra l’altro nel settore dello smaltimento e gestione rifiuti, ha tratto vantaggi in denaro e beni attraverso atti corruttivi che hanno consentito notevoli indebiti guadagni.

Si è accertato, anche attraverso l’ausilio di attività tecniche, che la società proprietaria della discarica di Grottaglie – Contrada Torre Caprarica - aveva terminato la sua attività di raccolta in quanto il sito era ormai colmo, senza possibilità di poter conferire ulteriori RSU.

Nell'agosto del 2017 la Provincia di Taranto, dopo i pareri negativi degli organi preposti, aveva respinto la richiesta di ampliamento.

Il procuratore legale della società, sfruttando i buoni uffici di un imprenditore sammarzanese, ha iniziato a tessere stretti rapporti illeciti con il Presidente pro tempore della Provincia di Taranto, finalizzati a valutare nuovamente, la richiesta “rigettata” di rilascio dell'autorizzazione per il sopraelevamento della discarica di ulteriori 15 metri rispetto al livello di colmata.

A fronte di tali accordi, l’ex Presidente della Provincia si è attivamente adoperato per nominare un nuovo comitato tecnico e un compiacente Dirigente del Settore Ambiente, figura fino ad allora ricoperta dal segretario provinciale.

I pubblici ufficiali, a fronte di tale impegno contrario ai propri doveri, ricevevano denaro e altre utilità, tra queste ultime l’ex presidente della Provincia otteneva, tra le altre, contributi per finanziare la campagna elettorale della moglie alle ultime elezioni politiche per il Senato.

L’accordo corruttivo era talmente esplicito che il ritardo nel completamento dell’iter amministrativo aveva generato le vibrate rimostranze del corruttore che lamentava, per ogni giorno di inattività un mancato guadagno costituito dai ricavi derivanti dal conferimento in discarica dei rifiuti.

Le modalità di corresponsione delle dazioni illecite si sono rivelate particolarmente ingegnose e innovative e, per lo più, elaborate nel corso di incontri conviviali tra gli indagati.

I fondi da destinare ai pubblici ufficiali infedeli venivano costituiti attraverso l’affidamento dei lavori di sanificazione della discarica alle società riconducibili all’imprenditore sammarzanese. I pagamenti per tali prestazioni, risultati sovrafatturati, erano in buona parte destinati a corrispondere il prezzo della corruzione.

Il rappresentante legale della discarica, attraverso l’intermediazione del titolare di un autosalone, donava all’ex presidente della Provincia di Taranto, quale ulteriore compenso illecito, una autovettura di lusso del valore commerciale di circa 50 mila euro.

La gestione degli affari illegali da parte dell’ex Presidente della Provincia di Taranto si è spinta fino all’affidamento diretto, all’imprenditore di San Marzano, di lavori per somma urgenza e necessità in occasione degli eventi di calamità naturale verificatisi nell’estate del 2018, facendo fruttare compensi per ulteriori 95 mila euro circa.

Infine, è stato accertato che l’ex Presidente della Provincia si è prodigato per pilotare anche la gara di appalto per i servizi di raccolta rifiuti del Comune di Sava, influendo sul giudizio tecnico di due professionisti corrotti, facenti parte della commissione di gara, permettendo di far vincere l’appalto allo stesso imprenditore amico, attraverso una delle sue imprese.

 

“Il presidente della Provincia di Taranto colpisce ancora e non ci duole dire che lo avevamo detto. Ora ci aspettiamo che si dimetta come già aveva annunciato all’inizio di maggio. La sentenza del Tar di Lecce, che rigetta il ricorso di Tamburrano sulla sua interdizione temporanea al conferimento di incarichi, non lascia scampo a equivoci: il responsabile dell’Ente provinciale ha nominato come amministratore unico della Ctp una persona soggetta a inconferibilità in base al chiaro articolato della legge Severino. 

Una normativa che evidentemente Tamburrano fa finta di non conoscere, pur di ricreare in Provincia un ambiente a lui non ostile. Adesso la nomina contestata e non valida, che avvalora lo stop nomine al presidente dell’Ente di via Anfiteatro, getta ancor di più nell’incertezza l’ultimissimo incarico dirigenziale al vertice della Ctp. Se anche la nomina di Fisicaro avesse lo stesso epilogo di Marraffa, la crisi già in atto all’interno dell’azienda di trasporti, per cui fino a qualche mese fa gli stipendi dei dipendenti erano bloccati, potrebbe prorogarsi. Insomma un caos che ci preoccupa e per il quale sono assolutamente necessarie le dimissioni: Tamburrano è un Presidente di Provincia con poteri ormai limitati, vada a casa! Non dimentichiamo i precedenti, perchè per Tamburrano l’uso di nominare gli ‘amici’ è un vizio che reitera da tempo; anche il responsabile della sezione Pianificazione e Ambiente della Provincia, architetto Lorenzo Natile (firmatario delle tre autorizzazioni pro rifiuti) proviene dal Comune di Massafra, come del resto Marraffa.
Per anni abbiamo subito sia da parte del centrodestra che del centrosinistra nomine strategiche di personalità ‘comode’ ai giochi di potere, e questa pessima abitudine non ha fatto altro che far fuggire dal nostro territorio persone meritevoli. La sentenza rivolta a Tamburrano sia un trampolino di lancio per un’inversione di rotta, finalmente lontana dal malcostume di una certa politica locale”.

Lo dichiarano il portavoce comunale del M5S Taranto, Francesco Nevoli, il Consigliere regionale del M5S Puglia, Marco Galante, e i parlamentari ionici Cassese, De Giorgi, Ermellino, e Vianello.

Peluso: “Non è solo una questione tecnica. La strategia “rifiuti zero” è una scelta politica”

Il sindacato chiede la convocazione al tavolo per la condivisione di un Contratto Territoriale

Arrivare in Regione con una idea univoca per diminuire il flusso di rifiuti verso la nostra provincia. Quanto dichiarato dal presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, ci sembra il vero punto saliente di dichiarazioni rese alla stampa che partendo dal “caso” della discarica di Grottaglie, mostrano però scarsa lungimiranza in un settore che invece è per noi strategico non solo al fini ambientali, ma anche nell’ottica di un nuovo modello di sviluppo sostenibile perorato dall’Agenda Europea 2030, ma anche dalle più recenti linee guida della Regione Puglia in materia di gestione dei rifiuti.

Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto, interviene sul dibattito in corso relativo all’ipotesi di raddoppio della discarica di Torre Caprarica a Grottaglie.

Invochiamo che al tavolo per la redazione di un Contratto Territoriale sul tema arrivi e abbia ruolo la voce dei lavoratori di questa provincia – dice Peluso – perché il futuro nella gestione dei rifiuti prodotti qui o altrove, non è una questione meramente tecnica, così come detto dal presidente della provincia, ma è una questione politica che interroga le parti sociali in maniera direi dirimente. Il ciclo dei rifiuti appartiene alla discussioni in atto sul benessere eco-sostenibile, ma è anche un interrogativo che riguarda i cittadini che pagano la TARI, così come i lavoratori del comparto che dovranno prepararsi all’innovazione di processi complessi che non possono più trovare il loro terminale in discarica.

La scelta di essere una comunità che attua la strategia “rifiuti zero” ha bisogno di un processo politico e sociale che indichi la direzione e sia in grado di stare accanto a quelle amministrazioni che dicono no ad ulteriori scempi ambientali – continua Peluso – per questo continueremo a sostenere il sindaco di Grottaglie e tutti quei sindaci che si opporranno ad una logica che in cambio dell’interesse economico di singoli, pregiudica il patrimonio di ambiente, salute e sicurezza di molti.

Su questa strada la CGIL sarà ben lieta di condividere percorsi comuni che coinvolgano tutti i partner istituzionali che vorranno perseguire l’importante obiettivo dell’economia circolare – conclude Peluso – per questo attendiamo con fiducia di essere convocati e partecipare attivamente al percorso auspicato dal presidente Tamburrano.

La storia del nostro territorio in un periodo particolarmente difficile, quello dell’immediato secondo dopoguerra, raccontata attraverso le vicende di una famiglia popolana di Statte, allora frazione di Taranto, con circostanze e vicissitudini personali che si intrecciano con gli avvenimenti che in quegli anni hanno segnato la storia della comunità.

È il film “Acquasèle”, scritto e diretto da Adeo Ostillio, una produzione autofinanziata della GAO Film, un autentico colossal le cui preparazione e riprese sono durate oltre tre anni.

Il film “Acquasèle” sarà proiettato, con ingresso libero e gratuito, alle ore 18.30 di venerdì 25 maggio 2018 nel salone della Biblioteca “Marco Motolese, in via Lisippo al Quartiere Tamburi.

La serata è organizzata dall’Associazione di volontariato Auser Tamburi, Associazione Culturale “Marco Motolese”, Club per l’Unesco di Taranto con il patrocinio del Centro Servizi Volontariato di Taranto e del Comune di Taranto.

La manifestazione si aprirà con i saluti del Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, della presidente di Auser Tamburi Mimma Peluso e della presidente del Club per l’UNESCO di Taranto Carmen Galluzzo Motolese.

Dopo la proiezione del film il giornalista Silvano Trevisani modererà un dibattito al quale parteciperanno anche il regista-autore Adeo Ostillio e gli attori-cittadini del film.

Nella produzione di “Acquasèle” sono state coinvolte, a vario titolo, circa 180 persone tra attori protagonisti, caratteristi, comparse, nonché tecnici e macchinisti.

Nel film hanno recitato attori non professionisti, cittadini alla loro prima esperienza cinematografica, tra l’altro gran parte dei dialoghi sono rigorosamente in vernacolo “stattarule”. Gli attori, inoltre, hanno indossato in gran parte autentici vestiti dell’epoca.

“Acquasèle” è il pane bagnato con pomodoro e sale, l’alimento povero che, in quel periodo di grande fame, spesso rappresentava la principale forma di sostentamento per molte famiglie del popolo.

Lo scopo ultimo di “Acquasèle” è quello di lasciare alle generazioni future una testimonianza sulle tradizioni e sulla storia del territorio, che altrimenti sarebbero andate perse, sviluppando quel senso di appartenenza che rappresenta il vero collante di una comunità.

Il film “Acquasèle” rappresenta un grande atto di amore verso la storia del territorio di Adeo Ostillio, un medico che in passato si è dedicato con successo alla politica, è stato anche consigliere provinciale, ma che da diversi anni coltiva la passione della cinematografia.

Dopo alcune esperienze, soprattutto con docufilm sulla storia locale, con la sua GAO Film Adeo Ostillio si è cimentato nella realizzazione di questa pellicola, della durata di 91 minuti, di cui ha curato con competenza e professionalità tutti gli aspetti della produzione: dalla ricerca storica e documentale alla sceneggiatura, dall’allestimento scenico al casting, dalla regia al montaggio finale.

Il film “Acquasèle” rappresenta un grande affresco della vita di Statte tra il 1945 e il 1947, con alcuni flash-back in periodi precedenti; il tutto visto attraverso la vita quotidiana di una classica famiglia popolana dell’epoca, vicende che si intrecciano con quelle di altre famiglie e di personaggi famosi dell’epoca, nonché con importanti avvenimenti storici.

Il film si basa principalmente sulla rigorosa ricostruzione di tradizioni e fatti realmente accaduti, “documentati” da Adeo Ostillio mediante interviste agli anziani del paese, alcuni “lucidamente ultranovantenni”, nonché attraverso un meticoloso lavoro di ricerca in biblioteche, archivi ed emeroteche.

Grande attenzione è stata riposta nella fedele ricostruzione storica sia delle scene di vita comune, con usanze e oggetti oggi dimenticati, come il macinino o le lampade a petrolio, sia negli esterni “girati” a Statte, tra l’altro sono stati rappresentati avvenimenti storici, come la cerimonia di accensione del primo lampione della pubblica illuminazione nel 1931 o il bombardamento del 1940.

Parimenti sono stati oggetto di uno studio approfondito i costumi d’epoca indossati dagli attori, come la fedele ricostruzione di usanze e tradizioni andate perdute,

Impreziosisce il film una colonna sonora originale composta a più mani da Francesco Arces, Luigi Petraroli ed Emanuele De Vittorio; la registrazione delle musiche, effettuata presso il “Criptaliae Recording Studio” di Grottaglie, ha visto impegnati Mimmo Fornaro, Bruno Galeone, Carmine Fanigliulo, Emanuele De Vittorio, Tonino Palmisano, Francesco Arces e Ignazio Caleandro.

Non è stato considerato il grido di allarme lanciato dai medici in relazione ai dati espressi dal registro tumori, accompagnato a gran voce da comitati, associazioni, cittadini, sindaci, giornalisti, sindacati e soprattutto ragazzi che alla loro età dovrebbero pensare a progettare la loro vita anziché pensare a come difenderla.

Non si tenuto conto soprattutto della storia, di quello che già con il Presidio Permanente No Discariche si urlava.

Non si è volutamente tenuto conto di tutto ciò per cercare di non favorire chi dalle terre del Nord, quelle della Lega e della destra, viene a fare affari sulla nostra salute, vantandosi poi di essere terre virtuose chiudendo le discariche, tanto ci sono quelle del sud e quelle della Provincia di Taranto in cui ganci massafresi si prestano abbastanza bene.

L'amministrazione provinciale a guida Tamburrano, in base alle osservazioni del Comitato tecnico provinciale, ha autorizzato tutte le richieste della società Linea Ambiente reputando carta straccia i pareri tecnici negativi espressi dal Comune di Grottaglie, ASL e ARPA.

Ci ritroveremo con una bella montagna di rifiuti sopra la testa, tanto questa gente è abituata a guardarci dall'alto e semmai in difficoltà anche ad essere soccorsa dai dottori dell'immondizia.

Ma non molliamo, anzi rilanceremo con forza, perché le battaglie sono lunghe e chi vuole fare affari con i rifiuti queste cose le conosce bene e punta a far stancare e a far assopire tutte quelle forze pulite che si oppongono a questo tipo di politica rappresentata da Tamburrano e company che presto ci ritroveremo al governo e che ha avuto sostegno e conforto anche nella nostra città grazie a volti noti del panorama politico locale

Pensate rischiamo di
essere governati da chi su questa terra, favorisce le politiche delle discariche, da chi non tiene conto delle precarietà ambientali di una intera area e da chi poi con occhi ipocriti guarda negli occhi i più piccoli

Assieme ad alcuni sindaci del tarantino ho partecipato all’incontro convocato dal Presidente della Provincia di Taranto sulla discarica Linea Ambiente di Grottaglie.

Nel mio intervento ho ribadito la necessità di rivedere gli atti fin ora prodotti e soprattutto il parere favorevole al sopralzo della discarica, messo a verbale lo scorso 15 febbraio dalla commissione tecnica provinciale, in totale controtendenza rispetto a tutti i pareri negativi sin ora prodotti da parte della Asl di Taranto,da parte dell’Arpa Puglia, da parte delle associazioni, da parte dei comuni. Serve valutare le ultime controdeduzioni presentate dal sindaco di Grottaglie Ciro D'Alò. La provincia jonica merita attenzioni particolari ed è per questo che ritengo possano esserci tutte le condizioni per far affermare il cosiddetto “fattore di pressione” nella nostra provincia, ovvero occorre negare ogni tipo di autorizzazione per ampliamenti di discariche e inceneritori. Il nostro territorio infatti è già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale dall’azione inquinante dei complessi industriali (Ilva, Eni, Cementir), oltre ad essere interessato dalla presenza delle discariche di Lizzano, Statte, Grottaglie, Manduria e Massafra, che nel complesso provocano un impatto ambientale e socio-sanitario non più sostenibile, negativo, importante, che non va sottovalutato, per la salute pubblica e per tutto ciò che ne consegue.

Ho invitato quindi il presidente Tamburano a rivedere tutto l’iter autorizzativo consapevole del fatto che, in ogni caso, a monte di tutto ciò, c'è il problema fondamentale di una mancata pianificazione della gestione dei rifiuti a livello regionale in questi anni. In Puglia non si riesce a risolvere il “problema discariche” a causa della mancata chiusura del ciclo dei rifiuti, mentre una seria politica della raccolta differenziata avrebbe evitato il loro proliferarsi. Siamo fiduciosi che quel parere favorevole del comitato tecnico provinciale, contrario alle aspettative dei cittadini Grottaglie e di tutto il comprensorio, possa essere rivisto e quindi che dalla Provincia di Taranto non si conceda l'autorizzazione al sopralzo. Noi di Liberi e Uguali continueremo a vigilare e a guardare con grande attenzione le vicende ambientali che interessano il nostro territorio.

Domani mattina tutti i comitati e associazioni ambientaliste si riuniranno sotto il Palazzo della Provincia di Tarantro per dire no al sopralzo del terzo lotto della discarica di La Torre di Caprarica, è stato deciso a margine della conferenza stampa del Sindaco di Grottaglie Ciro D'Alò, che dal Sindaco Tamburrano sarebbe stato tenuto all'oscuro della relazione del Comitato Tecnico provinciale redatto e pubblicato in data 15 febbraio 2018, ma che inspiegabilmente è stato pubblicato sul sito della Amministrazione provinciale solo il 6 marzo 2018. Come si potrà vedere dal video della diretta integrale della succitata Conferenza stampa, il Sindaco ha detto più volte di aver chiesto al Presidente Tamburrano a che punto fosse la relazione tecnica e lo stesso Tamburrano avrebe detto di non aver ricevuto alcuna comunicazione, stessa cosa è stata dichiarata dal consigliere comunale e provinciale Ciro Petrarulo. Intanto Tamburrano ha indetto per domani mattina intorno a mezzogiorno una conferenza stampa, in cui smentirà quanto dichiarato dal Sindaco D'Alò.

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